Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Dogliola (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Dogliola (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI DOGLIOLA (CH)
 
Ospitalità nel Paese di DOGLIOLA (Ch) (m. 445 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Dogliola: 41°57′N - 14°38′E
     
  CAP: 66050  - 0873 -  0873.956137 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI DOGLIOLA 0873.956147   0873.950030       0873.956147 -  00196380695 
Come raggiungere Dogliola   Aeroporto d'Abruzzo a 92 Km.  Uscita: Montenero di Bisaccia/Vasto Sud/San Salvo 
 
HOTELS ED ALBERGHI DOGLIOLA (CH)
Feste e manifestazioni a Dogliola (Ch) 1º maggio: pellegrinaggio al santuario della Madonna del Carmine a Palmoli. Feste Patronali: 21 giugno: San Luigi e 20 giugno e 16 agosto: San Rocco. La Comunità montana Medio-Vastese (zona T) era stata istituita con la Legge regionale 18 maggio 1976, n. 22 della Regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. È stata soppressa dopo una riduzione delle comunità montane abruzzesi che sono passate da 19 ad 11 nel 2008. Aveva la sede nel comune di Gissi e comprendeva sedici comuni della Provincia di Chieti: Carpineto Sinello, Casalanguida, Cupello, Dogliola, Fresagrandinaria, Furci, Gissi, Guilmi, Lentella, Liscia, Monteodorisio, Palmoli, Roccaspinalveti, San Buono, Scerni e Tufillo.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE DOGLIOLA (CH)
San Luigi Orione. Luigi Orione (Pontecurone, 23 giugno 1872 – Sanremo, 12 marzo 1940) è stato un presbitero italiano, fondatore della Piccola opera della Divina Provvidenza: è stato canonizzato da papa Giovanni Paolo II nel 2004. Nacque da un selciatore di strade e da una contadina analfabeta. Il 14 settembre 1885 entra tra i Francescani di Voghera, ma nel giugno del 1886 ne viene dimesso a causa di una grave malattia per la quale rischia la morte. Il 4 ottobre 1886 diventa allievo nell'oratorio Valdocco di Torino, dove rimane tre anni. Viene notato da Giovanni Bosco che lo annovera tra i suoi prediletti. Il 16 ottobre 1889 entra nel seminario di Tortona, dove gli viene anche affidato il compito di custode in Duomo. Il 2 marzo 1892 inizia l'apostolato per la gioventù. Il 3 luglio 1892 inaugura l'Oratorio san Luigi. A 21 anni, il 15 ottobre 1893 apre nel rione san Bernardino di Tortona un collegio per fanciulli desiderosi di studiare ma poveri di famiglia. Viene ordinato sacerdote il 13 aprile 1895. A partire dal 1899 comincia a raccogliere intorno a sé un primo gruppo di sacerdoti e chierici che andranno a costituire la Piccola Opera della Divina Provvidenza, approvata dal vescovo diocesano nel 1903. Nel 1908 si reca a Messina e Reggio Calabria devastate dal terremoto per partecipare agli aiuti, lì si dedica per tre anni soprattutto alla cura degli orfani, in particolare a Reggio Calabria contribuisce a far nascere il Santuario di Sant'Antonio. Aiuterà in egual modo, mettendo in campo un grandissimo impegno, i superstiti della Marsica colpiti dal Terremoto di Avezzano del 1915, salvando decine e decine di orfani e giovani fanciulle. Nello stesso anno fonda la Congregazione delle Piccole Suore Missionarie della Carità. Nel frattempo, nel 1909, porta al morente Alessandro Fortis, già Primo Ministro e noto massone, la richiesta assistenza spirituale, ma, per non essere fermato dai compagni di partito del Fortis, deve farlo travestito da infermiere, come racconta lo stesso don Orione[2]. Al termine della prima guerra mondiale comincia la fase di espansione dell'opera orionina: fondazione di collegi, di colonie agricole e di opere caritative e assistenziali sia in Italia (Milano, Genova, Roma, Palermo) sia nel mondo (Buenos Aires, san Paolo del Brasile, Santiago del Cile). Invia missionari in Brasile (1913), Argentina e Uruguay (1921), in Palestina (1921), in Polonia (1923), a Rodi (1925), negli Stati Uniti d'America (1934), in Inghilterra (1935), in Albania (1936). Egli stesso, nel 1921-22 e nel 1934-37, si reca in visita missionaria nell'America Latina, in Argentina, Brasile, Cile, Uruguay. Fonda inoltre il santuario di Nostra Signora della Guardia a Tortona (Alessandria) (1931) e quello della Madonna di Caravaggio a Fumo di Corvino San Quirico (Pavia) (1939). Divenne Ascritto Consacrato dell'Istituto della Carità, una forma prevista dal fondatore Antonio