Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Crecchio (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Crecchio (Ch)

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GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CRECCHIO (CH)
 
Ospitalità nel Paese di CRECCHIO (Ch) (m. 209 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Crecchio - Lat.:  42° 17' 24'' Nord - Long.: 14° 19' 24'' Est
     
  CAP: 66014 -  0871 -  0871.941664 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI CRECCHIO 0871.41661   085.941665       085.941661 -  82001730694
Come raggiungere Crecchio Satzione: Ortona   Aeroporto d'Abruzzo a 32 Km.  Uscita: Ortona
 
HOTELS ED ALBERGHI CRECCHIO (CH)
La quasi totalità del territorio comunale di Crecchio (Ch) presenta strati di ciottolame poligenico con lenti di sabbie giallastre e argille grigio-verdognole, originari del Pleistocene Marino. Lungo le valli dell'Arielli e del torrente S. Giorgio sono presenti ghiaie, sabbie, limi torrentizi e fluviali risalenti all'Olocene. La valle del Moro è caratterizzata da depositi di sabbie e arenarie giallastre di origine Pleistocenica; diffusi risultano detriti di falda, coperture detritico-colluviali del Pleistocene medio superiore – Olocene, depositi alluvionali e deltizi attuali. Il territorio, nella sua parte centrale e sud-orientale, è inoltre attraversato da alcuni terrazzi morfologici che separano le zone sabbiose da quelle di materiale più grossolano. Idrografia del territorio di Crecchio (Ch): La strada provinciale Marrucina divide per la sua intera lunghezza il territorio comunale in due aree idrografiche differenti: una parte settentrionale appartenente al Bacino dell'Arielli (14,10 km²) ed una parte meridionale inclusa nel Bacino del Moro (3,39 km²). Una striscia sottile, al confine con il comune di Ortona, appartiene invece al bacino del Fosso Riccio (1,87 km²). I principali corsi d'acqua che attraversano il territorio del comune sono: Fiume Arielli: nasce a circa 390 m s.l.m. poco a monte dall'abitato di Malverno (comune di Orsogna). L'asta principale ha una lunghezza di poco più di 18 km sfociando nel mare Adriatico a sud della stazione di Tollo. Il bacino si estende per 41 km² ed è compreso tra quello del Foro a Nord e quello del Moro a Sud. In prossimità del centro storico di Crecchio la valle diviene stretta e profonda, con una notevole copertura boschiva. Per un breve tratto funge da confine tra Crecchio e Canosa Sannita. Fiume Moro: nasce a 5 km a nord dell'abitato di Orsogna a quota 590 m s.l.m. e presenta una lunghezza di circa 23 km. Rimane compreso tra i bacini dell'Arielli a nord e del Feltrino a sud e si sviluppa in un'area complessiva 73 km². Rappresenta il confine tra Crecchio e Frisa. Torrente Rifago : nasce vicino Arielli a 304 m s.l.m. e, dopo un tratto circa 5 km, confluisce nell'Arielli (140 m s.l.m.) poco a più a nord di Crecchio. La valle presenta una folta vegetazione nei pressi del colle di Crecchio. Torrente S. Giorgio: scorre interamente in territorio comunale. Nasce nei pressi della stazione di Crecchio a 274 m s.l.m. e, dopo aver ricevuto il contributo di alcuni fossi, si immette nell'Arielli in località Parco dei Mulini (148 m s.l.m.) Ha una lunghezza di poco superiore ai 5 km. Torrente S. Onofrio: nasce in località Portone (221 m s.l.m.), al confine tra Crecchio e Canosa Sannita. Dopo aver percorso quasi 6 km si unisce all'Arielli nei pressi della località Collesecco (68 m s.l.m.), nel comune di Tollo. Il torrente segnala il confine tra Crecchio e i comuni di Canosa e Tollo. Flora e fauna nel territorio di Crecchio (Ch): Il territorio, intensamente coltivato, presenta una copertura boschiva varia e frammentata; in particolare i luoghi in cui la vegetazione appare più rigogliosa, sono i valloni scavati dai torrenti locali, e formanti il sistema, tipico della collina abruzzese, delle cosiddette “valli a pettine”. In queste zone dove affiorano strati di travertino, predominano specie vegetali riparie quali il carpino nero, l'orniello, il nocciolo ed in particolare l'alloro. Vicino ai corsi d'acqua, dove è facilmente avvistabile il granchio di fiume, sono diffuse varie specie di salice e di pioppo. Ai margini della macchia mediterranea è possibile notare alcune specie che afferiscono alle garighe come l'ampelodesmo e i cisti, mentre nelle zone meno asciutte è presente la canna di Plinio. Rilevante è anche la presenza della robinia che, inizialmente introdotta dall'uomo, si è poi diffusa spontaneamente. Sui colli la vegetazione è costituita soprattutto dalla roverella, a cui si accompagno sorbi, aceri, olmi, carpini e lecci. Tra i lembi boschivi è facile imbattersi nel ciclamino primaverile, la primula, il garofano, la campanula e l'anemone dell'Appennino; rara invece è la presenza dell'orchidea selvatica. I nuclei forestali rappresentano anche un importantissimo rifugio ed habitat per molte specie faunistiche. Tra l'avifauna si segnala la presenza di due specie di rapaci: