Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Fresagrandinaria (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Fresagrandinaria (Ch)

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GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI FRESAGRANDINARIA (CH)
 
Ospitalità nel Paese di FRESAGRANDINARIA (Ch) (m. 391 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Fresagrandinaria: 41°59′N - 14°40′E
     
  CAP: 66050 -  0873 -  0873.321128 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI FRESAGRANDINARIA 0873.321136   0873.322803       0873.321136 - 00264420696
Come raggiungere Fresagrandinaria:
  Satzione: Vasto/San Salvo   Aeroporto d'Abruzzo a 88 Km.  Uscita: Montenero di Bisaccia/Vasto Sud/San Salvo  
 
HOTELS ED ALBERGHI FRESAGRANDINARIA (CH)
Manifestazioni ed eventi a Fresagrandinaria (Ch) 5 gennaio: Tradizionale canto della Pasquetta; 16 e 17 gennaio: Tradizionale canto di Sant'Antonio Abate; 17 gennaio: Festa di Sant'Antonio Abate Benedizione degli animali; 19 gennaio: Tradizionale canto di San Sebastiano; 20 gennaio: festa di San Sebastiano Martire compatrono del Paese; 3 febbraio: Festa liturgica di San Biagio, benedizione della gola; 27 febbraio: Festa liturgica di San Gabriele dell'Addolorata; Lunedì dopo la Pentecoste: Pellegrinaggio a piedi al santuario della Madonna Grande presso Nuova Cliternia Campomarino (CB); Mercoledì dopo la Pentecoste: Festa della Madonna Grande patrona del Paese; rievocazione del rientro dei pellegrini; Benedizione e distribuzione dei Taralli della Madonna: Giovedì dopo la Pentecoste: Festa di San Sebastiano Martire compatrono del Paese di Fresagrandinaria (Ch); 22 maggio: Festa liturgica di Santa Rita, benedizione delle rose; 1º giugno: Festa di Sant'Antonio da Padova nella contrada Guardiola Fresagrandinaria (Ch); 13 agosto: Pellegrinaggio al santuario della Madonna Grande presso Nuova Cliternia Campomarino (CB); 15 agosto: Festa della Madonna Grande patrona del Paese Fresagrandinaria (Ch); 8 settembre: Festa della Madonna delle Grazie; dicembre-gennaio: Borgustando - percorsi d'inverno tra eccellenze enogastronomiche lungo i vicoli di borghi inesplorati 31 dicembre: Tradizionale canto del Capodanno a Fresagrandinaria (Ch).
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE FRESAGRANDINARIA (CH)
Fresagrandinaria (Ch) e San Gabriele dell'Addolorata, al secolo Francesco Possenti (Assisi, 1º marzo 1838 – Isola del Gran Sasso d'Italia, 27 febbraio 1862), è stato un religioso della Congregazione della Passione di Gesù Cristo. Proclamato santo nel 1920 da papa Benedetto XV, la sua memoria liturgica è celebrata il 27 febbraio. È patrono della regione Abruzzo e della Gioventù cattolica italiana. Biografia di San Gabriele dell'Addolorata. Gli anni giovanili: Undicesimo di tredici figli, Francesco nacque ad Assisi, città di cui il padre Sante Possenti era governatore e che allora faceva parte dello Stato Pontificio, sotto Gregorio XVI prima, e Pio IX dopo. All'età di quattro anni sua madre Agnese Frisciotti morì, e la famiglia seguì i vari spostamenti che la professione paterna comportava. Questo fino a quando si stabilirono a Spoleto dove Francesco frequentò gli insegnamenti dei Fratelli delle scuole cristiane e dei Gesuiti[1]. Egli conduceva una vita normale per un ragazzo della sua età e della sua epoca. Era noto per la sua personalità affettuosa ed estroversa. Rischiò una volta la vita in un incidente di caccia. Come un qualunque giovane suo coetaneo Francesco attirava l'attenzione delle ragazze della città. Durante una malattia, ancora ragazzino, promise di diventare religioso se fosse guarito. Guarì due volte, ma egli procrastinò questo impegno. Francesco andava bene a scuola, nonostante un'infanzia in cui vide la morte di tre sorelle e soprattutto della madre. Vocazione religiosa di San Gabriele dell'Addolorata: Durante la processione dell'icona del duomo di Spoleto, il 22 agosto 1856, Francesco sentì una voce interiore (locuzione mariana) che lo invitava a lasciare la vita borghese per farsi religioso passionista. Nonostante le forti difficoltà presentategli dal padre, Sante Possenti, Francesco fu in grado di vincere tutti i suoi argomenti e di persuaderlo della natura genuina della sua vocazione religiosa. Francesco prese i voti nella comunità passionista, assumendo il nome di 'Gabriele dell'Addolorata', che rifletteva la sua devozione - radicata in lui fin dall'infanzia, tra l'altro, da una statuetta della Pietà che la madre conservava in casa - per la Madonna Addolorata. Al termine del noviziato pronunciò il voto tipico dei passionisti: quello di diffondere la devozione al Cristo Crocifisso, in seguito emise anche quello di diffondere la devozione alla Vergine Addolorata. I suoi scritti (epistolario e pagine di spiritualità) riflettono questa sua stretta relazione con il Signore e la Vergine Maria. In particolare, nelle Risoluzioni descrive in dettaglio la via che seguì per raggiungere tale unità con la Passione di Cristo e i dolori di Maria, conseguendo così la perfezione secondo la regola passionista. Gli ultimi anni di San Gabriele dell'Addolorata: Trascorse sei anni nella congregazione passionista (1856-1862). Verso gli ultimi due anni, quando era già in comunità a Isola del Gran Sasso d'Italia presso il ritiro della Concezione (1859-1862), venne colpito dalla tubercolosi ossea, ma si sforzò sempre di seguire in tutto la vita regolare conventuale compatibilmente con la sua situazione di malattia. Fino a due mesi precedenti la morte poté seguire le celebrazioni liturgiche. Mantenne fino alla fine la sua abituale serenità di animo, al punto che gli altri confratelli erano desiderosi di passare del tempo al suo capezzale, oltre ai normali doveri di assistenza. Gabriele si rassegnò totalmente alla sua morte imminente. Prima che potesse venire ordinato sacerdote, per motivi di salute e per i torbidi politici (l'Abruzzo era da poco passato dal regno delle Due Sicilie al regno d'Italia), Gabriele morì, all'età di soli 24 anni, nel suo monastero passionista, stringendo al petto un'immagine della Madonna Addolorata. La Canonizzazione di San Gabriele dell'Addolorata: Benedetto XV ha canonizzato Gabriele nel 1920 e Pio XI lo ha dichiarato patrono della gioventù cattolica. Nel 1959, Giovanni XXIII lo ha dichiarato patrono dell'Abruzzo, dove passò gli ultimi tre anni della sua vita. Il culto di San Gabriele dell'Addolorata: Ogni anno numerosi pellegrini si recano nel santuario di San Gabriele ad Isola del Gran Sasso per visitare la sua tomba ed il convento dove visse gli ultimi anni, per accostarsi ai sacramenti della penitenza (confessione) e dell'eucaristia. Il culto di san Gabriele è diffuso soprattutto in Abruzzo, in Italia centrale, specialmente fra i giovani cattolici italiani, ed emigranti italiani ne hanno diffuso il culto anche negli Stati Uniti d'America, in America Centrale e Meridionale in Canada ed Australia. Il culto del santo viene spanto anche dalla Congregazione della passione di Gesù Cristo a cui appartenne Gabriele. Numerose persone hanno riferito di miracoli ottenuti attraverso la sua intercessione e patrocinio. Santa Gemma Galgani sostenne che per intercessione di san Gabriele era guarita da una grave malattia. Con il suo esempio la santa lucchese definì meglio la sua vocazione passionista. Un'altra testimonianza della mano miracolosa del giovane Santo proviene dal Veneto, ove vive la signora Albina Gomiero. Nipote di un ex-parroco Monsignore del trevigiano, narra che da piccola era ormai condannata a morire per una grave malattia. Fino alla notte in cui le apparve in sogno "quel giovanetto del quadro", come dichiarò allo zio prelato l'indomani mattina, riferendosi all'effigie di San Gabriele che il religioso teneva nel suo studio in canonica. Da allora la signora si reca ogni anno nel Santuario di Isola del Gran Sasso. Ogni anno, quando mancano cento giorni all'inizio dell'esame di Stato delle scuole secondarie di secondo grado, migliaia di studenti dell'Abruzzo e delle Regioni vicine si recano al santuario per partecipare alla messa e pregare per il buon esito dell'esame. Dopo la liturgia, all'esterno avviene la benedizione delle penne, con cui i diplomandi affronteranno l'esame scritto di maturità. La giornata si conclude in festosa allegria e serenità. Si ricorda che non esistono fotografie di Gabriele: i ritratti sono tutti postumi e pochi realizzati da chi lo ricordava in vita.
