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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Fagnano Alto

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI FAGNANO ALTO (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di FAGNANO ALTO (Aq) (m. 665 s.l.m.)
Coordinate GPS: 42°15′N 13°35′E
     
  CAP: 67020   0862 -  0862.86134 - Da visitare:    
MUNICIPIO DI FAGNANO ALTO 0862.86145   0862.86161       0862.86145 - P. Iva: 00193030665
Raggiungere Fagnano Alto:(Stazione Fagnano (Uscita L'Aquila Est) -Aeroporto d'Abruzzo a 80 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI FAGNANO ALTO (AQ)
Il Castello di Fagnano Alto (Aq) Anticamente il comune ``sparso" di Fagnano Alto dovette essere un pagus vestino e avere diversi voci. Il toponimo Aufeginum, dall'etimo Aufigenate, ci è rivelato dal testo di un'iscrizione, attualmente murata nell'interno della Chiesa di S. Maria della Vittoria a Fontecchio e trascritto da Antonio De Nino alla fine del secolo scorso. Di grande importanza archeologica, una terrazza sostenuta da una muraglia in opus poligonale e le mura poligonali, dette mura alte rinvenute tra Castello ed Opi; le tombe a cripia scoperte a Capo Croce presso Campana con vasi e materiale di bronzo e ferro, un imbalsamario d'argilla, un ampolla di vetro, un olla di argilla e un vaso di bucchero italico; una cella quadrangolare con oggetti in ferro e bronzo, delle lucerne e degli ossi lavorati alle falde della collina S. Vittore; una tomba consistente in un grande sarcofago munito di coperchio e suppellettile funeraria in località Capo la Prata. Da documenti indiretti del XII secolo apprendiamo che la prima comunità di Fagnano era designata col nome di Ofeniano, che nel XIII-XIV secolo compare come Castrum de Ofeniano e da un cantare anonimo aquilano del XV secolo come Fangeanu. Nel XVI secolo la comunità di Fagnano, era formata da 10 villaggi, come si evince dalla trascrizione della seguente epigrafe riportata da M. Accursio: Ripae unius ex decem pagis Fanianis agri Aquilani" (Fagnano, Vallecupa, Campana, Corbellino, Colle, Pedicciano, Frascara, Opi, Castello, Termine e Ripa). Nel 1173 Colle è feudo della famiglia Gentile. Nel 1223 Papa Onorio III conferma la chiesa di S. Pietrocon la giurisdizione dell'Abate di S. Maria a Bominaco. Nel 1231 i tre figli di Rainaldo d'Acquaviva, Gualtieri, Encico e Rainaldo, fanno delle convenzioni con le popolazioni di Valviano e di Ripa. Nel 1311 i Signori di Fagnano vengono citati dal Re a dare il servizio feudale dopo che questa terra era passata al contado dell'Aquila. Nel 1360 a Fagnano risultano le seguenti chiese: S. Maria, che è mensale e collegiata, S. Pietro, S. Nicolò, S. Lucia, S. Massimo, S. Vittorio e S. Donato. Nello stesso anno a Ripa si enumerano: S. Vittorino e S. Giovanni; mentre a Campana ne risultano tre S. Leonardo, S. Giovanni, S. Ozoino. Nel 1448 Antonio d'Amico è Preposto di S. Pietro a Fagnano.Nel 1500 Fagnano e Campana fanno una transazione dei loro territorio. Nel 1508 si concludono le controversie fra Campana e Fagnano. Nel 1513 Campana e Stiffe sono governate da un solo Capitano Subalterno dal Capitano dell'Aquila. Nel 1527, ai tempi di Carlo V, Colle conta 73 fuochi. Nel 1530, in un testamento di Nicola Piccini della Villa di Opi, si rammenta che nella chiesa di S. Pietro dovrà avere sepoltura il clero di Fagnano e di Ripa. Nel 1533 Eleonora Mendozza vende in feudo a Giuseppe Carafa le terre di Fagnano e Campana. Nel 1540 Opi viene menzionato per la presenza di una "Fonte della Regina" e del fiume Nimeo. Nel 1554 la comunità di Rocca di Mezzo e Fagnano concordano la pace, accettando le condizioni poste dal Castellano dell'Aquila e da Giovannangelo Silverio dei Piccolomini sui confini de i loro territori. Nel 1582 Fagnano e Campana, dopo diverse controversie presso la Regia Camera, ottengono di essere riunite al Regio Demanio. Nel 1590 Campana si vende a Giovambattista Palmeris. Nel 1596 Fagnano si rivende ai fratelli Ottavio ed Isabella Vivis dell'Aquila, già baroni di Campana. Nel 1606 i fratelli Ottavio ed Isabella Vivis, già padroni di FagnanO7 ottengono il dominio di Campana. Nel 1639 Nicolò Romanelli, che era diventato erede dei due Vivis, lascia i due feudi di Fagnano e Campana ai figli Ottavio ed Alessandro. Nello stesso anno i figli di Nicolò Romanelli vendono Campana a Giuseppe Palmari. Nel 1642 gli stessi eredi del Romanelli vendono Fagnano ad Antonio Geri Capponi di Amatrice. Nel 1653 i figli di Capponi vendono il fendo di Fagnano a Francesco Alessandri dell'Aquila. Nel 1669 il Castello è ancora feudo di Ottavio Romanelli.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE FAGNANO ALTO (AQ)
