Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Guardiagrele (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Guardiagrele (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI GUARDIAGRELE (CH)
 
Ospitalità nel Paese di GUARDIAGRELE (Ch) (m. 576 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Guardiagrele: 42°11′21.2″N - 14°13′17.73″E
     
  CAP: 66016 -  0871 -  0871.808931  - Da visitare:   
MUNICIPIO DI GUARDIAGRELE   800055313   0871.8086239 - URP: 0871.8086219      0871.82267 - 00239980691
Raggiungere Guardiagrele Satzione: San Vito-Lanciano (Ferrovia Sangritana)   Aeroporto d'Abruzzo a 37 Km.  Uscita: Pescara Ovest/Chieti
 
HOTELS ED ALBERGHI GUARDIAGRELE (CH)
*** HOTEL BOCCA DI VALLE
Via Bocca Di Valle, 66 - 66016 Guardiagrele (Ch)
tel. 0871 808002 - fax 0871 808002 / 0871 808018
 Servizi offerti dalla struttura

*** HOTEL GRANADA
Via Colle Granaro, 78 - 66016 Guardiagrele (Ch)
tel. e fax 0871 82552
 Servizi offerti dalla struttura






*** HOTEL PATER MONTIUM
Loc. Bocca di Valle - 66016 Guardiagrele (Ch)
tel. 0871 808274 - fax 0871 808328
 Servizi offerti dalla struttura






*** HOTEL VILLA MAIELLA
Via Sette Dolori, 30 - 66016 Guardiagrele (Ch)
tel. 0871 809319 - fax 0871 809362
 Servizi offerti dalla struttura

RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE GUARDIAGRELE (CH)
Guardiagrele (Ch) Abruzzo – Italy. Se fu Spartaco e i suoi gladiatori fuggiti dalle armate romane a  determinare la nascita di Guardiagrele non si può dire. Certo però è che questa cittadina conserva  vestigia antichissime che stupiscono il visitatore.  Tuttora ricca di elementi medievali, ebbe il suo massimo splendore intorno al XII secolo quando in zona fu eretta una cittadella chiamata Greelem in difesa del territorio circostante. Precedentemente fu colonizzata dai Benedettini che eressero sul luogo un monastero. Le meraviglie scolpite nella pietra e l’attività frenetica che si sviluppò in alcuni settori dell’artigianato, quali ferro, rame, argento e oro, con una produzione artistica sorretta da scuole di alta perfezione e personalità di spicco del calibro di Nicola da Guardiagrele, allievo di Ghiberti, dettero nel tempo alla cittadina un’immagine elegante, ricca di opere d’arte. Tra i principali  edifici religiosi spicca il complesso di Santa Maria Maggiore, in assoluto la più alta testimonianza del patrimonio storico-architettonico di questo luogo, che per la sua collocazione centrale connota fortemente  l’impianto dell’abitato storico, impreziosito da chiese, case e torri millenarie. Il portale del duomo di Guardiagrele è uno  splendido e grandioso esempio di arte tardogotica, uno dei gioielli più preziosi di questa "città di pietra" immortalata da D’Annunzio nel "Trionfo della morte". Questo antico centro della provincia chietina, aggrappato ai contrafforti della Majella,  posto a 600 metri d’altezza, con splendida vista sulle vaste pianure disseminate di campi, sulle montagne, e sul Mare Adriatico, ricco di tradizioni è ancora  città dell’arte e dell’artigianato che, memore degli splendori del passato, ripropone al visitatore i prodotti più belli della tradizione abruzzese e raffinati manufatti dell’arte orafa. Info: Comune  Largo S. Francesco, 4 - 66016 Guardiagrele (CH) Tel.087180861  www.guardiagrele.gov.it/. Info: Centro Informazioni Turistiche Parco della Majella - Via Occidentale - Tel. 0871.80371 ore 8-14 (rientri martedi e giovedi 15-18) Info: Tourist Point Via Andrea Bafile,7 Tel.087184347.
