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Dormire a Cugnoli

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GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CUGNOLI (PE)
 
La storia di Cugnoli (Pe). Nell'intimazione fatta dal Re Carlo I d'Angiò nel 1279 a tutti i feudatari per mezzo del regio Giustiziere d'Abruzzo, Guglielmo Brunelle Milite, per la somma della tassa annuale e del servizio, che erano tenuti a pagare al Re, troviamo Cugnoli, tenuta per un terzo da Bartolomeo di Cusano e per un altro terzo da Tomaso di Cretano ed in altro punto dello stesso notamente troviamo Cugnoli e Fabrica (località non ben determinata, ma che è nominata assai spesso insieme con Cugnoli e con Ripalta), tenute da Guglielmo di Letto per intero e la sola Fabrica per metà. Nella stessa intimazione, vicino al nome di Cugnoli, è citato Andravano, posseduto da Bernardo di Torre, feudatario di Salle, e da suo nipote Berardo: evidentemente è la località di Cugnoli chiamata ora in dialetto Andravene. Nel 1316, morto Berardo di Letto, gli successe il fratello Guglielmo nella Signoria di Fabrica, Petranico, Ripalta e di Cangiali!, denominazione che l'Antinori ritiene debba essere Cugnoli, data anche la vicinanza con gli altri paesi e castelli nominati. Nel 1322 troviamo che la metà di Cugnoli apparteneva a Riccardo, Corrado e Rinaldo figlio di Gualtiero della potente famiglia degli Acquaviva di Atri e di S. Valentino, e nel 1324 Riccardo, feudatario anche di Capestrano, soffrì delle « turbazioni » nel possesso di Tocco e di Cugnoli, che erano stati feudi di Ceccarella d'Acquaviva. All'inizio del secolo XV (verso il 1417) Polissena di Letto concesse a sua cognata Rosana dei Melatino, moglie di Benedetto Profeta di Chieti, l'usufrutto del Castello di Cugnoli. Francesco, figlio di Agamennone Riccardo, — che per essersi ribellato al Re Ferdinando I d'Aragona ebbe nel 1449 confiscato tutti i suoi beni, — divenuto vedovo di Antonia, figlia di Cerrone di Letto, sposò una donna appartenente alla famiglia degli Acquaviva e possedeva fra altri paesi Vestea, Cugnolo, Vicolo ed il Castello disabitato dell'Andravano, che abbiamo già nominato, per averli avuti in concessione dal Duca di Calabria, vicario del Re, dopo che quei castelli, erano stati tolti a Carlo Pagano, dichiarato ribelle. Non è chiaro se Francesco in seguito anche egli sia stato dichiarato ribelle per aver aderito al partito del Re angioino ed abbia perduto i suoi feudi, perché troviamo che vennero in possesso della Città di Chieti. Nel 1580 fu concesso ai Frati Minori del terz'ordine non si sa se l'intero paese di Cugnoli o soltanto, come è più probabile, la sua parte situata presso la Chiesa di S. Maria degli Angeli; questo beneficio fu soppresso ai tempi di Papa Innocenzo X (1644-55). All'inizio del secolo XVII Cugnoli apparteneva, come si è detto, alla Città di Chieti, che la vendette a Enrico Orsio ed al fratello Abate Giovanni Domenico, internunzio a Roma del Re di Polonia ma, essendo i due fratelli venuti in lite col Viceré di Napoli, don Ramiro Felipe Nunez de Guzman, Duca di Mediila Las Torres (1637-43), questi inviò la sua compagnia di lance a punire Cugnoli, Filetto e S. Martino con l'ordine che questi militari dovessero essere mantenuti a spese dei due fratelli. La Città di Chieti, inoltre, pretese di ricomprare i detti castelli, che aveva venduto con diritto di riscatto e il Viceré aderì alla richiesta di Chieti, che ne fece una vendita fittizia alla Marchesana di Pescara. Questo acquisto costò ben poco alla Marchesana, perché subito rivendette Cugnoli, che era uno di quei castelli, a Valerio Valignani, mentre gli altri rimasero di proprietà di Chieti.
Ospitalità nel Paese di CUGNOLI (Pe) (m.  s.l.m.)
     
  CAP: 65020  - 085 -  085.8576113 --- Da visitare:    
 MUNICIPIO DEL COMUNE DI CUGNOLI 085.8576131 -  085.76722 -    08576131 (interno 4) - P.IVA 00199110685
 Raggiungere Cugnoli: (Satzione Scafa/S.Valentino-Caramanico  (Uscita Scafa/Alanno) Aeroporto d'Abruzzo a 30 Km.
 
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La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel territorio abruzzese, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.

L’Abruzzo si trova all’incirca al centro della penisola italiana, ad una latitudine corrispondente a quella del medio e basso Lazio, con il quale confina ad occidente. A Nord i confini della Regione toccano le Marche, ad Est il mare Adriatico, a Sud e Sud-Est il Molise. Copre una superficie di 10.794 Kmq ripartita in quattro province: L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, con una popolazione vicina al milione e trecentomila.
La fisionomia della Regione è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare.
L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con il Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875, opera grandiosa, che peraltro era stata più volte program-mata fin dall’epoca dell’impero Romano.
Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale.
L’Abruzzo marittimo si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera so-stanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari.
Le stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roselo degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chietino, Fossacesia e Vasto.
I centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150.
Di grande interesse turistico, sportivo e climatico i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e Bomba.
Una nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di fauna.
Nel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.

 
 
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