Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Gamberale (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Gamberale (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI GAMBERALE (CH)
 
Ospitalità nel Paese di GAMBERALE (Ch) (m. 1.343 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Gamberale: 41°54′N - 14°13′E
     
Località Sciistica di Gamberale - Monte Sant'Antonio - Bollettino neve: 800.502.520 - sel. 3
  CAP: 66040 -  0872 -  0872.946202 - Da visitare:     
 MUNICIPIO DI GAMBERALE 0872.946764   0872.941300       0872.946764 -  81001770692 
Come raggiungere Gamberale:  Satzione: San Vito-Lanciano (Ferrovia Sangritana)   Aeroporto d'Abruzzo a 96 Km.  Uscita:Val di Sangro
 
HOTELS ED ALBERGHI GAMBERALE (CH)
*** HOTEL LA FONTE
Via San Domenico, 20 - 66040 Gamberale (Ch)
tel. 0872 946188
 Servizi offerti dalla struttura















*** HOTEL VILLA DANILO
Contrada Stazione, 1 - 66040 Gamberale (Ch)
tel. 0872 946220 - fax 0872 941349
 Servizi offerti dalla struttura
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE GAMBERALE (CH)
Persone legate a Gamberale (Ch) Donald P. Bellisario, produttore televisivo. Donald Paul Bellisario (Cokeburg, 8 agosto 1935) è un autore televisivo e produttore televisivo statunitense. Biografia: Nasce a Cokeburg in Pennsylvania da una famiglia di chiare origini italiane. Viene ricordato come creatore e produttore di alcune serie televisive di successo degli anni '80-'90 quali Magnum, P.I., I predatori dell'idolo d'oro (Tales of the Gold Monkey), Airwolf, In viaggio nel tempo (Quantum Leap), JAG - Avvocati in divisa (Jag) e NCIS, ma anche di serie meno fortunate come Tequila e Bonetti e First Monday; le prime produzioni di Bellisario sono state La squadriglia delle pecore nere (Baa Baa Black Sheep Squadron) del 1976 e la serie originale Galactica (Battlestar Galactica) del 1978. Ha scritto e diretto, nel 1988, anche un film intitolato Last Rites. Bellisario dal 2003 produce la serie televisiva NCIS assieme allo scrittore Don McGill. Come riconoscimento per un episodio di JAG e alla carriera, nel 2004 Bellisario ricevette una stella nella Hollywood Walk of Fame di Los Angeles. È di origine italiana da parte paterna (il padre Albert Jethro era abruzzese di Gamberale, da dove emigrò il nonno Giuseppe) e serba da parte materna (la madre Dana Lapčević); è il padre dell'attrice Troian Bellisario. Egli ha, inoltre, tre figli acquisiti: Michael Bellisario, l'attore Sean Murray e il produttore Chad W. Murray. Svolse il servizio militare in Marina con Lee Harvey Oswald, assassino di Kennedy. Tecniche e tematiche ricorrenti per le riprese televisive: Dopo aver lavorato con alcuni dei più famosi produttori televisivi, come Glen A. Larson e Stephen J. Cannell, Bellisario adottò alcune delle loro tecniche di produzione, utilizzando un ristretto gruppo di attori che coinvolge in molte delle sue produzioni. Due sono i motivi dominanti nelle sue produzioni: La tendenza ad avere per protagonisti personaggi che appartengono o si sono formati nelle forze armate americane: alcuni esempi sono il personaggio di Tom Selleck in Magnum, P.I., che era un veterano del Vietnam, il personaggio del capitano di Marina Harmon "Harm" Rabb, Jr. in JAG e il personaggio dell'agente speciale Leroy Jethro Gibbs in NCIS. All'origine di questa scelta produttiva vi sarebbe il servizio militare prestato da Bellisario nel corpo dei Marines. La tendenza ad avere un familiare scomparso in azione, il padre del protagonista di Magnum, P.I. è scomparso nella Guerra di Corea, quello di JAG è scomparso invece, come i fratelli dei protagonisti in Quantum Leap e in Airwolf, nella Guerra del Vietnam. Il tormentato rapporto dei protagonisti con gli scomparsi è un'altra delle caratteristiche delle produzioni di Bellisario.