CAMPEGGI FRESAGRANDINARIA (CH)
Fresagrandinaria (Ch) Una collina tenera dalla curva dolce, una campagna fatta di toppe colorate dai profumi e dai sapori diversi, un litorale brillante lambito da acque cristalline: questo è l’ambiente variegato e irresistibile che abbraccia Montenero di Bisaccia, comune di quasi 7 mila abitanti sulla costa del Molise, in provincia di Campobasso. Il comune, che va dai 273 metri s.l.m. della parte centrale alla piana delle spiagge sul litorale, affonda le radici in un tempo molto lontano, quando esisteva soltanto il piccolo villaggio di Bisaccia. Di esso si conservano il nome e alcuni ruderi, ancora visibili nella prima campagna al di fuori dal centro, immersi nella vegetazione mediterranea. Abbandonato dagli abitanti nel periodo delle invasioni barbariche, dopo un breve periodo in cui trovarono asilo in grotte naturali, il borgo si trasferì in cima a una collinetta, detta “monte nero” per la fitta boscaglia che la ricopriva.
VILLAGGI TURISTICI FRESAGRANDINARIA (CH)
Storia del comune di Fresagrandinaria (Ch) Cenni storici: Il territorio è stato frequentato da più migliaia di anni come ci testimoniano i toponimi e i numerosi reperti venuti casualmente alla luce in più punti. Tra gli antichi abitatori italici ricordiamo, i Frentani, i Romani, i Longobardi che si stanziarono appunto nelle contrade Fara e Guardiola lungo le rive dei corsi d'acqua. Nel IX secolo i conti di Chieti fecero costruire un fortilizio sulla roccia chiamata morgione a guardia della contea e obbligarono gli abitanti degli agglomerati rurali a costruire le casette dentro la fortificazione ed abitarle, sotto la signoria di una famiglia longobarda. Nasceva in tal modo il paese che, come dice una leggenda, fu chiamato Frisia in omaggio alla figlia del signore. Questo nome lo si trova per la prima volta menzionato in un documento del 1115. Il borgo fu in dominio per più secoli dei ricchi baroni Grandinati da cui derivò Frisia dei Grandinati e poi Fresagrandinaria. Al tempo dei normanni esso era feudo di due cavalieri e quattro servienti. Nel suo territorio presso il fiume Treste era intanto sorto un'abbazia benedettina intitolata a Sant'Angelo (San Michele Arcangelo) e ad essa sottostante un villaggio fortificato col nome di Cornaclano (menzionato nel 1267) da cui Sant'Angelo in Cornaclano. Tale abbazia che ebbe molti beni e grande importanza passò in seguito ai monaci dell'Ordine eremitico di Sant'Agostino fino al 1492 quando venne dato in commenda a prelati della famiglia feudale. Estintasi la famiglia Grandinati verso il 1330 in circostanze romanzesche come narra una leggenda (secondo la quale il contadino Gasbarro vendicò l'onore della giovane sposa sottoposta allo jus primae noctis), Fresa col suo castello passò in dominio della famiglia di Sangro.Questo fino al 1585, fu poi feudo dei Gesualdo e, infine, dei Caracciolo principi di Santo Buono e ciò fino al 1804 quando i Fresani si accordarono col signore e cominciarono a pagare grosse somme annuali per l'affrancamento. Un accordo rovinoso perché fu causa di secolare lite ed esorbitanti spese per il Comune. Negli anni 1799/1814 il paese fu più volte attaccato, invaso e depredato da masse lealiste a parole ma brigantesche nei fatti con rapine, ricatti e uccisioni delle famiglie più facoltose.  Fresa, fino al 1860 fece parte integrante del Regno di Napoli. L'8 di ottobre 1860 vi fu una sommossa popolare con saccheggi e ferimenti a danno della casa e della persona di Luigi Terpolilli allora capitano della locale Guardia Nazionale e, dunque, di parte sabauda. Il referendum del 21 ottobre 1860 per l'annessione al Regno d'Italia, su 228 aventi diritto votarono in 211. I sì furono 193, i non favorevoli 18. Anche negli anni 1860/1870 i fedeli al re Borbone si organizzarono in bande armate e si scontrarono più volte con la Guardia Nazionale creata dal nuovo governo. La lotta terminò quando iniziò l'emigrazione e in paese venne acquartierato ed operò per lunghi mesi un contingente del 220 reggimento bersaglieri per il rastrellamento specialmente nei fitti boschi di Collemaiale e Montefreddo e per l'individuazione e l'arresto anche dei cosiddetti manutengoli. I fanti fresani parteciparono alla guerra del 1866, a quelle coloniali , alle guerre del 1915/18 e 1940/1945 subendo lutti, ferite e rovine. Il 2 novembre 1943 il paese fu sottoposto a bombardamento aereo alleato con 8 morti e diversi feriti tra la popolazione. Il 19 marzo 1944 il fresano Armando Ottaviano fu tra le vittime delle Fosse Ardeatine. I nomi di questi martiri figurano scolpiti sul Monumento ai Caduti eretto a memoria. Il referendum del 1946 sulla forma istituzionale ebbe il seguente risultato: Voti validi conferiti alla Repubblica n.642, alla Monarchia n. 504. Per il dinamismo dei suoi abitanti il paese si è ammodernato, abbellito ed è andato avanti sulla via del progresso materiale, mentale e del vivere civile.
