Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Cupello (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Cupello (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CUPELLO (CH)
 
Ospitalità nel Paese di CUPELLO (Ch) (m. 274 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Cupello: 42°04′N - 14°40′E
     
  CAP: 66051 -  0873 -  0873.317549 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI CUPELLO 0873.316801   0873.318307       0873.316832 -  83000250692 - 00254760697
Come raggiungere Cupello Satzione: Vasto/San Salvo   Aeroporto d'Abruzzo a 69 Km.  Uscita: Casalbordino/Vasto Nord
 
HOTELS ED ALBERGHI CUPELLO (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse a Cupello (Ch) Antico borgo di Cupello: Alcune cronache lo fanno risalire XVI secolo, il cui primo insediamento non risulta essere cinto da mura. I principali palazzi fortificati sono il Palazzo Marchione, che risale al XIX secolo, e il Palazzo Erminio Boschetti con torretta, il cui il primo impianto è del XVIII secolo. Palazzo Marchione. Oggi è sede del municipio. Ha delle coppie di nicchie sulle facciate ove potevano essere inserite delle sculture. Pur non essendo un vero e proprio palazzo di difesa consta sul lato del cortile delle fuciliere e feritoie per la difesa personale. Forse questi elementi erano presenti sulle facciate prima di essere intonacate. Palazzo Erminio Boschetti e Torretta Belvedere. La facciata è settecentesca con partiture a cornice centinata. La copertura della scala a chiocciola ha elementi orientaleggianti. La torretta è la parte più antica del palazzo. Era un elemento difensivo come provano alcune feritoie lungo il lato del terrazzo. Del 1905 è un restauro. Altri palazzi dell'antico borgo: Casa di Cesare e Mario Bellano. È a due piani, mentre il cornicione è a piastrini con figure vegetali. Alcune decorazioni in marmo su cornicione sono in stile liberty. Palazzo Travaglino-Fiore. Risale al XVIII-XIX secolo. Consta di stilemi neoclassici. Ex-Palazzo Chinni ora La Torriera. Risale al XIX-XX secolo la facciata è in laterizio e ciottoli di fiume in stile neoclassico. Palazzo Boschetti Roberto. È sito sulla Via Istonia. Il palazzo è neoclassico così come gli elementi sulle finestre. Altri elementi sono neomedievali. Palazzo Lucarelli. La facciata consta di portone con ante lignee. Risale al XIX secolo. Oltre ai numerosi edifici storici, un'importante testimonianza del passato del paese è costituita dal brancatello, la tipica scalinata esterna delle case antiche.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE CUPELLO (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse a Cupello (Ch) Architetture religiose: Chiesa della Natività di Maria SS.. È sita in Piazza Garibaldi. Il primo impianto risale ad un periodo antecedente al XVI secolo. Anticamente consisteva in una cappella dedicata al Santo patrono, San Rocco, ed era sita all'estremo ovest dell'antico borgo nella piazza anticamente detta dell'Olmo, chiamata così per via del grande albero posto davanti alla chiesa. La facciata è caratterizzata da rotondità dei vari registri, del portale, della finestra e del frontone. Il portale è in pietra scolpita. Il campanile, a pianta quadrata ed edificato in laterizio, è stato restaurato da Giacomo Tornese nel 1830 e mostra ancora i segni dei bombardamenti del 1943. L'interno è ad aula unica con volta a botte con un'unica cappella laterale, dedicata a San Rocco, del quale è presente una pregevole statua lignea policroma. Di particolare interesse sono anche l'antico Battistero in stucco finissimo e l'artistico lampadario posto sotto la cupola. Nell'abside vi è un muro edificato con ciottoli e laterizio. Chiesa della Madonna del Ponte. È anche chiamata “Chiesa vecchia”, con riferimento alla chiesa antica, un tempo situata fuori dal paese. L'edificio precedente era costituito da una costruzione rettangolare senza volta, con attiguo un cimitero e un pozzo. Sulla facciata, di fianco alla porta d'ingresso, era situata una finestrella dalla quale i viandanti potevano guardare la venerata immagine della Madonna. La vecchia chiesa, danneggiata dai bombardamenti del 1943, venne demolita e ricostruita nel 1956 così come appare oggi. La nuova costruzione, anch'essa di forma rettangolare e senza volta, culmina in un grazioso altare nel quale, in una nicchia marmorea, è conservata la statua lignea della Madonna del Ponte. Nella parte esterna del portale, sulla lunetta che sovrasta il portone d'ingresso, è collocato un artistico mosaico fiorentino raffigurante la Natività della Vergine Maria. Chiesa della Madonna della Divina Provvidenza. Si trova in località Montalfano. Nei primi decenni del Novecento, grazie alla migrazione di numerose famiglie dai paesi limitrofi verso le campagne di Montalfano, fu forte l'esigenza di costruire un nuovo luogo di culto. La costruzione della nuova Chiesa iniziò sul finire degli anni Trenta e terminò nel giugno 1955, con l'inaugurazione e la dedicazione alla Madonna della Divina Provvidenza. Attualmente la Chiesa risulta inagibile ed è in attesa di restauro.