CAMPEGGI GAMBERALE (CH)
Persone legate a Gamberale (Ch) Troian Bellisario, attrice. Troian Avery Bellisario (Los Angeles, 28 ottobre 1985) è un'attrice statunitense. Biografia: Troian Bellisario è nata e cresciuta a Los Angeles. Figlia dei produttori Donald Bellisario e Deborah Pratt, ha tre fratelli acquisiti: Michael Bellisario, l'attore Sean Murray e il produttore David Bellisario. Ha origini afro-americane, inglesi, francesi, italiane (il nonno paterno Albert Jethro proveniva da Gamberale), danesi e serbe. Si è laureata alla University of Southern California. Carriera: Debutta nel 1988 con il film L'ombra del peccato all'età di 3 anni e tra il 1990 e il 2007 partecipa a numerose serie televisive prodotte dal padre come In viaggio nel tempo, Tequila and Bonetti, JAG - Avvocati in divisa, First Monday e NCIS - Unità anticrimine. Nel 1998 recita a fianco di Mary-Kate Olsen e Ashley Olsen nel film Due gemelle per un papà e dal 2006 appare in una serie di cortometraggi indipendenti, quali Unspoken, Archer House e Intersect. Nel novembre del 2009, entra nel ruolo di Spencer Hastings nel cast della serie televisiva Pretty Little Liars, basata sull'omonima saga di libri di Sara Shepard. Nell'agosto 2012, appare a fianco di Jennifer Beals nella serie web WIGS Lauren. Nel gennaio 2013, conferma, su Twitter e Instagram, che lei e la Beals stanno registrando altri episodi di Lauren. Nell'estate del 2016 fa il suo debutto alla regia, dirigendo il quindicesimo episodio della settima stagione di Pretty Little Liars, intitolato In the Eye Abides the Heart. Vita privata: Troian Bellisario incontra Patrick J. Adams nel 2009 sul set dell'opera teatrale Equivocation. Si lasciano per poi tornare insieme nel 2010, quando Patrick partecipa ad un episodio di Pretty Little Liars. Il 24 febbraio 2014 viene confermata la notizia che Patrick J. Adams e Troian Bellisario sono fidanzati ufficialmente. Il 10 dicembre 2016, dopo quasi tre anni di fidanzamento, i due convolano a nozze a Santa Barbara. Filmografia: L'ombra del peccato (Last Rites), regia di Donald P. Bellisario (1988), Due gemelle per un papà (Billboard Dad), regia di Alan Metter (1998), Consent, regia di Ron Brown (2010), Peep World, regia di Barry W. Blaustein (2010), Pleased to Meet You, regia di Johanna Thalmann e Severin Winzenburg (2012), C.O.G., regia di Kyle Patrick Alvarez (2013), Martyrs, regia di Kevin Goetz e Michael Goetz (2015), Sister Cities, regia di Sean Hanish (2016), Chunk Hank and the San Diego Twins, regia di Jonathan Keevil (2016), Feed, regia di Tommy Bertelsen (2016). Televisione: In viaggio nel tempo (Quantum Leap) – serie TV, episodio 2x13 (1990), Tequila e Bonetti (Tequila and Bonetti) – serie TV, episodio 1x03 (1992), JAG - Avvocati in divisa (JAG) – serie TV, episodio 3x18 (1998), First Monday – serie TV, episodi 1x06 e 1x11 (2002), NCIS - Unità anticrimine (Navy NCIS: Naval Criminal Investigative Service) – serie TV, episodi 2x20 e 4x09 (2005-2006), Pretty Little Liars – serie TV, 160 episodi (2010), Lauren – serie web, 14 episodi (2012), Suits – serie TV, episodi 4x13 e 5x08 (2015), Pretty Little Liars – serie TV, episodio 7x15 (2016), Another Story - The Head and the Heart (2014).
VILLAGGI TURISTICI GAMBERALE (CH)
Tradizioni e folclore a Gamberale: 10 agosto: Festa di San Lorenzo. La chiesa di San Lorenzo Martire è sita a Piazza San Lorenzo a Gamberale, in provincia di Chieti. Storia: Alcune fonti la vogliono iniziata a costruire nel 1709, ma alcune contrafforti la vogliono successiva alla fabbrica e rimaneggiamenti richiamano al bisogno di rimediare ad alcuni difetti della struttura originaria. Attualmente è in buono stato di conservazione, a parte alcuni segni di decadimento che sono rinvenibili nella zona con pietre calcaree del campanile. L'aspetto. L'esterno: La facciata è a capanna ed è intonacata. Presenta rimaneggiamenti nel portale, nella finestra e nell'oculo. Il campanile: Il campanile è a tre livelli scanditi da cornici marcapiano ed è addossato alla chiesa. I primi due livelli sono stati intonacati, mentre l'ultimo piano è in mattoni. L'interno: L'interno è a navata unica con volta a botte. L'organo da chiesa di San Lorenzo Martire: Nell'interno, sulla cantoria sopra l'ingresso, è conservato un pregevole organo da chiesa risalente al 1850 e costruito da Gennaro e Nicola d'Onofrio. È tripartito da paraste, mentre la cassa è in legno, così come le decorazioni. Le canne sono 25, mentre la tastiera è composta da 50 tasti e la pedaliera da 8. Mancano i cartellini. I registri sono posti direttamente nella cassa. Il somiere è realizzato in legno di noce ed è cintato da ante con, dentro, 53 ventilatori a cuneo.