Fontana di Campana: La Fontana Chi arriva nella piazza di Campana, frazione di Fagnano Alto nota subito una graziosa fontana: un abbeveratoio ovale poggia su uno zoccolo di pietra; al centro un pilastro quadrangolare, recante la data 1908, è coperto da un cappello in pietra dai bordi sporgenti ed ondulati; su di esso è inserito un fregio in ferro di circa due metri di altezza; ad ogni lato del pilastro compare un mascherone di bronzo ed una coppia di sbarre di ferro va a poggiarsi sul bordo, utili un tempo per sorreggere le conche da riempire di acqua. La fontana non presenta ricercati ornamenti né pregiati lavori architettonici, è un monumento snello e sobrio che ben si adatta al semplice ambiente circostante. Ma se non rappresenta un grande vanto artistico, costituisce invece un’importante testimonianza storica del paese. Progettata dall’ing. Donato Ricci nel 1899 in seguito alle richieste che gli abitanti della frazione avevano inoltrato tre anni prima, fu portata a termine dall’appaltatore E. Leli solo nel 1908. Lungaggini burocratiche, analisi batteriologiche dell’acqua più volte ripetute, richieste di mutuo, aste di appalto, espropri delle terre necessarie per il transito delle tubature, ritardarono l’opera. Tuttavia le braccia, la tenacia e la caparbietà di 38 capo famiglia nei lavori degli scavi, l’impegno e la volontà delle autorità riuscirono a far superare queste difficoltà. Per anni la fontana ha dissetato uomini ed animali, consentito di lavare panni e cereali ma nel tempo si sono più volte verificate frane nella sorgente le Fontanelle, abbassamenti di falde acquifere, infiltrazioni, rottura di conduttura ed oggi, purtroppo, i quattro mascheroni non versano più acqua.
CAMPEGGI FAGNANO ALTO (AQ)
Il Parco regionale naturale del Sirente-Velino è un'area naturale protetta istituita nel 1989, situata in Abruzzo, in provincia dell'Aquila. La Storia del Parco regionale naturale del Sirente-Velino: L'area protetta è stata istituita dalla Regione Abruzzo con la legge regionale n.54 del 13 luglio 1989. Due provvedimenti di riperimetrazione dell'area parco sono stati emanati con leggi regionali n. 23 del 2000 e n. 42 del 2011. L'area protetta copre un territorio di 54.361 ettari. Nel 2016 è stata avanzata la proposta di trasformazione dell'area protetta in un parco nazionale. Il nome Velino deriva dall'antico dialetto marsicano: vel sta per distesa d'acqua, di cui si ha una ricca presenza nella zona, anche grazie alle formazioni di derivazione glaciale presenti nella zona. Il Parco regionale naturale del Sirente-Velino si estende per una superficie di circa 564 km² comprendendo i territori del massiccio del Monte Velino e del Monte Sirente, riuniti sotto la denominazione comune di catena del Sirente-Velino, e dei territori ad essi limitrofi come l'altopiano delle Rocche, i Piani di Pezza e parte della piana di Campo Felice, collegandosi direttamente a nord-ovest con l'adiacente Riserva regionale Montagne della Duchessa in territorio laziale e comprendendo al suo interno l'omonima Riserva naturale del Monte Velino. Comuni che fanno parte del Parco regionale naturale del Sirente-Velino: Acciano, Aielli, Castel di Ieri, Castelvecchio Subequo, Celano, Cerchio, Collarmele, Fagnano Alto, Fontecchio, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, Magliano de' Marsi, Massa d'Albe, Molina Aterno, Ocre, Ovindoli, Pescina, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Secinaro, Tione degli Abruzzi. Come raggiungere il Parco regionale naturale del Sirente-Velino: Le più comoda vie di accesso sono dai comuni di Rocca di Cambio, Celano, Massa d'Albe e Secinaro. È attraversato dalla Strada statale 696 del Parco Regionale Sirente-Velino. Altre attrazioni al Parco regionale naturale del Sirente-Velino: All'interno dell'area protetta sono presenti anche due stazioni sciistiche, quella di Campo Felice e quella di Ovindoli, mete di molti appassionati di sport invernali. Zone di interesse naturalistico e paesaggistico, oltre ai due gruppi montuosi del Velino e del Sirente con le loro cime, sono l'Altopiano delle Rocche, i Piani di Pezza, i Prati del Sirente, la Valle d'Arano e le Gole di Celano.
