Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Civitella Alfedena - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Civitella Alfedena

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CIVITELLA ALFEDENA (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di CIVITELLA ALFEDENA (Aq) (m. 1121 s.l.m.)
     
  CAP: 67030  - 0864 -  0864.890498 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI CIVITELLA ALFEDENA 0864.890444   0864.890445       0864.890444 - P. Iva: 00190950667
Raggiungere Civitella Alfedena:(Stazione Alfedena (Uscita Bussi/Popoli) -Aeroporto d'Abruzzo a 122 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI CIVITELLA ALFADENA (AQ)
*** HOTEL AI 4 CAMOSCI
Via Nazionale - 67030 Civitella Alfedena (Aq)
tel. 0864 890262 - fax 06 2330576
 Servizi offerti dalla struttura









*** HOTEL VALDIROSE
Via Sotto I Cerri, 2 - 67030 Civitella Alfedena (Aq)
tel. 0864 890100 - fax 0864 890300
 Servizi offerti dalla struttura














* HOTEL AL LUPARO
Via Colle Pizzuto, 1 - 67030 Civitella Alfedena (Aq)
tel. e fax 0864 890504
 Servizi offerti dalla struttura









* ALBERGO CIVITELLA
Via Della Vittoria, 4 - 67030 Civitella Alfedena (Aq)
 Servizi offerti dalla struttura











* ALBERGO LA TORRE ANTICO BORGO
Via Castello, 3 - 67030 Civitella Alfedena (Aq)
tel. 0864 890121 - fax 0864 890210
 Servizi offerti dalla struttura





RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE CIVITELLA ALFADENA (AQ)
La Natura a Civitella Alfedena (Aq) La comunità locale e gli operatori turistici di Civitella Alfedena sono stati sempre molto legati al loro territorio, hanno sempre svolto un ruolo importate per la salvaguardia del patrimonio naturale del Parco, traendo una serie di opportunità concrete per promuovere un modello di sviluppo locale durevole. Riuscendo a valorizzare le risorse naturali del suo territorio, il piccolo villaggio è diventato l’esempio indicativo di una azione comune tra Parco e comunità locale. Conservazione e sviluppo hanno avuto un ambito riconoscimento con l’Airone d’Oro 1988, assegnato “ alla popolazione tutta per essere stata capace di coniugare, nei fatti, difesa della natura e sviluppo socio economico”. Le azioni legate alla valorizzazione e fruizione del territorio, negli anni hanno messo in correlazione, evidenziando e rafforzando, anche gli aspetti che legano tradizione e cultura locale, il territorio e la sua storia. Procedendo nella direzione di arricchire il processo di valorizzazione territoriale che caratterizza questo comune, rendendolo per alcuni aspetti, “unico”, si punta costantemente, pur essendo piccoli e con grandi difficoltà, al miglioramento del paese e del luogo, attraverso i servizi al cittadino e al turista, che può anche partecipare alla vita attiva del borgo.  Non solo quindi la pura e semplice ospitalità, ma il coinvolgimento diretto anche nella realizzazione di eventi, spettacoli feste, con una conoscenza vera delle tradizioni, cultura e natura del posto.
