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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Celano

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CELANO (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di CELANO (Aq) (m. 800 s.l.m.)
Coordinate geografiche: 42°05′04.6536″N 13°32′42.9246″E
     
  CAP: 67043  - 0863 -  0863.793312 - Da visitare:      
 MUNICIPIO DI CELANO 0863.79541   0863.792335       0863.792450  P. Iva: 00094090669
Raggiungere Celano:(Stazione  a Km.)  (Uscita ) (Uscita ) (Uscita ) -Aeroporto d'Abruzzo a  Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI CELANO (AQ)
**** HOTEL HOTEL LORY
Via Oreste Ranelletti, 279 - 67043 Celano (Aq)
tel. 0863 793656 - fax 0863 793055
 Servizi offerti dalla struttura











RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE CELANO (AQ)
La Storia del paese di Celano (Aq). Come nel caso di altri centri affacciati sulla pianura fucense anche a Celano la presenza continuativa dell'uomo risale a circa 18000 anni fa al paleolitico superiore. Le necropoli di località Paludi risalgono invece all'eneolitico e all'età del Bronzo. Il nome Celano, per anni, è stato erroneamente associato a Cliternum, che in realtà era un villaggio degli equi situato con ogni probabilità in una zona della contemporanea provincia di Rieti. Al nome di Celano, invece, sono legate diverse altre ipotesi: secondo alcuni studiosi deriverebbe da Cele o Coele da cui Celanum, Coelanum o Caelanum, secondo altri da vicus Caelanus. La Contea di Celano: La Contea di Celano si sviluppò attorno al X secolo grazie all'unione del contado marsicano con altri paesi. Nel 1221, Federico II di Svevia la sottrasse al conte Pietro da Celano per concederla ai conti di Segni. Divenuta in seguito possesso dei Berardi, conti dei Marsi e per breve durata di Federico d'Antiochia, figlio dell'imperatore, passò poi nelle mani degli Angioini, quindi degli Aragonesi e infine degli Artois. Nella Marsica San Francesco d'Assisi diffuse il suo ordine dei minori. La sua prima presenza nel territorio risulterebbe nell'inverno tra il 1215 e il 1216, quando soggiornò nella vicina San Benedetto dei Marsi dove dormiva, insieme con i poveri, in una località chiamata "Luogo" (in dialetto "i loche"), nei pressi dell'anfiteatro romano. Un successivo viaggio nella Marsica, a Pescina, Celano e San Benedetto dei Marsi, ci sarebbe stato con ogni probabilità tra il 1221 ed il 1222. Secondo quanto avrebbe riportato il suo primo biografo Tommaso da Celano e, in seguito, Bonaventura di Bagnoregio che riscrisse la biografia, San Francesco avrebbe guarito, operando un miracolo, un cavaliere che lo ospitò nel palazzo celanese di sua proprietà[10]. Mentre nel 1225 nella vicina Pescina, San Francesco, fondò il convento accanto alla contemporanea chiesa "Sant'Antonio da Padova". Sotto il dominio di Leonello Acclozamora fu "regolarizzato" dagli Aragonesi il famoso Regio Tratturo Celano-Foggia e venne potenziata una delle più frequentate vie pastorali della transumanza tanto da farla divenire nel XIV secolo un cardine dell'economia celanese. Acclozamora e la contessa Jacovella, ultima erede dei conti di Celano, portarono a compimento importanti opere: completamento del secondo piano del mastio e dei tre imponenti torrioni del castello Piccolomini e la costruzione del forte corrispondente alla contemporanea chiesa di San Francesco oltre a numerosi altri interventi artistici nelle chiese celanesi. Celano divenne in seguito possedimento dei signori Peretti, poi dei Savelli e, infine, dei duchi Cesarini-Sforza e dei successori, gli Sforza-Cabrera-Bodavilla fino al 1806, anno dell'abolizione del feudalesimo.
CAMPEGGI CELANO (AQ)
Celano oggi: Il banchiere romano, Alessandro Torlonia, dopo aver ripreso ed ampliato il progetto dell'imperatore Claudio, sfruttando il passaggio dell'emissario di epoca romana, prosciugò il Fucino diventando proprietario di gran parte delle terre emerse (16.507 ettari) per 99 anni. Solo 2.500 ettari furono lasciati ai comuni rivieraschi. I lavori ebbero inizio nel 1855 e furono dichiarati ufficialmente conclusi nel 1878. Il fertile altopiano sarà destinato alle coltivazioni agricole, le sue terre furono ben presto rese lavorabili ed abitabili attraverso una serie di opere pubbliche, tra cui la costruzione di case, fattorie e strade. A Celano e nei comuni ripuari si avvicineranno, tuttavia, gli anni di forti tensioni sociali legate soprattutto al diritto al lavoro e alle difficili condizioni lavorative. Il terremoto a Celano del 1915: Celano fu segnata dai terremoti in età moderna. Nel 1695 quando la cittadina subì gravissimi danni al patrimonio architettonico e dai terremoti del 1706 e successivi. Di certo il terremoto del 13 gennaio del 1915 causò anche a Celano distruzione e vittime. Furono oltre 650 i celanesi che persero la vita a causa della tremenda scossa di magnitudo 7.0 (Mw momento sismico) e ancora dell'11º grado della scala Mercalli (MCS) che si verificò alle ore 7.52.48 (dato dell'INGV). Il sisma causò 30.519 morti nell'area marsicana e del basso Lazio, secondo gli ultimi studi del Servizio sismico nazionale. Il quotidiano La Tribuna avviò una raccolta di fondi per la realizzazione di un primo baraccamento nel quartiere che prese il nome del benefattore. Il linciaggio a Celano del 1923: Nella notte tra il 29 e il 30 dicembre del 1923 la chiesa di San Giovanni Battista fu teatro di un furto sacrilego: le urne di bronzo contenenti le supposte reliquie dei santi Simplicio, Costanzo e Vittoriano furono rubate e il contenuto versato sul pavimento della chiesa. Le forze dell'ordine trovarono l'autore del furto, un tale Francesco Tomei, in un fienile con le urne rubate. L'uomo fu tenuto in custodia. Le autorità religiose organizzarono un rito riparatorio al termine del quale però alcuni partecipanti assaltarono la caserma ove era custodito il Tomei, lo prelevarono e gli diedero fuoco. L'eccidio di Celano del 1950: La sera del 30 aprile 1950 piazza IV Novembre fu teatro di un feroce attentato che vide uccisi, durante le manifestazioni e le proteste per il loro diritto al lavoro, due braccianti: Agostino Paris ed Antonio Berardicurti. Tale evento venne nominato l'eccidio di Celano. Quella repressione, perpetrata contro i movimenti che chiedevano maggiori diritti e dignità per gli agricoltori, non fermò le rivendicazioni contadine. Il 3 maggio 1950 si celebrarono solennemente i funerali dei due braccianti e si tenne un comizio incentrato sulla dignità del lavoro, la pace e l'unità di tutti i lavoratori. Da quel tragico evento il governo iniziò a muovere concretamente i primi passi per quella che fu la riforma agraria (o fondiaria) del 1950, da cui nacque il 28 febbraio 1951, l'ente della Maremma e del Fucino, con l'espropriazione terriera fatta in anticipo ai danni dei Torlonia. Nel 1954 venne costituito un distinto ente Fucino che, finalmente riorganizzò in appezzamenti più grandi l'area fucense, facendo segnare un picco delle produzioni agricole. Emigrazione da Celano: Celano è stata toccata come gran parte dei centri abruzzesi e del sud Italia dal fenomeno dell'emigrazione in particolare nel primo e nel secondo dopoguerra. Molto numerosa è, infatti, la comunità celanese residente in Canada, in particolare nelle città di Mississauga, Toronto e Vancouver, ma anche in Australia ed in Argentina. A Mississauga, in Ontario, ha sede da circa 45 anni, l'associazione Celano Canadian Club.