AFFITTACAMERE FRESAGRANDINARIA (CH)
Le tradizioni popolari a Fresagrandinaria (Ch) Questo popolo, pur nelle ristrettezze e negli affanni quotidiani, ha vissuto una vita semplice e operosa, ha saputo apprezzare le piccole gioie quotidiane, si è creato dei miti, ha praticato usi e tradizioni tramandati fino a noi. Tali tradizioni ed usanze erano praticate nell'arco dell'intero anno ed ogni occasione era una festa per l'intera comunità perché il dolore, l'angoscia, la gioia di ognuno era per tutti. Nel mese di gennaio, col freddo e con la neve, si matta il maiale domestico e i partecipanti mangiano sfriggoli fritti con peperoni secchi ed agli interi assieme ad arrosti; si trita la carne, si sala e la si condisce per farne saporiti salumi in casa che sono una provvista per l'intero anno. Intanto compagnie di cantori itineranti intonano sugli usci i cosiddetti canti di questua quali, il capodanno, la pasquetta, il sant'Antonio abate, il san Sebastiano tanto per bere qualche bicchiere di vino ed arrangiare qualche cibaria. Nelle chiese di Fresa non esiste la statua di Sant'Antonio abate, ma vi è sempre stata per Lui una grande devozione tra il nostro popolo di estrazione contadina. Nel tempo antico esisteva una sua chiesetta presso a poco dove sorgono oggi le case popolari, contrada "Sant'Antuono" appunto. Nel 1576 a Fresa esisteva un ospedale per i poveri intitolato a questo sant'Antonio. Le tradizioni nostrane sono perciò ricche e ben motivate: sono rappresentate dalle formule dell'incantesimo per una malattia della pelle, dai canti popolari intonati porta a porta la sera del 16 gennaio, dall'usanza dei contadini, nella mattinata del 17, di ritagliare una crocetta sul pelame del quarto posteriore degli animali domestici di media e grossa taglia. Una volta vi era il porchetto devozionale cioè la secolare tradizione di donare in primavera un porchetto a divozione del Santo. Noi ricordiamo certamente che tale animaletto, con un campanellino al collo, girava liberamente per le vie del paese, entrava nelle case, si ricoverava dove poteva e viveva a spese dell'intera comunità. Nella mattinata del 17, per l'appunto giorno di festa, il maialino ormai cresciuto e ben pasciuto, veniva mattato e le sue carni distribuite alla popolazione. Il ricavato andava alla chiesa dove si celebravano messe, si recitavano tredicine e si distribuivano immaginette sacre da tenere nelle stalle a protezione degli animali.
BED & BREAKFAST FRESAGRANDINARIA (CH)
Le tradizioni popolari a Fresagrandinaria (Ch) "Sant'Antonio patrono del fuoco benedici ogni luoco benedici gli animali e anche a noi cristiani(…)". Le domeniche di febbraio sono caratterizzate dalle sfilate delle maschere di Carnevale alle volte con recite, canti goliardici, altalene e con la rottura della pignata. Il periodo di marzo/aprile è caratterizzato dai riti pasquali quali lu musarò che sarebbe la funzione sacra in chiesa con le stazioni dei venerdì di quaresima, le palme infiorate con le violacciocche, lu suppèleche che sarebbe l'altare della reposizione con vasi di germogli bianchi e fiori variopinti, la solenne processione del venerdi santo senza il suono delle campane, il gran fuoco sul sagrato nella notte tra sabato e domenica col rinnovo dell'acqua santa, la messa solenne e lo scioglimento delle campane. Tra maggio o giugno avviene il pellegrinaggio a piedi al Santuario di Madonna Grande a Nuova Cliternia di Campomarino (CB). E' una tradizione che dura da più secoli e, comunque, sicuramente dal 1660 e che non è mai venuta meno. Ha luogo il lunedì successivo alla domenica di Pentecoste con la messa mattutina, la benedizione del parroco e la partenza alle cinque del mattino. Non importa se piove e ci sono i fiumi in piena o tira vento o c'è il sole: si deve andare e si va. Si scende al fiume dove si uniscono i pellegrini da Lentella, lo si guada, si attraversa il paese di Montenero di Bisaccia dove si visita il santuario della Madonna di Bisaccia, si scende nella valle del fiume Sinarca nei pressi del quale si fa sosta e ci si rifocilla. Ormai è mezzogiorno. Si riparte risalendo la campagna di Guglionesi per poi ridiscendere nella valle del Biferno, si attraversa il passaggio a livello della ferrovia, si passa il ponte e si risale lungo il costone di Portocannone in festa. Alla periferia del paese, come consuetudine, viene incontro e accoglie i pellegrini la processione locale con la banda musicale. I due arcipreti si abbracciano, si baciano e si scambiano le stole in segno di amicizia. Indi i popoli uniti si recano cantando nella chiesa di santa Maria di Costantinopoli dove si prega e si assiste ad una breve funzione. Sono le cinque. Si riparte lungo la strada in falsopiano che porta al Santuario dove si arriva verso le sette, otto di sera. Si fanno tre giri attorno alla chiesa e poi si entra cantando la canzone della Madonna. Le tradizioni popolari a Fresagrandinaria (Ch) Si recita il rosario, si dicono le litanie e si partecipa alla messa serale. Si fa visita alla cappellina della grotta dove nel tardo medioevo si ritrovò il quadro. Al santuario affluiscono i fresani venuti da ogni dove oltre che a piedi, con gli autobus e con automobili private. Per molti di essi questa è l'unica occasione annuale di incontro per salutare, raccontare o farsi raccontare. Fino agli anni sessanta del secolo scorso si pernottava nei pressi e si dormiva nel santuario per ragioni religiose e per dare modo alle cavalcature di riposare perché si doveva ritornare a piedi. Oggi che non c'è più questa esigenza, non si pernotta più e si ritorna in macchina in tarda serata. Negli ultimi anni il pellegrinaggio a piedi ha avuto la seguente affluenza: -1991 20 maggio: 200 pellegrini contati nel guado del Trigno, senza contare i numerosi altri che si unirono a Montenero, a Portocannone e lungo la via. -1992 8 giugno: 180 -1993 31 maggio: 180 -1994 23 maggio: 142 -1995 5 giugno: 160 -1996 27 maggio numeroso popolo anche lentellese -1997 19 maggio: 200 -1999 24 maggio: 189 -2000 12 giugno 146 -2003 9 giugno: 125 in maggior parte giovani e 25 lentellesi.
CASE PER VACANZA FRESAGRANDINARIA (CH)
Le tradizioni popolari a Fresagrandinaria (Ch) E' tradizione che nella mattinata del mercoledì successivo i pellegrini si vadano a riposizionare in processione alle Cerche di Maria Pompe alla periferia del paese e si incamminino verso l'abitato. Altra processione intanto, con la statua della Madonna, esce dalla chiesa a suon di banda e di campane. L'incontro tra i due cortei avviene alla curva della strada di Collemarino e, come segno di riaccoglienza e di rispetto, i locali fanno ala con la statua e lasciano sfilare avanti i pellegrini e così fino all'arco della piazza quando la statua viene portata davanti a tutti in modo che rientri per prima in chiesa. Anche il primo di giugno si fa il pellegrinaggio a piedi alla piccola chiesa di sant'Antonio di Padova nella Guardiola ove convengono le popolazioni vicine, si fa festa e si tiene la fiera un tempo di merci e bestiame assai fiorente oggi di sole merci. Qui l'apposito comitato distribuisce i tradizionali panini di sant'Antonio benedetti dal parroco e il ricavato serve per la festa e per la chiesa. La festa del Corpus Domini a giugno è caratterizzata dai balconi e finestre pavesate con coperte e tovaglie ricamate, le più belle, in onore del Santissimo portato in processione dal parroco accompagnato dal sindaco portante l'ombrellino ricamato sotto un baldacchino di stoffa pesante variopinta portato dagli amministratori comunali: nella piazzetta principale viene allestito un altare tutto addobbato con stoffe ricamate e tutto tappezzato con petali di fiori dove il corteo fà sosta. La sera del primo di novembre frotte di ragazzi con dei ceri accesi posti entro una zucca svuotata e sagomata vanno di casa in casa a cercare pi tutti li sende e tutti li murte per tutti i santi e per tutti i morti. E chi dà loro mele, chi le noci, chi un dolcetto o un soldino. Il Natale è caratterizzato dalla novena, dai presepi nelle case e in chiesa, dalla cena di nove cose diverse rigorosamente di magro nella vigilia. Si consumano le anguille arrosto, il baccalà in umido, la zuppa di pesce, i fedelini al tonno, la verdura, le castagne, le arance, le scrippelle o i calcionetti (oggi il panettone e il torrone e soprattutto l'uva ritenuta benaugurate. Si gioca a tombola e poi si va alla messa di mezzanotte a baciare il Bambinello mentre il coro intona il bel canto natalizio musicato dal nostro Croce: Nel silenzio di una notte.