Rosmini che dava la possibilità anche ai consacrati di unirsi alla società da lui fondata.Il suo corpo è esposto a Tortona nel santuario da lui innalzato, il santuario di Nostra Signora della Guardia. Beatificato il 26 ottobre 1980 da papa Giovanni Paolo II, è stato proclamato santo dallo stesso Papa il 16 maggio 2004. La memoria liturgica si celebra il 16 maggio. Al santo sono dedicate alcune chiese, tra le quali una Chiesa parrocchiale a Pavia e una chiesa a Venafro. Il miracolo per la canonizzazione: Per la canonizzazione del beato Luigi Orione, la Chiesa cattolica ha ritenuto miracolosa la guarigione di Pierino Penacca, guarito nel 1991 da un tumore maligno. Nel 1990 Pietro Penacca, di 78 anni, abitante a Momperone, in provincia di Alessandria, fu ricoverato all'Ospedale San Raffaele di Milano, dove gli fu diagnosticato un carcinoma ai polmoni. I medici dissero che, a causa dell'età avanzata, non erano consigliabili né un intervento chirurgico né la chemioterapia. I familiari, ai primi di gennaio del 1991, si rivolsero all'intercessione di don Orione e il malato, nel giro di una settimana, guarì completamente. Dopo la guarigione, Penacca è vissuto per altri dodici anni, lavorando nei campi e come falegname. È morto di vecchiaia nel 2001. Il caso, dopo il processo diocesano, durato dal 4 gennaio al 12 marzo 1999, fu sottoposto alla Congregazione per le Cause dei Santi che, il 7 luglio 2003, promulgò il decreto sul miracolo, dichiarando l'inspiegabilità della guarigione, rapida, completa e duratura. Non pubblicò alcun libro ma scrisse moltissimo e dopo la sua morte sono state pubblicate alcune raccolte di suoi appunti, lettere e scritti vari, tra cui: Meditazioni sul vangelo. Dagli scritti e dalla parola, 2004, Ho aperto le braccia e il cuore, Nel nome della divina provvidenza.
CAMPEGGI DOGLIOLA (CH)
San Rocco. Rocco di Montpellier, universalmente noto come san Rocco (Montpellier, 1346/1350 – Voghera, notte tra il 15 e il 16 agosto1376/1379), è stato un pellegrino e taumaturgo francese; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica ed è patrono di numerose città e paesi. È il santo più invocato, dal Medioevo in poi, come protettore dal terribile flagello della peste, e la sua popolarità è tuttora ampiamente diffusa. Il suo patronato si è progressivamente esteso al mondo contadino, agli animali, alle grandi catastrofi come i terremoti, alle epidemie e malattie gravissime; in senso più moderno, è un grande esempio di solidarietà umana e di carità cristiana, nel segno del volontariato. Con il passare dei secoli è divenuto uno dei santi più conosciuti nel continente europeo e oltreoceano, ma è rimasto anche uno dei più misteriosi. La santità di Rocco si sviluppa autonomamente rispetto alla Chiesa, che occupa un posto marginale nella sua esistenza; si parla dunque di "individualismo religioso". Rocco è un laico che riceve una buona istruzione e prosegue con le proprie attitudini. Gli accenni a pratiche sacramentali reperibili nella sua biografia sono assai rari: l'incontro con il papa, che gli concesse l'indulgenza plenaria, grazie alla frequentazione per tre anni di un cardinale che il santo guarì a Roma; le visite di un sacerdote, durante il periodo di prigionia, a cui si confessò e si comunicò. Sebbene i testi agiografici e le immagini di san Rocco non trasmettono un messaggio anticlericale o eretico, altrimenti non avrebbero goduto del successo che registrarono nella cristianità del Quattrocento e Cinquecento, sebbene non ci sia traccia di critiche agli abusi del clero né alcuna allusione alle difficoltà affrontate dall'istituzione ecclesiastica né alla loro insufficienza nel prestare conforto agli appestati tramite la preghiera, quello che caratterizza san Rocco è un percorso puramente individuale e discreto, durante il quale il rapporto con il sovrannaturale lo colloca al di fuori di qualsiasi mediazione clericale e gli assegna il dono divino di guarire gli appestati con il segno della croce e convertire con il suo esempio di carità, povertà e servizio ai malati. Chiese dedicate a san Rocco: Numerose sono le chiese dedicate a san Rocco. Tra quelle italiane più antiche va rilevata innanzitutto la chiesa di San Rocco in Venezia, che risale al 1494 ed è la sede della prima Arciconfraternita dedicata al santo, appositamente costituita per venerarlo e per