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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Corfinio

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CORFINIO (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di CORFINIO (Aq) (m. 346 s.l.m.)
     
  CAP: 67030 -  0864 -  0864.728116 - Da visitare:     
 MUNICIPIO DI CORFINIO 0864.728100   0864.728177       0864.728100  P. Iva: 00224040667
Raggiungere Corfinio:(Stazione Pratola Peligna (Uscita Bussi sul Tirino/Popoli) -Aeroporto d'Abruzzo a 54 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI CORFINIO (AQ)
*** HOTEL EXCELSIOR
Via Sacra, 37 - 67030 Corfinio (Aq)
tel. e fax 0864 728300
 Servizi offerti dalla struttura
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE CORFINIO (AQ)
I monumenti a Corfinio (Aq) Concattedrale valvense di San Pelino: La prima basilica sorse sulla tomba di San Pelino, vescovo di Brindisi, martire al tempo di Flavio Claudio Giuliano, nel sepolcreto sito nei pressi della città di Corfinium, capitale dei popoli italici insorti contro Roma. La città, risorta in età longobarda con il nome Valva, fu poi definitivamente distrutta dalle incursioni di Saraceni e Ungari. L'antica Corfinium assunse in seguito il nome di Pentima, che conservò fino al 1927; nel 1928 il borgo di Pentima fu ribattezzato Corfinio in onore della gloriosa capitale italica. Nel 1075 il vescovo Trasmondo, prediletto del grande pontefice Gregorio VII, come viene attestato nel Chronicon Casauriense, promosse la rifondazione della basilica insieme a quelle del S. Panfilo di Sulmona, utilizzando le maestranze che avevano da poco edificato S. Liberatore alla Maiella. Egli fu al centro della politica papale anti-normanna, di cui la chiesa corfiniese venne ad assumere un valore emblematico. I lavori si interruppero nel 1092 con la consacrazione della sola parte realizzata, il transetto monoabsidato del cosiddetto mausoleo di Sant'Alessandro, a fianco del quale sorgerà più tardi la nuova cattedrale che ammiriamo oggi. La successione cronologica delle fasi costruttive dell'edificio è controversa, ma fonti storiche attendibili sembrano indicare con certezza che il complesso è stato eretto tra il 1075 e il 1124, anno in cui il vescovo Gualtiero consacrò con rito solenne la basilica di San Pelino. La formulazione dell'impianto a tre navate spartite da possenti pilastri in pietra squadrata, trovò nel tempio valvense una delle più efficaci applicazioni regionali: l'impostazione basilicale, ritmata da pilastri anziché dalle consuete colonne, nacque dall'unione di elementi prettamente meridionali con altri di derivazione lombarda, all'insegna di una grande chiarezza d'insieme e di una notevole armonia delle proporzioni. In questo senso, le fondazioni di Valva e di Sulmona, entrambe realizzate da maestranze benedettine, rappresentarono una vera novità ed un polo di riferimento per gran parte dell'architettura regionale. La felice contrapposizione delle volumetrie del corpo longitudinale e del transetto, risulta evidenziata dalla decorazione, improntata al recupero del repertorio classico, fatta di sequenze di arcatelle cieche intervallate da lesene e rosoncini che ne percorrono i parato murario esterno. L'attuale complesso di edifici si articola in tre corpi principali, di cui la cattedrale vera e propria e l'oratorio di Sant'Alessandro rappresentano il blocco più antico. L'oratorio, che si diparte dal corpo basilicale e termina con una torre di difesa, fu eretto per custodire le spoglie di papa Alessandro I (109-119), anche se il luogo della sepoltura non è mai stato identificato. Il massimo apporto decorativo della scarna facciata si concentra nel portale, ornato lungo gli stipiti e nell'architrave da tralci classicheggianti, realizzato durante la più avanzata fase costruttiva della chiesa, promossa dal vescovo Gualtiero, in carica dal 1104. L'estrema sobrietà del prospetto contrasta con la ricchezza formale e decorativa dell'abside maggiore, in cui, sapientemente miscelati, emergono elementi di derivazione classica, bizantina accanto a quelli tipicamente romanici. La medesima essenzialità si ritrova all'interno, dove due teorie di arcate confluiscono verso il presbiterio, rialzato e coperto da una volte a crociera. Un riferimento ancora più evidente al repertorio classico contraddistingue le scelte scultoree, messe a punto dai decoratori abruzzesi nel primo decennio del XII secolo, secondo un atteggiamento culturale rivolto ai modelli antichi che trovò nella chiesa valvense una delle sue massime espressioni. Testimonianza eminente di questa tendenza è il pulpito che domina nella nave mediana, realizzato al tempo del vescovo Odorisio (in carica dal 1168 al 1188): qui la decorazione, che rinuncia ad ogni contenuto narrativo, per una vivace stesura degli ornati ed il fine intaglio del fogliame, tocca un vertice, per la maestria dell'esecuzione e per la raggiunta armonia generale dell'impianto.
