Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Celenza sul Trigno (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Celenza sul Trigno (Ch)

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GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CELENZA SUL TRIGNO (CH)
 
Ospitalità nel Paese di CELENZA SUL TRIGNO (Ch) (m. 646 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Celenza sul Trigno: latitudine: 41° 52' 21'' - longitudine: 14° 34' 51''
     
  CAP: 66050 -  0873 -  0873.958730 - Da visitare:   
MUNICIPIO DI CELENZA SUL TRIGNO 0873.958131  0873.958702    0873.958131 83000210696  00248510695
Come raggiungere Celenza sul Trigno:    Aeroporto d'Abruzzo a 102 Km.  Uscita: Montenero di Bisaccia/Vasto Sud/San Salvo
 
HOTELS ED ALBERGHI CELENZA SUL TRIGNO (CH)
Onorificenze assegnate al paese di Celenza sul Trigno «Centro strategicamente importante, situato sulla linea "Barbara", occupato dalle truppe tedesche impegnate a bloccare l'avanzata alleata, subì feroci rappresaglie e devastanti bombardamenti che provocarono numerose vittime civili, la quasi totale distruzione dell'abitato e danni ingentissimi al patrimonio agrario. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.» — Celenza sul Trigno (CH), 1943. Monumenti e luoghi d'interesse a Celenza sul Trigno (Ch) Borgo fortificato con torre; Chiesa di Santa Maria Assunta; Ex convento di San Donato; Torre della Fara. Comuni vicini a Celenza sul Trigno: Torrebruna 3,1km | San Giovanni Lipioni3,2km | Roccavivara (CB) 4,6km |Montefalcone nel Sannio (CB) 5,0km |Montemitro (CB) 5,9km | Tufillo 6,4km |Carunchio 6,5km | Castelguidone 7,2km | Palmoli7,5km | Fraine 8,4km | Dogliola 9,1km | Liscia 9,4km |Schiavi di Abruzzo 9,9km | San Felice del Molise (CB) 10,4km | Trivento (CB) 10,4km | Castiglione Messer Marino 10,4km | Roccaspinalveti 11,8km |Castelmauro (CB) 11,9km | San Buono 12,1km |Civitacampomarano (CB) 13,6km.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE CELENZA SUL TRIGNO (CH)
L'ex convento di San Donato è sito a piazza Cavour a Celenza sul Trigno in provincia di Chieti. La Storia del convento di Celenza sul Trigno: Fu costruito nel 1598 e ristrutturato negli anni cinquanta. Attualmente versa in buono stato di conservazione. La chiesa è ad un'unica navata ad abside e soffitto a capriata. Trattasi di edificio di origine cistercense. In seguito, nel XVII secolo, la chiesa fu rivestita di muratura, pilastro, volte, intonaci e stucchi. Attualmente, la chiesa e l'ex convento sono adibiti ad abitazioni. Descrizione: Ai lati del portale vi sono due paraste. Sopra il portale vi è una finestra a forma circolare con una cornice quadrangolare al posto del rosone. La facciata è più avanzata rispetto a due corpi laterali. Sul corpo laterale sinistro è presente una monofora.
CAMPEGGI CELENZA SUL TRIGNO (CH)
La Comunità montana Alto Vastese (zona U) era stata istituita con la Legge regionale 3 settembre 1976, n. 50 della Regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. È stata accorpata alla Comunità montana Montagna Sangro Vastese dopo una riduzione delle comunità montane abruzzesi che sono passate da 19 ad 11 nel 2008. La Regione Abruzzo ha abolito la nuova Comunità montana insieme a tutte le altre comunità montane nel 2013. La Comunità montana Alto Vastese, la cui sede era situata nel comune di Torrebruna, comprendeva otto comuni della provincia di Chieti: Carunchio; Castelguidone; Castiglione Messer Marino; Celenza sul Trigno; Fraine; San Giovanni Lipioni; Schiavi di Abruzzo; Torrebruna.
