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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Collelongo

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI COLLELONGO (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di COLLELONGO (Aq) (m.  s.l.m.)
     
  CAP: 67050  - 0863 -  0863.948219 - Da visitare:    
 MUNICIPIO DI COLLELONGO 0863.948537   0863.948317       0863.948537  P. Iva: 00190850669
Raggiungere Collelongo:(Stazione Avezzano (Uscita Aielli/Celano) -Aeroporto d'Abruzzo a 112 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI COLLELONGO (AQ)
La Storia del paese di Collelongo (Aq). Periodo preistorico: Nella Vallelonga la civiltà ha origini lontanissime. Le più antiche testimonianze della presenza umana nel territorio di Collelongo risalgono al periodo Paleolitico medio, circa 400 mila anni fa: sono oggetti di selce che attestano l'attività prevalentemente venatoria di popolazioni nomadi. Presenze stanziali risalgono al periodo Neolitico, circa 7.000 anni fa, di cui sopravvivono sparuti resti di villaggi, e all'Età del ferro (IX secolo a.C.-VIII secolo a.C.), di cui restano scorci delle recinzioni murarie degli “ocres”, fortificazioni rinvenute su alcuni colli, e di necropoli di tombe circolari a tumulo. Dai corredi funerari di chiaro stampo guerriero si evince che questi popoli erano in continuo conflitto tra di loro. Solo nel V secolo a.C. tutti questi “ocres”, che erano comunità indipendenti (touta) rette da magistrati della nobiltà guerriera, si riunirono sotto un'unica denominazione: i Marsi, popolo di guerrieri mercenari che dal V secolo a.C. combatterono per le potenze mediterranee.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE COLLELONGO (AQ)
I Marsi di Collelongo (Aq). Nel 302 a.C. i Marsi si allearono con Roma, è in quest'epoca che venne costruito il Vicus di Amplero, mirabile esempio di architettura ed urbanistica di quel popolo. L'insediamento italico-romano di Amplero è l'elemento più importante del patrimonio archeologico di Collelongo. Verso la fine degli anni Sessanta il pastore contadino Vincenzo Grande scoprì casualmente reperti italici e medievali: ciò diede l'avvio alla campagna di scavi che portò alla luce i resti della civiltà Marsa e Romana disseminati lungo tutta la Vallelonga. L'insediamento di Amplero consta di un'acropoli, un villaggio e due necropoli, con numerosi reperti di grande interesse: edifici templari, cisterne in muratura, tombe con corredi funerari. L'acropoli, che sorge sul colle La Giostra, racchiude due edifici templari, una cisterna per la raccolta di acqua piovana e una stipe votiva. Qui sono stati rinvenuti diversi elementi artistici e religiosi, con ex voto che rappresentano quasi sempre figure femminili, o modelli di arti inferiori, nonché una statuetta raffigurante una madre che allatta il bambino, da riferirsi probabilmente ad una divinità. Alla base del colle su cui poggia l'acropoli, in località San Castro, sorge il vicus italico-romano, fulcro della ricerca archeologica, con resti ben visibili e consistenti. È stata accertata la presenza di edifici di carattere monumentale per uso pubblico e l'esistenza di una zona, prima residenziale, poi adibita a sepoltura. La cospicua quantità di reperti rinvenuti, soprattutto materiali edilizi, ha consentito una puntuale ricostruzione del sito nonché un'accurata disamina dello stile di vita degli abitanti del luogo. Poco distante sorge una piccola necropoli con non più di dieci tombe.
CAMPEGGI COLLELONGO (AQ)
I Marsi di Collelongo (Aq). In località Cantone si trova invece la grande necropoli in uso tra il Secolo I avanti Cristo e il Secolo I dopo Cristo. Con le sue oltre cinquanta tombe, la necropoli ha fornito dati a sufficienza per ricostruire non solo lo svolgimento dei culti funerari, ma anche le caratteristiche fisiche ed antropiche degli antichi abitanti del vicus di Amplero. Fra gli oggetti di corredo funerario, oltre a numerose lapidi e stele, spicca il letto in osso custodito nel museo archeologico nazionale di Chieti. Questo periodo di splendore venne interrotto dalla guerra sociale del 91-87 avanti Cristo, che ridimensionò gran parte dei centri descritti. In seguito vennero costruite numerose ville della nobiltà locale e, più tardi, monumentali mausolei di età imperiale. Da menzionare anche l'area archeologica di Fonte Jò, con reperti che si collocano nell'Età del bronzo e ruderi di un piccolo vicus italico-romano.
