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Dormire a Manoppello

Pescara > Ospitalità nel pescarese
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI MANOPPELLO (PE)
 
Artigianato e Gastronomia. A Manoppello sono presenti due laboratori artigianali che realizzano manufatti in ceramica e in pietra della Majella. Vanno purtroppo scomparendo le attività artigianali legate alla lavorazione del rame. Fin dalle origini, il quadro produttivo di questo territorio era allora, come adesso, strettamente legato alla produzione di olio e vino, una produzione bimillenaria, che si diffonde nell’età del Bronzo (2300-1000 a.C.) e prosegue ininterrottamente sino ai giorni nostri. La lavorazione di olio e vino doveva avvenire nella parte rustica della villa, non ancora indagata: dalle testimonianze archeologiche sinora esplorate nel territorio, si è venuti a conoscenza del fatto che il settore destinato alle lavorazioni comprendeva magazzini attrezzati con grandi dolii o contenitori in terracotta in parte interrati, per la conservazione dei frutti e del prodotto (ne sono stati recuperati diversi frammenti), oltre a vasche e torculari per la spremitura e raffinazione dell’olio del prodotto finito. Nell’area della Villa romana si è conservato un notevole patrimonio di varietà ed ecotipi locali di olivo, recuperate e rilanciate recentemente sul mercato, come la carpinetana, la toccolana e la dritta, peculiari proprio della provincia di Pescara e alla base dell’attuale e unico olio extravergine d’oliva DOP “Aprutino”. Grazie ad alcune fonti scritte ed archeologiche, è noto che lungo le fertili propaggini collinari che si estendevano dal Gran Sasso al Mare Adriatico erano prodotte ingenti quantità di vino esportate nell’intero bacino del Mediterraneo fra il II secolo a.C. ed il I d.C. Dagli strati di interro presenti nella Villa romana provengono infatti alcuni frammenti di anfore da trasporto, quei contenitori utilizzati nell’antichità per trasportare e esportare prodotti agricoli, come olio e vino. I vigneti erano coltivati in passato, ed in alcune aree ancora oggi, con il modo greco-latino, ovvero con la vite coltivata ad alberello e sorretta da canne; fra le varietà d’uva presenti ricordiamo il muscardello, il pergolo, l’uva pane, l’uva donnole, il precoccio e la malvasia. Anche l’attività pastorale si sviluppa e intensifica a partire dalle fasi finali dell’Età del Bronzo, in particolare con allevamento bovino e ovicaprino. Dalle greggi allevate nell’ambito di forme di transumanza verticale (spostamento dei pascoli bassi a quelli di altura della vicina Majella), sopravvissute sino al secolo scorso con il nome di “montificazione”, provenivano le carni di ovini e caprini, dei quali vengono esaltate le qualità dalle antiche fonti scritte. Nella zona erano anticamente presenti produzioni di carne, latte e lana, anche se con il tempo la lavorazione della lana è scomparsa quasi del tutto ed è invece proseguita la produzione del latte da trasformare in formaggio e simili.
Ospitalità nel Paese di MANOPPELLO (Pe) (m. 257 s.l.m.)
     
  CAP: 65024  - 085 -  085.8561032 - Da visitare:    
 MUNICIPIO DEL PAESE DI MANOPPELLO:  085.90003  085.90895     085.8590003 int. 1 - Partita Iva: 00947010682 
Raggiungere Manoppello: (Satzione di Manoppello   (Uscita Scafa/AlannoAeroporto d'Abruzzo a 25 Km.
 
