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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Fara San Martino (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI FARA SAN MARTINO (CH)
 
Ospitalità nel Paese di FARA SAN MARTINO (Ch) (m. 440 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Fara San Martino: 42°05′27.6″N - 14°12′22.32″E
     
  CAP: 66015 -  0872 -  0872.980149 - Da visitare:     
 MUNICIPIO DI FARA SAN MARTINO 0872.980155   0872.980920       3485142509 - 00228320693
Come raggiungere Fara San Martino Satzione: Chieti a 19 Km.   Aeroporto d'Abruzzo a 57 Km.  Uscita: Val di Sangro
 
HOTELS ED ALBERGHI FARA SAN MARTINO (CH)
Loc. Macchia Del Fresco, 6 - 66015 Fara San Martino (Ch)
tel. 0872 980136 - fax 0872 980080
 Servizi offerti dalla struttura









RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE FARA SAN MARTINO (CH)
La Storia del paese di Fara San Martino (Ch) Dalle origini al Settecento: Le prime notizie relative all'abitato di Fara San Martino sono rintracciabili nel IX e nel X secolo, periodo in cui il territorio fu colonizzato dai monaci benedettini. Venne infatti documentata l'esistenza dell'abbazia di San Martino in Valle, eretta per atto di liberazione dal conte di Chieti Credindeo. La stessa abbazia fu poi confermata da papa Onorio III nel 1044. Nelle Rationes Decimarum Italiane, risalente al XIV secolo, si prese in considerazione la chiesa di S. Remidii in Fara per le decime del periodo fra il 1324 e il 1325. Dopo vari secoli in cui il dominio della città fu in mano agli abati, in seguito al suo decadimento l'abbazia fu soppressa e unita al Capitolo Vaticano per opera di papa Niccolò V, nel XV secolo. Il paese divenne quindi feudo dei Valignani di Chieti, che lo vendettero a Melchiorre Reviglione nel 1584 in cambio di 4.000 ducati. Le principali testimonianze del passato sono rappresentate dai vari frammenti architettonici e scultorei del portale duecentesco e degli affreschi trecenteschi rinvenuti nell'abbazia di San Martino, oltre che da una tela del XVII secolo realizzata da Tanzio da Varallo, conservata nella chiesa parrocchiale. Il borgo è risultato inagibile con il terremoto della Maiella del 1706, e l'impianto medievale fu modificato per la costruzione di nuove case. Completamente rifatta fu la chiesa dell'Annunziata, mentre la chiesa di San Remigio venne ampliata. Il centro, dunque, nella fine del secolo si andò espandendo fuori le mura, inglobando l'area della parrocchia di Santa Maria della Vittoria. Lo sviluppo industriale di Fara San Martino: L'antica tradizione ottocentesca nella produzione della pasta fu all'origine dello sviluppo industriale che ha interessato il piccolo centro pedemontano. Questo fenomeno, in stretto collegamento con la morfologia del territorio farese, risulta determinato dallo spirito imprenditoriale, dalla forza energetica del fiume Verde e dalla ricchezza idrica dello stesso. Si è così affermato un modello di sviluppo industriale in sintonia con l'ambiente, da cui trae le sue risorse. I principali marchi che qui hanno avuto origine sono la Bioalimenta, il Pastificio Cav. Giuseppe Cocco, il Pastificio F.lli De Cecco e il Pastificio Delverde, aziende leader nel settore. Fara San Martino dall'Ottocento a oggi: Nel 1819 una frana seppellì i resti del monastero di San Martino in Valle, decretando il suo oblio fino a un ritrovamento casuale nel 2006. Il centro, in forte crescita economica, nell'inverno del 1943 si trovò in mano ai tedeschi, durante la ritirata presso la linea Gustav. Il borgo non subì danni particolari durante la seconda guerra mondiale, e negli anni '70 ci fu un massiccio calo demografico per l'emigrazione, nonostante la ricostruzione e modernizzazione del pastificio Del Verde. Attualmente l'attività della produzione di pasta è la fonte principale economica del centro, assieme alla promozione delle bellezze naturali del Parco Nazionale della Majella, di cui Fara fa parte. Nel 2006 è stato riportato alla luce il monastero di San Martino.