VILLAGGI TURISTICI COLLELONGO (AQ)
La Storia del paese di Collelongo (Aq). Periodo medievale: Con la fine del mondo antico il territorio della Vallelonga subisce le distruzioni legate alle invasioni barbariche, soprattutto durante la guerra Gotico-Bizantina che interessò soprattutto la Regione Valeria (537-538 d.C.). Con l'arrivo dei Longobardi (571-574 d.C.) e l'eliminazione dei superstiti esponenti della gentes locale, il territorio collassa e solo sul finire dell'VIII secolo si notano i primi segni di ripresa ad opera delle comunità monastiche farfensi e cassinesi. Ai Longobardi è da assegnare la nascita del culto dedicato a Sant'Angelo e, quindi, anche della Chiesa di Sant'Angelo a Collelongo citata successivamente nella Bolla di Papa Clemente III del 1188 (Di Pietro, 1869). Nel 774 la Marsica Longobarda (Marsia) viene conquistata dai Franchi di Carlo Magno pur rimanendo inserita nel Ducato di Spoleto. A partire dal 789 abbiamo la prima documentazione sulla presenza di stanziamenti Monastici nella Vallelonga (Valle Transaquana) con la famosa Curtes di San Leucio in Moscusi di Villavallelonga, la più importante Fondazione Farfense della Marsica orientale dall'VIII al XII secolo (Palozzi, 1982). Nell'859-860 la Marsica diventa sede di Contea autonoma (Contea dei Marsi) ad opera di Lotario I. All'opera dei Monaci di Farfa (Rieti) si affianca quella di Montecassino con la prepositura di Santa Maria di Luco dei Marsi che dal 970 avrà controllo diretto di gran parte dei possedimenti agrari della Vallelonga e della sua terminale Valle Marculana (Prati d'Angro) con il Monastero di San Martino in Valle Transaquana e le Chiese di Santa Maria a Collelongo, San Bartolomeo in Arce e Santa Maria in Valle Marculana (Chron. Mon. Casin., II, 7 = anno 970-985; III, 61 = anno 1077).
AFFITTACAMERE COLLELONGO (AQ)
I Normanni e Saraceni nella Storia del paese di Collelongo (Aq). Nel 1076 abbiamo i primi tentativi di conquista della Marsica da parte dei Normanni che solo nel 1143 avranno la resa definitiva dei Conti dei Marsi. Della Chiesa di Santa Maria a Collelongo si fa ulteriore cenno nel 1089 e nel 1137 (Reg. Mon. Casin., II, 14). Verso la fine dell'Alto-Medioevo la Valle Transaquana vede nascere i Castelli-recinti medievali, eretti dai Feudatari Franco-Longobardi e dai Monaci dopo le scorrerie dei Saraceni (Agareni) e degli Ungari del IX-X secolo. La Marsica, terra di frontiera, viene ora a trovarsi sui confini settentrionali del nuovo Regno Normanno d'Italia, mentre precedentemente era sui confini meridionali del Ducato di Spoleto. È proprio in un documento Normanno del 1167-1188, il Catalogus Baronum, che abbiamo l'elenco completo dei Castelli della Vallelonga, inseriti nella Contea di Albe: Collelongo e Rocca de Cerri, Feudi di quattro militi di Rogerius de Albe (circa 500 abitanti) (Jamison, 1972). I due incastellamenti, strettamente collegati e complementari, sono riconoscibili sul costone Nord di Colle Cerri, (Rocca de Cerri), e sulla sommità di Monte Calvario (Collelongo); quest'ultimo era collegato ad una Torre avanzata sul sito dell'attuale Piazza San Rocco. Ai due Castelli-recinti citati si affiancano le Fortificazioni Monastiche di Castelluccio-Torricelle della Valle Canale dei Cassinesi (Castello-recinto) e quella di Costa Fonte Astuni dei Farfensi (Torre-cintata). Ai Monaci Volturnensi è da assegnare il Monastero di Sant'Elia posto sopra la Fonte omonima dei Prati di Sant'Elia, di cui abbiamo, però, una documentazione dal XIV al XVII secolo come "grangia" di Sancti Johannis de Collibus e da cui provengono i resti ossei di San Deodato, ora conservati nella Chiesa di San Giovanni Valle Roveto (Antonelli, 1986).