APPARTAMENTI PER VACANZA FRESAGRANDINARIA (CH)
Attività economiche a Fresagrandinaria (Ch) Il paese ha una lunga storia agricola alle spalle perché dalla coltivazione della terra, dall'allevamento e attività connesse ha sempre tratto il proprio sostentamento. Oggi tale attività si è molto ridotta, i campi coltivati sono oggi solo quelli raggiungibili e coltivabili con i mezzi meccanici a motore. Si produce grano duro e altri cereali, olive da olio che, macinate a freddo appena colte, danno un ottimo extravergine con bassissima acidità, e poi girasoli, leguminose, uva da vino (il noto giornalista Luigi Veronelli scrisse che a Fresa vi è l' ancestrale preparazione del vino cotto), ortaggi e frutta. Si allevano ovini, bovini, suini, pollame, api e si producono miele, carni, latte, formaggi ma in misura insufficiente ai bisogni della popolazione e non incanalata verso la grande distribuzione. Il fresano di oggi vive per lo più da operaio pendolare nelle industrie impiantate a San Salvo, a Val di Sangro, a Termoli, a Vasto, da impiegato nel terziario un po' dovunque. Da ormai cinquant'anni sono stati scoperti e sfruttati dei giacimenti metaniferi. Il prezioso gas inizialmente è stato portato a Roma e Terni ma, dopo lunghe lotte, è stato sfruttato anche localmente. Nei pressi del nostro Trigno a cominciare dagli anni settanta del novecento sono sorti degli stabilimenti per la produzione ed esportazione, anche all'estero, di mattonelle in gres porcellanato, tubature in pvc e polietilene per usi civili ed industriali, per la tempratura dei metalli, per la realizzazione di capi di vestiario, per la costruzione di macchine agricole ed oggettistica in plastica, per la carpenteria metallica. Vi sono diversi giovani imprenditori per il movimento terra, per i trasporti, per l'edilizia, per l'impiantistica e la manutenzione. Si può dire che la cronica disoccupazione ed emigrazione sono quasi scomparse e riguarda soltanto i laureati che pure sono numerosi. Tra noi vivono da qualche tempo numerosi giovani rumeni. In paese vi sono un market di alimentari, due panetterie, una macelleria, un negozio di fiori, uno di frutta e verdura, un istituto di bellezza, un negozio di generi diversi, due ristoranti, una pizzeria, una farmacia, cinque bar, tre frantoi per olive, una merceria, tre negozi d'abbigliamento e biancheria, una cartolibreria, tre saloni da parrucchiere. L'artigianato un tempo fiorente (fabbri-ferrai-maniscalchi, falegnami, tinai, carrai, sarti, scalpellini, muratori, calzolai, barbieri, cestai si è ridotto oggi ad una hobbistica. I pensionati sono oltre quattrocento. Il mercato settimanale cade nella giornata di mercoledì e l'unica fiera rimasta è quella tenuta il primo giugno alla Guardiola.
CASE PER LE FERIE FRESAGRANDINARIA (CH)
Fresagrandinaria nel mondo: Nativi ed oriundi fresani vivono od hanno vissuto in ogni parte del mondo facendo i più svariati mestieri e professioni e, spesso, è successo che i loro figli e discendenti hanno saputo raggiungere mete e posti di alta responsabilità e cultura. A questa gente è dedicata questa pagina che fa parte della nostra storia, perché grazie anche a loro i fresani tutti si sono saputi riscattare e progredire partendo da una secolare miseria materiale e pigrizia mentale. Anche grazie alle loro rimesse si sono costruite case e si sono presi titoli di studio. L'emigrazione fresana cominciò dopo l'unità d'Italia e cioè verso il 1870 e come fenomeno di massa durò per quasi un secolo con la sola interruzione di un quindicennio dal 1930 al 1945 per le leggi restrittive e per la guerra. Fino al 1930 ci si dirigeva verso le Americhe col bastimento a vapore e con un viaggio, talvolta senza ritorno, che durava un mese. Si partiva per fuggire da una povertà, dai debiti, spesso clandestinamente, senza cultura, senza soldi, senza un mestiere, senza conoscere il parlare del Paese nuovo. All'arrivo si accettava ogni tipo di lavoro offerto, i più pesanti e pericolosi in ferrovia o in edilizia. Si ha notizia che nel 1885 i fresani Angelo Ottaviano e Giovanni Cieri, emigrati in Argentina, morirono per incidenti nel posto di lavoro e furono forse i primi di una lunga serie. Dal 1910 al 1926 su una popolazione di poco più di duemila abitanti, ben 504 ottennero il passaporto: 493 contadini e 11 artigiani: Di questi, 430 (di cui 86 donne) per lo Stato di New di New York e 70 (di cui 12 donne) per lo Stato di Buenos Aires come allora si diceva. Molti di questi non sono più tornati. E di essi, oggi, non abbiamo più traccia e memoria. Siamo sicuri però che anche essi come tutti fanno un'altra Fresa più grande sparsa nel mondo che pensa, opera e concorre al bene dell'umanità. Poi venne la guerra con i suoi lutti e le sue tragedie. Alla fine per vinti e vincitori ci fu il bisogno di risollevarsi e di ricostruire. Ci furono le prime richieste ufficiali per la manodopera nelle miniere del Belgio e nell'agricoltura e cave di pietra in Francia. Richieste insufficienti tanto che dapprima sporadicamente e poi sempre più frequentemente si verificò l'emigrazione clandestina specialmente verso la Francia e da questa, verso la Saar. Un fenomeno simile si ripete oggi per i rumeni e i popoli dell'Europa orientale anche verso Fresa. Negli anni cinquanta altri paesani partirono per l'Argentina, il Brasile, la Colombia, il Venezuela, gli USA, il Canadà, l'Australia, Roma e Milano. Il fenomeno assunse proporzioni imponenti dal 1956: una fiumana di gente diretti alla tedesca Saar in ricostruzione.