CAMPEGGI FARA SAN MARTINO (CH)
I Monumenti e luoghi d'interesse a Fara San Martino: Borgo di Terravecchia: parte più antica del centro storico, con il palazzo Di Cecco e la chiesa di Santa Maria Annunziata. Posto in posizione elevata, risale al XIII secolo, come si presenta oggi, ed è delimitato da un impianto circolare attorno uno sperone roccioso che volge verso la gola. L'accesso è inquadrato nella Porta del Sole, rielaborata nel XVII secolo con la costruzione della chiesa dell'Annunziata. La porta ha una lunetta con raffigurazioni della Vergine tra Sant'Antonio e Sant'Emidio. Emergenze dell'impianto ortogonale sono archi e porte urbiche ancora conservate, oltre la porta del Sole. Le altre porte sono Porta da Piedi, Porta del Re, dall'accesso dal fiume. Il palazzo Di Cecco era il palazzo badiale della chiesa del Gesù, oggi scomparsa. Palazzo Di Cecco. Edificio risalente al XV secolo, suddiviso in due piani, posto nella piazza. Ha tre fasce separate da cornici marcapiano, con finestre a mostre lavorate. Il portale a tutto sesto vi è un balcone con mensole. Chiesa di San Remigio. Secondo fonti bibliografiche, la fondazione della chiesa risalirebbe al XIII secolo. La facciata dell'edificio è tripartita da ordini di paraste, con un corpo centrale più alto e aggettante degli altri. Essa inoltre è interamente intonacata, fatta eccezione per le paraste e i cantonali in pietra a vista. Abbazia medievale di San Martino in Valle: oggi, sebbene restaurato, è un rudere, vittima delle alluvioni ricorrenti. La chiesa, monastero benedettino, fu fondata nel 900 d.C. circa, nelle gole di Fara. Oggi è monumento visitabile e che ospita, in estate interessanti serate musicali. Restano tracce di un eremo unito alla montagna, delle fondamenta, di colonne, e di un portale che collegava all'altare. Il portale, perfettamente conservato, è in pietra montana, ad arco a tutto sesto. Chiesa di San Pietro Apostolo. Chiesetta posta appena fuori la Terravecchia, in direzione delle gole. Risale al IX secolo, come la bolla descrive Sancti Petri in fluvio Viride. Nel XVI secolo è stata modificata con aspetti rinascimentali. Vi è all'interno una Madonna Incoronata con Bambino. La facciata rettangolare ha un portale a tutto sesto con lunetta affrescata. Chiesa di San Nicola. Chiesa costruita dopo il terremoto del 1706, a pianta irregolare, con facciata decorata dal monumento ai caduti. L'ingresso è sul lato destro, coronato da piccolo campanile a vela. Cappella della Santissima Trinità. Situata ai margini della zona industriale, e risale al XVIII secolo. Tra il 1839 e il 1847 vi fu costruito un convento. La chiesa ha aspetto neoclassico, con facciata solenne decorata da rosone. L'interno custodisce la campana della vecchia chiesa del Gesù, oggi scomparsa. Chiesa dell'Annunziata. Sorta nel XIII secolo, era la chiesa della Terravecchia, ossia Rocca Sancti Martini, fino al XVII secolo. La chiesa, gravemente danneggiata dal terremoto del 1706, fu riadattata, inglobando la costruzione della porta del Sole. La facciata è molto curiosa, composta da un edificio di pietra con monumento dell'Unità d'Italia, e il campanile annesso che troneggia sopra la porta. La lunetta del portale rappresenta la Vergine con Sant'Antonio. L'ingresso vero e proprio si trova oltre la porta, e l'interno a cappella è barocco. Chiesa di Santa Maria delle Grazie. La chiesa è del XVI secolo, con restauro nel 1700, leggendo il portale. Ha facciata con portale finemente lavorato, in stile barocco. Il campanile è una ricostruzione neogotica del precedente. L'interno ha una statua di San Rocco. Chiesa della Madonna del Suffragio. È una cappella annessa alla chiesa di San Remigio. Era una chiesa indipendente, poi fusa con la parrocchia dopo il terremoto del 1706. Il campanile settecentesco ricalca lo stile medievale, ed è composto in bugnato. La facciata è molto semplice, anch'essa in bugnato, color grigio napoletano. Nel 2015 è stata restaurata, dopo essere stata chiusa per una decina d'anni. Riserva naturale Fara San Martino Palombaro. La riserva è sita nelle Gole di San Martino. Gole suddivise in tre parti: la 1ª, detta Vallone di Santo Spirito, nome dall'omonima grotta; la 2ª zona, detta Macchia Lunga; la 3ª, detta Valle Cannella, terminante in un circo di formazione glaciale pieno di doline e inghiottitoi.
VILLAGGI TURISTICI FARA SAN MARTINO (CH)
L’economia di Fara San Martino: In questo paese della provincia di Chieti ci sono diversi pastifici, qualcuno artigianale (Cocco e Farabella), ma anche i pastifici industriali De Cecco e Delverde che esportano i loro prodotti in tutta Italia. La tradizione della produzione della pasta ebbe inizio dalla grande ricchezza idrica rappresentata dal fiume Verde che nasce dalla Majella. Quell'acqua ha permesso sia di azionare le macine per produrre la semola di grano, sia di essere utilizzata come materia prima nella produzione. I pastai locali vantano un primato assoluto: aver creato il primo sistema automatico di essiccazione della pasta. Un tempo la pasta veniva stesa all'aria aperta per seccarla. Ma questo sistema dipendeva molto dalle condizioni climatiche e stagionali. L'essiccatore ad aria calda consentì di pastificare in ogni stagione e in ogni condizione, dando impulso alla produzione su larga scala. Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e attive vi sono quelle artigianali, come la tessitura finalizzata alla realizzazione di rinomati tappeti, arazzi, coperte, caratterizzati da temi geometrici e vegetali. La cultura a Fara San Martino: Musei e siti culturali: Museo parco nazionale Maiella; Museo della pasta Macaronium; Gualchiera; sito archeologico: Abbazia di San Martino in Valle (anno 832). Eventi e manifestazioni a Fara San Martino: 19 marzo: Fuochi di San Giuseppe; 29 giugno: Fiera di San Pietro e Festa quartiere S.Pietro; Prima Domenica di Luglio: Giro escursionistico della Valserviera (Escursione Guidata all'interno del Parco Nazionale della Maiella a cura della Sezione C.A.I. di Fara San Martino); agosto: Sagra della Pasta; 23-24-25 agosto: Feste Patronali: Sant'Emidio, Sant'Antonio, San Rocco; 11 novembre: Fiera di San Martino. Voci correlate sul paese di Fara San Martino: Parco nazionale della Majella; Comunità Montana della Maielletta; De Cecco; Delverde; Cav. Giuseppe Cocco. La Comunità montana della Maielletta (zona P) era stata istituita con la Legge regionale 6 luglio 1977, n. 31 della Regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. La sede si trovava nel comune di Pennapiedimonte. Comprendeva sette comuni della provincia di Chieti: Fara San Martino; Guardiagrele; Palombaro; Pennapiedimonte; Pretoro; Rapino e Roccamontepiano. La Regione Abruzzo ha abolito la Comunità montana insieme a tutte le altre comunità montane nel 2013. Voci correlate della Comunità montana della Maielletta: Majella; Nevai della Majella; Aree naturali protette dell'Abruzzo; Elenco dei parchi nazionali italiani e Patata di montagna del Medio Sangro.
