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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Luco dei Marsi

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI LUCO DEI MARSI (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di LUCO DEI MARSI (Aq) (m. 680 s.l.m.)
     
  CAP: 67056 -  0863 -  0863.506314 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI LUCO DEI MARSI 0863.1855142   0863.529116       0863.506314  P. IVA: 00189780661
Raggiungere Luco dei Marsi:(Stazione Avezzano a 9 Km.)  (Uscita Avezzano) -Aeroporto d'Abruzzo a 107 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI LUCO DEI MARSI (AQ)
** HOTEL CORALLO
Via Lazio, 3 - 67056 Luco dei Marsi (Aq)
tel. 0863 529290
 Servizi offerti dalla struttura











RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE LUCO DEI MARSI (AQ)
La Storia del Paese di Luco dei Marsi. Dal latino "lucus", che significa "radura del bosco" ed è connesso con "lux", ovvero luce. Nell'alto medioevo, con ogni probabilità, una parte del suo territorio veniva chiamato Penna. La trasformazione del nome da Penna a Lucus sarebbe avvenuta, secondo alcuni storici, tra l'VIII e il IX secolo; secondo altri, solo in data più avanzata, in particolare nel 1137, quando a causa di una terribile alluvione del Fucino e al contempo dell'invasione di una grande quantità di serpenti, i suoi cittadini sarebbero stati costretti a rifugiarsi in un luogo più sicuro. La leggenda vuole che a Luco sia nata la dea Angizia divinità adorata dai Marsi, dai Peligni e da altri popoli osco-umbri, associata al culto dei serpenti. Essendo i serpenti spesso collegati con le arti curative, la dea Angizia era ritenuta in grado di gestirli per fini curativi. I Marsi la consideravano più una maga che una dea e le riconoscevano le capacità nell'uso delle erbe curative (specie quelle contro i morsi di serpente) ed anche l'addestramento dei serpenti. Gli antichi popoli italici le attribuivano anche altri poteri magici, come la capacità di uccidere i serpenti con un solo tocco. Il nome "lucus" è, dunque, strettamente legato alla dea Angizia. Numerose sono le testimonianze storiche (monumenti, opere d'arte e resti archeologici) del passato di Luco dei Marsi, che vanno dall'età del Bronzo fino al Medioevo e al Rinascimento. Testimonianze preziose riguardano la prima età del ferro con i centri fortificati ("ocres" in lingua safina locale; "oppida" o "castella" in latino). Nel territorio luchese c'è la tangibile presenza di "ocres" su un'area rocciosa situata in località Petogna, di fronte a Strada 45 del Fucino e sulle alture di monte Penna. Si tratta dell'acropoli che sovrasta la successiva città italico-romana di Anxa o Lucus Angitiae. Il borgo probabilmente ospitò gli schiavi impegnati nella costruzione dell'emissario e dei Cunicoli di Claudio, voluti dall'imperatore romano per prosciugare il lago. Luco, durante il medioevo, fu incluso nei feudi dei d'Avalos per poi passare ai Colonna. Il centro venne colpito duramente dal terremoto di Avezzano del 13 gennaio 1915.
CAMPEGGI LUCO DEI MARSI (AQ)
I Siti archeologici di Luco dei Marsi. Lucus Angitiae, è un sito archeologico posto nei pressi del versante meridionale della conca del Fucino. Dagli scavi che hanno avuto inizio negli anni settanta sono tornati alla luce le aree della città-santuario nota anche con il nome di Anxa. In particolare il tempio di epoca italica costituito di due celle e uno di età augustea, oltre a colonne doriche, sepolture e a numerosi reperti come sculture a bassorilievo, bronzetti e monete. Nel 2003 sono state rinvenute tre statue: una in terracotta in posizione seduta sul trono e due in marmo, una panneggiata e col capo coperto e l'altra seminuda con panneggio. Ocres posto sul monte Penna di fronte alla località Petogna situata lungo la strada Circonfucense. L'acropoli sovrasta la città-santuario dei Marsi. L'inghiottitoio naturale di Petogna, rappresenta l'unico emissario naturale dell'ex lago Fucino.