AFFITTACAMERE GAMBERALE (CH)
Valle del Sole è una frazione del comune di Pizzoferrato, nei pressi di Gamberale in provincia di Chieti, posta a 1492 m s.l.m. Geografia fisica della Valle del Sole: Il villaggio, fondato negli anni settanta, è posto all'interno del Parco nazionale della Majella, su un piccolo altopiano del Monte San Domenico, nei pressi del Bosco sacro di San Domenico, a 1492 m s.l.m. Il villaggio, fondato con vocazione turistica, ha una scarsa popolazione residente ed è popolato durante le stagioni estiva e invernale. Nel villaggio c'è una piccola chiesa dedicata a San Domenico e alcuni sentieri del CAI. Il villaggio turistico della Valle del Sole  fu costruito nel 1970, aspirando alla fama di centri come Roccaraso o Campo di Giove. Il progetto prevedeva la costruzione di circa 100 palazzine e centri d'intrattenimento. Pizzoferrato accettò la costruzione di questo centro. A lavoro terminato molte furono le famiglie (soprattutto pugliesi, romane e napoletane) che acquistarono appartamenti; inoltre, prevedendo che il centro turistico sarebbe stato fonte di guadagno, il numero di iscritti all'istituto alberghiero aumentarono. Ma negli anni successivi, vista la mancanza degli impianti e delle strutture di intrattenimento previste, l'economia turistica del villaggio è crollata con la svendita degli appartamenti. Recentemente la graziosa frazione di questo comune è assurta alle cronache per lo scandalo dell'assenza di un impianto di depurazione delle acque reflue, opera primaria mai realizzata né dagli imprenditori che, al tempo, hanno edificato le oltre 100 palazzine del comprensorio, né da parte delle istituzioni locali in epoche successive, pur rientrando tale opera tra quelle essenziali di un complesso residenziale e dovendo rispettare le disposizioni del D. Lgs. n. 152 del 3 aprile 2006. La vicenda ha indotto i proprietari, stufi dello stato di abbandono della Valle, ad aggregarsi fondando una associazione denominata "Il Popolo della Valle del Sole" con lo scopo di tutelare i loro diritti e rappresentare uno stimolo alla rinascita di questo territorio. Il comune sta ora cercando, anche grazie a queste iniziative, di sviluppare un nuovo piano per il rilancio turistico della zona, impegnandosi a costruire nuove infrastrutture in Valle del Sole e per la Valle del Sole, come le piste sciistiche e la riapertura al traffico della strada che collega il comprensorio al passo della Forchetta. Clima nella Valle del Sole: Nel complesso, sebbene il mare non sia lontano, a causa dell'altitudine e delle barriere montuose il clima è di tipo alpino. Gli inverni sono lunghi e freddi. La neve cade da ottobre-novembre a maggio e spesso raggiunge 2 metri di altezza. Le piogge sono concentrate nei mesi primaverili e autunnali. In estate le temperature sono relativamente fresche. Vegetazione nella Valle del Sole: La vegetazione è costituita da faggeti e querceti per la maggior parte del territorio, e da campi di cardi e arbusti per la minor parte di esso. Collegamenti stradali con la Valle del Sole: È collegato per mezzo di due strade al Valico della Forchetta e a Pizzoferrato (SP166). Le città più vicine, che distano all'incirca 2.2 km in linea d'aria dal villaggio, sono Gamberale e Pizzoferrato.