VILLAGGI TURISTICI FAGNANO ALTO (AQ)
La Flora all’interno del Parco regionale naturale del Sirente-Velino: Nel parco risultano censite 1.926 entità floristiche. Di rilevanza scientifica la flora che annovera specie mai segnalate prima sul massiccio del Velino come la Nigritella rubra widderi, l'Orchis spitzelii e la Peonia officinalis. Va ricordata anche la presenza di relitti della vegetazione di epoca glaciale come: la Saxifraga marginata. Nei boschi prevalgono i faggi e le betulle. La Fauna al Parco regionale naturale del Sirente-Velino: Il lupo appenninico (Canis lupus italicus) è una sottospecie endemica italiana del lupo. È stata accertata la presenza di 216 specie di vertebrati, di 149 uccelli, di 43 mammiferi, di 13 rettili e di 11 anfibi, come da sito ufficiale del parco. Nei boschi il mammifero più interessante presente è sicuramente il gatto selvatico, che si pensava scomparso dalla zona. Un incontro interessante, quanto fortunato è quello con gli orsi marsicani, che ha dato anche qualche problema agli abitanti della zona, viste le non infrequenti visite a pollai e arnie degli agricoltori locali. Alla presenza costante del lupo appenninico si affianca quella della volpe, della lepre, della faina e della donnola. Gli ornitologi possono osservare diverse specie di rapaci, l'aquila reale, il gufo reale, lo sparviero e la poiana, oltre a specie più piccole. È presente da qualche anno anche il grifone in numerosi esemplari.
AFFITTACAMERE FAGNANO ALTO (AQ)
La Comunità montana Sirentina era stata istituita con la Legge Regionale 30 dicembre 1975, n. 67 della Regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. Comprendeva quattordici comuni della Provincia dell'Aquila ed aveva sede nel comune di Secinaro. Dopo la Legge Regionale n. 10 del 27 giugno 2008 hanno fanno parte della Comunità montana Sirentina i seguenti sedici Comuni: Acciano; Castel di Ieri; Castelvecchio Subequo; Fagnano Alto; Fontecchio; Gagliano Aterno; Goriano Sicoli; Molina Aterno; Ocre; Ovindoli; Rocca di Cambio; Rocca di Mezzo; San Benedetto in Perillis; Secinaro; San Demetrio ne' Vestini e Tione degli Abruzzi. La Regione Abruzzo ha abolito la Comunità montana insieme a tutte le altre comunità montane nel 2013. Lista dei borghi della Valle Subequana: Fagnano Alto; Ripa di Fagnano Alto; Termine; Vallecupa; Castello; Opi di Fagnano Alto; Frascara; Pedicciano; Colle; San Pio dell Camere; Fontecchio Alto; Tione degli Abruzzi; Santa Maria del Ponte; San Lorenzo di Beffi; Succiano; Beffi; Roccapreturo; Goriano Valli; Acciano; Secinaro; Molina Aterno; Gagliano Aterno; Castelvecchio Subequo; Castel di Ieri e Goriano Sicoli.