VILLAGGI TURISTICI LUCO DEI MARSI (AQ)
Le Aree naturali a Luco dei Marsi. Parco San Leonardo, area attrezzata d'interesse naturalistico. Il parco, situato a sud di Luco, è stato istituito nel 1998 e si estende in un'ampia area che include la fonte omonima e il monumento ai caduti inaugurato nel 1975. Rappresenta uno dei punti di partenza per gli amanti dell'escursionismo. È dotato di diversi punti fuoco, aree di sosta ed offre la possibilità di percorrere gli antichi sentieri che conducono sui monti Longagna e Romanella.
AFFITTACAMERE LUCO DEI MARSI (AQ)
AFFITTACAMERE ANGIZIA
Via Dei Cappuccini, 11 - 67056 Luco dei Marsi (Aq)
tel. 0863 52202 - fax 0863 528990
BED & BREAKFAST LUCO DEI MARSI (AQ)
BED & BREAKFAST ANGEL'S B&B
Via Duca degli Abruzzi, 34 - 67056 Luco dei Marsi (Aq)
tel. 0863 528559 - mobile 347 3523924
CASE PER VACANZA LUCO DEI MARSI (AQ)
Tradizioni e folclore a Luco dei Marsi: A gennaio: festa dell'agricoltura e sagra della patata del Fucino; 17 gennaio: festa di Sant'Antonio Abate; Tra febbraio e marzo (martedì grasso): Carnevale Marsicano organizzato dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso; Ad aprile: feste di Sant'Antonio Abate e della Madonna delle Grazie; Primo maggio: festa con sfilata, concerto musicale e mostra di pittura; Tra maggio e giugno (domenica di Pentecoste): l'antico rito della Panarda marsicana; Terza domenica di agosto: feste patronali e festa di San Giovanni Battista; 30 novembre: fiera di Sant'Andrea; Tournée della Corale di Luco dei Marsi.
APPARTAMENTI PER VACANZA LUCO DEI MARSI (AQ)
Lucus Angitiae, conosciuto anche più semplicemente come Angizia dal nome dell'omonima dea, è un sito archeologico riconosciuto come monumento nazionale posto nei pressi della sponda meridionale della conca del Fucino, in località Petogna, vicino alla contemporanea cittadina di Luco dei Marsi in provincia dell'Aquila. La Storia del sito archeologico Lucus Angitiae di Luco dei Marsi: Il nome originario del sito sarebbe legato al termine lux (luce), da cui è derivato lucus, ovvero la radura nel bosco. Il luogo sacro era dedicato alla figura della dea Angizia, venerata dai Marsi che abitavano le sponde del lago Fucino. L'area sacra, risalente al III secolo a.C., è nota anche con il toponimo di Anxa, nome romano derivato dal toponimo in lingua marsa Actia (ovvero Angizia). L'area ha svolto le funzioni di municipio fino all'alto medioevo. Secondo la leggenda gli abitanti erano abili preparatori di antidoti contro i veleni di serpenti e conoscitori delle erbe dei monti circostanti, a cominciare da Umbrone, che fu ucciso da Enea nella guerra fra italici e troiani, come è narrato nell'Eneide. Attestazioni di carattere archeologico hanno permesso di far risalire all'età del bronzo le prime frequentazioni del sito. Fu invece durante l'età del ferro che l'area fortificata si sviluppò su oltre 14 ettari recintati con opere poligonali che presentavano due porte d'accesso all'area. Il centro fortificato del sovrastante monte Penna venne inglobato dalla sottostante città-santuario durante il periodo delle guerre sannitiche attraverso opere murarie che coprirono un'area di circa 30 ettari e che furono dotate di cinque porte. Il sito è caratterizzato dalla presenza del tempio di epoca italica situato in località Il Tesoro e di quello di epoca augustea. Sono visibili il muro di terrazzamento dell'area sacra di Angizia e le tracce dell'ampia recinzione muraria dell'età del ferro, i ruderi delle tre porte di accesso ai templi, le tracce del foro e del quartiere artigiano. La città santuario è sovrastata dall'acropoli di monte Penna. Lateralmente e prossima al contemporaneo abitato di Luco dei Marsi si trova la chiesa di Santa Maria con l'annesso monastero.
