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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Collarmele

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI COLLARMELE (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di COLLARMELE (Aq) (m. 835 s.l.m.)
     
  CAP: 67040  - 0863 -  0863.78146 - Da visitare:     
 MUNICIPIO DI COLLARMELE 0863.78126   0863.789331       0863.78126  P. Iva: 00212670665
Raggiungere Collarmele:(Stazione Celano/Ovindoli (Uscita Aielli/Celano) -Aeroporto d'Abruzzo a 100 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI COLLARMELE (AQ)
Il Parco eolico di Collarmele: Sul monte Coppetella che sovrasta il paese marsicano c'è una delle più importanti centrali eoliche d'Italia. Il Parco eolico permette al Comune di garantire ai cittadini i servizi essenziali e di realizzare opere pubbliche grazie agli introiti derivanti dalla produzione di "energia pulita", attraverso l'impianto eolico composto di alcuni aerogeneratori. Il parco eolico di Collarmele, denominato Windsol, è un impianto di produzione di energia eolica situato nel territorio comunale di Collarmele in provincia dell'Aquila, al confine tra il Parco regionale naturale del Sirente - Velino e la piana del Fucino, sul monte Coppetella. Realizzato nel 1998, prevedeva inizialmente 42 aerogeneratori da 250 kW ed una macchina da 350 kW. Nel 2006sono state poi installate 5 macchine da 1.500 kW ad asse orizzontale gestite dall'Enel. Nel 2006-2009 sono stati effettuati lavori di rifacimento, con l'installazione di 18 generatori Vestas di ultima generazione da 2 MW ciascuno, in grado di produrre annualmente 72.000 MWh, equivalenti al consumo di 50.000 famiglie. Il Parco eolico, uno dei più importanti in Italia, permette al Comune marsicano di garantire ai cittadini i servizi essenziali e di realizzare opere pubbliche grazie agli introiti derivanti dalla produzione di "energia pulita".
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE COLLARMELE (AQ)
Tradizioni e folclore a Collarmele (Aq) Monumento ai caduti con l'Italia turrita; 23 e 24 settembre: festa della Madonna della Mercede; 9 e 10 luglio: festa patronale di Santa Felicita e festa dei sette Figli Martiri. Tournée del complesso bandistico Armelis e rinnovo gemellaggio con il corpo bandistico Città di Rapallo. La Cultura. Sala Eduardo De Filippo: La struttura moderna, intitolata ad Eduardo De Filippo, è situata nel centro del paese. Ospita spesso convegni e seminari di portata nazionale ed internazionale sulle tematiche delle energie rinnovabili e della tutela ambientale. L’Economia a Collarmele – Artigianato: L'area artigianale di Collarmele è situata lungo la strada statale 83 Marsicana, alle porte del paese. Ospita strutture produttive della piccola industria, dell'artigianato e del commercio. Infrastrutture e trasporti. Strade Statali: Il suo territorio è attraversato dalla Strada statale 5 Via Tiburtina Valeria che collega Roma con Pescara e dalla Strada statale 83 Marsicana che collega la Marsica all'area del parco nazionale d'Abruzzo.
CAMPEGGI COLLARMELE (AQ)
La Stazione ferroviaria di Collarmele. La stazione di Collarmele è la stazione ferroviaria a servizio della località di Collarmele. La stazione è ubicata sulla linea ferroviaria Roma-Pescara. La gestione degli impianti è affidata a Rete Ferroviaria Italiana, controllata del Gruppo Ferrovie dello Stato. Inaugurata nel 1888, in occasione dell'apertura dell'intera linea. Il fabbricato viaggiatori si compone di due livelli ma soltanto il piano terra è aperto al pubblico. L'edificio è in muratura ed è tinteggiato di marrone chiaro. La pianta dei fabbricati è rettangolare. Il piazzale è composto da due binari. Nel dettaglio: Binario 1: è un binario su tracciato deviato; viene utilizzato per gli eventuali incroci fra i treni. Binario 2: è il binario di corsa Tutti i binari sono dotati di banchina, e collegati fra loro da una passerella. I Servizi della Stazione ferroviaria di Collarmele: Sala di attesa. Movimento: Il servizio passeggeri è svolto in esclusiva da Trenitalia (controllata del gruppo Ferrovie dello Stato) per conto della Regione Abruzzo. I treni che effettuano servizio in questa stazione sono di tipo Regionale. Collarmele è servita da una stazione ferroviaria, ubicata lungo la ferrovia Roma-Avezzano-Sulmona-Pescara. Il fabbricato viaggiatori ha una piccola sala d'aspetto con biglietteria automatica.
