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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Goriano Sicoli

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI GORIANO SICOLI (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di GORIANO SICOLI (Aq) (m. 720 s.l.m.)
     
  CAP: 67030  - 0864 -  0864.720002 - Da visitare:    
 MUNICIPIO DI GORIANO SICOLI 0864.720003   0864.720068       0864.720003 - P. IVA: 00218000669
Raggiungere Goriano Sicoli:(Stazione Sulmona (Uscita Pratola Peligna/Sulmona) -Aeroporto d'Abruzzo a 66 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI GORIANO SICOLI (AQ)
Etimologia del nome di Goriano Sicoli (Aq). Secondo alcune fonti, "Goriano" viene dal latino Cordianus ("relativo al cuore", da cordius, "cuore"), mentre "Sicoli" viene da un nome longobardo, Sikilo. Monumenti a Goriano Sicoli (Aq) Chiesa di Santa Gemma: Posta all'ingresso del paese, la chiesa fu costruita nel XVI secolo. È dedicata alla patrona della città. Ha aspetto rinascimentale. Chiesa parrocchiale di Santa Maria Nuova: Fu costruita nel XV secolo sopra il castello medioevale, ormai in rovina. Il campanile proviene dalla rielaborazione di una torre. La chiesa è stata modificata all'interno nel XVIII secolo con aspetti tardo barocchi. La facciata e l'esterno in generale sono in pietra, con tipico portale a lunetta con affreschi (oggi cancellati), e rosone centrale. Il campanile ha base a torre a scarpa, mentre la parte superiore è lavorata con decorazioni rinascimentali. Altri monumenti a Goriano Sicoli (Aq). Bastioni di Forca Caruso e Fontana monumentale.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE GORIANO SICOLI (AQ)
La linea ferroviaria a Goriano Sicoli (Aq). Una cosa assai strana e particolare del paese da notare è il tratto della ferrovia Roma-Pescara (promosso dall'Avv. Giovanni Paolucci di Goriano Sicoli con l'intento di porre il Paese in contatto con il versante tirrenico e adriatico), interamente elettrificata, la quale invece di sorgere a valle si trova a monte (756 s.l.m.). La sua costruzione è stata per l'epoca - fine Ottocento - un'opera ingegneristica imponente, che ha visto la nascita di gallerie anche lunghe (come quella che da località Orfecchio sbuca alla stazione di Cocullo) e di ponti ad archi molto alti in pietra e fatti a mano, alcuni dei quali suggestivi sovrastano Goriano Sicoli. È dotata di un tracciato particolarmente irregolare, sinuoso e pendente, concepito per collegare zone interne della penisola e quindi a volte un po' forzato, come il tratto da Sulmona a Celano che appare quasi non logico e nel quale è situata, appunto, la stazione di Goriano Sicoli. Complessivamente è una linea lenta, soprattutto nei tratti montuosi ben presenti in Abruzzo, è una linea d'altri tempi. La ferrovia di cui trattasi è stata riconosciuta, in alcuni tratti, monumento di rilevanza nazionale, sia dal punto di vista architettonico sia da quello storico, avendo subito i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Oggi la stazione di Goriano è perfettamente attiva e costituisce l'unica fermata dei treni a lunga percorrenza tra le stazioni di Sulmona e Celano. La realizzazione di quest'opera alla fine del XIX secolo provocò, inoltre, dei cambiamenti urbanistici importanti: venne costruita la strada che collega la fontana monumentale (eretta nello stesso periodo storico) con il piazzale della stazione situato ad una maggiore altitudine rispetto al paese; sorsero quindi nuovi edifici lungo questa nuova arteria (intitolata a Don Giovanni Paolucci, sindaco e nobile del luogo, promotore del passaggio della ferrovia e della costruzione della fontana monumentale), adibiti soprattutto a stalle e di rado a private abitazioni. Come in tanti altri paesi dell'area pastorale abruzzese, caratterizzata da montagne alte e poco boscose, le stalle spesso costituiscono pregevoli opere architettoniche realizzate con tecniche oggi difficili da porre in essere, o comunque poco convenienti (es. le volte a crociera). Spesso il materiale da costruzione necessario (pietre, travi, ecc.) veniva concesso dallo stesso cantiere della ferrovia, fornito anche del raro e prezioso ferro.