CASE PER LE FERIE LUCO DEI MARSI (AQ)
Gli scavi archeologici di Lucus Angitiae a Luco dei Marsi. I reperti sono venuti alla luce casualmente e tramite lavori pubblici. Si tratta di statue, sculture a bassorilievo, monete, bronzetti, ex voto, frammenti architettonici, teste ecc. in parte esposti nella sezione archeologia del museo d'arte sacra della Marsica e in parte conservati presso il museo Paludi a Celano. Scavi condotti a partire dai primi anni settanta dall'Archeoclub della Marsica e dal 1998 in poi hanno portato alla luce i templi, quello italico composto di due celle e quello di epoca romana che presenta tre ambienti. Sono state inoltre scoperte colonne doriche, fornaci e sepolture. Nel 2003 opere di ricerca condotte dall'Università degli Studi dell'Aquila hanno permesso di svelare altri importanti reperti, in particolare nell'area denominata Sagrestia sono tornate alla luce le tre statue: quella, che secondo alcuni studiosi sarebbe ricollegabile alla figura della dea Angizia, è in terracotta e risale al III secolo a.C.; le altre due statue in marmo sono invece databili al II secolo a.C. Dal 2014, dopo i lavori di messa in sicurezza del santuario, il sito è visitabile. L'area è stata sottoposta a tutela ambientale e paesaggistica nel 1998 tramite l'istituzione del parco naturale San Leonardo.
COUNTRY HOUSE LUCO DEI MARSI (AQ)
I Peligni di Luco dei Marsi erano un piccolo popolo italico di lingua osco-umbra, storicamente stanziato nel I millennio a.C. nella Valle Peligna, parte dell'odierno Abruzzo. Entrati in conflitto con la Repubblica romana alla fine del IV secolo a.C., presto furono indotti dall'evidente supremazia dell'esercito romano a unirsi in alleanza con Roma, accettando una condizione di chiara subordinazione. Conservarono a lungo un certo margine di autonomia interna fino a quando, nel I secolo a.C., l'estensione a tutti gli Italici della cittadinanza romana, decisa in seguito alla Guerra sociale alla quale avevano preso parte anche i Peligni, accelerò il processo di romanizzazione del popolo, che fu rapidamente inquadrato nelle strutture politico-culturali di Roma. Le fonti antiche offrono due diverse ipotesi sull'origine del popolo dei Peligni. Secondo Festo erano di origine illirica; secondo Ovidio, sabina (e quindi italica). Entrambe le ipotesi sono plausibili, e non si escludono l'una con l'altra. Genti indoeuropee del gruppo osco-umbro penetrarono in Italia nella seconda metà del II millennio a.C., probabilmente intorno al XII secolo a.C. Non è noto il momento esatto in cui genti di lingua osco-umbra si stabilirono nell'area della Valle Peligna; il popolo dei Peligni si differenziò probabilmente già in loco, ed è anzi possibile che i suoi tratti etnici fossero discesi dalla fusione di più elementi. Predominante fu comunque, non solo dal punto di vista linguistico ma anche da quelli politico, culturale e religioso, l'apporto osco-umbro. Storicamente, i Peligni emergono attestati nel loro territorio a partire dal IV secolo a.C., quando ebbero i primi contatti testimoniati con la Repubblica romana. Abitavano le pendici del massiccio formato dai monti Maiella e Morrone: la Valle Peligna, solcata dai fiumi Aterno, Gizio e Sagittario. I loro centri principali furono Sulmo (l'odierna Sulmona, dove nacque il poeta Publio Ovidio Nasone), Superaequum (oggi Castelvecchio Subequo) e Corfinium (l'attuale Corfinio)[1], già capitale dei Peligni indipendenti e in seguito, durante la Guerra sociale, sede dell'assemblea degli Italici ribelli (90 a.C.). I Greci incontrarono i Peligni nei loro commerci in centri sulla costa, come Aternum, Histonium e Anxianum[senza fonte]; forse è per questo motivo che Strabone estende il territorio dei Peligni a tutta la costa adriatica, tra il fiumi Aterno e Sangro.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' LUCO DEI MARSI (AQ)