CAMPEGGI CUPELLO (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse a Cupello (Ch) Resti archeologici: Località Colle Polercia. Risalgono al VII secolo. Presso un'antica masseria del XVIII-XIX secolo sono tornati alla luce un complesso residenziale con annesse terme di età tardo romana. I reperti constano di varie strutture murarie relativi a locali ad uso abitativo con una struttura con soffitto a volta. L'insediamento era molto esteso. Vi sono, tra l'altro: un vano con volta a botte, un parametro esterno in laterizio e cubilia recentemente trasformato in stalla, verosimilmente si trattava di una cisterna come dimostra l'interno impermeabilizzato con il cocciopesto. Località La Botte. Risalgono all'età tardo-imperiale. Oggi ne restano le fondamenta e parte di un edificio verosimilmente riferibile ad una cisterna di una villa romana che, come per i ruderi precedenti, è realizzato in cocciopesto. La volta a botte è per la maggior parte crollata. La struttura è realizzata in opus incertum misto con l'opus reticolatum. L'edificio è utilizzato per molti secoli. Nel 1966 in questa zona è stata ritrovata una lastra in bronzo risalente al 384 d.C. che cita il latifondista romano Aurelio Evagrio Onorio.
VILLAGGI TURISTICI CUPELLO (CH)
Cultura a Cupello. Cinema: Il borgo di Cupello è stato set cinematografico del regista Riccardo Milani per il film: Auguri professore. Auguri professore è un film diretto dal regista Riccardo Milani. Ambientato nell'inverno del 1996, racconta la storia di un professore di lettere in crisi e della sua classe. La scuola dove è girato il film è il liceo scientifico "Benedetto Croce" di Roma. Trama: Da giovane entusiasta insegnante di lettere nei primi anni settanta, il prof. Lipari si ritrova ad essere una persona senza passione che quasi detesta il suo lavoro. Dopo molti anni ritrova, come collega supplente, la sua ex alunna Luisa conosciuta nei primi anni di insegnamento. Grazie a questo incontro Lipari rivivrà tutti i suoi momenti passati dell'infanzia, della vita da studente e i primi anni da professore in un paesino di montagna. Ciò permetterà al protagonista di entrare in sintonia con la sua classe e, grazie alle parole della sua ex-alunna che lo ringrazia di tutto ciò che le ha insegnato come docente, riscoprirà la passione per il suo lavoro e la voglia di tornare ad essere la persona di una volta. Riconoscimenti: 1998 - David di Donatello; Nomination Migliore regista esordiente a Riccardo Milani; Nomination Miglior attore protagonista a Silvio Orlando; 1998 - Nastro d'argento; Nomination Migliore attore protagonista a Silvio Orlando. Location: Il film è stato girato in parte a Roma per le scene di scuola e in parte nella Marsica, a Cupello (Ch), per le scene della valle e del paese.