CAMPEGGI GORIANO SICOLI (AQ)
Il clima a Goriano Sicoli (Aq). Goriano Sicoli è un paese tendenzialmente freddo, anche se le temperature estive risultano spesso abbastanza elevate superando i 30°. Gli inverni, infatti, sono piuttosto rigidi arrivando nei momenti peggiori anche a -12° (dicembre - febbraio). Il paese, pur vicinissimo alla Valle Peligna con un dislivello di circa 400 metri, è da questa separato dalle montagne di Ventola/Monte Urano da sud a nord dove passa l'isobara del clima mediterraneo. Infatti, nella valle di Raiano si coltiva l'ulivo che non attecchisce a Goriano e nella sottostante valle Subequana (paesi: Castel di Ieri, Castelvecchio Subequo, Gagliano Aterno, Secinaro) e, verso nord, nella Valle dell'Aterno (paesi: Molina Aterno, Acciano, Succiano, Fontecchio,...fino a L'Aquila). Il riferimento climatico è, quindi, "Temperato fresco " influenzato da queste zone e dal massiccio del Sirente che si erge proprio di fronte a Goriano Sicoli. Gli inverni freddi sono tipici delle zone montuose, in cui Goriano rientra pienamente. Paradossalmente le piogge non sono frequenti, e i sistemi nuvolosi spesso sembrano arrestarsi nella sottostante valle Subequana o intorno al Sirente. Il paese infatti è posto al centro di un ferro di cavallo montuoso, un po' più in alto rispetto alla valle Subequana, che può bloccare le correnti temporalesche. Nel tempo però non sono mancati Temporali disastrosi, quali quello del 1888 sul monte Ventola e quello del 1948 su GORIANO STESSO e sul monte della vicinissima Selva verso il passo di Forca Caruso. A riprova della relativa siccità che avrebbe caratterizzato il paese sin dall'antichità, esistono mappe territoriali del XVII secolo conservate negli archivi della città di L'Aquila in cui Goriano Sicoli risulta denominato "Gordianum Siccum". Le nevicate non sono rare, anche se negli ultimi anni sono diminuite soprattutto nell'intensità. Le estati, sebbene calde, risultano secche e piacevoli grazie alla relativa altitudine di cui gode il paese (720 m).
VILLAGGI TURISTICI GORIANO SICOLI (AQ)
La storia di Santa Gemma di Goriano Sicoli (Aq) Santa Gemma nacque intorno all'anno 1375 a San Sebastiano di Bisegna, in Abruzzo. I suoi genitori, di povera condizione sociale e dediti soprattutto alla pastorizia, per migliorare il loro tenore di vita, pensarono di trasferirsi a Goriano Sicoli, nell'odierna provincia dell'Aquila. La fanciulla per causa di un'epidemia rimase orfana di entrambi i genitori. Lei comunque non si scoraggiò e protetta dalla comare continuò ad accudire il suo piccolo gregge, conducendo una vita fatta di lavoro e di preghiera. Secondo altre fonti invece, Santa Gemma si trasferì a Goriano accolta dalla comare solo dopo la morte dei genitori. La storia del suo arrivo nel piccolo paese della Valle Subequana è alla base del pellegrinaggio che gli abitanti di San Sebastiano compiono l'11 Maggio di ogni anno proprio a Goriano Sicoli. La casa della comare (nella quale abitò anche Santa Gemma) oggi ospita la confraternita a Lei dedicata. Si narra cha la sua straordinaria bellezza fece invaghire il conte Ruggero di Celano, ma la pastorella reagì costringendo il nobile a pentirsi del suo comportamento. Colpito da tanta determinazione, il