CAMPEGGI GUARDIAGRELE (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse a Guardiagrele (Ch) Architetture religiose: La collegiata di Santa Maria Maggiore, sorta forse su un tempio pagano nel 430 d.C. ed interamente realizzata in pietra della Maiella. Conserva una croce processionale di Nicola da Guardiagrele del 1431. La chiesa di San Francesco, situata nell'omonima piazza, nacque come chiesa di San Siro, fu concessa nel 1276 ai francescani, che vi costruirono un convento. Conserva le spoglie di San Nicola Greco. La chiesa di San Nicola di Bari è probabilmente la chiesa più antica della città. Come il duomo, venne eretta suoi resti di un tempio pagano, dedicato a Giove. La chiesa di San Silvestro, di stile romanico, ospita al suo interno mostre, convegni e concerti in seguito alla sconsacrazione negli anni sessanta. Il convento dei Cappuccini, fondato nel 1599. La chiesa di San Rocco, nata nel Settecento in seguito alla sopraelevazione di Santa Maria Maggiore. La chiesa di Santa Maria del Carmine, in via Modesto della Porta. La chiesa di Santa Chiara, eretta nel 1220. La chiesa di San Donato, dedicata al patrono della città. Sorge fuori dal centro abitato. Architetture civili a Guardiagrele (Ch) Casa Marini, antica sede della zecca. Palazzo Vitacolonna, principale edificio civile cittadino, in piazza Santa Maria Maggiore. Palazzo Elisii, di gusto barocco, situato in via Tripio. Palazzo De Lucia, elegante palazzo in via Roma con un portale sormontato da busti maschili. Palazzo Liberatoscioli, tra i pochi esempi di liberty a Guardiagrele. Palazzo Montanari-Spoltore. Situato in via Tripio, vi soggiornò a lungo il pittore lancianese Federico Spoltore, che decorò l'edificio con tempere e tele. Palazzo Iannucci. Pregevole esempio di architettura civile seicentesca, si trova in via della Penna. Il suo prospetto, in pietrame misto, è arricchito da un portale a tutto sesto e da semplici finestre rettangolari. Fontana Marrucina, composta da tre fornici in laterizio suddivisi da paraste in pietra. È riconducibile al XVIII secolo. Fontana di Grele. Ridotta allo stato di rudere, risalirebbe al XVII secolo. Architetture militari a Guardiagrele (Ch) La porta San Giovanni, o porta della Fiera. Fu ricostruita nel 1841. La porta San Pietro, posta a fianco all'omonima torre. La porta del Vento o di Grele, unica dell'antica cinta muraria a conservare un aspetto medievale. Il torrione Orsini, emblema della città caratterizzato dalla sommità diroccata. È anche detto torrione Longobardo. Il nome della struttura si deve alla famiglia che dominò Guardiagrele dal 1340. La torre Adriana, locata vicino alle botteghe artigiane di Porta della Fiera. La torre Stella, gemella della Torre Adriana. La torre San Pietro, in Via Modesto Della Porta, è la parte bassa del campanile del monastero di San Pietro Celestino. Alla sua base si trova un portale tardogotico, piuttosto deteriorato. La torre del Gastaldo, situata in via San Francesco. Fu la dimora del gastaldo longobardo. Siti archeologici a Guardiagrele (Ch) Comino (necropoli).
VILLAGGI TURISTICI GUARDIAGRELE (CH)
Persone legate a Guardiagrele (Ch) Francesco Auriti, (Guardiagrele, 1822 - Roma, 1896), magistrato. Giacinto Auriti, (Guardiagrele, 1926 - Roma, 11 agosto 2006), professore universitario; promosse a Guardiagrele un esperimento nel 2000 sull'uso di una moneta parallela a quella in corso, il "SIMEC" per verificare una teoria del complotto sul signoraggio. Gianluca Colonnello, (Guardiagrele, 1973), calciatore. Guido Cristini, presidente del Tribunale Speciale Fascista tra il 1928 ed il 1932. Nicola da Guardiagrele, conosciuto anche come Nicola Gallucci o Nicola di Andrea di Pasquale (Guardiagrele, 1385 - ?, 1462 circa); noto per alcuni lavori di scultura (come ad esempio l'"Incoronazione della Vergine" nella Chiesa di Santa Maria Maggiore di Guardiagrele) e di alta oreficeria (come il Paliotto di Teramo esposto nel Duomo di Teramo, la Croce Processionale conservata nella Chiesa di Santa Maria Maggiore), alcuni dei quali visibili nella Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma (Croce Processionale), nella Galleria degli Uffizi a Firenze (Madonna dell'umiltà, dipinto). Francesco Maria De Benedictis, (Guardiagrele, 1800 - 1872), pittore. Modesto Della Porta, (Guardiagrele, 1885 - Guardiagrele, 1938), poeta. Andrea Delitio (secondo il sito ufficiale di Guardiagrele è nato verosimilmente a Guardiagrele), pittore italiano del Rinascimento. Morgan De Sanctis, (Guardiagrele, 1977), calciatore. Alberico Di Cecco, (Guardiagrele, 1974), atleta. Oliviero Dinelli, (Guardiagrele, 1947), doppiatore. Niccolò Ranieri, (Guardiagrele, 1749 - ?, 1850), pittore. Andrea Bafile, Monticchio di Bagno (L'Aquila, 1878 - Basso Piave, 11 marzo 1918), tenente di vascello della Regia Marina, insignito della medaglia d'oro al valor militare alla memoria. Basilio Cascella e Tommaso Cascella, nati nella seconda metà dell'ottocento rispettivamente a Pescara e Ortona; realizzatori delle decorazioni del sacrario di Andrea Bafile, eroe della Prima guerra mondiale, situato all'interno di una grotta scavata nella Majella nella frazione di Bocca di Valle. Felice Giuliante, scultore di Pennapiedimonte. Ha realizzato nel sacrario di Bocca di Valle la lapide esterna (1920) con l'epitaffio dettato da Raffaele Paolucci e l'ara scolpita nella roccia (1923) nella quale è sepolto Andrea Bafile. A Guardiagrele ha effettuato il restauro del campanile e del cornicione di Santa Maria Maggiore, il portale di Santa Chiara. Power Francers, gruppo musicale. William Salomone, (Guardiagrele, 1915 - Philadelphia, 1989), professore universitario, storico. Giuseppe Borrelli, (Guardiagrele, 1910 -1968), politico.