la poiana e lo sparviero; comuni sono anche lo scricciolo, il merlo, il picchio rosso e verde; è facile imbattersi in cinciallegre, fringuelli, tordi, usignoli, upupe, tortore e cuculi. Tra i mammiferi è possibile trovare i classici abitanti del sottobosco: la faina, il tasso, la donnola, la volpe e puzzola, insieme ad altri piccoli roditori del bosco. Il clima a Crecchio (Ch): La presenza del massiccio della Maiella arresta parzialmente i venti occidentali, umidi e temperati dall'atlantico; di conseguenza il territorio è particolarmente soggetto ai venti orientali, compresi quelli continentali provenienti da NNE freschi e asciutti (accompagnati talvolta da notevoli precipitazioni nevose) e quelli marini provenienti da SSE molto caldi ed a elevato contenuto di umidità. Il clima di Crecchio può essere pertanto considerato come temperato mediterraneo, con inverni spesso rigidi ed estati abbastanza calde. Le precipitazioni sono concentrate soprattutto in primavera ed in autunno.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE CRECCHIO (CH)
La Storia del paese di Crecchio (Ch): La tradizione vuole che in antichità gli abitanti di Crecchio fossero stanziati nella frazione di S. Maria Cardetola, a poca distanza dall'attuale centro abitato. Sporadici ritrovamenti, fra cui quello di una dea madre riferibile al paleolitico superiore, frammenti di ossidiana e selci lavorate, confermano la presenza dell'uomo sulle colline di Crecchio fin dall'epoca preistorica. I rinvenimenti di fondi di capanne dell'età del ferro, attestano inoltre una discreta produzione ceramica intorno al IX secolo a.C. Nel 1846 lo studioso e archeologo lancianese A. Carabba, rinvenne a S. Maria in Cardetola, un'epigrafe italica del VI secolo a.C. (conservata nel Museo Nazionale di Napoli) nella quale – secondo recenti interpretazioni – vi è il primo riferimento a Crecchio, chiamato in epoca arcaica Ok(r)ikam; il ritrovamento di alcuni corredi funerari di origine Frentana fanno ipotizzare che il paese sia stato una loro roccaforte a guardia del confine con i Marrucini o dei tratturi che passavano nelle vicinanze. Divenuto municipio romano, il nome si trasformò in Ocriculum, e l'intero territorio fu diviso in grandi ville rustiche (aziende agricole) vocate alla coltivazione di cereali, vite ed ulivi. Le attuali frazioni e contrade sono ubicate proprio in prossimità di quelle ville. Degli antichi insediamenti rimangono oggi solo i resti della Villa di Vassarella-Casino Vezzani, riportata alla luce durante gli scavi eseguiti tra il 1988 e il 1991 dalla Soprintendenza Archeologica d'Abruzzo, in collaborazione con l'Archeoclub d'Italia di Crecchio. Le ville rimasero attive fino al VI-VII secolo d.C. esportando vino ed olio grazie al vicino porto di Ortona. Dopo le devastazioni della guerra greco-gotica (535-553 d.C.), molti villaggi furono abbandonati e gli abitanti si insediarono nel colle ove sorge l'attuale centro storico. In un'epoca di invasioni e scorrerie esso era il luogo meglio difendibile, grazie alle due profonde vallate dell'Arielli e del Rifago. Secondo la tradizione il sito ospitava già all'epoca un tempio pagano (il sito di S. Maria da Piedi) ed un fortilizio romano. L'abitato di Crecchio (Ch) cadde in mano longobarda probabilmente intorno alla fine del VII secolo d.C. e seguì le vicende storiche del Ducato di Spoleto, passando prima nelle mani dei Franchi e poi in quelle dei Normanni. Nell'XI secolo il nuovo insediamento era ancora privo di cinta muraria: lo conferma la bolla di Papa Nicola II, del 1059, dove ci si riferisce ad una "Plebem Occrecle", senza però la qualifica di Castellum. Durante la dominazione normanna venne migliorato l'apparato difensivo del borgo con la costruzione di mura, lungo le quali si aprivano due grandi porte, dette Da Capo (ingresso meridionale vicino al Castello) e Da Piedi (nella parte nord-orientale del paese), quest'ultima ancora oggi visibile. Nel 1189-92 Guglielmo Monaco, appartenente alla nobile famiglia Monaco di Crecchio, partecipò alla terza crociata. Agli inizi del XII secolo fu eretta l'imponente Torre dell'Ulivo a Crecchio (Ch) e, intorno ad essa, nel corso degli anni successivi si formò l'intero castello. La torre faceva parte di un complesso e ramificato sistema di postazioni di avvistamento che dal mare toccava tutti i centri dell'entroterra e vigilava sulle terribili incursioni dei pirati ungari e saraceni. Nel 1279 il feudo di Crecchio venne incluso nella “Rassegna dei feudatari d'Abruzzo” voluta da Carlo I d'Angiò: da quest'ultima emerge che il feudo con il castello era sotto la giurisdizione di Guglielmo Morello. Tale feudo chiamato “di un Milite” era formato oltre che da Crecchio, anche da Arielli con il suo castello (completamente distrutto agli inizi del Novecento), Castel di Mucchia e metà del feudo di Pizzo Inferiore (nel comune di Ortona). Nel XIV secolo il borgo si arricchì di alcuni palazzi tra i quali emerge il Palazzo Monaco, dotato di torre signorile.