BED & BREAKFAST GAMBERALE (CH)
Gamberale e la sua storia. Le sue abitazioni sono accentrate intorno al castello che ha un impianto originario risalente al XIII secolo. Nel 1320 fu valutato per 5 once, 29 tari e 19 grani. Nel XVI secolo, troviamo le decime degli anni 1308, 1309, 1323, 1326 dato dai clerici Gamerarii, de Gamerario e Gamararus. Verso la metà del XV secolo, il paese passò sotto il dominio di Raimondo di Anichino. Nel XVI secolo, fu governato da Giovanni Maria Annecchini. Successivamente, passo sotto la proprietà di Giovanni Crispano, poi venduto a Giuseppe Melucci per 500 ducati. In seguito il marchese Odoardo Benedetti, patrizio aquilano, divenne feudatario del paese. Il 14 aprile 1777, il feudo di Gamberale appartenne ai Mascitelli di Atessa, ultimi baroni. Turismo: Stazione sciistica "Valle del Sole": Gamberale e la vicina Pizzoferrato sono famose al livello regionale e non per la presenza di impianti da sci sopra i Monti Pizzi (circa 2000 metri sopra il livello del mare). Negli anni Novanta sono stati costruiti impianti presso una località turistica chiamata "Valle del Sole", ottima meta per passeggiate nella natura anche l'estate. Il complesso di impianti offre 4 piste: due rosse e due azzurre). Frequentato è anche il passo della Forcella. Il villaggio turistico è attrezzato con hotel e campi da calcio, tennis e pallavolo per l'estate, sicché oggi è meta turistica di molisani (benché Gamberale-Pizzoferrato rivaleggino con la vicina Capracotta), e soprattutto da napoletani.
CASE PER VACANZA GAMBERALE (CH)
Il castello di Gamberale si trova nell'omonimo comune in provincia di Chieti. Si trova nella parte più alta del cucuzzolo montuoso della città antica, circondato da abitazioni settecentesche in pietra. Domina l'intera valle del Sangro, e si trova circa a 1350 m di altitudine sopra il livello del mare. La Storia del castello di Gamberale: Il castello risulta costruito nel XIV secolo. Nel secolo precedente esisteva già una piccola torre di avvistamento, forse normanna, ampliata con l'arrivo dei baroni napoletani di Capua, che si sostituirono ai monaci di Gamerrano. Il castello passò nelle mani di vari baroni: inizialmente in possesso di Rainaldo Anichino, nel XVI secolo appartenne a Giovanni Maria Annechini. Fu poi di Giovanni Crispano e venne venduto al barone ed avvocato Giuseppe Mellucci (originario di Capua) per 500 ducati. Passò ancora al marchese Odoardo Benedetti, nobile della provincia dell'Aquila, infine il 14 aprile 1777 passò ai Mascitelli di Atessa, che furono gli ultimi feudatari del luogo. Nei secoli successivi il castello-fortezza fu usato come prigione e quartier generale per dominare la valle. Nel 1944, durante la Seconda guerra mondiale, fu occupato dai nazisti in ritirata verso Castel di Sangro, perseguendo la linea Gustav. A causa dei bombardamenti alleati e tedeschi, la struttura venne danneggiata e l'ala che si trova a strapiombo verso la valle di Sant'Angelo del Pesco, franò. Il successivo terremoto del 1984 fece crollare la torretta di guardia, che venne ricostruita con aspetti moderni, cercando di ricalcare l'originale medievale. Un'iscrizione della facciata principale ricorda che il castello fu restaurato nel 1881 grazie a Pasquale Bucci. Altri restauri si ebbero in seguito alle distruzioni causate dalla seconda guerra mondiale e dal terremoto del 1984, dando al castello l'attuale aspetto pseudo-medievale. La descrizione del castello di Gamberale: Il castello ha un corpo centrale a pianta a rettangolare, con un lato a semicerchio, come una sorta di abside. I bastioni in pietra sono sopravvissuti alle distruzioni secolari, così come le colonne massicce del portico della facciata e la pavimentazione della piazza antistante. Le finestre sono in stile moderno e a forma rettangolare. La torretta, aperta da finestre ad arco, è provvista di orologi circolari e di un'antenna radio per il paese. Le facciate esterne sono intonacate di bianco che fanno da contrasto alle parti in pietra. La torre è provvista di merlatura in pietra. All'interno, una delle sale, forse costruita su una chiesa più antica, è adibita a sala riunioni del comune. L'interno è impreziosito con monumentali dipinti murali dell'artista contemporanea Morena Antonucci. Le grondaie fanno penetrare tracce di umidità all'interno.