COUNTRY HOUSE FRESAGRANDINARIA (CH)
Fresagrandinaria nel mondo: L'emigrazione di quegli anni provocò l'abbandono di molte case di campagna, la scomparsa delle mezzadrie e lo spopolamento del paese: da 2.388 si scese a 1997 abitanti nel 1961 e tra questi ultimi oltre 400 lavoratori stagionali.  L'Amministrazione Comunale, in omaggio a questa gente, ha voluto intitolare una strada cittadina Via dell'Emigrante, organizza ogni estate una Festa del Ritorno ed ha allacciato rapporti ufficiali di amicizia e di scambi culturali con la cittadina tedesca di Puttlingen. Questa ha intitolato una via cittadina Fresagrandinariastrasse mentre noi abbiamo intitolato l'arena Piazza Puttlingen. I fresani emigranti non hanno dimenticato il loro paese e lo portano nel cuore. Eccone qualche breve testimonianza: "Sempre ch'io ti rimiri dal varco della Crocetta; una soave voluttà di lagrime a te m'invita, o erta rupe natia che t'incoroni di umili dimore e al sommo rechi il Tempio del Signore. Le case, fitte a ridosso l'una dall'altra, par che diano immagine di fraterno soccorso; il macigno, coperto di erbe e di muschi, dà nota di tempra granitica germinante la grazia di tenere fioriture(…). Polline fecondo di prosperità, api dell'altrui ricchezza, i tuoi figli sono gli artieri di una favolosa civiltà lontana, e a sé serbano, paghi, i frutti di una cara povertà(...) Salve, diletto Paese natio, sacro per triplice serto di forza, di amore, di fede! (Tommaso Di Petta, da Milano, 1920) "In questo estremo lembo d'Abruzzo, proprio al confine col Molise, dove i dirupi e ripidi pendii, i profondi avvallamenti, gli impetuosi torrenti, il gesso affiorante nei cocuzzoli, fra il verde dei boschi, è vissuta una popolazione tenace, resistente, che attraverso i secoli è riuscita a riprodursi e a prosperare nella buona e nella cattiva ventura (…)" (Vincenzo Terpolilli, da Firenze). "Oh Fresa! Tu sei nei nostri cuori, dolce paesello dei tempi lieti della prima fanciullezza quando, spensierati e allegri, ci rincorrevamo e giocavamo a nasconderci negli androni bui delle case, nelle sporgenze dei muri bianchi di gesso e vecchi di anni (…). Costretti dalla vita ingrata, ti lasciammo e tu mestamente ci vedesti partire (…). I tuoi figli, o Fresa, non possono dimenticarti, nel loro cuore resterà scolpita la tua immagine (…)". (Gabriele Evaristo Di Stefano, da Vibo Valentia, 1967) "Io amo moltissimo il mio paese; ne sono orgoglioso e ringrazio mia madre Concetta e mio padre Pasquale che hanno voluto che io nascessi in questo posto meraviglioso…tanto caro a chi, per cause diverse, è stato costretto a lasciarlo e a starne lontano (…)" ( Piero Paganelli, da Bastia Umbra, 1997) Antiche famiglie ancora presenti, estinte o emigrate (dai registri parrocchiali dei battesimi, dei matrimoni e dei morti dal 1709 al 1808): Albanese, Caruso, Cieri, Cilli, D'Alessandro, D'Aletto, D'Amico, De Aloysio, De Lellis, Delle Donne, Del Negro, De Martinis, De Millia, De Nardis, De Santis, Di Blasio, Di Domenica, Di Lello, Di Nardo, Di Paolo, Di Petta, Di Primo, Di Santo, Di Stefano, Fabrizio, Finamore, Fingo, Floritti, Francese, Frisco, Galizia, Gasparra, Gentile, Giammichele, Giangiacomo, Giosuè, Gizzi, Granata, Iannone, Iavicoli, Lalla, Lamanna, Larocca, Longhi, Longo, Macerolla, Manzi, Mastrangelo, Maurizio, Messere, Minichilli, Ottaviano, Pantalone, Petrucci, Pompa, Ràcano, Romano, Sisti, Terpolilli, Tilli, Tribiano, Troilo, Tufillaro, Valentini. Verri, Vespasiano. (dai registri di stato civile del Comune dal 1809 al 1900): Arielli, Baldassarre, Bontempo, Bruno, Chiavaro, Ciampaglia, Ciancaglini, Cicchini, Ciccocioppo, Cocci, Colamarino, Conti, Crisci, Croce, D'Acciaro, D'Addario, D'Alfonso, D'Aloisio, De Innocentis, De Lizia, Di Falcio, Di Giglio, Di Gregorio, Di Rocco, Di Salvio, Di Tillo, D'Onofrio, D'Ottavio, D'Ugo, Fanghella, Fiore, Franceschelli, Gabriele, Gaeta, Gaspari, Ghiandi, Giampietro, Grimaldi, Guzzetti, Ialacci, Izzi, Lammanda, Lanuto, Larcinese, Leonelli, Liberatore, Lizzi, Lombo, Lucci, Maiale, Mancini, Mariani, Martella, Mattioli, Mattoscia, Melchiorre, Monaco , Muscio, Olivieri, Pedone, Pesa, Pomponio, Porreca, Rocchio, Ruggieri, Sabatini, Salomone, Salvatore, Santilli, Sarchione, Stefàno, Stella, Subranni, Taddeo, Tomino, Toro, Tracchia, Travaglini, Turco, Verrone, Zillotti.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' FRESAGRANDINARIA (CH)
Tempo Libero a Fresagrandinaria (Ch) Sport, tempo libero, turismo e attività culturali. Come sport praticato sicuramente il gioco del calcio fa la parte del leone, segue la caccia di piuma e di pelo, la pesca di fiume ed, anche se in pochi casi, il tennis, le passeggiate a cavallo e le escursioni a piedi tra i boschi, la cerca autunnale di funghi come a dire la moretta, l'helvella crispa, la clavaria cinerea e dorata, l'armiriarella, la russula, il galletto, il fungo del pane ed anche il tartufo nero. Nell'anno 1925 la gioventù maschile di Fresagrandinaria cominciò a praticare il gioco del calcio a livello dilettantistico e ricreativo e si formò spontaneamente una squadra che venne chiamata "U. S. FRESANA". Come colore delle maglie fu scelto il granato. Non si partecipava a tornei o campionati organizzati ma si giocava occasionalmente in amichevole con le formazioni di celibi e ammogliati o con quelle di pochi paesi vicini in occasione delle feste religiose o solennità civili e sempre nella buona stagione. Nelle trasferte si viaggiava a piedi o, tutt'al più, a dorso di quadrupedi. Il campo sportivo venne approntato alla bell'e meglio sul terreno sottostante l'attuale arena comunale; non era recintato, le porte non avevano reti e non esistevano gli spogliatoi. La prima partita documentata è quella giocata a Palmoli il 26 luglio 1928 in occasione della fondazione dell'U.S. AUDAX: si perse 4 a 1 e il gol della bandiera fu segnato da Gino Roberti. La rosa dei giocatori era alquanto ristretta e spesso si giocava in nove. Una formazione di quei primi anni risultava così composta: Paolo Terpolilli, portiere, Giovanni Ottaviano, i fratelli Giangiacomo, Arnaldo Giangiacomo, Leonida Iannone, Tommaso Di Domenico, Eutilio D'Aletto, Antonio Subranni, Antonio Esposito, Gino Roberti, Antonio Valentino D'Aletto detto Frinzariello. Negli anni quaranta del '900 la squadra di calcio venne chiamata "Fulmine" e con questo nome la compagine, dai successivi anni sessanta cominciò a partecipare a regolari tornei vincendone alcuni e facendo tournee anche all'estero. Alla fine degli anni settanta la squadra "Fulmine" si iscrisse al campionato provinciale dilettanti di 3^ categoria, vincendone qualcuno e andando per molti campionati in 2^. Da qualche anno per iniziativa di privati è sorta anche una scuola calcio per i giovanissimi con una squadra che sta dando grosse soddisfazioni anche all'estero e rosee speranze. Il turismo nostrano non è quello d'elite. Chi frequenta questo paese è l'impiegato, il negoziante di città e l'emigrante di ritorno che viene qui in cerca di tranquillità e di aria buona tra queste colline ricche di boschi e vegetazione di fiori con una ricca fauna in un posto messo a metà strada tra il mare e la montagna. Qui si vive bene: abbiamo avuto ed abbiamo dei centenari con il record di Adelina Santilli vissuta per 102 anni cinque mesi e cinque giorni. Specialmente d'estate vengono organizzati dal Comune spettacoli all'aperto, recite teatrali, promozione di pubblicazioni, interessanti conferenze di varia argomentazione, ed anche periodiche mostre retrospettive come per esempio quella degli oggetti, degli ambienti e delle fotografie pertinenti la cosiddetta civiltà contadina inaugurata il 14 giugno 2000 presenti tra le altre personalità il presidente del Consiglio Regionale, il sindaco, amministratori e cittadini della cittadina tedesca di Puttlingen. Mostre che hanno il plauso dell'intera cittadinanza e la presenza di una moltitudine di visitatori anche forestieri.