custodirne le reliquie che tuttora vi si conservano. Anche in Roma presso la chiesa di San Rocco all'Augusteo fu quindi costituita un'omonima Arciconfraternita, attualmente sede dell'Associazione europea amici di san Rocco. A Genova nella chiesa di San Rocco di Vernazza è custodito un frammento osseo del corpo di S. Rocco; la chiesa è parrocchia dal 1897 ma la data di nascita di questa cappella votiva risale al 1468; fu costruita per l'Arciconfraternita di S. Rocco di Vernazza come risulta da un documento del notaio De Cairo datato 29 giugno 1468 custodito nell'Archio Storico di Stato di Genova. La chiesa di San Rocco di Bagolino, risalente al XV secolo, conserva al suo interno un interessante ciclo di affreschi realizzato dal pittore camuno Giovanni Pietro da Cemmo. In Sicilia, a Motta d'Affermo, si trova una grande chiesa dedicata a san Rocco, al suo interno si trovano numerose opere d'arte raccolte dalla fine del Cinquecento ad oggi e rappresenta inoltre uno dei più importanti esempi di architettura religiosa della provincia di Messina. A Bagnaia, in provincia di Viterbo, vi è un tempietto ottagonale sovrastato da un lanternino, che fu eretto nel 1569 e dedicato a san Rocco, protettore di Bagnaia. La chiesa all'interno ha tre altari di cui il maggiore, dedicato al santo, è sormontato da una grande statua di san Rocco in peperino. Attualmente il tempietto è sacrario dei Caduti delle due guerre mondiali, delle vittime civili di guerra e dei caduti in missioni di pace. Santuario di San Rocco a Lioni (AV) distrutto dal terremoto del 23 novembre 1980 e ricostruito. A Locorotondo è patrono dalla fine del settecento dopo San Giorgio martire e si venera nella sua chiesa omonima. Nei giorni di festa viene portato alla Chiesa Madre di San Giorgio dove sta il 16 e 17 agosto e la sera del 17 ritorna nella sua chiesa. A Locorotondo è scuro di faccia. A Noci si festeggia la prima domenica di settembre per non dare fastidio alla festa nella vicina Locorotondo e patrono di Noci con la Madonna della Croce compatrona di Noci. San Rocco fu fatto nel 1775 e si assomiglia a San Cosma di Alberobello. A Dogliola è patrono. A Valenzano è patrono dal oltre 300 anni insieme alla Addolorata. Dal 1 agosto al 15 agosto si fa la "quindicina" e la statua piccola di san rocco si porta nelle case, ospedale, case di riposo. Il 15 si fa anche la Rievocazione Storica del dono. Nei 17 si porta in mattina alla Parrocchia Santa Maria di San Luca. con una messa.
VILLAGGI TURISTICI DOGLIOLA (CH)
Dott. Rocco D'Adamio, Data di Nascita: 12/08/1969 - luogo: Vasto (CH) Data Elezione: 05/06/2016 (nomina: 06/06/2016) Partito: Lista Civica: Dogliola Futura. Categoria Professione: Specialisti in Scienze Giuridiche. Titolo di Studio: Laurea. Assessori: Veruska Di Paolo, Data di Nascita: 21/07/1976 - luogo: Vasto (CH) Data Elezione: 05/06/2016 (nomina: 13/06/2016), Partito: Lista Civica | Dogliola Futura, Categoria Professione: Condizioni non Professionali. Titolo di Studio: Licenza Media Superiore. Arch. Mario Paganelli: Data di Nascita: 07/11/1960 - luogo: Dogliola. Data Elezione: 05/06/2016 (nomina: 13/06/2016) Partito: Lista Civica | Dogliola Futura. Categoria Professione: Impiegati Amministrativi con Mansioni Direttive e di Concetto. Titolo di Studio: Laurea Breve. Consiglieri Comunali: Domenico Italo Caruso, Data di Nascita: 11/02/1968 - luogo: Vasto (CH) Data Elezione: 05/06/2016 (nomina: 06/06/2016) Partito: Lista Civica | Dogliola Futura. Categoria Professione: Condizioni non Professionali. Titolo di Studio: Licenza Media Inferiore. Eleonora Del Nero: Data di Nascita: 19/12/1982 - luogo: Germania, Data Elezione: 05/06/2016 (nomina: 06/06/2016), Partito: Lista Civica; Il Paese Che Vogliamo, Categoria Professione: Condizioni non Professionali, Titolo di Studio: Licenza Media Superiore. Veruska Di Paolo: Data di Nascita: 21/07/1976 - luogo: Vasto (CH), Data Elezione: 05/06/2016 (nomina: 06/06/2016), Partito: Lista Civica | Dogliola Futura, Categoria Professione: Condizioni non Professionali, Titolo di Studio: Licenza Media Superiore. Monia Gabriele: Data di Nascita: 21/08/1972 - luogo: Vasto (CH), Data Elezione: 05/06/2016 (nomina: 06/06/2016), Partito: Lista Civica | Dogliola Futura, Categoria Professione: Condizioni non Professionali, Titolo di Studio: Licenza Media Superiore. Sandra Lavini: Data di Nascita: 