conte ordinò che si costruisse una comoda stanza adiacente alla chiesa di San Giovanni, affinché la fanciulla potesse vivere più degnamente e dedicarsi alle preghiere. Da quell'epoca la fanciulla condusse una vita ascetica, dedicandosi allo studio della Bibbia e prodigandosi nell' assistenza spirituale verso le persone che a lei si rivolgevano. Altri documenti raccontano invece che la pastorella visse per 42 anni in clausura assoluta nel borgo di Goriano Sicoli, pertinenza della Diocesi di Sulmona. Morì il 12 Maggio 1426. Subito dopo la morte cominciarono a verificarsi numerosi miracoli. Gli abitanti di Goriano allora indussero il vescovo di Sulmona a far riesumare al sua salma che risultò completamente intatta. I gorianesi fecero costruire un'urna in legno e il suo corpo venne collocato sotto l'altare maggiore della chiesa di San Giovanni (poi intitolata a Santa Gemma). Tanti furono i miracoli che si verificarono in diversi luoghi d'Abruzzo, regolarmente annotati nel registro parrocchiale di Goriano e riconosciuti dalle autorità ecclesiastiche, che portarono la santa agli onori degli altari. Il culto è approvato dal 1890. Santa Gemma è venerata non solo in Abruzzo, ma anche nelle tante comunità di abruzzesi sparse per il mondo in seguito alle varie emigrazioni succedutesi nel corso dei secoli.
AFFITTACAMERE GORIANO SICOLI (AQ)
La Festa di Santa Gemma di Goriano Sicoli (Aq) A Goriano Sicoli e nella valle subequana rivive un'antica tradizione, un rito femminile tramandato dai tempi in cui la terra e la vita erano rispettate. I vicoli del centro storico del paese sono immersi nel silenzio. Sono le tre e l’alba è ancora molto lontana. Eppure in questa notte che precede il primo di maggio non tutti dormono. Qualche voce sussurra parole che si rincorrono nel buio; nella piazzetta spunta un gruppo di donne in attesa. Altre emergono dall’ombra. Una donna si avvia per le scale di un'umile dimora, la casa di Santa Gemma. È la comare, colei che dirige il lavoro che precede e accompagna la festa dedicata alla santa pastorella, incarcerata a vita dal Conte di Celano come punizione per aver osato resistergli. È lei che accoglierà in questa stessa casa, come una madre, la giovane sconosciuta che arriverà dal paese di San Sebastiano e che resterà con lei per i tre giorni della festa, che si svolge dall’11 al 13 maggio, per poi ripartire di nascosto al mattino del terzo giorno, dopo riti e processioni. Noi che veniamo dalla città siamo qui per osservare da vicino, per capire il senso di questa strana cerimonia ricca di simboli religiosi e pagani, ma anche per lavorare; perché, questa notte, qui ci sarà lavoro per mani e braccia: si impasterà il pane di Santa Gemma, distribuito il giorno della festa dalle ragazze nubili del paese, dai loro tradizionali canestri. Alla spicciolata, da sole o in piccoli gruppi, arrivano tutte: Antonina e Annetta, Cristina, Pasquina e Giustina, Paoletta, Maria, Carolina, Lucia, e tante Gemma. Alla fine saremo ventisette. Si accende il fuoco nel grande camino e intanto si preparano le prime caffettiere e i biscotti. Poi si comincia: già dal giorno precedente è stato preparato il lievito in un grande recipiente, tenuto al caldo sotto panni e coperte.