AFFITTACAMERE FARA SAN MARTINO (CH)
AFFITTACAMERE BAR CAMERE SUD
Via Maiella, 15 - 66015 Fara San Martino (Ch)
tel. 0872 980340 - mobile 340 4653521
AFFITTACAMERE L'ANTICO CASALE
Contrada Fonte L'abate, 2 - 66015 Fara San Martino (Ch)
tel. 389 7914611 - fax 085 692571
BED & BREAKFAST FARA SAN MARTINO (CH)
La chiesa di San Remigio si trova a Fara San Martino, in provincia di Chieti. È sede della parrocchia cittadina. Cenni storici ed artistici: Secondo fonti bibliografiche, la fondazione della chiesa risalirebbe al XIII secolo. La facciata dell'edificio è tripartita da ordini di paraste, con un corpo centrale più alto e aggettante degli altri. Essa inoltre è interamente intonacata, fatta eccezione per le paraste e i cantonali in pietra a vista. L'interno è decorato da stucchi policromi nelle tre navate, mentre l'abside è rivestito da un mosaico che rievoca motivi paleocristiani. La navata centrale presenta una copertura a botte con sesto ribassato, mentre in quelle laterali la volta è a vela. La chiesa di San Remigio ospita inoltre un dipinto seicentesco di Tanzio da Varallo raffigurante la Circoncisione con i santi Carlo Borromeo e Francesco D'Assisi. Le Gole di Fara San Martino e Grotta Sant'Angelodi Fara San Martino: Le Gole si trovano dietro il borgo nella spaccatura tra le due rocce. Il percorso chilometrico porta dal monastero di San Martino fino alla grotta di Lama dei Peligni. Tra Fara e Palombaro inoltre è presente una cappella incisa nella roccia, dedicata a Sant'Agata. Monastero di San Martino in Valle di Fara: I resti del monastero si trovano fra le Gole. Il monastero dei monaci benedettini fu fondato nel VII secolo tramite un piccolo eremo sulla roccia e fu ampliato nel Quattrocento con la costruzione dell'edificio gotico. Il monastero venne devastato dai Turchi nel Cinquecento e non fu più riutilizzato. Oggi rimane intatto il piccolo eremo sulla montagna e il portale gotico con alcuni colonnati delle tre navate. Secondo gli studi la facciata doveva essere a capanna con contrafforti che terminavano in guglie svettanti.
CASE PER VACANZA FARA SAN MARTINO (CH)
CASA PER VACANZA RESIDENCE LA PIAZZETTA
Via Trento, 8 - 66015 Fara San Martino (Ch)
tel. 0872 980938 - mobile 338 9043854
APPARTAMENTI PER VACANZA FARA SAN MARTINO (CH)
L' abbazia di San Martino in Valle era un'abbazia benedettina i resti della quale sono attualmente raggiungibili dopo aver attraversato le Gole di Fara San Martino a Fara San Martino in provincia di Chieti. Storia: Le origini dell'abbazia non sono note: le prime fonti storiche risalgono al 829 che la elencano tra i possedimenti del monastero di Santo Stefano in Lucania di Tornareccio, al quale era stato donato da Pipino il Breve. Nel 844 passa sotto il controllo del vescovo di Spoleto e successivamente tra i possedimenti dell'abbazia di San Liberatore a Majella. Nel 1172 diventa parte della diocesi Chieti ed in una bolla del 1222 di papa Onorio II si cita una donazione del conte Credindeo. Il monastero viene soppresso nel 1452 da papa Niccolò V e unito al Capitolo Vaticano, per tornare nel 1789 all'arcidiocesi di Chieti. L'abbandono definitivo del monastero avvenne l'8 settembre 1818 a causa di un'alluvione che la ricoprì di detriti. I primi scavi per il suo recupero avvennero nel 1891, ma solo con quelli del 2009 i resti della struttura sono stati riportati interamente alla luce. L’architettura dell’abbazia di San Martino in Valle: I resti dell'abbazia mostrano un cancello verso un cortile interno delimitato da un portico a tre arcate, sul lato nord del quale si trova un campanile a vela. L'interno della chiesa doveva essere su tre navate con una pavimentazione a lastre di pietra. Un muro a tre arcate separa la navata centrale da quella settentrionale, da dove di accede a quello che doveva essere il nucleo iniziale della chiesa, scavato nella roccia, che fa ipotizzare la nascita del luogo di culto come eremo.