BED & BREAKFAST COLLELONGO (AQ)
La Storia del paese di Collelongo (Aq). Con la Bolla di Papa Clemente III del 1188 abbiamo l'elenco delle Chiese che appartenevano alla Diocesi dei Marsi con l'esclusione dei Monasteri affiancati già descritti: San Martino in Valle Trasaccana, Sant'Angelo e Santa Maria a Collelongo, San Leucio e San Nicola in Rocca de Cerri, Sancti Laurenti nei Prati d'Angro (Di Pietro, 1869). Vi compare per la prima volta la Chiesa di Sant'Angelo, la più antica di Collelongo, distrutta dal terremoto del 1915; era nell'area della Piazza Sant'Angelo posta a monte della Chiesa Parrocchiale. Precedentemente, nel privilegio del 1137 dell'Imperatore Lotario III a Montecassino, troviamo le Chiese Monastiche della Vallelonga: San Leucio in Muscosi, San Bartolomeo in Arce, Santa Maria a Collelongo (Gattola, 1734). Nel Secolo XIII Collelongo e Rocca de Cerri sono inserite nella Contea di Celano ed assistono alle lotte fra il Conte di Celano e Molise Tommaso ed il Sovrano Svevo Federico II, lotte che porteranno alla distruzione di Celano nel 1223. Agli inizi del secolo viene realizzata, per l'arredo della Chiesa di Santa Maria, la tela dipinta e incollata su tavola raffigurante la Madonna delle Grazie con Bambino e sottostanti figure di santi.
CASE PER VACANZA COLLELONGO (AQ)
La Storia del paese di Collelongo (Aq). Carlo I d'Angiò e la Marsica: Il dominio Svevo termina poi nel 1268 con la Battaglia di Tagliacozzo e con la fine di Corradino di Svevia. Il vincitore, Carlo I d'Angiò, divide l'Abruzzo in due Giustiziariati posti sopra e sotto il fiume Pescara con i due incastellamenti della Vallelonga, Rocca de Cerri e Collelongo, inseriti nel “Justitiariatus Aprutii ultra flumen Piscarie” come documentato da un Diploma dato in Alife il 5 ottobre 1273 (Faraglia, 1891). Nell'ottica delle ricompense dell'Angioino Carlo I verso i suoi servitori d'arme, vediamo l'assegnazione nel 1279 al Cavaliere Francese Giovanni Matteo della quarta parte di Rocca de Cerri, Collelongo e Trasacco. Nel 1293 i due Feudi sono nelle mani di Ottone de Toucy, poi nel 1316 della Contessa Filippa di Celano. Successivamente, dal 1339 al 1343, nella Contea Albense di Oddo de Tumato e poi di Maria d'Angiò; nel 1390 Collelongo è inserita nelle Contee riunite di Albe e Celano proprietà di Luigi di Savoia, Viceré d'Abruzzo e Governatore de L'Aquila. Sul finire del secolo vediamo i due Feudi nella Contea di Celano sotto il Francese Ramundo d'Artus (Palozzi, 1982; Belmaggio, 1995). Nel Trecento abbiamo anche la consistenza fiscale delle sue Chiese nelle decime Vaticane (tar. = "tarini", moneta dell'epoca): nel 1308 = Clerici Rocche de Cerri solvit tar. VI.; Clerici Castri Longi solverunt tar. XXVIII. Nel 1324 sappiamo che la Chiesa di Santa Maria a Collelongo era diretta dall'Abbate Rainaldo e dai clerici Pietro, Simone ed Alessandro, mentre Archipresbitero Angelo reggeva, con l'ausilio dei canonici Pietro e Odorisio, la Chiesa di San Giovanni a Collelongo (sul sito dell'attuale Chiesa Parrocchiale); non abbiamo, invece, il nome del Sacerdote che reggeva la Chiesa di Sant'Angelo (Sella, 1933). È questo il secolo in cui ha inizio il fenomeno del sinecismo, di concentrazione degli abitanti del territorio di Collelongo intorno alla vecchia Torre quadrata Normanna di Piazza San Rocco, Torre dotata nel Trecento della scarpa di base. Di nessuna consistenza sono le ipotesi degli storici Marsicani del passato dell'esistenza nel territorio Collelonghese degli abitati medievali di Castulo, Mensula-Mesula, Bettoria-Victorita e Sclavi: i primi due sono nel territorio di Ortucchio (Colle Castello e Misola); il terzo è ricercabile nell'attuale quartiere di Santa Vittoria di Casali d'Aschi; Sclavi corrisponde al sito del vecchio Monastero di San Martino di Rosciolo, ora Cimitero (Grossi, 1985). Nel 1400 Collelongo con Rocca de Cerri rimangono inserite nella Contea di Celano con Ruggero (1400), Iacovella di Celano (1424), Odoardo Colonna (1427), Giacomo Caldora (1436), Leonello di Acclozamora (1440), Luigi da Celano (1445), Iacovella (1447) ed infine Piergianpaolo Cantelmi, Duca di Popoli e Conte di Sora e Alvito, che nel 1459 concede un privilegio alle Universitas di Collelongo e Villavallelonga (Palozzi, 1982; Belmaggio, 1995). Il documento del Cantelmi conferma l'affermarsi delle Universitas popolari nell'ambito dei nuovi borghi tardo-medievali di fondovalle. I vecchi Castelli vengono totalmente abbandonati a favore degli insediamenti di pianura (ex villae e curtes) più vicini alle nuove arterie transumanti della pastorizia orizzontale diretta in Puglia (Regio Tratturo di Pescasseroli), in Campania (Terra di Lavoro) e nel Lazio.