VILLAGGI TURISTICI COLLARMELE (AQ)
Collarmele  (Aq) Le sue origini sono avvolte da un alone di mistero, forse il più particolare rispetto a tutti gli altri paesi della Marsica, proprio per la quantità di leggende e storie riguardo al suo passato. Diversi studiosi hanno indagato sulle origini del borgo e sulle sue particolarità, Corsignani parla ad esempio della presenza di “spiriti maligni” nella localitá Cetúra; Pansa sostiene invece che i persecutori di Cristo sarebbero nativi proprio di Collarmele; gli storici De Salis, Gregorovius e Marcone riferiscono di storie di agguati, morti crudeli e di briganti. Terra di storie e leggende, quel che è certa è la sua posizione di frontiera che ha sempre rivestito fin dall’era dei tempi. Un luogo di passaggio di mercanti e viaggiatori, in cui il territorio è rimasto pressoché inalterato nei secoli, presentando ancora oggi i suoi tratti originari più puri e autentici, regalando ai suoi visitatori sempre nuove emozioni. Un territorio tanto complesso quanto stupefacente, quello della Valle del Giovenco, in cui potersi perdere nei vicoli della storia, tra feste e sagre di ogni tipo, e in cui respirare l’aria pura dell’Appennino Centrale, negli splendidi boschi di faggi e castagni.
AFFITTACAMERE COLLARMELE (AQ)
La Storia del paese di Collarmele: La storia di Collarmele inizia dall’antico abitato di Cerfennia, nella Marsica antica. Nato come “oppidum”, ossia una cittadina fortificata, ancora oggi rimane il dubbio se a fortificarlo fossero stati i Romani, dopo avere sottomesso la Marsica, oppure gli stessi Marsi. Sicuramente, Cerfennia sorgeva sulla Via Valeria, una delle principali arterie di comunicazione, dove sorge oggi l’odierno Collarmele. La fine di questo primo nucleo abitato non è documentata da dati certi, si pensa però che possa essere ricondotta a un’estinzione naturale, oppure alla distruzione da parte di invasori, o infine, alla distruzione per calamità naturali, come un terremoto, fenomeno estremamente frequente in queste zone marsicane. Il secondo centro abitato da cui deriva l’odierno borgo fu denominato Collis Armelis, fondato presumibilmente dai supersititi della vecchia Cerfennia. Esiste l’ipotesi che Collis Armelis avrebbe tratto origine dalla riunione di dieci frazioni, che si erano costituite in località diverse del territorio collarmelese. Subito dopo il Mille, gli Abruzzi e quindi la Marsica, rimasero esclusi dalle vicende storiche del nord e del centro Italia, con le lotte dei Comuni che reclamavano dall’Imperatore del Sacro Romano Impero l’autonomia amministrativa. Questo fenomeno rimase pressoché sconosciuto nel Meridione, poiché dominato dai Normanni, che mai avrebbero concesso alle loro terre sottomesse, l’autonomia amministrativa. Nella Marsica la gestione che vigeva nei vari centri era quella dei “Comuni rustici”, che si erano già costituiti nell’età feudale. Durante il ‘600 la zona abruzzese fu contraddistinta dalla presenza dei Colonna e degli Orsini, in lotta tra di loro per godere del dominio dell’area.
BED & BREAKFAST COLLARMELE (AQ)
La Storia del paese di Collarmele: Collarmele, era uno dei tanti feudi di Celano e di questo periodo storico rimangono ancora oggi due importanti testimonianze: il Santuario della Madonna delle Grazie, la cui erezione si attribuisce alla famiglia Piccolomini e la torre detta “normanna”, in quanto fu costruita da Ruggero II, conte di Celano, appartenente alla stirpe dei normanni. L’Ottocento fu caratterizzato dall’evoluzione nei mezzi di trasporto e nelle comunicazioni, contribuendo a migliorare notevolmente l’economia e il commercio dell’Abruzzo. Era il 1873 quando fu costruita la carrozzabile Avezzano – Sulmona, la quale segue per lunghi tratti il tracciato dell’antica Via Valeria. Carrozzabile che a Collarmele attraversa il paese con il nome di Via Nazionale. Nell’anno 1881 fu costruita la carrozzabile Avezzano – Tivoli, la quale anch’essa per molti tratti segue il tracciato di Via Valeria. Nell’anno 1902 fu costruita la ferrovia che collega Avezzano con Sora e col napoletano. Nel 1915 anche Collarmele come tutti gli altri borghi della Marsica fu duramente colpito dal terremoto, che distrusse interamente la vecchia parte del paese. Tra il 1915 e il 1925 iniziarono le opere di ricostruzione del paese, che videro inevitabilmente un ammodernamento di tutte le abitazioni e delle strutture.
