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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Collepietro

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI COLLEPIETRO (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di COLLEPIETRO (Aq) (m. 849 s.l.m.)
     
  CAP: 67020  - 0862 -  0862.955165 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI COLLEPIETRO 0862.955136   0862.955783       0862.955136  C.F: 00093010668
Raggiungere Collepietro:(Stazione Pescara Centrale (Uscita Bussi/Popoli) -Aeroporto d'Abruzzo a 60 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI COLLEPIETRO (AQ)
La Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli era una comunità montana istituita con la Legge regionale 22 aprile 1976, N. 14 della Regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. È stata accorpata alla Comunità montana Montagna di L'Aquila dopo una riduzione delle comunità montane abruzzesi che sono passate da 19 ad 11 nel 2008. La Regione Abruzzo ha abolito la nuova Comunità montana insieme a tutte le altre comunità montane nel 2013. La Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli traeva il suo nome dalle due macroaree di Campo Imperatore e dell'Altopiano di Navelli.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE COLLEPIETRO (AQ)
La Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli. Aveva sede nel comune di Barisciano e comprendeva diciassette comuni della provincia dell'Aquila: Barisciano; Calascio; Capestrano; Caporciano; Carapelle Calvisio; Castel del Monte; Castelvecchio Calvisio; Collepietro; Navelli; Ofena; Poggio Picenze; Prata d'Ansidonia; San Benedetto in Perillis; San Demetrio ne' Vestini; San Pio delle Camere; Santo Stefano di Sessanio; Villa Santa Lucia degli Abruzzi.
CAMPEGGI COLLEPIETRO (AQ)
L'Altopiano o Piana di Navelli è un altopiano carsico situato in Abruzzo, in provincia dell'Aquila, a circa 700 m s.l.m., tra i massicci del Gran Sasso d'Italia a nord, del Sirente-Velino e la Valle Subequana a sud-ovest, della Majella e la Valle Peligna a sud-est, e precisamente nel circondario di Navelli, da cui trae il nome.
VILLAGGI TURISTICI COLLEPIETRO (AQ)
L'Altopiano o Piana di Navelli si ricongiunge a nord-ovest verso la medio-bassa Valle dell'Aterno, ancora più a nord con la bassa Conca Aquilana, a sud-est con la Valle del Tirino ed è attraversato dalla Strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitica. Il territorio rientra all'interno della Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli e rappresenta un collegamento dalla Conca Aquilana alla Conca Peligna e al Pescarese.
AFFITTACAMERE COLLEPIETRO (AQ)
Il tratturo di Collepietro (Aq) Il Tratturo Magno ha inizio alla basilica di Collemaggio e lasciatasi l’Aquila alle spalle, transita tra le rovine della città romana di Peltuinum e fa sosta alla chiesa della Madonna di Cintorelli, prima di traversare in direzione di Forca Penne e della Casauria. Presso la chiesa di Cintorelli dà origine al tratturo gemello Centurelle-Montesecco che si stacca e procede parallelamente al Tratturo Magno con un percorso pedemontano a saliscendi sulle colline abruzzesi e molisane prima di ritrovarlo e confluirvi in Puglia, vicino Chieuti.
BED & BREAKFAST COLLEPIETRO (AQ)
Il tratturo di Collepietro (Aq) Nel suo primo tratto il Centurelle-Montesecco, segnalato da numerosi cippi – i termini di confine – segue la linea dei colli che chiude a est l’altopiano, sfilando a fianco dei borghi di Civitaretenga, Navelli e Collepietro e scendendo poi a Bussi sul Tirino. La passeggiata ad anello che qui proponiamo ha per obiettivo Collepietro; nella prima parte seguiamo il percorso ‘montano’ del tratturo, lungo la panoramica Serra di Navelli; al ritorno traversiamo la bella piana di Navelli con la fonte e la chiesa, infrastrutture a servizio dei pastori transumanti. La base di partenza è la città di Navelli, con i suoi palazzi rinascimentali e le case medievali di pietra. L’intero circuito richiede circa cinque ore di tempo. Ha un solo tratto un po’ faticoso e un dislivello che – tenendo conto del tracciato a saliscendi – raggiunge i 600 metri complessivi.