APPARTAMENTI PER VACANZA COLLELONGO (AQ)
La Storia del paese di Collelongo (Aq). Agli inizi del secolo sappiamo dal Codice delle Decime della Diocesi dei Marsi che la Chiesa di San Leucio era tassata di grani quartaria tria ad cuppam con il concorso dei Castri Collelongo e Rocca de Cerri. Mentre la Chiesa di San Martino de Troja era tassata per due fiorini d'oro (Di Pietro, 1869). Collelongo si racchiude, dalla seconda metà del 1400 alla prima metà del secolo successivo, con una cinta di case-mura dotata di due porte e due posterule (anguste porte d'accesso), le torrette rompitratta semicircolari, un bastione angolare rotondo sul versante est e la torre quadrata di piazza San Rocco in funzione di mastio affiancata al palazzo Baronale. Nell'interno le chiese di Sant'Angelo e San Giovanni, mentre l'antica chiesa Cassinese di Santa Maria (Santa Maria extra moenia) diventa Chiesa Sepolcrale e viene circondata da difese murarie proprie costituendo una Torre-cintata avanzata. Ad Amplero sono presenti le chiesette rurali di Sancti Casti e Sant'Elia; dalla prima ha origine l'attuale toponimo di "San. Castro". Le locali Universitas sono rette da quattro Massari eletti ogni anno da un Consiglio di Deputati nominati dall'Arengo dei capifamiglia del paese. Nella seconda metà del 1400 Collelongo e Villavallelonga sono Feudi dei Piccolomini a partire dal 1464 con Antonio Piccolomini, poi con Alfonso II, Innico, Costanza, Giovanni Silveri ed infine dai Piccolomini ai fratelli Carlucci di Marano-Magliano dei Marsi che nel 1571 restaurano ed ingrandiscono il Palazzo Baronale di Collelongo. Con i Piccolomini i due centri della Vallelonga diventano sede di un Marchesato autonomo indipendente dalla Contea di Celano. Sul finire del cinquecento, Bartolomea Carlucci, marchesa di Collelongo, sposa Clemente Sannesio ed alla sua morte, avvenuta nel 1649, il marchesato passa ai Sannesi fino al 1654. È in età Rinascimentale, nella seconda metà del Cinquecento, che la trecentesca chiesa di San Giovanni viene trasformata in nuova chiesa parrocchiale col nome di Santa Maria Nova; anche Santa Maria Nova viene ampliata nel 1557.
CASE PER LE FERIE COLLELONGO (AQ)
La Storia del paese di Collelongo (Aq). Età moderna: Il 1600 vede il paese di Collelongo superare immune la famosa peste del 1656 che ridusse al minimo gli abitanti di Villavallelonga e degli altri paesi della Marsica. È questo il periodo in cui viene edificata, fuori dalle mura, la Chiesa di San Rocco, Santo che viene proclamato Patrono del paese. I Francescani, invece, nel 1630 prendono possesso della vecchia Chiesa Monastica di Santa Maria, ora detta Santa Maria a Monte, e vi affiancano un loro Convento. Nello stesso secolo si inasprivano i conflitti con le Universitas vicine per il possesso dei territori di confine, soprattutto con Villavallelonga e Trasacco, problemi nati già nel Cinquecento. A questi conflitti antichi (guerre fra poveri) si aggiunsero quelli dal Settecento fino al nostro secolo con i vicini centri di Balsorano, San Vincenzo Valle Roveto, Civita d'Antino ed Ortucchio (Belmaggio, 1995). Nel secolo successivo, dal 1724, il Marchesato passa ai Sacrati e nel 1752 ai Pignatelli che lo tennero fino al 1806, anno dell'abolizione della feudalità nel Regno di Napoli. L'ultimo feudatario di Collelongo e Villavallelonga fu, quindi, il Marchese Cesare di Giovanbattista Pignatelli. Nei Secoli XVII e XVIII Collelongo vede l'emergere dei ricchi latifondisti Floridi e Botticelli che, insieme ad altri professionisti come i Rossi e i Fiore, furono i soli locati a potersi permettere, in forme private, la grande transumanza pastorale orizzontale verso la Puglia e la Campania. I loro palazzi si ergono nell'interno della cerchia muraria con considerevoli altezze, ora dimezzate dal terremoto del 1915: i Floridi edificano, in occasione del Giubileo del 1700, una cappella privata dedicata alla Madonna del Rosario, ora sede del Sacrario ai Caduti di tutte le guerre. La stessa Chiesa Parrocchiale è ingrandita ed abbellita nel 1746. Dal confronto con Villavallelonga, Collelongo sembra avere, dal XVII al XVIII secolo, un'economia mista basata sia sull'agricoltura che sull'allevamento, mentre la vicina università è orientata verso una esclusiva attività pastorale (fonte Leucio Palozzi, Edizioni Dell'Urbe - Roma, 1982).