AFFITTACAMERE CUPELLO (CH)
AFFITTACAMERE VILLA ISTONIA
Via Ugo Foscolo - 66051 Cupello (Ch)
tel. 0873 568750 - mobile 346 3775329
AFFITTACAMERE VILLA POLERCIA
Contrada Polercia, 4 - 66051 Cupello (Ch)
BED & BREAKFAST CUPELLO (CH)
BED & BREAKFAST FLORINDO
Via Marruccina, 12-14 - 66051 Cupello (Ch)
tel. 0873 317150 / 335 8033128 / 346 1339225 - fax 0873 317150
BED & BREAKFAST TO KUPELLON
Corso Mazzini, 3 - 66051 Cupello (Ch)
tel. 0873 365382 / 333 5270703 - fax 0873 365382
BED & BREAKFAST VECCHIO CASALE
Contrada Bufalara, 1 - 66051 Cupello (Ch)
tel. 0873 342926 / 329 2708243 - fax 0873 344895
CASE PER VACANZA CUPELLO (CH)
CASA PER VACANZA LEMON RESIDENCE
Via Sabauda, 11 - 66051 Cupello (Ch)
tel. 333 6509335
APPARTAMENTI PER VACANZA CUPELLO (CH)
Cultura a Cupello. Cinema: Il borgo di Cupello è stato set cinematografico del regista Riccardo Milani per il film: Il posto dell'anima. Il posto dell'anima è un film del 2003, diretto da Riccardo Milani, girato prevalentemente a Vasto e in altre località della provincia di Chieti in Abruzzo. Trama: Una multinazionale statunitense nel settore degli pneumatici decide di chiudere la filiale italiana a Vasto per tagliare i costi e delocalizzare la produzione. Gli operai iniziano quindi una lotta serrata con iniziative di ogni genere, costellate però da contrasti interni specie tra i responsabili sindacali e che s'insinuano tra le mura domestiche. La comparsa di alcuni gravi casi di malattia, dovuta alle condizioni di lavoro, riporterà i militanti a unirsi. I temi: La situazione precaria degli operai italiani degli inizi del XXI secolo nella cornice di un paesino dell'Abruzzo: Cupello, borgo quasi montano in provincia di Chieti. Sono messi a fuoco gli aspetti più semplici della vita di operai e cittadini il loro provincialismo misto alla forte intensità di passioni e valori che li distingue. Tonino, interpretato da Silvio Orlando è il personaggio maggiormente permeante e filosofico; legato alla contestazione per principio affronta l'incertezza senza retrocedere leale ai compagni e alla verità. Resiste anche a Nina, la fidanzata che ama appassionatamente da diciotto anni, e che lo vuole a Milano, dove si è trasferita per lavoro e che vede nella vita lontano dal paese un miglioramento per entrambi. Nina lo scoraggia anche se la protesta acquista visibilità nazionale, insiste sul fallimento della lotta operaia, condotta senza appoggi, né struttura necessaria per affrontare il muro di gomma della società internazionale. Il tema del diritto a restare nei luoghi di nascita, lavorando, affiora insieme a quello delle morti sul lavoro, del cedimento dell'autorità nazionale di fronte al profitto privato internazionale, con il conseguente deterioramento del territorio e di risorse senza alcuna considerazione del sacrificio della popolazione nel lavoro. Produzione: Il film è stato girato quasi tutto a Vasto, nella località al mare di Punta Penna dove è sito il faro e la fabbrica del film, nella piazza del Duomo di Vasto (scena della pupazza bruciata), e nel paese di Cupello, dove vive il protagonista, con scene anche a Pescasseroli (Parco Nazionale d'Abruzzo), e San Sebastiano dei Marsi. Le scene della valle sono state girate nei dintorni di Schiavi d'Abruzzo, nel Parco Nazionale della Majella. Altre scene sono state girate a Bruxelles. I personaggi: Antonio: non ha una famiglia e vive liberamente la protesta insieme ai compagni, emotivamente coinvolto in ciascuna delle vite dei personaggi principali e delle loro famiglie. Testardo e innamorato di Nina è capace di capace d'iniziativa e coraggio - come nella scena culmine della denuncia alla Car Air negli Stati Uniti - è l'emblema della lotta. La sua morte interviene nel momento della sconfitta del tentativo di salvare la fabbrica dalla chiusura attraverso i tavoli sindacali. Egli esorta i compagni a non arrendersi prima di spirare. Salvatore: il più anziano e sindacalista, rivendica simboli non sempre condivisi dagli altri, è deluso e aggressivo, spesso si sfoga sulla propria famiglia, specialmente con il figlio ventiduenne, il più lontano dal suo universo politico e culturale. Mario: giovane e imperioso è l'operaio giovane, le radici ideologiche della sua partecipazione non sono sostenute dalla lunghezza dell'esperienza comune in lotta. Spinto dalla precarietà tenta diverse strade, e perduto il lavoro in fabbrica si inventa un lavoro indipendente, portando avanti anche il presidio. Nina: personaggio femminile ben delineato, con una sfumatura di rimpianto per l'abbandono del proprio uomo e della conseguente vita familiare, rappresenta l'altra faccia della strozzatura del mondo operaio. Precaria e lavoratrice al nord Italia, oscilla tra rimpianti e disprezzo per il proprio luogo di provenienza. Resta tuttavia fedele ai propri sentimenti e al proprio uomo.