Con il nome di Osco-umbri, o Italici di Luco dei Marsi in senso stretto, si indica un insieme di popoli indoeuropei stanziati nell'antichità nell'Italia continentale, caratterizzati dall'uso di un insieme di lingue tra loro strettamente imparentate: le lingue osco-umbre (o "italiche"). I più noti sono gli Osci, gli Umbri e i Sanniti (o Sabelli); altri erano poi i Piceni, i Vestini, i Marrucini, i Peligni, i Marsi, gli Equi, i Sabini, gli Ernici, i Volsci, i Lucani, i Bruzi. Un tempo ritenuti parte dello stesso ceppo indoeuropeo dei Latini e degli altri popoli a essi linguisticamente più affini (i Latino-falisci), a partire dagli studi condotti da Vittore Pisani e Giacomo Devoto fin dagli anni trenta del XX secolo è emerso come in tale ceppo, chiamato "italico", convergessero in realtà due diverse stirpi indoeuropee, giunte poi in Italia in momenti differenti e qui riavvicinate da una lunga convivenza. I precisi caratteri etnico-culturali di questi popoli, identificati soprattutto sul piano linguistico, continuano a essere oggetto di dibattito tra gli storici, così come le relazioni dei vari nuclei all'interno del gruppo e con altri popoli dell'area. Secondo l'opinione più diffusa, che tuttavia non esclude ipotesi alternative, gli Osco-umbri penetrarono nella Penisola italica nel II millennio a.C. provenendo dall'Europa centro-orientale; qui forse si stabilirono inizialmente in alcune aree della Pianura Padana, per poi spingersi ulteriormente verso sud. In età storica risultano attestati lungo la dorsale appenninica centrale, dalla valle del Tevere alla Calabria interna, toccando sia le sponde adriatiche, sia quelle tirreniche. Tutti i popoli osco-umbri subirono, a partire dalla seconda metà del I millennio a.C., la pressione dei Latini, in piena ascesa, che già nel III secolo a.C. li ebbero completamente assoggettati. Gli Osco-umbri conservarono ancora per secoli la propria individualità etnico-linguistica - a Pompei sono stati rinvenuti graffiti in lingua osca risalenti al I secolo d.C. -, prima di essere definitivamente romanizzati.
RIFUGI E BIVACCHI A LUCO DEI MARSI (AQ)
Il Fùcino e Luco dei Marsi. E’ un altopiano della Marsica, in Provincia dell'Aquila, in Abruzzo situato tra i 650 e i 680 m s.l.m., endoreico, cioè in una situazione per cui le acque del territorio circostante confluirebbero naturalmente verso la piana, senza sbocco al mare, contornato da rilievi montuosi, quali quelli della Vallelonga a sud, del gruppo Sirente-Velino a nord, nord-est e il Monte Salviano ad ovest. Il lago Fucino si chiamava, secondo il poeta greco Licofrone, lago Forco (Φόρκος Phórkos, 'lucente'); per altri autori antichi era il lago dei Volsci, in memoria della sconfitta inflitta dai Romani a tremila Volsci presso le rive del lago; fino al secolo scorso si conosceva anche col nome di lago di Celano. Il nome attuale Fucino derivebbe dal latino Fūcinus che si collega all'etnico Fūcentēs, associato da Plinio ai Mārsī che abitavano lungo le sponde orientali del lago. Fūcinus è ricondotto a una base *fūk- (da *feuk-, che alterna con *peuk-) che si ritrova anche nel nome Peucetia, in Puglia, col significato probabile di "luogo melmoso". Un'altra ipotesi lo fa derivare da "Bocca d'acqua", in accadico pû-ini in cui pû sta per "bocca" o "apertura" ed ini, genitivo di inu ed enu, sta per "sorgente" o "acqua". Fra i due termini, per eufonia, s'inserisce l'affricata prepalatale sorda "c". Inoltre le lettere labiali "p" ed "f", scambiandosi frequentemente fra loro, avrebbero dato origine al nome "Fucino". La piana è una fossa tettonica formatasi durante l'orogenesi appenninica tra Pliocene e Quaternario. L'altopiano prende il nome dal preesistente lago carsico del Fucino, terzo d'Italia