Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Lettopalena (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Lettopalena (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI LETTOPALENA (CH)
 
Ospitalità nel Paese di LETTOPALENA (Ch) (m. 767 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Lettopalena: 42°0'18"00 N - 14°9'27"72
     
 CAP: 66010 -  0872 -  0872.918551 - Da visitare:   
MUNICIPIO DI LETTOPALENA 0872.918471   0872.918471       0872.918471 -  00230170698
Raggiungere Lettopalena: Satzione: Palena a 16 Km.  Aeroporto d'Abruzzo a 75 Km. Uscita: uscire a Val di Sangro Uscita: Bussi/Popoli
 
HOTELS ED ALBERGHI LETTOPALENA (CH)
Lettopalena e la linea Gustav e la distruzione del 1943. Nel novembre 1943 il paese fu raso al suolo dai tedeschi. Precisamente in ottobre le truppe di Kesserling, adottando la tattica della "terra bruciata", percorrendo in ritirata a Cassino la linea Gustav, asserragliarono il paese. La casa di Felice De Vitis fu presa come quartier generale, mentre avveniva il rastrellamento della popolazione verso Palena. Il 20 novembre il paese, interamente minato dalle fondamenta, fu fatto saltare in aria e cancellato definitivamente. Rimase in piedi solo la chiesa di San Nicola, con il soffitto sfondato, mentre buona parte del monastero di Santa Maria di Monteplanizio era andato distrutto. Anche il ponte di accesso fu fatto saltare volutamente. Nei giorni successivi alcuni abitanti tentarono nuovamente l'accesso al paese, ma furono catturati dai tedeschi, e spediti con tutto il resto della popolazione al campo di prigionia di Rocca Pia, ad oltre 30 km di distanza, in mezzo alla neve della montagna. Durante la marcia morirono donne e bambini, e solo dopo il 1945 Lettopalena fu nuovamente accessibile. La Ricostruzione del paese di Lettopalena (Ch) del dopoguerra: La ricostruzione totale del nuovo paese ci fu sopra il Monteplanizio, ossia un grande colle nel fosso del fiume Aventino, intorno all'abbazia, divenuta coi restauri una semplice chiesa per il cimitero. La nuova chiesa di San Nicola fu costruita negli anni '50 sopra la parte più alta del monte, in stile moderno, mentre il rudere della chiesa storica fu quasi tutto sembrato per la sistemazione dei casali storici fuori il nuovo nucleo. Nel 1992 Lettopalena è stata inclusa nei comuni del Parco Nazionale della Majella.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE LETTOPALENA (CH)
Manifestazioni ed eventi a Lettopalena: 1ª domenica di agosto: festa patronale in onore di San Vincenzo Ferreri: San Vincenzo Ferreri, in catalano Vicent Ferrer, (Valencia, 23 gennaio 1350 – Vannes, 5 aprile 1419), è stato un religioso e predicatore apocalittico nativo del regno di Valencia, appartenente all'ordine dei Domenicani. Si adoperò in modo particolare per la composizione dello scisma d'Occidente, militando nel partito benedettista fino alla revoca dell'obbedienza al "papa Luna" da parte del re d'Aragona. Fu proclamato santo da papa Callisto III nel 1455. Vicent nacque nel 1350, a Valencia (allora capitale dell'omonimo regno, confederato nell'ambito della Corona d'Aragona), dalla famiglia dei Ferrer, una nobile casata vicina alla casa reale di Barcellona (anche suo fratello Bonifaci, monaco certosino, sarebbe diventato consigliere del re Martino I e poi delegato per il Compromesso di Caspe). Ancora giovanissimo, entrò nell'Ordine Domenicano e proseguì gli studi presso la casa di formazione a Barcellona, poi a Lleida e Tolosa, e dal 1385 insegnò teologia a Valencia. Già nel 1379 aveva conosciuto il legato pontificio presso la corte di Pietro il Cerimonioso, il cardinale aragonese Pero de Luna. Nel 1378 avvenne lo scisma d'Occidente, e, dopo una iniziale incertezza, la Corona d'Aragona si schierò con decisione dalla parte del papa avignonese, Clemente VII, scelto dai cardinali francesi che ritenevano non valida l'elezione di Urbano VI. Alla morte di Clemente VII nel 1394 fu eletto Papa dai cardinali di obbedienza avignonese proprio quel Pero de Luna che il giovane domenicano aveva conosciuto a corte, e assunse il nome di Benedetto XIII. Il nuovo pontefice scelse Vicent Ferrer come suo confessore personale e consigliere, e lo nominò penitenziere apostolico: il frate rifiutò però la nomina a cardinale che Benedetto XIII gli offrì. Schieratosi, fin dall'inizio dello scisma, dalla parte del papa avignonese, nel settembre del 1398, durante l'assedio di Avignone da parte di Carlo VI di Francia (che non aveva riconosciuto l'elezione di Benedetto XIII), Vicent Ferrer cadde gravemente malato: egli stesso attribuì la repentina guarigione ad un intervento di Gesù Cristo, che gli sarebbe apparso in visione insieme ai santi Domenico e Francesco d'Assisi e gli avrebbe ordinato di dedicarsi all'esortazione delle folle cristiane in vista dell'imminente avvento dell'anticristo.