AFFITTACAMERE GUARDIAGRELE (CH)
Turismo a Guardiagrele (Ch) Un settore che sicuramente acquista sempre più importanza è quello del turismo, grazie al patrimonio artistico-culturale e naturale della città. Guardiagrele fa infatti parte del parco nazionale della Majella e si trova in prossimità della località sciistica di Passolanciano-Majelletta. Da Bocca di Valle partono inoltre numerosi sentieri per la montagna, di cui il più noto conduce alla cascata di San Giovanni. Ad attrarre visitatori contribuisce anche la mostra dell'artigianato artistico abruzzese, che si tiene annualmente dal 1° al 20 agosto. Infrastrutture e trasporti per raggiungere Guardiagrele (Ch) Strade: Guardiagrele, per la sua posizione geografica, non è attraversata da rilevanti infrastrutture. La principale arteria stradale è la Strada statale 81 Piceno Aprutina, che collega Ascoli Piceno a Casoli, passando per Teramo, Penne e Chieti. Con essa si può raggiungere l'autostrada A25 (uscita Chieti) e l'autostrada A14 (uscita Pescara sud - Francavilla al Mare). È inoltre collegata con le uscite dell'A14 di Ortona e Lanciano. Ferrovie: Sino al 1982 il territorio di Guardiagrele era servito dalla Ferrovia Sangritana, attraverso la tratta Ortona Marina-Crocetta. La ferrovia consentiva le comunicazioni con Ortona (e quindi con la linea adriatica), Lanciano ed i comuni della valle del Sangro. La sua presenza ha inoltre rappresentato un importante elemento per lo sviluppo socio-economico del territorio. Le stazioni presenti erano quelle di Guardiagrele (in località Melone) e di Villa San Vincenzo. Attualmente le stazioni più vicine sono quelle di Chieti Scalo, Pescara Centrale, San Vito-Lanciano e Ortona, per poi raggiungere Guardiagrele con autobus di linea. Leggenda del Cannone di Sambuco a Guardiagrele (Ch) Una leggenda popolare narra che nel XV secolo Guardiagrele e la vicina Orsogna fossero in aspra contesa. I guardiesi allora, essendo stato appena inventato il cannone a palle di pietra, fabbricarono un cannone più economico, ottenuto dal legno di sambuco, per sparare una palla contro Orsogna, pretesto per scoraggiare la guerra imminente. Tuttavia, piazzato il cannone sul belvedere della villa, questi implose, saltando in aria e uccidendo i soldati. La città, colpita nel suo onore, decise di rinunciare alla guerra.
BED & BREAKFAST GUARDIAGRELE (CH)
BED & BREAKFAST IL MULINO
Via Marruccina, 140 - 66016 Guardiagrele (Ch)
tel. 0871 82158 / 338 4527675 / 328 1494937 - fax 0871 82158
CASE PER VACANZA GUARDIAGRELE (CH)
CASA PER VACANZA DOMUS TRIPIANA
Via Tripio, 169/171 - 66016 Guardiagrele (Ch)
tel. 0871 82007 - fax 0871 82308
APPARTAMENTI PER VACANZA GUARDIAGRELE (CH)
Museo dell'artigianato artistico abruzzese di Guardiagrele (Ch) L’Ente mostra dell'artigianato artistico abruzzese nasce nel 1970 (all'epoca con il nome di Mostra dell'artigianato della Maiella) a Guardiagrele grazie alla volontà di persone sensibili e attente alle attività culturali locali. L'Ente è un organismo autonomo che si propone di salvaguardare le attività artistiche-artigianali locali, mantenendo legami di partnership con istituzioni pubbliche e private nazionali. Descrizione del museo: Nel 1981 L'Ente ha ottenuto il riconoscimento legale da parte della Regione Abruzzo, diventando il punto di riferimento per un territorio ricchissimo di antiche tradizioni. Ferro battuto, rame, ceramica, legno, pietra scolpita, vetro, lavori al tombolo e ricami sono tutte attività manifatturiere che oggigiorno L'Ente, non solo cerca di conservare e tutelare nella loro integrità storica, ma anche di promuovere e diffondere grazie al Centro di Eccellenza dell'Artigianato Artistico Abruzzese costituito nel 2002. Ogni anno, fin dalla sua nascita, l'Ente organizza dal 1° al 20 agosto la Mostra dell'artigianato artistico abruzzese a Guardiagrele. A questa iniziativa, che si rinnova da 41 anni, ha partecipato e continua a partecipare un gran numero di Artigiani. La Rassegna può essere identificata come un gioiello del lavoro abruzzese, alla quale farà corona nell'edizione del 2011 il 14º Concorso Biennale Nazionale di Arte Orafa "Nicola da Guardiagrele". Il 20 dicembre 2006, è stata inaugurata la nuova sede permanente dell'Ente mostra dell'artigianato artistico abruzzese presso il palazzo dell'Artigianato la quale si compone di opere artisticamente rilevanti che hanno ottenuto riconoscimenti nell'ambito di manifestazioni artigiane e artistiche o che, più semplicemente, evidenziano o ripercorrono, un periodo storico particolare della cultura artigiana in Abruzzo. Si possono ammirare durante la visita opere di arte fabbrile, ceramica, orafa, tombolo, vetro, attrezzi in rame e legno. All'interno del Museo permanente dell'artigianato artistico abruzzese si possono inoltre trovare i capolavori della Bottega Ranieri (fine '800 inizi '900) dei maestri del ferro battuto Antonio & Felice.