COUNTRY HOUSE COLLELONGO (AQ)
La Storia del paese di Collelongo (Aq). Età contemporanea - Il brigantaggio: L'Ottocento vede Collelongo, ora libero Municipio, interessato dalle "vendite" carbonare e dal vasto fenomeno del brigantaggio. Nel paese era presente la vendita detta I figli di Socrate con il Gran Maestro Vincenzo Floridi e 35 aderenti[13]. Intorno alla metà del secolo operavano nell'area le bande dei briganti Chiavone, Mattei e Capoccia che funestarono la Vallelonga fino al 1870 (Walter Cianciusi, Edigrafital - Teramo 1972; Leucio Palozzi, Edizioni Dell'Urbe- Roma, 1982). A metà del secolo la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Nova, viene ampliata ulteriormente con l'aggiunta della terza navata laterale destra ed il campanile impostato su una torretta rompitratta delle mura. Con il prosciugamento del Fucino l'attività della transumanza entra in crisi ed anche i terreni agrari della Vallelonga perdono di competitività rispetto alle nuove terre emerse. A questa crisi dei paesi di montagna si aggiunge anche l'opera distruttiva della natura con il terremoto del 1915 che distrusse i centri storici e provocò la morte di 96 persone a Villavallelonga e solo 5 a Collelongo. Al sisma si aggiunsero i morti della I e II Guerra Mondiale ed il vistoso fenomeno dell'emigrazione iniziato già sul finire dell'Ottocento. Solo con l'assegnazione di parte delle terre del Fucino nel 1954 da parte dell'Ente per la valorizzazione del Fucino ha inizio un fenomeno di timida rinascita economica della Vallelonga grazie anche allo sfruttamento dei boschi ed alla presenza del Parco Nazionale d'Abruzzo. Nel 1968 iniziano i primi scavi da parte dell'università di Pisa ad Amplero continuati fino al 1987, i cui risultati scientifici insieme al letto in osso vennero presentati nel 1989 durante una mostra al palazzo Botticelli. Attualmente si tenta, fra tante difficoltà, di potenziare la presenza turistica dato l'alto potenziale ambientale e storico del territorio.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' COLLELONGO (AQ)
La Storia di Collelongo (Aq). Un itinerario storico unico quello della Vallelonga: dalla grotta Continenza di Trasacco, in cui gli uomini primitivi trovavano riparo e vi seppellivano i morti, all’imponente opera del prosciugamento del Fucino, considerato un miracolo di ingegneria idraulica; dall’alone di mistero intorno alla dea Angizia, dal cui bosco (lucus) prende il nome Luco dei Marsi, all’area archeologica italica del IV secolo a.C. venuta alla luce a Collelongo nel corso degli scavi di Amplero. Torre Baronale: La Torre Baronale venne edificata a guardia dell’antico borgo medioevale qual’era Collelongo agli inizi dell’anno 1000, a controllo e difesa del lungo percorso che conduceva alla Valle Roveto. La struttura della torre si caratterizza per una tecnica costruttiva lineare, basata sull’utilizzo di conci di pietra calcarea squadrati: venne rinforzata nel XIV secolo e utilizzata nel Rinascimento come mastio dell’abitato, con l’adiacente Palazzo baronale. Completamente in pietra e di pianta quadrata, si presenta come il frutto di varie modifiche, tra le quali la sua ricostruzione dopo il terremoto del 1915. Oggi è l’accogliente e affascinante sede dell’albergo ristorante Locanda Torre del Parco. Chiesa Madonna a Monte: È una chiesa benedettina: nelle cronache di Montecassino dell’anno 873 è scritto che la chiesa Madonna a Monte in Collelongo è associata a quella di Luco dei Marsi. Per la prima volta si legge il nome del paese. Chiesa Santa Maria Nova: Situata nel centro del paese, è la chiesa parrocchiale: costruita sulle sponde del Rio risale al XIII secolo. Ospita le statue dei Patroni, di Sant’Antonio Abate in pietra e la Via Crucis dello scultore Francesco Sansone.