CASE PER LE FERIE CUPELLO (CH)
Persone legate a Cupello (Ch) Nati a Cupello: Luciano Mastronardi (Cupello, 26 ottobre 1882 - Vigevano, 16 settembre 1963), scrittore, insegnante e ispettore scolastico, padre dello scrittore Lucio Mastronardi. Tra le sue opere letterarie si ricordano "L'Abruzzo" e "L'odissea di un ispettore". Nel 1980, gli fu intitolato l'edificio delle scuole elementari. Francesco Di Stefano (Cupello, 10 luglio 1887 - Napoli, 11 maggio 1965), magistrato. Rivestì le funzioni di Consigliere di Corte di Appello a Napoli e di Presidente di Sezione della Corte di Cassazione. Giuseppe Bellano (Cupello, 5 marzo 1891 - Genova, 4 maggio 1969), magistrato. Fu Procuratore Generale della Corte di Appello di Venezia e Presidente di Sezione della Corte di Cassazione. Altre personalità di Cupello: Enrico Mattei, imprenditore e fondatore dell'Eni. Nel 1962 ottenne la cittadinanza onoraria di Cupello, in conseguenza del suo impegno contro la spoliazione del metano rinvenuto a Cupello che avrebbe impoverito ancor di più il territorio del Vastese. Mattei scomparve proprio alla vigilia della consegna della cittadinanza onoraria. Gianni Pittella, politico e vicepresidente vicario del Parlamento Europeo. Il 21 agosto 2009 gli venne conferita la cittadinanza onoraria di Cupello. Manifestazioni ed eventi a Cupello: Primo fine settimana di maggio: sagra del carciofo; 13 giugno: festa di Sant'Antonio da Padova; 16 agosto: festa di San Rocco; 17 agosto: sagra delle ndrocchie (pasta tipica locale); 8 settembre: festa della Madonna del Ponte; Sabato successivo all'8 settembre: festa della Madonna della Divina Provvidenza (in località Montalfano); Prima domenica di ottobre: fiera della Madonna del Rosario. La Comunità montana Medio-Vastese (zona T) era stata istituita con la Legge regionale 18 maggio 1976, n. 22 della Regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. È stata soppressa dopo una riduzione delle comunità montane abruzzesi che sono passate da 19 ad 11 nel 2008. Aveva la sede nel comune di Gissi e comprendeva sedici comuni della Provincia di Chieti: Carpineto Sinello, Casalanguida, Cupello, Dogliola, Fresagrandinaria, Furci, Gissi, Guilmi, Lentella, Liscia, Monteodorisio, Palmoli, Roccaspinalveti, San Buono, Scerni, Tufillo.
COUNTRY HOUSE CUPELLO (CH)
Persone legate a Cupello (Ch) Enrico Mattei (Acqualagna, 29 aprile 1906 – Bascapè, 27 ottobre 1962) è stato un dirigente pubblico, partigiano, politico e imprenditore italiano. Figlio di un carabiniere, fondò una piccola azienda chimica. Durante la seconda guerra mondiale prese parte alla Resistenza, divenendone una figura di primo piano e rappresentandone la componente "bianca" in seno al CLNAI. Nel 1945 fu nominato commissario liquidatore dell'Agip. Disattendendo il mandato, egli ne fece, invece, una multinazionale del petrolio (dal 1952 ENI), protagonista del miracolo economico postbellico. Mattei fece dell'ENI anche un centro d'influenza politica, attraverso la proprietà di media quali il quotidiano il Giorno e finanziamenti ai partiti. Sempre vicino alla sinistra democristiana, morì nel 1962 in un misterioso incidente occorso al suo aereo personale, nei pressi di Bascapè. Nel 2012 una sentenza di un processo collegato, quella sulla scomparsa del giornalista Mauro De Mauro che indagava sul fatto, ha riconosciuto ufficialmente che Mattei fu vittima di un attentato. Il "rinascimento" dell'Agip: Anche sul versante più direttamente politico: il 14 aprile 1947 si pose a capo, insieme a Raffaele Cadorna Jr, della Federazione Italiana Volontari della Libertà, una formazione che si scisse dall'ANPI raccogliendo partigiani di area cattolica e soprattutto anticomunista. Nel 1948 Mattei ebbe il suo successo: a Ripalta, nel cremasco, in seguito a prospezioni, fu scoperto un giacimento di gas naturale. Un inconsueto risultato per un ente che ufficialmente stava per essere liquidato, molto significativo nell'instaurato conflitto con le compagnie d'oltreoceano. E nell'aprile 1948 fu eletto deputato alla Camera nelle fila della Democrazia Cristiana. Dotato di un particolare acume