CASE PER VACANZA COLLARMELE (AQ)
Da vedere nel paese di Collarmele: Questo piccolo Borgo Autentico abruzzese presenta una molteplicità di attrazioni, sia dal punto di vista culturale e storico, sia dal punto di vista paesaggistico. È forte la testimonianza della fede religiosa in queste terre, rappresentata perfettamente dal Santuario della Madonna delle Grazie, situato a nord dell’abitato di Collarmele. Si tratta di una chiesetta votiva, realizzata in due epoche differenti: la parte più antica è di forma quadrata, con una parte sollevata rispetto al resto della costruzione, da quattro gradini che conducono all’ altare maggiore; l’altra parte invece, più recente, è di forma rettangolare a navata unica, con copertura a capriata lignea. Il campanile è incorporato alla chiesa ed è del tipo a vela. Sopra l’altare maggiore è rappresentata la Madonna della Misericordia in atto di pregare per la protezione del popolo, mentre nella parte superiore due angeli sorreggono un fiorito mantello.
APPARTAMENTI PER VACANZA COLLARMELE (AQ)
La chiesa di Santa Felicita di Collarmele è la parrocchiale del paese, costruita per volere di Don Gaetano Del Grosso, parroco di Collarmele dal 1920 al 1946. I lavori di costruzione terminarono nel 1940 e l’inaugurazione avvenne proprio nel giorno delle celebrazioni in onore della Santa. Il culto di Santa Felicita accomuna il borgo ad altre due realtà campane: Cava dei Tirreni in provincia di Salerno e Rocca San Felice, provincia di Avellino. Con quest’ultimo nel 1982 vi fu un gemellaggio ufficiale, che unì la popolazione di entrambi i paesi, nel nome della Santa. Uno dei simboli più noti di Collarmele rimane però la torre normanna, edificata nel corso del XIII secolo, in seguito alla battaglia di Tagliacozzo. Si trattava di una precisa politica difensiva, quella di edificare in ogni centro abitato dei torrioni, che svolgessero sia la funzione di avvistamento, sia quella di baluardo difensivo. Ancora oggi perfettamente conservata, la torre si slancia con i suoi 18 metri di altezza, presentando feritoie su tutta la superficie. È situata in posizione meridionale rispetto all’abitato, non per caso, ma per un preciso piano di allineamento con le altre torri difensive, come quella di Aielli e il Castello di Celano. Sopravvissuta anche ai grandi terremoti che hanno dilaniato il paese, la torre è il vero simbolo del borgo, ospitando al suo interno un meraviglioso presepe permanente, aperto al pubblico durante il periodo natalizio. Altro elemento importante rappresentativo della storia del borgo è il monumento ai caduti di tutte le guerre, che consiste in una scultura marmorea su piedistallo situata nelle vicinanze della piazza principale.
CASE PER LE FERIE COLLARMELE (AQ)
La chiesa di Santa Felicita di Collarmele.  L’opera rappresenta l’Italia cinta da una corona reale e sul piedistallo sono incisi i nomi dei caduti collarmelesi durante i due conflitti mondiali. Inizialmente la statua era destinata a un altro collocamento, precisamente in una cittadina umbra, ma la sua installazione fu vietata dalla casa reale, perché considerata di ispirazione chiaramente repubblicana. I costruttori decisero così, in seguito ad alcuni accordi con i notabili di Collarmele, si posizionarla proprio nel borgo abruzzese, che divenne così uno dei primi monumenti della marsica, accrescendo notevolmente il sentimento nazionalista nei suoi abitanti. Infine, per gli amanti della natura e dell’escursionismo, Collarmele è localizzato in una posizione strategica, in cui alcuni dei Parchi e delle Riserve più importanti d’Italia, sono facilmente accessibili. Non si deve dimenticare infatti, che il borgo si trova proprio adiacente al Parco Regionale del Sirente Velino, un territorio ricco di reperti storici, archeologici e culturali, immersi in scenari appenninici di grande valore. Nel parco, non è difficile intravedere lupi, orsi marsicani, cervi grifoni e corvi imperiali. Poco distante vi è poi la Riserva Naturale Monte Salviano, così denominata dal bellissimo fiore giallo che ricopre le sue dorsali assolate, creando distese dorate dove è possibile incontrare rari esemplari di farfalla Grande Esperia Grigia. Il grande Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise infine, è il vero paradiso per gli escursionisti, grazie alla sua fitta rete di sentieri e ai suoi paesaggi montuosi che regalano emozioni indimenticabili, in ogni stagione dell’anno.