VILLAGGI TURISTICI CELANO (AQ)
I monumenti e i luoghi d'interesse a Celano (Aq). Architetture religiose a Celano. La Madonnina (Chiesa di Santa Maria in Fonte Coeli): Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, ricostruita ex novo nel XIII secolo dopo le distruzioni di Federico II. Fu completata nel XV secolo. All'interno presenta numerosi stemmi dei conti di Celano. Il pregevole portale è decorato da una lunetta che presenta l'affresco della Madonna con il Bambino posta tra San Giovanni Evangelista e Papa Bonifacio IV. Il rosone presenta al centro la testa del Battista. Le tre navate interne sono divise da pilastri ottagonali. Di particolare interesse sono gli affreschi quattrocenteschi della navata laterale destra. Chiesa di Santa Maria Valleverde, edificata nel 1508 fu voluta nella prima meta del XV secolo da Leonello Acclozamora e Jacovella, conti di Celano. Rappresenta lo stile rinascimentale francescano nella Marsica. All'interno si possono ammirare in una delle tre cappelle laterali i dipinti della Vergine di Paolo Zoppare datati 1558. Esposte pregevoli pale d'altare e il coro ligneo risalenti allo stesso periodo. La cripta del Paradiso di forma poligonale presenta luminosi affreschi della metà del cinquecento. Si tratta di sette scene della Passione (attribuite a Paolo Zoppare) che coronano la tavola che raffigura il Cristo che si avvia al calvario, opera attribuita a Giovanni Antonio Bazzi. Molto interessanti anche l'araldica della chiesa e il chiostro che presenta pilastri in pietra ed un elegante loggiato ad archi. Pitture a lunetta impreziosiscono le pareti. Nel giardino sono poste una fontana e la statua di San Francesco. È presente al piano superiore del convento una fornita biblioteca con la collezione "Pietro Antonio Corsignani" e il connesso museo ricco di opere sacre. Chiesa di Santa Maria delle Grazie, dell'XI secolo era nota nel medioevo con il nome di Sancti Joannis Caputaquae (San Giovanni Capodacqua). In origine però fu fondata come chiesa di San Giovanni Evangelista. Sotto il pavimento è stata attestata l'esistenza di un antico cimitero urbano. L'ossario è visibile nella cappella delle Anima Sante. Pregevoli i due portali e il rosone. L'interno presenta tre navate e l'altare cinquecentesco ligneo. Chiesa di San Francesco, risalente al 1345. È stata realizzata per volontà di Jacovella e per omaggiare San Francesco d'Assisi che visitò nel XIII secolo la cittadina castellana. Di particolare bellezza il portale e la lunetta che raffigura la Madonna con il bambino fra San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio da Padova. L'aspetto interno è tardo barocco conferitogli dopo la ristrutturazione del XVIII secolo; Chiesa di Santa Maria in Fonte Coeli, (denominata anche La Madonnina, in origine nota anche con il nome di Foragini), risale al XVII secolo. È posta in località Costa Madonnina nelle adiacenze del centro della città; Chiesa di Sant'Angelo, nota in passato anche con il nome di chiesa di San Michele Arcangelo risale al XIV secolo. Fu completata nel secolo successivo. È situata ai piedi del castello Piccolomini in pieno centro storico di Celano ed è sede della più antica confraternita celanese, l'arciconfraternita del Sacro monte di Pietà del 1581. L'interno barocco presenta cinque altari in marmi policromi ed un antico organo a canne del XVIII secolo; Chiesa della Madonna del Carmine, edificata nel 1573 per volontà di Costanza Piccolomini. Di stile tardo-barocco presenta una navata e sei altari; Chiesa di San Rocco situata in piazza Aia (l'antica piazza Lefraini), fu edificata anch'essa per volontà di Costanza Piccolomini; Chiesa del Sacro Cuore, aperta al culto nel 1962 è situata nel rione Vaschette; Chiesetta di San Leonardo, edificata dagli alpini celanesi nel 1976 ai piedi del monte San Vittorino; Chiesa Regina della Pace a Borgo Strada 14; Chiesa del Cuore Immacolato di Maria a Borgo 8000. Architetture civili: Monumento ai Santi Martiri Simplicio, Costanzo e Vittoriano, opera dello scultore Antonio Berti inaugurato nel 1971; Monumento a San Francesco, realizzato da Angelo Canevari nel 1982; Monumento a Fra' Tommaso da Celano, realizzato da Pino Conte nel 1960.