CASE PER LE FERIE GUARDIAGRELE (CH)
Le Sise delle monache (o Tre monti) sono un tipico dolce abruzzese prodotto nel comune di Guardiagrele, in provincia di Chieti. Le origini delle Sise delle monache: L'origine del nome non è sicura: tra le varie leggende, una vuole che tale espressione derivi dal comportamento di alcune suore, le quali inserivano al centro del petto una protuberanza in modo da rendere meno evidenti i seni. Più verosimilmente la tipica forma di questo dolce farebbe invece riferimento a Gran Sasso d'Italia (2912 m s.l.m.), Majella (2793 m s.l.m.) e Sirente-Velino (2487 m s.l.m.) che costituiscono i tre massicci montuosi abruzzesi, i più alti dell'intera catena appenninica. Questo giustifica anche il nome di Tre monti, con cui pure il dolce è conosciuto. Preparazione del dolce le Sise delle monache  ed ingredienti: Due strati di pan di spagna, farciti da crema pasticcera, con la forma di tre protuberanze. Museo del Costume e della Tradizione della nostra Gente a Guardiagrele (Ch) E’ allestito nei locali al piano terra del chiostro di San Francesco ad opera del volontariato locale ed espone un gran numero di oggetti e documenti che ricostruiscono la memoria del quotidiano delle generazioni passate a noi più vicine: le varie sale ripropongono alcuni degli ambienti più caratteristici della vita domestica e dell’operosità artigiana di Guardiagrele a cavallo tra ‘800 e ‘900. Sono stati ricostruiti, con elementi autentici, una cucina completamente arredata, completa di uno spazio tutto femminile dedicato alla filatura e tessitura, con telaio ancora funzionante, e una camera da letto che racconta le antiche usanze legate la matrimonio, come l’esposizione e la “stima” della dote; una sezione è dedicata agli abiti femminili e ai gioielli artigianali, indossati nelle occasioni più importanti. Altri spazi sono invece riservati al fenomeno dell’emigrazione e all’attività artigianale, sempre fiorente a Guardiagrele, con foto d’epoca e strumenti ormai in disuso o addirittura sconosciuti alle nuove generazioni, come quelli degli ebanisti e dei falegnami, dei tintori e dei calzolai, dei ceramisti, dei sediari, dei ramai e dei maestri del ferro battuto.
COUNTRY HOUSE GUARDIAGRELE (CH)
Museo Archeologico di Guardiagrele (Ch) Allestito al piano terra dell’edificio comunale in Piazza San Francesco, il Museo Archeologico è intitolato a don Filippo Ferrari, parroco di Guardiagrele agli inizi del ‘900 che, per primo, intuì la rilevanza della necropoli di Comino, località ai piedi della Maiella non distante dal centro storico: nella prima sala sono esposti alcuni dei reperti superstiti della sua vera collezione, dispersa durante la seconda guerra mondiale. Le sale successive illustrano invece i risultati degli scavi avviati dalla Sovrintendenza Archelogica nell’ottobre del 1998: armi e ornamenti in bronzo, ferro e pasta vitrea, oltre a vasellame ceramico di varia tipologia, reperti rinvenuti nella piccola area indagata e risalenti ad un arco di tempo compreso tra il IX e il III secolo A.C., sono stati restituiti da monumentali tombe a tumulo della prima età del ferro e da sepolture a semplice fossa terragna o a lastroni di pietra di età arcaica ed ellenistica. Il museo, inaugurato nell’agosto del 1999 e ampliato nel 2008, è gestito dai volontari dell’Archeclub di Guardiagrele ed ospita complessivamente oltre metà dei 77 corredi funerari riportati alla luce in otto anni di scavo. Museo del Duomo di Guardiagrele (Ch) Il Museo del Duomo, allestito nei tre locali della cripta medievale annessa al Duomo di Santa Maria Maggiore, raccoglie i pezzi più importanti provenienti dal duomo ma anche da altre chiese cittadine e scampati al terremoto del 1703. Esso venne inaugurato nel 1988 dopo il restauro della cripta. Le opere qui esposte vanno dal XIV secolo fino al 1700, che provengono non solo dal Duomo. Nella prima sala sono visibili paramenti liturgici in broccato, statue di santi e diverse reliquiari ligni settecenteschi. Nella seconda sono esposti i frammenti della croce processionale in argento di Nicola di Guardiagrele, firmata e datata 1431, fortunatamente recuperati dopo il furto del 1979, e il gruppo scultoreo dell’ Incoronazione della Vergine, ospitato fino a qualche anno fa nella lunetta del portale e considerato il capolavoro dell’arte scultorea regionale: in occasione della importante mostra del 2008 dedicata a Nicola, l’opera gli fu definitivamente attribuita. Al centro della sala troneggia la Madonna dell’Aiuto, statua lignea dipinta e dorata risalente al XV sec., tra le teche contenenti due pregevoli corali miniati trecenteschi, rubati anch’essi insieme alla croce e solo recentemente tornati a far parte del patrimonio artistico cittadino. La terza sala infine espone un cofanetto ligneo scolpito e una splendida croce-reliquiario in legno dipinto, entrambi del ‘300, insieme a ostensori, calici e turiboli provenienti dalle chiese guardiesi.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' GUARDIAGRELE (CH)