VILLAGGI TURISTICI CELENZA SUL TRIGNO (CH)
Il borgo fortificato con torre si trova presso il centro storico di Celenza sul Trigno in provincia di Chieti. La Storia del borgo di Celenza sul Trigno: Il primo impianto risale al X secolo ma rimaneggiato fino al XVIII secolo, mentre la torre risale al XVIII secolo. Il borgo attualmente è parzialmente integro ma, specialmente dopo la seconda guerra mondiale ne furono distrutti molti punti, tuttavia, precedentemente erano già state demolite alcune delle porte urbiche, così come furono demolite il Castello Ducale e la Chiesa del Purgatorio fuori le mura sita presso la Porta da Capo o Maestra. L'orientamento delle strade del borgo, che si sviluppa su di un crinale di un colle, era a pettine con due assi principali, il tratturo Ateleta-Biferno e la strada per l'Abbazia di Santa Maria del Canneto. Il punto centrale del borgo era la Piazza Maestra che era circoscritta dalla chiesa, riedificata nel 1605, e dal Palazzo ducale Caracciolo-Pignatelli-D'Avalos. Le strutture difensive sono rimaste nei residui toponomastici nelle due porte urbiche, nelle case con mura a scarpa della via di confine Frainili (ov'era una torre prima della seconda guerra mondiale), nelle case-mura di via Palazzo, nelle case-torre di Via Palazzo (come il Palazzo Piccoli-D'Aloisio) e nell'arco di via Frainili. Il materiale impiegato per la costruzione del borgo, tra l'altro, è il laterizio.
AFFITTACAMERE CELENZA SUL TRIGNO (CH)
La chiesa di Santa Maria Assunta è sita in piazza del Popolo a Celenza sul Trigno in provincia di Chieti. È stata costruita prima del XVI con trasformazioni nel XVIII (epoca in cui fu demolito l'adiacente palazzo ducale) e nel XX secolo. Altri restauri sono stati effettuati nel 1937 e dopo i bombardamenti del 1943. Del XIII-XIV secolo rimane una partitura architettonica posta sulla facciata. Un'arca in pietra scolpita è, attualmente, adattata ad altare. Sull'architrave del portale è riportata un'iscrizione che testimonia che la chiesa è stata ricostruita nel 1605 per opera di Giovanni Battista Caracciolo. La torre campanaria fu terminata nel 1792, ma sembra che dovesse, in passato fungere da torre difensiva. L'interno è a tre navate.
BED & BREAKFAST CELENZA SUL TRIGNO (CH)
La Torre della Fara è sita nella località Torre della Fara nel comune di Celenza sul Trigno in provincia di Chieti. La torre è posta presso il fiume Trigno ed il tratturo Ateleta-Biferno ed era in collegamento visivo con centri limitrofi e con il monastero di Santa Maria del Canneto di Roccavivara (Molise). La Storia della Torre di Celenza sul Trigno: La torre risale al XII secolo. Anche se il toponimo richiama la fara longobarda è, tuttavia, arduo identificare l'epoca di costruzione del sito. Descrizione: La torre di Celenza sul Trigno ha una struttura cilindrica ed è realizzata in pietra, ma sono utilizzati anche frammenti lapidei per incorniciare le aperture e le feritoie. La torre è alta 15 metri e con diametro di 6 metri. La torre è priva di mura a scarpa e, ad un terzo dell'altezza vi è un'apertura la quale, verosimilmente, si tratta di un ingresso sopraelevato. Inoltre, nell'interno vi sono i fori ove appoggiavano le travi per il sostegno dei vari livelli. La copertura all'interno è a volta con calotta ribassata. L'utilizzo della maltanella Torre della Fara diminuisce con l'altezza[1] così come diminuisce lo spessore dei muri sempre col crescere dell'altezza.