APPARTAMENTI PER VACANZA GAMBERALE (CH)
Chiesa di Sant'Antonio a Gamberale (Ch) Chiesa di Sant'Antonio. Si trova nella frazione Piano d'Ischia. È stata costruita nel II° dopoguerra. L'interno è ad un'unica navata con tre campate con Volta a botte e presbiterio. La facciata è semplice con coronamento a capanna. Chiesa Parrocchiale San Lorenzo a Gamberale (Ch) Alcune fonti la vogliono iniziata a costruire nel 1709, ma alcune contrafforti la vogliono successiva alla fabbrica e rimaneggiamenti richiamano al bisogno di rimediare ad alcuni difetti della struttura originaria. Attualmente è in buono stato di conservazione, a parte alcuni segni di decadimento sono rinvenibili nella zona con pietre calcaree del campanile. La facciata è capanna ad intonaco. Presenta rimaneggiamenti nel portale, nella finestra e nell'oculo. Il campanile è a tre livelli scanditi da cornici marcapiano ed è addossato alla chiesa. I primi due livelli sono state date intonacature mentre l'ultimo piano è in mattoni. L'interno è a navata unica con volta a botte. Nell'interno, sulla cantoria sopra l'ingresso, è conservato un pregevole organo da chiesa risalente al 1850 e costruito da Gennaro e Nicola d'Onofrio. È tripartito da paraste, mentre la cassa è in legno, così come le decorazioni. Le canne sono 25, mentre la tastiera è composta da 50 tasti e la pedaliera da 8. Mancano i cartellini. I registri sono posti direttamente nella cassa. Il somiere è realizzato in legno di noce ed è cintato da ante con, dentro, 53 ventilatori a cuneo. Alcune fonti la vogliono iniziata a costruire nel 1709, ma alcune contrafforti la vogliono successiva alla fabbrica e rimaneggiamenti richiamano al bisogno di rimediare ad alcuni difetti della struttura originaria. Attualmente è in buono stato di conservazione, a parte alcuni segni di decadimento sono rinvenibili nella zona con pietre calcaree del campanile. La facciata è capanna ad intonaco. Presenta rimaneggiamenti nel portale, nella finestra e nell'oculo. Il campanile è a tre livelli scanditi da cornici marcapiano ed è addossato alla chiesa. I primi due livelli sono state date intonacature mentre l'ultimo piano è in mattoni. L'interno è a navata unica con volta a botte. Nell'interno, sulla cantoria sopra l'ingresso, è conservato un pregevole organo da chiesa risalente al 1850 e costruito da Gennaro e Nicola d'Onofrio. È tripartito da paraste, mentre la cassa è in legno, così come le decorazioni. Le canne sono 25, mentre la tastiera è composta da 50 tasti e la pedaliera da 8. Mancano i cartellini. I registri sono posti direttamente nella cassa. Il somiere è realizzato in legno di noce ed è cintato da ante con, dentro, 53 ventilatori a cuneo.
CASE PER LE FERIE GAMBERALE (CH)
Casa Pollice a Gamberale (Ch) Si trova in piazza S. Lorenzo, presso uno degli ingressi al paesello abruzzese. L’edificio è a blocco su tre livelli, e il suo primo impianto si fa risalire al XVI secolo. Sembra sia l’unica fabbrica risparmiata dalle mine dei tedeschi in ritirata durante la seconda guerra mondiale. Interessante è il portale in pietra in pietra calcarea lavorata, inserito tra due contrafforti scarpati nella campata centrale del prospetto principale, e conclusa da una merlatura in pietra. Il Castello di Gamberale (Ch) È sito nella parte più alta del centro storico a Piazza Castello. Attualmente, all'interno, una delle sale è adibita a sala riunioni del comune del paese stesso. La struttura è in stile medievale costruito, verosimilmente su una preesistente chiesa. Un'iscrizione della facciata principale il castello è stato restaurato nel 1881 grazie a Pasquale Bucci, altri restauri sono dovuti alla distruzione della II guerra mondiale e del terremoto del 1984, quest'ultimo restauro donò al castello l'attuale aspetto pseudo-medievale. Le grondaie fanno penetrare tracce di umidità all'interno. Le facciate esterne sono intonacate di bianco che fanno da contrasto alle parti in pietra. La torre è provvista di merlatura in pietra.