BED & BREAKFAST GORIANO SICOLI (AQ)
La Festa di Santa Gemma di Goriano Sicoli (Aq) La più esperta del gruppo, la più vigorosa, immerge le mani fino al gomito nella massa biancastra, e la mescola con calma; altre svuotano sacchi di farina dentro una madia enorme e lentamente viene aggiunta la pasta lievitata, cominciando a lavorare il primo impasto. Intorno ai tavoli in fila, che occupano quasi tutta la stanza, ci allineiamo per dare vita a una sorta di catena di montaggio: si rispettano scrupolosamente le regole, ognuna lavora il proprio pezzo di pasta solo per qualche minuto per poi passarlo alla vicina; perché il pane impastato da molte mani diverse raccoglie tante energie diverse e viene meglio, mi dicono. Come non crederci? La pasta viene lavorata, poi tagliata in pezzi cilindrici e messa ancora a lievitare nella madia e poi sui tavoli; il primo pezzo che viene riposto ha la forma di un serpente. Un caso? Chissà. Tutta la massa verrà impastata di nuovo per tre volte, e alla fine i filoni di pane allineati sui tavoli saranno 208, il numero massimo che il forno del paese è in grado di cuocere. Il tocco finale è dato dalle tre tacche incise sulla superficie che serviranno per spezzarlo in quattro parti, e dalla decorazione di pasta con le iniziali SG. Il pane di Santa Gemma è pronto per la cottura. Prima di ricominciare, pizzelle fritte per tutte, pizza con il pomodoro appena sfornata e caffè. Poi via di nuovo a impastare. Domani tutto si ripeterà, e in totale i filoni di pane saranno oltre mille; poi si passerà alle ciambelle dolci, quelle che orneranno le braccia della santa in processione, e infine ai biscotti. La ricetta della ciambella è rigorosamente segreta. Inutile chiedere. Mi dicono che al momento di mescolare insieme gli ingredienti solo pochissime hanno il privilegio di assistere e partecipare del segreto. Perché anche di questo si tratta: di riti antichi, di segreti tramandati, di una festa dedicata a una giovane santa che nelle sue fasi più pagane ricorda in modo impressionante la vicenda narrata dal mito di Demetra e Persefone, come ha scritto nel suo bel libro Paola Di Giannantonio. Il mito che racconta della figlia rapita e portata negli inferi, e della madre che la cerca ovunque e che alla fine riuscirà a trovarla e a tenerla con se sulla terra per metà dell’anno: la primavera e l’estate, con i fiori e il raccolto, e il grano regalato agli uomini e il pane sacro. Nell’altra metà dell’anno la terra sarà buia e fredda, ma tornerà a fiorire di nuovo quando Persefone tornerà, quando la fanciulla con il velo rosso arriverà in paese da lontano accolta da un’altra donna che per tutta la vita resterà la sua madrina, quando i serpenti mutano la pelle, quando la natura si risveglia e gli uomini sanno che ancora una volta il tempo ha seguito la sua curva immutabile. È questa forza eterna dei simboli che celebrano la terra e la vita che oggi ci affascina e ci ha richiamate in questo piccolo paese della Valle Subequana? È questo antico rito che ci racconta di una giovane intrepida che seppe resistere al suo persecutore? Oppure è il ricordo ancestrale di un tempo ancora più antico, regolato dalla sapienza femminile e dalla sua sacralità? O soltanto il desiderio di condividere emozioni con altre donne in una notte di primavera? Forse tutte queste cose insieme. Ma all’alba abbiamo la certezza di aver partecipato a qualcosa di unico e di significativo, che non dimenticheremo.
CASE PER VACANZA GORIANO SICOLI (AQ)
Goriano Sicoli è un piccolo borgo (630 abitanti circa) di antiche origini posto su una panoramicissima collina (720 m. slm.) del versante sud-orientale della Valle Subequana, nel territorio del Parco Regionale Sirente-Velino. E' circondato da uno spettacolare scenario naturale di cime montuose, valli e lussureggianti boschi. In epoca medievale le poche case erano arroccato intorno al castello feudale, sui ruderi del quale fu edificata l'imponente chiesa parrocchiale di S. Maria Nuova (XVI sec.). Dell'antico maniero rimangono le massicce mura, con feritoie e saettiere. Altri monumenti che arricchiscono il suggestivo paesino dell'aquilano sono la chiesa di Santa Gemma (1553), Patrona del paese, la chiesa di S. Francesco, la medievale porta "Di Murro" e l'ex convento di S. Donato. All'ingresso del borgo si resta incantati dalla grandiosità e bellezza della scenografica Fontana Pubblica (1707).