17/08/1976 - luogo: Dogliola, Data Elezione: 05/06/2016 (nomina: 06/06/2016), Partito: Lista Civica; Il Paese Che Vogliamo, Categoria Professione: Condizioni non Professionali, Titolo di Studio: Licenza Media Inferiore. Arch. Mario Paganelli: Data di Nascita: 07/11/1960 - luogo: Dogliola, Data Elezione: 05/06/2016 (nomina: 06/06/2016), Partito: Lista Civica | Dogliola Futura, Categoria Professione: Impiegati Amministrativi con Mansioni Direttive e di Concetto, Titolo di Studio: Laurea Breve, Barbara Petrosi: Data di Nascita: 26/02/1979 - luogo: Termoli (CB), Data Elezione: 05/06/2016 (nomina: 06/06/2016), Partito: Lista Civica; Il Paese Che Vogliamo, Categoria Professione: Condizioni non Professionali, Titolo di Studio: Laurea. Pietro Petrosi: Data di Nascita: 03/04/1948 - luogo: Dogliola, Data Elezione: 05/06/2016 (nomina: 06/06/2016), Partito: Lista Civica | Dogliola Futura, Categoria Professione: Condizioni non Professionali, Titolo di Studio: Licenza Elementare. Dott. Antonella Maria Piedigrossi: Data di Nascita: 06/02/1969 - luogo: Vasto (CH), Data Elezione: 05/06/2016 (nomina: 06/06/2016), Partito: Lista Civica | Dogliola Futura, Categoria Professione: Specialisti e Tecnici nelle Scienze della Salute e Addetti a Servizi Sanitari, Titolo di Studio: Laurea. Giuseppe Scafetta: Data di Nascita: 06/02/1966 - luogo: Vasto (CH), Data Elezione: 05/06/2016 (nomina: 06/06/2016), Partito: Lista Civica | Dogliola Futura, Categoria Professione: Artigiani e Operai Specializzati, Titolo di Studio: Licenza Elementare. Consiglieri Supplenti: Francesco Gabriele: Data di Nascita: 26/01/1987 - luogo: Vasto (CH) Data Elezione: 05/06/2016 (nomina: 16/07/2016) - Partito: Lista Civica; Il Paese Che Vogliamo - Categoria Professione: Artigiani e Operai Specializzati, Titolo di Studio: Licenza Media Superiore.
AFFITTACAMERE DOGLIOLA (CH)
Dogliola è un comune della regione Abruzzo, in provincia di Chieti. Secondo l'Istituto Nazionale di Statistiche (Istat) risulta dal censimento dell'anno 2012 (ultimo anno disponibile) che la popolazione di Dogliola è di 367 individui di cui 190 maschi (52%) e 177 femmine (48%). Nel comune di Dogliola vivono 12 stranieri, pari al 3% della popolazione. Nel 2012 sono nati 3 bambini e sono morte 4 persone. Nel medesimo anno il saldo migratorio è stato di -15 individui. Alcuni comuni vicini a Dogliola sono Tufillo (2,9km), Fresagrandinaria (4,7km), Palmoli (6,0km), Montemitro (6,2km) e Lentella (7,6km).
BED & BREAKFAST DOGLIOLA (CH)
20/12/16 16:00 IL 26 DICEMBRE E IL 5 GENNAIO A DOGLIOLA IL PRIMO PRESEPE VIVENTE - ZONALOCALE Zonalocale Il 26 dicembre e il 5 gennaio a Dogliola il primo presepe vivente Zonalocale Per la prima volta a Dogliola l'atmosfera natalizia si arricchirà con il presepe vivente nel caratteristico centro storico del paese. Organizzato dai volontari della parrocchia di Santa Maria delle Grazie, l'appuntamento è per il 26 dicembre. 16/12/16 09:44 A DOGLIOLA LA PRIMA EDIZIONE DEL PRESEPE VIVENTE - ILTRIGNO.NET (COMUNICATI STAMPA) (REGISTRAZIONE) Il Trigno.net (Comunicati Stampa) (Registrazione)A Dogliola la prima edizione del presepe vivente Il Trigno.net (Comunicati Stampa) (Registrazione)Nei giorni 26 dicembre 2016 e 5 gennaio 2017 a partire dalle ore 16.30, le vie di Dogliola si animeranno con un'atmosfera tutta natalizia. Il primo giorno sarà dedicato alla natività di Nostro Signore Gesù e il secondo giorno sarà dedicato alla visita. 14/12/16 09:54 RIVIVE A SAN SALVO L'ANCESTRALE RITO DEL "FUOCO DI SAN TOMMASO" - ZONALOCALE Zonalocale Rivive a San Salvo l'ancestrale rito del "Fuoco di San Tommaso"Zonalocale Sono Le 'Ndòcce di Agnone, Capracotta, Carovilli, Chiauci, Belmonte, Pietrabbondante e Bagnoli, Le Farchie di Montefalcone, Il Prejo di Montemitro e San Felice, La Farchia di Tufillo, Roccavivara e Salcito, il Fuoco Santo di Dogliola, Lu Fuóche. 08/12/16 08:50 AUTOVELOX: I CONTROLLI DI DICEMBRE SULLA FONDOVALLE TRIGNO - L'ECO DELL'ALTO MOLISE E ALTO VASTESE L'Eco dell'Alto Molise e Alto Vastese Autovelox: i controlli di dicembre sulla fondovalle Trigno L'Eco dell'Alto Molise e Alto Vastese«Continuano a disseminare autovelox sul territorio della provincia di Chieti. – spiega il presidente del comitato, Antonio Turdò – Ricordiamo che i Comuni che sono fuori dal Decreto Prefettizio non possono effettuare la contestazione differita.