RIFUGI E BIVACCHI A COLLELONGO (AQ)
Le chiese da visitare a Collelongo (Aq). Chiesa di San Rocco: Il Seicento vede il paese di Collelongo superare immune la famosa peste del 1656, che ridusse al minimo gli abitanti di Villavallelonga e degli altri paesi della Marsica. È questo il periodo in cui viene edificata, fuori dalle mura, la Chiesa di San Rocco, Santo che venne proclamato Patrono del paese. La chiesa è stata completamente restaurata nel 2004. Chiesa Madonna del Rosario: Situata nei pressi del Municipio, La Cappella dei Floridi, dedicata alla Madonna del Rosario, fu eretta in occasione del Giubileo del 1700. Oggi è Sede del Sacrario ai Caduti di tutte le guerre, come ricordano le lapidi con i nomi dei caduti affisse al muro ed i bassorilievi con i profili di due soldati. Fonte Vecchia di Collelongo: La fontana Fonte Vecchia, progettata come lavatoio, abbeveratoio e principale punto di approvvigionamento idrico del paese, fu realizzata durante il regno di Gioacchino Murat, nel 1840. Fu lo scultore collelonghese Francesco Sansone a restaurarla e a dotarla di una fronte scenografica con scalinata e bocchettoni scolpiti di sua mano. Situata nelle vicinanze dell’ottocentesca Piazza San Rocco, dove sgorgavano cinque rivoli d’acqua, è formata da una lunga vasca rettangolare realizzata in conci di pietra squadrata, addossata ad un muro in pietra contenente bocchettoni/mascheroni antropomorfi diversi l’uno dall’altro, più due lastre uguali raffiguranti un Sole.
Arte e Cultura a Collelongo (Aq). Ad Amplero campagne di scavo condotte per trent’anni dal 1960 hanno portato alla luce un’area archeologica italica del IV secolo a.C., mirabile esempio di architettura ed urbanistica. L’insediamento di Amplero, città fortificata (oppidum) con mura ciclopiche, consta di un’acropoli, due “vicus” o agglomerati urbani e le due necropoli Cantone e San Castro, con numerosi reperti di grande interesse: edifici templari, cisterne in muratura, tombe con corredi funerari. L’acropoli, area sacra che sorge sul colle La Giostra, racchiude due edifici templari, una cisterna per la raccolta di acqua piovana e una stipe votiva. Di notevole rilievo i resti di uno splendido letto funerario in osso della necropoli del Cantone. Il letto, restaurato, è custodito nel Museo nazionale di Chieti, mentre una copia in legno si trova nel Museo di Palazzo Botticelli insieme ai reperti più significativi, come le Gambe del Diavolo. Museo della Civiltà Contadina: Da Palazzo Botticelli, sede del Museo Civico Archeologico di Collelongo, inizia il Museo della Civiltà contadina e del lavoro delle montagne abruzzesi, istituito nel 1999 e concepito come un percorso museale diffuso che si snoda per le vie del centro storico del paese e termina alla Casa del Tempo, una fedele ricostruzione degli ambienti arredati in una tipica casa contadina dei primi del ‘900. Gli oggetti esposti nel percorso museale che attraversa Collelongo, nella loro raffinatezza, rappresentano delle vere opere d’arte. Tutti gli oggetti sono riprodotti in un catalogo ed arricchiti da dettagliate didascalie. Arte Sacra: Lo sguardo di San Rocco, di Piero Guccione Lo sguardo di San Rocco, di Piero Guccione Madonna Assunta, di Luciano Ventrone Madonna Assunta, di Luciano Ventrone San Michele Arcangelo, di Mario Ceroli San Michele Arcangelo, di Mario Ceroli San'Antonio Abate, di Riccardo Tommasi Ferroni San’Antonio Abate, di Riccardo Tommasi Ferroni.