CAMPEGGI LETTOPALENA (CH)
Manifestazioni ed eventi a Lettopalena: Madonna dell'Assunta: Madonna dell’Assunta. L'Assunzione di Maria in Cielo è una tradizione di fede nata nel cristianesimo dei primi secoli, sviluppatasi sempre più nel corso del tempo e raggiungendo già nel Medioevo sia riconoscimento delle autorità ecclesiastiche e della teologia, sia una profonda radicazione nella devozione popolare. Secondo questa tradizione, Maria, la madre di Gesù, terminato il corso della vita terrena, fu trasferita in Paradiso, sia con l'anima che con il corpo, cioè fu assunta, accolta in cielo. L'Assunzione di Maria, nel pensiero cattolico, è un'anticipazione della resurrezione della carne, che per tutti gli altri uomini avverrà soltanto alla fine dei tempi, con il Giudizio universale. È quindi differente dall'approdo in Paradiso riconosciuto ai vari Santi, i quali hanno raggiunto la beatitudine celeste solo con l'anima. Questo, tra le altre cose, giustifica il perché sono numerose le apparizioni di Maria nel corso del tempo in tutto il mondo, apparizioni che la Chiesa cattolica, ove le riconosce credibili, lo fa anche riguardo il fatto per cui, la Signora che appare, appare realmente in carne ed ossa. Al riguardo, non è contraddittorio il fatto che Maria sia apparsa nei vari secoli e continenti con aspetto fisico differente: la Chiesa cattolica crede e professa che il corpo con cui i redenti vivono la beatitudine eterna è un corpo 'glorificato', e non lo stesso corpo con cui le persone conducono la loro esistenza sulla terra. Il corpo glorificato non è soggetto alla relativizzazione spazio-temporale né alla caducità così come a nessuna legge fisica. La Chiesa professa che Maria è, con Gesù, l'unica persona in tutta la storia dell'umanità ad essere ufficialmente riconosciuta assunta in cielo (quindi in corpo e anima) già ora, prima della seconda venuta del Cristo. Ciò possibile perché Maria è stata l'unica persona ad essere preservata dal peccato originale in quanto questo ha coinvolto tutta l'umanità. Per questo, la tradizione, e poi il dogma che ne è scaturito, dell'Assunzione di Maria sono in stretta connessione logica con i loro corrispettivi inerenti l'Immacolata Concezione, secondo cui appunto Maria fu preservata dal peccato originale alla sua nascita, anche qui unica con Gesù tra l'umanità post peccato originale, anche se la tradizione dell'Immacolata Concezione è stata successiva nel tempo rispetto a quella dell'Assunzione, e anche più elaborati e discussi teologicamente. Tuttavia, paradossalmente, il dogma dell'Assunzione di Maria è successivo a quello dell'Immacolata. Anzi, è al momento l'ultimo dogma proclamato dalla Chiesa cattolica, essendo stato proclamato da Pio XII solamente il 1º dicembre del 1950, quasi un secolo dopo quello dell'Immacolata Concezione proclamato da Pio IX nel 1854. Questo fatto non deve sorprendere: contrariamente al pensare comune, i dogmi più che essere imposizioni dall'alto ai credenti sono riconoscimenti e ufficializzazioni di credenze e tradizioni già diffuse nel seno della comunità della Chiesa. Tra l'altro, spesso sono stati proclamati non per affermare un nuovo fatto di fede ma per difendere una tradizione già esistente da attacchi teologici ritenuti eretici. Così successe ad esempio riguardo la divinità del Cristo a seguito della diffusione dell'arianesimo, contro cui si espresse il Concilio di Nicea nel 325 d.C., convocato appositamente da Costantino. Riguardo all'Assunzione, la antica tradizione, unanimemente accettata a tutti i livelli da parte della Chiesa cattolica, non necessitava di nessuna difesa, e per questo la relativa proclamazione del dogma è stata fatta solo nel XX secolo, sollecitata dalle pressione che la critica scientista moderna ha operato su tutti gli aspetti della fede cattolica. I cristiani ortodossi e armeni celebrano la Dormizione di Maria: Maria sarebbe stata assunta in cielo dopo la morte. Né la Dormizione né l'Assunzione sono un dogma presso gli Ortodossi o gli Armeni. La differenza principale tra Dormizione e Assunzione è che la seconda non implica necessariamente la morte, ma neppure la esclude. Né l'Assunzione né la Dormizione fanno parte della dottrina anglicana e sono rigettate dalla maggior parte degli anglicani. Tuttavia nella "Chiesa alta" si propende per la seconda, più che per la prima. La Commissione internazionale cattolica/anglicana (ARCIC), un organo di dialogo teologico ecumenico, in un documento di discussione del 2005 (non vincolante né per la Chiesa Cattolica Romana, né per la Comunione anglicana) ha però proposto che il dogma dell'Assunzione di Maria "è compatibile con le Scritture". Le altre chiese protestanti (quale, per esempio, quella evangelica) invece non credono nell'Assunzione di Maria, in quanto non si trova nessun riferimento nella Bibbia.