COUNTRY HOUSE GAMBERALE (CH)
Benvenuti nel Parco Nazionale della Majella a Gamberale (Ch) Abruzzo – Italia: Un Parco tutto di montagna, la Montagna Madre d’Abruzzo nella parte più impervia e selvaggia dell'Appennino Centrale, la Montagna “Sacra”, perché pervasa da una sacralità monumentale che da sempre ispira profonda religiosità e per questo tanto cara al Papa Celestino V e agli eremiti. Il Parco del Lupo, dell'Orso, dei vasti pianori d'alta quota e dei canyons selvaggi e imponenti, ma anche il Parco degli Eremi, delle Abbazie, delle capanne in pietra a secco, dei meravigliosi centri storici dei Comuni che ne fanno parte. Un Parco che vi aspetta con tutto il calore, la gentilezza e l'ospitalità proprie dell'Abruzzo forte e gentile. Viaggio in Abruzzo - come farsi scoprire ed amare dai turismi contemporanei. Prendiamoci due giorni per guardarci dall'alto, come se atterrassimo nella nostra terra da Marte. O da fuori, come se arrivassimo via mare: ci serve un cambio di prospettiva per diventare quello che già siamo, una terra meravigliosa che può offrire al turista di oggi esattamente quello che cerca. Cosa cerca? Avventure, relax, natura, cibo gustoso, silenzio, spazio, distanza e allegria. Cerca gli arrosticini, il farro, i bocconotti e il vino rosso, anche se ancora non li conosce. Sogna di camminare per arrivare a un eremo e poi bagnarsi in una cascata che porta a valle secoli di sali minerali e di cultura. La comunicazione è la chiave per farci scoprire da questo nuovo viaggiatore, che arriva da tutto il mondo, Italia compresa. Per raccontare chi siamo non dobbiamo cambiare personalità e cultura, ma usare gli strumenti giusti per farci scoprire. Ne parliamo con i migliori esperti del settore!
OSTELLI DELLA GIOVENTU' GAMBERALE (CH)
Aspetti forestali del Parco a Gamberale (Ch) Il patrimonio forestale del Parco interessa più della metà del territorio dell’area protetta. Per circa due terzi esso è costituito da boschi, per la restante parte da arbusteti. Prevalente è la foresta temperata decidua, che si presenta in varie forme: faggete, cerrete, querceti di roverella (Quercus pubescens), ostrieti, formazioni igrofile ripariali, cui si aggiunge un unico popolamento relitto di betulla (Betula pendula). La componente sempreverde è invece composta da mughete, pinete di pino nero autoctono (Pinus nigra var. italica), rimboschimenti di conifere varie, ginepreti e dalla lecceta che si insedia sulle superfici più acclivi alle quote inferiori. La tipologia fisionomica maggiormente diffusa è la faggeta, che occupa poco meno del 30% del territorio del Parco. Essa si colloca nella fascia montana, tra i 1000 e i 1800 m di quota. Più in basso sono collocati i querceti ed i boschi misti di caducifoglie termofile; più in alto, fino a 2300-2400 m s.l.m., gli arbusteti subalpini, cioè formazioni prostrate a pino mugo (Pinus mugo), ginepro nano (Juniperus communis var. saxatilis) o uva orsina (Arctostaphylos uva-ursi). La popolazione di pino mugo della Majella, la più estesa di tutto l’Appennino, riveste una notevole importanza biogeografica e conservazionistica, trattandosi di specie rara che ha in Abruzzo il limite meridionale di distribuzione. Per contro, l’Acero di Lobel (Acer lobelii), specie arborea endemica legata alle faggete, vede proprio qui nel Parco, lungo il versante Adriatico, il suo limite settentrionale. L’uso intenso delle risorse naturali dei secoli passati ha ridotto sia l’estensione, sia la complessità strutturale e funzionale della foresta che, generalmente, si trova in una condizione molto lontana dalle vere cenosi naturali. Tuttavia, negli ultimi decenni il bosco sta recuperando superficie e struttura e si può tranquillamente affermare che il territorio, nell’ultimo secolo, non è mai stato boscato come adesso. Questo si deve, da un lato, al declino delle attività agro-pastorali a partire dal secondo dopoguerra che ha innescato processi dinamici in seno alla vegetazione, dall’altro alla gestione forestale dell’area protetta la quale, sulla base di quanto previsto dal Piano del Parco, è finalizzata al recupero della naturalità delle formazioni. Nel Parco non mancano aspetti di foresta vetusta, caratterizzati dalla presenza di individui arborei di notevoli dimensioni ed abbondante legno morto, nonché da un’elevata diversità di specie. Ne sono esempi il Bosco di S. Antonio, a Pescocostanzo, ed alcune porzioni di faggeta nei territori di Palena e Pizzoferrato.