CASE PER VACANZA CELENZA SUL TRIGNO (CH)
Nella bassa valle del Trigno riscontrata la presenza del lupo e della lontra. La scoperta durante i lavori per la redazione del piano di gestione del Sic. Il lupo e la lontra presenti nella basse valle del Trigno. È quanto emerso durante il lavoro per la stesura del piano di gestione del Sito d'Interesse Comunitario Fiume Trigno (medio e basso corso). A occuparsene è stato il personale del Cisdam (Centro Italiano di Studi e di Documentazione sugli Abeti Mediterranei), del Cogecstre e dell'associazione dei comuni del comprensorio Trigno Sinello. Ieri a San Salvo (Comune capofila) c'è stata una nuova tappa per l'importante documento programmatico con la presenza di del primo cittadino Tiziana Magnacca, di alcuni dei colleghi degli altri comuni che aderiscono al progetto (Lentella, Fresagrandinaria, Cupello, Tufillo, Celenza sul Trigno e Dogliola) e dei rappresentanti di altri enti e associazioni di categoria (Forestale, Cia e Coldiretti); obiettivo, individuare aspetti da migliorare nel piano. Durante i mesi scorsi, gli studiosi hanno setacciato l'area ricadente nel Sic per metterne nero su bianco lo stato di salute e certificare la presenza di specie animali e vegetali. Tra queste - oltre alla conferma delle numerose specie già conosciute - non senza sorpresa, sono state riscontrate - in più uscite ripetute nel corso del tempo - evidenti prove (escrementi, impronte ecc.) sulla presenza del lupo (Canis Lupus) e dellalontra (lutra lutra). La lontra nel lontano passato era già presente a ridosso dei fiumi Aventino, Sangro e Trigno, ma la crescente antropizzazione ne aveva causato l'allontanamento. Ora - pur trattandosi di pochi esemplari - il ritorno di questo animale indica una buona qualità dell'ambiente. Il 30 agosto dell'anno scorso un esemplare fu trovato morto nella zona industriale di Cupello. Per il lupo, oltre al ritrovamento delle classiche tracce, è stata usata anche la tecnica del wolf howling, ovvero la diffusione sonora di ululati in ore serali. A questi richiami non ci sono state risposte: una circostanza - come spiega il documento - che indica l'uso del tratto del fiume Trigno come area di spostamento tra monte e valle. Esclusa, quindi, la presenza di siti di allevamento di cuccioli. La presenza del lupo è più vasta rispetto a quello della lontra - attratto anche dalla larga presenza di cinghiali - e si estenderebbe fino al territorio di Lentella.
APPARTAMENTI PER VACANZA CELENZA SUL TRIGNO (CH)
A breve l'apertura del parco avventura di Celenza sul Trigno, gestione alla Delphinia srl. Il vicesindaco Di Iorio: «Aggiungete il nostro parco avventura alle vostre mete turistiche!» CELENZA SUL TRIGNO - Sarà la Delphinia srl di Scerni a gestire il Parco Avventura di Celenza sul Trigno. Questa mattina c'è stata la consegna del parco ai gestori. Il 17 marzo scorso è stato approvato lo schema di convenzione che stabilisce la gestione dell'area per 15 anni con un canone di 5mila euro annui. Il parco avventura sorge in una zona strategica, al confine tra due regioni, Abruzzo e Molise: nell'area dell'ex disco-pub Ramasà (a breve distanza dallo svincolo della Statale Trignina), rimasta abbandonata per diversi anni a causa di un contenzioso tra Comune e privato. Si tratta di un progetto da 160mila euro, 102mila dei quali derivanti dai fondi regionali Pit destinati alla ‘spettacolarizzazione delle risorse naturali’. I lavori terminarono nel giugno 2013, ma il bando per la gestione andò diverse volte deserto. La Delphinia, ora, è stata l'unica società a rispondere. Alessandra Di Iorio, vicesindaco di Celenza sul Trigno, ha seguito l'iter del parco. Oggi scandisce quelle che saranno le prossime tappe: «Stamattina c'è stata la consegna, mentre per contratto l'apertura deve avvenire entro il primo luglio, anche se la società probabilmente vorrà anticipare i tempi. Ora la Delphinia eseguirà la ripulitura dell'area e procederà alla formazione del personale che dovrà seguire un corso». Il vicesindaco non nasconde la felicità per il traguardo raggiunto: «Esprimo a nome di tutta l'amministrazione la soddisfazione per questo risultato. Siamo sicuri che la Delphinia srl, con il suo legale rappresentante Sandro D'Ercole, riuscirà a spettacolarizzare la nostra ricchezza... il nostro territorio. Auguro alla società un buon lavoro». Infine, un invito: «A partire dalla prossima estate aggiungete il nostro parco avventura alle vostre mete turistiche!». In fase di ultimazione dei lavori, iltrigno.net entrò nell'area per vedere