CAMPEGGI CRECCHIO (CH)
La Storia del paese di Crecchio (Ch): Nel 1406 Crecchio era feudo di Napoleone degli Orsini conte di Manoppello e Guardiagrele. Questi, ribellatosi alla corte di Napoli, venne privato del feudo che fu devoluto alla comunità di Lanciano dal re Ladislao. Il 23 agosto 1406 Giovanni Di Masio, mastrogiurato di Lanciano, entrava nella "rocca e nella Torre di Ocrecchio". Il possesso da parte di Lanciano rappresentava per Crecchio l'opportunità di vendere agevolmente il grano che si produceva nel territorio, dato che Lanciano, con le sue fiere, era un punto di passaggio importante per i mercanti di ritorno da Venezia. Nel 1627 Crecchio passò a Giovanni Bonanni dell'Aquila che nel 1633 lo vendette ad Andrea Brancaccio di Napoli. In occasione di tale vendita fu chiamato a stimare il valore del feudo un certo Scipione Paternò “tabulario napolitano”, che dà un'immagine molto nitida del borgo nel Seicento: « Per distanza di miglia cinque in circa detta città di Lanciano possiede un altro Castello chiamato Crecchio di fuochi 150 quale giace in uno spino di monte dolce et fruttato posto fra dui profondi valloni detti Lariella et lo Rofare, ambe dui irrigati d'acque, uno delli quali corre per ordinario et tiene magior forza per essere acqua viva, et proprio quello della Riella del quale parlando riferisco a V.S. che nel suo corso sono posti sette molini per fila con proportionata distanza […]. Et tornando nel corpo di detta terra ricordo a V.S. come si dignò vedere che il suo sito è piano, et in quello s'entra per dui porte, uno detta de Capo et l'altra de Piedi per le quali intrando si discorre et camina per diverse strade tutta la sua abitazione, et da ogni sua parte si gode vista di marina quale accompagnata con il sito et sua vista di montagna, si rende d'aria perfetta come si va confinando dalli molti vecchi e lor salute, fecondità di donne e vivacità di fanciulli, et benché questa terra sia posta nella estremità di questo monte, et se ne sta ben guardata et sicura per essere cinta da dui valloni alti e profondi conforme si è detto, non cesorno con ciò li primi loro habitatori restringere loro casamenta con muraglie le quali al presente parte sono erte et parte dirute. Il territorio di questa terra è parte piano et parte collinoso et costoso, il qual confina con il territorio de Ariella, Canosa, Tollo, Urtona la Villa Callara et il fiume Moro dividente il territorio di Frisa quale circuito di territorio così descritto sarà da miglia nove in circa dentro il quale si comprendono territorij seminatorj, erbaggi, vigne, boschi, oliveti, cannittera, orti di verdumi et altri frutti dal quale si percepiscono buona qualità di grani, orgi, legumi, vini, egli, lini […]. Li habitanti di questa terra sono al generale homini rustici foresi et fatigatori, quali si esercitano nella cultura et governo di territori alieni et propij […]. Le donne habitatrici si trattengono in filare et tessere tela et in tempo di sugna et vendemmia si conducono di fuori a travagliar la loro vita secondo le stagioni et tempi. Contiguo essa terra da un tiro di balestra è una fonte d'acqua perfetta con conserva di fabbrica dove si piglia l'acqua per bere, ma ad uso del lavare vanno nel vallone. Si regge et governa questa predetta terra da dui sindaci et uno mastrogiurato dalli quali unitamente si tien conto del buon governo et amministrazione della terra […]. Et in mezzo la terra predetta è la piazza pubblica in mezzo alla quale è fondata la chiesa matrice sotto il nome di Santo Salvatore dove sono dui preti inclusivi con l'arciprete […]. Vi è di più un'altra chiesa detta "Santa Maria di Piedi" iusta li mura di essa terra dove si celebra et vive con elemosine». La famiglia Brancaccio mantenne il possesso di Crecchio fino al 1702. Il 15 ottobre 1705 il feudo fu acquistato da Gaetano Antonio D'Ambrosio, principe di Marzano. La vendita risultò però non valida ed il feudo venne quindi assegnato a Vincenzo Frascone, nominato marchese di Crecchio. I D'Ambrosio ritornarono in possesso del feudo l'11 agosto 1734, mantenendolo fino al 1785, quando passò ai De Riseis, duchi di Bovino e baroni di Crecchio. Questi ultimi conservarono i beni ad esso legati fino al 15 novembre del 1958. Negli anni 1870-1879 fu realizzata la nuova strada provinciale per Canosa ed abbattuta la porta da Capo con il resto della cinta muraria.
VILLAGGI TURISTICI CRECCHIO (CH)
La Storia del paese di Crecchio (Ch): Un'appassionata descrizione del paese viene fornita da Don Ermenegildo Blasioli, reverendo parroco di Crecchio, che nella novena di S. Elisabetta protettrice di Crecchio, datata 1901, così scriveva: « Chi guarda la regione Abruzzese Teatina in quel leggero declivio, che dalla maestosa Majella si distende al mare, rimane estatico, rimirandolo frastagliato da poggi e colline, ricoperto di rigogliosi vigneti, di verdeggianti ulivi, di alberi fruttiferi di ogni specie; con fiumicelli e rivi che, solcando questa terra de' Frentani, formando pittoresche ombrose valli, onde nell'estasi della contemplazione lo spettatore esclama Oh! panorama stupendo o terra fortunata, ove Iddio ha prodigato i beni della natura! Nel mezzo di questo declivio tra il monte e il mare, sul limite di una collina, costeggiata da due ruscelli, il Rifago ad oriente e l'Arielli a ponente, sorge un piccolo, ma delizioso paese a nome Crecchio, in latino Oppidum Ocreclii, ed anticamente chiamato col nomignolo Granaio di Lanciano. La vetustà del paese è attestata da alcune lastre di pietra sugli architravi delle porte, con iscrizioni e con le date degli anni 863, 1110 e 1263. Sono notevole di menzione; il campanile della Chiesa Parrocchiale di San Salvatore di stile del XVI