VILLAGGI TURISTICI LETTOPALENA (CH)
Juvanum è un sito archeologico di epoca romana. Si trova nelle campagne di Montenerodomo, in provincia di Chieti. Vi si trovano un foro, un tempio e una basilica, resti di un insediamento romano successivo alla guerra sociale e probabilmente abitato inizialmente da iuvenes ("giovani") (da cui il nome). Il sito è aperto al pubblico e gestito dal comune di Montenerodomo. Le origini di Juvanum sono da ascrivere al Liber Coloniarum dove viene elencato come Jobanos e forse Plinio afferma che Juvanenses è una derivazione di Lanuenses, tuttavia il nucleo originario si trova lungo l'odierna strada che da Montenerodomo porta a Torricella Peligna (verosimilmente il primo nucleo si trovava su una sorgente ove i pastori dediti alla transumanza facevano abbeverare le loro greggi. Nell'età repubbicana è da ricercare l'oppido preromano che si è sviluppato sulle colline limitrofe tutt'intorno. Già prima della guerra sociale risulta essere municipio romano. Il municipio comprendeva i seguenti paesi: Lettopalena, Montenerodomo, Torricella Peligna, Taranta Peligna, Palena e Gessopalena. Un'iscrizione di Juvanum afferma che, un certo Poppedius fu "Patronus Munic(ipii) Iuvanens(is)". Il municipio fu iscritto alla tribù Arniensis e fu gestito da quattuomviri. Nel centro abitato vi erano dei seviri augustales e la divinità principale era Ercole, culto gestito dal collegium Herculaniorum (congregazione di pii ad Ercole). Nel 325 vennero restaurate le mura dal governatore provinciale Fabio Massimo il quale restaurò le mura e fece erigere il secretarium. La città romana fu attiva fino al IX secolo d.C. circa, quando si spopolò per la costruzione di nuovi centri fortificati per difendersi dalle incursioni. Nacquero così i castelli di Montenerodomo e Torricella Peligna. La città romana fu spogliata, inoltre, per l'edificazione di case pastorali, e per la costruzione della vicina Abbazia di Santa Maria in Palazzo. Fino alla seconda metà del '900, la città romana era caduta in oblio, e l'erba l'aveva interamente ricoperta, tranne le colonne di alcuni templi, che furono prelevate nel 1933 per il restauro della chiesa parrocchiale di San Martino di Montenerodomo. Il sito è stato completamente riportato alla luce negli anni '90.
AFFITTACAMERE LETTOPALENA (CH)
Storia del comune di Lettopalena (Ch) Lettopalena sorge su un colle roccioso del versante destro del fiume Aventino. Il suo territorio si estende per 20,97 Kmq su un area di alta collina. Borgo di origine Medievale, XI secolo, che probabilmente già in età romana era sotto l'influenza di Juvanum, località non molto distante, prima importante centro sannita carecino, poi capitale regionale romana. La scarsa documentazione superstite non consente di ricostruire le vicende storiche nei secoli seguenti, si sa che nel XV secolo vi ebbe signoria Antonio Caldora, successivamente i di Capua ,conti di Palena. Dal XVI secolo entro' a far parte dei possedimenti dei d'Aquino di Caramanico. Di origine medievale il paese viene citato nei documenti del secolo XI. Feudo di Antonio Caldora, passo’ sotto i di Capua e i d’Aquino. Per spiegare in maniera più approfondita lo sviluppo urbanistico di Lettopalena, occorre effettuare un salto nel passato di oltre 1000 anni e proiettare il nostro sguardo al tempo in cui i monaci benedettini fondarono l’Abbazia di Santa Maria di Monteplanizio, l’unica memoria storica del nostro Paese. Fu costruita intorno all’anno 1000. Nel 1020 i benedettini innalzarono il Monastero su un vasto territorio donato dal conte Ruggero della Marca Teatina. Il primo Abate fu Uberto. Nel 1065 il Monastero fu donato al vescovo di Chieti, Attone, e successivamente all’altro vescovo Guglielmo. Susseguì una lunga serie di donazioni e annessioni. Grazie alla posizione geografica in cui si innalzava, l’Abbazia riscontrò un notevole successo. Prossima alle acque del fiume Aventino, costruita su un terreno fertile, posizionata ai piedi della Majella e totalmente immersa nel verde, la Sacra struttura divenne ben presto meta delle popolazioni che migrarono dall’Europa occidentale e meridionale tra il IV e il III millennio a.c., i Pelasgi. (Secondo fonti storiche i Pelasgi trasformarono la propria denominazione in Peligni). Queste caratteristiche innalzarono il prestigio dell’Abbazia, tanto