da vicino l'evoluzione di un'area importante dal punto di vista naturalistico in procinto di uscire dalla lunga fase di abbandono. In quell'occasione l'architetto Mario Vespasiano sottolineò le caratteristiche del parco: «Questa tipologia di parco è rivolta a tutti, ma soprattutto a ragazzi e scolaresche. Si compone di tre percorsi-pratica e altrettanti percorsi veri e propri. Un colore distinguerà il livello di difficoltà: verde, blu e rosso. Salendo di difficoltà si salirà anche di quota. Il tempo stimato per completare un percorso si aggira intorno alla mezz’ora. È un’opera nel pieno rispetto della natura, qui non è stato usato un chiodo». È stato lo staff di parcoavventura.it (Biella) a eseguire i lavori, forte dell'esperienza acquisita nella realizzazione di diversi parchi simili in Italia. Un lavoro, quello conclusosi nel 2013, che ha avuto un occhio di riguardo per la salute degli alberi interessati. «L’arredo dev’essere assolutamente non-invasivo nei confronti della crescita della pianta - ci spiegò Luca Aldrigo, del personale di parcoavventura.it - Per non danneggiare l’albero vengono presi diversi accorgimenti. I cavi di acciaio non devono toccare il fusto. Per questo nei punti di ancoraggio vengono posti dei tronchetti circolari lungo tutta la circonferenza del tronco o del ramo. Le piattaforme sono fissate con sistemi a morsa. È possibile diminuire la pressione per permettere la crescita regolare dell’albero».
CASE PER LE FERIE CELENZA SUL TRIGNO (CH)
'Orchidee che passione' a Celenza sul Trigno. CELENZA SUL TRIGNO - Il Centro Studi Alto Vastese organizza aCelenza sul Trigno è lieto di invitarti a Orchidee... che passione!, una passeggiata naturalistica per imparare a conoscere sul campo le orchidee spontanee del Vastese. Il Centro Studi, associazione finalizzata alla promozione della cultura e dell'ambiente, negli ultimi anni ha censito oltre 35 specie spontanee di orchidee nel territorio vastese e in particolare lungo la valle del Trigno. Nel periodo in cui ricorrono le festività pasquali nasce l'Orchidea della Passione (Ophrys passionis subsp. passionis), chiamata in questo modo in ricordo della Passione di Gesù. La passeggiata naturalistica sarà guidata dai soci del Centro Studi, appassionati cultori di botanica. Un'occasione imperdibile per apprezzare le grande ricchezza di biodiversità dell'Alto Vastese! L'appuntamento è previsto in piazza del Popolo a Celenza sul Trigno, sabato 4 aprile 2015 alle ore 9:30. Oltre alla passeggiata, alle ore 15:00, l'associazione prevede un momento conviviale presso la Biofattoria Licineto. Sarà presentato il calendario degli eventi escursionistici e sarà possibile iscriversi all'associazione. Degusteremo prodotti tipici preparati dai soci. PROGRAMMA: Partenza ore 9:30 da piazza del Popolo, Celenza sul Trigno; Dal centro storico di Celenza lungo la via vecchia per Canneto, vallone di Caccavone, Licineto. Pranzo al sacco ore 13:30 (a carico dei partecipanti). Ore 15:00 degustazione di prodotti naturali, tesseramento e presentazione programma Centro Studi; Ore 16:00 Da Licineto alla Torre della Fara lungo il fiume Trigno; Rientro previsto ore 18:00. Importante. La partecipazione all' evento è gratuita previa iscrizione al Centro Studi Alto Vastese (costo tessera adulti € 10,00 - gratis minori di 14 anni). Chi non partecipa all'escursione della mattina è invitato al tesseramento e alla degustazione previsti alle ore 15:00 presso la Biofattoria Licineto. Prenotazioni entro venerdì 03 aprile ore 14:00 Telefonare al 3400558357 (Ivan)  oppure 339.4630799 (Elena) oppure mandare una e-mail a: altovastese@gmail.com  via web: www.altovastese.it  o Facebook altovastese.it Difficoltà percorso: facile. Il percorso Celenza- Licineto è in discesa (circa 3 km); il terreno è sassoso, a tratti piuttosto scivoloso. Il percorso Licineto - Fara (circa 3 km), lungo il fiume Trigno, previsto nel pomeriggio è in pianura;  sono presenti aree fangose e piccole pozze d’acqua. Le persone che preferiscono non proseguire nel pomeriggio potranno essere riaccompagnate al punto di partenza al termine della degustazione. Si consiglia abbigliamento adatto alle escursioni, scarpe da trekking o da ginnastica con suole non lisce, acqua, pranzo al sacco. Il percorso potrà subire variazioni a discrezione degli organizzatori. L’associazione declina ogni responsabilità in caso di infortuni. Minori solo se accompagnati. Eventuali informazioni su variazioni di programma o rinvii causa maltempo saranno consultabili sul sito www.altovastese.it.