per la gestione della comunicazione e dell'immagine, Mattei seppe dare all'evento un'importanza dosata, nell'attesa di alzare la spada per nuovi successi che attendeva di lì a poco, e questo occorreva anche per sondare le reazioni politiche e per preparare con gradualità i politici a dover rivedere talune posizioni. Dinanzi alle ancora unanimi intenzioni di liquidazione, la scoperta fu presa come un fuoco di paglia che sì, sconcertava, ma che non sarebbe stata in grado di mutare il corso delle decisioni già assunte. Nel giro di un anno, invece, i ritrovamenti di giacimenti di gas da parte di un'Agip ormai galvanizzata dall'energico comandante, da parte di un personale coeso e motivato, in cui la paura dei licenziamenti era stata sostituita dall'aperto entusiasmo, sarebbero ripresi in molte zone della piana del Po e sino al 1952 fu un'escalation di risultati positivi che "costrinsero" il governo ad autorizzare la costruzione di nuove reti di gasdotti che avrebbero lambito le aree periferiche industriali di Milano. Le industrie milanesi ricevevano quindi, direttamente dalle tubazioni, risorse energetiche a basso costo. In realtà, non si trattava di una vera rivoluzione industriale, quantunque Mattei, per la detta abilità comunicativa, ciò volesse far ritenere: l'apporto di gas era proporzionalmente scarso, le tecnologie per il suo utilizzo erano ancora poco diffuse perché potessero esservi economie di scala e i costi per l'ente - malgrado gli artifici - erano pesanti. Ciò nonostante, il "gas di Milano" pregiudicava molte precedenti certezze sui destini dell'ente.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' CUPELLO (CH)
Persone legate a Cupello (Ch) Giovanni Saverio Furio Pittella, detto Gianni (Lauria, 19 novembre 1958), è un politico italiano. Come il padre, l'ex senatore Domenico Pittella, e il fratello Marcello, presidente della Regione Basilicata (18 novembre 2013), si laurea in medicina e chirurgia per poi impegnarsi principalmente in politica; è infatti stato consigliere comunale di Lauria (1979), consigliere e assessore della Regione Basilicata (1980), segretario regionale del Movimento Giovanile Socialista. Membro del Partito Socialista Italiano, al suo scioglimento passa nella Federazione Laburista. Viene eletto alla Camera dei Deputati nell'aprile del 1996, per l'Ulivo, sconfiggendo, nel collegio uninominale di Lauria, il candidato del Polo per le Libertà col 55,6% dei voti contro il 37,3% della coalizione avversaria. Nel 1998 segue la confluenza della Federazione Laburista nei Democratici di Sinistra, di cui diventa membro della Direzione nazionale, nonché responsabile nazionale per gli Italiani nel Mondo. Si dimette da deputato nazionale nel 1999, quando viene eletto deputato al Parlamento europeo. Riconfermato deputato europeo alle elezioni del 2004, è stato eletto all'unanimità presidente della delegazione italiana dei DS nel gruppo del PSE al Parlamento Europeo nel novembre 2006 e ha svolto tale incarico fino alle successive elezioni del 2009. Dal 14 luglio dello stesso anno è vice presidente vicario del Parlamento Europeo, dopo essere stato rieletto per la terza volta con il Partito Democratico nella circoscrizione Italia meridionale, ricevendo 136 455 preferenze. È iscritto al gruppo parlamentare dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici fino al febbraio 2014, quando aderirà, insieme al PD di cui è membro, al gruppo parlamentare del Partito del Socialismo Europeo. Il parlamentare riceve la nomina di vicepresidente vicario al primo turno con un totale di 360 su 684 voti validi, risultando il più votato tra i 14 vicepresidenti; riconfermato alla carica il 18 gennaio 2012 riscuote ancora il maggior consenso con 319 voti di preferenza. Fa parte dei comitati di conciliazione tra Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea. È membro della Commissione per i bilanci, della Commissione per i problemi economici e monetari, della Commissione temporanea sulle sfide e i mezzi finanziari dell'Unione allargata nel periodo 2007-2013, della Delegazione alla commissione parlamentare mista