CAMPEGGI CORFINIO (AQ)
Il Museo Civico Archeologico di Corfinio (Aq) Il Museo Civico Archeologico “Antonio De Nino”, aperto nel 2005 e ospitato in un palazzo gentilizio seicentesco, nel borgo medievale di Corfinio, raccoglie i numerosi reperti ritrovati nelle campagne di scavo effettuate nel territorio di Corfinium, l’antica capitale dei Popoli Italici. Ospita una vasta collezione di reperti che vanno dal periodo neolitico all’epoca tardo-antica e medievale, organizzata secondo un ordine cronologico e tematico, visibile in un percorso di ben 10 sale con 43 vetrine. L’allestimento del Museo è suggestivo, elegante ed emozionale e vanta, nella sua collezione, pezzi di grande pregio, come il Cammeo ed una scultura raffiguranti il volto dell’Imperatore Claudio e la moneta d’argento con la scritta “Italia”, che attesta il ruolo di Corfinium come capitale degli alleati italici nella Guerra Sociale del I secolo a.C. contro Roma. Nelle sale, al primo piano del Museo, sono esposti reperti provenienti dalle necropoli repubblicane e imperiali; dai luoghi di culto urbani e dai santuari suburbani; dalle residenze urbane e dagli edifici pubblici. Nel museo, dotato di ascensore e servizi a norma di legge, sono presenti spazi dedicati alla didattica, alle attività laboratoriali, alle attività espositive e una sala multimediale allestita per conferenze e proiezioni.
VILLAGGI TURISTICI CORFINIO (AQ)
L’attività al Museo Civico Archeologico di Corfinio (Aq)  LAS - Laboratori di Archeologia Sperimentale. Il progetto “Al Museo per conoscere... divertendosi...” unisce lo studio e la ricerca archeologica, storica e culturale, con il metodo del gioco didattico-costruttivo. Ogni laboratorio è pensato per dare informazioni scientifiche, affiancando alla divulgazione momenti dedicati alla manualità e alle percezioni sensoriali, in grado di proporre un approccio conoscitivo immediato ed efficace: il gioco come metodo di approfondimento. Il Museo Civico Archeologico “Antonio De Nino”, attraverso i LAS, offre uno strumento didattico ulteriore per la scuola ed è aperto a consulenze con insegnanti che intendano attivare nuovi percorsi didattico formativi, con il supporto tecnico-scientifico, nell’ideare progetti diversificati. LASciati guidare nel mondo dell’archeologia! Sabato d’Arch - Incontri di archeologia al Museo Viaggi nel tempo - Gite archeologiche guidate Visite guidate - Al Museo, al Parco Archeologico, alla Cattedrale di San Pelino e al borgo medievale. È possibile visitare il Museo archeologico, il Parco Archeologico o partecipare alle attività prenotandosi all’Associazione Cuore dei confini di Corfinio: Alessandro 338 1118944 – Tiziana 329 4840883 – info@cuoredeiconfini.org – www.cuoredeiconfini.org – www.museocorfinio.it
AFFITTACAMERE CORFINIO (AQ)