COUNTRY HOUSE CELENZA SUL TRIGNO (CH)
A Celenza sul Trigno il festival internazionale dei corti. Torre della Fara, Celenza sul Trigno: Il paese si affaccia su una dorsale collinare tra due torrenti, alla sinistra del fiume Trigno, in una zona eccezionalmente panoramica che abbraccia la Maiella, il Matese e le colline che scendono verso l’Adriatico. Alcuni ritrovamenti archeologici, testimoniano un insediamento nell’area sin dall’epoca romana. Celenza sul Trigno: La più antica menzione di Celenza sul Trigno risale al 1309. A partire dal 1451 è annoverata nella baronia di Monteferrante, posseduta da Marino Caracciolo di San Buono, ed è successivamente controllata dai d’Avalos, dai Pignatelli e nuovamente dai Caracciolo fino all’abolizione dei feudi. Chiesa di Santa Maria Assunta: Conserva tracce del suo passato nella tomba seicentesca dei principi d’Avalos-Pignatelli, all’interno della Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta. Il borgo si caratterizza per i vicoli stretti e tortuosi con i resti delle mura e svariate tipologie di case-mura ornate da portali, mensole e stipiti risalenti al XVII e XVIII secolo. Scorci di Celenza sul Trigno: All’interno del paese si possono ammirare anche diversi esempi  di architettura contadina, con semplici case in pietra a due camere realizzate su due livelli. Da qui è possibile ammirare il bellissimo panorama della vallata del Trigno con il Santuario di Santa Maria di Canneto, costantemente osservato dal Monte Caccavone. In posizione isolata sul letto del fiume Trigno, proprio lungo l’antico percorso del tratturo Ateleta-Biferno, s’incontra la Torre della Fara, un interessante esempio di torre di avvistamento e di presidio risalente al XII secolo. Celenza sul Trigno: A ridosso di questo percorso tratturale sorge il Santuario di San Donato. La chiesa dedicata al vescovo aretino conserva  una singolare bilancia per la “pesatura” e ospita una sala ex voto.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' CELENZA SUL TRIGNO (CH)
Celenza sul Trigno (Ch) sorge a 646 m s.l.m. su una zona collinare tra i torrenti Vecchio e Caccavone, alla sinistra del fiume Trigno. Fa parte della Comunità montana Alto-Vastese e conta 1.028 abitanti.  La Storia del paese di Celenza sul Trigno: La sua origine viene ricondotta al periodo romano benché, si ha una più ricca documentazione del periodo altomedioevale. In esso, infatti viene menzionato sotto il nome di Celentia e ne risulta con certezza, la presenza dei Longobardi. Verso la metà del l’XV secolo, questo comune, grazie ad Alfonso V d’Aragona passò alla baronia di Monteferrante per poi passare ai D’Avalos, ai Pignatelli per poi rimanere ai Caracciolo sino al 1806 in cui il sistema feudale venne abolito. I reperti che oggi ci restano, documentano tracce di una storia che ha lasciato un profondo segno per secoli e secoli. Vi sono esempi nella tomba seicentesca dei principi d'Avalos-Pignatelli posta nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta; c’è dimostrazione dello spirito militare e difensivo nella Torre della Fara di avvistamento situata lungo il fiume Trigno. Nel secolo scorso, subì gravi danni a causa dei conflitti mondiali e proprio per questo, di recente è stato insignito della Medaglia d'argento al merito civile per atti di abnegazione subiti.