BED & BREAKFAST FAGNANO ALTO (AQ)
La Valle Subequana (Ruris Super Aequor) oltre le terre dei " Paeligni" (da Pelagus) è un vasto territorio prevalentemente collinare (500 m s.l.m.) situato in Abruzzo, in provincia dell'Aquila, solcato dal fiume Aterno all'interno del Parco regionale naturale del Sirente - Velino. Rappresenta di fatto la bassa Valle dell'Aterno. I suoi confini possono essere delimitati da una serie di borghi medievali arroccati sulle montagne che la circondano comprendendo i comuni di Gagliano Aterno e Secinaro a ovest, Fontecchio, Tione degli Abruzzi e Acciano a nord, Fagnano Alto, Molina Aterno, Castelvecchio Subequo a est, Castel di Ieri e Goriano Sicoli a sud; conta sulla presenza di due importanti vette, il monte Sirente (2349 m. s.l.m.) a ovest, che continua con il Mons Imeus e il Monte Urano a sud con il passo di Forca Caruso ad ovest. La valle è collegata alla catena del Velino-Sirente e all'altopiano delle Rocche che vanno a delimitare i confini territoriali a ovest, nord-ovest e sud-ovest, e al di là dei quali inizia il territorio della Marsica, a nord-est oltre la bassa catena montuosa che la delimita si estende la Piana di Navelli, mentre a sud-est, oltre il Monte Urano, è situata la valle Peligna.
CASE PER VACANZA FAGNANO ALTO (AQ)
La Storia della Valle Subequana: La storia della valle è di notevole ricchezza, i ritrovamenti di edifici e monumenti venuti alla luce grazie a numerosi scavi archeologici mostrano come il territorio sia stato teatro di varie vicende sia nell'epoca dei romani che nel Medioevo. Antichità: Una delle ragioni fondamentali per cui si possono trovare tante testimonianze di antiche civiltà è la naturale posizione strategica che caratterizza la valle Subequana: essa si trova infatti in un punto "medio" di passaggio, nel quale transitavano le popolazioni che si spostavano dalle coste del Mar Tirreno a quelle del Mare Adriatico e viceversa, per ragioni soprattutto commerciali, come nel caso del trasporto del sale. Naturale corridoio usato dai Romani anche a fini bellici/espansionistici, confina inoltre con due altri importanti luoghi di passaggio, l'Altopiano di Navelli e la Marsica. Si hanno testimonianze di presenza umana nella zona già dalla preistoria ed i resti di necropoli riportati in superficie ne sono una conferma. La necropoli di Narola/Le Castagne risale ad un insediamento degli antichi "cedici" - (Tribuno romano Marcus Caedicius nel 389 a.C.) stabilitisi in zona Cedicana di Castel di Ieri, mentre, in località "Piè di Franci", si trova il cosiddetto TEMPIO ITALICO - sito archeologico più antico dell'Abruzzo - risalente al VII secolo a.C. Recentissimi scavi - al 16 agosto 2010 - hanno portato alla luce, alla profondità di circa tre metri rispetto alla posizione del tempio, cinque siti sepolcrali dal diametro di tre metri ed uno di metri 5. Il terreno limoso per circa un metro di altezza è sovrastato da uno strato di 20 cm. di ghiaia, quindi circa 40 cm. di terreno limoso su cui giacciono altri strati di terreno ghiaioso. Si attende il rifinanziamento dei lavori di scavo per ultimare la ricerca archeologica. Le popolazioni Peligne e Subequane combatterono acerrime guerre contro i Romani dal 390.a.c. nel 312 a.C. nonché "la guerra sociale" (nell'anno 620 di Roma) nell'89 a.C. - Lega dei popoli Italici contro Roma e la susseguente guerra civile tra "Mario e Silla". I popoli che vivevano nella zona tra il lago di Fucino ed il mare,prima della conquista dei Romani, erano i Vestini, gli Equi, i Marsi, i Peligni ed i Superequani, i quali edificarono insediamenti ancora oggi visibilmente distribuiti lungo la vallata in modo omogeneo. Numerose catacombe e la necropoli in zona Narola/Le Castagne/colle cipolla, al km 146 della Tiburtina Valeria; anfiteatri vennero realizzati quando questi territori divennero" LA IV Regione di Roma" nel 308/303 a.C.- Cives sine suffragio" Molte di queste opere possono essere trovate nell'Altopiano delle Rocche. Publio Ovidio Nasone scrive: «pars me Sulmo tenet Paeligni tertia ruris» (Il territorio di Sulmona, quello di Corfinio e dei Superequani era diviso in tre parti).