CASE PER LE FERIE FARA SAN MARTINO (CH)
La Riserva naturale Fara San Martino Palombaro è un'area naturale protetta dell'Abruzzo istituita nel 1983. Occupa una superficie di 4.202 ha all'interno del Parco Nazionale della Majella. La riserva si estende tra i comuni di Fara San Martino e Palombaro, in provincia di Chieti. Il territorio della Riserva naturale Fara San Martino Palombaro: La riserva è caratterizzata dalla presenza delle Gole di Fara San Martino, una sorta di forra formata dall'erosione del torrente Verde. Una leggenda vuole che le gole fossero state aperte dalle braccia di san Martino, probabile riferimento cristiano di Ercole e delle colonne d'Ercole. Il vallone è lungo 14 km ed ha un dislivello di 2400 m. ed è suddiviso in tre parti: la prima detta Vallone di Santo Spirito, nome dall'omonima grotta; la seconda la zona detta Macchia Lunga; la terza detta Valle Cannella, terminante in un circo di formazione glaciale pieno di doline ed inghiottitoi. Parallelo al vallone di Fara è il Vallone del Fossato. Sparse per tutta la riserva, inoltre vi sono numerose grotte di cui alcune sono state trasformate nel corso del tempo in luoghi di culto, altre sono diventate rifugio di pastori e briganti. Nella zona della riserva, la presenza umana è attestata sin dall'epoca dell'Età del Bronzo. La Flora della Riserva naturale Fara San Martino Palombaro: La foresta è ricoperta di boschi di leccio, corbezzolo e terebinto. Nelle zone alte si trova il laricio, nella Valle di Macchia Lunga vi sono delle faggete ed il pino mugo. Altre specie nella riserva sono il pino nero, la ginestrella di Valenza, la campanula di Cavolini, la primula orecchia d'orso, la potentilla appenninica, l'orchidea Corallorhiza trifida, la Pyrola chiorantha, la lonicera nigra, la scarpetta di Venere, il ginepro nano, l'uva ursina ed il ginepro sabino. La Fauna della Riserva naturale Fara San Martino Palombaro: La coturnice è il simbolo della riserva. L'avifauna è arricchita anche dalla presenza del picchio muraiolo e del crociere, mentre tra i rapaci ricordiamo l'aquila reale, l falco pellegrino e il lanario. Tra i mammiferi, degna di nota la presenza dell'orso marsicano, del lupo appenninico, del capriolo, del cervo[2] e del camoscio d'Abruzzo.
COUNTRY HOUSE FARA SAN MARTINO (CH)
Fara San Martino (Ch) Questo piccolo paesino è situato in provincia di Chieti, appartiene alla Comunità Montana della Maielletta. Il borgo di Fara San Martino si trova su un ripiano di un colle alle pendici del versante orientale della Maiella, in un ambiente alpestre. Le origini del paese di Fara San Martino risalgono alla costruzione del monastero benedettino edificato circa alla fine del IX secolo, il centro abitato fu ricostruito in seguito alle invasioni belliche del 1943 e alle gravi conseguenze che subì inseguito a i bombardamenti della seconda guerra mondiale. E' riconosciuto come il paese della "pasta" che fu all'origine del suo sviluppo industriale, determinato dallo spirito imprenditoriale e dalla forza energetica del fiume Verde, affermandosi con il tempo come modello di sviluppo industriale in sintonia con l'ambiente. Sono presenti alcuni pastifici artigianali e altri industriali quali la De Cecco e Deverde che esportano i loro prodotti in tutta Italia. Durante il mese di agosto alla pasta è dedicata una sagra, nello stesso mese, sempre a Fara San Martino, si svolge anche una festa in onore dei sapori e dei peccati di gola dedicata al gusto e ai prodotti enogastronomici locali inoltre Fara San Martino è famosa per la sagra del tartufo che si svolge ad agosto. GOLE DI SAN MARTINO - Le Gole di San Martino sono gole strette ed impervie. Secondo l'inconografia cristiana fu Fra Martino che aprì gli stretti valichi tra le rocce per permettere agli abitanti del posto di raggiungere i pascoli verdi e le sorgenti più in alto. A testimoniare il tocco miracoloso del santo ci sarebbero i segni rotondi dei gomiti usati per aprire ii varco e lasciati sulla roccia. Le Gole di San Martino sono l'ingresso di uno dei più lunghi valloni appenninici, il vallone di Santo Spirito, che da Fara San Martino sale sul tetto della Majella. Guarda anche: rocca calascio, la rocca di lady hawk: Le gole sono larghe poco più di 2 metri e profonde decine tanto, che l'impressione attraversandole è di essere letteralmente inghiottiti dalla terra. MONASTERO DI SAN MARTINO A VALLE - Prima di attraversare il varco si incontrano i resti di un monastero a lungo sepolto da una frana e tornato alla luce nell'800. La storia del monastero di San Martino a Valle è ancora tutta da scrivere. Quello che si sa è che risale all'anno mille. Secondo alcuni sorge sulle ceneri dell'antico cenobio di San Martino Eremita. Il monastero divenne un luogo di rifugio e spiritualità per monaci ed eremiti. Le gole lo sono oggi per diverse specie di uccelli tra cui l'aquila reale, il falco pellegrino e il lanario.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' FARA SAN MARTINO (CH)
* OSTELLI DELLA GIOVENTU' FORESTERIA MACCHIA DEL FRESCO
Località Macchia Del Fresco - 66015 Fara San Martino (Ch)
tel. 339 2615405 - fax 0872 980970
RIFUGI E BIVACCHI A FARA SAN MARTINO (CH)