CASE PER VACANZA COLLEPIETRO (AQ)
Il tratturo di Collepietro (Aq) Il punto di partenza dell’itinerario è Navelli. La visita è d’obbligo, motivata anche dal suo inserimento tra “i Borghi più belli d’Italia” e dai consigli dell’ufficio turistico. Entriamo da Porta da San Pelino e risaliamo tutto il paese per la “direttissima” di Via del Macello. Qui si apprezza il tipico aspetto tardo-medievale: la viabilità “a lisca di pesce”, gli stretti vicoli, le case disposte a schiera, le fondamenta sulla roccia viva, le stalle e le cantine in basso, le abitazioni al piano alto, le “case-arco”, le “case-mura”, i ruderi, il forno e il macello. Il quartiere è spopolato e mostra i danni del terremoto. L’insieme è però suggestivo, grazie anche a qualche restauro, e presta bene i suoi spazi alla musica e al teatro di strada. Raggiungiamo in alto il panoramico cortile col pozzo esterno di Palazzo Santucci: è il classico esempio di palazzo castellato cinquecentesco, utilizzato come residenza signorile dai baroni di Navelli ma sorto come struttura fortificata; le sue architetture sono infatti la fusione del carattere residenziale e di quello difensivo, del quale sono riconoscibili alcuni elementi come le torrette angolari esterne. Scendiamo a Piazza San Pelino percorrendo le strade occidentali, ritmate dai palazzi delle famiglie più importanti, dalle chiese e dalle logge rinascimentali, dalle “mura rotte” della via Urbana.
APPARTAMENTI PER VACANZA COLLEPIETRO (AQ)
Il tratturo di Collepietro (Aq) Dalla Piazza San Pelino (quota 680 circa) usciamo dal paese, sfiorando le casette prefabbricate post-terremoto. Varcata la superstrada grazie a un sottopasso, la costeggiamo sulla complanare, in direzione di Capestrano (nord). Giunti a un piccolo valico, nei pressi della Cona di Croce, una cappella votiva preceduta da una croce stazionaria, troviamo le tracce rosse del tratturo che proviene dalla chiesa di Cintorelli. Qui incontriamo subito una palina segnaletica e due cippi tratturali. Risaliamo ora in direzione est la cresta della Serra di Navelli. La salita è resa disagevole dal terreno pietroso e dai bassi cespugli legnosi. I segnali di vernice rossa sulle pietre e sui rami indicano la direzione dell’ascesa, almeno fino al punto in cui non s’interrompono e cessano bruscamente. Continuiamo l’ascesa fino a raggiungere la sommità della Serra, segnalata da un mucchio di pietre, a quota 967. Il panorama circolare comprende la piana di Navelli a sud e la valle del Tirino a nord, tutti borghi e le rocche disposte a schiera sulle alture dell’aquilano, i monti del Gran Sasso e del Velino, le catene del Morrone e della Maiella che si alzano al di là delle gole di Popoli e della conca peligna. La cresta della Serra cambia ora direzione e si dirige a sud-est in direzione di Collepietro. La traccia del tratturo diventa più evidente sul terreno aperto fino a incontrare un nuovo cippo, che spunta evidente sul pendio.
CASE PER LE FERIE COLLEPIETRO (AQ)
Il tratturo di Collepietro (Aq) A un incrocio di sentieri imbocchiamo la strada sterrata in salita, rassicurati dai nuovi segnali di vernice rossa e dal simpatico logo delle  pecore someggiate. Procediamo lungamente sulla sterrata fino a raggiungere la verticale di Collepietro. Scendiamo in paese seguendo le ripide scorciatoie che tagliano i tornanti della strada. Il paese di Collepietro (Aq) sorge a 850 metri su uno sperone della cresta che separa la piana di Navelli dalla Valle Tritana. Il centro storico, compreso tra Via Capo la Terra e Via Dietro le Mura, conserva tratti medievali risalenti all’epoca dell’incastellamento dei piccoli centri fondati dai Longobardi. Si osservano le case-torri, le porte ad arco, i loggiati, le porte e le finestre architravate in pietra. Al centro del paese sorge la chiesa di San Giovanni Battista. Il monumento più suggestivo è la chiesa della Madonna del Buon Consiglio. La troviamo in posizione isolata fuori del paese, su un ‘riposo’ del tratturo. Una breve scalinata sale al bel portale sormontato da una lunetta. La navata si prolunga negli edifici di pertinenza, in parte in rovina. Ampio il panorama sulla valle di Sulmona e sulla piana di Navelli.