UE–Romania, della Delegazione alla commissione di cooperazione parlamentare UE–Moldavia. Nell'ottobre 2013 si propone come candidato alle primarie del Partito Democratico ma, alla fine, è Matteo Renzi ad essere eletto segretario in quanto Pittella, classificatosi all'ultimo posto, il quarto, con solo il 5,8% di preferenze fra gli iscritti, non è neppure designato a partecipare alla competizione elettorale. Il suo partito successivamente approva in direzione nazionale una deroga che gli consente di candidarsi per la quarta volta al Parlamento Europeo e, uscendo primo dalle elezioni europee del 2014, tra gli eletti del PD nella Circoscrizione Italia meridionale, centrare così l'obiettivo con 234 011 preferenze davanti alla capolista Pina Picierno. Dal 2 luglio 2014 è capogruppo dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D) al Parlamento Europeosubentrando all'austriaco Hannes Swoboda. Pittella, conclusa la breve esperienza di presidente ad interim dell'assemblea parlamentare dopo l'elezione ufficiale e la riconferma di Martin Schulz, è il primo italiano a guidare il gruppo dei socialisti all'Europarlamento. Tra le sue battaglie politiche l'idea di unificare politicamente gli stati membri dell'Unione europea per attuare l'annoso progetto, mai avviato e sul quale ha anche scritto un libro, degli Stati Uniti d'Europa.
RIFUGI E BIVACCHI A CUPELLO (CH)
Persone legate a Cupello (Ch) Antonio di Padova, noto anche come da Padova o da Lisbona (in portoghese António de Lisboa), al secolo Fernando Martins de Bulhões (Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231), è stato un religioso e presbitero portoghese appartenente all'ordine dei frati minori, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946. Da principio canonico regolare a Coimbra dal 1210, poi dal 1220 frate francescano. Viaggiò molto, vivendo prima in Portogallo quindi in Italia e in Francia. Nel 1221 si recò al Capitolo Generale ad Assisi, dove vide e ascoltò di persona san Francesco d'Assisi. Terminato il capitolo, Antonio fu inviato a Montepaolo di Dovadola, nei pressi di Forlì. Fu dotato di grande umiltà, ma anche di grande sapienza e cultura, per le sue valenti doti di predicatore, mostrate per la prima volta proprio a Forlì nel 1222. Antonio fu incaricato dell'insegnamento della teologia e inviato dallo stesso san Francesco a contrastare in Francia la diffusione del movimento dei catari, che la Chiesa di Roma giudica eretico. Fu poi trasferito a Bologna e quindi a Padova. Morì all'età di 36 anni. Rapidamente canonizzato (in meno di un anno) il suo culto è fra i più diffusi del cattolicesimo. La canonizzazione di Antonio di Padova: La Chiesa nella persona del papa Gregorio IX, in considerazione della mole di miracoli attribuitagli, lo canonizzò dopo solo un anno dalla morte. Pio XII, che nel 1946 ha innalzato sant'Antonio tra i Dottori della Chiesa cattolica, gli ha conferito il titolo di Doctor Evangelicus, in quanto nei suoi scritti e nelle prediche che ci sono giunte era solito sostenere le sue affermazioni con citazioni del Vangelo. Gli fu dedicata la grande Basilica di Padova; sia la basilica che Sant'Antonio vengono comunemente chiamati in città "il Santo". La sua data di nascita ci è stata tramandata dalla tradizione, e la sua festa cade il 13 giugno, giorno della sua morte; a Padova, in occasione della ricorrenza, si svolge un'imponente celebrazione con una grande e sentita processione. Fin dal giorno dei funerali la tomba di Antonio divenne meta di pellegrinaggi che durarono per giorni. Devoti di ogni condizione sociale sfilavano davanti alla sua tomba toccando il sarcofago e chiedendo miracoli, grazie e guarigioni. A causa della folla le autorità decisero di disciplinare il flusso e tutta Padova – si legge nell'Assidua –«nei giorni prefissati veniva in processione a piedi nudi», anche di notte. In quel periodo furono attribuiti alla sua intercessione molti miracoli e, «a furor di popolo», il vescovo e il podestà li sottoposero al giudizio del Papa. Papa Gregorio IX, che conosceva Antonio, avendo assistito alle sue prediche, accolse