RIFUGI E BIVACCHI A CELENZA SUL TRIGNO (CH)
Casa visitare a Celenza sul Trigno: La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta. Dopo aver subito gravi danni a causa del terremoto dei primi del settecento, nel 1789 venne ricostruita con una facciata decorata da una finestra ogivale in pietra del XIV-XV. All’interno è conservata la tomba della famiglia Pignatelli-Avalos; La chiesa di San Donato, con la casa conventuale annessa e all'interno un pregevole organo in legno di epoca barocca; La torre della Fara. E’ una di torre di avvistamento che si incontra in posizione isolata sul letto del fiume Trigno, di forma cilindrica e realizzata in pietra proprio lungo l'antico percorso del tratturo. Tradizioni e folklore a Celenza sul Trigno: Festa di S. Donato. Si tiene il 7- 8 agosto e i devoti del Santo protettore dell'epilessia e del mal di testa si recano al santuario recando in dono ceste di grano, candele ed ex voto. Inoltre si svolgono sfilate di donne recanti doni, canti religiosi e processione di fedeli. Le Frazioni di Celenza sul Trigno: Martinelle, Strette. Comuni vicini: Carunchio, Montefalcone nel Sannio (CB), Montemitro (CB), Palmoli, Roccavivara (CB), San Giovanni Lipioni, Torrebruna, Tufillo.
Casa visitare a Celenza sul Trigno: Antica Trattoria Vittoria: In aperta campagna, lungo la strada che da Schiavi porta a Torrebruna, fate una tappa di gusto all’insegna dei piatti del territorio all’Antica Trattoria Vittoria (Frazione Valloni), locale a gestione familiare aperto nel lontano 1929 che annovera tra le specialità le “sagne a pezzat” fatte mano e condite con sugo di Ventricina, i ravioli al tartufo, le tagliatelle ai funghi porcini, le pallotte cace e ove, secondi di carne mista e poi il piatto forte della casa: il pollo alla diavola. Passeggiata a Celenza sul Trigno: A soli 20 minuti di macchina dalla trattoria, vi attende Celenza sul Trigno. Smaltite il pranzo con una passeggiata alla scoperta dell’antico borgo. Partite da Piazza del Popolo, dove potrete ammirare la Chiesa di Santa Maria Assunta custode della tomba del Duca Pignatelli e la Torre Campanaria. Proseguendo, raggiungete il centro storico del paese caratterizzato da case in pietra e grandi portali. Da qui è possibile contemplare un panorama mozzafiato sulla vallata del Trigno e sul Santuario di Santa Maria di Canneto. Seguendo il belvedere, si scorge la Torre della Fara, risalente al XII secolo e situata presso il tratturo Ateleta -Biferno. A ridosso di questo percorso si trova il Santuario di San Donato. Pizza a foglietti. Percorso culinario a Tufillo (Ch): Rimettetevi al volante e dopo soli 13 km sarete a Tufillo per gustare la pizza a foglietti, specialità della tradizione locale: una sfoglia sottile e croccante, arrotolata e farcita con peperone rosso (dolce) essiccato e macinato, con salsiccia, oppure, nella versione invernale, con ciccioli di lardo di maiale. L’indirizzo da segnare è quello della Panetteria Barisano. Se invece vi piace il formaggio di capra, andate a trovare Attilio, giovane pastore che produce piccoli quantitativi di caprino a pasta molle e semidura. Castello di Palmoli18.30 Il Castello di Palmoli e il Museo della Civiltà Contadina: Proseguite alla volta di Palmoli per visitare il Castello Marchesale, uno degli edifici più rilevanti ed espressivi del territorio, considerato dal 1928 monumento nazionale. La struttura è composta dalle mura difensive e da un torrione a pianta dodecagonale e ingloba il Palazzo marchesale (del XV sec.) con l’annessa cappella di San Carlo (XVIII sec.). Il Castello è anche sede del Museo della Civiltà Contadina, un’interessante collezione di oggetti della cultura contadina locale e luogo della memoria dedicato all’uomo e al suo lavoro, con una mostra permanente sugli attrezzi usati dai braccianti nei campi, indumenti e altri utensili di uso quotidiano. Colle della Ruta: Da Palmoli, attraverso via Pianezza arrivate al borgo di Lentella e poi scendete al Colle della Ruta. Qui, presso l’omonimo agriturismo, potrete apprezzare la cucina tradizionale della signora Lidia, sorseggiare un calice di vino locale e pernottare in splendide stanze dallo stile rustico e autentico. Nelle vicinanze, la possibilità di acquistare olio extravergine d’oliva presso il Bosco degli Ulivi.