RIFUGI E BIVACCHI A FRESAGRANDINARIA (CH)
Curiosità a Fresagrandinaria (Ch) Le bande musicali cittadine:  A memoria d'uomo si ricordano tre bande musicali pesane. Già dagli anni antecedenti il 1921 la prima con la direzione del maestro Paterno di Monenero di Bisaccia e, successivamente, dai maestri Fantini e Troiano.La scuola e le prove si tenevano in un locale comunale nelle adiacenze del primo arco di Corso Umberto I. La seconda la si ebbe negli anni trenta del '900 con un organico di 60 elementi quasi tutti locali di cui molti giovanissimi e tanti artigiani e disponeva di eleganti divise. Era, questa, diretta e concertata dal maestro Croce, nostro concittadino. Ermindo Florio Croce (Fresa 1904 Popayan in Colombia 1976) si era diplomato in oboe nel Conservatorio di San Pietro a Maiella in Napoli e fu compositore e concertista di chiara fama. Portò il complesso fresano ad alti livelli tanto da suscitare ammirazione e stima non solo nei paesi del Circondario ma anche tra gli altri complessi. Il nome di Fresagrandinaria figura onorevolmente nella storia delle bande musicali abruzzesi. Era una banda cosiddetta "di giro" e per la scarsezza di mezzi o inesistenza di strade per spostarsi nei vari paesi d'Abruzzo e Molise era costretta spesso a trasferimenti a piedi, a dorso di muli o, nel migliore dei casi, in carrozza. Altri componenti furono richiesti ed andarono ad arricchire l'organico e la bravura artistica di diverse primarie bande tra i quali Chieti, Casalanguida, Lanciano, Vasto e quella della milizia e dei vigili urbani di Roma. Qualche componente abbandonò o emigrò all'estero. Ottaviano Antonio fu Adamo emigrò a Roma e fece poi parte di un'orchestra di successo. Giuseppe Lalla, il cornista, si diplomò e andò a far parte della celebre orchestra sinfonica del Teatro dell'Opera di Roma, con esecuzioni e tournèe in tutto il mondo: Il maestro Lalla fu anche insegnante nei conservatori de L'Aquila e nell'Accademia Musicale di Santa Cecilia a Roma. Egli non dimenticò mai il suo paese ritornandovi sempre nei periodi di vacanza. Compose una marcia col titolo Omaggio a Fresa e ciò non solo: siccome era uomo di spettacolo e aveva amicizia con tanti, dal 1965 al 1980 volle far esibire o presenziare a Fresagrandinaria tanti artisti di fama nazionale ed anche internazionale tra i quali musicisti e direttori d'orchestra, attori di teatro e di cinema, ballerini, cantanti, comici, cabarettisti, presentatrici della televisione. Nel 1980, con spirito di sacrificio e di altruismo, venendo settimanalmente da Roma, volle istituire e dirigere una scuola musicale cittadina ad indirizzo bandistico. Parteciparono molti giovani e ragazzi e, in pochi mesi, nacque la terza banda musicale cittadina tra l'entusiasmo della gente. Quando questo complesso si trovava in fase di decollo il fato avverso volle metterci mano con la scomparsa prematura del maestro tra il compianto di tutti. L'appena ricostituita banda si sciolse e, come al solito, chi si fermò e chi proseguì. Più di uno è approdato al diploma musicale e insegna o fa parte di rinomati complessi. Il filo lasciato da Florio Croce e da Giuseppe Lalla non si è spezzato del tutto e ha portato ai fresani l'amore per la banda e per la buona musica. Compagnia Teatrale di Fresagrandinaria (Ch) Compagnia teatrale fresana: Personaggi tipici, allegri e conosciuti nel nostro paese, risono sempre stati, ma è nel 1992 che un gruppo di appassionati del teatro si riunisce per la prima rappresentazione teatrale. Viene rappresentata una commedia di E. Scarpetta “ARPURT LA VISSORE” il testo, allegro e divertente riscuote un grandioso successo. Continuano quindi ogni anno altre rappresentazioni teatrali quali: “MISERIA E NOBILTA’”, LU TECCHJIE, LU PRINCIPIE, CUPIDO SCHERZA E SPAZZA, IL MEDICO DEI MATTI, SENZA SOLDI NON SI CANTA MESSA, NAPOLI MILIONARIA ecc….” La compagnia ha partecipato a rassegne teatrali dialettali, ottenendo riconoscimenti in vari paesi oltre che Fresagrandinaria, San salvo, Capello, Monteodorisio, Tufillo, San Buono, Casalanguida, Carunchio, Guilmi e Tavenna. La compagnia dialettale fresana è composta da “attori” originari del paese, persone animate da una forte passione per il teatro e dalla consapevolezza di regalare momenti di spensierata allegria al pubblico, sempre molto numeroso, che interviene soprattutto d’estate nelle rappresentazioni all’aperto.
Gastronomia a Fresagrandinaria (Ch) La cucina fresana tradizionale è semplice ma molto varia perché ha utilizzato ed usa prodotti di stagione facilmente reperibili.Ad esempio le verdure selvatiche miste, i germogli degli equiseti impanati e fritti, le olive verdi curate e consumate la sera come companatico. Gli affettati sono quelli caserecci come formaggio di capra o di vacca, ventricina che qui chiamiamo viscìca, salsicciotti, salsicce di carne o di fegato, soppressata fatta con pezzi di filetto del maiale. Salumi preparati con carne scelta e conditi con solo sale, semi di finocchio vivo, peperone rosso in polvere e adeguatamente stagionati. I primi piatti sono quasi sempre rappresentati dalla pasta fatta in casa con le uova o senza: chitarra, lasagnette, tacconelle, cavatelli, tagliarelli, cifilloni, i francobolli con patate, o con ceci o con fagioli o con piselli o con funghi, polenta con farina di grano o di granturco con salsicce o con ventresca , patate o melanzane ripiene. Alle volte c'era un monopiatto come può essere la pizza di farina di granturco con le rape nere e con pezzettini di ventresca e pezzi di peperone rosso, il lesso di grano brillato,il pancotto, lo spezzatino con carne patate e piselli, la minestra di fave o fagioli secchi o verdi, la zucchina con patate e bieta, la frittata con gli asparagi o peperoni e tante altre nate dalla fantasia delle nostre donne. I secondi piatti (nel passato solo nei giorni di festa oggi quando se ne ha voglia) sono costituiti dal pollo ruspante o coniglio o piccione o anatra ripieni cotti in ragù o al forno, dall'arrosto di maiale o di agnello o di capretto, dalle pallocche cacioeovo con mandorle e dalla rinomata porchetta al forno che qui da noi è una vera specialità tanto da essere appetita e richiesta in tutti i paesi vicini. Si tratta di porcellini di circa 20/30 chili preparate con scrupolosa cura secondo una antica ricetta e cotta al forno. Insomma nulla di commestibile andava buttato via e,spesso, da poveri ingredienti si ottenevano sfizierìe e una di queste era la triccitelle. Diciamo era perché un tempo largamente diffuso nelle abitazioni di campagna mentre