APPARTAMENTI PER VACANZA GORIANO SICOLI (AQ)
Cosa vitare a Goriano Sicoli (Aq). Chiesa di Santa Gemma. La chiesa fu edificata nei pressi della cella della Santa nel 1613, sulle rovine di una piccola chiesa preesistente, dedicata a San Giovanni Battista, ad aula unica ed abside semicircolare. La facciata fu rimaneggiata fra il XVIII e il XIX secolo: è suddivisa in tre sezioni verticali da robuste lesene in pietra, cui si aggiunge, a sinistra, il volume del campanile; il portale principale è arricchito da cimasa con volute e fregi; ai lati si aprono due portali laterali, di dimensioni più piccole. All’interno della chiesa, nella zona absidale, è presente un ciclo di affreschi che rappresentano scene di vita di Santa Gemma ed una tela che raffigura Sant’Antonio di Padova, opera dell’artista Teofilo Patini.
CASE PER LE FERIE GORIANO SICOLI (AQ)
Cosa vitare a Goriano Sicoli (Aq). Chiesa di Santa Maria Nuova: Fu costruita sui ruderi del castello dei Conti di Celano e nel corso dei secoli è stata più volte restaurata. La facciata è a coronamento orizzontale, presenta un portale rinascimentale risalente al 1553 ed un rosone semplice nelle modanature della mostra, composto da dodici colonnine con le basi che poggiano su un anello centrale quadrilobato; sui capitelli si impostano dodici archetti a pieno sesto.  Sul portale è presente un altorilievo, che raffigura l’Eterno Padre; in alto, il quadrante dell’orologio a pesi; sullo sperone una specie di rostro a testa leonina proveniente dai resti del castello. La facciata è affiancata da un campanile che, un tempo,  costitutiva la torre del castello. La chiesa presenta un impianto a croce latina e si compone di tre navate; nella navata destra, nei pressi dell’ingresso, è presente un Crocifisso ligneo policromo d’arte abruzzese risalente al XV secolo: i medaglioni terminali dei bracci della croce raffigurano l’Ente Supremo, l’Addolorata, San Giovanni è un’immagine deteriorata di San Gioacchino. All’interno troviamo anche alcune acquasantiere di epoca cinquecentesca ed in sagrestia un reliquiario d’argento del XIV secolo.
COUNTRY HOUSE GORIANO SICOLI (AQ)
Cosa vitare a Goriano Sicoli (Aq). Museo Pelino dell’Arte e della Tecnologia Confettiera: Fondato nel 1988 e riconosciuto monumento nazionale dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali nel 1992, il museo – un unicum tra quelli della cultura materiale – è allestito sui due piani della bella palazzina liberty della fabbrica di confetti Mario Pelino, una delle più antiche e prestigiose di Sulmona. Esso illustra e riassume la storia della produzione confettiera cittadina attraverso interessanti e rari cimeli storici in mostra nelle tre sale espositive: strumenti per la gestione amministrativa, antichi macchinari, attrezzature ed utensili, una ricca collezione di bomboniere, citazioni, diplomi e riconoscimenti. Complessivamente un omaggio ai maestri confettieri che hanno dato vita, dal tardo Medioevo in poi, alla produzione artigianale che ha reso Sulmona celebre nel mondo. Suggestiva la ricostruzione di un laboratorio settecentesco con strumenti d’epoca. Il museo si compone di tre sale espositive distribuite su due piani. Nella prima sezione sono esposti, insieme all’albero genealogico della famiglia, ricordi e oggetti pregiati, tra cui spiccano antichi brevetti della fabbrica Pelino, importanti diplomi e onorificenze e una preziosa raccolta di bomboniere del XIX e XX secolo, alcune composizioni artistiche di confetto. Nella seconda sala si conservano alcuni preziosi cimeli legati alla storia della fabbrica, confetti appartenuti a personaggi famosi con una raccolta di loro citazioni sui confetti di Sulmona e un telaio per preparare