Cattedrale di Santa Maria Maggiore a Guardiagrele (Ch) L’edificio romanico costruito interamente in pietra della Majella rappresenta l’emblema della Guardiagrele medievale e costituisce il monumento più significativo e complesso nell’ambito dell’architettura religiosa cittadina, frutto di continue trasformazioni operate nel corso di otto secoli di storia. L’esame architettonico dell’edificio testimonia in favore di una primitiva fondazione agli inizi del ‘200, poi seguita da sopraelevazioni, ampliamenti e rifacimenti successivi, tra i quali la realizzazione dei due porticati laterali, l’inserimento della torre campanaria nella facciata e il definitivo prolungamento dell’aula, a un livello più alto rispetto alla quota originale, attuato ai primi del ‘700. La facciata è dominata dalla imponente mole della torre campanaria, alla cui base si apre uno dei più bei portali del gotico abruzzese, risalente al 1430 circa; nella lunetta era visibile il gruppo scultoreo dell’ Incoronazione della Vergine di Nicola di Guardiagrele, ora esposto nel Museo del Duomo. Sotto il portico a colonne del lato destro si conserva il grande San Cristoforo, affrescato da Andrea Delitio nel 1437, subito seguito da un portale rinascimentale e da un secondo portale ogivale tardo trecentesco. Sotto il voltone di Via Cavalieri si aprono l’ingresso alla Chiesa di San Rocco a tre navate dalla ricca decorazione barocca e un altro elegante portale del ‘500. In ultimo il portico settentrionale, voltato a crociera, conserva il delicato affresco quattrocentesco della Madonna del Latte, racchiuso in una edicola rinascimentale. Il suo interno, di impianto medievale e soggetto a continue modificazioni nell’arco del Duecento e del Trecento, è stato completamente trasformato nel Settecento, in seguito al rovinoso terremoto dei primi anni del secolo e le strutture originarie sono rintracciabili nello spazio attualmente divenuto cripta della sovrastante chiesa settecentesca. Si presenta con una navata unica con copertura a capriate e con imponenti altari a parete che racchiudono dipinti e statue. Notevoli il pulpito in noce intagliato del XVIII sec. con episodi della vita di Cristo e, di fronte, un altare che racchiude la tela dell’Assunzione della Vergine su un paliotto ricomposto con frammenti scultorei di opaca medievale. Nella cripta del duomo è allestito un interessante Museo Diocesano che raccoglie vari oggetti d’arte e soprattutto frammenti di una croce processionale d’argento del celebre scultore orafo del Quattrocento, Nicola da Guardiagrele, firmata e datata 1431.
RIFUGI E BIVACCHI A GUARDIAGRELE (CH)
La chiesa Monumentale di San Francesco e San Nicola Greco a Guardiagrele (Ch) Sembra che la fondazione del convento sia da porsi intorno alla metà del XIII sec. quando la contessa Tommasa di Palearia donò ai francescani l’antica chiesa originariamente intitolata a San Siro, concedendo loro di spostarsi in prossimità dell’abitato dove sorgeva la struttura. Nel corso del ‘300 il convento assunse una notevole importanza come uno dei due poli in cui si andava strutturando urbanisticamente Guardiagrele: il centro civile e politico gravitante intorno a Santa Maria Maggiore, e il centro economico nell’area del mercato, ovvero Piazza San Francesco. Il conte di Manoppello, Napoleone Orsini fu in quel periodo il principale artefice dello splendore della chiesa: infatti egli nel 1338 vi fece traslare, come dono ai francescani, le reliquie di San Nicola Greco, facendone uno dei santuari più venerati della zona. Nei secoli successivi la chiesa fu oggetto di ripetuti rimaneggiamenti, culminati con la ristrutturazione settecentesca, a seguito del terribile terremoto del 1706, che ne ha alterato profondamente l’aspetto. Le parti sopravvissute dell’antico edificio trecentesco sono costituite prevalentemente dalla facciata rivestita da pietre squadrate e regolari e dalla parte bassa del lato destro, fino alla cornice marcapiano. L’articolato portale d’ingresso principale è caratterizzato da briose decorazioni nell’archivolto, negli stipiti a fasci di colonne e nei capitelli a fogliame ricurvo. Al fianco sinistro della chiesa sono addossati l’elegante chiostro a due ordini e gli annessi monastici, adibiti oggi a sede del comune. L’interno del tempio, a navata unica rettangolare, presenta uno stile tipicamente barocco con sfarzosi elementi che valorizzano gli spazi. Accostati ai muri adiacenti all’ingresso, vi sono due confessionali lignei scolpiti risalenti al XVIII sec. Nella controfacciata vi è una lunga iscrizione in latino che ricorda gli avvenimenti storici che hanno interessato la chiesa, posta sotto lo stemma francescano. L'aula è divisa dal coro mediante una struttura di muratura a stucco, davanti alla quale è situato l'altare maggiore. In una teca di vetro al di là del divisorio sono custodite le reliquie di San Nicola Greco che ogni 