COUNTRY HOUSE COLLARMELE (AQ)
Da gustare a Collarmele: La gastronomia di Collarmele segue la tradizione abruzzese, basata sulla pastorizia e sull’agricoltura, che vede il prevalente impiego di ingredienti “poveri”. Essendo situata in una zona montuosa, nel cuore della catena appenninica, le donne di Collarmele da sempre utilizzano in cucina, i prodotti tipici che offre la terra, come i fagioli, gli spinaci selvatici, il farro, le cicerchie, il miele, le carni ovine, per arrivare ai prodotti più pregiati, come zafferano, tartufi e funghi. Anche i formaggi fanno parte della cucina tipica del borgo e nello specifico il Pecorino. Tra le ricette principali ci sono sicuramente le sagne, un impasto a pasta a base di acqua e farina, da gustare con i fagioli, con il tradizionale castrato nostrano o con sugo di vitello e maiale aromatizzati al tartufo. Proprio il tartufo è uno dei prodotti più rinomati di Collarmele, in cui se ne trovano diverse tipologie: il tartufo nero pregiato; lo Scorzone o tartufo nero d’estate dall’odore dolciastro, il tartufo nero d’inverno o Moscato simile al tartufo pregiato, ma dall’odore più marcato, e infine il Tuber magnatum, dal profumo gradevole e aromatico.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' COLLARMELE (AQ)
Cosa fare a Collarmele: Due sono le feste principali attesissime durante l’anno, che riuniscono tutto il borgo ed esprimono al meglio il suo vasto patrimonio di tradizioni, cultura e conoscenze: la festa della Madonna della Mercede il 23-24 settembre; la festa di Santa Felicita ed i sette Figli Martiri il 9-10 luglio. In particolare, la festa patronale richiama ogni anno tantissimi turisti, visitatori e gente del luogo che ha deciso di lasciare il borgo per motivi di lavoro. Inizia il 9 luglio alla sera, quando le campane iniziano a suonare per richiamare la gente alla messa. Dopo le celebrazioni liturgiche, si parte con la tradizionale processione lungo le vie del borgo, in cui tutti i partecipanti seguono sfilare la statua della Santa, pregando. La serata termina con spettacoli pirotecnici e musica. La processione avviene anche il mattino seguente, mentre durante il pomeriggio, si può passeggiare per le vie del borgo tra spettacoli, bancarelle ed esibizioni delle orchestre.
RIFUGI E BIVACCHI A COLLARMELE (AQ)
La Riserva naturale guidata Monte Salviano è una area naturale protetta dell'Abruzzo, istituita nel 1999. Si trova nel territorio del comune di Avezzano, in provincia dell'Aquila. La riserva prende il nome dal monte Salviano che si estende da nord-ovest a sud-ovest, separando la conca del Fucino dai piani Palentini, nel centro della Marsica. La riserva, già parco periurbano, comprende un'area di circa 722 ettari, situata interamente nel territorio del comune di Avezzano, in Abruzzo. Fortemente voluta e creata grazie all'impegno dell'associazione "Il Salviano", dell'ideatore e coordinatore del progetto Sergio Rozzi e di un gruppo di ecologisti impegnati su questo progetto a cominciare dagli anni 60. Si concretizzò successivamente con il progetto del parco periurbano del Salviano che dal 1999 è stato riconosciuto dalla Regione Abruzzo come riserva naturale guidata del monte Salviano. È gestita dal 2007 dall'associazione Ambiente e/è Vita Abruzzo, insieme al comune di Avezzano. La pineta rappresenta l'area di maggiore caratterizzazione del monte Salviano, in particolare lungo il percorso che conduce al santuario della Madonna di Pietraquaria. Nel 1916 furono piantati i primi pini dai prigionieri di guerra del campo di concentramento austro-ungarico istituito a nord di Avezzano dopo il terremoto del 1915 e nel corso della grande guerra. Nell'estate del 1993, parte del territorio fu percorso da un violento incendio che ne distrusse quasi completamente la vegetazione, rappresentata in maniera preponderante da pino nero. Tra gli animali presenti nell'area protetta, troviamo lo scoiattolo, simbolo della riserva naturale, il tasso, la volpe, la puzzola, la donnola, la lepre, il grifone e numerosi fringuellidi. Il santuario della Madonna di Pietraquaria, a 1.000 metri di quota, è celebre per la miracolosa immagine che vi si venera. Non distante dal santuario, presso l'ex bar in pietra, è stato aperto il centro culturale La casa del Pellegrino, in cui si svolgono convegni e conferenze sulle