APPARTAMENTI PER VACANZA FAGNANO ALTO (AQ)
Castello medievale del borgo di Castello Fognano Alto. Il Medioevo a Fognano Alto: Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente la zona venne conquistata dai Longobardi ed è in questo periodo che iniziarono ad essere costruite roccaforti al fine di una difesa più rafforzata. È nel periodo medioevale che sorsero i più importanti borghi nella valle Subequana, edificati in successione nel periodo intercorrente fra il XIII ed il XVII secolo, rispettivamente sotto le dominazioni degli Svevi e poi degli Angioini ed infine degli Aragona e dei Borbone. Dal XIV secolo in poi l'intera vallata si ritrovò sempre più circondata da una corona di castelli con imponenti mura di difesa ed alte torri di avvistamento, situati in posizioni strategiche nei punti più alti che dominavano l'intero panorama, dai quali era possibile avere un'ottima visuale. Non soltanto le distruzioni da parte delle orde nemiche, ma anche gli eventi sismici che da sempre hanno caratterizzato l'Abruzzo, portarono a ricostruzioni e modifiche sempre nuove. Dal punto di vista religioso, quasi ogni borgo della valle Subequana possiede un proprio luogo di culto; ciò non è dovuto solo alla cura ed all'attenzione all'estetica con cui essi venivano realizzati, ma anche alla presenza di tre personaggi chiave della storia del Cristianesimo che furono di passaggio nel territorio: San Francesco d'Assisi, frate Pietro Angelerio, meglio noto come papa Celestino V, e Sant'Erasmo martire. Numerosi furono i santuari eretti in onore di questi tre personaggi che lasciarono una traccia notevole nelle genti del luogo. È sempre nel periodo medioevale che aumentò il fenomeno della transumanza; essendo anch'essa un punto di passaggio, come del resto tutte le altre terre circostanti, lungo le vie della valle Subequana fu costruito un buon numero di chiese in posizioni isolate dai borghi e poste appunto in punti estremamente vicini agli antichi sentieri, più propriamente detti tratturi e la chiesa voleva essere sia un luogo di preghiera che un luogo di sosta e riposo per tutti i viaggiatori che si trovavano a passare per quelle zone. Ma al contempo non bisogna dimenticare che anche i borghi potevano vantare notevoli strutture religiose edificate nelle loro piazze principali, la chiesa di Pedicciano ne è un chiaro esempio. Tutto questo patrimonio artistico e culturale è ancora oggi visibile ed in condizioni di essere visitato, nonostante i danni che sono stati provocati alle abitazioni dei centri storici dei borghi dal terremoto del 2009, che ha colpito le vicine zone dell'Aquilano. Dopo questo evento i castelli ed i luoghi di culto si trovano tuttora in stato di sicurezza, in attesa dei lavori di ricostruzione.
CASE PER LE FERIE FAGNANO ALTO (AQ)
Turismo e cultura nella Valle Subequana. Una delle indicazioni dell'Ippovia della Valle Subequana: Tutto il patrimonio storico della valle Subequana ha reso possibile un buon sfruttamento dei luoghi a scopo turistico; spesso il territorio è oggetto di interesse da parte di visitatori provenienti da ogni parte del mondo e ciò è dovuto anche alla presenza delle due importanti località sciistiche di Ovindoli e Campo Felice sul limitrofo altopiano delle Rocche. Viene praticato anche il trekking, sui rilievi montuosi, in particolare sui monti Sirente e Velino, e l'equitazione lungo i sentieri della vallata. A tal proposito, l'Ente del Parco Regionale Sirente Velino ha istituito un'ippovia, una rete di sentieri che si diramano lungo tutto il territorio da poter percorrere a piedi e a cavallo. L'Ente ha sede a Rocca di Mezzo. Ogni anno, nel mese di agosto, in occasione della festività aquilana della Perdonanza Celestiniana, si ripercorre l'intero viaggio fatto da papa Celestino V dall'Eremo di Sant'Onofrio al Morrone fino alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio di L'Aquila. Il "Cammino del Perdono" inizia dal Morrone, Sulmona, Pratola Peligna, Raiano, Goriano Sicoli, Castel di Ieri, Acciano quindi verso L'Aquila, dove fu incoronato Papa. Celestino V è stato l'unico che ha rinunciato al "Papato" e fu definito "il gran rifiuto".