Da visitare nel paese di Corfinio (Aq) Piazza Corfinio: Cuore della vita del paese, ha una forma irregolare dovuta ad una serie di stratificazioni storiche. Sotto alla Piazza e alla maggior parte degli edifici che vi prospettano si conservano le strutture del teatro antico. Su uno dei suoi lati si apre la porta del borgo medievale. Teatro Corfinio: La curvatura  dei muri degli edifici del lato meridionale della piazza si deve alle strutture sottostanti del teatro ( I sec. a.C. ), in parte ancora visibili  nelle cantine. Un piccolo tratto di muro in "opera incerta" relativo ad uno dei vani di sostegno delle gradinate (cunei) è visibile a Largo Lamberto. L' imponente struttura sfrutta in parte il naturale pendio per costruire le gradinate. Il teatro aveva un diametro di 75 m e poteva contenere circa 4.000 persone. Porta urbica di Corfinio: Ad arco ogivale, immette al borgo e doveva originariamente far parte di una cinta muraria. Pur avendo perduto il suo contesto e la funzione originaria, l'arco ha caratteristiche assai interessanti: sono visibili, tra i materiali costruttivi, pezzi più antichi riutilizzati, tra i quali un bassorilievo con delle mani congiunte. Al centro dell'arco è visibile un bel cartiglio, con un'iscrizione di difficile lettura. Il borgo di Corfinio: Si può accedere al borgo direttamente dalla piazza principale del paese: ci apparirà una piccola città nella città, formata da stretti vicoli medievali ma anche da maestosi palazzi gentilizi. Il borgo racchiude tra le sue mura la parte più antica del paese. Proprio in questa zona, infatti, si può collocare la città pre-romana e, in seguito, l'arx, cioè la città fortificata utilizzata in età romana nei momenti di pericolo. Purtroppo non esistono resti visibili riferibili a quest' epoca arcaica. Attualmente, infatti, il borgo si presenta in forme medievali e rinascimentali. Intorno all'XI secolo venne qui fondato il paese fortificato di Pentima, nome che rimase fino al 1927. Via San Martino a Corfinio: Una delle più antiche e suggestive vie del paese, è fortemente condizionata dal lato posteriore del teatro, seguendone perfettamente la curvatura. Il lato opposto si apre invece in una serie di tortuosi vicoli medievali. Lungo questa via possiamo riconoscere gli edifici che, nel corso dei secoli, sono stati costruiti sfruttando le murature del teatro antico. È possibile quindi, accanto ad una casa medievale, visitare la chiesa rinascimentale di San Martino e scoprire un austero palazzetto con curiose decorazioni. Chiesa di San Martino di Corfinio: La chiesa sorge sui resti del teatro romano. Ricordata nei documenti già nel XIV secolo, fu ricostruita nel secolo seguente dopo il terremoto del 1456 e nuovamente dedicata nel 1489, come si legge nell'iscrizione sulla facciata, oggi chiusa a causa dei danni riportati nello scorso terremoto del 2009. Il portale è arricchito da particolari decorativi di scuola valvense e casauriense (nastri accavallati, palmette, fiori a stella). Casa medievale di Corfinio: Situata in Via San Martino, questo edificio ricalca perfettamente la curvatura del lato posteriore del teatro. La muratura, assai deteriorata, mostra caratteristiche costruttive e stilistiche proprie di varie epoche. I numerosi pezzi di riutilizzo (tra i quali una testa di età tardo-antica) e un lacerto d'affresco del XIV secolo rendono l'edificio un piccolo "museo" permanente.