oggi con le mutate condizioni di vita non lo è più viene scansato per non prendersi troppo impiccio preferendo la reclamizzata trippa in scatola o i wurstel. Dunque la ricetta della triccitella. Occorrente: le tenere budelline dell'agnello da latte, spaccate, ben mondate e lavate col sale in acqua corrente, lardo, prezzemolo, alcuni steli secchi di origano con infiorescenza, il velo o diaframma intestinale dell'agnello o capretto, aglio, peperone rosso in polvere, sale bastevole. Preparazione: avvolgere e intrecciare le sezioni di budella ben scolate attorno agli steli alternando gli strati con il lardo, prezzemolo, aglio e saleadacciati insieme e con il velo in modo da formare come una spoletta, indi legare con il filo refe per tenere unito il tutto. Mettere a cuocere alla gratella sulla brace e far rosolare. Consumare caldo come una pannocchia di granturco. Gastronomia a Fresagrandinaria (Ch) Altro piatto gustoso preparato con ingredienti, diciamo così, di risulta era (ma in qualche caso lo è ancora) lu sanghitille. Occorrente: il sangue raccolto dallo scannamento dell'agnello o del capretto, agli interi, peperoni rossi coi semi, sale e, se si vuole, pezzetti di budelline ben mondate e pulite. Il sangue viene subito messo a bollire in una pentola. Dopo il raffreddamento, la massa va tagliata a pezzetti e ripassato sul fuoco in unafessora unendovi gli altri ingredienti. Gastronomia a Fresagrandinaria (Ch) Il vanto di Fresa sono i dolci ciascun tipo dei quali adatto alla propria occasione e alla sua stagione. Ad esempio i taralli si fanno nel mese di maggio in occasione del pellegrinaggio, le scrippelle e i calcionetti e le zeppole si preparano a Natale, la cicerchiata a Carnevale, la pupa, il cavallo, il cuore e il fiadone a Pasqua. Ma il re dei dolci fresani, conosciuto e apprezzato a Fresa e dintorni, è il ciallarichieno un dolce che soltanto da noi riesce così bene. E' un dolce che si addice ad ogni occasione quali nozze, battesimi, cresime, onomastici e simili. Il tempo di preparazione prevede due fasi: la prima per il ripieno e la seconda per la sfoglia che fa da involucro. La ricetta per circa 30 pezzi da 150/200 grammi: a) Ripieno, occorrente: ¼ di litro di mostocotto,250 grammi di marmellata possibilmente di ciliegie nere, 100 grammi di noci tostate e tritate (non macinate), 100 grammi di mandorle tostate e tritate, una bustina di vanillina, una scorza d'arancia macinata, 50 grammi di pane tostato grattugiato, un po' di cannella tritata. Versare il mostocotto in una pentola e portarlo a ebollizione; rimestando continuamente unire uno dopo l'altro la marmellata, il pane, la vanillina, la scorza, la cannella e, quindi, le mandorle e le noci facendo in modo che l'impasto sia ben amalgamato e di una certa densità. Se risultasse troppo denso dare una spruzzatina di caffè o di marsala. Togliere dal fuoco e far raffreddare. b) sfoglia esterna, occorrente: 2 uova, 150 grammi di zucchero,1/2 litro di vino bianco, ½ litro di olio extravergine delle olive di Fresa, farina del tipo 00 quanto basta. Impastare e ben amalgamare indi tirare a sfoglia sottile. Con l'apposito tagliapasta ritagliare dei rettangolini di circa cm.10 x 25 dalla sfoglia. Su ogni rettangolino, con un cucchiaio di legno, versare il ripieno bastevole e richiudere a saccottino. Unire le due estremità in modo che si ottenga una forma circolare. Inumidire la parte superiore e cospargere di zucchero. Indi porre i saccottini nelle apposite scatole di latta e infornare a 180°. Tempo di cottura circa 30 minuti. Consumare dopo il raffreddamento.
Gemellaggi con Fresagrandinaria (Ch) Il Comune di Fresagrandinaria è gemellato con la cittadina tedesca di Puttlingen (Saar) a motivo dell'alto numero di fresani colà emigrati da quasi un cinquantennio. In data 31 maggio del 2001 nella città di Zamberk (Repubblica Ceca) il sindaco di Fresagrandinaria Giovanni Di Stefano ha sottoscritto l'adesione di questo Comune alla "UNIONE DELLE CITTA' EUROPEE" . Questa unione è finalizzata, tra l'altro, agli scambi culturali periodici tra i giovani delle città consociate che sono: Puttlingen (D), Fresagrandinaria (I), Senftenberg (D), Zamberk (CZ), Saint-Michel- Sur-Orge (F), Nowa-Sol (PL) e Vesprém (U). I nostri giovani nel 2003 sono stati ospitati in Polonia, nel 2001 abbiamo ospitato noi, nel 2002 hanno ospitato gli ungheresi. Gemellaggio storico con Fresagrandinaria (Ch) Giovanni Di Stefano è stato eletto per la prima volta sindaco di Fresagrandinaria nel 1985 e da allora sempre confermato con una sola eccezione. nel corso del suo mandato, con i suoi collaboratori, ha ovviamente ideato e realizzato molte opere che hanno accresciuto il paese. Ma ce n'è una in particolare che distingue Fresa dagli altri comuni delle sue stesse dimensioni e che lo proietta a pieno titolo in Europa. Un'opera che non è fatta di cemento armato, ma destinata a durare nel tempo ben più delle solide strutture urbane. Si tratta dell'aver saputo inserire il comune di Fresagrandinaria in un circuito europeo di gemellaggi, per cui i fresani si spostano periodicamente e vanno in altre nazioni e poi rispotano a loro volta. Ciò dimostra lo spirito di amicizia, cordialità e solidarietà che li anima. Nell'ambito di questi rapporti internazionali, oggi Fresa vivrà un'altra giornata storica, accogliendo festosamente una delegazione tedesca della regione della Saar, costituita da Rudolf Muller già sindaco della città tedesca di Puttlingen ed oggi direttore generale del settore infrastrutture della regione della Saar e da Gegerd Mayer, già consigliere regionale ed oggi direttore generale di monopoli di stato della regione della Saar. Gli autorevoli ospiti saranno ricevuti in municipio questo pomeriggio alle ore 16.30, alla presenza dei sindaci dei comuni limitrofi e di altre autorità regionali e provinciali. Domani, alle ore 19.30 vi sarà invece un incontro con le forze politiche e sociali operanti nel nostro territorio. Agli incontri è prevista la partecipazione del presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Tagliente, anche in virtù dei consolidati rapporti di amicizia tra la Regione della Saar e la Regione Abruzzo, suggellati dalla visita ufficiale del 2001 in terra tedesca dell'onorevole Arnaldo Mariotti. Il comune di Fresagrandinaria intrattiene da molti anni rapporti di collaborazione con il Comune tedesco di Puttlingen, con il Comune francese di Saint-Michel-Sur Orge, con il Comune ungherese di Veszprem, con il Comune polacco di Nowa Sol, con il Comune tedesco di Senftenberg.