COUNTRY HOUSE COLLEPIETRO (AQ)
Il tratturo di Collepietro (Aq) Lasciamo Collepietro in direzione del fondovalle e di Navelli, osservando le antiche case di pietra e le abitazioni rurali ormai abbandonate. La strada scende a mezzacosta tra i mandorli che crescono sulle pendici rocciose della Serra e raggiunge la piana. Presso un incrocio è il minuscolo lago di Navelli con il lungo fontanile che lo fiancheggia. L’elemento più interessante è il rudere dell’antico pozzo-cisterna a servizio dell’irrigazione e degli allevamenti diffusi nella zona. Due pietre murate sul fronte dell’edificio riportano un’iscrizione e una data. Ancora pochi passi in direzione di Navelli ci portano alla chiesa rurale della Madonna delle Grazie. La facciata, dotata di un oculo e di un campaniletto a vela, è preceduta da un portico con un basamento che sostiene due pilastri laterali e da due agili colonnine con semplici capitelli. Il portale è affiancato da due finestrelle e sormontato da una lunetta con l’immagine mariana di dedicazione. Interessanti sono le scritte votive e i piccoli calvari incisi sulla pietra, lasciati nel tempo dai pastori e dai pellegrini di passaggio. Un percorso tra i capannoni rurali e le grandi stalle ci riporta al sottopasso della statale e al centro di Navelli.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' COLLEPIETRO (AQ)
Il tratturo di Collepietro (Aq) Le edizioni Exorma hanno pubblicato nel 2015 un magnifico volume collettivo, con un ricco corredo fotografico, dal titolo Abruzzo sul Tratturo Magno, curato da Letizia Ermini Pani. Il sottotitolo “ Borghi Archeologia Paesaggio Architettura Tradizioni Arte Transumanza” esplicita la varietà dei contributi raccolti e le declinazioni disciplinari degli specialisti coinvolti. Ma volumi e convegni produrrebbero effetti limitati senza un lavoro concreto di ricerca sul campo, di riapertura e di marcatura degli antichi tratturi. Questo lavoro è stato meritevolmente svolto dal Gal Gran Sasso Velino grazie a un progetto europeo. I frutti sono ben documentati nel sito Tratturi e Cammini (www.tratturiecammini.galgransassovelino.it).
RIFUGI E BIVACCHI A COLLEPIETRO (AQ)
Il tratturo di Collepietro (Aq) Le greggi scendevano dai pascoli montani e si radunavano attorno alla chiesa di S. Maria di Cinturelli, nella Piana di Navelli in territorio di Caporciano. Partirete da qui, dallo stesso luogo in cui il Tratturo Magno proveniente da L’Aquila piega per risalire la montagna e svalica a Forca di Penne in direzione dell’Adriatico. Voi, invece, vi dirigerete a sud-est salendo sul Monte Castellone e poi percorrerete tutta la lunghezza della sommità della Serra di Navelli regalandovi a lungo splendidi panorami infiniti su un territorio incredibilmente denso di memorie storiche e di architetture testimoni dei secoli di grande potenza economica. Questo è il tratto iniziale del Tratturo Cinturelli-Montesecco nei comuni aquilani di Caporciano, Navelli e Collepietro da cui scende in provincia di Pescara a Bussi sul Tirino e poi prosegue il suo viaggio lungo 120 km fino a Montesecco nei pressi di Chieuti, in provincia di Foggia, dove incontra nuovamente il Tratturo Magno.
Il tratturo di Collepietro (Aq) Il Cinturelli - Montesecco si distacca del Tratturo Magno (L’Aquila- Foggia) presso la chiesa di Santa Maria di Cinturelli, nei territori del comune di Caporciano (Aq), e vi si riunisce in località Montesecco, poco dopo il confine col Molise, a 4,5 km dalla città di Chieuti in provincia di Foggia.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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