CAMPEGGI CIVITELLA ALFADENA (AQ)
** CAMPEGGIO WOLF
Via Nazionale - Località Sotto I Cerri - 67030 Civitella Alfedena (Aq)
tel. 0864 890213
 Servizi offerti dalla struttura









VILLAGGI TURISTICI CIVITELLA ALFADENA (AQ)
La flora a Civitella Alfedena (Aq) Il territorio di Civitella Alfedena e costituito da un insieme di montagne che alternano vette tondeggianti, tipiche dell’Appennino, a pendii alpestri, la cui altitudine varia dai 900 ai 2000 m s.l.m. Un paesaggio diversificato e con una vegetazione molto ricca, che si differenzia a seconda della quota e del substrato geologico. Sui terreni argillosi di fondovalle tra gli 800 e 1200 m di quota intorno al Lago di Barrea e Camosciara, sono presenti il cerro, ma anche l’agrifoglio e il maggiociondolo che in primavera si riveste di magnifiche fioriture riunite in grappoli gialli. Lungo i  corsi d’acqua dei torrenti che si riversano nel lago e fiume Sangro c’è  il nocciolo, il salice bianco, il salicone, il frassino, il sambuco nigra, tra le essenze vegetali minori, il farfaraccio con le sue grandi foglie. Negli angoli più nascosti, dei numerosi ruscelli e cascatelle della Camosciara, che sono dovuti a affioramenti di antiche dolomie poco permeabili dall’acqua, ci sono rarissimi fiori ad alto interesse scientifico come la delicata aquilegia ottonis e la più conosciuta e famosa orchidea del Parco, la scarpetta di venere o pianella della madonna, relitto di epoche lontane, con i suoi colori giallo e nero è uno dei fiori più appariscenti e spettacolari dell’Appennino. Nella Riserva c’è anche il pregevole epipogio, una piccolissima orchidea senza foglie, priva di clorofilla perché si nutre di funghi in decomposizione e come molte della sua famiglia impiega lunghi anni per fiorire. Mentre negli ex coltivi, oltre al melo e pero selvatico, si trovano numerosi cespugli di ginepro e rosa canina, il robusto biancospino e il sorbo degli uccellatori dalle vistose bacche rosse che attraggono numerosi volatili come il merlo.  Oltre i 1000 m di quota prevale il faggio, dai cui rami degli alberi più grossi e secolari, pendono abbondanti ciuffi della barba di bosco, un lichene tipico di questo ambiente. I vecchi esemplari di certo offrono cibo e rifugio, soprattutto a insetti come la rarissima rosalia alpina, il bellissimo picchio dorsobianco e creature alate notturne come il pipistrello. Con il faggio nella foreste crescono altre  essenze, come il carpino nero, il sorbo montano, ma a rendere più pregevole e colorata la foresta ci sono i vari tipi di acero: l’acero italico, campestre, l’acero montano, l’acero minore, l’acero lobel che è un endenismo dell’Appennino meridionale. Mentre il sottobosco e caratterizzato da essenze vegetali minori fra queste il pungitopo, l’edera, il muschio, la felce e molte altre specie. Nella faggeta meno fitta, vistosi sono il giglio martagone e la bella donna con le sue belle e pericolose bacche bluastre . Boschetti impenetrabili di pino mugo, relitto delle ultime  glaciazioni, si trovano abbarbicati nelle balze rocciose della Camosciara. Il faggio è comunque l’albero più comune e raggiunge i piani sommatali fino a 1800 m, per poi lasciare il posto alle prateria di altitudine della Val di Rose, che in primavera e d’estate si riempie di colori variegati dovuti alle fioriture di primule anemoni, viole, ranuncoli, orchidee, ellebori, sassifraghe, genziane e genzianelle tra cui spicca l’azzurro intenso della genziana dinarica. Nei pendii più assolati e asciutti si incontra, il tasso barbasso,  il giglio rosso, l’uva spina e il basso e strisciate ginepro nano. Nel territorio di Civitella vi sono anche vari endenismi del Parco, cioè piante  che vivono esclusivamente in questa zona. Uno di questi è il giaggiolo marsicano che si trova generalmente in alcune radure assolate della Camosciara e il suo colore viola accesso attira insetti e farfalle. Un’altra rarità esclusiva del Parco, è il pino nero varietà detta di Villetta Barrea, una specie che risale al terziario, localizzata in alcune zone della Camosciara e della Val fondillo.