problematiche, le esigenze e le proposte ambientali. Sul valico è posta un'opera ispirata alla creazione della vita intitolata "Teatro della Germinazione" dello scultore Pietro Cascella. Alle pendici del monte Salviano, in area protetta, sorge il memoriale del terremoto del 1915 dedicato anche ai giovani che, sopravvissuti al sisma, morirono sul fronte della prima guerra mondiale. L'obelisco dell'opera commemorativa è stato realizzato nel 1965 dall'artista Pasquale Di Fabio. Un ricovero per il recupero delle specie protette degli animali selvatici, malati o feriti provenienti dalle montagne dell'Abruzzo, è ospitato in due ettari di terreno situati alle spalle del santuario. Il centro delle specie protette presenta due abbeveratoi, due mangiatoie ed un ricovero. Sul versante orientale che digrada verso la piana del Fucino a sud di Avezzano ci sono i cunicoli di Claudio la cui prima costruzione risale al I secolo d.C. Le gallerie avevano l'obiettivo di bonificare l'area del Fucino attraverso lo scolo delle acque oltre la montagna nel corso del fiume Liri. Nel 1877, con l'ampliamento dell'opera, il banchiere Alessandro Torlonia rese possibile il definitivo e totale prosciugamento del lago Fucino. L'area dei cunicoli è stata dotata dal 1977 di un parco archeologico col fine di tutelarli e valorizzarli. A circa 100 metri di distanza si apre la grotta di Ciccio Felice esplorata per la prima volta nel 1948 da Piero Barocelli insieme ad Antonio Mario Radmilli. Scavi e ricerche hanno consentito di ricostruire le abitudini delle popolazioni del paleolitico superiore e dei successivi periodi storici che le hanno abitate. Un sentiero nel cuore della riserva è stato intitolato dal gruppo scouts di Avezzano a lord Baden Powell. Non distante svetta il "Crocione", un gigante di legno posto tra gli alberi secolari, nel lontano 1902. Nel maggio del 2006, con la benedizione, si è conclusa una lunga e articolata fase di restauro. L'area montuosa del Salviano sul versante occidentale che digrada verso Capistrello è stata al centro della vicenda dell'eccidio dei 33 martiri che durante la seconda guerra mondiale vennero catturati sui pendii della montagna e successivamente fucilati dalla truppe tedesche.
Riserva Naturale Guidata Monte Salviano – Abruzzo. Atlante dei Parchi e delle aree protette in Italia. Tipologia di area protetta - Dove si trova: Tipologia: Riserva Naturale Guidata; istituita nel 1988 dalla Regione Abruzzo. Regione: Abruzzo nelle Province: Pescara, L'Aquila. La Riserva Naturale Guidata Monte Salviano si trova nel territorio del Comune di Avezzano, in provincia di L'Aquila. La Riserva prende il nome dal Monte Salviano che si estende da nord-ovest a sud-est, separando la Conca del Fucino dai Piani Palentini. Si trova vicinissimo alla Riserva Naturale di Zompo Lo Schioppo. Descrizione: L'etimologia del monte Salviano procede per due precise. Da un lato è collegato all'abbondante diffusione, sul monte, della Salvia officinalis che può essere considerata la pianta più rappresentativa della zona, dall'altra, la sua genesi etimologica poggia su ritrovamenti epigrafici nella Marsica in cui è presente spesso la dicitura "Gens Salvia" che induce a pensare l'esistenza di una casata nobile da cui appunto la denominazione Salviano. La natura ha bisogno della tua attenzione. La Riserva Naturale del Monte Salviano, istituita con la Legge Regionale n° 134 del 23 dicembre 1999, si estende per circa 722 ettari tutti nel territorio del Comune della Città di Avezzano, include il Monte Cimarani a nord e il Monte Salviano a sud e confina con i Comuni di Scurcola Marsicana, Capistrello e Luco dei Marsi. La posizione geografica del Monte Salviano, dal punto di vista naturalistico, è particolarmente felice perché lo vede inserito in un mosaico di aree protette, fra Parchi Naturali, Parchi Regionali, Riserve Naturali ed altre Aree Protette dell'Appennino Centrale. Fra le ricchezze floreali possiamo trovare: salvia officinalis, iris marsica, fiordaliso, frassinella e innumerevoli orchidee spontanee. La fauna vede alcuni animali particolari che man mano vanno ripopolando la Riserva, interessanti sono le recenti scoperte, come il capriolo che ormai sta  rioccupando il territorio, senza dimenticare l'istrice e l'orso bruno marsicano, grazie alle consistente presenza di tracce.