Arte e Cultura a Collelongo (Aq). L’Abruzzo è ricchissimo di monumenti, musei e opere d’arte di importanza e bellezza assoluti, spesso noti anche a livello internazionale, con la peculiarità di essere diffusamente distribuiti nei borghi più piccoli e sperduti. Questi capolavori hanno aspetti e caratteri diversi: possono essere moderne cattedrali urbane, antichissimi ritrovamenti archeologici, solitarie chiese tratturali o severi monasteri montani inseriti nel paesaggio. Ma ognuno di essi è uno scrigno di tesori d’arte. Trompe-l’oeil; Luomo-con-la-valigia-Murales. In Italia sono stati censiti quasi trecento paesi che vantano opere d’arte e pitture murali eseguite sulle pareti esterne delle abitazioni, realizzate con differenti tecniche pittoriche e diverso tema. Affrescati a volte per protestare, a volte per decorare, altre per raccontano una storia, spesso diventano “opere d’arte”. Collelongo è uno dei luoghi più ricchi di quadri murali e -in particolare- di trompe-l’oeil, tutti opera del Maestro Fabio Rieti: li ha realizzati in più riprese, dal 1988 al 2013, trasformando il paese in un museo d’arte pittorica all’aperto. Museo Palazzo Botticelli a Collelongo: Il Museo Civico Archeologico di Collelongo è ospitato all’interno dell’antico Palazzo Botticelli, risalente al XVII secolo, e conserva un’importante raccolta di reperti databili dal VI secolo a.C. al I sec. d.C. Il territorio ha avuto presenze umane fin dal Paleolitico e le presenze stanziali risalgono al Neolitico. Alla Fonte Jó sono state rinvenute tracce di capanne dell’età del bronzo-ferro e di fusione di metalli.
Natura a Collelongo: Nei suoi boschi e sugli alti gruppi montuosi, vivono gli ultimi esemplari di alcune specie salvate dall’estinzione: l’Orso Bruno Marsicano (Ursus arctos marsicanus), il Camoscio d’Abruzzo, considerato il camoscio più bello del mondo, il Lupo Appenninico (Canis lupus italicus), un tempo diffuso lungo l’intero arco degli Appennini, il Cervo, il Capriolo, il Daino e il Falco pellegrino. Fare sport a Collelongo: Ideale come mèta naturalistica e sportiva, Collelongo promuove il territorio della Vallelonga attraverso molte attività: escursioni in mountain bike e a piedi, sci alpino e nordico, ciaspolate, trekking a cavallo, iniziative didattiche per bambini, eventi sportivi per dilettanti e professionisti, tour con itinerari guidati nella natura e arrampicate sportive. Centro Sportivo Chiaravalle: Situato in un’oasi naturale e circondato da uno spettacolare panorama. Dotato di una grande palestra polivalente ad alte vetrate. Accanto alla palestra è situata una grande e ristrutturata piscina esterna, attrezzata per attività sportive (acqua-gym, posturale, step) con bar interno ed esterno. Stadio di calcio: Situato accanto al Centro Sportivo e all’Ostello Parco d’Abruzzo, con campi di calcio in erba sintetica, è sede dell’attività calcistica dell’Associazione Sportiva Vallelonga, nata nel 2009 dalla fusione delle squadre di calcio A.S.D. Villavallelonga e Folgore Collelongo. Una bellissima struttura nuova, coperta, dove si svolgono i Campionati Regionali e Nazionali di Bocce. Il nuovo campo polivalente è in erba sintetica e dotato di illuminazione notturna; sta sull’area, ampliata, del vecchio campo da tennis del 1988, nel complesso sportivo comunale; è adatto per il calcio a 5, il tennis, la pallavolo; a fianco c’è metà campo da basket in cemento, con un canestro. E’ pronto dal 12 novembre. Maneggio a Collelongo: Si trova alla pendici del monte che separa Collelongo da Amplero. Le escursioni a cavallo permettono di raggiungere l’area archeologica di Collelongo, fondendo l’itinerario naturalistico con un percorso storico e culturale tra i reperti di una civiltà scomparsa. Collelongo ospita anche un Kartodromo con il circuito più lungo della zona marsicana. Inoltre, Il Gruppo Escursionisti Collelongo La Rapela organizza escursioni guidate al Monte Velino, Coppo dell’Orso, Monte Viglio, Monte Marcolano e sul Gran Sasso.