25 anni lasciano la chiesa in occasione di una solenne processione per le vie della città. Dall’interno della sagrestia è possibile scendere nei locali sotterranei della chiesa, in cui giacciono elementi architettonici e scultorei in pietra, basi, capitelli, pezzi di colonne, alcuni anche con tracce di policromia, e rilievi scolpiti. Il Convento dei Frati Minori Cappuccini a Guardiagrele (Ch) La chiesa conventuale, intitolata alla Natività della Vergine, è stata edificata e fondata nel 1599 in ampliamento a una precedente cappella di Santa Maria del Popolo, ancora esistente, sebbene rimaneggiata, sul lato destro del portico. Il portale seicentesco della chiesa , con iscrizione sull’architrave e timpano triangolare, immette nell’aula a navata unica con cappelle sul lato destro, dove spiccano preziosi arredi lignei tardo barocchi. Al contrario dei tre altari laterali, seminascosti nelle rientranze delle cappelle, contenenti altrettante statue di santi, l’altare maggiore attira immediatamente l’attenzione del visitatore. Questo monumentale altare ligneo della chiesa, opera settecentesca di forte impatto scenografico, con struttura tripartita e con il tipico timpano curvilineo spezzato, incornicia quattro dipinti di dimensioni diverse tra cui spicca al centro una grande tela di autore ignoto raffigurante l’ Immacolata tra angeli e santi. Davanti all’altare risalta un tabernacolo in legno e avorio intarsiato, opera di pregevolissima fattura eseguita nella prima metà del ‘700 dalla scuola di intagliatori cappuccini, i Marangoni. Completa l’arredo un sobrio pulpito, pure ligneo, a formelle regolari. Nel piccolo e appartato chiostro si respira un’atmosfera di mistico silenzio, in cui tutto, la penombra e il sole che si alternano nel deambulatorio, la fila di archi, lo spazio delimitato del cielo e il pozzo poligonale in pietra, ci trasposta lontano dal nostro tempo frenetico.
La Chiesa della Madonna del Carmine a Guardiagrele (Ch) L'aspetto attuale dell'edificio è il prodotto di una radicale ristrutturazione che, all'inizio del '900, ha interessato i resti dell'antico convento celestiniano. Lo stile architettonico non appare influenzato dalle nuove correnti novecentesche, se si escludono alcuni richiami al gusto liberty evidenti nelle decorazioni della facciata e del prospetto su via Modesto Della Porta. Il risultato d'insieme risulta piuttosto convenzionale: anche dopo aver oltrepassato la soglia, permane l'impressione di avere di fronte la riproposizione di modelli ampiamente sfruttati in quegli anni. Da segnalare la presenza di un ciclo di dipinti di Ferdinando Palmerio, le Storie della Vergine Addolorata e di San Celestino, ai lati e sul soffitto della navata, nonché sulla cupola e ai lati dell'edicola centrale del presbiterio. La Chiesa della Madonna dell'Addolorata di Guardiagrele (Ch) Sulla semplice facciata intonacata del monumento, posto al di sopra del semplice portale d’ingresso, spicca uno stemma lapideo tra due iscrizioni, una delle quali riporta la data di dedica della chiesa, il 1733. L’interno a navata unica racchiude, pur nelle ridotte dimensioni, alcune opere degne di menzione: sul soffitto ligneo a cassettoni, il pittore locale Ferdinando Palmerio, ha dipinto ad olio sul lamina di rame, a cavallo tra l’ ‘800 e il 900, episodi della vita di Cristo; l’organo, antico di due secoli e ancora funzionante, è opera del bolognese Verati. Una lapide apposta sulla controfacciata ricorda le vicende costruttive dell’edificio sacro, sede dal 1734 della confraternita di SS. Maria Addolorata. Guardiagrele in provincia di Chieti è denominata (popolazione comunale 9.500 abitanti circa), la "città di pietra", perché  immortalata da Gabriele D'Annunzio nel "Trionfo della Morte", sorge su un'alta collina (576 m. s.l.m.), dalla quale si gode un magnifico panorama. Il territorio comunale è compreso nell'area del Parco Nazionale della Majella, che proprio a Guardiagrele ha la sua Sede Legale. La cittadina, di origine romana, fu fortificata probabilmente da Bellisario e Narsete ed ebbe nel medioevo una propria zecca. Delle antiche fortificazioni, con torri e mura di cinta, rimangono ancora ben visibili la Torre Adriana, vicino alla quale si apre la scenografica Porta S. Giovanni, e il Torrione Orsini. La cattedrale di S. Maria Maggiore, realizzata in pietra della Majella, presenta una torre campanaria della fine del XIV secolo, un portico sul fianco destro con un monumentale affresco quattrocentesco di San Cristoforo, opera di Andrea Delitio, e un loggiato sul lato sinistro con un affresco della "Madonna del latte", anch'esso del XV secolo. L'interno è barocco e fu ricostruito dopo il terremoto del 1706. Altri monumenti di notevole interesse sono le chiese di S. Francesco, S. Nicola, S. Chiara e la piccola chiesa del Convento dei Cappuccini, che conserva pregevoli altari lignei del XVIII secolo. La città di Guardiagrele è famosa per l'arte del ferro battuto.