che in tempi non lunghissimi, rientrarono nella sua giurisdizione anche i tre monasteri di Santa Maria del Palazzo presso Juvanum, Santa Maria del Liscia Palazzo e Santa Maria di Portella. La laboriosità dei monaci permise la formazione di un vero e proprio insediamento umano, dove si viveva in un rapporto di reciproca disponibilità e fiducia. Le relazioni tra l’Abate e i villici erano ben definite. I monaci per primi davano il buon esempio, organizzavano e stabilivano in ogni istante la vita di tutti. Tutti sapevano di avere un compito all’interno di questa società primordiale, e ognuno portava a termine il proprio lavoro correttamente e nel migliore dei modi. Per molti anni il Paese, che allora veniva chiamato “Terra de Lecto”, si strutturava in questo modo e la vita sociale si svolgeva sotto il rigido controllo dell’Abate e dei monaci. Il punto di riferimento era il Castello di Palena, nella cui contea rientrava Lama, Taranta, Forca Palena, Pizzi, Rocca di Pizzi, e l’Abbazia di Santa Maria di Monteplanizio con la “Terra de Lecto”. Purtroppo si verificò un infausto evento nel corso della spietata lotta che contrappose i barbari, fedeli all’Imperatore Federico Barbarossa, e le truppe di papa Gregorio IX. Questi si rivolse ai vescovi abruzzesi affinché sollevassero le popolazioni delle loro diocesi contro l’imperatore scomunicato. L’Abbazia che aveva accolto l’appello del papa pagò le conseguenze della sua scelta con la devastazione effettuata dai barbari delle zone contigue. In seguito, la situazione peggiorò: il monastero decadde e lo splendore dell’Abbazia ben presto si spense.
BED & BREAKFAST LETTOPALENA (CH)
Il vecchio paese: Lettopalena, come spiegato in precedenza, si costituì intorno alla comunità religiosa ed è ben evidente come i benedettini abbiamo influito sullo sviluppo del Paese. Essi, oltre a svolgere le funzioni religiose, organizzavano le attività lavorative della popolazione, sfruttando la terra e le sue risorse. Molto importante fu la diffusione del tralcio della vite che permise di produrre un ottimo vino, rinomato in tutto l’Abruzzo. Rilevante era anche l’allevamento di bestiame, soprattutto ovino, che risiedeva nelle stalle fuori del Paese, su una terrazza rialzata che si affacciava sul fiume: il Calvario. Attorno al 1500 risultava formato l’Oppido di Lettopalena, la città fortificata, sulla riva dell’Aventino opposta a quella dell’Abbazia. L‘intero Paese era delimitato dalle mura e dalle torri di avvistamento; due porte, una all’inizio e una alla fine della strada, proteggevano l’ingresso dagli eserciti invasori o dalle compagnie di ventura. Le abitazioni si innalzavano dal fiume, molte erano addirittura costruite su di esso. Il paese faceva parte della contea di Palena; che a sua volta subiva l’influenza di ciò che accadeva nel Regno. A gettare in ginocchio la comunità furono spesso epidemie e terremoti. A causa della peste di metà ‘600, intere famiglie furono decimate e centinaia di persone morirono. Meno pesante fu il bilancio del colera del 1836-1837. Per quanto riguarda i terremoti se ne ricordano di sconvolgenti: 1349, 1561 (la facciata dell’Abbazia di Monteplanizio fu distrutta), 1706 (il paese fu raso al suolo, 61 furono le vittime) e 1857. Il 2 agosto del 1806 Giuseppe Bonaparte, nominato Re di Napoli, promulgò la legge che aboliva la feudalità; ci fu la suddivisione dei territori e Lettopalena, dopo una lunga contesa con Palena, riuscì ad ottenere l’area dei Pizzi. Furono varate altre leggi che permisero una ripartizione del territorio più precisa: nacquero le province e a capo di ogni comune c’erano i sindaci con il consiglio comunale. Nel 1860 l’Italia si univa e in alcuni comuni, compreso Lettopalena, scoppiarono rivolte e tumulti (ben presto sedati) contro il Re Vittorio Emanuele II. Il processo di unificazione portò all’isolamento delle regioni più decentrate e povere come l'Abruzzo. Lontani dalle sedi decisionali, il declino fu inevitabile. Le attività agricole, la pastorizia, l’allevamento di bestiame, la produzione di vino, non bastavano più a soddisfare le esigenze della popolazione. Molte famiglie vivevano in miseria. Fu la volta dell’emigrazione. Si cercava lavoro altrove; per lunghi periodi, molti uomini lasciarono la propria terra per prestare la loro opera spesso all’estero.