IL BORGO. Fara San Martino, è immersa nella meravigliosa cornice naturale del Parco Nazionale della Majella.Molti la definiscono “capitale mondiale della pasta”, grazie alla storica presenza dei celebri pastifici De Cecco, Delverde e Cocco che esportano i loro ineguagliabili prodotti, in tutto il mondo. Il piccolo borgo di origine longobarda sorge in un fantastico scenario naturale, sul versante orientale della Majella, allo sbocco dello scenografico e selvaggio vallone di Santo Spirito. Sopra il paese la ripida montagna è incisa da due gole, la Valle di Santo Spirito e la Valle Serviera che sembrano formare una gigantesca “V”. Sotto il paese scorre il fiume Verde, le cui acque sono di enorme importanza per l’alimentazione delle industrie della pasta. Nel territorio di Fara San Martino e della vicina Palombaro è istituita la “Riserva Statale Fara S. Martino – Palombaro”, caratterizzata da vaste aree coperte da faggi, pino mugo, pino nero e altre specie botaniche di notevole interesse naturalistico. La Riserva è l’habitat ideale per molte specie di uccelli ed è frequentata anche dall’Orso Bruno Marsicano e dal Lupo Appenninico. Il nucleo più antico di Fara S. Martino, detto Terravecchia, miracolosamente sopravvissuto alle devastazioni dell’ultimo conflitto mondiale, conserva intatta l’impronta dell’originario borgo fortificato, a cui si poteva accedere solo attraverso una delle due porte (stupenda la “Porta del Sole”, unica rimasta), collegate tra loro da una stretta via che si ramifica in numerosi piccoli vicoli chiusi. La Storia del paese di Fara San Martino. Le origini del paese di Fara San Martino vanno ricercate in epoca medievale, in cui sono documentati due insediamenti: la Chiesa di San Pietro e la Chiesa di San Martino, annessa a un monastero benedettino da cui è sorto successivamente il centro abitato di Fara o “Farah”. Il termine Fara è di origine longobarda e deriva dal germanico Fahren (spostamento) che poi nel tempo si evolverà in Fara (forma di insediamento stabile), mentre il termine San Martino è dovuto all’Abbazia eretta in onore di San Martino, vescovo di Tours. Ancora oggi, percorrendo le Gole, è possibile vedere i resti dell’Abbazia benedettina, la cui origine risale alla fine del VIII secolo. Destinata a una sorte infelice, l’Abbazia decade nel Quattrocento ed è sepolta da numerose alluvioni, l’ultima nel 1929. Il borgo più antico rimane sotto la giurisdizione dei monaci benedettini fino al XV secolo per poi passare sotto la giurisdizione del Vaticano. Nel XVI secolo Fara San Martino diviene feudo della famiglia Valignani, per poi essere venduta a Melchiorre Reviglione. Nell’ultimo conflitto mondiale il paese viene notevolmente danneggiato e gli unici elementi originari che ad oggi ritroviamo, sono concentrati nel nucleo più antico del paese, noto come il borgo medievale di Terravecchia, posto in posizione elevata, circondato da mura e difeso da torri di avvistamento, i cui resti sono fortunatamente ancora visibili. Al quartiere antico di Terravecchia si accede attraversando la Porta del Sole, uno dei monumenti architettonici più importanti di Fara San Martino. Interessanti da visitare sono la Chiesa dell’Annunziata, all’interno del borgo antico, nella quale è possibile ammirare pregevoli dipinti settecenteschi, la Chiesa Parrocchiale di San Remigio in cui è custodita la seicentesca pala d’altare del pittore Tanzio da Varrallo, una tela del XVII secolo di rilevante importanza, raffigurante La Circoncisione con San Carlo Borromeo e San Francesco, e la Chiesa del Suffragio con il suo campanile dalle caratteristiche pareti bugnate.
Da vedere a Fara San Martino. Dal punto di vista turistico e paesaggistico, particolarmente suggestive sono le sorgenti del Fiume Verde e le Gole di S. Martino (dove è possibile vedere i resti dell’omonima abbazia), tra l’altro intrise di una curiosa leggenda sul santo. Questi luoghi sono meta di appassionati e turisti per passeggiate, trekking, arrampicate su roccia, escursioni a cavallo lungo le sponde del fiume, attraverso lo “stretto” e in piacevoli località limitrofe (come Capo le Macchie e Fonte l’Abate), poste a 800/900 mt. d’altezza. Numerose sono le grotte di natura carsica presenti sul territorio, molte delle quali in passato sono state luoghi di culto e di rifugio; di particolare rilievo sono la grotta “Porca degli Angeli”, la grotta del “Peschio”, quella dei “Diavoli” e “de li Trazzir”. Il centro storico é caratterizzato dall’antico borgo medievale di “Terra Vecchia”, al quale si accede attraverso la “Porta da Capo” anche detta “del Sole”. Nella vicina Piazza Municipio é da poco sorto il Museo Didattico a cura del Corpo Forestale che offre il Centro Visite del Parco Nazionale della Majella. Le numerose passeggiate, la possibilità di trekking di qualità e le escursioni a cavallo sono una delle peculiarità dei soggiorni a Fara San Martino. La vicinanza a centri maggiori (Lanciano, Chieti e Pescara), tutti raggiungibili in meno di 45 minuti, rende Fara San Martino il luogo ideale per chi vuole coniugare in una vacanza unica, natura, relax e gastronomia. Da visitare inoltre, vi è Palazzo Di Cecco, un edificio residenziale su due livelli più seminterrato, scanditi all’esterno da cornici marcapiano, in cui le finestre hanno dei contorni lavorati, mentre il portale presenta superiormente un arco a tutto sesto. Sopra il portale vi è un balcone sorretto da mensole. Tra le chiese c’è quella di San Remigio, nel centro storico, risalente al XIII secolo; la Chiesa di San Pietro Apostolo, una piccola costruzione a navata unica sita al termine di via San Pietro, presso le sorgenti del fiume Verde, secondo alcuni studiosi fu costruita nel IX secolo; la Chiesa di San Nicola; la Cappella della Santissima Trinità, posta nella Valle del Fiume Verde, terminata tra il 1839 ed il 1847, quando fu costruito il convento francescano attualmente abbandonato. Vi sono inoltre la Chiesa dell’Annunziata che sorge nel centro storico presso una porta urbana, secondo alcune fonti risalirebbe al Cinquecento; la Chiesa di Santa Maria delle Grazie sita tra la Piazza dei Santi e la Chiesa di San Remigio; infine la Chiesa della Madonna del Suffragio risalente al XVIII secolo. Da gustare la gastronomia a Fara San Martino: Tra le ricette tipiche di Fara San Martino vanno annoverati, accanto alla pasta, all’olio extravergine d’oliva, al pecorino e alla ricotta, specialità gastronomiche quali il ragù di agnello, gli uccelletti ripieni, i “Mostaccioli” e i cuori di pasta di amaretti (dolci tipici locali), i fiatoni, i “cajiciunitte” (dolci tipici del periodo natalizio) e i tarallucci lessati.