AFFITTACAMERE CIVITELLA ALFADENA (AQ)
Il fantastico mondo degli animali a Civitella Alfedena (Aq) L’area protetta del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise si trova al centro della imponente catena montuosa dell’Appennino che si snoda lungo tutta la penisola italiana, cuore del Parco è Civitella Alfedena con l’imponente anfiteatro naturale della Camosciara (molto simile, nell’aspetto e nella struttura, alle montagne dolomitiche), che racchiude nel proprio contesto la Riserva Integrale. La catena della Camosciara, insieme alla contigua Val di Rose e Valle Jannanghera, rappresentano i luoghi di “culto” della natura selvaggia, dove trovano rifugio di una grande varietà di animali che un tempo popolavano buona parte delle montagne e vallate italiane. Animali che in questo impervio territorio vivono collegati tra loro in una stretta rete di rapporti fatti di gare, predazione, convivenza e accordi. Queste montagne offrono quindi la possibilità di osservare tanti animali, vi sono i ruminanti che sono tutti erbivori e genericamente sono chiamati ungulati perché caratterizzati da uno zoccolo bipartito. Tra le specie dei grandi erbivori che troviamo, c’è quelle che appartengono alle famiglie dei cervidi, cervo e capriolo che sono stati reintrodotti negli anni settanta. Il cervo maestoso signore della foresta ha una sagoma inconfondibile che si può riconoscere anche a lunga distanza. il primo elemento che balza agli occhi in un incontro con i maschi adulti nel periodo estivo e il “trofeo” portato sulla fronte. Le corna ramificate dei cervi, come in tutti i ruminanti, hanno due scopi, il primo di mettersi in mostra e assumere un aspetto minaccioso in caso di eventuali lotte, l’altro e che sono delle vere e proprie armi in caso di veri combattimenti. Le femmine che vivono in branco non portano tale ornamento e in autunno durante il periodo degli amori sono attirate dai maschi che vivono isolati, attraverso il caratteristico “bramito” un grido alto e lamentoso, per poi dare al mondo i nuovi “bamby” in tarda primavera.  Il capriolo più elusivo e riservato difficilmente si lascia sorprendere e per segnale presenze estranee nella foresta come segnale di pericolo emette un verso molto simile al cane detto “abbaio”. Anche le femmine di questa specie non portano le corna e raggiungono un’altezza che non supera i 75 cm. inoltre hanno una grossa macchia bianca nella parte posteriore, molto evidente in inverno. Sulle creste rocciose troviamo il camoscio d’Abruzzo, un accorto acrobata, capace di correre e saltare con piede sicuro su creste dirupate e precipizi scoscesi. Questo ungulato è dotato come tutti i bovidi di corna perenni che sono prerogativa anche delle femmine, sebbene la loro dimensione sia ridotta rispetto ai maschi. Nei camosci le corna a differenza dei cervi non sono ramificate. Diverso da quello alpino per dimensioni e lunghezza delle corna il camoscio d’Abruzzo è considerato il più bello del mondo perché in inverno si orna di un appariscente mantello è stato recentemente reintrodotto anche nei Parchi Nazionali della Maiella e Gran Sasso. Le nascite si concentrano nei mesi maggio e giugno quanto in quota c’è la maggior disponibilità di cibo, mentre il periodo degli amori è quasi all’inizio dell’inverno.  Gli ungulati costituiscono la preda primaria per i carnivori di grossa ed in proporzioni diverse entrano nella dieta del lupo, orso e lince, predatori che sottraggono alla natura gli ungulati più deboli o malati. Tra gli animali la cui dieta e quasi esclusivamente composta di carne troviamo il lupo, a suo beneficio negli anni settanta sono stati reintrodotti cervi e caprioli che si sono aggiunti al camoscio d’Abruzzo. Il lupo ha un’intelligenza sviluppata e di solito vive e caccia in branchi regolati da una rigida gerarchia, per comunicare fa uso di vari atteggiamenti che siamo abituati a vedere nei cani domestici, segnali che delle volte servono a smorzare l’aggressività ma anche a marcare il territorio e segnalare la sua presenza. Grande camminatore è abituato a grandi spostamenti, anche giornalieri, pone la sua tana fra le radici degli alberi, le rocce e nel terreno, dove la lupa nutre i suoi piccoli con il latte materno. Spinto dalla fame può avvicinarsi a centri abitati, predando talvolta animali domestici.  