Borgustando 2016 - Fresagrandinaria (Ch) L'entroterra vastese è ricco di incantevoli borghi  arroccati sulle colline. Luoghi in cui pare che il tempo si sia fermato e nell'intreccio dei vicoli del centro storico aleggia il fascino del passato. Borghi da visitare e da scoprire. A fine dicembre,  Fresagrandinaria  propone l'interessante iniziativa BORGUSTANDO che tende a porre in risalto le emergenze artistiche del territorio e le eccellenze enogastronomiche locali. Dalle ore 18,00 nel suggestivo centro storico, presso gli stand enogastronomici  è possibile degustare prodotti tipici locali, dal vino al miele, dai salumi ai formaggi, dai dolci ai distillati. Specialità tipiche del territorio come le "scrippelle", i "cielli ripieni", la deliziosa "ventricina" e altre prelibatezze a sorpresa. La serata é allietata da intrattenimenti musicali itineranti. L'appuntamento è per martedì 27 dicembre 2016 dalle ore 18. In caso di maltempo l'evento si terrà giovedì 29 dicembre. Per ulteriori informazioni: www.facebook.com/borgustando/. Fresagrandinaria è un comune di 1.078 abitanti della provincia di Chieti. Fa parte della Comunità montana Medio Vastese. Il paese ha origini longobarde, tuttavia i primi insediamenti risalgono ad almeno all'età del bronzo finale. In località Guardiola sono stati ritrovati dei reperti archeologici. Nel X secolo il suo territorio è frequentato dai monaci benedettini che hanno fondato il Monastero di sant'Angelo in Cornacchiano. Riccardo Grandinato, esponente di un'illustre famiglia longobarda che fu a capo del feudo nel XII secolo, diede il nome all'abitato, menzionato nelle più antiche fonti documentarie come Fresa di Grandinato. Il borgo sorse con tutta probabilità all'epoca della colonizzazione monastica benedettina (X secolo); nel 1421 fu incluso nei domini dei Caracciolo e a questi rimase per lungo tempo prima di finire ai Di Sangro. Nel centro storico, con vie scenografiche fiancheggiate da case in pietra, si impone all'attenzione la suggestiva parrocchiale. In località Salevento sono visibili i ruderi del monastero di Sant'Angelo. Dall'inizio di questo secolo fino al secondo dopoguerra la consistenza numerica della comunità è stata costantemente in crescita; dal dopoguerra ad oggi è invalsa una dinamica demografica negativa. Una via Crucis per il Comune di Fresagrandinaria (Ch) Piastre in ceramica realizzate a mano sulle facciate delle case. Il laboratorio di ceramica Creta Rossa ha avuto l'onore di realizzare per il comune di Fresagrandinaria, in provincia di Chieti, piastre in maiolica dipinte a mano raffiguranti le stazioni della via Crucis. Fresagrandinaria (Ch) Attraverso le ricostruzioni storiche e lo studio delle testimonianze sopravvissute, le origini di questo paese sono quasi certamente longobarde. Tuttavia i primi insediamenti risalgono all’età del bronzo, infatti sono stati ritrovati diversi reperti archeologici. Il borgo di Fresagrandinaria si caratterizza per una torre merlata a pianta quadrata e per delle case con molti archi. Un tempo era presente un castello di cui oggi rimangono solo i resti delle mura perimetrali. Da visitare la Chiesa del Santissimo Salvatore, la Chiesa di S. Antonio di Padova. Caratteristica è la fontana municipale presente nel centro storico di Fresagrandinaria e che risale alla fine dell’800. Fresagrandinaria, Province of Chieti, Abruzzo, Italy. The village rises on a hill along the valley of the Trigno river, a few km away from the Adriatic. Info: Altitude: 391 m a.s.l -- Distance from Chieti: 96 km -- Population: ca. 1100 inhabitants in 2010 -- Zip code: 66050 -- Phone Area Code: 0873 -- Frazioni: Guardiola, Pagliarini, Pantano, Pidocchiosa -- How to reach it: road: S.S. 650 from Vasto; motorway: A-14 exit Vasto Sud. History: In the 10th century AD the area was under the Benedectine monastery of St. Angelo, and was called just "Fresa", then it came under lord Riccardo Grandenatus, who added his name to the place. Points of Interest. Remains of the Monastery of St. Angelo, The typical village lanes. Events & Festivities: August: festival of "Porchetta" (roasted pork) and Emigrants' festival. Hotels, Lodging, Restaurants a Fresagrandinaria: Ristorante Annecchia, ctr. Colle San Giovanni 9, 66050 Fresagrandinaria (CH) - tel. (+39) 0873 321554. Genealogy, News & Links: Municipio, p. Municipio, 66050 Fresagrandinaria (CH) - tel. (+39) 0873 321136. Surnames presently recorded in Fresagrandinaria end People researching in Fresagrandinaria. La Comunità montana Medio-Vastese (zona T) era stata istituita con la Legge regionale 18 maggio 1976, n. 22 della Regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. È stata soppressa dopo una riduzione delle comunità montane abruzzesi che sono passate da 19 ad 11 nel 2008. Aveva la sede nel comune di Gissi e comprendeva sedici comuni della Provincia di Chieti: Carpineto Sinello; Casalanguida; Cupello; Dogliola; Fresagrandinaria; Furci; Gissi; Guilmi; Lentella; Liscia; Monteodorisio; Palmoli; Roccaspinalveti; San Buono; Scerni; Tufillo.
Gemellaggio storico con Fresagrandinaria (Ch) Il sindaco Giovanni Di Stefano il 31 maggio 2001 ha firmato a Zamberk l'atto di gemellaggio con tali enti teriitoriali che già facevano parte dell'organismo denominato "Unione delle città europee gemellate". Queste città organizzano ogni anno a turno un raduno di giovani di età compresa tra i quindici e i diciotto anni per un incontro-confronto a tema, finalizzato alla socializzazione ed integrazione di ragazzi appartenenti alle diverse realtà sociali, economiche e culturali. Nel 2001 il raduno si è tenuto a Fresagrandinaria sul tema "Solidarietà europea-globalizzazione nella tutela delle identità". I giovani sono stati impegnati in diversi settori ed attività, come la partecipazione quasi giornalieraai laboratori di pittura, musica, ballo e sport, la visita guidata al Parlamento regionale, il viaggio di istruzione a Roma e all'Aquila con visita guidata al laboratorio di fisica nucleare del Gran Sasso. Quest'anno, dal 9 al 12 giugno, si è tenuto proprio a Fresa un incontro con tutti i sindaci dell'Unione sul tema "Gli scambi intercomunali giovanili". Nella solenne seduta consiliare del 10 giugno, alla presenza delle autorità regionali Tagliente e Lapenna e del presidente della Comunità Montana Carilli, si è firmato l'apposito "protocollo d'intesa". "L'amministrazione comunale in questi anni - ha dichiarato il sindaco - con notevole impegno e con la collaborazione dello staff amministrativo e dell'intera collettività, ha raggiunto obbiettivi ambiziosi nell'ambito dell'integrazione tra le città europee gemellate ed ha offerto ai propri giovani occasioni di scambi interculturali e sociali al fine di farli diventare cittadini dell'Europa unita". Si comprende il suo orgoglio: è riuscito, partendo dai rapporti con Puttlingen, ove risiedono duecento famiglie emigrate da Fresa, ad inserire una piccola realtà come Fresa in un contesto soprannazionale così importante. Accordo di Fresagrandinaria (Ch) con Bisingen: I sindaci Doris Arnold e Maurizio Antonimi hanno firmato il protocollo di accordo e di intesa tra le municipalità di Bisingen (Germania) e Fresagrandinaria (Italia). Lo storico evento è avvenuto quand’erano le 18.30 circa di martedì 29 maggio alla presenza dell’intero Consiglio Comunale di Fresagrandinaria, di cinque amministratori tedeschi, delle telecamere di TRSP( il cui servizio andrà in onda sabato prossimo alle ore 21.00) e della responsabile nazionale dei gemellaggi AICCRE, signora Marijke Vanvierlit. I due Comuni hanno stabilito di voler arrivare ad un accordo di gemellaggio, poiché sono “amici” da cinquant’anni, perchè il 26 luglio del 1957 una sessantina tra fresani e mafaldesi andarono in quella cittadina tedesca per cercare lavoro e furono ricevuti ed assunti dal sig. Benno Bosslet, imprenditore edile del luogo, oggi settantenne e presente per l’occasione. E’ stato proprio il signor Bosslet a “trascinare” le due cittadine a gemellarsi, per aver mantenuto costantemente i rapporti con i propri “operai” che, da decenni viene a trovare a Fresagrandinaria. Nel corso del Consiglio hanno preso la parola anche il vicesindaco Giovanni Di Stefano, che commosso ha ricordato di saper scrivere bene il nome della città gemellanda per averlo scritto da ragazzo sulle lettere che inviava a papà suo emigrato in terra teutonica. Mentre il capogruppo della minoranza Antonio Ottaviano ha raccomandato al sindaco di coinvolgere tutta la cittadinanza e le associazioni, affinché il gemellaggio possa svilupparsi tra tutta la popolazione locale. A tarda sera i componenti della delegazione tedesca si sono incontrati con l’assessore alla cultura e turismo della Provincia di Chieti, Panfilo Di Silvio, che a fini promozionali e di marketing territoriale li ha invitati a visitare l’intero nostro territorio.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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