AFFITTACAMERE CELANO (AQ)
AFFITTACAMERE GROTTA AZZURRA
Via Benedetto Croce, 13/15 - 67043 Celano (Aq)
tel. 0863 790828
BED & BREAKFAST CELANO (AQ)
BED & BREAKFAST IL VICOLO
Via Monte Santo, 5 - 67043 Celano (Aq)
tel. 329 8006181 fax 0863 791586
BED & BREAKFAST LA MACINA
Piazza Iv Novembre, 26 - 67043 Celano (Aq)
tel. 320 9777959 - fax 0863 793112
BED & BREAKFAST REBECCA'S HOUSE
Via Borgo Bussi, 43 - 67043 Celano (Aq)
CASE PER VACANZA CELANO (AQ)
I monumenti e i luoghi d'interesse a Celano (Aq). Castello Piccolomini: Il principale monumento di Celano è il Castello Piccolomini, situato al centro del nucleo storico del borgo, la cui prima fase di costruzione risale con molta probabilità al 1392. Il castello fu costruito su commissione di Pietro Berardi, conte di Celano. Ospita il Museo d'Arte Sacra della Marsica. Aree naturali nel celano: Gole di Celano: Situate all'interno del Parco regionale naturale del Sirente - Velino, le gole (dette anche gole di Aielli-Celano) hanno inizio in località Bocca di Castelluccio in territorio comunale di Aielli, separano il monte Sirente dal monte Tino (o Serra di Celano). Sono percorse per 4 chilometri dal torrente La Foce e per questo erano note nel medioevo con il nome di Fauces. Le pareti rocciose, alte circa 200 metri, presentano strettoie di appena 3 metri. Un'insenatura nei pressi della pineta, quasi in fondo al percorso, porta alla suggestiva Fonte degli innamorati, una piccola cascata d'acqua. Un sentiero che si diparte dalle gole conduce ai resti dell'eremo di San Marco alla Foce, un romitorio di cui è visibile l'abside ricavata nella roccia. Le sorgenti: Sono tre le sorgenti presenti a Celano: la storica sorgente dei Santi Martiri (Fontegrande) e l'antica fonte di San Francesco, mentre la sorgente Pago ricade in minima parte in territorio celanese alimentando per lo più Ovindoli e i comuni dell'altopiano delle Rocche. Tradizioni e folclore a Celano: 17 gennaio: festa di Sant'Antonio Abate; Primo maggio: fiera del primo maggio dedicata all'allevamento e al bestiame; Seconda metà di maggio: festa di Santa Rita; 13 giugno: festa di Sant'Antonio da Padova; 24 giugno: festa di San Giovanni Battista; 15 agosto: festa dell'Assunta; 24-25-26 agosto: festa patronale dei Santi Simplicio, Costanzo e Vittoriano; Venerdì Santo celebrazioni religiose e processione delle sette confraternite. Le addolorate e le veroniche, gli angeli e i santi intonano canti polifonici; Primo novembre: riti devozionali con veglia notturna al cimitero. La Cultura a Celano. Museo d'arte sacra della Marsica: Istituito nel 1992 è ospitato all'interno del Castello Piccolomini di Celano. Presenta due sezioni, quella dedicata all'arte sacra della Marsica con affreschi, dipinti, elementi architettonici e oggetti di arte sacra che spaziano dal VI al XVIII secolo e quella archeologica che raccoglie i numerosi materiali tornati alla luce dopo il prosciugamento del lago Fucino. Museo archeologico preistorico Paludi. Collocato in una struttura espositiva situata nella piana del Fucino, il museo è stato realizzato nel luogo del ritrovamento di un insediamento lacustre palafitticolo denominato "Paludi" (XVII-X sec a. C.). Negli spazi espositivi sono conservati ed esposti i reperti di età preistorica e protostorica tornati alla luce nel territorio marsicano ed abruzzese. Reperti neolitici e di necropoli dell'età dei metalli ed altri rinvenimenti risalenti all'età della pietra sono in esposizione permanente. Il museo è dotato di una sezione multimediale che permette di ripercorrere i profondi mutamenti territoriali che si sono verificati dopo il prosciugamento del lago Fucino. Biblioteca e museo di Santa Maria Valleverde: Posta al piano superiore del convento della chiesa di Santa Maria Valleverde la biblioteca presenta la collezione "Pietro Antonio Corsignani" e ben 1000 titoli tra cui preziosi tomi e volumi. Il connesso museo è ricco di opere d'arte ed opere sacre sia relative al convento celanese sia ai conventi abruzzesi chiusi appartenenti allo stesso ordine francescano. Nello spazio espositivo sono ospitate, tra l'altro, una scultura di Carlo Canestrari, una Madonna lignea del 1500 e il dipinto del Quattrocento della Vergine di Andrea De Litio. Ci sono poi antichi ricami degli stemmi nobiliari, la campanella originale risalente alla fondazione del convento e opere donate da collezionisti privati e quelle di Giulio Ricci, noto ceramista del Novecento. Cinema a Celano: Celano nel 1985 fu la location principale in cui Richard Fleischer ambientò il film Yado con protagonisti Arnold Schwarzenegger e Brigitte Nielsen. Alcune scene del film Neve di Stefano Incerti sono state girate tra Celano, Ovindoli, altopiano delle Rocche e Pescasseroli. Nel 2003 nella chiesa di San Giovanni Battista l'attore e regista Germano Di Mattia ha ambientato alcune scene del mediometraggio La leggenda del lago. Arte e cultura a Celano: Celano appare nella Morte del cavaliere di Celano, sedicesima scena del ciclo di affreschi delle Storie di san Francesco, nella Basilica superiore di Assisi, attribuiti a Giotto.