Casa visitare a Celenza sul Trigno: La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, ricostruita nel 1789 con la facciata decorata da una finestra ogivale in pietra del XIV-XV secolo dalle forme in stile gotico e una lapide datata 1726. Gli interni sono classicheggianti e conservano la tomba della famiglia Pignatelli-Avalos, varie statue in legno, un reliquiario e altri arredi sacri. Il campanile è in pietra, in posizione distaccata dal resto della chiesa e fu costruito nel 1792. La chiesa di San Donato, con la casa conventuale annessa e all’interno un pregevole organo in legno di epoca barocca. I resti delle mura con vari esempi di case-mura. Interessanti i dettagli decorativi di queste, con portali, mensole e stipiti risalenti al XVII e XVIII secolo, quasi tutte nel centro storico. La torre della Fara, un interessante esempio di torre di avvistamento che si incontra in posizione isolata sul letto del fiume Trigno, di forma cilindrica e realizzata in pietra proprio lungo l’antico percorso del tratturo. La si trova in località Torre della Fara. Vari esempi di architettura contadina, qui è diffusa la casa contadina a due camere su due livelli, realizzata in pietra. Tracce del tratturo in località San Giuliano e gli Stretti. Casa visitare a Celenza sul Trigno:  “Tour post” la rubrica mensile per conoscere in 48 ore le Terre dei Trabocchi, a luglio fa tappa in alcuni borghi dell’entroterra vastese senza farsi mancare il mare. Un tour che parte da Schiavi d’Abruzzo e attraversa i paesi di Celenza sul Trigno, Tufillo, Palmoli, Fresagrandinaria e Lentella, fino a raggiungere la costa Adriatica. L’itinerario, lungo appena 50 km, vi porterà in meno di un’ora di macchina, dagli oltre mille metri d’altitudine di Schiavi a tuffarvi nel mare incontaminato di San Salvo Marina, perché nelle Terre dei Trabocchi si può. Schiavi d’Abruzzo, il borgo e i Templi Italici: Arroccato su una propaggine del Monte Pizzuto, siamo oltre i mille metri d’altezza sul livello del mare e al confine con il Molise, l’incantevole borgo di Schiavi d’Abruzzo conserva tracce evidenti dell’antico impianto medievale. Fate un giro lungo le viuzze del centro storico e visitate la splendida Chiesa barocca di San Maurizio che si trova nella parte più alta del paese. Uscendo da Schiavi, godetevi pure il panorama passeggiando nei dintorni del Monte Pizzuto, dove a 1290 metri di quota, nei pressi di Badia, recenti scavi archeologici hanno identificato una consistente presenza di reperti appartenenti alla tarda Età del Bronzo. Potrete ammirare la storia di questo territorio in tutto il suo splendore nell’area archeologica dei Templi Italici, lungo la strada provinciale che dalla fondovalle Trigno sale al paese, dove sono presenti i resti di due templi sannitici. I reperti più significativi rinvenuti nell’area sono esposti nel Museo Archeologico di Schiavi d’Abruzzo (per info: 3891812311).