BED & BREAKFAST CORFINIO (AQ)
BED & BREAKFAST NUOVA DOMUS
Via S.R. 5 Tiburtina Valeria, 6 - 67030 Corfinio (Aq)
tel. 0864 728609
CASE PER VACANZA CORFINIO (AQ)
Palazzetto di Corfinio: In fondo a via San Martino un bel palazzetto mostra un'architettura particolare. L'impianto dell'edificio sembrerebbe risalire all'età medievale, ma i successivi interventi di ristrutturazione giungono fino la XVII secolo. Da notare l'emblematica scritta sul portale e lo stemma bernardiniano. Palazzo Galli-Zugaro di Corfinio: Si presenta con belle cornici in pietra e portale con stemma nobiliare ed affaccia su Largo De Petris, dal nome della famiglia cui appartenne in precedenza. I conti De Petris, infatti, posero la loro residenza a Pentima nel XVII secolo e costruirono il loro palazzo sfruttando in parte il lato settentrionale della cinta muraria del borgo. Palazzo Trippitelli: Già appartenuto alla famiglia Colella, l'edificio, recentemente ristrutturato, ospita le sale del Museo Civico Archeologico “Antonio De Nino”, dove sono esposti molti dei materiali rinvenuti negli scavi ottocenteschi e in quelli recenti. È possibile visitare il Museo archeologico prenotandosi all’Associazione Cuore dei confini di Corfinio: Alessandro 338 1118944 – Tiziana 329 4840883 – info@cuoredeiconfini.org– www.cuoredeiconfini.org. Palazzo Zambeccario di Corfinio: Via Zambeccario, la strada più ampia del borgo, prende il nome dal vescovo che qui fece costruire il suo episcopio, Palazzo Zambeccario. L'intero isolato comprendente il Palazzo vescovile presenta particolari architettonici notevoli. Con al costruzione dell'episcopio nel XV secolo, accanto alla Chiesa di San Sebastiano (distrutta nel XVI secolo), tutto l'edificio assunse forme monumentali, come testimonia il bel portale originario, che ricorda nell'iscrizione il vescovo Zambeccario. Numerosi i rilievi decorati, come il bel grifone, visibile su Via Zambeccario e, sul retro del palazzo, un bel frammento medievale rappresentante delle fiere.
APPARTAMENTI PER VACANZA CORFINIO (AQ)
Via Zambeccario a Corfinio: Di fronte al portale di Palazzo Zambeccario un palazzetto, ristrutturato di recente, conserva uno splendido portale, arricchito da un imponente monogramma bernardiniano, e una finestra con stipiti in pietra intagliata. Sulla via, al cui imbocco è visibile una bella casa rinascimentale, si affacciano molti edifici, tra i quali palazzetti gentilizi e raffinate dimore private, spesso arricchite da particolari architettonici notevoli. Su entrambi i lati troviamo le viuzze strette e ripide ereditate dal periodo medievale, come la suggestiva Via del Cosolato. In questo suggestivo vicolo si conserva un bel portale del XVI secolo, con l'architrave lavorato e recante la data e un'iscrizione. Sempre lungo il vicolo, è visibile anche una finestra molto antica formata da stipiti in pietra di riutilizzo, finemente lavorati a motivi vegetali ed un'epigrafe. San Pelino di Corfinio: Il complesso valvense sorge a circa 800 metri dal centro del paese. Dedicata a San Pelino, martirizzato nel IV secolo, la chiesa originaria sorse probabilmente proprio sul luogo del martirio o della sepoltura del santo. La parte più antica è il cosiddetto Oratorio di Sant'Alessandro, che inglobò nella torre un nucleo cementizio di un sepolcro romano. La facciata è tripartita da paraste aggettanti, arricchite da capitelli di ispirazione classica, che sostengono i due arconi laterali, forse relativi ad un portico anteriore progettato e mai costruito. Il portale è di tipo campano: la porta è rettangolare, incorniciata da stipiti intagliati e rifinita da un arco di scarico decorato a fogliame. Sul lato sinistro si apre una porta laterale, anch'essa rettangolare e con arco di scarico; nella lunetta è visibile uno stemma gentilizio. Nella parte posteriore del complesso possiamo ammirare le splendide absidi, in particolare l'abside centrale di San Pelino. L’interno è diviso in tre navate e caratterizzato da un breve transetto, in origine terminante con tre absidi. Addossato ad un pilastro della navata centrale ecco lo splendido ambone, uno dei capolavori presenti nella Cattedrale. L'abside maggiore è adornata da un bellissimo coro ligneo; nell'abside di sinistra troviamo una scultura del XII secolo, rappresentante una Madonna con Bambino. Dalla porta che conduce alla sacrestia e all'edificio conventuale è possibile vedere una tela del pittore abruzzese Teofilo Patini, rappresentante una "Crocifissione". Dalla navata destra della Cattedrale si accede all'Oratorio di Sant'Alessandro. Sant’Alessandro: L'edificio, iniziato dal vescovo Trasmondo già prima della Cattedrale, è dedicato a papa Alessandro, del quale accolse le spoglie, in seguito traslate. La datazione della chiesa è riconducibile alla fine dell'XI secolo, poco prima che venisse iniziata l'attigua chiesa di San Pelino. Molto particolare è il rapporto planimetrico tra la Cattedrale e l'Oratorio, che si innesca quasi perpendicolarmente sulla navata destra. L'aula rettangolare è divisa in quattro campate uguali tramite semicolonne sulle pareti. L'abside, molto appiattita nella curva posteriore, occupa le due campate centrali del lato sinistro. Le pareti sono adorne di affreschi del XIV secolo. Sul fondo una torre rettangolare fa parte integrante dell'edificio, sia all'interno che all'esterno. La torre, modificata e ribassata nel corso dei secoli, doveva avere soprattutto carattere difensivo, come dimostra anche l'utilizzo dei suoi piani superiori come appartamento d'emergenza per il vescovo. Al suo interno fu inglobato, in fase di costruzione, un sepolcro romano, il cui nucleo è ancora visibile nel vano aperto sotto la torre.