secolo, ed il palazzo del Barone De Riseis con torri merlate di stile medievale. Nelle colline circostanti si scorgono ruderi di abitazioni distrutte dall'invasione dei barbari, restando piccolo avanzo di tante rovine questo paese, che un tempo era ben fortificato con cinta di muri». Il 9 settembre 1943, Crecchio ed il castello furono scenario di importanti eventi della storia d'Italia: nel loro trasferimento verso Brindisi, sostarono nel castello il re Vittorio Emanuele III, la Regina, il principe Umberto, Badoglio e l'intero Stato Maggiore. Qui si decisero le sorti della Monarchia Sabauda. Il principe Umberto era già stato altre volte ospite dei duchi De Riseis, a Crecchio, negli anni 1926, 1928 e nel 1932 con Maria Josè. Dall'inverno del 1943 all'estate del 1944, Crecchio, trovandosi sulla linea Gustav, subì le devastazioni dei bombardamenti: la Chiesa di San Rocco all'ingresso del paese fu rasa al suolo (e mai più ricostruita), il castello e la Torre dell'Ulivo gravemente danneggiati, la facciata settecentesca della chiesa di San Salvatore semidistrutta così come molte abitazioni. Il Dopoguerra rappresentò per il centro storico il periodo dell'abbandono, il comune passò dai 3.765 abitanti del 1951 ai 3.139 del 1971. Il castello, in rovina, venne trasformato in falegnameria e le ricostruzioni di quel tempo e gli interventi edilizi furono devastanti. La situazione cominciò a cambiare nel 1976, quando iniziarono i lavori per il suo restauro. Negli anni Ottanta e Novanta l'Archeoclub intraprese una vera e propria campagna di riscoperta del patrimonio antico del paese, anche grazie a interventi di restauro di molti edifici, restituiti alla loro fisionomia medievale. Dal 1995 il Castello ospita il Museo dell'Abruzzo Bizantino ed Altomedievale, contribuendo alla vocazione turistica del paese. Monumenti e luoghi d'interesse a Crecchio (Ch) Architetture civili: Palazzo Monaco; realizzato in pietrame, è posizionato di fronte alla Chiesa di Santa Maria da Piedi, adiacente alla porta da Piedi. Il nucleo originario dell'edificio risale al XIV secolo. Un tempo appartenente alla famiglia Monaco, possedeva anche una torre signorile. Ponte del XIII secolo; realizzato in muratura, è costituito da un arco a sesto acuto. Fino alla Seconda Guerra Mondiale fungeva da collegamento tra il Castello ed il suo parco. Porta da Piedi; unica porta ancora esistente attraverso la quale si entrava nel borgo durante il Medioevo. Mulini della valle dell'Arielli; i mulini sono tutti situati sulla sponda destra del fiume Arielli, al di sotto del colle di Crecchio, e dislocati su un tratto di circa 3 km. Si tratta di mulini ad acqua, del tipo a palmenti, con mole di pietra e ruota idraulica a pale sotterranee. L'abbandono dell'attività molitoria, fiorente nel Medioevo, ha fatto sì che i mulini subissero un inevitabile degrado, accompagnato dalla crescita di una rigogliosa vegetazione. Oggi i mulini, a partire da quello più a monte, sono così individuati: Mulino di Grogne, Mulino del Barone, Mulino del Santissimo Sacramento, Primo Mulino di Cillarille, Secondo mulino di Cillarille, Mulino di Valle Cannella, Mulino di Casino Vezzani. Grazie ad una accurata ristrutturazione portata avanti dall'Amministrazione Comunale negli anni Novanta, è stato possibile realizzare il Parco dei Mulini, un'area attrezzata di particolare pregio naturalistico nella quale i mulini stanno rivivendo come strutture polifunzionali.
AFFITTACAMERE CRECCHIO (CH)
Siti archeologici presenti nel territorio di Monumenti e luoghi d'interesse a Crecchio (Ch) Resti della villa romana in località Vassarella; il complesso è stato rinvenuto nel 1973 a seguito di lavori per l'impianto di una vigna. Fra il 1988 ed il 1991, una campagna di scavi eseguita in collaborazione fra Archeoclub di Crecchio e Soprintendenza archeologica dell'Abruzzo ha permesso di riconoscere i resti di una grande villa rustica, riferibile alla tarda età repubblicana. I ruderi delle strutture murarie delimitavano un porticato lungo almeno 75 metri, con vari ambienti collocati lungo il corridoio definito dal porticato stesso. All'interno dei vani superstiti sono stati rinvenuti numerosi dolii ed una grande cisterna in calcestruzzo, quasi completamente piena d'acqua e melma. Lo svuotamento della cisterna ha consentito di individuare vari reperti (in particolare frammenti lignei e vasellame) che testimoniano i contatti con aree quali l'Africa, l'Egitto, la Palestina, la Siria e l'Asia Minore. Nel VI secolo l'impianto veniva probabilmente impiegato dai Bizantini per l'approvvigionamento del vicino porto di Ortona. A tale periodo è infatti ascrivibile l'interro archeologico della cisterna, utilizzata come un vero e proprio "mondezzaio". Persone legate a Crecchio: Francesco Paolo Bruni, (Crecchio, 1818 - Centurano di Caserta, 1886), medico e docente di Patologia Generale all'Università di Napoli; Alessandro Cantoli, (Crecchio, 1812 - Bovino, 1884), vescovo di Bovino. L’Economia a Crecchio (Ch) Il comune di Crecchio ricade all'interno del distretto industriale (sistema locale del lavoro) di Ortona, insieme ai comuni di Ari, Arielli, Canosa Sannita, Filetto, Giuliano Teatino, Orsogna, Ortona, Poggiofiorito e Tollo. Tale distretto è caratterizzato da un'elevata concentrazione di imprese specializzate nel settore tessile e dell'abbigliamento. Il numero di unità locali presenti all'interno del territorio comunale è di 619; la densità imprenditoriale è pari a 20,20 u.l. per 100 abitanti, un valore che colloca Crecchio al sesto posto tra i comuni della provincia con densità più elevata. La principale attività rimane comunque l'agricoltura. Le aziende agricole presenti sono caratterizzate per la maggior