COUNTRY HOUSE FAGNANO ALTO (AQ)
Il Ponte Romano a Fagnano Alto (Aq) Il Ponte risale all’epoca dell’imperatore Claudio il quale, oltre alle molteplici opere pubbliche, alle due vie insignite del suo nome, la Claudio Valeria e la Claudio Nova, volle aggiungere “niente meno che” 43 ponti sull’Aterno. Nell’angusta valle di Acciano, sebbene lunga soltanto 11 miglia, ne furono costruiti 12 e questo di Campana è il primo. Posto ai piedi di un ampio piano erboso, dolcemente inclinato, segna la fine della conca aquilana e fa da porta alla valle Subequana. In origine era composto da 4 arcate a tutto sesto e tre taglia acque; era lungo 130 palmi e largo poco meno di 12 tra i parapetti laterali, dei quali, quello a monte, aveva le due estremità spioventi ed alquanto ricurve per meglio ricevere la quantità di acqua che specie d’inverno sboccava. Nella parte sovrastante, a metà ponte, c’erano due edicole affrescate, coperte da un piccolo tetto, “a scampo di piogge e per devozione de’ fedeli.” Fino alla metà dell’ottocento, a distanza di 18 secoli dalla costruzione, esso, come tutti gli altri ponti, mostrava ancora la sua stabilità. Gli antichi lo avevano costruito “ad perpetuitatem”, usando un doppio metodo: con una fluida calcina stringevano tenacemente migliaia e migliaia di sassolini tanto da costituire un solo masso impenetrabile all’acqua e non frantumabile se non con reiterati e violentissimi colpi; davano poi ai macigni di pietra varie ma regolari forme di cubo, parallelepipedo, pentagono, prisma, ancora visibili, che combinavano a secco senza nessun mezzo se non la connessione e ciò non permetteva ai massi di muoversi né di poter essere divelti. La situazione attuale del ponte è molto diversa, i cambiamenti sono notevoli ! Non abbiamo documenti attestanti le modifiche effettuate in epoca medievale e moderna, ma abbiamo precise notizie su particolari rimaneggiamenti che il ponte ha subito nell’agosto del 1869, nel luglio del 1879 e nel settembre del 1881. Alle 4 arcate a tutto sesto ne furono aggiunte altre due: una sull’argine di destra e un’altra su quello di sinistra di m.3,60 ciascuna; la copertura del tetto fu allargata di 2 metri di larghezza e di 1 di altezza sia per il ricovero dei passeggeri sorpresi dalla pioggia sia per facilitare il transito delle vetture cariche dei prodotti della campagna. Nei tempi più vicini a noi del ponte è stata rimaneggiata, in particolare, la parte superiore: le edicole, con i relativi affreschi, sono stati ricoperti dal cemento; il tetto è stato abbattuto per dare la possibilità ad una trebbiatrice di transitare. Quanto alla pavimentazione sono stati utilizzati sampietrini sulla copertura esistente con il conseguente innalzamento del livello della strada ed abbassamento dei parapetti sui quali sono state poi poste delle moderne ringhiere di ferro!! Attualmente il ponte ha perduto, in parte, la sua struttura originaria e la sua sobria bellezza. Di certo non era stato costruito per motivi estetici ma per scopi ben più seri e pratici: testimoniava il progetto di sviluppo della viabilità a cui Roma dette impulso per promuovere contatti economici e culturali nella penisola. Secondo Benedetto Orsatti, il ponte di Campana, anche se non particolarmente bello ed ardito, “era ubicato in una posizione chiave”. La sua importanza era dovuta al fatto che permetteva di allacciare due grandi arterie viarie romane: la Claudio Nova e la via Poplica Campana. La prima, costruita dall’imperatore Claudio nel 47 d.C., partendo da Roma, entrava nel territorio Vestino. Qui, biforcandosi più volte, formava la “Via della media valle dell’Aterno”. Il tracciato che portava a Campana è ancora evidente nei resti di muri campestri lungo la base di colle Prutto; esso, superato il ponte, per una via secondaria tra i boschi, la valle dell’Olmo, si ricongiungeva presso Fruntenias (Fontavignone), con la seconda grande via romana, la Poplica Campana che, dall’Altopiano delle Rocche, portava ad Alba Fucens e di lì in Campania.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' FAGNANO ALTO (AQ)