APPARTAMENTI PER VACANZA CELANO (AQ)
Eventi a celano: Triennale internazionale d'arte sacra: si svolge dal 1963 nei locali del trecentesco castello Piccolomini. Ospita affreschi, dipinti, sculture, oggetti di arte sacra e ambientazioni dell'architettura antica; Palio delle Torri: rievocazione storica medievale che si svolge nel centro storico e prevede tornei tra le torri celanesi del lupo, dell'aquila, del falco e dell'orso. Previsti duelli di scherma e tiro con l'arco, giostre a cavallo, sfilate in costume e spettacoli di sbandieratori. Bastioni e Bastimenti: excursus culturale e gastronomico nel centro storico di Celano tra i sapori antichi e genuini col fine di valorizzare il patrimonio artistico, musicale, culturale della Marsica. Economia a Celano. Agricoltura: Anche a Celano come per la maggior parte dei comuni della Marsica, agricoltura ed allevamento sono tra le fonti principali dell'economia. Numerose le aziende agricole della piana del Fucino che si distinguono per la qualità degli ortaggi. In particolare le squisite patate, per le quali nel 2014 si è concluso felicemente l'iter per il riconoscimento del marchio di qualità IGP (indicazione geografica protetta), attribuito dall'Unione europea. Nelle aree montane del comune si registra un'interessante produzione delle patate di montagna ed anche dello zafferano. Le aziende della piana fucense producono in quantità importanti insalate, carote e ogni genere di prodotto orticolo. In Abruzzo il 25% del PIL agricolo arriva dal Fucino. Industria: Alle porte di Celano, nelle adiacenze della via Tiburtina Valeria e non distante dallo svincolo autostradale della A25, è situata l'area industriale ed artigianale. Molte le aziende che operano nei più disparati settori: industrie artigianali, manifatturiere, carpenteria metallica. Un ruolo importante è stato svolto dallo zuccherificio che a Celano, come in gran parte dei siti italiani, ha cessato l'attività per via della contestata riforma europea del 2005 (nota come riforma dell'OCM Zucchero). Di fatto lo storico e fiorente settore bieticolo-saccarifero marsicano ha cessato di esistere. Con la chiusura della struttura anche la produzione delle barbabietole nel Fucino è inevitabilmente crollata, mentre la prevista riconversione dell'impianto di raffinazione non fa registrare ancora un esito positivo della scottante vicenda. Castello Piccolomini a celano: I lavori di costruzione del Castello iniziarono intorno al 1392 per volontà di Pietro Berardi, conte di Celano, e proseguirono fino al 1463 , quando Antonio Todeschini Piccolomini, nipote del papa Pio II, portò a termine l'opera. Dopo i Piccolomini il Castello, divenuto ormai palazzo residenziale, appartenne a diverse famiglie nobili fino al 1938, quando fu espropriato dallo Stato per pubblica utilità e dichiarato Monumento Nazionale. Gli interventi di restauro, necessari dopo i gravi danni subiti a causa del terremoto del 1915, iniziarono nel 1940, ma furono interrotti dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Solo nel 1960 il progetto di restauro, realizzato nel rispetto delle norme antisismiche vigenti, fu portato a termine. L'architettura del Castello è una felice sintesi di elementi medioevali e rinascimentali : edificato inizialmente come struttura difensiva venne trasformato subito dopo in residenza rinascimentale; la cinta muraria ed il rivellino sul lato sud-est pongono in evidenza la sua funzionalità difensiva: le mura di cinta sono interrotte da undici torri a scudo e cinque rotonde; un ponte levatoio permette di attraversare un fossato asciutto ed accedere al Castello tramite un doppio ingresso, di cui uno sormontato da una caditoia. L'edificio ha pianta rettangolare con quattro torri quadrate agli angoli, arricchite da una merlatura di tipo ghibellino; l'ultimo piano presenta finestre di vario genere: bifore archiacute, trifore ed alcune finestre architravate rinascimentali. Al centro del cortile interno un pozzo, una volta architravato, dava in passato l'opportunità di raccogliere l'acqua piovana attraverso la cisterna sottostante. Il monumento è sede del Museo d'Arte Sacra della Marsica e della Collezione Torlonia di Antichità del Fucino. Il Museo è situato nel piano nobile, in 12 stanze articolate in varie sezioni: scultura, pittura, oreficeria e paramenti sacri. Di notevole pregio le ante lignee del XII secolo provenienti dalla Chiesa di S. Maria in Cellis di Carsoli e dalla Chiesa di S. Pietro in Alba Fucens; il trittico di Alba Fucens (XIV sec.), prezioso lavoro di pittura, scultura ed oreficeria; lo splendido dipinto del XV secolo raffigurante “ La Vergine ”, realizzato da Andrea De Litio; la Croce Orsini , datata 1334; la stauroteca del XIII secolo, prezioso esempio di arte bizantina. La Collezione Torlonia, acquistata dallo Stato nel 1994, consta di 184 oggetti e 344 monete di bronzo romane; tutte le opere in esposizione vennero alla luce nell'area del Fucino durante il prosciugamento del lago nella seconda metà del 1800, ad opera di Alessandro Torlonia. I pezzi più preziosi della Collezione sono senza dubbio la Testa di Afrodite (III-II sec. a. C.), uno dei più raffinati esempi scultorei rinvenuti nel territorio abruzzese e i Rilievi in pietra calcarea (II sec. d.C.), vere e proprie cartoline dell'epoca, raffiguranti uno specchio d'acqua con due gruppi di operai intenti al prosciugamento delle acque e una veduta di città e del suo territorio. I testi di questa sezione sono a cura della Prof.ssa Fabiana Rosati.