parte dalla conduzione diretta del coltivatore con sola manodopera familiare ed una SAU per azienda inferiore ai 10 ha; caratteristiche che si riconoscono anche in buona parte della regione. Nel 2000 la SAU corrispondeva a 1458,36 ha, pari a circa il 75% del territorio comunale. La superficie dedicata alla viticoltura era di 1277,77 ha, all'olivicoltura spettavano 114,34 ha mentre per i seminativi risultavano impiegati 34,88 ha. La vocazione agricola del territorio è ulteriormente testimoniata dalla presenza di due aziende vinicole dove si producono i vini DOC d'Abruzzo (Montepulciano e Trebbiano), e quattro frantoi per la produzione di olio extravergine di prima qualità. Il Comune inoltre, è membro dell'Associazione Nazionale Città del Vino. Il territorio di Crecchio non si sottrae al notevole sviluppo industriale del comprensorio ortonese attorno all'asse Marrucino (SP 538) ma, nello stesso tempo, viene data altrettanta attenzione alla conservazione del paesaggio agrario. Infrastrutture e trasporti: La principale via di comunicazione è costituita dalla strada provinciale Marrucina (ex SS 538) che collega Ortona con Orsogna. La strada provinciale funge anche da collegamento con l'autostrada A14 (uscita di Ortona). Fino al 1982 il comune era servito dalla Ferrovia Sangritana, con la tratta Ortona Marina-Crocetta. Il servizio merci, sospeso nel 1984, si era dimostrato un valido strumento per la commercializzazione dei vini della cantina sociale di Crecchio e di quelle vicine. La ferrovia permetteva inoltre l'allacciamento alla linea adriatica, vista la presenza di un raccordo nella stazione FS di Ortona. Sono tuttora presenti gli edifici della stazione di Crecchio (nei pressi della cantina sociale) e della fermata di Villa Selciaroli. Attualmente la stazione più vicina è quella di Ortona. I principali porti più vicini sono quelli di Ortona, Vasto e Pescara. Nel comune di Crecchio sono presenti diverse linee automobilistiche (gestite dalle società Arpa, Sangritana e Napoleone) che assicurano i collegamenti con Chieti, Lanciano, Ortona ed i comuni limitrofi.
BED & BREAKFAST CRECCHIO (CH)
BED & BREAKFAST CRECCHIO
Villa Selciaroli, 140/a - 66014 Crecchio (Ch)
tel. 0871 941537 - mobile 368 544611
BED & BREAKFAST DA FRANCESCA
Villa Tucci, 293 - 66014 Crecchio (Ch)
tel. 0871 936097 - mobile 320 5356027
BED & BREAKFAST DI CARLO
Via Mascitti, 102 - 66014 Crecchio (Ch)
tel. 0871 936149 - mobile 331 7397456
CASE PER VACANZA CRECCHIO (CH)
Il castello ducale De Riseis-D'Aragona è situato a Crecchio in provincia di Chieti. Attualmente ospita il Museo dell'Abruzzo bizantino e altomedievale. La Storia del castello ducale De Riseis-D'Aragona: Le notizie del castello sono frammentarie, soprattutto sulla sua origine e sulle sue sistemazioni. L'unica antica descrizione del castello rinvenuta dagli archivi è quella del 1633 di Scipione Paternò: « [...] la città predetta di Lanciano sua patrona ci possiede un castello posto nella testa della Porta de Capo in parte d'essa più eminente, et qualbo consiste in un cortile scoverto in piano, del quale ci si trova nel frontespitio del suo intrato una stalla con un'altra stanza contigua, et a sinistra intrando una cantina con fondaco per riporre vittovaglie, con fumo cisterne et altre comodità tutte a lamia, et salendo per un grado di fabrica si ritrova una loggia coverta con l'aspetto del medesimo cortile, dalla quale s'entra in un cammarone grande con dui altre stanze contigue, et ritretto, et da quelli di passa con intrata separata dalla medesima loggia in una saletta comoda con camera, cammarino et cucina generalmente in piano coverta a travi et mattunate nel suolo, et tornando nel piano del cortile, et proprio in uno delli suoi angoli è una torre quatra consistente in tre appartamenti uno sopra l'altro, et ciascheduno d'essi contiene in una camera et camerino declarando che al piano inferiore si sale con la scala a levatura, et dal piano fino alla sua sommità con caroglio di pietra, dal quale castello si gode et vede tutta la marina el suo general tenimento. Et contiguo d'esso, ei proprio sul suo fianco è un orto chiamato fosso murato quale è ad uso d'ortilitio per comodità detto castello con un altro poco accanto l'entrata maggiore contiguo la strada». Tuttavia si può affermare che il castello si è sviluppato da una torre preesistente detta "dell'Ulivo" in stile duecentesco ed in seguito di trasformazioni nel corso dei secoli, trasformazioni avvenute a partire dal XV secolo. Il castello cambiò così forma da struttura difensiva ad architettura abitativa. Le aggiunte si divisero in due stadi di cui il primo comprende l'edificazione di il loggiato meridionale ed il corpo di fabbrica occidentale, mentre il secondo comprende il loggiato superiore ed il piano nobile della fabbrica adiacente. L'aggiunta di un livello superiore nei corpi di fabbrica eliminò la merlatura preesistente. La quarta torre venne distrutta nel 1881 da un terremoto e fu ricostruita nel 1904. Il 9 settembre 1943 ospitò la famiglia reale dei Savoia durante la fuga da Roma a Brindisi, mentre nel giugno successivo fu gravemente danneggiato dai bombardamenti. Recentemente è stato restaurato. Descrizione del castello ducale De Riseis-D'Aragona: Il castello è sito su di un colle tra i due fiumi Arielli e Rifago. Il castello è composto da quattro torri angolari che racchiudono altrettanti corpi di fabbrica, La torre originaria di nord-est è la più grande di tutt'e quattro, è realizzata con blocchi di pietra sbozzata ed è suddivisa in tre livelli, di cui il pianterreno è rialzato. Il castello è cinto da un perimetro di mura che racchiudono anche un giardino. Si accede al castello tramite un ponte.