La Via dei Marsi e Collarmele: Nei pressi del valico parte un percorso panoramico che sale lungo la "Via dei Marsi", un antico sentiero già esistente in epoca preromana che collega il monte Salviano, attraverso l'itinerario della Cunicella (939 metri s.l.m.) e il bosco di Lucus Angitiae, al parco nazionale d'Abruzzo. Il progetto connesso al sentiero, denominato "La via dei Marsi: la spina verde marsicana (Itinerario ambientale, storico, culturale, religioso e turistico), ha ottenuto l'importante menzione speciale ERCI team Onlus esperienze ricerche di cooperazione internazionale, in occasione del premio del Paesaggio 2012-2013 istituito dal consiglio d'Europa. Flora: In primavera le vallate e le dorsali assolate sono ricoperte dai fiori gialli del salvione che, presente in quantità, caratterizza tutto il territorio montano. Si possono osservare anche grandi quantità di salvia, fiordaliso di montagna, ginepro, orchidea purpurea, rosa canina, maggiociondolo e Iris marsica. La ricca biodiversità della dendroflora presenta pini neri, castagni, roverella ed altre specie autoctone spontanee tipiche dei suoi boschi. Nell'estate del 1993 un incendio danneggiò gravemente il patrimonio floro-faunistico. Il lento restauro ecologico, attuato attraverso la riforestazione di specie autoctone ed indigene e favorendo il processo di rinaturalizzazione spontanea ha consolidato l'ecosistema del monte Salviano. Fauna: Avifauna: la poiana, il grifone, il gheppio, il falco pellegrino e molti altri uccelli frequentano il bosco della riserva. Mammiferi: lo scoiattolo meridionale che è stato scelto come simbolo della riserva è tra i mammiferi presenti sicuramente il più numeroso, poi c'è l'istrice, il cervo, il capriolo, e il cinghiale, la lepre, e la volpe. Invertebrati: varie specie dei lepidotteri tra cui Muschampia proto, una farfalla nota come Grande Esperia grigia appartenente alla famiglia delle Hesperiidae.
Riserva Naturale Monte Salviano- Avezzano (Aq) Istituita con LR n.134 del 23/12/99  la Riserva Naturale Regionale di Monte Salviano, è nata con la sottoscrizione del protocollo d'intesa tra il Parco Nazionale D'Abruzzo ed il comune di Avezzano, da una parte per salvaguardare una risorsa ambientale preziosa e dall'altra per recuperare strutture preesistenti in stato di abbandono, restituendo ad esse funzioni culturali, sociali ed economiche essenziali per la collettività Il territorio si ricollega da un lato attraverso la Circonfucenze, al Parco Nazionale D'Abruzzo e dal lato opposto, lungo il bacino prosciugato dell'antico lago, alla Riserva Naturale Regionale del Sirente -Velino. Nella riserva detta anche "corridoio di collegamento ecologico" vi può transitare l'orso bruno, l'orso marsicano, il camoscio d'Abruzzo, il lupo appenninico, il cervo il capriolo ed il cinghiale mentre popolano la riserva la lince, lo scoiattolo e l'istrice. L'attenzione sul Salviano è attratta da una graziosa farfallina  di color bruno biancastro, molto rara in Italia la Grande Esperia Grigia. Il Monte Salviano al termine di una lunga catena di montagne provenienti dal Parco nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise, separa la Conca del Fucino dai Piani Palentini. La città di Avezzano localizzata ai suoi piedi è legata in modo indissolubile a questa montagna, dal punto di vista urbanistico, naturalistico e religioso testo di Fernando Di Fabrizio in collaborazione con Sergio Rozzi. Si è appena conclusa nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise l’assemblea annuale di Europarc Federation, l’associazione che riunisce la gran parte delle aree protette europee. Oltre trecento rappresentanti di parchi ed aree protette di tutta Europa hanno affrontato i numerosi argomenti sullo stato della conservazione e di attuazione dei programmi di sviluppo compatibile. Il tema centrale trattato nel corso dell’assemblea è stato:”Vivere insieme: biodiversità ed attività umane, una sfida per il futuro delle aree protette”. In Abruzzo oltre ai tre grandi Parchi nazionali ed al Parco Regionale del Velino Sirente esiste un quinto Parco costituito