La Chiesa di San Nicola di Bari a Guardiagrele (Ch) Sorta secondo la tradizione nel V secolo su un precedente tempio pagano dedicato a Giove, come tutte le chiese guardiesi ha subito nei secoli numerosi rimaneggiamenti, dettati da esigenze di gusto e da necessità contingenti. L’esterno è realizzato in muratura di pietrame irregolare misto con intonaco sulla facciata, mentre la struttura della tozza torre campanaria è a pianta quadrata. Presenta due portali cinquecenteschi di cui il principale è incorniciato da semicolonne corinzie e una ricca decorazione degli stipiti, mentre quello laterale è meno imponente ma dalla decorazione più gradevole dovuta ad apporti locali che risentono ancora del gusto medievale, come i tralci di vite che corrono lungo l’archivolto conferendo maggiore vivacità all’insieme. L’interno di San Nicola è il risultato della ricostruzione resasi necessaria dopo il rovinoso terremoto del 1706. Lo spazio dell’unica navata è dilatato e movimentato dagli altari laterali, dalla cornice e dal fregio che corrono lungo l’intero perimetro dell’aula, dagli stucchi che decorano le pareti, l’ampia volta e il catino absidale. Dappertutto angeli, puttini, medaglioni, ricchi capitelli creano l’effetto ridondante cui miravano gli artisti del tardo barocco. Domina l’altare maggiore costituito da due coppie di colonne con capitelli corinzi e sono conservate diverse tele di pittori guardiesi dell’ ‘800 e del ‘900 come Nicola Ranieri e Francesco Maria De Benedictis.
Sagre d’Abruzzo. Miglianico – Le Contrade del piacere: bellissima rassegna di gastronomia tipica e a Km0 delle terre chietine, dislocata lungo le due vie principali del piccolo centro del grazioso paese di Miglianico, sede anche dell’omonima cantina sociale. Ben 19 stands gastronomici con le più svariate proposte di cibo e bevande, dove si poteva assaporare di tutto, dalla porchetta agli arrosticini, dai panzerotti fritti alle puzzunte, dalla pasta alla mugnaia a csagne e fagioli, dalla pizze e fuje al coniglio alla miglianichese, dalle pallotte cace e ove alle scamorze fuse al tartufo. Portate dai 3 ai 7 euro, quelle provate tutte di ottima fattura, realizzate da ristoranti, agriturismi e associazioni della zona. Paese in festa, con qualche gruppo musicale a fare da contorno, tavoli e stradine piene, profumi e sapori tutti da gustare. Elice – Notte dell’Ilex/Sagra della Pecorara: due manifestazioni fuse insieme. La prima è una rievocazione medievale che riempie il bellissimo borgo del centro storico con numerosissimi figuranti che ricreano per una settimana circa i locali ed i personaggi del medioevo, con dimostrazioni e spettacoli. Ingresso 4 euro, durata dal tramonto a notte inoltrata. Taverna e lupanare, ospedale, cerusico, mercato delle stoffe e delle spezie, lotte tra cavalieri, sala delle torture e tanto tanto altro. All’ingresso del paese si posiziona invece la sagra della pecorara, dove il piatto tipico è la pasta alla pecorara per l’appunto, ovvero pasta di acqua e farina condita con sugo di verdure (melanzane, olive, cipolle, peperoni) e ricotta fresca. Presenti anche varie altre preparazioni, tipiche e gustose, come ad esempio immancabili arrosticini con pane e olio e pasta alla mugnaia. Prezzi popolari e grande qualità. Non è necessario pagare l’ingresso a Elice per la sagra, ma a mio gusto non sarebbe sgradevole l’idea di avere la sagra intersecata alle atmosfere medievali, rendendo le due cose meno disgiunte. Ortona – Antichi Sapori: evento tradizionale a cavallo di Ferragosto, quando il quartiere Terravecchia diventa teatro di figuranti in abiti medievali che per tutta sera vagano tra i passanti esibendosi nei loro spettacoli, mentre la folla si accalca tra tavoli e stand per accaparrarsi deliziose pietanze della tradizione, qui con ampio spazio al pesce. Ottime e da provare le nevole ripiene alla crema, dolce tipico ortonese, quasi introvabile. Prezzi buoni salvo per il bere (un po’ eccessivi 2 euro per bicchierini di plastica di liquore o passito di Cantina Tollo). Fantastica occasione per visitare il centro di Ortona, a ridosso della Rocca Aragonese, affacciata sul mare, e degustare le specialità del luogo, con l’intrattenimento gratuito di artisti e figuranti. Guardiagrele – La Notte Bianca: il bel borgo a ridosso del massiccio della Majella si veste a festa, con negozi aperti, bancarelle e stand, intrattenimenti musicali ed iniziative dei commercianti per allietare i convenuti. E’ possibile passeggiare, soffermarsi a godere degli spettacoli musicali, comprare un ottimo panino alla porchetta, godere di ottimi bicchieri di cerasuolo all’Enoteca, e per i golosi chiudere con le Sise delle Monache della pasticceria Emo Lullo. Bell’atmosfera, ottimo cibo a prezzi onestissimi (come spesso riscontrabile in queste feste). Chieti – ChietinStrada: manifestazione quest’anno confermata solo a pochi giorni dal via, e per questo forse meno ricca del contorno gastronomico dell’anno passato. Pochi gli espositori, tra cui il validissimo birrificio artigianale Maiella. Bellissimi invece gli spettacoli degli artisti di strada, provenienti da tutto il mondo con i loro numeri di