APPARTAMENTI PER VACANZA CRECCHIO (CH)
Crecchio è un comune italiano della Provincia di Chieti in della Regione di Abruzzo. I suoi abitanti sono chiamati i crecchiesi. Il comune si estende su 19,4 km² e conta 3 033 abitanti dall'ultimo censimento della popolazione. La densità di popolazione è di 156,7 abitanti per km² sul Comune. Nelle vicinanze dei comuni di Canosa Sannita, Arielli i Poggiofiorito, Crecchio è situata a 8 km al Nord-Ovest di Lanciano la più grande città nelle vicinanze. Situata a 209 metri d'altitudine, il comune di Crecchio ha le seguenti coordinate geografiche 42° 17' 24'' Nord, 14° 19' 24'' Est. Il Sindaco di Crecchio è Nicolino Di Paolo. Per eventuale disbrigo delle pratiche amministrative, puoi recarti presso il Municipio di Crecchio Corso Umberto I, 75 ma puoi anche contattare il municipio per Telefono al numero seguente : 0871941661.
CASE PER LE FERIE CRECCHIO (CH)
A cena con i Bizantini: Vicende storiche sul paese di Crecchio (Ch) Sporadici ritrovamenti confermano la presenza dell’uomo sulle colline di Crecchio fin dall’epoca preistorica. La scoperta di corredi funerari di origine frentana, ora custoditi presso il Museo archeologico, fa ipotizzare che il paese sia stato una loro roccaforte a guardia del confine con i Marrucini o dei tratturi che passavano nelle vicinanze. Divenuto municipio romano,  l’intero territorio fu diviso in grandi ville rustiche (aziende agricole) vocate alla coltivazione di ulivi, viti e cereali, che rimasero attive fino al VI-VII secolo d.C., esportando vino ed olio grazie al vicino porto di Ortona. Di questi antichi insediamenti, degni di nota, sono i resti della villa di Vassarella-Casino Vezzani, riportati alla luce durante gli scavi eseguiti tra il 1988 e il 1991.  Dopo le devastazioni della guerra greco-gotica (535-553 d.C.), i bizantini rifortificano il centro urbano ed insediano nelle ville dei presidi militari, che ne garantiranno la sopravvivenza durante le continue scorrerie longobarde del VII secolo, fino alla definitiva conquista della costa chietina promossa dal duca longobardo di Benevento, Grimoaldo I (646-671). L’abitato segue le vicende storiche del Ducato di Benevento, passando prima nelle mani dei Franchi e poi in quelle dei Normanni. Nel 1059 una bolla di Papa Nicola II, nel confermare i confini della Diocesi di Chieti, menziona la "Plebem Occrecle", senza dare all'abitato la qualifica di Castellum; questo ci fa supporre che l'insediamento nel XI secolo  era ancora privo di cinta muraria. Durante la dominazione normanna venne migliorato l’apparato difensivo del borgo con la costruzione di una cinta di mura turrite, una rocca a presidio della porta “da capo”, dominata da una possente torre di avvistamento ed un apprestamento fortificato a protezione dell'altra porta detta “da piedi”. Il feudo segue le vicissitudini storiche del regno di Napoli, con la caduta degli Svevi e l'ascesa al trono di Carlo I D'Angiò .Nel 1279 compare, nella "Rassegna dei feudatari d'Abruzzo", sotto la giurisdizione di Guglielmo Morello, identificato con Guglielmo Monaco, nipote di quell'omonimo, che negli annali di questa nobile famiglia, partecipò tra il 1189 ed il 1192 alla terza crociata che ebbe a capo Federico Barbarossa, insieme a Riccardo Cuor di Leone e Filippo Augusto Re di Francia. L'instabilità politica seguita alla morte di Roberto D'Angiò farà patire al paese tra il 1352 ed il 1367 numerosi saccheggi  e devastazioni. Il re Ladislao, della dinastia durazzesca, toglie il feudo al ribelle Napoleone Orsini, conte di Carrara e signore di Guardiagrele, avallandone la vendita alla comunità di Lanciano nel 1406, che ne conserverà il possesso fino al 1627, quando per motivi finanziari lo cedette, unitamente a Castelnuovo (attuale Castelfrentano), a Giovanni Bonanni De L'Aquila. Venduto ai Brancaccio nel 1636, il castello ed il feudo  appartennero successivamente ai Principi D'Ambrosio, ai Marzano ed infine verso la fine del settecento, ai De Riseis, i quali ebbero oltre al titolo di Duchi di Bovino e di Taormina quello di Baroni di Crecchio. La famiglia De Riseis ha conservato la proprietà del Castello Ducale fino alla fine della seconda guerra mondiale.