Prodotti tipici. Il Tartufo di Fagnano Alto: I tartufi sono funghi ipogei (si generano quindi sotto il terreno) sprovvisti di clorofilla e che quindi per sopravvivere hanno bisogno di vivere in simbiosi  ( simbiosi micorrizica ) con un organismo (piante o arbusti ) dal quale trae nutrimento.  Esistono diverse specie di tartufi ma quelle che crescono nella zona del comune di Fagnano Alto ed in quelle limitrofe sono il tartufo nero pregiato ed il tartufo nero estivo. Si presenta in forma globosa più o meno irregolare ed ha dimensioni che vanno dalle misure di un cece a quelle di una grossa arancia. La raccolta è regolamentata da apposite leggi regionali che ne determinano i modi, il periodo e la modalità di raccolta. Unico metodo consentito per la raccolta del tartufo è quello della ricerca con il cane, generalmente di razze selezionate per la ricerca (Lagotto) o di razze adattabili al tipo di lavoro richiesto. La tartuficoltura da coltivazione sperimentale è diventata oramai una pratica comune nelle zone dove questo fungo spontaneamente cresce. In cucina viene utilizzato sia come ingrediente base sia come condimento da aggiungere a fine cottura.
RIFUGI E BIVACCHI A FAGNANO ALTO (AQ)
Prodotti tipici. Lo zafferano di Fagnano Alto:  Lo zafferano, utilizzato per condire i nostri piatti, è lo stimma del fiore di Crocus Sativus che fiorisce in autunno.  La pianta è costituita da un bulbo di un diametro di circa 5 cm e da un fiore di sei petali di colore violetto. La parte nobile del fiore è formata dall'ovario, stilo e stimmi. Dall'ovario si origina un lungo stilo di colore giallo che si divide in 3 lunghi stimmi di colore rosso. Le foglie sono a sezione triangolare e  lunghe da 20 a 30 cm.  Per poter essere utilizzati in cucina gli stimmi vanno disseccati e conservati interi o in polvere. Lo Zafferano di L'Aquila (Crocus Sativus L.) viene coltivato nelle aree dell'Altopiano di Navelli in provincia di L'Aquila e in zone limitrofe principalmente nel comune di Fagnano Alto. La produzione della zona è una produzione di eccellenza ma di quantità relativamente modeste. Per la tutela del prodotto è stato istituito un consorzio che ne protegge l'origine e le caratteristiche da imitazioni di gran lunga scadenti. La raccolta dei bulbi e la successiva messa a dimora avviene generalmente nel mese di agosto per poi fiorire nella fine di ottobre / primi di novembre. Una volta raccolto il fiore nelle prime ore della giornata vanno selezionati gli stimmi, operazione che come per la semina e la raccolta viene effettuata esclusivamente a mano. Per produrre un kg di zafferano necessitano all'incirca 140/150 mila fiori. Dopo aver separato gli stimmi dal resto del fiore si procede all'essiccatura su brace smorzata di quercia o di mandorlo in modo da ridurre la percentuale di umidità a livelli inferiori al 10%, operazione necessaria per consentire la giusta conservazione del prodotto. A questo punto  il prodotto va conservato in un ambiente fresco e buio. Una volta raccolto dal consorzio di tutela il prodotto viene commercializzato in polvere o in fili, stato questo che garantisce un'ulteriore garanzia di genuinità.
Fagnano Alto, piccolo comune (circa 450 abitanti) del Parco Regionale Sirente-Velino, situato nella vallata dell'Aterno, in uno scenario naturale di straordinaria bellezza. Il territorio comunale è suddiviso in minuscole frazioni, poste ad altitudini che vanno dai 567 m. di Campana agli 876 m. dell'antico borgo fortificato di Castello, dove si trovava l'antico castello "Ofanianum", dal quale deriva il nome di Fagnano Alto. Nella suggestiva frazione Ripa, la più popolosa del comune con i suoi quasi 100 abitanti, è da visitare la chiesetta rupestre di San Rocco, ricavata quasi completamente in grotta e situata su un terrazzo naturale dal quale si gode un panorama stupendo. All'interno del piccolo santuario si trovano due altari e alcuni affreschi.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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