CASE PER VACANZA LETTOPALENA (CH)
CASA PER VACANZA IL BORGO DEI BRIGANTI
Località Carrera - 66010 Lettopalena (Ch)
APPARTAMENTI PER VACANZA LETTOPALENA (CH)
La Guerra a Lettopalena: Nei giorni del 18 e 19 novembre 1943, Lettopalena fu letteralmente rasa al suolo. La guerra che imperversava in tutta Italia, raggiunse anche questo piccolo angolo di terra incontaminato. Ma non fu un bombardamento ad annientare il Paese, né un’azione belligerante, bensì l'ultimo disegno militare dei nazisti, che durante la loro ritirata ricevettero l’ordine di fare terra bruciata qualsiasi cosa incontrassero sul loro cammino. La posizione rialzata del Paese, rappresentava un ottimo avamposto militare per il controllo dell’avanzata dell’esercito inglese, che in quel periodo aveva già occupato Casoli e si dirigeva verso l’Aventino. Tutte le case del Paese furono abbattute dalla forza della dinamite, le stalle furono bruciate, gli animali razziati e decimati. La popolazione lettese, che in quel periodo era formata principalmente da donne, bambini e anziani, si trovò completamente impreparata all’evento, anche se i tedeschi avevano pattugliato la zona molto spesso durante le settimane precedenti. Ma chi immaginava una cosa del genere? Senza riparo, né cibo e abiti, molti abitanti si rifugiarono all’interno dell’Abbazia o in qualche stalla che non era stata completamente abbattuta. L’inverno era alle porte e i tedeschi non avevano alcuna intenzione di lasciare in pace quelle persone. Alcuni mesi dopo, rastrellarono la popolazione e li costrinsero con forza a compiere un lungo tragitto a piedi verso Rocca Pia. Un viaggio terrificante: la neve era molto alta, il freddo pungente, la gente stanca e disperata. Raggiunta la meta designata dai tedeschi, molti ritornarono indietro, cercando di attraversare i sentieri impervi della montagna, per non essere visti dalle truppe tedesche che continuavano a pattugliare la zona. Altri raggiunsero la Puglia dove si erano creati dei campi profughi, altri ancora si spinsero oltre la linea del fronte, per cercare aiuto agli alleati e ai partigiani. Ma la resa dei conti era ormai prossima. I tedeschi ben presto si ritirarono e gli inglesi raggiunsero Lettopalena. Ma cosa avrebbero trovato i lettesi al loro ritorno al Paese? Lo scenario che si profilò dinanzi ai loro occhi era agghiacciante: le loro case trasformate in polvere, il loro bestiame decimato e i campi devastati. Solo la vecchia chiesa e il suo campanile erano rimasti quasi integri e continuavano a dominare quel paesaggio di guerra e distruzione. Si doveva ricominciare tutto da capo. Il borgo fu presto abbandonato, nessuno vi fece ritorno… tutti volevano dimenticare. Il nuovo centro abitato fu costruito in una posizione più comoda, a monte del fiume Aventino. Presto Lettopalena ottenne anche l’indipendenza da Palena. Le ristrettezze economiche costrinsero molti uomini a emigrare in cerca di lavoro. Alcuni di loro non fecero più ritorno al Paese. Lentamente la situazione migliorò; la forza e l’orgoglio della gente riuscì a risollevare la condizione di disagio che si era verificata in seguito alla guerra. Si ricostruirono le case, le stalle, si ricominciò a lavorare nei campi, ma niente fu più come prima.
CASE PER LE FERIE LETTOPALENA (CH)
La patria del caciocavallo: Lettopalena costituiva nel corso del XII secolo l'ultimo possedimento della Diocesi di Valva lungo la Valle dell'Aventino e pertanto era soggetta all'autorità spirituale dei vescovi peligni che diventeranno, a partire dalla metà del XVII secolo, vescovi "di Valva e Sulmona". Nella Bolla di papa Lucio III del 1183, diretta al vescovo Odorisio che risiedeva nella cattedrale di San Pelino a Corfinio, viene menzionata l'Ecclesia Sancta Maria de lecto appartenente appunto cum pertinentiis suis alla Diocesi 1 Maggio, 2008annualmente alla chiesa di San Panfilo di Sulmona di 6 libbre di cera. Secondo lo storico sulmonese Emilio de Matteis (XVII secolo) sia la chiesa di Sancta Maria che il castello di Letto sorsero accanto al monastero benedettino di Santa Maria di Monte- Planizio, edificato nel 1020 dal conte Ruggiero di Chieti. Nella Bolla corografica di Onorio III del 1223 si conferma il possesso di Santa Maria de etto al vescovo di Valva. Ma perché de letto? Accanto alla voce Palena, derivante dalla base mediterranea Pala ovvero "prato in erto pendio, senz'alberi", compare il qualificante lectus aggiunto in seguito "con valore geomorfico", nel senso di "rialzo erboso di terra". E' quanto si apprende dal noto Saggio di M. De Giovanni, dal titolo appunto Kora. Storia linguistica della provincia di Chieti (1989). Ma non è ovviamente su tali disquisizioni glottologiche che si vuol richiamare l'attenzione