dalla rete regionale delle aree protette. Si tratta di venticinque riserve naturali e cinque piccoli parchi territoriali dislocati in tutti gli ambienti della regione, dalle falesie della costa chietina alle spiagge sabbiose del teramano, dalle colline argillose del pescarese alle aspre vallate delle montagne aquilane. Nei testi antichi si trovano numerose citazioni di questi luoghi. Tacito racconta nel 52 d.C. “…degli schiavi che erano accampati nell’ampia zona del Monte Salviano, al termine dei lavori del prosciugamento del Lago Fucino gli schiavi che uscirono salvi fondarono la città di Anxa oggi Avezzano…”. Sembra che Avezzano venisse chiamata Avanzano; dagli avanzi di schiavi occupati nei lavori del traforo del Monte Salviano. La  regimazione del Lago del Fucino è certamente una delle più grandi opere idrauliche del mondo antico, con il canale di presa a cielo aperto rivestito di pali di legno, il suo Incile monumentale, il canale coperto scavato nelle rocce del Monte Salviano e sulle argille dei Piani Palentini per una lunghezza di 5.653 chilometri, dotato di ben quaranta pozzi verticali, dieci cunicoli inclinati e testata di sbocco monumentale sul corso del fiume Liri a Capistrello. “Non possono essere concepite se non da chi le vide, né il linguaggio umano è capace di descriverle!” così Plinio il Vecchio, l’unico testimone oculare dell’impresa, descrive i lavori di costruzione dell’opera, durati undici anni, con l’impiego di circa trentamila operai. Il territorio del Monte Salviano è soggetto ancora oggi ad uso civico ed è considerato dagli abitanti di Avezzano un parco periurbano. Dal punto di vista naturalistico, con la posizione geografica strategica, il Salviano è inserito in un importante mosaico di aree protette, tra le più importanti dell’Appennino. Un prezioso scrigno di biodiversità, a confine tra il Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e il Parco Regionale del Sirente Velino, tra la Riserva regionale Zompo lo Schioppo e la Riserva statale di Valle Maielana. La riserva naturale guidata è stata istituita dalla Regione Abruzzo nel 1999, sostenuta con forza dall’Associazione “Il Salviano” di Avezzano, con il patrocinio del Comitato Parchi Nazionali, il WWF Italia ed altre associazioni. La Riserva è finalizzata alla conservazione degli ambienti naturali nei quali è consentita una razionale attività di pascolo ed una selvicoltura con criteri di sfruttamento naturalistici. Un parco, dove l’uomo riesce a vivere, in armonia con la natura, conservando le sue caratteristiche essenziali per la felicità di bambini, giovani, anziani e sportivi. Un’area protetta, dunque, al centro di un diverso modo di pensare il territorio, cornice ideale per una città alla ricerca di una nuova anima. La riserva naturale del Salviano è inserito nel sistema delle riserve abruzzesi caratterizzato dalla ricchezza del patrimonio naturalistico, con la presenza in particolare di specie faunistiche e vegetali di particolare pregio ed interesse scientifico, molto spesso minacciate e in pericolo di estinzione. La ricchezza naturalistica della rete delle riserve è confermata anche da altri vincoli ambientali, oltre l’82% delle aree protette regionali ricade, o è in prossimità, di aree di rilevanza comunitaria (SIC, IBA e ZPS). L’etimologia del Salviano ha origine da due aspetti distinti. Da un lato si collega all’abbondante diffusione, sul monte, della Salvia officinalis considerata la pianta più rappresentativa della zona. Dall’altra, la sua genesi etimologica è fondata su un principio più scientifico e poggia sui ritrovamenti epigrafici nella Marsica in cui è presente spesso l’appellativo “Gens Salvia”, che induce a pensare l’esistenza di un podere o di un altro bene della omonima popolazione, da cui appunto la denominazione Salviano. La pineta rappresenta la parte predominante del Monte Salviano, in particolare lungo il percorso che conduce al santuario della Madonna di Pietraquaria; i primi pini furono piantati nel 1916 dai prigionieri di guerra del campo di concentramento costruito alla periferia nord di Avezzano.