L’animale più famoso, simbolo del Parco, che vive nelle foreste della zona, è l’Orso bruno morsicano, inconfondibile per la sua grossezza. Tutti gli orsi sono scientificamente definiti “quadrupedi plantigradi”, cioè che camminano sulla pianta dei quattro piedi. L'Orso ha una movenza lenta e dinoccolata spiegata dal fatto che spostano contemporaneamente due zampe nello stesso lato e anche per questa sua andatura può apparire come molto pacioso. Ha un comportamento riservato e gli orsacchiotti vengono al mondo nella tana invernale di mamma orsa, dove essa si ritira durante l’inverno. La tana quasi sempre costituita da una grotta è un rifugio per dormire durante la cattiva stagione e si trova in luoghi inaccessibili e il più lontano possibile dai rumori. L’orso usa frequentare anche le praterie di quota e mangia molto quello che la natura offre durante le varie stagioni, frutta, bacche, erba, insetti, radici, animali morti e qualche volta anche di pecore rubate agli ovili dei pastori. Usano ritrovarsi in gruppo solo vicino a una grande quantità di cibo o per ragioni di parentela, i piccoli restano con la madre per un lungo periodo. Il terzo grande carnivoro è la lince, scomparsa in Italia peninsulare, si sta pensando di rintrodurla in diversi parchi nazionali. Questo felino - somigli a un grosso gatto con lunghi baffi, due “pennelli” sugli orecchi e coda corta -, ha abitudini estremamente solitarie e notturne e preferisce nascondersi negli anfratti più impenetrabili del bosco. E’ dotato di una vista e udito molto sviluppati e marca il territorio con graffi sulla corteccia degli alberi. A questi animali si aggiungono l’astuta volpe, che risulta essere il carnivoro più diffuso in Europa, e la schiera dei mustelidi, mammiferi carnivori di taglia piccola con dentatura robusta e bella pelliccia. Tutti sembrano sagomati appositamente con un corpo sottile e allungato, per introdursi nelle tane dei roditori di cui abbondantemente si cibano. Spesso invisibili per le loro abitudini ritirate sono i micromammiferi, questi piccoli esseri risultano fondamentali per l’economia della natura montana, essi infatti rappresentano uno dei principali alimenti per molti mammiferi e uccelli. Si tratta di un gruppo molto eterogeneo, in cui si mischiano rappresentanti degli ordini degli insettivori come vari topo ragni e dei roditori come quel folletto del bosco che è il ghiro (famiglia gliridi) e lo scoiattolo meridionale considerato il più bello e più grande di tutti, che si differenzia dalle forme nordiche per il colorito scuro.
BED & BREAKFAST CIVITELLA ALFADENA (AQ)
BED & BREAKFAST A CASA DE LENA
Via Della Vittoria, 5 - 67030 Civitella Alfedena (Aq)
tel. 0864 890107 / mobile 335 6555019 - fax 06 233247932
BED & BREAKFAST B&B MARCELLA
Via Nazionale - 67030 Civitella Alfedena (Aq)
tel. 0864 890114
BED & BREAKFAST GLI ORTI
Via Duca degli Abruzzi, 2 - 67030 Civitella Alfedena (Aq)
tel. 0864 890201
BED & BREAKFAST JOLANDA'S
Via Nazionale - 67030 Civitella Alfedena (Aq)
tel. 0864 890279 - 340 7652980
BED & BREAKFAST L'ANEMONE
Via Nazionale, 10 - 67030 Civitella Alfedena (Aq)
tel. 0864 890217
BED & BREAKFAST LA QUERCIA
Via Della Vittoria - 67030 Civitella Alfedena (Aq)
tel. 340 2645630 - 339 6121948
CASE PER VACANZA CIVITELLA ALFADENA (AQ)