i rosari di confetto. Nell’ultima sala è ricostruito un laboratorio del XVIII secolo, con macchinari utilizzati per la produzione e la lavorazione dei confetti (bassine in rame), strumenti  ausiliari (una tostatrice, una filettatrice, una sbucciatrice, una macchina lucidatrice, alcuni mulini, mortai, colini multipli per lo sciroppo di zucchero) e diversi vasi in vetro contenenti gli antichi ingredienti che costituiscono il nucleo o la copertura del confetto. Il museo documenta inoltre l’introduzione delle innovazioni tecnologiche conseguenti al passaggio all’energia a vapore e, poi, a quella elettrica: i primi convettore ad aria calda e motore elettrico aziendali che abbreviarono i lunghi tempi richiesti dalla lavorazione.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' GORIANO SICOLI (AQ)
Cosa vitare a Goriano Sicoli (Aq). Majella madre: Visita gli storici paesi situati nel Parco della Majella: dal borgo di Pacentro con il suo castello medievale fino a giungere alle falde della Majella dove sorge il borgo montano di Campo di Giove. Percorri i sentieri di montagna per giungere alla chiesetta della Madonna di Coccia e svetta sul versante sud che si apre sulla valle dell’Aventino.
RIFUGI E BIVACCHI A GORIANO SICOLI (AQ)
Cosa vitare a Goriano Sicoli (Aq). Complesso della Santissima Annunziata: Della costruzione originaria della chiesa non restano tracce, in quanto i vari terremoti, che sconvolsero più volte a distanza di secoli Sulmona, provocarono il crollo delle primitive strutture (in particolare i sismi del 1349, 1456 e l’ultimo, rovinoso, del 1706). Alla ricostruzione cinquecentesca appartengono: lo schema planimetrico attuale, rispettato dagli interventi settecenteschi, l’abside poligonale, il campanile e la cappella della Vergine (abside di destra); per il resto la chiesa si presenta in forme barocche, secondo la ricostruzione iniziata nel 1710, eseguita per gli interni sotto la guida dell’architetto bergamasco Pietro Fantoni. La facciata, ricostruita interamente dopo il sisma del 1706, è articolata su due ordini di colonne binate ed è chiusa lateralmente da paraste con cuspidi terminali. Un fregio dorico delimita il registro inferiore, mentre la zona sommitale, raccordata mediante volute ai corpi laterali, è coronata da un timpano curvilineo spezzato. Come ricorda l’iscrizione incisa sotto il gocciolatoio, è opera del maestro Norberto Cicco di Pescocostanzo, che ripropone lo schema compositivo utilizzato nella sua città da Cosimo Fanzago per l’altare maggiore della chiesa francescana di Gesù e Maria. Il portale laterale sul fianco sinistro è del 1590. Il campanile, alto m. 65,50, è a pianta quadrata e si eleva per due piani con finestre bifore su ciascun lato e terminazione piramidale. Fu progettato dal napoletano Matteo Colli - architetto e vescovo dei Marsi - ed edificato negli anni 1565-1590 da mastro Alessio. L’interno è suddiviso in tre navate, transetto non denunciato e tre absidi; la navata centrale ha la stessa altezza del transetto, superiore a quella delle navate laterali, da cui è divisa da quattro archi a pieno centro; la copertura è a botte lunettata con archi trasversali. La cupola, all’incrocio dei bracci, è estradossata - unico esempio a Sulmona - e poggia su un tamburo circolare con finestre quadrangolari. Dal transetto destro si accede alla sacrestia, con le pareti rivestite da stalli lignei riccamente intagliati; sotto lo stemma del Pio Ente Casa Santa dell’Annunziata si legge la data di costruzione: 1643. Colpisce il visitatore soprattutto la ricchezza degli interni, con gli stucchi e gli affreschi che decorano le volte delle navate e le vele del presbiterio dipinti da Giovan Battista Gamba nel 1728.