Cosa fare a Fara San Martino: Le feste popolari seguono il calendario classico dei riti e delle rappresentazioni abruzzesi che si fondano su leggende e credenze in un unico miscuglio tra “sacro e profano”. Con la cultura tradizionale si ha una visione delle radici del passato che rappresentano ancora oggi un elemento aggregativo di carattere unico e genuino. Gli eventi durante i quali i faresi testimoniano il loro attaccamento alla tradizione e alla storia del loro borgo, sono diversi: – Il 19 marzo si festeggia San Giuseppe; durante questa ricorrenza, in passato si accendevano fuochi con siepi di rovi e profumato ginepro, oggi viene acceso un solo grande falò che illumina suggestivamente il vallone di Fara, intorno al quale degustare prodotti tipici. Sempre a marzo, nell’ultimo sabato c’è la tradizionale festa dell’Annunziata, nell’antico borgo medievale di Terravecchia. – Il 29 giugno, invece, è dedicato alla Fiera e festa di San Pietro, con la tradizionale scampagnata presso le sorgenti del fiume Verde. Il 2 luglio c’è la Messa presso la Madonna dell’Oliveto e la marcia ecologica di Val Serviera, un appuntamento importante per gli amanti dell’escursionismo di montagna, con un percorso di circa 15 km. La sera si tiene la sagra della pasta presso le sorgenti, per rifocillarsi. – La terza domenica di agosto c’è la Sagra della Pasta e la Scarpinata Farese, mentre dal 23 al 25 ci sono le feste patronali di S. Antonio, S. Emidio e S. Rocco con tradizionali riti religiosi, serate di musica e uno spettacolo di fuochi pirotecnici. Sempre in questo mese si tiene la manifestazione che attira tutti gli amanti di Fara San Martino, ma soprattutto della sua pasta, “Gole&Sapori” è un evento della durata di tre giorni dove il piacere di mangiare la pasta si mescola alla scoperta di una storia, una ragione, un episodio che hanno fatto grande questo fondamentale prodotto della dieta italiana. Musica, talk-show, spettacoli, rievocazioni storiche delle arti e dei mestieri, mostre fotografiche e tanti stand enogastronomici fanno da sfondo alla manifestazione. – La prima domenica di settembre c’è il Gran Fondo Verd’Aventino – Memorial Levino Tavani, una manifestazione di ciclismo amatoriale a carattere nazionale. – L’11 novembre si festeggia con la Fiera di San Martino e la Sagra delle caldarroste, in cui si ricorda il gesto del Santo che dona, a un povero mendicante infreddolito, metà del suo mantello. Durante la giornata di celebrazioni è possibile degustare le ottime caldarroste provenienti dai boschi abruzzesi, accompagnate da buon vino novello.
Museo centro di visita - museo Parco Nazionale Maiella: Aperto tutto l'anno è posto nella piazza principale del paese. Qui al visitatore si offre la possibilità di avere informazioni, depliants turistici e di acquistare carte dei sentieri, guide, manuali, gadgets del parco. Il pian terreno, attrezzato per accogliere anche i portatori di handicap, ospita il Museo Naturalistico ed un'accogliente sala audiovisivi. Il percorso museale inizia con sale di presentazione degli ambienti tipici del versante orientale del parco, riprodotti fedelmente grazie a foto, illustrazioni, pannelli e reperti naturalistici, andando dalle alte quote al bosco attraverso le rupi, i valloni, le mughete, le forre, gli ambienti sotterranei. Il percorso prosegue con la ricostruzione di una grotta pastorale e dell'ambiente tipico in cui vive l'ululone dal ventre giallo, anfibio raro, caratteristico per il verso simile ad un ululato. Infine, per la gioia di grandi e piccini, un pannello audio - video riproduce immagini e versi di molti uccelli del parco. Il secondo ed ultimo piano ospita, oltre agli uffici, un laboratorio scientifico dedicato alle scolaresche e ai ricercatori, una foresteria per gli studiosi e, in fase di allestimento, una biblioteca scientifica. Attualmente gestito dal C.E.A. La Porta del Sole di Fara S. Martino, è insime alla Foresteria Macchia del Fresco (vedi locali pubblici), una strutture dell’Ente Parco, capace di ospitare durante tutto l’anno gruppi di scolaresche, turisti e cittadini che intendono fruire in maniera responsabile del territorio del Parco. Le offerte si diversificano in visite guidate ed escursioni nei centri storici, in montagna;attività e laboratori didattici di educazione e sensibilizzazione su tematiche ambientali, noleggio mountain bikes. tel e fax: 0872 980970 - sito internet: www.majellasieme.com - email: museonatura@alice.it - via Casimiro Gentile, 1 – Sito web: www.museonatura@alice.it