COUNTRY HOUSE CRECCHIO (CH)
Il Museo Bizantino a Crecchio (Ch) Il Museo dell’Abruzzo Bizantino ed Altomedievale nasce dai risultati degli scavi condotti nella grande villa romano-bizantina ubicata in località Vassarella - Casino Vezzani di Crecchio, a pochi chilometri dal centro abitato, identificata per la prima volta nel 1973 a seguito dei saggi condotti dalla Soprintendenza in occasione del rimpianto di una vigna. Tra il 1988 e  il 1991,nell’ambito di un organico programma di collaborazione tra Archeoclub d’Italia sede di Crecchio, Soprintendenza per i beni archeologici dell’Abruzzo e Comune di Crecchio, iniziava lo svuotamento della grande cisterna in calcestruzzo( venuta alla luce dai resti della villa)  da cui venivano recuperati centinaia di preziosi reperti: ceramica fine da mensa, oggetti pregiati in bronzo, ceramica dipinta d’importazione dall’Egitto, monili in bronzo dorato, argento e bronzo, qui prevalentemente per il tramite del vicino porto di Ortona dall’Asia Minore, dalla Siria, dalla Palestina, dall’Africa e dall’Egitto, lungo le estese ed articolate rotte commerciali lungo cui navigavano le navi bizantine. I risultati degli scavi restituiscono una vivida immagine  della villa di Vassarella come presidio e centro di sfruttamento delle risorse agricole e pastorali del territorio per l’approvigionamento  del vicino porto di Ortona, capitale dell’Abruzzo Bizantino. Oggetti di particolare pregio quali il grande bacile in bronzo dorato, l’acquamanile l’ansa  di una brocca in bronzo, testimoniano la presenza presso la villa di personaggi di stato sociale elevato, forse quelli che erano stati, tra la seconda metà del VI sec. e i primi decenni del VII sec. gli ultimi proprietari della villa. Da questi eccezionali rinvenimenti veniva realizzata nel 1993, nel Castello Ducale di Crecchio, la grande mostra “Dall’Egitto copto all’Abruzzo Bizantino”, divenuta nel 1995 centro espositivo permanente come Museo dell’Abruzzo Bizantino ed Altomedievale.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' CRECCHIO (CH)
Il castello ducale De Riseis-D'Aragona di Crecchio: Le più antiche tracce ancora leggibili risalgono all’XI – XII sec.; il castello angioino del XIV sec. è stato ricostruito sul basamento del castello normanno-svevo. Quest’ultimo, a pianta quadrangolare, aveva quattro torri alle estremità del perimetro aperte verso l’interno, mura più basse con camminamento merlato superiore e cisterna per la raccolta delle acque piovane. Si conserva invece in tutta la sua imponenza, la torre dell’ulivo, costruita intorno agli inizi del XII sec.Fra il XIV ed il XVII secolo gli ambienti interni del castello si ampliano e si arricchiscono di un loggiato al primo piano.  Nella pianta di Crecchio redatta nel 1768 il castello ci appare come un austero fortilizio merlato, caratteristica che perderà nel 1789, quando il Barone Camillo De Riseis lo trasformerà in una residenza estiva diventando luogo di svago e di villegiatura di personaggi e della nobiltà europea: Letizia Bonaparte, Gabriele D’Annunzio, il Principe Umberto II di Savoia e la consorte Maria Josè. Il 9 settembre 1943, il castello ospitò sua maestà Vittorio Emanuele III, la Regina Elena, il Principe Umberto II, il Generale Badoglio e tutto lo Stato Maggiore, mentre da Roma fuggivano verso Brindisi. Durante l’inverno l’attestarsi della linea Gustav sulle nostre colline lo trasformò in uno strategico caposaldo tedesco, e fu per questo gravemente danneggiato dall’offensiva alleata. Restaurato a partire dal 1976 ad opera della Soprintendenza ai Beni Culturali, nel 1995 il castello diventa la sede del Museo dell'Abruzzo Bizantino ed Altomedioevale. La Festa con i Bizantini a Crecchio (Ch) A Cena con i Bizantini… un percorso culturale ed enogastronomico itinerante nel centro storico di Crecchio. Le vie e le piazze dell’antico borgo saranno animate da suggestive rievocazioni, scene di vita quotidiana, esercitazioni militari, antichi mestieri, musiche , danze che ci riporteranno ai tempi in cui le navi di Bisanzio ormeggiavano nei nostri porti e le sue truppe presidiavano quelle ville, come quella di Vassarella, dove fasto e mistero s’intrecciavano con il quotidiano. Un viaggio nella memoria della nostra terra ripercorso attraverso visite guidate al museo, conferenze tematiche e la riscoperta dei cibi e sapori della cucina bizantina e medievale.
RIFUGI E BIVACCHI A CRECCHIO (CH)
Il Corteo storico di Crecchio (Ch) Il corteo Bizantino vuol ricordare la presenza dei Bizantini in Abruzzo tra VI e VII sec. d.C., riproponendo con personaggi in costume originario i TRIONFI, ovvero momenti associativi in cui quasi tutta la popolazione residente in una città, ordinata secondo le classi sociali e racchiusa all’interno delle sue organizzate difese, viveva se stessa come comunità unita dal medesimo destino, avvalendosi di una simbologia carica di significati religiosi e trascendentali. Ospiti della Vassilissa (principessa egiziana al seguito delle milizie bizantine, stanziatesi presso la villa Vassarella di Crecchio) e della sua corte, celebriamo dunque le gesta vittoriose del prode Comes (conte) Vitaliano sui barbari Longobardi ( 596 d.C.). Nel corso della serata saranno rievocati tre momenti del ritorno vittorioso  del Comes Vitaliano dalla battaglia di Pescara: il discorso ai soldati, la premiazione dei soldati più valorosi, la preghiera di ringraziamento per la vittoria conseguita.
L’antichissima Oppidum Ochrechii nei tempi remoti era considerata come il “granaio” di Lanciano; oggi si presenta come una piccola cittadina di impronta medioevale che sta tornando alla ribalta. Immerso in un autentico mare di verde, con flora e fauna di notevole valore, racchiude nel suo territorio il Parco dei Mulini, nella valle del fiume Arielli. Crecchio è un borgo in cui si è saputo riscoprire e valorizzare la storia, l’arte e la cultura. Diversi, negli anni, i ritrovamenti a testimoniare la sua antica origine: tra i reperti, i più antichi dei quali risalgono all'età preistorica, si segnala una statuetta di Ercole oggi conservata nel Museo Bizantino e Alto Medioevale. Fu in epoca italica e soprattutto romana che l'abitato iniziò ad assumere la sua struttura; ville romane dovevano essere sparse per tutto il territorio, in corrispondenza dei luoghi dove poi sarebbero sorte le diverse frazioni di Crecchio: ad esempio la località Vassarella, dove sono stati condotti degli scavi (1988-1991). Ma il periodo di maggiore spicco, ed anche di maggiore turbolenza, si ebbe a partire dalla tarda antichità-Alto Medioevo, quando Crecchio divenne terra prima bizantina, poi longobarda, importante centro difensivo del ducato di Spoleto. La sua posizione ne determinò la destinazione d'uso, con la costruzione delle prime opere difensive, culminate nello splendido Castello Ducale, vero gioiello e gloria del paese, iniziato nel secolo XIII e poi sempre nel centro della vita comunale. Dal Medioevo fino al Novecento il suo nome fu legato a quello di importanti famiglie, come gli Orsini, i D'ambrosio e i De Riseis, ultimi feudatari del borgo. Gran parte della lunghissima storia di Crecchio è testimoniata dalla mole considerevole di reperti custoditi nel Museo Archeologico, situato nel castello. Da vedere anche gli innumerevoli luoghi di culto della cittadina e del suo territorio, come la chiesa di S. Maria da Piedi, del XVI secolo, e la chiesa di S. Salvatore, di epoca incerta (sicuramente non posteriore al XV secolo).