CASE PER LE FERIE CORFINIO (AQ)
Monumenti sepolcrali a Corfinio. Lungo le strade antiche, in parte coincidenti con quelle odierne, sono tuttora visibili resti di mausolei circolari o a torre, come i due grandiosi monumenti nei pressi della chiesa di San Pelino. Tali costruzioni, in voga nella piena età imperiale, erano rifinite con lastre di pietra o marmi pregiati, spesso con sculture decorative ed elementi architettonici. Tutto il materiale di rivestimento fu asportato, come le epigrafi funerarie, nel Medioevo, per sopperire alla carenza di materiale costruttivo. Parco archeologico “Don Nicola Colella” di Corfinio: Il parco Archeologico è articolato in tre differenti zone - Piano San Giacomo, Tempio Italico, Santuario di Sant’Ippolito - ed è stato intitolato nel 2007 al Rev. Nicola Colella, studioso di Corfinio degli anni '30 che indagò il territorio ed approfondì la ricerca sulla topografia della città antica. È possibile visitare le aree archeologiche prenotandosi all’Associazione Cuore dei confini di Corfinio: Alessandro 338 1118944 – Tiziana 329 4840883 – info@cuoredeiconfini.org– www.cuoredeiconfini.org. Piano San Giacomo: L’area archeologica di Piano San Giacomo, denominata anche “Civita",  fu già indagata archeologicamente nei secoli passati. Gli scavi recenti hanno messo in luce una vasta area fittamente urbanizzata in età imperiale, ma già abitata almeno dal II secolo a.C. Dal I secolo a.C. sorgono  i primi edifici e il quartiere comincia ad essere organizzato in aree con funzioni differenti. Nel corso dei primi secoli dell'impero intorno ad una ampia strada porticata e ai vicoli minori sorgono case private, tra le quali la splendida e ricca domus con pavimenti a mosaico policromo, negozi ed impianti termali. Le strade individuate erano tutte "glareate", cioè con il fondo in ghiaia compatta. Anche i marciapiedi erano in ghiaia e con il cordolo in pietra, del quale sono ancora visibili dei tratti. Le basi quadrangolari, rinvenute lungo uno dei lati della strada maggiore e di quella secondaria, sono relative a colonne e a pilastri che sostenevano un porticato. Il lato porticato della strada maggiore era occupato da negozi ("tabernae"), costruiti in epoca posteriore alla grande domus. Tempio Italico di Corfinio: L'area archeologica dei templi, lungo la via per Pratola Peligna, individuata già nel secolo scorso e nuovamente indagata nel 1994, comprende nella parte meridionale i resti di una necropoli arcaica, databile al IV secolo a.C. e costituita da tombe scavate nella ghiaia. Il tempio più grande (m 23x16 circa) è in opera incerta; la struttura è costituita da due ambienti, uno dei quali identificabile con la "cella", cioè la stanza adibita al culto. Ai lati della cella due stretti ambienti rettangolari, di uso incerto, dovevano risultare sotterranei.