Come raggiungere Fara San Martino: In auto: Provenienti da Bologna: Autostrada A14, Direzione Bari, Uscita Val di Sangro, Direzione Casoli, Uscita Casoli, Indicazione Fara San Martino. Provenienti da Roma: Autostrada A25, Direzione Pescara, Immissione A14, Direzione Bari, Uscita Val di Sangro, Direzione Casoli, Uscita Casoli, Indicazione Fara San Martino. Provenienti da Bari: Autostrada A14, Direzione Bologna, Uscita Val di Sangro, Direzione Casoli, Uscita per Casoli, Indicazione Fara San Martino. Provenienti da Napoli: Autostrada A1, Direzione Roma, uscita Venafro, Verso Isernia, Direzione Vasto, Immissione Autostrada A14, Direzione Bologna, uscita Val di Sangro, Direzione Casoli, Uscita Casoli, Indicazione Fara San Martino. In treno: Con il treno é possibile raggiungere la Stazione Centrale di Pescara da tutte le principali città italiane. In aereo: L' Aeroporto più vicino é il “Liberi” di Pescara collegato con due voli giornalieri con l’Aeroporto Linate di Milano, voli settimanali da/per Londra Stansted, Francoforte Hahn. FONTE SAN MARTINO - L’acqua del paese di Fara San Martino: Inaugurata il 27 novembre 2010, questa FONTE, al centro del paese, provvederà ad erogare acqua microfiltrata fredda, naturale e gassata, costantemente monitorata dal punto di vista igienico-sanitario. Perché prendere l’acqua alla FONTE SAN MARTINO? Perché non ha l’odore del cloro, che è necessario per mantenere le sue qualità nelle lunghe tubazioni dell’acquedotto. Perché è microfiltrata, ossia libera da impurità calcaree che si accumulano nei tubi. Perché è fresca. Perché può essere scelta nella versione liscia o gassata. Perché vi può costare fino a otto volte meno delle marche più note e tre/quattro volte meno di qualsiasi ANONIMA ACQUA disponibile al supermercato ma soprattutto perché con il nostro atteggiamento responsabile potremo contribuire a ridurre la produzione di rifiuti, in questo caso del PET, la conosciuta bottiglia in plastica che contiene la gran parte di acqua che consumiamo nelle nostre case e ancora PERCHÉ È L’ACQUA DI FONTE SAN MARTINO, la nostra acqua, da difendere, diffondere e promuovere con convinzione e orgoglio. A novembre 2011 inaugurata la seconda fontana in piazza Filippo De Cecco, presso il "lavatoio".
Parrocchia: Parrocchia San Remigio a Fara San Martino: La Chiesa, dedicata a S. Remigio, è sede parrocchiale dalla fine del 1500. Quasi in contrapposizione all'austera semplicità della facciata principale, che da sulla Piazza dei Santi, San Remigio ospita al suo interno la più importante collezione di beni artistici ed archeologici presenti a Fara. Nella sagrestia sono osservabili diversi reperti archeologici provenienti dagli scavi presso la Chiesa di San Martino in Valle. Lungo la navata laterale sinistra è posta la pala dell'altare dedicata al santo patrono di Fara, Sant'Antonio di Padova, in cui è riportata una antichissima immagine dello stemma di Fara con mitra e pastorale. La navata laterale destra ospita la pala della "Circoncisione" del pittore Antonio D'Errico (ca. 1580 - 1635) noto a tutti col nome di Tanzio da Varallo. L'opera, olio su tela centinata 240x153 cm., è datata tra il 1612 - 1614. la datazione, attribuita dal Bologna, è convalidata dall'immagine, presente nel dipinto di San Carlo Borromeo canonizzato nel 1610. Nel 1600 Tanzio viene folgorato dalla fede durante le clamorose e ridondanti manifestazioni spirituali nella Roma giubilare di Papa Clemente XVIII. Circoncisione di Gesù. Tanzio da Varallo (foto 2) La spiritualità drammatica delle rappresentanze dei Santi del Tanzio è, però, legata alla tradizione lombarda ed alla fervida tensione realistica eredità lasciategli dal suo maestro del periodo romano, il Caravaggio. Da Roma, dove ha conosciuto oltre al genio caraveggesco innumerevoli artisti d'Europa, Tanzio da Varallo parte per iniziare il suo viaggio itinerante che lo condurrà fino a Napoli, passante la cerimonia della Circoncisione di Gesù. Dal fondo oscuro, sotto una tenda ed una lampada, affiorano sprigionando una luce caraveggesca i personaggi assorti. Una lettura iconografica della rappresentazione sacra permette l'identificazione di altri due eventi (oltre a quello della Circoncisione di Gesù) del Nuovo Testamento: la purificazione della Vergine e la presentazione di Gesù al tempio. I Santi Borromeo e Francesco sono rappresentati al posto dei committenti intenzionalmente occultati, in un secondo momento, dal pittore. Chiesa: Chiesa Santa Maria delle Grazie a Fara San Martino: Al versante sud della Piazza dei Santi, in posizione frontale rispetto alla Parrocchia di san Remigio, è situata la Chiesa dedicata a Maria S.S. delle Grazie. Inizialmente intitolata a San Rocco, protettore della peste, la chiesa risale alla seconda metà del 1500; mentre un suo successivo ampliamento risale al 1700, così come riporta l'iscrizione sul portale. I due altari interni sono dedicati uno alla "Maria S.S. delle Grazie", l'altro a "S.Giuseppe"; mentre San Rocco è rappresentato da una statua in gesso probabilmente del seicento.