CASE PER VACANZA DOGLIOLA (CH)
27/11/16 10:47 VENTI INTERRUZIONI DI ENERGIA ELETTRICA NELLA VALLATA DEL TRIGNO, L'ENEL ... - WWW.NOIXVOI24.IT (COMUNICATI STAMPA) (BLOG) www.noixvoi24.it (Comunicati Stampa) (Blog)Venti interruzioni di energia elettrica nella vallata del Trigno, l'Enel ...www.noixvoi24.it (Comunicati Stampa) (Blog)Tredici cabine elettriche private collegate con la Mt (media tensione) del fotovoltaico non sono norma nella vallata del Trigno nel tratto compreso fra San Salvo e Dogliola. E' quanto ha scoperto l'Enel riferendo i risultati al sindaco di ...altro » 22/11/16 08:26 MULTE IN ABRUZZO: DOGLIOLA AL PRIMO POSTO - RETE8 Rete8 Multe in Abruzzo: Dogliola al primo posto Rete8 Multe in Abruzzo: Dogliola al primo posto, per il piccolo centro della Provincia di Chieti il maggiore incasso, quasi 78 mila euro, dalle contravvenzioni nel 2014. Tutta colpa di un autovelox posto nel suo territorio comunale, sulla Fondo Valle Trigno. 19/11/16 08:27 MAXI SCUOLA NEL VASTESE: I SINDACI STIANO SERENI, LA SEDE È GIÀ DECISA - L'ECO DELL'ALTO MOLISE E ALTO VASTESE L'Eco dell'Alto Molise e Alto Vastese Maxi scuola nel Vastese: i sindaci stiano sereni, la sede è già decisa L'Eco dell'Alto Molise e Alto Vastese... territorio e alle sue vocazioni», che andrà a concentrare in un'unica struttura i plessi di Carunchio, Castelguidone, Celenza sul Trigno, San Giovanni Lipioni, Roccaspinalveti, Torrebruna, Dogliola, Palmoli e Tufillo, sta facendo già litigare.
APPARTAMENTI PER VACANZA DOGLIOLA (CH)
18/11/16 17:38 UNA SCUOLA UNICA PER LA VALLATA, MA I SINDACI GIÀ LITIGANO – ZONALOCALE Zonalocale Una scuola unica per la vallata, ma i sindaci già litigano Zonalocale6 milioni di euro per una scuola all'avanguardia nella vallata del Trigno che raggruppi gli alunni di Carunchio, Castelguidone, Celenza sul Trigno, San Giovanni Lipioni, Roccaspinalveti, Torrebruna, Dogliola, Palmoli e Tufillo. È il progetto presentato. 16/11/16 20:24 SEI MILIONI DI EURO PER UNA MAXI SCUOLA NELL'ALTO VASTESE - L'ECO DELL'ALTO MOLISE E ALTO VASTESE L'Eco dell'Alto Molise e Alto Vastese Sei milioni di euro per una maxi scuola nell'Alto Vastese L'Eco dell'Alto Molise e Alto Vastese... vocazioni, che andrà a concentrare in un'unica struttura i plessi di Carunchio, Castelguidone, Celenza sul Trigno, San Giovanni Lipioni, Roccaspinalveti, Torrebruna, Dogliola, Palmoli e Tufillo. L'investimento per la sua realizzazione. 12/10/16 09:06 DOGLIOLA È IL PAESE PIÙ MULTATO D'ABRUZZO: IL COMUNE INCASSA ... - CHIETITODAY Chietitoday Dogliola è il paese più multato d'Abruzzo: il Comune incassa ...Chietitoday Sapevate che Dogliola, 367 anime nel medio vastese, è il comune d'Abruzzo più tartassato dalle multe, conquistandosi il 26esimo gradino fra tutti i comuni d'Italia? Il dato arriva dall'associazione Openpolis, che qualche giorno fa, sul suo blog.