CASE PER LE FERIE CELANO (AQ)
La Chiesa di San Giovanni Battista a Celano (Aq). La chiesa sorse nella seconda metà del XIII secolo ma fu completata solo due secoli dopo da maestranze aquilane chiamate a Celano dalla contessa Jacovella. La facciata è lineare e robusta grazie all'essenzialità dei materiali usati: pietra locale tagliata in conci ben squadrati. La facciata a capanna con due falde è elegantemente ornata da una serie di archetti ciechi con una minuscola croce nel punto centrale di intersezione. Una cornice mediana separa il rosone goticheggiante dal portale romanico; il rosone presenta nella cornice esterna la stessa decorazione di putti e viticci dell'archivolto del portale, mentre nella sua parte centrale è ben visibile il volto di Cristo in forte rilievo; raffinate foglie di acanto decorano I capitelli del portale di tipo strombato. Nella lunetta è dipinto un affresco con “Madonna con Bambino tra San Giovanni Evangelista e Papa Bonifacio IV”, quest'ultimo originario della Marsica. I preziosi battenti lignei in sambuco sono divisi in quadranti: in alto sono rappresentati i Santi Giovanni Battista ed Evangelista; nei quadranti centrali invece, sono intagliati gli stemmi dei Piccolomini e dei re aragonesi. Le tre navate interne sono divise da pilastri ottagonali con arcature ogivali, risalenti al XIII secolo, mentre le volte della copertura vennero ricostruite dopo il terremoto del 1915. Nella navata di destra sono ancora ben visibili gli affreschi quattrocenteschi realizzati da artisti di scuola senese, il più famoso dei quali, Andrea De Litio, originario di Lecce dei Marsi, dipinse la “Madonna con Bambino rampante” della quarta campata. Altre opere da segnalare sono il coro ligneo del XVIII secolo, il fonte battesimale in legno dorato del cinquecento, le urne dei Santi Martiri custodite all'interno dell'altare maggiore e le contemporanee formelle in marmo della Via Crucis realizzate dallo scultore Novello Finotti nel 1997-98. Chiesa di San Francesco a Celano: La chiesa venne fondata nel 1345 e dedicata a San Francesco per ricordare la presenza del santo di Assisi a Celano intorno agli anni 1220-1221. La facciata, a coronamento orizzontale, fu completata nella seconda metà del XV secolo; una cornice mediana divide il portale romanico dal rosone e dalla serie di archetti ciechi a sesto acuto che decorano il coronamento. Il portale strombato, in marmi policromi, fu realizzato dalle stesse maestranze aquilane che operarono nelle chiese di San Giovanni e di Sant'Angelo; l'affresco sulla lunetta, raffigurante “Madonna con bambino fra San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio da Padova” è attribuito al “Maestro del 1465” , un artista della cerchia di Andrea De Litio. L'interno, completamente ristrutturato nel Settecento, è in stile barocco e vi si trovano dipinti su tela dal XVI al XVIII secolo e lastre in pietra dedicate alla famiglia celanese dei Corsignani. Il convento dei Frati Minori Conventuali, annesso alla chiesa, venne soppresso nel 1809, in seguito al decreto emanato da Gioacchino Murat. Chiesa di Sant'Angelo: Alla sinistra del castello di Celano sorge la Chiesa di Sant'Angelo, anticamente detta di S. Michele Arcangelo, affiancata da un palazzo, sede del convento dei Padri Celestini fino all'occupazione del Regno di Napoli. Fu il conte Pietro Berardi, lo stesso che iniziò i lavori del castello, a volere l'edificazione della chiesa nel 1392, ma bisognerà aspettare solo il 1451 per il completamento della costruzione. L'aspetto architettonico della chiesa è semplice e lineare: la facciata di scuola aquilana del XV secolo presenta un coronamento orizzontale decorato con archetti a sesto acuto e, nel centro, una statua in pietra di San Michele Arcagelo con la spada. Il portale è incorniciato dalle stesse foglie radiali che decorano il sovrastante rosone cieco; due leoncini stilofori in marmo rosa sorreggono le sottili colonne con anello mediano, terminanti su capitelli decorati con otto foglie ripiegate a sfera. L'interno, in stile barocco, conserva cinque altari in marmo policromo, decorati agli angoli da testine di putti in marmo bianco e un pregevole organo realizzato nel 1757 da Raffaele Fedeli da Camerino. In questa chiesa ogni anno, il Venerdì Santo, si rinnova il rito della Desolata, una versione cantata della Via Crucis, alternata al canto in latino dello Stabat Mater. Chiesa di Santa Maria Valleverde a Celano: L'atto di fondazione della chiesa e del convento di Sanctae Mariae de Valleviridi risale al 1504, quando il pontefice Giulio II concesse l'autorizzazione alla costruzione con una bolla indirizzata a Giovanna d'Aragona, “Duchessa di Amalfi e Contessa di Celano”. La facciata a coronamento orizzontale è divisa da una cornice mediana; il portale romanico di tipo strombato è decorato nell'archivolto da un tralcio di vite di gusto rinascimentale mentre al centro dell'architrave è scolpita in forte rilievo l'immagine dell'Agnus Dei, con la testa rivolta verso un piccolo stendardo triangolare con lo stemma dei Piccolomini; sulla cornice superiore del riquadro è incisa la data 1508 in numeri romani (A.D.M.CCCCC.VIII); la lunetta è affrescata con una pittura murale cinquecentesca raffigurante “Madonna con Bambino tra i Santi Francesco e Giovanni da Capestrano”. L'interno ad unica navata presenta sul lato sinistro tre cappelle ornate di pregevoli affreschi e sulla parete destra due grandi pale d'altare: una raffinata Natività, realizzata nei primi decenni del XVI secolo da un ignoto pittore umbro-senese e “Gesù e il Cireneo” (o “Andata al Calvario”), datata 1525-1530 ed attribuita a Giovanni Antonio Bozzi detto il Sodoma. All'altezza del presbiterio una scala centrale con balaustre rinascimentali immette nella sottostante cripta, detta “Paradiso”, per la decorazione della volta che raffigura una schiera di angeli e putti. L'ingresso alla cappella è delimitato da un arco con stemmi dei sovrani d'Aragona-Castiglia e dei conti Piccolomini-Silveri, ambedue sormontati dall'aquila imperiale di Carlo V. Annesso alla chiesa è il convento francescano con chiostro databile alla seconda metà del XV secolo, i pilastri del porticato sono contrassegnati dalle mezzelune dei Piccolomini. All'interno del convento è possibile visitare la ricca biblioteca con attiguo museo.
