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Dormire a Loreto Aprutino

Pescara > Ospitalità nel pescarese
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI LORETO APRUTINO (PE)
 
L’Architettura di Loreto Aprutino. Al nucleo più antico appartengono parte delle possenti costruzioni in pietra non lavorate del Castello comitale (Chiola),  nonché parte delle muraglie che sostengono i giardini di Palazzo Antico, la Porta di Mardocheo ad arco ogivale, la Porta dell’Ospedale, una porzione di mura con basamento a scarpa presso Porta Palamolla, nelle cui mura sono situate due palle di pietra che secondo la tradizione furono sparate dai cannoni di Iacopo Piccinino nel 1460. Tutte queste strutture sono databili fra XV e XVI secolo. Le altre due porte, la Porta Castello a nord e la Porta Palamolla a sud sono ottocentesche. Il Castello fu ricostruito con stilemi neoclassici dall’architetto Francesco Valentini nella seconda metà del XIX secolo. Fuori Porta Palamolla, un tempo Porta della Fontana, sono situati i ruderi di una fonte tardo cinquecentesca, poi sostituita dalla Fonte Grande, apparato monumentale del 1838. Nel centro dell'abitato è situata la chiesa abbaziale di S. Pietro del XV secolo con successivi ampliamenti e rifacimenti cinquecenteschi e settecenteschi.  La chiesa di S. Francesco è di impianto trecentesco. L'interno, a navata unica, si presenta nell'assetto del rifacimento del 1729 con stucchi di Girolamo Rizza, un bel coro ligneo e un maestoso apparato di altare maggiore con retrostante organo attribuito ad Adriano Fedri. Di sicuro valore artistico il crocifisso ligneo databile tra il XV e il XVI secolo. Di impianto tardo trecentesco è la chiesa di S. Maria de Recepto che, con l'annesso edificio nel quale si conservano due arcate di un piccolo chiostro, costituisce uno degli scorci più suggestivi all'uscita dalla Porta dell'Ospedale. La chiesa di S. Biagio con la semplice facciata a coronamento rettilineo denota una struttura risalente almeno all'inizio del XV secolo e successivamente restaurata nel 1621.
Ospitalità nel Paese di LORETO APRUTINO (Pe) (m. 250 s.l.m.)
     
  CAP: 65014  - 085 -  085.8290567 --- Da visitare:    
 MUNICIPIO DEL PAESE DI LORETO APRUTINO:  085.829401  085.8291392     085.8291160  - C. F. 00127900686
Raggiungere Loreto Aprutino: (Satzione Pescara)  (Uscita Pescara Nord/Città Sant'Angelo) Aeroporto d'Abruzzo a  25 Km.
 