COUNTRY HOUSE CORFINIO (AQ)
Monumenti sepolcrali a Corfinio. Non si conserva nulla dell'alzato e della scalinata d'accesso dell'edificio; la cella ha ancora buona parte del pavimento, in mosaico bianco riquadrato da una fascia nera. Il tempio è databile al I secolo a.C., quasi certamente dopo la Guerra Sociale. Poco più ad ovest, in direzione Pratola Peligna, è visibile un tempietto rettangolare (m 12 x 6 circa), bipartito internamente e con muri in opera reticolata. Nell'area dei templi sono stati rinvenuti vari materiali archeologici, tra i quali una zampa di cavallo in bronzo, parte di una statua equestre, e un cammeo con l'effigie dell'imperatore Claudio, conservati all’interno del Museo Civico Archeologico di Corfinio. Santuario di Sant’Ippolito a Corfinio: Presso la fonte di Sant'Ippolito, a circa 1 km dal paese, è stato rinvenuto un importante complesso di strutture antiche, databile tra il IV e il I secolo a.C. La fonte, già nota nel Medioevo per la leggenda del martirio di Sant'Ippolito, è sempre stata nota, fino ad oggi, per le virtù terapeutiche della sua acqua. Il santuario è formato da due ambienti addossati ad un lungo muraglione situato su un terrazzamento sopra la sorgente, convogliata in una grande vasca di pietra; due vasche più piccole vennero edificate a monte della prima e ricoperte a volta. Davanti agli ambienti di culto è visibile un'ara marmorea che doveva servire per i riti sacrificali. Nell'area del sacello  sono stati ritrovati numerosi ex-voto anatomici, statuette di bovini e molte statuine bronzee raffiguranti il dio Ercole, tipiche dei depositi votivi dei santuari legati alla pastorizia e alla transumanza, oggi conservati all’interno del Museo Civico Archeologico di Corfinio. È possibile quindi attribuire il tempio a Ercole (collegata anche alle sorgenti), dato anche il rinvenimento di piccole clave e cippi con dedica alla divinità.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' CORFINIO (AQ)
La cultura a Corfinio. Nell’arco dell’intero anno il comune di Corfinio è impegnato nell’organizzazione e nella promozione di diverse attività culturali, artistiche, ludiche e tradizionali. La Casa delle Arti a Corfinio: A dicembre 2011 è stata inaugurata una residenza per artisti negli spazi della Scuola Elementare di Corfinio. Il progetto, coordinato dall'Associazione Arti e Spettacolo (San Demetrio ne' Vestini), in collaborazione con l'Associazione Cuore dei Confini, e patrocinato dall'Amministrazione comunale di Corfinio, è finalizzato alla costituzione di un centro delle arti, con annessi laboratori creativi, per la valorizzazione e lo sviluppo del patrimonio culturale locale messo in relazione con realtà artistiche internazionali. La residenza per artisti è dotata di 4 sale-laboratorio, una foresteria con 25 posti letto e una grande sala polifunzionale, destinata ad ospitare artisti e performers che abbiano necessità di un luogo con spazi per la loro ricerca artistica e per l’allestimento dei loro spettacoli. Inoltre, sono in corso proposte di laboratori e spettacoli: l'idea è quella di creare un centro di scambio dei saperi, un crocevia culturale che, in ultimo, restituisca alla comunità locale dei valori che potranno trasformarsi in crescita culturale ed economica. Un luogo delle arti con laboratori creativi, per bambini ed adulti: teatro-danza, recitazione, pittura, musica, sono alcuni dei laboratori in attivazione.