RIFUGI E BIVACCHI A GAMBERALE (CH)
L’Artigianato a Gamberale (Ch)La grande tradizione artigianale della Majella si perpetua ancora oggi grazie agli orafi, alle merlettaie, gli intagliatori, gli scalpellini, ai ceramisti, fabbri e tessitori che lavorano nei borghi del Parco. La “Presentosa” è il gioiello simbolo della tradizione orafa del Parco, che rivive con le storiche scuole di Guardiagrele, Pescocostanzo e Sulmona dove si realizzano, secondo disegni antichi e con una raffinata lavorazione, le collane di Guardiagrele, le spille, gli anelli, i ciondoli in filigrana e i tipici orecchini di Pescocostanzo. Eccezionali i lavori in ferro battuto prodotti nelle antiche botteghe di Guardiagrele e Pescocostanzo, e forgiato secondo l’antica tradizione. Tra i lavori più belli nel Parco, da non perdere è la cancellata barocca nella Cappella del Sacramento della Collegiata di S. Maria del Colle a Pescocostanzo. La bianca pietra della Majella, inizialmente usata per innalzare mura a difesa delle comunità italiche o per farne colonne e basamenti per i templi e i fori dei Municipi Romani, viene oggi utilizzata per statue, bassorilievi ed elementi d’arredo. I borghi più noti per la lavorazione della pietra sono Pescocostanzo, San Valentino, Lettomanoppello, Manoppello, Pennapiedimonte. L’antica arte della ceramica sopravvive solo a Rapino dove la produzione assume un tono quasi popolaresco, con smalti e colori assai brillanti e motivi tradizionali come il “fioraccio”, le roselline, il galletto, le decorazioni a paese, a quartiere e a tovaglia. Tradizionale è anche la produzione dei tessuti come coperte, panni di lana, teli di lino e cotone. A Taranta Peligna viene ancora tessuta la “taranta”, un panno di lana molto usato fin dal Cinquecento, mentre un’altra produzione tessile di pregio è rappresentata dal “merletto a tombolo”, oggi quasi esclusiva di Pescocostanzo, dove è rinata grazie all’apertura di una scuola del tombolo. Quasi scomparsa è la lavorazione del legno e che invece un tempo era molto praticata dai pastori per la creazione di oggetti da lavoro, per la casa, per la cura della persona. A Pretoro rimangono gli ultimi “fusai” che, oltre a creare le forme di un tempo per gli usi domestici (mortai, matterelli) realizzano sedie, chitarre per la pasta, mestoli, cucchiai, forchettoni e intagliano cornici, statuette e altri oggetti d’arredo.
Sentiero dei cervi di Gamberale nella parte della Majella Sud. A piedi Elevato interesse: fauna. Partenza: Parcheggio auto in loc. S. Antonio di Ateleta. Tempo di percorrenza: 1 ore. Difficoltà: T – Turistico. Periodo consigliato: da giugno a settembre. Si tratta di un percorso di recente realizzazione, attrezzato per disabili ma indicato anche per tutti coloro che vogliano effettuare une breve e riposante passeggiata nella faggeta. Infatti, si svolge per buona parte all'interno del bosco, per cui, anche per il fatto che l'area è posta a circa 1500 m di quota, è particolarmente adatto ad essere utilizzato nel periodo estivo. Il sentiero del cervo. Principali Collegamenti per Gamberale. Provenienti da Bologna: Autostrada A14, Direzione Bari, Uscita Val di Sangro, Direzione Castel di Sangro, S.S.558, Quadri, Verso Sant’Angelo del Pesco, Direzione Gamberale. Provenienti da Roma: Autostrada A25, Direzione Pescara, Immissione A14, Direzione Bari, Uscita Val di Sangro, Direzione Castel di Sangro, S.S.558, Quadri, Verso Sant’Angelo del Pesco, Direzione Gamberale. Provenienti da Bari: Autostrada A14, Direzione Bologna, Uscita Val di Sangro, Direzione Castel di Sangro, S.S.558, Quadri, Verso Sant’Angelo del Pesco, Direzione Gamberale. Provenienti da Napoli: Autostrada A1, Direzione Roma, Uscita Venafro, Verso Isernia, Direzione Vasto, Immissione Autostrada A14, Uscita Val di Sangro, Direzione Castel di Sangro, S.S.558, Quadri, Verso Sant’Angelo del Pesco, Direzione Gamberale. Il Sentiero del Cervo a Gamberale (Ch) Situata a 1500 m. di quota, l’area faunistica è stata realizzata su terreni di proprietà del Comune di Gamberale (CH) siti nel Comune di Ateleta (AQ), in località Laghetto S. Antonio. L’area faunistica del cervo nasce nel 2003 con animali provenienti da altre aree faunistiche e centri di recupero; la notevole estensione dell’area, oltre 10 ettari e la presenza di vaste porzioni di aree di bosco, cespuglieti e pascoli, oltre che corsi d’acqua naturali, contribuisce a rendere le condizioni di vita degli animali ospitati molto vicine a quelle dei cervi a vita libera presenti in diversi settori del Parco. Gli animali sono facilmente avvistabili e da metà settembre a fine ottobre, è possibile ascoltare le vocalizzazioni, i cosiddetti bramiti, che i maschi adulti di cervo emettono nel periodo riproduttivo. Attualmente l’area ospita sedici esemplari di cervo. Come tutte le aree faunistiche del Parco, anche l’area faunistica del cervo costituisce un notevole elemento di sensibilizzazione nei confronti dei turisti, delle scolaresche e della popolazione residente. Nei pressi dell’area, all’interno del bosco di faggio, è presente un percorso ad anello accessibile ai diversamente abili di particolare valenza naturalistica.