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Via Cappuccini, 19 - 65024 Manoppello (Pe)
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La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel territorio abruzzese, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
L’Olio extra-vergine di oliva di Manoppello, prodotto dalle piccole e medie aziende del territorio comunale nei frantoi locali, e il vino rappresentano sicuramente i prodotti tipici, ma non si può dimenticare la ricca tradizione dolciaria paesana. In particolare, le P’zzell allu ferr (pizzelle al ferro), le Cupurchiun, dolci del periodo natalizio fatti con farina, zucchero, olio e uova e con ripieno di marmellata d’uva, mandorle, mosto cotto, noci, zucchero, li Cavuciùn (Fiadoni), rustici cotti al forno, tipici del periodo pasquale e ripieni di formaggio, la Pup’ e cavall di Pasqua ( pupe e cavalli di Pasqua) dalle caratteristiche forme di una sagoma femminile e del cavallo, i Tarall’ d’ Sant Bias (Taralli di San Biagio) e Li Turruncin (torroncini) con mandorle, farina, uova e zucchero. Non bisogna dimenticare poi gli Gnocchi di Santa Chiara fatti con acqua, vino e farina. La leggenda vuole che la ricetta originaria provenga da un convento di un comune teatino dove erano impastati dalle abili mani delle suore. A Manoppello questi ottimi gnocchi sono arrivati conservando il nome e la forma, ma arricchendosi di alcuni ingredienti che li rendono più gustosi. La procedura prevede l’impasto steso, viene tagliato a dadini e lavorato con un ferro da calza al fine di realizzare una serie di cilindri sottili con un foro centrale che rende più facile la cottura e più digeribile la pasta stessa.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
Centro storico di Mannoppello. Il centro storico si presenta come un tipico borgo medievale, caratterizzato dalle presenza delle antiche porte d’accesso che si aprivano lungo la cinta muraria, conservata soltanto in alcuni tratti. A conferma delle origini antiche del paese si possono trovare tratti dell’originario Muraglione di cinta nei pressi dell’Arco San Leonardo, uno dei quattro varchi d’accesso. Sono ancora visibili la Porta di Ferro e la Porta Fara: è da qui che, anticamente, i pellegrini accedevano per recarsi al Volto Santo. Tra il Seicento ed il Settecento, il paese venne arricchito dalla costruzione di imponenti palazzi, ancora esistenti, che prendono il nome dalle nobili famiglie proprietarie: Palazzo Pardi, Blasioli, Palazzone, Scurci, Marinelli, Verratti. Tali architetture sono caratterizzate da suntuosi portali in pietra della Majella sapientemente scolpita da scalpellini locali. L’attuale centro storico è attraversato longitudinalmente da Corso Santarelli, intitolato nel 1873 allo scultore, glittico e medaglista Giovanni Antonio, nativo del posto e considerato l'incisore di gemme più autorevole del periodo napoleonico. La via principale collega Piazza Garibaldi a Piazza S. Francesco, già anticamente sedi dei mercati rionali del paese, momenti di forte richiamo per le popolazioni vicine. Situata a metà del corso è possibile imbattersi in Piazza Caduti di Marcinelle, il largo dedicato ai caduti della tragedia del Bois du Crazier, nella quale il paese perse ventitre cittadini: la piazza presenta al centro una monumentale scultura di Pietro Cascella e lungo le pareti lapidi commemorative del tragico evento avvenuto in Belgio nell’agosto del 1956.  Museo Civico - Centro di documentazione iconografica “Giovannantonio Santarelli”: La struttura museale è considerata il più importante Centro di Documentazione Iconografica sull'arte del famoso glittico abruzzese. La struttura museale è situata presso i locali dell’ex convento delle suore alcantarine al centro del Corso principale.  Il nucleo più consistente delle opere esposte nel museo Santarelli è costituito dalle interpretazioni grafiche di Vito Giovannelli relative ai cammei e ai ritratti in cera. Per questi studi è stata conferita a Vito Giovannelli una medaglia d'oro dalla "Contea di Manoppello". La donazione dell’incisore si compone di 70 disegni originali firmati dall’autore in diverse misure ed eseguiti a china o matita nel periodo 1975-2004, tutte trasposizioni grafiche di opere Santarelli (medaglie, argenteria, ritrattistica, cammei).

L’Abruzzo si trova all’incirca al centro della penisola italiana, ad una latitudine corrispondente a quella del medio e basso Lazio, con il quale confina ad occidente. A Nord i confini della Regione toccano le Marche, ad Est il mare Adriatico, a Sud e Sud-Est il Molise. Copre una superficie di 10.794 Kmq ripartita in quattro province: L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, con una popolazione vicina al milione e trecentomila.
La fisionomia della Regione è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare.
L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con il Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875, opera grandiosa, che peraltro era stata più volte program-mata fin dall’epoca dell’impero Romano.
Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale.
L’Abruzzo marittimo si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera so-stanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari.
Le stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roselo degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chietino, Fossacesia e Vasto.
I centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150.
Di grande interesse turistico, sportivo e climatico i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e Bomba.
Una nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di fauna.
Nel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.

 
 
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