giocoleria, cabaret, musica, ballo e quant’altro la fantasia di questi artisti riesca a proporre. Pianella – Festa della Birra: festa ridotta ma a mio avviso di buona qualità. Realizzata nell’area delle scuole del paese, offre poca scelta per il cibo, comunque buono con arrosticini (fatti amacchina o artigianalmente a mano), e tagliere di salumi e formaggi locali. Il tutto è accompagnato da ottima birra artigianale, con due produzioni locali (da Ortona e Pianella) e 5 birre da Belgio e Germania. Sul palco gruppi di Cover Band di buon livello. Atri – Atri a Tavola: manifestazione molto ben pubblicizzata, tanto forse da non rendere quanto sperato. Molte le bancarelle dei produttori di specialità locali, dal miele alla liquirizia, dai formaggi all’aglio rosso di Sulmona. Sicuramente occasione per fare incetta di prodotti tipici. La nostra esperienza per quanto riguarda la cena non è stata entusiasmante. Si poteva scegliere per lo stand del circolo ACLI in una piazzetta, dove avremmo trovato probabilmente piatti molto buoni a prezzi onestissimi, o tra i 5-6 ristoranti della città aderenti alla città. Forse la nostra scelta è stata sfortunata ma abbiamo trovato un locale che aveva un menù con solo alcune delle scelte indicate a disposizione, con prezzi normali, senza particolari proposte per la sagra. Pietanze commestibili ma niente di interessante. Un po’ di delusione, per una festa che forse doveva rendere più “popolare” la proposta dei locali, per i quali sembrava piuttosto un’occasione per fare il pieno con poca fatica. Torrevecchia in Festa: paesino sperduto nelle campagne con festa a base di prodotti tipici, con una scelta non eccezionale, ma prezzi modici. Per 5 euro otteniamo un piatto di porchetta veramente buona ed abbondante. Nello standard gli arrosticini, interessante la scelta di dolci ma la qualità non era particolarmente alta (molti aromi artificiali nella pasticceria). Gruppo folk-popolare italiano buono sì e no per i paesani più anziani. Sagra solo per andare a cenare invece che preparare a casa. Bucchianico – Sagra dei Fichi e Pernil: nella piazza centrale di un bel paesino, con tanto di palco e rumorosa orchestrina. Molti più tavoli che presenti, ma il tutto è spiegato dalla scarsa scelta (2 primi, due secondi, cocomero o fichi, birra o vino). Il prodotto tipico era il pernil, prosciutto arrosto “porchettato”, a dire il vero niente di eccezionale. Pretoro: le Notti di San Lorenzo: festa tradizionale che ci aveva stupito lo scorso anno, con ricchezza di folklore e scelta di piatti tipici. Quest’anno è stata annullata dal sindaco tre giorni prima del suo inizio, ma noi, nonostante diversi accessi inrete, l’abbiamo scoperto solo andando lì, grazie ai cartelli scritti a penna e posti sulla piazzetta. Molta delusione per una festa annullata causa una crisi che avrebbe prodotto un evento “ridotto” nella sua forma e per questo la scelta di rimandarlo a tempi migliori.
La Chiesa di Santa Chiara di Guardiagrele (Ch) Questo monumento è sopravvissuto alla distruzione del convento delle Clarisse a cui era annesso e che si reputa risalente intorno al 1220. Oggi si presenta con una anonima facciata che contrasta con la ricca decorazione a stucco dell’interno a navata unica absidata e una cornice percorre il perimetro della chiesa, sovrastata da una volta a botte ribassata. Nella piccola aula risaltano i tre altari, uno sul fondo e due laterali. La monumentalità dell’altare maggiore con tipica struttura tardo barocca, non soffoca le numerose opere d’arte, tutte coerenti con il gusto settecentesco dell’insieme: il pulpito ligneo, un crocifisso ligneo di epoca barocca, diversi dipinti, cronologicamente ascrivibili ai secoli XVIII e XIX, che ornano entrambe le pareti. Nell’insieme l’interno di Santa Chiara conserva una suggestiva atmosfera, creata dal contrasto tra la modestia delle dimensioni e la ricerca di effetti scenografici, ottenuti attraverso la profusione decorativa e una attenta disposizione degli arredi. La Chiesa di San Rocco di Guardiagrele (Ch) La chiesa di San Rocco, già chiesa di Santa Maria del Riparo, è parte integrante della collegiata di Santa Maria Maggiore. Nata a seguito degli interventi di sopraelevazione settecenteschi di Santa Maria Maggiore, internamente si articola in tre navate separate da cinque arcate a tutto sesto poggianti su massicci pilastri a pianta quadrata. É arricchita da decorazioni barocche in stucco policromo. L'arredo è composto da un confessionale e un pulpito a cipolla dell'ebanista orsognese Modesto Salvini e alcuni dipinti di Nicola Ranieri, fra cui il medaglione della Madonna del Latte, in fondo alla navata centrale. Sulla controfacciata sono appoggiati due archi gotici in pietra, ornati da fusti lavorati a spirale con ramoscelli di quercia e luppolo, delimitati da capitelli sui quali sono impostati gli archi ogivali, impreziositi a loro volta da foglie rampanti e terminanti con l'immagine del Redentore e della Veronica di Cristo, la cui fattura fa supporre alla realizzazione da artisti di inizi Quattrocento.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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