CASE PER LE FERIE DOGLIOLA (CH)
Le 5 specie di Narciso presenti in Italia. Il fiore che annuncia la Primavera. Il Narciso. Storia, utilizzi curiosità del fiore simbolo della bellezza. Nella Valle del Trigno presenti copiose fioriture. Il Narciso è un fiore assai apprezzato per la sua bellezza sin dall’antichità. Il narciso è uno dei primi fiori a sbocciare, annunciando così l’imminente arrivo della Primavera. Parecchie specie, originarie soprattutto del bacino del Mediterraneo, sono ampiamente coltivate come piante ornamentali da tempo immemorabile. Da esse sono state ottenute per ibridazione e selezione numerosissimi ceppi con ampie differenze morfologiche. STORIA E MITOLOGIA DEL NARCISO. Il Narciso era già noto agli antichi Egizi, ai Greci e ai Latini. Il nome, infatti, deriva da narkao= stordire, paralizzare, da cui deriva anche la parola italiana “narcotico”, in riferimento al fatto che il suo forte profumo è capace di stordire. Il Narciso è uno dei fiori più celebrati nella mitologia greca e romana. Per gli antichi Greci, Narciso era un giovinetto figlio del fiume Cefiso e della ninfa Liriope. All’età di quindici anni, bellissimo e ambiguo, era desiderato da giovani e fanciulle, che però lui respingeva perché non ritenuti all’altezza di lui. Ma l’ora del castigo venne quando uno dei suoi tanti innamorati implorò gli dei sperando che si innamorasse anche lui ma che non possedesse chi lo amava. Un giorno, inseguendo un cervo, si specchiò nell’acqua e non riconoscendosi, si invaghi di se stesso; in seguito scoprì la verità struggendosi nell’impossibile amore tanto da desiderare di uscire dal proprio corpo. Finchè, non decidendosi a darsi ad alcun spasimante, in quanto quello che desiderava era in lui, morì di consunzione. Quando le ninfe iniziarono a preparare il feretro e il rogo si accorsero che il corpo del giovinetto era sparito e in sua vece nel posto era sbocciato un fiore con i petali bianchi e giallo al centro. La versione narrata da Ovidio, invece, era ambientata in Beozia nella città di Tespi (v. Narciso).(Fonte: http://www.actaplantarum.org). IL NARCISO NEL VASTESE. Nel vastese, la parte meridionale della provincia di Chieti, il Narciso è un fiore piuttosto comune. Dai primi di febbraio e sino a metà aprile, in buona parte della Valle del Trigno, è presente allo stato spontaneo una delle specie più appariscenti, il Narciso nostrano, detto anche Narciso tazzetta (Narcissus tazetta). Il profumo dei suoi fiori, simile a quello del miele, riempie i campi di aromi inebrianti. Il colore dorato della corolla accende di allegria la campagna, verdeggiante per l’arrivo della Primavera. Nel vastese la specie è presente nei campi coltivati e nei prati lungo la Valle del Trigno e fino alla media collina. E’ particolarmente abbondante tra Cupello, Lentella, Fresagrandinaria e Dogliola. ETIMOLOGIA DIALETTALE. Nel dialetto abruzzese il Narciso dei poeti (Narcissus poeticus) è chiamato campane, fiore camapane, fiore de la Madonne, carufene de muntagne, giunchije, narcise e rosasùca. Il Narciso nostrale (Narcissus tazetta) è chiamato Cipulline, Ire, Zerlanda. Nel vastese il termine dialettale più comune è cipulline, termine che indica molte specie bulbose appartenenti alla famiglia delle Liliacee tra cui, ad esempio, il Lampascione o, appunto, la Cipolla  (Allium caepa). In inglese la specie è chiamata: Paperwhite, Bunch-flowered Narcissus, Joss flower. Purtroppo il Narciso è una delle tante specie a rischio a causa degli “erbicidi”, delle monocolture e…dei pannelli fotovoltaici. Dobbiamo ritenerci fortunati di poter assistere, ad ogni Primavera, a copiose fioriture di questo magnifico e profumato fiore. Abbiamone cura dei luoghi in cui cresce!