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**** HOTEL CASTELLO CHIOLA
Via Degli Aquino, 12 - 65014 Loreto Aprutino (Pe)
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Via Del Baio, 1/3 - 65014 Loreto Aprutino (Pe)
tel. 085 8292000 - fax 085 4227379
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Strada Fiorano, 42/44 - 65014 Loreto Aprutino (Pe)
tel. 085 8290319 - fax 085 8290323
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La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel territorio abruzzese, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
La Storia di Loreto Aprutino. Nel 1429 Giovanna II d'Angiò, regina di Napoli, concede all'università di Loreto il privilegio di allestire la fiera annuale della durata di 15 giorni da tenersi nel periodo precedente e successivo alla ricorrenza dell'Assunzione della Vergine. Nel 1460 il condottiero Iacopo Piccinino, al servizio del duca Giovanni d'Angiò, conquista Loreto. Nel 1634 viene redatto il Catasto dell'università di Loreto suddiviso in quattro parti corrispondenti ai rioni di S. Pietro, di S. Biagio, di S. Francesco e di S. Antonio Abate, visionato dal sindaco Domenico de' Nobili e dal capitano del Reggimento comunale Domenico Acconciamessa. Nel 1657 una violenta epidemia di peste colpì con particolare violenza il Regno di Napoli. La popolazione della capitale fu dimezzata con 240.000 morti su 450.000 abitanti e, a Loreto, provocò la morte di 430 persone. Nel 1703 Tommaso d'Afflitto, principe di Scanno, conte di Trivento e di Loreto nomina suo vicario a Loreto Paolo Guanciali. Nell'ottobre successivo sono varati con il consenso del Consiglio generale i sessantanove Capitoli dei cosiddetti «danni procurati della terra Laureti» che costituiscono la revisione di una copia anteriore e che definiscono le infrazioni alle consuetudini di vendita al dettaglio del vino, delle carni, dell'olio, di uso del diritto di pascolo e di salvaguardia dell'ordine e dell'igiene pubblici. Nel 1709 venne istituita la festa di San Zopito con la processione in costume dei rappresentanti di associazioni religiose e delle corporazioni delle Arti coprendo, in tre ore, il tragitto che porta dall'abbazia nullius di S. Pietro alla chiesa della Madonna delle Grazie di Fiorano. A San Zopito venne dedicato un "simulacro argenteo",  conservato nella chiesa madre di San Pietro a Loreto Aprutino, attribuibile al famoso scultore Giuseppe Sanmartino di Napoli o a un suo stretto collaboratore. Il busto, realizzato tra il 1753 e il 1759, fu probabilmente colato in argento dall'orafo Filippo del Giudice che, nello stesso periodo, curò l'argentatura della Santa Maddalena facente parte del Tesoro di San Gennaro di Napoli. Altra ipotesi, viste le similitudini della resa tecnica, potrebbe attribuire l'argentatura a Biagio Giordano, collaboratore della bottega della famiglia Del Giudice, che la realizzò per il busto di San Massimo conservato a Penne. Nel 1806 il castello di Loreto viene munito di una doppia cinta muraria ad opera di Giovanni Sermetre, capitano del X reggimento francese, dopo che le preesistenti mura erano state compromesse.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
Storia di Loreto Aprutino. Posto su un rilievo collinare alla sinistra del fiume Tavo, l’abitato si distribuisce sulla pendice meridionale fino alla sommità dove corre l’asse principale, via del Baio, che  collega il castello con la chiesa parrocchiale. Notizie storiche: Il toponimo deriva dal latino laurum, lauro con il suffisso collettivo -etum, onde lauretum, «boschetto di lauri». L'aggettivo Aprutino, forma dotta da Aprutium, fu aggiunto con regio decreto nel 1863.  Il territorio di Loreto Aprutino e l'intera area vestina hanno restituito materiali litici inquadrabili nel Paleolitico superiore e ricollegabili alla più antica frequentazione umana dell'area. Il sito fu abitato da epoca remota come testimoniano le ricerche condotte dal barone Giovanni Battista Leopardi, con lo scavo delle celebri necropoli italiche di Colle Fiorano e Farina-Cardito.  Le prime notizie storiche documentate risalgono all’872 quando il gastaldo Allone vende a Romano, Abbate di San Clemente a Casauria, due corti, una presso Tocco da Casauria e l’altra nel Pennese, in località Ocretanum unitamente alle chiese di S. Giusta e S. Florenzio ricevendo in cambio due cavalli e 300 soldi. Dal Catalogus Baronum (1150-1168) risulta che il conte Gozzolino figlio del Rambot tiene il dominio diretto di Loretum. Nel 1192 il papa Celestino III, della famiglia degli Orsini, ammonisce Bernardo conte di Loreto e sua moglie Maria per aver annesso ai loro possedimenti la Chiesa di S. Maria de Plano di proprietà del Monastero di San Bartolomeo di Carpineto. Nel 1252 Corrado IV di Svevia, re di Germania e di Sicilia, concede a Federico di Antiochia la contea di Loreto. Questi ne prende possesso dopo aver assediato il Castello che resisteva alla disposizione reale. Nel 1268 Corrado di Antiochia, conte di Loreto viene imprigionato e la contea di Loreto viene incamerata da Carlo I d'Angiò che, nel 1271 la concede a Raul di Soissons. Nel 1330 Roberto I d'Angiò concede in feudo la contea di Loreto a Bernardo I d'Aquino.

L’Abruzzo si trova all’incirca al centro della penisola italiana, ad una latitudine corrispondente a quella del medio e basso Lazio, con il quale confina ad occidente. A Nord i confini della Regione toccano le Marche, ad Est il mare Adriatico, a Sud e Sud-Est il Molise. Copre una superficie di 10.794 Kmq ripartita in quattro province: L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, con una popolazione vicina al milione e trecentomila.
La fisionomia della Regione è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare.
L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con il Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875, opera grandiosa, che peraltro era stata più volte program-mata fin dall’epoca dell’impero Romano.
Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale.
L’Abruzzo marittimo si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera so-stanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari.
Le stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roselo degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chietino, Fossacesia e Vasto.
I centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150.
Di grande interesse turistico, sportivo e climatico i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e Bomba.
Una nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di fauna.
Nel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.

 
 
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