Crecchio e il Castello Ducale: Edificio fortificato, costruito nel 1200 attorno ad una Torre d'avvistamento normanna, detta dell'Ulivo, e ampliato nei secoli successivi. E' costituito da quattro corpi di fabbrica con altrettanti torrioni angolari che formano un cortile quadrangolare aperto a loggiato su due lati. Nel 1700, perse il suo carattere difensivo e fu trasformato, con la copertura del camminamento merlato per ricavarne un secondo piano, in complesso architettonico di natura spiccatamente residenziale.  Il 9 settembre 1943, vi sostarono il re Vittorio Emanuele III, la regina Elena, il principe Umberto II e tutto lo Stato Maggiore mentre da Roma, dopo l'armistizio, fuggivano verso Brindisi. Tra la fine del 1943 e l'estate del 1944, il castello fu pesantemente bombardato, subendo gravi danni. Negli anni Settanta, fu restaurato minuziosamente ed  oggi è sede del Museo dell'Abruzzo Bizantino ed Altomedievale. Il castello è visitabile nel periodo estivo (15giugno/15 settembre) tutti i giorni con orario 10,00/12,00-16,00/20,00 .Negli altri periodi, il sabato e la domenica con orario 10,00/12,00-16,00/19,00 -  Tutti i giorni su prenotazione telefonando al numero 0871/941392 o al numero 3389941538. L'ingresso è gratuito. Per ulteriori informazioni: Comune tel.0871941661 - Castello e Museo tel.0871941392 - http://www.comune.crecchio.ch.it
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
Fondata nel 2006 Tenuta Ulisse di Crecchio è oggi il marchio simbolo del rinascimento enologico dell’Abruzzo. Un binomio di moderne sperimentazioni e di una storia secolare di successi. Nel 2006, una visione: il futuro della viticoltura abruzzese doveva prendere un nuovo percorso enologico, alla ricerca della qualità assoluta. Per far questo servivano però il luogo giusto, il momento adatto, le persone migliori. Così prende vita l’idea della Tenuta Ulisse, vigneti coltivati con sapienza ed esperienza dalla famiglia Ulisse e la ricerca con ogni vendemmia, di un nuovo capolavoro. Siamo legati ai vitigni storici abruzzesi, alle tradizioni dei luoghi in cui essi vengono coltivati e vinificati, linfa, questa, di una cultura millenaria che ancora oggi alimenta la nostra passione per il vino. Un’azienda con un ritorno alle origini, innamorati del vino e dell’Abruzzo. Gli obiettivi che la Tenuta Ulisse persegue sono dettati da valori di semplicità concreta, attraverso il lavoro e la conoscenza, in un’esperienza più forte della propria terra, dei diversi mercati e delle loro culture in un mondo che cambia. Esserci ed essere riconosciuti perché compresi, con un vino profondo ed elegante che parla, in modo moderno, della propria terra nel mondo. Vini che sono interpretazione dell’Abruzzo, nel segno costante dell’unicità. Una storia in continua evoluzione ricca di esperienze e successi. Tenuta Ulisse crea e sperimenta dando vita ogni volta ad un’idea in sintonia con la realtà del tempo con una chiara e precisa identità: «Uno stile originale e inconfondibile per vini abruzzesi di distinzione». La Famiglia. Saper fare squadra, trasmettere entusiasmo, condividere valori ed emozioni nel mondo del vino di qualità è essenziale come lo è il respiro. L’azienda Tenuta Ulisse mantiene una forte impronta familiare basata sul rispetto dei valori che uniscono tradizione, storia e territorio ed è oggi diretta dai fratelli Antonio e Luigi Ulisse. Nella Tenuta Ulisse, il senso di appartenenza e l’orgoglio di condividere tutti insieme quel progetto di crescita e di valorizzazione del territorio viticolo abruzzese lo vedi ovunque, lo leggi negli sguardi, lo ascolti dalle parole di chi vi lavora e si impegna, con vera e immutata passione. Tenuta Ulisse, in questo senso, è un’impresa di famiglia, perché è una grande famiglia che si riconosce nel sogno di quel giovane imprenditore abruzzese che seppe intuire e sollecitare il rinascimento del vino di qualità dell’Abruzzo. Il Territorio: Dietro ad un grande vino c’è sempre un grande territorio viticolo, con condizione pedoclimatiche uniche ed irripetibili. Tutte le tenute agricole della Tenuta Ulisse hanno una particolarità, per esposizione, microclima, composizione, dei suoli e ventilazione. Ciascuna esprime una propria identità. Questa diversità è una ricchezza che va tutelata e valorizzata sino alla bottiglia. Tenuta Ulisse si è fatto custode di un patrimonio ampelografico senza equali in Abruzzo. Il ritmo produttivo della cantina richiede un’organizzazione efficiente di tutte le operazioni per interpretare al meglio i tanti autoctoni quali Montepulciano D’Abruzzo, Trebbiano D’Abruzzo, Pecorino, Cococciola, Passerina e i vitigni internazionali quali Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Chardonnay che compongono l’ampio ventaglio varietale della Tenuta Ulisse.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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