del lettore, bensì su una singolare prestazione del clero di Lettopalena nei confronti dei vescovi visitatori di Valva, di cui appunto si fa cenno in un verbale di “Santa Visita” compiuta a Palena dal vescovo di Valva Giovanni Merlino, il 1° settembre del 1492, proprio l'anno della scoperta dell'America! Tale verbale è contenuto in una miscellanea di documenti cartacei raccolti in una elegante cartella e conservati presso l'Archivio della cattedrale di San Pelino a Corfinio. Quando noi l'abbiamo esaminato era ancora vivo l’ultimo canonico di San Pelino, il compianto Don Cesiro, che tanto zelo aveva profuso nella riorganizzazione dell'Archivio di Valva. In seguito avemmo modo di constatare che il documento in questione, in forma di regesto, era stato pubblicato da G. Celidonio nel suo terzo volume de La Diocesi di Valva e Sulmona (Casalbordino 1911). Al Celidonio tuttavia era sfuggita l'importanza della pur breve menzione del caciocavallo, poiché la sua attenzione era rivolta ai contenuti ecclesiastici della visita pastorale effettuata dal vescovo Merlino nel mese di luglio a Lettopalena ed il 1° settembre a Palena. Dal documento in questione risulta che mentre si trovava a Palena, il vescovo Giovanni Merlino ricevette "da don Ugo del Lecto de Palena pecze doi de caso cavallo uno” cioè una coppia di caciocavallo. Siamo come si è detto, nel 1492 ed allo stato attuale delle nostre conoscenze si tratta della menzione più antica di questo tipico formaggio bovino, essiccato a coppie “a cavallo” di pertiche, donde il caratteristico nome. In seguito si ritrova citato nella seconda metà del XVI secolo in uno dei famosi Viaggi in Abruzzo di Fra' Serafino Razzi. In un'epoca come la nostra, fatta di suggestivi messaggi pubblicitari, la conquista di vasti mercati è affidata - per restare in ambito abruzzese - a slogan come "la patria dello zafferano", oppure, "la patria dei confetti", ai quali può aggiungersi benissimo: Lettopalena, "la patria del caciocavallo". Sapranno valorizzare gli Amministratori locali questa notizia più unica che rara? Le iniziative a tal riguardo sono infinite, a cominciare da una mostra-mercato del caciocavallo abruzzese da tenersi la prossima estate proprio a Lettopalena. Va ricordato, come ammonisce Cicerone, che il presente è gravido del futuro. Pertanto bisogna fin da ora mettersi al lavoro per assicurare alla manifestazione un successo dagli imprevedibili sviluppi e certamente positivi per Lettopalena e tutta la Valle dell'Aventino. di Franco Cercone - Articolo tratto dal periodico "Pro Locis".
COUNTRY HOUSE LETTOPALENA (CH)
Il comune di Lettopalena, in provincia di Chieti, è una piccola comunità di montagna risalente al Medioevo che sorge su un colle roccioso del versante destro del fiume Aventino. La comunità dei lettopalenesi non mostra alcuna propensione per l'insediamento sparso: risiede per intero nel piccolo capoluogo comunale, edificato nell'immediato dopoguerra e quindi caratterizzato da un impianto urbanistico poco rigoroso e da un patrimonio abitativo per lo più di recente costruzione. Il borgo è adagiato nella parte mediana del comprensorio lettopalenese, solcata dal fiume Aventino, dove le quote più modeste determinano un clima abbastanza mite e favoriscono le coltivazioni. Ai margini di quest'oasi c'è una natura selvaggia, formata da un groviglio di colli piuttosto pronunciati, che scompaiono sotto il manto della vegetazione - predominano i querceti-, e dalle pendici scabre del massiccio della Maiella, che incombe a settentrione sull'abitato, aggiungendo con i suoi contrafforti una componente di asprezza alla varietà del profilo geometrico del territorio comunale. Il borgo è noto dall'XI secolo attraverso alcune fonti documentarie che lo citano come Castellum de lo Lecto. Si ignorano purtroppo le vicende successive alla sua assegnazione ad Enrico di Casalanguida, avvenuta nel XII secolo, e bisogna giungere al Quattrocento per poter ricostruire altri frammenti della sua storia: nella prima metà del XV secolo il feudo risulta soggetto ad Antonio Caldora, da cui passò in seguito ai Di Capua e dal 1556 ai D'Aquino, signori di Caramanico. Il comune conquistò l'autonomia amministrativa nel 1947, quando si distaccò da Palena, a cui era stato aggregato nel 1927. In seguito ai bombardamenti dell'ultimo conflitto mondiale l'antico abitato andò completamente distrutto e fu ricostruito nel dopoguerra sul versante opposto dell'Aventino. Coordinate geografiche: 42°0'18"00 N; 14°9'27"72 E. Lettopalena si trova a circa 64 km a Sud del capoluogo di provincia Chieti ed è posto a un’altezza di 680 m s.l.m. (montagna interna – altitudine min 462 - max 2.500) con una estensione di 20,94 km2 . La popolazione, di 373 abitanti nel 2009, nel corso degli anni ha subito un progressivo decremento che non sembra arrestarsi, pur essendo ormai tendente alla stabilizzazione.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' LETTOPALENA (CH)