Riserva Naturale Regionale del Monte Salviano. La Riserva Naturale Regionale del Monte Salviano del Comune di Avezzano è stata istituita con la L.R. n.134 del 23 dicembre 1999 ed gestita dal 2007 dall'Associazione Ambiente e/è Vita. E' in programma per sabato 2 luglio l'ideale taglio del nastro per la nuova stagione di eventi estivi nella Riserva del Salviano. Da luglio a settembre la splendida Riserva farà da cornice alle iniziative inserite nel ricco cartellone estivo, organizzato e curato dall'associazione Ambiente e/è Vita Onlus, associazione di protezione ambientale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, gestore della Riserva del Salviano per il Comune di Avezzano. Nel programma, sotto l'attento coordinamento della dott.ssa Brunella D'Alessandro, direttrice della Riserva: sport sui tracciati del Salviano; arte a tutto campo, attraverso laboratori di pittura – a cura dell'artista Gianna Danese - teatro e musica; “Urban sketchers e disegno dal vivo”, a cura del prof. Enrico Maddalena; costruzione di marionette; “Sensi in natura: incontri in biomovimento” e “Biodanza sistema Rolando Toro: un sentiero verso la gioia di vivere”; alla scoperta dei frutti più golosi del sottobosco con la “Settimana micologica in Riserva”; passeggiate ed escursioni per tutti alla scoperta o riscoperta dei suggestivi panorami del Monte Salviano e di Colle Croce. Nell'oasi della Riserva, ampio spazio all'educazione ambientale, al riciclo e al consumo consapevole attraverso il gioco e le attività che più appassionano bambini e ragazzi, chiamati a 'mettere le mani in pasta' nei laboratori di panificazione e caseificazione e ad apprendere e cimentarsi con le tecniche di riciclo e riuso dei materiali, sotto la guida degli operatori specializzati del centro di educazione ambientale “Il Salviano e/è Vita”. Il primo appuntamento dell'“E...state nella Riserva 2016” è con il “Campo scuola Mountain Bike”, organizzato dall'associazione Ambiente e/è Vita Abruzzo Onlus, gestore della Riserva per il Comune di Avezzano, in collaborazione con la“Avezzano Cycling Team”, associazione sportiva avezzanese che, in costante crescita, propone attività nelle 4 discipline olimpiche del mondo ciclistico ovvero strada, mountain bike, bmx e pista. L'iniziativa, riproposta dopo lo straordinario successo della prima edizione tenutasi lo scorso anno, vedrà protagonisti bambini e ragazzi dai 5 ai 15 anni che sabato 2 luglio, in località Pratone, dalle 15.00 alle 17.00, potranno sperimentare il mix avvincente di natura, sport e avventura in sella alle due ruote, sotto la guida di personale altamente specializzato. L'attività sarà riproposta, nello stesso orario, il 23 luglio; nel mese di agosto, il campo scuola MTB accoglierà i piccoli biker nelle date del 6 e del 27, sempre dalle 15.00 alle 17.00. Il campo scuola MTB, organizzato nel suggestivo scrigno della Riserva del Salviano, “Offre ai ragazzi l'occasione di coniugare la socialità e lo sport, in full immersion nella natura rigogliosa della Riserva”, come sottolinea il vicesindaco Ferdinando Boccia, con delega alla Riserva del Salviano, “La nostra Amministrazione ha sempre sostenuto e promosso fortemente queste iniziative, in grado di incentivare nei giovani l'amore e la passione per la pratica sportiva e al contempo di far loro meglio conoscere, apprezzare e rispettare l'ambiente, contribuendo così a creare un circuito virtuoso positivo per tutti. Abbiamo un patrimonio naturalistico straordinario, da vivere appieno, e il ricco cartellone degli eventi estivi che sarà presentato nei prossimi giorni offrirà ai cittadini, grandi e piccoli, ulteriori belle occasioni per godere al meglio della nostra Riserva”.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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