gli ambasciatori padovani e nominò una commissione di periti, presieduta dal vescovo di Padova, per raccogliere le testimonianze e le prove documentarie utili al processo di canonizzazione. Secondo l'Assidua la commissione fu sommersa a Padova «da una gran folla, accorsa per deporre con le prove della verità, di essere stata liberata da svariate sciagure grazie ai meriti gloriosi del beato Antonio». Il Vescovo ascoltò «le deposizioni confermate con giuramento», mise per iscritto i «miracoli» approvati e promosse le indagini necessarie. Completato l'esame diocesano, inviò al Papa una seconda delegazione. A Roma l'istruttoria fu assegnata al cardinale Giovanni d'Abbeville, che in pochi mesi esaurì il compito assegnatogli. Fu Gregorio IX stesso che pose fine al processo quando tagliò ogni ritrosia rimasta fissando al 30 maggio, festa di Pentecoste, la cerimonia ufficiale di canonizzazione e che inviò per questo una Bolla ai fedeli e al podestà di Padova. Nel Duomo di Spoleto, Gregorio IX ascoltò la lettura dei cinquantatré miracoli approvati e, dopo il canto del Te Deum, proclamò solennemente e ufficialmente santo frate Antonio, fissandone la festa liturgica nel giorno anniversario della sua nascita in cielo, il 13 giugno. I fedeli poterono festeggiare Antonio come santo esattamente un anno dopo la sua morte. Completato dopo soli 352 giorni, il suo processo di canonizzazione è da sempre considerato il più veloce della storia della Chiesa Cattolica (più veloce di soli due giorni rispetto a quello di Pietro da Verona, avvenuto dopo soli 354 giorni dalla morte del domenicano e quindi il secondo processo di canonizzazione più veloce della Chiesa Cattolica). Per l'afflusso di pellegrini che affluiva a Padova sulla tomba, si iniziò la costruzione di una chiesa più capiente che fu terminata nel 1240. Nel 1263 il Ministro Generale dei francescani, Bonaventura da Bagnoregio, fece traslare la salma di Antonio di Padova nella nuova basilica. Si narra che durante l'ispezione prima del trasporto dei resti mortali, sarebbe stata rinvenuta la lingua intatta e rosea come fosse viva. Ogni anno, ancora oggi, i frati Antoniani in Padova ricordano quel ritrovamento. Ancora oggi sono milioni le persone che annualmente visitano la sua tomba nella Basilica di Padova, e la maggior parte di queste persone porta nell'animo una profonda venerazione per questo grande frate francescano.
Festiva del Carciofo a Cupello (Ch) Dal 22 al 25 Aprile 2016, Cupello ospiterà il "Festival del carciofo", un galà all’insegna del sapore per celebrare il simbolo della nostra terra: il Carciofo Mazzaferrata. Convegni, stand gastronomici, musica e spettacoli trasformeranno l’evento in un piacevole viaggio alla scoperta di questa nostrana delizia verde. Preparatevi al gusto. Il Carciofo di Cupello: II carciofo di Cupello è uno dei prodotti più rappresentativi del territorio ed ha una storia ed una tradizione antichissime. Era conosciuto già nell'epoca greco-romana. A partire dal XV secolo si hanno notizie più certe della sua coltivazione a Cupello e consumo in Italia. Si dice che Caterina de' Medici ne fosse ghiottissima. Un prezioso documento, il diario di viaggio del padre domenicano Serafino Razzi (Viaggi in Abruzzo, 1575) testimonia la presenza del carciofo nel Vastese. Spostandosi da Vasto a Punta Penna, descrivendo i luoghi attraversati, annota: "Dopo inchinando già il sole, lasciammo il mare, per boschi di olivi, e tra fiori di ginestre e pendici di carciofi selvatici salendo, ce ne ritornammo al convento con alquanti gamberi e granchi presi". I carciofi di cui parla erano selvatici, ma poco importa, perché l'annotazione del Razzi, conferma già secoli fa l'esistenza nella zona di un ambiente particolarmente favorevole alla coltura del carciofo che ne determinò successivamente la diffusione negli orti familiari. Nel XVIII secolo, sul mercato di Lanciano era possibile acquistarli. Nel corso dei secoli successivi la coltura dei carciofi di Cupello non ha conosciuto interruzioni, anche se per il passaggio dall'autoconsumo ad una coltivazione razionale bisogna