Cosa vitare a Goriano Sicoli (Aq). Complesso della Santissima Annunziata: Altari e balaustre sono in commesso marmoreo, attribuiti per la gran parte a marmorari di Pescocostanzo, con la supervisione del conterraneo Mastro Norberto Cicco, che progettò la nuova facciata. Ragguardevoli anche alcuni dei dipinti collocati sugli altari laterali e nel presbiterio, tra cui: la Pentecoste o Discesa dello Spirito Santo (del 1598, firmata dal fiorentino Bernardino Monaldi), la Comunione degli Apostoli del pittore sulmonese Alessandro Salini (prima metà del ‘700) e, nella conca absidale, l’Annunciazione di Lazzaro Baldi (seconda metà del ‘600) al centro, affiancata dalla Natività di Maria e dalla Presentazione al Tempio, entrambe di Giuseppe Simonelli (fine sec. XVII), allievo di Luca Giordano. Si distingue per il diverso stile del rivestimento in commesso marmoreo la Cappella con l’altare della Vergine del 1620, scampata al terremoto, opera del romano Giacomo Spagna. Tra i lavori di ebanisteria: gli scanni del coro - realizzato negli anni 1577-1579 da Bartolomeo Balcone - e le cantorie d’organo in legno intagliato e dorato in stile Rococò, attribuiti all’intagliatore Ferdinando Mosca di Pescocostanzo, posti l’uno di fronte all’altro lungo la navata centrale. Questi, insieme a quelli della chiesa di San Petronio a Bologna, sono i più antichi organi affrontati in Italia. L’esemplare di destra è datato 1753 e firmato da Domenico Antonio Fedeli da Camerino - membro di una celebre famiglia di artisti organari - e conserva le canne di stagno originali; l’altro, sul lato opposto, risale al 1749 e si deve all’organaro Tomaso Cefalo di Vasto, come è documentato dall’atto notarile stipulato tra l’artista e i governatori della Reverenda Casa Santa e Sacro Ospedale della Santissima Annunziata di Sulmona, ma è privo di tutto l’apparato fonico in metallo. Dopo il terremoto del 1706 andò perduto l’organo centrale, sulla parete di controfacciata, sostituito da una pittura illusionistica su ante lignee. Il complesso, dedicato alla SS. Annunziata e costituito dalla chiesa con l’annesso palazzo, è forse il monumento più rappresentativo e celebre della città di Sulmona, poiché racchiude e sintetizza, anche visivamente, molti secoli di storia e di espressioni artistiche. Chiesa ed ospedale furono fondati nel 1320 dalla confraternita laica dei Compenitenti (o della Penitenza), che aveva soprattutto scopi assistenziali; grazie poi all’aiuto dei potenti e al contributo della cittadinanza, l’hospitale divenne uno dei più importanti del Regno di Napoli e assorbì strutture analoghe già presenti allora in città. La costruzione si sovrappose ad alcune preesistenze sacre, in particolare un modesto oratorio dedicato alla Vergine Maria e, occupando un sito del nucleo storico più antico, anche ad altri edifici precedenti.
Pro Loco "La Rocca" a Goriano Sicoli (Aq). La Pro-Loco “La Rocca” di Goriano Sicoli, nasce intorno agli anni ‘70 con l’obiettivo di promuovere tutte le iniziative per incrementare il movimento turistico del paese. Ad oggi l’Associazione è molto attiva sul territorio, con l’obiettivo di promuovere il turismo, riscoprire e mantenere vive le tradizioni di vita e culinarie paesane, organizzare fiere, spettacoli e sagre.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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