Lettopalena: le ferite del tempo…Lettopalena: Sorge su un colle roccioso sul versante destro del Fiume Aventino ed è uno dei centri più piccoli. Il suo territorio si estende sull’area di alta collina e offre un’altitudine che varia dai 720 m agli oltre 2600 m delle cime della Majella. Il paese di Lettopalena è posto alla sommità di grandi blocchi di calcari eocenici, che costituiscono il corpo di una frana che ha invaso il corso del Fiume Aventino. Il movimento di massa che lo ha determinato è avvenuto per il rapido, quasi istantaneo, distacco di un grande volume di rocce poste sull’acclive versante della Majella. Le acque del fiume sono comunque riuscite ad incanalarsi tra i blocchi ed a scavare un nuovo solco fluviale; non si è dunque avuta come in altri casi (es. il Lago di Scanno) la formazione, anche temporanea, di un lago. Lo sapevi che: la frana di Lettopalena risale a circa 5000 anni fa perchè stata effettuata la datazione su un frammento di legno travolto dalla frana stessa (Quercus ilex). Riferimenti: Municipio - Tel. 0872 918471. Circolo Ippico: cell: 3492927159 - email: claudioalbanese2@virgilio.it - http://www.turismoequestre.com/iscritto/357.php
RIFUGI E BIVACCHI A LETTOPALENA (CH)
Lettopalena (Ch) Il borgo e la valle si dice abbiano origini che affondano nel mito: è qui, lungo questa valle, che si concentrano i tanti affioramenti rocciosi detti “pietre di Sansone”, sui quali – intorno all’anno 1000 – si svilupparono caratteristici borghi medievali tra cui Lettopalena, uno dei centri più piccoli della provincia di Chieti, il cui territorio si estende su un’area collinare che si innalza dai 680 m agli oltre 2600 m delle cime della Majella. Di origine medievale, il paese si affaccia sul versante destro del fiume Aventino e si sviluppa sulla sommità di grandi blocchi calcarei che nacquero da una frana avvenuta 5000 anni fa, che invase parte del letto del fiume. Le “ferite geologiche” di Lettopalena vengono ancora oggi studiate in tutto il mondo. Sorto intorno all’Abbazia benedettina di Santa Maria di Monteplanizio, unica memoria storica del paese, ne conserva l’operosità e la dedizione religiosa. I monaci, oltre a svolgere le funzioni monastiche accompagnati dal motto “ora et labora”, organizzavano le attività lavorative della popolazione, sfruttando la terra e le sue risorse. Molto importante fu, per lo sviluppo dell’insediamento locale, la diffusione della vite che permise di produrre un ottimo vino, rinomato in tutto l’Abruzzo. Rilevante era anche l’allevamento di bestiame, soprattutto ovino, che trovava dimora nelle stalle fuori del paese, su una terrazza rialzata che si affacciava sul fiume. È qui che, nel 1500, si crea l’Oppido di Lettopalena, la città fortificata, sulla riva dell’Aventino opposta a quella dell’Abbazia.
La Storia del paese di Lettopalena: Lettopalena nasce intorno all’anno 1000, anche se si ha notizia di un primo insediamento già in età romana, sotto l’influenza di Juvanum, località non molto distante, importante centro sannita carecino, poi capitale regionale romana. La scarsa documentazione, giunta ai nostri giorni, non consente di ricostruire le vicende storiche dei secoli seguenti: è noto però che nel XV secolo è Signoria di Antonio Caldora, successivamente dei di Capua, conti di Palena, e dal XVI secolo entra a far parte dei possedimenti dei d’Aquino di Caramanico. Nel 1020 i benedettini innalzano il Monastero Santa Maria di Monteplanizio su un vasto territorio donato dal conte Ruggero della Marca Teatina. A questo primo passaggio di proprietà segue una lunga serie di donazioni e annessioni. Il borgo di Lettopalena così come lo conosciamo oggi si costituisce intorno alla comunità religiosa dei Benedettini ed è ben evidente come essi abbiano influito sullo sviluppo del paese. Attorno al 1500 nasce l’Oppido di Lettopalena: l‘intero borgo è delimitato da mura e torri di avvistamento; due porte, una all’inizio e una alla fine della strada, proteggono l’ingresso dagli eserciti invasori o dalle compagnie di ventura. Le frequenti epidemie e i violenti terremoti ebbero, nel corso dei secoli, gravi conseguenze sulla comunità locale. A causa della peste di metà ‘600 intere famiglie vengono decimate. Meno pesante è il bilancio del colera del 1836-1837. Per quanto riguarda i terremoti se ne ricordano di sconvolgenti, nel 1349 e nel 1561, quando la facciata dell’Abbazia di Monteplanizio viene distrutta, così come nel 1706, quando il paese venne totalmente raso al suolo.