per estensione, che a causa dell'irregolare livello delle acque fu oggetto di numerosi tentativi di regimazione fin dall'epoca romana, fino al prosciugamento del XIX secolo. Lungo il perimetro del Fucino, oltre ad Avezzano che è il comune più importante, sorgono numerosi altri centri quali La piana è una fossa tettonica formatasi durante l'orogenesi appenninica tra Pliocene e Quaternario. L'altopiano prende il nome dal preesistente lago carsico del Fucino, terzo d'Italia per estensione, che a causa dell'irregolare livello delle acque fu oggetto di numerosi tentativi di regimazione fin dall'epoca romana, fino al prosciugamento del XIX secolo. Lungo il perimetro del Fucino, oltre ad Avezzano che è il comune più importante, sorgono numerosi altri centri quali: Luco dei Marsi, Trasacco, Ortucchio, Lecce nei Marsi, Gioia dei Marsi, Venere dei Marsi, San Benedetto dei Marsi, Pescina, Collarmele, Cerchio, Aielli e Celano, nonché quattro frazioni del capoluogo (Paterno, San Pelino, Borgo Via Nuova e Borgo Incile). La piana, a prevalente destinazione agricola, ospita il centro spaziale "Piero Fanti", il teleporto costruito a cominciare dal 1963 dalla Telespazio Spa ed adibito alla gestione da terra delle telecomunicazioni satellitari con i rispettivi satelliti artificiali in orbita per telecomunicazioni. I comuni appartenenti alla Conca del Fucino: Trasacco, Ortucchio, Lecce nei Marsi, Gioia dei Marsi, Venere dei Marsi, San Benedetto dei Marsi, Pescina, Collarmele, Cerchio, Aielli e Celano, nonché quattro frazioni del capoluogo (Paterno, San Pelino, Borgo Via Nuova e Borgo Incile). La piana, a prevalente destinazione agricola, ospita il centro spaziale "Piero Fanti", il teleporto costruito a cominciare dal 1963 dalla Telespazio Spa ed adibito alla gestione da terra delle telecomunicazioni satellitari con i rispettivi satelliti artificiali in orbita per telecomunicazioni.
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Luco dei Marsi è una chiesa di fondazione laica, viene citata per la prima volta nel 950 con la donazione a Montecassino da parte dei Conti dei Marsi. Divenuta collegiata nel 1565 venne assegnata dai Cassinesi al clero secolare e nel secolo successivo venne ampliata con la creazione delle cappelle laterali. Altri lavori furono necessari dopo gli eventi sismici del ‘700 e del 1915. L’edificio di culto è caratterizzato da una facciata a campana divisa in due da una cornice orizzontale: nella parte superiore si trovano tre finestre monofore ornate da transenne, mentre in quella inferiore troviamo tre portali. Quello centrale è più ampio rispetto a quelli laterali. Sulla parte sinistra è stato inserito il campanile a base quadrata. L’interno, invece, è a tre navate divise da pilastri, presenta cappelle laterali rinascimentali e barocche, oltre a conservare numerosi frammenti della chiesa altomedievale e duecenteschi sulla parete della navata laterale destra dove si apriva il Portale delle Donne di cui si conservano frammenti ricomposti dal restauro del Gavini. Nell’area presbiterale da notare un raffinato pulpito del 200 con la scena del Giudizio Finale, un bassorilievo del XIII secolo raffigurante la Madonna con Bambino ed altri frammenti medievali: qui erano conservate le statue lignee seicentesche di San Pietro, San Benedetto, Sant’Andrea, San Paolo oggi esposte al Museo del Castello Piccolomini di Celano, e la cinquecentesca statua lignea della Madonna delle Grazie ora presente nella parrocchiale di Luco dei Marsi. Di particolare bellezza anche le cappelle laterali come quella della “Compagnia della Madonna del Rosario” con affresco di natività del XVI secolo, forse attribuibile al pittore Paolo Zoppare.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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