COUNTRY HOUSE DOGLIOLA (CH)
LE 5 SPECIE DI NARCISO PRESENTI IN ITALIA. In Italia sono spontanee 5 specie di Narciso, appartenenti alla famiglia delle Amaryllidaceae. Della stessa famiglia fanno parte anche altre interessanti specie quali il Bucaneve (Galanthus nivalis), lo Zafferanastro giallo (Sternbergia lutea), lo Zafferanastro appenninico (Sternbergia colcjiflora) e il Giglio marino (Pancratium maritimum). Numerose sono anche le specie e le varietà coltivate che talvolta possono spontaneizzarsi. Vediamo nel dettaglio descrizioni e caratteristiche delle specie presenti. Narciso nostrale, Narciso tazzetta, Tazzetta (Narcissus tazetta) Narciso nostrano, Valle del Trigno, Dogliola (CH) Habitat e Distribuzione. Prati da 0 a 1400 metri. Fiorisce da aprile a maggio al Sud anche tra dicembre e marzo.Le 2 sottospecie (subsp. tazetta e subsp. bertoloii). La specie nominale è comune nelle praterie umide della Liguria, della Penisola verso Nord fino all’Emilia Romagna, Sicilia e Sardegna. Altrove risulta coltivata e frequentemente subspontaneizzata. In Abruzzo è poco comune (vedi Abruzzo in fiore, Giovanni Galetti, 2008, pag. 792). Nel vastese è comune la specie nominale Narcissus tazetta subsp,. tazetta con lacinie bianche e paracorolla bianca. Sul versante tirrenico è presente, ma rara, la subspecie Narcissus tazetta subsp. bertolonii, avente lacinie giallastre e paracorolla di un giallo più intenso. Le due subspecie ben caratterizzate allo stato puro, sono in realtà collegate da una miriade di forme intermedie. Infatti, il Pignatti elenca circa 22 specie da alcuni autori e a vario titolo considerate come specie, ma che l’autorevole botanico invece ritiene semplici variabilità della subspecie tazzetta: N. canaliculatus, N.neglectus, N.patulus, N. spiralis, N. bicchianus, N. remopollensis, N.spiralis, N. tenorii, N. aschersonii, N. cypri, N. bincae, N. lacticolor, N. unicolor, N. dubius, N. polyanthos, N. seguntiae, N. papyraceus, N. barlae, N. gennarii, N. pannizzianus, N. siculus, N. albulus; altre specie, invece, sono afferibili alla subspecie bertolonii (N. chrysanthus, N. cupularis, N. aureus, N. puccinelli, N. italicus). Descrizione. Altezza 20-70 cm. Bulbo piriforme (3-4 cm) con tuniche brune talvolta allungate ad avvolgere lo scapo, piuttosto robusto. Foglie in numero di 4-6, piane, larghe 1 (2) cm e lungo quanto lo scapo, ottuse. Fiori 3-8 (20) generalmente profumati. Spata membranosa di solito biancastra di 5-6 cm e lacinie lanceolate; paracorolla a forma di tazzina del diametro di 6-8 mm, lunga 3-5 mm; caspula obovoide, coriacea. Semi neri (3 mm). Specie simile. Narciso bifloro (Narcissus biflorus), coltivato per ornamento e subspontaneo in Italia settentrionale e altre località della Penisola.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' DOGLIOLA (CH)
LE 5 SPECIE DI NARCISO PRESENTI IN ITALIA. Narciso trombone (Narcissus pseudonarcissus) Habitat. Coltivato per ornamento spesso in forme a fiore pieno ed inselvatichito negli orti, vigne, campi da 0 a 800 m. Fiorisce tra Marzo e Maggio. Distribuzione. Italia Settentrionale, Centrale e Meridionale fino alla Basilicata. Raro, allo stato spontaneo. Nel vastese alcuni esemplari spontanei sono presenti lungo la Valle del Trigno tra Lentella, Dogliola e Fresagrandinaria. Descrizione. Bulbo ovoide 2-4 cm con tuniche brune; scapo eretto, compresso. Foglie lineari, larghe 7-15 mm, piane lunghe più o meno quanto lo scapo. Fiore unico (raramente 2); spata ialina, membranosa, 4-5 cm; perigonio giallo più o meno intenso, talvolta bianco con tubo di 1,5 cm, lacinie di 3-4 cm e paracorolla tubulosa (2 x 4,5 cm), dentata o arrotolata sul bordo. Altezza 20-40 cm. Specie simili.  La Flora d’Italia di Pignatti fa riferimento ad altre 3 specie simili a questa che risultano coltivate e che si spontaneizzano raramente: il Narciso senza pari (Narcissus incomparabilis); il Narciso odorato (Narcissus odorus) e il Narciso giunchiglia o Giunchiglia di Spagna (Narcissus jonquilla). Narciso selvatico, Narciso dei poeti (Narcissus poeticus): Habitat. Pascoli montani, boscaglie da 600 a 1600 metri. Fiorisce da aprile a maggio. Distribuzione: Alpi Piemontesi, Liguria, Penisola (sui rilievi) fino alla Sila. Comune. In Abruzzo è comune sui principali rilievi montuosi, in particolare sulla Majella. Nel vastese non sono conosciuti popolamenti di questa specie. Descrizione. pianta perenne, alta 20-40 cm; scapo eretto, debolmente schiacciato, all’apice ripiegato-patente; foglie nastriformi, glauche, erette o ripiegate a metà, più corte dello scapo. Spata membranosa biancastra, paracalice verde scuro. Fiore unico; perigonio con tubo di 20 mm e tepali ovali, rivoluti sui bordi; paracorolla imbutiforme corta, giallo-chiara, con margine colorito di rosso.