aspettare la fine degli anni Cinquanta. Nel 1961, a Cupello, fu costituita la cooperativa San Rocco, leader nella produzione e commercializzazione di questo prodotto che ha ottenuto il marchio collettivo comunitario. All'azione dei produttori, si è poi aggiunta quella dell'amministrazione comunale che sta investendo molto sulla tipicità. Titolare del marchio è la Camera di commercio di Chieti, prima in Abruzzo e forse anche in Italia nel settore agroalimentare a tutelare, promuovere e valorizzare i prodotti tipici. Dopo la ventricina del Vastese, anche per il gustoso ortaggio ci sono garanzie sull'origine, la natura e la qualità. Il carciofo di Cupello è della varietà Cynara scolymus L. spp. e l'ecotipo locale è di derivazione del Campagnano, varietà Carciofo Romano o Romanesco, a ciclo tardivo, con maturazione a marzo-aprile, a seconda dell'andamento climatico del periodo. Il disciplinare di produzione è assai rigido e, se da un lato tutela i produttori dall'utilizzo improprio del nome carciofo di Cupello, dall'altro garantisce anche il consumatore che acquista un prodotto controllato lungo tutta la filiera, secondo i principi della tracciabilità. Il disciplinare di produzione, però, prevede anche che la zona di appartenenza debba essere quella del territorio di Cupello e dei comuni limitrofi di Furci, Lentella, Monteodorisio San Salvo e Vasto. È necessario, inoltre, che sia coltivato in terreni profondi, freschi, ben drenati. Prima di essere immesso in commercio deve avere colore verde di fondo con sfumature più o meno intense di violetto, forma tondeggiante e il caratteristico foro all'apice.
Il tratturo Lanciano-Cupello è tra i tratturi riportati nella Carta dei tratturi, tratturelli, bracci e riposi del Commissariato per la reintegra dei tratturi di Foggia, anche se figura tra quelli non reintegrati. Geografia: Il tracciato del tratturo è interamente contenuto all'interno della Provincia di Chieti. Percorso - I territori comunali attraversati dal tratturo sono: Abruzzo; Provincia di Chieti: Lanciano, Castel Frentano, Mozzagrogna, Paglieta, Casalbordino, Atessa, Pollutri, Scerni, Monteodorisio, Cupello Monumenti e luoghi d'interesse nel tratturo Lanciano-Cupello: Costa dei Trabocchi, Cattedrale della Madonna del Ponte, Chiesa di Santa Maria Maggiore (Lanciano), Santuario del Miracolo Eucaristico (Lanciano), Torri Montanare, Chiesa di Santo Stefano protomartire (Castel Frentano), Chiesa di San Salvatore (Casalbordino), Borgo fortificato (Casalbordino), Santuario della Madonna dei Miracoli (Casalbordino), Abbazia di San Giovanni in Venere, Abbazia di Santo Stefano in Rivomaris, Cimitero britannico (Torino di Sangro), Duomo di Atessa , Chiesa di San Michele (Atessa), Chiesa di Santa Croce (Atessa), Convento di San Pasquale (Atessa), Borgo fortificato di Monteodorisio e Castello di Monteodorisio.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
Origine del Nome Cupello: Sull’origine del toponimo Cupello si possono avanzare diverse ipotesi. L’etimologia più attendibile è quella che fa derivare il nome da una collina dove si costruivano le “cuppelle” di terracotta, tegole che servivano per ricoprire le capanne. Altri studiosi locali fanno risalire il toponimo al greco“TO KUPELLON” = coppa, tazza, oppure al latino “CAPELLA” = capretta. Secondo la tradizione orale, il termine Cupello, nella forma dialettale “Lu Cupello” è da ricollegare al latino (in) luc (um) pell (ere) = spingere nel bosco, in riferimento all’invasione dei turchi che spinsero nei nostri boschi il nucleo primigenio. Un’altra ipotesi a sfondo religioso, mette in relazione Cupello con il vocabolo “cappella”, alludendo all’antica cappella di San Rocco, nucleo e centro vitale del paese. E’ da sottolineare infine, che nella Galleria delle Carte Geografiche dei Musei Vaticani, Cupello è denominato “Copola”. Il toponimo viene riportato in un affresco del pittore Antonio Danti (XVI sec.), opera realizzata su indicazioni del fratello, il domenicano Ignazio Danti.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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