Tradizione e folklore a Gamberale (Ch) Sulla Majella, "montagna sacra" per eccellenza, lo spirito religioso ha da sempre interessato ogni luogo; la montagna che non divide, ma unisce, che non priva ma nutre, madre e non matrigna. Una montagna che ha ospitato per un arco di tempo lunghissimo particolari sistemi di vita riconducibili principalmente alla vita pastorale ed agricola. E le feste popolari dei paesi del Parco sono testimonianze importanti di una cultura agro-silvo-pastorale, animate dalle motivazioni di sempre: l’auspicio di un buon raccolto, il timore del sopravvento della natura, la necessità di sconfiggere il male. Infatti in esse, oltre all’aspetto gioioso della festa, troviamo riti e pratiche strettamente legati ad una religiosità arcaica, tanto che un tempo era proprio il ciclo calendariale delle feste a scandire lo scorrere della vita comunitaria. Tradizioni a Gamberale che si rivivono nelle feste patronali dei diversi paesi o nelle usanze e consuetudini legate alle feste religiose.
 Le manifestazioni più note sono il Presepe Vivente di Rivisondoli, la festa di S. Antonio Abate, le panicelle di San Biagio a Taranta Peligna, la processione del Venerdì Santo e la Madonna che Scappa a Sulmona, la festa di S. Domenico a Pretoro, la Madonna della Libera a Pratola Peligna, la processione delle Verginelle di Pretoro, la Corsa degli Zingari di Pacentro, San Martino festa dei cornuti a San Valentino.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
Escursioni da Gamberale (Ch) Il territorio intorno a Gamberale è noto per la presenza di tartufo bianco pregiato, che si può trovare nei dintorni dei fiumi Sangro e Trigno. Nella stagione, è possibile accompagnare i “cacciatori” alla ricerca di questo prezioso tubero. In un pomeriggio di relax, è consigliata anche la visita della Grotta del Cavallone, nel massiccio della Maiella, che ispirò Gabriele D’Annunzio per l’ambientazione della “Figlia di Iorio”. La grotta si sviluppa per tutta la sua lunghezza nel comune di Lama dei Peligni mentre l’ingresso è situato nella incantevole valle di Taranta Peligna. Molto interessante, infine, il Museo civico Aufidenate a Castel di Sangro, che contiene reperti archeologici che testimoniano gli insediamenti delle civiltà Sannita e Romana nell’Alto Sangro. Da Gamberale (Ch) alle Cascate del Rio Verde: Panorama delle cascate Naturali più alte d'Italia. Le Cascate del Verde sono le Cascate Naturali più alte d’ Italia, vengono formate da un triplice salto che complessivamente misura 200 metri. Si possono ammirare nella loro forma e nella loro bellezza durante tutto l’arco dell’anno. La portata dell'acqua viaria a seconda delle stagioni e a seconda degli anni (se piovosi o se secchi). Venite a visitarci e potrete godere dell'incantevole bellezza e della tranquillità di una fantastica natura selvaggia che la regione Abruzzo offre a tutti coloro che vogliono vivere esperienze uniche, potrete così gustare innumerevoli prodotti tipici e delle meraviglie uniche che questa regione vi offre, come l'opportunità di ammirare l'incantevole Cascata del Verde che regala stupore, armonia  e romanticità a chiunque l'ammiri.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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