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
Casa visitare nei dintorni di Celenza sul Trigno: Lentella & Fresagrandinaria: Per chi ha voglia di volare, poco distante dal Colle della Ruta, c’è il centro per parapendio I Picchi. Se siete del “mestiere” prenotate il vostro giro ad alta quota e contemplate dall’alto un panorama spettacolare sulla vallata del fiume Trigno. Il territorio circostante si concede anche ad attività più “terrene” come mountain bike e trekking. Prima di visitare il borgo di Lentella, fate tappa nell’area dei “Gessi”, un rilievo collinare costituito da affioramenti di gesso inglobati nelle più ampie formazioni argillose della zona. Il sito, oltre alle peculiarità geologiche, è importante perché ospita una ricca vegetazione mediterranea, con piccole formazioni boschive. Raggiungete il centro di Lentella e passeggiate lungo le caratteristiche stradine del borgo antico. Salendo verso la parte alta del paese, si incontrano i maestosi Palazzi Catalano e Giovannelli, e dal vicino Belvedere si gode di una prospettiva privilegiata sul mare che nelle giornate particolarmente limpide mette in bella mostra persino le isole Tremiti. Da Lentella, a piedi, in una manciata di chilometri si giunge a  Fresagrandinaria che preserva ancora il tipico aspetto di borgo medievale, fatto di edifici costruiti dall’abile e secolare maestria dei lavoratori della pietra calcarea e dell’arenaria. Nel centro storico, presso il piccolo laboratorio artigianale di Stefano Di Fiore (Via Della Libertà), si può acquistare la Ventricina del Vastese.  Fresagrandinaria (Ch): Lasciate Fresagrandinaria e scendete in località Guardiola Bassa, vicino il fiume Treste. Rimpinzatevi con specialità enogastronomiche del territorio presso l’agriturismo Casale Sant’Angelo e dopo pranzo visitate quel che resta del vicino monastero Sant’Angelo in Cornacchiano (risalente all’anno 1115), mentre in prossimità del fiume c’è la piccola Chiesa di Sant’Antonio da Padova. Lentella - Contrada Canaloni, frazione di San Salvo: Lasciando la Guardiola, prendete la strada per San Salvo attraversando Contrada Canaloni. Da queste parti, per i golosi del formaggio, una capatina alla piccola azienda agricola Di Francesco Donato è d’obbligo, potrete acquistare pecorini stagionati, primo sale e ricotta di pecora.  Continuate sulla strada verso San Salvo, vi ritroverete immersi in un polmone verde incontaminato lambito da immense distese di vigna. In città, fate un giro nel centro storico, e visitate il Parco Archeologico del Quadrilatero, al suo interno il museo civico Porta della Terra, quasi interamente sotterraneo, che custodisce reperti provenienti dal territorio circostante, un viaggio nel passato lungo 3.000 anni. Altra tappa d’interesse è quella al museo diffuso la Giostra della Memoria, un luogo unico, custode della memoria collettiva e del folklore locale. San Salvo (Ch): E’ ora di cena, l’offerta culinaria per rifocillarsi le papille a dovere è variegata. A San Salvo, l’Osteria delle Spezie in Corso Garibaldi propone una cucina che strizza l’occhio al territorio: paste fatte in casa (maltagliati, cavatelli e ‘ndrocchie) condite con funghi, tartufo e zafferano, carne alla brace, fiadoni marinari e pesci al forno. Per i piatti di mare spostatevi a San Salvo Marina, l’Osteria del Mare, immersa in una suggestiva pineta all’interno del porto turistico, soddisferà il vostro palato con specialità tipiche della cultura marinara. Altro indirizzo da non perdere è quello del Ristorante Marina, piatti della tradizione marinara e una cucina autentica senza fronzoli. Fossaceca marina: Se vi piace una cucina più sofisticata, ma strettamente legata al territorio e giusto compromesso tra innovazione e tradizione, il ristorante che fa per voi è lo stellato Al Metrò. I piatti da provare sono la triglia in scapece espressa, gli spaghetti aglio olio peperoncino e frutti di mare e i ravioli di ricotta di pecora nel brodetto di crostacei. Altro indirizzo imperdibile è il Peperoncino, anche se siamo al mare, qui le specialità della casa sono appetitosi piatti di carne, come i ravioli di chianina, la tagliata e la porchetta. San Salvo Marina in salsa by night l’estate propone tantissime soluzioni, se siete amanti della disco, sono diversi gli stabilimenti balneari che lungo la spiaggia daranno il giusto ritmo alla vostra serata, ma anche la musica dal vivo non manca, e poi c’è il Beat Cafe (viale Berlinguer), locale di tendenza che organizza serate live all’insegna della musica  “indie” tutto l’anno. Il Giardino Botanico San Salvo Marina: Concedetevi una giornata al mare, qui la spiaggia è lunga, ampia e sabbiosa, e si è fregiata anche quest’anno dell’ambita bandiera blu. La battigia degrada dolcemente nel mare dai bassi fondali, e verso nord la spiaggia è caratterizzata dalla presenza delle dune costiere e da una fitta vegetazione spontanea. Mare: Sono presenti stabilimenti balneari e ombreggi per tutti i gusti, ma c’è spazio anche per la spiaggia libera.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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