Il Borgo medioevale di Civitella Alfedena (Aq) Ti trovi nella parte più antica del paese: questo è il Borgo Vecchio; qui, con ogni probabilità, era edificata anche la Civitella di epoca romana. Queste costruzioni non sono antiche quanto la Torre ma, strutturalmente, il Borgo ha mantenuto l’assetto di una cittadella fortificata: infatti le abitazioni hanno aperture quasi esclusivamente sul lato interno delle vie, molto strette e caratterizzate da rampe di scalini in selciato bianco. Esternamente (lo puoi vedere dall’area parcheggio vicino al punto 1 di questa mappa) le costruzioni formano un unico grande muraglione, con poche e piccole aperture per l’aria, presentando le antiche forme dei feudi. Se quasi tutti questi animali preferiscono muoversi di notte o di nascosto, gli uccelli appaiono più indifferenti e sono più facilmente osservabili in natura. Gli uccelli sono animali coperti di piume. Le piume hanno una parte importante nella vita di gruppo, ma servono soprattutto per volare. Il ruolo dei predatori nel mondo degli uccelli e svolto per la maggior parte dai rapaci diurni come l’aquila reale e dai rapaci notturni come il gufo reale.  Accanto a questi grandi uccelli, vi sono moltissime altre specie ed un occhio attento può riuscire a vedere sull’argine  di un torrente, piccoli uccellini come il pettirosso, facilmente riconoscibile grazie alla colorazione del piumaggio del petto e della gola che è rosso-arancio. Nelle prime ore umide del mattino o dopo una pioggia, ai bordi dei torrenti e facile incontrare anfibi con coda come la salamandra o il tritone, oppure nelle piccole pozze d’acqua anfibi senza coda come la rana, il rospo e l’ululone dal ventre giallo, che se disturbato attraverso le ghiandole cutanee produce la “bufalina”, un veleno irritante per le mucose, che lo rende meno allettante ai nemici ed assume un atteggiamento intimidatorio molto insolito, con il ventre a terra, inarca il dorso mostrando cosi i suoi vivaci colori ventrali giallo-bluastro, colori di avvertimento.  Non mancano gli insetti, che sono degli invertebrati, cioè sono privi di spina dorsale. Nel bosco si può vedere il cerambice, un coleottero divoratore del legno, mentre nei prati si espongono liberamente sui fiori numerose farfalle, vistosamente colorate, i vivaci colori ammoniscono gli uccelli e gli altri predatori di lasciarle stare.
APPARTAMENTI PER VACANZA CIVITELLA ALFADENA (AQ)
APPARTAMENTO PER VACANZA ANGELA
Via Delle Gravare - 67030 Civitella Alfedena (Aq)
tel. 0864 890340 / mobile 334 1144551 fax 0864 890340
CASE PER LE FERIE CIVITELLA ALFADENA (AQ)
La Torre di Civitella Alfedena (Aq) Sei in Piazza Pagliara: su questa piazza si affacciavano stalle e fienili; puoi infatti notare le grandi porte e finestre, utili per far passare fieno e bestie, presenti su quasi tutte le costruzioni e che contrastano con le piccole aperture delle abitazioni più interne al paese. Proseguendo fino al termine della piazza noterai, sulla tua sinistra, un’ampia scalinata e una Torre di forma cilindrica: è questo l’edificio più antico di Civitella, risalente al 1400. Si tratta di una “casa a torre”, abitata ancora oggi, tipica costruzione medievale. La Fonte in piazza a Civitella Alfedena (Aq) Ti trovi nella parte più alta del paese. Qui, fino a pochi decenni fa, c’era, oltre la bella fontana in pietra locale, il lavatoio pubblico. Non era in sé una struttura molto antica, venne infatti costruito solo nel 1923 dalla Congregazione di Carità, una società religiosa che operava a Civitella. Questa congregazione aveva anche una chiesa con dei locali annessi: la Chiesa della Madonna del Carmine, detta ancora oggi “Cungrea”, appunto, “congregazione”; si trova lungo questa strada, un poco più in basso del Municipio. Quello che ora è il parcheggio era invece il luogo destinato alla lavorazione della “calcara”: la calce. Si cocevano le pietre locali in grandi buche scavate nel terreno; con questa lavorazione la pietra calcarea diviene leggera e porosa, come la pomice e bagnandola, si trasforma in calce.