RIFUGI E BIVACCHI A DOGLIOLA (CH)
LE 5 SPECIE DI NARCISO PRESENTI IN ITALIA. Narcissus radiiflorus. Habitat: prati aridi montani, pendii rupestri, boscaglie  da 300 a 1500 metri. Fiorisce tra aprile e maggio. Distribuzione: Alpi lungo il bordo meridionale, dal Carso Triestino al Piemonte, Colli Euganei, Liguria. Specie localmente comune. Segnalato anche presso Pisa, Umbria a Castelluccio, Napoletano sui monti Lattari, Pollino. In Abruzzo è assente. Descrizione. Bulbo ovoide (1,5 x 2 cm) con guaine ferruginee avvolgenti la base dello scapo, questo bicompresso. Foglie 2-3, più o meno glauche, larghe 4-5 mm, terminanti in una punta biancastra. Fiore unico (diametro 4 cm) spata membranosa biancastra. Perigonio con tubo di 2 cm  lacinie candide ovali (13 x 20-22 mm), acute; paracorolla breve (2-3 mm), diametro 8-9 mm, erosa, gialla alla base e sul bordo di un rosso croceo. Narciso autunnale (Narcissus serotinus). Habitat. Prati aridi sassosi, radure da 0 a 900 metri. Distribuzione. Italia Meridionale, Sicilia, Sardegna, Corsica, Malta, Pantelleria, Arcipelago Toscano; anche sulle coste tirreniche all’Argentario, Orbetello, Ansedonia e in Lazio; dubbia in Molise. Non sono noti popolamenti di questa specie in Abruzzo. Specie rara. Descrizione. Bulbo ovoide o subsferico (1-1,5 cm), con tuniche nerastre prolungate ad avvolgere la base dello scapo, questo gracile, cilindrico. Foglie 1-2, formantisi solo dopo la fioritura, filiformi (diametro 2 mm). Fiore unico (raramente 2); spata di 2-3 cm; perigonio con tubo di 1-2 cm e lacinie candide, lanceolate (4-8 x 10-20 mm), acute, paracorolla giallo-aranciata ridotta ad un anello largo 1-1,5 mm. Curiosità sul narciso di Dogliola: Nel linguaggio dei fiori indica autostima, vanità e incapacità di amare. Infatti,  dalla leggenda di Narciso, il giovane bellissimo innamoratosi della sua immagine, derivano i termini “narciso” e “narcisista”, in riferimento ad una persona troppo innamorata di sé. Gli antichi ammiravano molto il fiore ma,  allo stesso tempo,  lo temevano moltissimo per la sua tossicità, tanto da dedicarlo ad Ecate la regina e guida notturna dei morti che amava stare accanto al sangue versato. Infatti, non tutti sanno che il bulbo del narciso è estremamente tossico. Il bulbo contiene narcissina, un potente alcaloide che agisce sul sistema nervoso e può essere letale anche in dosi minime. Potrebbe essere la causa della morte improvvisa di animali che pascolano nei campi dove abbondano le sue fioriture. Il fiore essiccato viene tutt’ora utilizzato quale sedativo, antispasmodico e antidiarroico e per uso esterno. Da alcune specie di Narciso si ricava anche la Galantamina, utilizzata sotto forma di farmaco per la terapia delle forme di malattia di Alzheimer leggere o moderate, e di altri disturbi della memoria, particolarmente quelli di origine vascolare.
A Dogliola la prima edizione del presepe vivente. Il 26 dicembre e il 5 gennaio per le vie del borgo si vivrà un atmosfera unica. Nei giorni 26 dicembre 2016 e 5 gennaio 2017 a partire dalle ore 16.30, le vie di Dogliola si animeranno con un’atmosfera tutta natalizia. Il primo giorno sarà dedicato alla natività di Nostro Signore Gesù e il secondo giorno sarà dedicato alla visita dei Re Magi alla grotta di Betlemme. In entrambi i giorni le vie del paese saranno animate da antichi mestieri e degustazione di vecchi sapori.
Multe, ecco la classifica dei comuni: Dogliola al primo posto, ultimo Villa Sant’Angelo. L’Aquila. E’ stata pubblicata la classifica dei comuni italiani con il relativo incasso pro capite che arriva dalle multe. Nel 2014, secondo i dati raccolti per tutti i Comuni italiani e diffusi da Openpolis, è Dogliola, in provincia di Chieti, il primo comune abruzzese in cima alla classifica. In un solo anno, il 2014, ha incassato ben 77.720 euro. A gonfiare le casse comunali gli sventurati automobilisti che sono incappati nel leggendario e contestatissimo autovelox sul fondo valle Trigno. Sono state versate nelle casse comunali 212 euro per ogni abitante. Un record che ha assicurato al comune il primo posto tra i 291 comuni dell’Abruzzo.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
Cenni storici: Al confine con la regione Molise, Dogliola si trova sulle rive del fiume Trigno. Dogliola prende il nome dalla parola latina Doliola, che significa piccola botte. I primi riferimenti risalgono al 12 ° secolo, quando la prima volta doliolam (piccola botte) Successivamente passò sotto il dominio dei D'Avalos e, nel 18 ° secolo alla famiglia Marzi. Nel mezzo della valle del Trigno, il paese conserva in parte la sua struttura medievale. Outling Divisioni amministrative: Nessuno. Eventi, Folklore & festa religiosa: 20th- 21 giugno: feste di San Luigi di San Rocco e 24 luglio: festa del Ringraziamento per il raccolto.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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