Lettopalena, Provincia di Chieti, Abruzzo, Italia. A poche miglia di distanza dal confine con la provincia di L'Aquila, l'attuale villaggio è stato completamente ricostruito dopo un disastroso 1933 terremoto e seconda guerra mondiale bombardamenti. Si tratta di un centro tranquillo, con il bellissimo parco Fonte della Noce nelle vicinanze. Informazioni: Lettopalena, Chieti; Altitudine: 680 m s.l.m. - Distanza da Chieti: 61 km - Popolazione: ca. 370 abitanti nel 2010 - CAP: - telefono cellulare il codice Area: - Come arrivare: - strada: SS 84 da Roccaraso. Storia del paese di Lettopalena: Il paese è aumentato nel 11 secolo, e nel 15 apparteneva al potente signore Antonio Caldora. Punti di interesse: Abbazia di Santa Maria di Monteplanizio , con un semplice, facciata irregolare, e un importante dipinto del pittore del 19 ° secolo Oreste recchione da Palena. Fonte della Noce parco, con aree picnic e bellissimi itinerari. la Majella National Park. Genealogia, News & Link su Lettopalena: Cognomi attualmente registrati in Lettopalena: Le persone che ricercano in Lettopalena. Articoli di giornale su Lettopalena. Eventi & Feste a Lettopalena (Ch): Prima settimana di agosto: Festa dei Santi Vincenzo e Maria Assunta.
Da vedere a Lettopalena (Ch) L’Abbazia di Santa Maria in Monteplanizio risale al XVI secolo. La facciata è rappresentata da una parte centrale più alta, che corrisponde alla navata, e da due parti laterali più basse che corrispondono alle navate laterali. L’unico portale d’accesso ha una cornice in pietra ed un architrave . Il viale d’accesso è costituito da resti e capitelli che forse provengono dalla chiesa di San Nicola. Di grande importanza è un quadro conservato all’interno dell’Abbazia di Monteplanizio, “La Sacra Famiglia “. Si tratta di un’enorme pala d’altare dipinta da Oreste Recchione nel 1902. Il tema affrontato in questo dipinto è il senso della famiglia, che rievoca, oltretutto, gli ambienti e la quotidianità della vita che si svolgeva nei cortili delle case di quel periodo, fra le faccende femminili e il lavoro degli artigiani. Così Francesco Verlengia, studioso di Storia e di Arte ne descrive la scena: “è intima e raccolta: in ambiente aperto e luminoso, delimitato nel fondo dal muro di una casa e da un muretto di cinta, al di sopra del quale alcuni alberi proiettano le loro masse verdi e si stende un tratto di cielo con nuvole biancastre, siede la Vergine coperta da un manto azzurro e da un velo in atto di aggomitolare il filo di una matassa, che, di fronte a Lei, con le braccia aperte, sostiene il piccolo Gesù. Più in là, in secondo piano, presso un banco, S. Giuseppe attende al suo lavoro”. Sita nel borgo antico, sorge la ex Chiesa di San Nicola di Bari edificata nel XII secolo. La chiesa, a tre navate, fu ricostruita alla fine del XIX secolo, dopo il terremoto del 1933 e restaurata dal Genio Civile, per poi venire distrutta nel corso della II Guerra Mondiale. La chiesa rimarrà abbandonata, così come il resto del paese, che verrà ricostruito nella pianura di Monteplanizio. Tutt’oggi sono visibili i ruderi su cui cresce rigogliosa la flora. Poco fuori il paese sono ancora presenti resti di mura ciclopiche, enormi blocchi di pietra squadrati.
Da gustare a Lettopalena (Ch) Tra i prodotti tipici di Lettopalena troviamo in primo piano il caciocavallo, formaggio stagionato a pasta filata, prodotto con latte vaccino e dalla caratteristica forma a sacchetto. Il sapore e il profumo dei salumi e delle carni sono sempre particolari e variano in funzione della quantità degli aromi utilizzati nella loro preparazione. Nella gustosa cucina abruzzese, e in particolare in quella teatina, si possono assaporare decisi piatti arricchiti con spezie di ogni genere, come il peperoncino rosso piccante e quello rosso dolce, così come non si possono non assaggiare le conserve preparate con i pomodori locali. Cosa fare a Lettopalena (Ch) Immerso nella natura, il territorio è ricco di aree di grande pregio ambientale: a pochi passi da Lettopalena, infatti, troviamo il Parco Nazionale della Majella e il Pnalm – Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il territorio è dunque luogo ideale per gli amanti del trekking, del cicloturismo, dell’equitazione, della pesca e dell’enogastronomia, ma anche zona interessante per intraprendere un percorso turistico storico, culturale e religioso. Dal punto di vista ambientale l’attrattiva di maggior interesse è, senza dubbio, la località “Fonte della Noce”, un vasto prato a 1020 metri di quota, valorizzato dalla presenza di acque sorgive e di boschi che si inerpicano fino a raggiungere le impervie cime dei Monti Pizzi. A pochi chilometri di distanza si trovano le Grotte del Cavallone, immerse nel Parco della Majella, visitabili per circa un chilometro lungo il quale si snodano sale e cunicoli, i cui nomi sono stati immortalati dai versi dannunziani.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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