COUNTRY HOUSE CIVITELLA ALFADENA (AQ)
La Saettèra di Civitella Alfedena (Aq) Questa costruzione risale al 1500. Dalla sua posizione strategica, che permette di vedere tutta la valle sottostante, si può intuire a cosa servisse: era una difesa che le famiglie di alta borghesia usavano contro i briganti o le piccole rivolte dei popolani. Attraverso le strette feritoie si potevano usare le “saette”, ossia scoccare frecce o sparare. Dal 1500 la pratica della transumanza era ben consolidata e la tassazione che la regolamentava aveva incrementato l’organizzazione dei briganti che si opponevano, a loro modo, al governo di quei tempi e alle famiglie che lo rappresentavano. La Chiesa di San Nicola di Bari a Civitella Alfedena è del 1600. E’ il risultato dell’ampliamento della cappella privata di una famiglia benestante di allora che l’aveva donata alla cittadinanza cresciuta progressivamente di numero negl’ultimi anni. Il suo nome è segno evidente del legame con la terra di Puglia, meta dei pastori transumanti. Internamente in stile Barocco, la Chiesa è divisa in tre navate, l’abside e la navata centrale sono decorati con dipinti ad olio; molto pregiato è il coro ligneo dietro l’altare centrale in marmo e degno di nota è l’organo a canne sopra l’entrata. Sulla facciata esterna dell’ingresso principale, come si nota anche dalla foto sottostante, ci sono evidenti segni del logorio della seconda guerra mondiale, che si e evidenziano dai grandi fori dovuti alle sparatorie. L'Arco Scuro a Civitella Alfedena: Noterai guardando la muratura a faccia vista dell’arco, che le pietre che la compongono sono annerite. Questa è una delle poche testimonianze rimaste di quale era un tempo il colore dominante di Civitella e dei paesi dell’Appennino in generale: grigio pietra e nero fumo. Non tutti avevano infatti la possibilità di alzare delle canne fumarie fino al tetto e in molte case il fumo del focolare usciva direttamente da piccoli buchi nei muri. Le finestre con i vetri erano un lusso e solo da tempi abbastanza recenti, non più di un paio di secoli, sono diventati di uso comune; qui il freddo non permetteva di avere grandi aperture senza vetri, di conseguenza si facevano allora solo piccoli buchi nei muri che, all’occorrenza, potevano essere aperti o chiusi dal di dentro con spotrtelli di metallo o di legno.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' CIVITELLA ALFADENA (AQ)
San Rocco a Civitella Alfedena (Aq) Scendendo per una rampa di scale, chiamate appunto “le scalette” ti trovi in una lunga discesa denominata “I Cocinàri”: i costruttori di “còcine”. Queste erano delle robuste ceste adatte a trasportare svariate mercanzie. Se ne faceva un largo uso un tempo, quando i mezzi di trasporto erano muli, buoi, cavalli e… uomini! Le abitazioni lungo questa strada risalgono alla metà del 1800: come puoi notare il paese è “sceso”, durante i secoli, verso valle. Se vuoi avere un colpo d’occhio su Civitella puoi salire sul piazzale di Santa Lucia: noterai da lì la struttura “a gradoni” dell’interno abitato e come dal 1400 a oggi sia sceso verso il basso. L’incrocio di “San Rocco” è chiamato in questo modo in onore del Santo che veniva rrappresentato e ricordato in una nicchia sul muro di cinta di una proprietà privata: se ne vede ancora una parte composta da mattoncini disposti ad arco e ora in parte cementata.
RIFUGI E BIVACCHI A CIVITELLA ALFADENA (AQ)
La Sagra della Scurpella a Civitella Alfedena:  "Scurpelle", un fritto a base di pasta lievitata. La Scurpella simboleggia l'abbondanza e per tradizione veniva e viene preparato dalle donne del paese, custodi di una ricetta antica, che per l'occasione lavorano tutta la notte alla preparazione dell'impasto, ottenuto con lievito naturale, uova, farina, semi di anice, sale e pepe; l'impasto viene poi lasciato lievitare per otto ore, e quindi fritto. La "Scurpella" tradizionalmente viene preparata per le grandi occasioni che caratterizzano la vita sociale della nostra comunità, come il Battesimo, il fidanzamento e il matrimonio. La manifestazione sarà accompagnata da musiche, canti e balli folk.
Cronoscalata Ciclistica a Civitella Alfedena: La Cronoscalata Ciclistica è una gara amatoriale di ciclismo che si svolge dal 1979 su un percorso misto di asfalto e pavè ed è aperta a tutti. Dal “Ponte del Fiume Sangro” di Villetta Barrea, si arriva fino al limite dell’abitato di Civitella Alfedena, in località “Cippeta” su Via della Camosciara. La lunghezza del percorso è di 3800 m con un dislivello pari a 180 m e una pendenza media dell’8,40%. La manifestazione è curata dall’intramontabile gruppo ciclistico “Magico Pantani” che per molti anni ha sostenuto il mitico ciclista Marco Pantani, ed è suddivisa in due categorie di concorrenti: ciclisti in mountain-bike; ciclisti in bici da corsa. Per info e prenotazioni contattare il Presidente del gruppo ciclistico al 3928168828 oppure al indirizzo e_mail ass.cronoscalatacivitella@yahoo.it
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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