Arte e Cultura a Collelongo (Aq). Presso la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Nova, oltre ad un organo del 1745, si trovano numerose opere d’arte, commissionate dal Comitato per le Opere d’Arte di Collelongo. Sulla navata laterale sinistra i resti di un affresco della fine del Cinquecento con San Bernardino da Siena in atto di adorare la Madonna e una Pala d’altare con San Michele Arcangelo di Mario Ceroli. Sulla navata laterale destra un altare del 1790 con statua in pietra di Sant’Antonio datata 1642, una Pala d’altare di Sant’Antonio di Riccardo Tommasi Ferroni e una statua lignea di San Rocco del 1850, “Lo sguardo di San Rocco”, di Piero Guccione. Le Formelle della Via Crucis sono di Francesco Sansone. Natura a Collelongo: All’interno dei Parchi Nazionali e delle numerose aree protette, disseminate non solo sugli Appennini abruzzesi, ma anche sulle dolci e fertili colline dell’entroterra, è custodito uno dei più ricchi patrimoni di specie vegetali e animali d’Europa. La Vallelonga è una delle valli longitudinali dell’Appennino abruzzese. È disposta in direzione sud-est, parallela alla Valle Roveto da cui è divisa dalla Serra Longa. Per un lungo tratto assume l’aspetto di un vasto altipiano carsico. Collelongo-panorama-aereo Collelongo è incastonato fra il monte Cona ed il monte Malpasso, nella parte centrale della Vallelonga, a sud-ovest della Marsica, a circa 915 metri sul livello del mare, fra magnifici boschi di faggio, acero e cerri. Al confine con il Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise, Collelongo offre un rapporto privilegiato con la natura. Le strutture ricettive a Collelongo: La caratteristica delle strutture di Collelongo, che siano palazzi settecenteschi, antiche torri dalla suggestiva atmosfera romantica, impianti sportivi moderni o strutture restaurate e funzionali con wi-fi, sta nella loro perfetta integrazione con il magnifico paesaggio circostante. Ma il vero punto di forza di Collelongo è la qualità e la familiarità dell’ospitalità offerta: quella rara capacità di far sentire il turista sempre e ovunque a casa. Palazzo Botticelli: Il Palazzo Botticelli è il cuore dell’attività culturale e artistica di Collelongo. Ex residenza della famiglia Botticelli, è un edificio del XVII secolo che si ergeva nell’interno della cerchia muraria con considerevoli altezze, ora dimezzate a causa del terremoto del 1915. Ristrutturato negli anni ’90, all’interno dal Palazzo hanno sede: Il Museo Civico Archeologico di Collelongo, dedicato ai reperti italici rinvenuti nell’area archeologica di Amplero; Il Centro Polivalente con Teatro all’aperto, decorato da affreschi del pittore Fabio Rieti, dedicati all’emigrazione dei Collelonghesi nel mondo; La Sala Auditorium, attualmente adibita a Teatro coperto e utilizzata per spettacoli musicali, cineforum, piéce teatrali, presentazioni di libri, eventi; La Biblioteca Comunale, esistente sin dagli anni ’70, risistemata con una nuova e accurata catalogazione dei libri. Residenza per anziani San Rocco a Collelongo: Fiore all’occhiello della Marsica, la Residenza per anziani San Rocco a Collelongo è una moderna struttura inserita nella bellissima cornice del Parco Nazionale d’Abruzzo. Offre ospitalità e accoglienza indipendentemente dalle condizioni fisiche, garantendo una soluzione abitativa familiare confortevole e servizi sanitari assistenziali giorno e notte. Torre Baronale: La Torre Baronale è stata completamente rinnovata e accoglie al suo interno La Locanda Torre del Parco. La struttura è un confortevole albergo con ristorante a conduzione familiare, dove si possono gustare specialità regionali abruzzesi fresche e artigianali. È situata su 4 livelli: il primo e il secondo livello ospitano 3 ampie sale da pranzo e aree comuni, il terzo le camere, il quarto livello un panoramico terrazzo con una splendida visuale. Ogni stanza del ristorante ha un bellissimo camino in pietra. L’Ostello Parco d’Abruzzo (Ostello della gioventù) L’Ostello Parco d’Abruzzo è gestito da una piccola impresa familiare che si caratterizza per l’impegno nella promozione del territorio della Vallelonga attraverso iniziative turistiche, gastronomiche e sportive, come la fattoria didattica, l’agriturismo, le escursioni, la scuola di equitazione, il trekking a cavallo. Tutti gli operatori dell’azienda sono cresciuti in questo angolo d’Abruzzo, persuasi delle grandi potenzialità che Collelongo ha ancora da esprimere. L’edificio dell’Ostello e tutta l’area circostante sono stati completamente rinnovati, rendendo ogni ambiente moderno, accogliente e confortevole. L’Ostello è dotato di camere ampie e ristrutturate, un grande ristorante circondato da vetrate, giardino con punti fuoco, sala conferenze, wi-fi gratuito. Il ristorante è rinomato per l’assoluta genuinità e stagionalità dei prodotti eno-gastronomici che offre. La Valle dei Cerri: Un Bed and Breakfast tipico, arredato con cura, immerso nella natura, confortevole e rilassante: l’ampio giardino esterno è il luogo più suggestivo della Valle dei Cerri, un parco privato con barbeque per godere appieno dei boschi secolari e le montagne circostanti. Dotato di 3 ampie camere, servizi, angolo TV e la sala Il Grottino, lo spazio comune a disposizione per la colazione, spazioso e fruibile, con cucina completa accessoriata con camino. Villa Bella: Realizzata negli anni sessanta del secolo scorso tra piazza San Rocco e Fonte Vecchia a ridosso del centro storico, è il giardino pubblico del Paese.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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