COUNTRY HOUSE CELANO (AQ)
La Chiesa della Madonna delle Grazie a Celano: La chiesa, altrimenti conosciuta con i nomi di S. Giovanni Piedimonte o S. Giovanni Capodacqua, venne edificata a metà dell'XI secolo dal vescovo Pandolfo, il quale nel 1059 vi tumulò i resti ossei dei Santi Martiri. Fu l'unica chiesa ad essere risparmiata da Federico II nell'incendio del 1223. Sottoposta a continui rifacimenti nei secoli successivi, la chiesa presenta una maestosità austera e preziosissimi elementi di arte decorativa: finestre, rosoni, portali, stemmi araldici ed acquasantiere in pietra. La facciata a capanna con doppi spioventi si contraddistingue per l'elegante decorazione scultorea sull'architrave del portale principale: un'aquila aureolata, simbolo di S. Giovanni Evangelista, che afferra un libro con gli artigli. Il “portale delle donne” sul versante sud-est è affiancato da due monofore, un rosone cruciforme dell'XI secolo e dallo scudo della famiglia Berardi. I locali al di sotto del pavimento della chiesa venivano utilizzati come cimitero e fino al 1932 anche due delle tre navate interne videro una utilizzazione cimiteriale. A destra dell'entrata principale si segnala un'acquasantiera in pietra del XIV secolo con stemma dei Conti Berardi di Celano. Le volte a botte sono decorate con preziosi affreschi del XIV-XV secolo raffiguranti: ”Madonna con bambino che dona l'Anello a S. Caterina”, “S.Paolo con la Spada” e “Angelo Serafino”. Chiesa della Madonna Del Carmine a Celano: Nel suo ultimo testamento il Conte Innico Piccolomini (1507-1566) dispose che, a sue spese, fosse edificata una chiesa in onore della Madonna del Carmine. Soltanto nel 1573 la figlia Costanza ottenne la dispensa papale per la realizzazione della chiesa e dell'annesso convento dei Carmelitani, a causa della forte opposizione dei Frati Conventuali della vicina chiesa di San Francesco. La facciata barocca, coronata da timpano, è delimitata lateralmente da due lesene; il portale architravato a timpano spezzato è affiancato da grandi nicchie laterali contenenti le statue in gesso di due Santi Carmelitani; la grande finestra centrale barocca è sovrastata da una cornice aggettante. L'interno barocco con pianta a croce latina è costituito da quattro cappelle laterali e sei altari; conserva inoltre il pregiato Organo di Emilio Mampieri del 1839. Il convento, oggigiorno adibito ad uso abitativo, venne in passato utilizzato come municipio e in seguito come carcere. Chiesa della Madonnina (Santa Maria Fontis Coeli): La chiesa venne edificata nel 1621 alle pendici del monte S. Vittorino in una località denominata Fonte Coeli dove, secondo la tradizione, si venerava una miracolosa immagine della Madonna, dipinta su roccia. Il terreno su cui venne costruita la semplice chiesetta venne donato da Don Girolamo Corsignani (nel 1621) con un lascito a favore della Confraternita di S. Rocco. La facciata presenta un semplice portale settecentesco coronato a timpano ed affiancato sulla destra da un campanile cuspidato in pietra con decorazione di archetti in successione. All'interno dell'unica navata spicca l'altare settecentesco riccamente decorato ed impreziosito dall'edicola centrale raffigurante la Madonna de Fonte Coeli con scene della Natività, celebre pittura murale cinquecentesca. Il 15 agosto vi si celebra la festa dell'Assunzione. Chiesa del Sacro Cuore a Celano (Aq): La chiesa venne realizzata dall'architetto Augusto Angelici nel 1962. Nell'interno ad unica navata sono presenti quattordici stazioni della Via Crucis, realizzate da diversi artisti contemporanei: Willie Apap (Gesù nell'Orto degli Ulivi), Domenico Purificato (Gesù tradito da Giuda), Gisberto Ceracchini (Gesù condannato a morte), Lorenzo Gigotti (Gesù flagellato), Salvatore Provino (Gesù caricato della croce), Gigino Falconi (Gesù aiutato dal Cireneo), Antonio Di Fabrizio (Gesù asciugato dalla Veronica), Manlio Sarra (Gesù incontra la Madre ), Marcello Ercole (Gesù cade), Giuseppe Canali (Gesù spogliato delle vesti), Alessandro Nastasio( Gesù inchiodato alla croce), Aldo Borgonzoni (Gesù muore), Riccardo Tommasi-Feroni (Gesù deposto) e Marcello Avenali ( La Madre sorregge Gesù). Chiesa di San Rocco a Celano: Nella località un tempo denominata “Lefraini”, oggi Piazza Aia; sorge la Chiesa di San Rocco, edificata nel 1574 per volontà di Costanza Piccolomini, proprio accanto all'ospedale fatto erigere nel 1566 dal padre Innico Piccolomini. Due lesene laterali limitano la semplice facciata, timpanata nel Settecento; il portale architravato del XVII secolo, in pietra locale, è sovrastato da una finestra quadrilobata. L'interno ad unica navata ha subito ripetuti interventi di restauro dopo il terremoto del 1915. Davanti alla chiesa, in Piazza Aia, è possibile ammirare il trittico bronzeo di Angelo Canevari inaugurato nel 1982, raffigurante i fatti salienti della vita di San Francesco e del Beato Tommaso da Celano.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' CELANO (AQ)
Le Gole di Celano… Raro esempio di Canyon in Italia. Gole di Celano: Raro esempio di Canyon in Italia, è un luogo altamente suggestivo dove ci si può addentrare a piedi tra due pareti rocciose che nel punto più alto raggiungono 190 metri d'altezza e 3 metri li larghezza. La cosiddetta traversata delle Gole di Celano oggi è meta gradita a molti appassionati di montagna italiani e stranieri. Il percorso inizialmente leggero conduce al tratto del Canyon molto suggestivo, subito dopo ci si può fermare per una pausa alla Fonte degli Innamorati, per proseguire verso i ruderi di un monastero Benedettino, infine il tratto più duro ma fattibile con pause conduce alla Valle D'Arano (Ovindoli). Le Gole di Celano sono senza dubbio il canyon più noto e frequentato dell'appennino centrale. Sono incassate tra il versante est dell'aspra Serra di Celano e quello occidentale del ripido Monte Etra, ad una quota relativamente bassa (950 m. circa). Si tratta di un percorso facile e spettacolare, per la ripidità dei versanti che chiudono le gole fino a creare uno magnifico orrido non più largo di 3 metri con pareti alte oltre i 250 metri. Il percorso è da fare ovviamente quando le gole sono asciutte e cioè non dopo grandi piogge o nel periodo primaverile. Il copioso ruscello alimenta alle sue sponde una vegetazione particolarmente suggestiva e tipica. Alcuni esemplari di Faggio o Salice, ad esempio, crescono in posizione aerea su rocce più che verticali. Da Celano (857 m.) si scende per la statale verso Pescina fin dove questa, prima della località Cappuccini, traversa il fosso che scende dalle gole. Un cartello indica la strada sterrata che conduce allo sbocco del canyon in località "la Foce" (800 m.). Si parcheggia e ci si inoltra a piedi nella gola. Superata una prima strettoia, si continua tra fitta vegetazione fino a raggiungere la Fonte degli Innamorati (1029 m.). Da qui, volendo, si può proseguire verso la suggestiva Val d'Arano fino al margine meridionale dell'altipiano di Ovindoli (1.30 ore circa di cammino per raggiungere Ovindoli), oppure si torna indietro fino al paese. Possibili gli incontri con numerose specie di animali che frequentano il vallone per il suo ruscello. Le Gole sono una meta ambita per gli appassionati di trekking, sia per il paesaggio suggestivo che per la possibilità di avvistare varie specie animali e vegetali. Lo spettacolare canyon si estende dalla Valle d'Arano di Ovindoli fino a Celano, tra i rilievi della Serra dei Curti e la Serra di Celano ad Ovest, ed il Monte Etra e il Monte Savina ad Est. Il dislivello tra l'apice delle gole, ad un'altezza di 1330 metri , e il loro sbocco è di metri 500. Il fondo delle gole è occupato dal greto sassoso del fiume, particolarmente ricco durante il periodo primaverile delle acque che raccoglie dai versanti circostanti e dalla Fonte degli Innamorati, splendida cascata a quota 1030 metri. La parte bassa, verso Celano, è più angusta ed impervia, mentre verso i Piani d'Arano il paesaggio è caratterizzato da versanti boscosi e ripide balze rocciose. Tra le specie faunistiche che risiedono in questi luoghi impervi sono da segnalare l'aquila reale, il gufo reale, il falco pellegrino e la rondine montana. I testi di questa sezione sono a cura della Prof.ssa Fabiana Rosati.