RIFUGI E BIVACCHI A CORFINIO (AQ)
Eventi e manifestazioni nel paese di Corfinio (Aq) 3 maggio - Festeggiamenti per Sant’Alessandro: In occasione dei festeggiamenti per il patrono del paese, da alcuni anni la Pro Loco e il Centro di Aggregazione Giovanile hanno ripreso la tradizione dei “Carri di Sant’Alessandro”, bellissimi carri allegorici adornati con rametti di ginepro. Agosto - Ludi d’Agosto: Per l'estate il Comune di Corfinio elabora il programma delle manifestazioni e degli eventi. Il calendario è vario e si ispira al principio del "laboratorio culturale", fatto non solo di svago e divertimenti, ma anche di riflessioni, scambi e contaminazioni. 8 agosto - Nox alba a Corfinium. Notte bianca dei Popoli Italici: “Nox alba a Corfinium” è un’immersione fantastica in un periodo affascinante e glorioso dell’antica Corfinio attraverso letture, spettacolazioni, musiche, danze, banchetti e ricostruzioni di location antiche. L’intero centro storico è allestito adeguatamente per ricreare le percezioni di un’epoca lontana millenni; figuranti, attori e musici si muovono nei vicoli e accompagnano il pubblico alla scoperta di luoghi e personaggi. In diversi punti del centro storico è possibile degustare pietanze che rispettano i sapori e le caratteristiche del cibo dei nostri antenati. Oltre all’aspetto spettacolare, è previsto un percorso laboratoriale didattico-sensoriale guidato su cereali e legumi antichi. Una mostra durante la quale sarà possibile conoscere varietà “recuperate” dall’antica tradizione agricola. Secondo fine settimana di agosto - Festeggiamenti per San Rocco.
Corfinio è un borgo di circa 1.000 abitanti situato nel Parco Nazionale della Majella, ad una altitudine di 346 m. slm. Sorge sulle rovine dell'antichissima Corfinium (abitata già nel X secolo a.C.), principale città dei Peligni che all'epoca della Guerra Sociale (91-88 a.C.) fu chiamata "ITALIA" e scelta come capitale dai popoli italici insorti contro Roma. Fu teatro anche della guerra civile tra Cesare e Pompeo (49-48 a. C.). Sotto i longobardi il borgo fu denominato Valva e in epoca medievale gli fu attribuito il nome di Pentima, che conservò fino al 1928, quando fu ribattezzato Corfinio in onore dell'antica e gloriosa capitale italica. Nell'attuale nucleo abitato spiccano la chiesa parrocchiale di S. Martino e la chiesa di S. Maria del Soccorso. Ai margini del paese si trova la splendida basilica di S. Pelino (XI-XII sec.), uno dei principali monumenti medievali esistenti in Abruzzo, in prossimità della quale si ergono gli imponenti resti dell'antica città italica. Una caratteristica che accomuna Corfinio ad altre località di questo angolo d'Abruzzo sono le decine di meravigliosi portali in pietra che adornano le case e i palazzi del centro storico. Nel centro del paese di Corfinio è stato recentemente aperto un importante Museo Civico Archeologico, nel quale sono esposti preziosi reperti rinvenuti nel territorio della preistorica cittadina. Un grande Parco Archeologico a Corfinio, suddiviso nell'area di Piano S. Giacomo, dove recentemente è stata rinvenuta una villa romana con splendidi mosaici, l'area di S. Ippolito e l'area lungo la strada per Pratola Peligna, conserva resti di monumenti come il tempio, il macellum, mausolei e numerosi muri che consentono di ricostruire la planimetria dell'antico centro e comprende un'area sacra in cui la inconsueta bellezza dell'ambiente circostante, la presenza d'acqua sorgiva e l'atmosfera particolarmente raccolta che vi regna hanno fatto sì che la sacralità del luogo si perpetuasse fino ai nostri giorni, passando dal culto pagano di Ercole a quello cristiano di S. Ippolito, ancora rievocato dalla tradizione popolare. La basilica di San Pelino e l'Oratorio di Sant'Alessandro: La cattedrale valvense è composta dall'unione di due corpi distinti: l'Oratorio di Sant'Alessandro, un ambiente rettangolare allungato con abside al centro, che corrisponde al capocroce di una chiesa incompleta consacrata nel 1092, e la basilica di San Pelino, terminata nel terzo decennio del secolo successivo e oggetto di un ulteriore intervento intorno al 1235. La chiesa maggiore ha tre navate con alti pilastri quadrangolari; un arco a tutto sesto immette nel transetto sopraelevato, coperto attualmente con volte a botte e a crociera. Lo spazio interno, trasformato in forme barocche tra gli anni 1682 e 1704, è stato ripristinato durante i restauri del 1960-71, sistemando sulla navata centrale la copertura lignea ed eliminando la cupola con il tiburio esterno. Internamente si ammirano arredi liturgici di notevole interesse artistico come lo splendido ambone del XII secolo.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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