Passeggiando per l'Abruzzo siamo stati nel paese di Fara San Martino all’interno del Parco Nazionale della Majella in Abruzzo. Passeggiando per l'Abruzzo, oggi siamo andati alle Gole di San Martino. Il punto di partenza è il paese di Fara San Martino, più famoso per la produzione della pasta che per le gole a dire il vero. Si tratta di un paese molto carino, pulito e ordinato. Addirittura in piazza c'è il distributore di acqua minerale proveniente da una fonte scoperta di recente sotto la montagna (che anche i turisti possono avere acquistando la bottiglia presso il bar). Noi abbiamo lasciato la nostra macchina all'inizio del paese; le gole sono esattamente dalla parte opposta e quindi abbiamo avuto modo di vedere tutto il circondario. Arrivati alla fine dell'abitato inizia una discesa che porta fino all'accesso alle gole. Il primo tratto, si tratta di una cinquantina di metri, è davvero suggestivo. Le pareti di roccia, infatti, sono talmente vicine che, allargando le braccia, si tocca a destra e a sinistra e sono alte e imponenti; c'è luce ma non arriva il sole in questo tratto di percorso che per me è stato davvero emozionante. Subito dopo le pareti si allargano e ci troviamo davanti al convento di San Martino ovvero i resti di un antico convento che solo ora stanno restaurando e portando alla luce. Noi, come sempre, siamo più interessati al percorso naturalistico che alle notazioni archeologiche e quindi, dopo uno sguardo e qualche foto, riprendiamo il nostro percorso. La strada è abbastanza agevole, si alternano punti più ripidi e lunghi pezzi di percorso pianeggiante; quello che non cambia invece è la maestosità del luogo. Le pareti di roccia che ci circondano sono meravigliose e imponenti, la natura è selvaggia ma accogliente. Bellissimo! Dopo pochi minuti di cammino arriviamo al primo fontanile. C'è un tavolino con delle panche in una rientranza della roccia, quasi una grotticina dove è possibile sedere per riposare e mangiare qualcosa. Noi non approfittiamo, siamo partiti solo ora e la sosta non è prevista (se non per far fare un tuffo al nostro compagno a quattro zampe che già soffre un po' il caldo). Proseguiamo quindi per la nostra strada. In effetti fa abbastanza caldo, il fatto di trovarsi in una gola si fa sentire visto che non tira un alito di vento e, ora che siamo al sole, la temperatura sale. Ma niente paura...quando si raggiunge l'ombra tutto cambia e si sta benissimo! Il paesaggio è piuttosto vario, si susseguono tratti rocciosi e scoperti e zone boschive folte e fresche. Ancora un po' di cammino e incontriamo la seconda fonte. Anche qui panche e tavolini, questa volta al fresco del bosco. Ci sono parecchie persone che hanno scelto questo punto come meta della loro passeggiata. Il bello di questo posto infatti, è anche che puoi scegliere quanto far durare la tua passeggiata grazie a degli "obiettivi intermedi". Puoi arrivare alla prima fonte, alla seconda, oppure andare fino a bocca dei valloni (dove siamo stati noi) o ancora proseguire. Puoi addirittura arrivare sul monte Amaro ma devi essere attrezzato. La salita dura nove ore e quindi è necessario pernottare prima di tornare indietro. Comunque noi superiamo anche la seconda fonte (dopo esserci concessi una bella bevuta) e continuiamo ad addentrarci nel bosco. Ci fermiamo spesso a fotografare tutto ciò che ci circonda. Non solo i paesaggi (peraltro bellissimi) ma anche i tantissimi fiori che si trovano da queste parti e le centinaia (si… si, davvero centinaia) di farfalle di tutti i colori che volano intorno a noi, per niente timide. Dopo ancora un po' di cammino arriviamo a Bocca dei Valloni dove troviamo un ennesimo tavolino al quale questa volta ci sediamo per il meritato riposo (e soprattutto perché è l'ora del panino, finalmente!). E' strano trovare un tavolino qui. E' davvero in mezzo al nulla, nel bel mezzo del bosco. Ma che bello il nostro pic-nic qui, fuori dal mondo! Dopo un po' di riposo riprendiamo lo zaino in spalla e torniamo sui nostri passi meditando già di organizzarci, la prossima volta, per andare invece ancora un po' più avanti. Il ritorno è splendido quanto l'andata, ci permette di scoprire cose che in un primo momento ci erano sfuggite e di ammirare scorci che prima erano rimasti dietro alle nostre spalle. Arriviamo in paese stanchi ma felici. Oggi abbiamo camminato per circa 5 ore e mezza. Però! Altre informazioni: percorso trekking di vari livelli, da semplice ad estremamente impegnativo. Le escursioni possibili sono da Fara San Martino fino al Monte Amaro ed il dislivello massimo supera i 2300 mt di quota. Per arrivare al Monte Amaro occorrono 9 ore di cammino. Per arrivare a Bocca dei Valloni occorrono 2,5 ore e la quota raggiunta è di 1050 mt. L'equipaggiamento giusto in montagna nella stagione estiva. Visualizza hotel e ristoranti a Fara San Martino. Visualizza hotel e ristoranti a Casoli. Mappa di Fara San Martino. Trekking in Abruzzo e altre notizie sul Parco Nazionale della Majella.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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