RIFUGI E BIVACCHI A CELANO (AQ)
Museo Preistorico di Celano. Museo Preistorico: Il Museo Preistorico di Celano è una moderna struttura espositiva, immersa nel verde del Fucino. Realizzata nel corso degli ultimi dieci anni. Ubicato in prossimità degli scavi del villaggio palafitticolo dell'età del Bronzo finale (XII secolo a. C.) e della coeva necropoli con sepolture a tumulo, conserva il materiale archeologico rinvenuto in quest'area archeologica oltre a gran parte dei reperti di età preistorica e protostorica provenienti da numerosi altri siti della regione Abruzzo. L'intero complesso museale è fortemente caratterizzato da soluzioni architettoniche che lo rendono unico nel panorama di questa regione: la sua forma complessiva, mimetizzata perfettamente nella piana del Fucino, si rifà, infatti, ad una sepoltura a tumulo di età protostorica. Il complesso museale, esteso per circa 5.000 mq., si presenta come una struttura seminterrata a dosso che riproduce idealmente un tumulo, su cui si aprono oblò e finestrature mentre piazzette interne e terrazze sommatali permettono di osservare l'ambiente sia esterno che interno. Il museo è oggetto di continue visite da parte di numerose scolaresche provenienti non solo dall'Abruzzo ma da diverse regioni italiane. Vengono accolti dagli addetti al servizio didattico che, oltre ad illustrare la realtà del complesso, spiegano in dettaglio le peculiarità dei reperti esposti nelle vetrine in riferimento al periodo di appartenenza e ai luoghi di provenienza. Non bisogna trascurare, inoltre, il supporto formativo che viene dato ai numerosi studenti universitari che insieme ai loro docenti svolgono ricerche di natura tecnico-scientifica e antropologica: collaborano direttamente ai lavori di scavo e recupero dei reperti, elaborano tesi di laurea, partecipano a stages, intervengono nelle conferenze e nelle giornate di studio sistematicamente organizzate dalla direzione museale. I testi di questa sezione sono a cura della Prof.ssa Fabiana Rosati. Paludi di Celano l'insediamento palafitticolo e la necropoli: L'insediamento palafitticolo delle Paludi di Celano (XVII-X sec a. C.) è il villaggio preistorico più estesamente scavato in Abruzzo, che per le caratteristiche paludose del terreno ha restituito materiali organici in perfetto stato di conservazione, come i pali di legno di quercia, salice e pioppo per realizzare le cosiddette palafitte, insieme a tazze, boccali, ciotole, olle in ceramica di impasto ed ancora fibule, anelli aghi, bracciali, scalpelli, punteruoli e pugnali in bronzo. È significativa la presenza di due scorie di fusione in bronzo che attestano come la lavorazione di questo metallo, ricavato dalla lega del rame (90%) e dello stagno (10%), avvenisse direttamente in loco. La necropoli, di alcuni secoli successiva, era collocata sulla riva settentrionale del Fucino cioè quella più pianeggiante e, quindi, maggiormente soggetta alle oscillazioni della linea della costa. Infatti la riva del lago poteva variare anche nel giro di pochi anni determinando aree asciutte o paludose o invase dalle acque. Nel momento in cui furono realizzati i tumuli tale zona doveva essere asciutta per poter collocare le pietre e perché i tumuli s tessi rimanessero visibili e praticabili; la vita della necropoli deve essere stata correlata ad una fase cronologica ben precisa e circoscritta fra il XII e il X secolo a. C. a cui deve aver fatto seguito un periodo di impaludamento. Le tombe si presentano come dei tumuli di circa quattro metri di diametro, delimitati da pietre messe in circolo, all'interno dei quali è scavata una fossa sepolcrale rivestita di pietre, orientata est-ovest, in cui è deposto un tronco d'albero incavato che funge da sarcofago, munito di una copertura lignea di minore spessore. Sinora sono state rinvenute tre sepolture pertinenti ad individui femminili ed una maschile; due sono le sepolture infantili portate alla luce. Queste ultime sono molto significative, si tratta probabilmente di bambine e presentano le stesse caratteristiche delle sepolture degli adulti: questo fatto induce ad ipotizzare che l'appartenenza ad uno specifico nucleo familiare conferisse il diritto ad una sepoltura monumentale. Il corredo delle tombe femminili è standard, costituito cioè da fibule, aghi, anelli e fermatrecce in bronzo e pettini in legno. L'unica tomba maschile della necropoli aveva come corredo un rasoio da barba in bronzo ed era segnalata da una stele in pietra posizionata verso ovest; l'associazione di stele alle sepolture dei maschi adulti diverrà prassi consolidata nell'Abruzzo interno della prima età del Ferro (X-VIII secolo a. C.) come si attestano le necropoli di Fossa (AQ) e di Bazzano (AQ) nell'aquilano e di Scurcola Marsicana (AQ) nel Fucino. Web: http://www.muprea.it/ (al momento non in linea)
S.S. Martiri, Patroni di Celano. Santi Patroni SS. Martiri: Quando si parla della città di Celano, della sua storia, dei suoi costumi, delle sue tradizioni, del suo popolo forte e gentile, come del resto è tutta la gente marsa, non si può trascurare o ignorare quella venerazione e quell'attaccamento che i celanesi hanno per I loro Santi protettori: tre martiri della fede cristiana. Si sa che il progresso accelera prodigiosamente il processo di innovazione e di standardizzazione dei costumi; sradica e modifica antiche usanze e tradizioni che stanno per scomparire. Ma tutto ciò non ha cambiato minimamente l'attaccamento, la fede e l'amore che i celanesi custodiscono saldamente nel loro animo per le sacre spoglie dei Santi Martiri. Nei momenti di solitudine, di tristezza, di vuoto interiore, di insoddisfazione, d'estremo bisogno morale e spirituale, la mente e le preghiere dei celanesi sono rivolte a loro, affinché queste tre stelle di prima grandezza del firmamento cristiano intercedano presso Colui che tutto può e muove. Simplicio si era sposato con Gaudenza, ambedue originari della Borgogna, e da questo matrimonio nacquero due figli: Costanzo e Vittoriano. Folgorati dalla fede cristiana, i tre nobili borgognoni abbandonarono la loro casa e le loro proprietà per diffondere la parola di Cristo nel mondo. Lasciata l'alta Savoia, dopo aver attraversato borghi e paesi dove fu necessario lottare contro l'ignoranza, la superstizione e la diffidenza della gente dei villaggi, attaccata alla tradizione e contraria ad ogni innovazione, arrivarono in Dalmazia. Nonostante tutto, qui riuscirono a convertire al cristianesimo molte persone, in particolare gente di umile condizione. Partiti dalla Dalmazia, raggiunsero Ravenna. In questa città accadde il primo miracolo dei Santi Martiri: una fanciulla ravennate di natali nobilissimi aveva perduto la vista a soli otto anni di età; il padre e la madre avevano già consultato i medici, ma senza speranze. Una notte, Cornelio, il padre della fanciulla, fu chiamato nel sonno da una voce celeste:”O Cornelio, domani mattina presto, porta tua figlia lungo la via romana ed ivi attendi i Santi Martiri, in cammini verso Roma per ricevere la Palma della vita. quando li vedrai arrivare, pregali affiché soltanto pongano le mani sugli occhi di tua figlia ed ella tornerà come prima”. Appena si fece giorno, l'uomo si alzò e, secondo l'angelico annuncio, insieme alla figlia si recò sul luogo che gli era stato indicato. Dopo poco passarono i Santi: Simplicio pose una mano sulla fronte della fanciulla, la quale riacquistò immediatamente la vista. Frattanto a Roma giunse notizia dell'imminente arrivo dei tre Santi. I governanti, preoccupati del rapido diffondersi delle idee cristiane, mandarono il prefetto Ponzio a fermare i tre borgognoni. Questi ordinò subito l'arresto dei tre “perturbatori” della legge romana. Ponzio cercò in tutti i modi di convincere i Santi a rinunciare alla loro missione, ma ogni tentativo fu vano. Il prefetto passò allora alle minacce, ma anche questo tentativo risultò inutile: Simplicio, approfittando della presenza di molte persone venute ad assistere al processo, con un infervorato discorso sulla vita e sugli insegnamenti di Gesù, riscosse l'approvazione dei presenti, per cui molti chiesero di essere battezzati. Allora Ponzio ordinò di flagellare il padre e i due figli ed essi rinnovarono ancora una volta la fede in Cristo. Non avendo la facoltà di condannarli a morte, pena prevista per quei reati, il prefetto fu costretto ad inviarli a Roma affinché fosse lo stesso imperatore a giudicarli. Giunti a Roma i Santi Martiri furono incarcerati. Di notte, i legami che li strigevano si sciolsero prodigiosamente e i tre araldi della fede cristiana raggiunsero la Basilica di San Pietro, guidati dalla volontà divina. In quell'epoca Roma era governata dall'imperatore Marco Aurelio, coadiuvato dal fratello adottivo Lucio Vero. All'arrivo dei Santi, Marco Aurelio era fuori Roma e Lucio Vero stava trascorrendo le vacanze estive nella villa Quando si parla della città di Celano, della sua storia, dei suoi costumi, delle sue tradizioni, del suo popolo forte e gentile, come del resto è tutta la gente marsa, non si può trascurare o ignorare quella venerazione e quell'attaccamento che i celanesi hanno per I loro Santi protettori: tre martiri della fede cristiana. Si sa che il progresso accelera prodigiosamente il processo di innovazione e di standardizzazione dei costumi; sradica e modifica antiche usanze e tradizioni che stanno per scomparire. Ma tutto ciò non ha cambiato minimamente l'attaccamento, la fede e l'amore che i celanesi custodiscono saldamente nel loro animo per le sacre spoglie dei Santi Martiri. Nei momenti di solitudine, di tristezza, di vuoto interiore, di insoddisfazione, d'estremo bisogno morale e spirituale, la mente e le preghiere dei celanesi sono rivolte a loro, affinché queste tre stelle di prima grandezza del firmamento cristiano intercedano presso Colui che tutto può e muove.
Il turismo a Celano. Le numerose chiese, i musei e l'imponente castello Piccolomini sono le principali attrattive turistiche di Celano, insieme alle bellezze architettoniche del centro storico. La cittadina castellana è, inoltre, uno dei punti di partenza ideali per i numerosi sentieri naturalistici che la circondano e che per lo più ricadono nell'area protetta del parco Sirente-Velino. Di particolare interesse, oltre le Gole di Celano, è il sentiero del Grifone che collega Scurcola Marsicana a Celano, attraversando Magliano dei Marsi, Massa d'Albe ed Ovindoli. Commercio: L'area commerciale è stata individuata dal Piano Regolatore Generale adiacente alla zona industriale e commerciale. Il Parco commerciale Le Ginestre, situato a ridosso della via Tiburtina Valeria, è un punto di riferimento per tutta la Marsica orientale e non solo. Numerose le aziende ospitate nelle strutture commerciali. Il settore terziario tradizionale e terziario avanzato è da sempre in piena attività anche nel centro storico.
Visit Celano (Aq)
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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