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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Castelvecchio Subequo

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CASTELVECCHIO SUBEQUO (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di CASTELVECCHIO SUBEQUO (Aq) (m. 490 s.l.m.)
     
  CAP: 67024 -  0864 -  0864.79122 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI CASTELVECCHIO SUBEQUO 0864.79117   0864.797223       0864.79117  P. IVA: 00208410662
Raggiungere Castelvecchio Subequo:(Stazione Castelvecchio Subequo (Uscita Pratola Peligna/Sulmona) -Aeroporto d'Abruzzo 69 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI CASTELVECCHIO SUBEQUO (AQ)
Il Monastero di San Francesco di Castelvecchio Subequo: Campeggia sull'intero abitato il complesso monumentale Francescano costituito da chiesa, convento e chiostro. All'interno della chiesa si possono osservare rari e pregevoli affreschi trecenteschi di scuola giottesca che illustrano, con una sequenza di riquadri, gli episodi salienti della vita di S. Francesco. Nella parte centrale del paese si evidenzia il palazzo medioevale con bifore, detto Palazzo Giorgi, mentre nella parte più alta si trova la porta del Castello Medioevale appartenuto ai conti di Celano. Cultura a Castelvecchio Subequo: monumenti e luoghi d'interesse: Convento dei Frati Minori di San Francesco d'Assisi; Chiesa di San Giovanni; Chiesa di Sant'Agata; Chiesa di Santa Elisabetta; Palazzo Lucchini – Ginnetti; Palazzo Valeri; Palazzo dei Conti di Celano. Siti archeologici a Castelvecchio Subequo: Catacombe cristiane di Colle Moro. I Musei a Castelvecchio Subequo: Museo archeologico; Museo di Arte sacra Convento di San Francesco.
RESIDENZE ALBERGHIERE CASTELVECCHIO SUBEQUO (AQ)
Il paese di Castelvecchio Subequo. Posto sulla sommità di una collina a 496 m.t. s.l.m. lungo il tracciato della Statale n. 5 Tiburtina Valeria, Castelvecchio Subequo conta oggi circa 1100 abitanti. Il paese è sorto nel Medio Evo per effetto dell'allora diffuso fenomeno dell'incastellamento, quale conseguenza delle invasioni barbariche che portarono alla distruzione ed all'abbandono di molti centri tra i quali la città di Svperaeqvvm, uno dei tre Municipi presenti nel territorio Peligno con Corfinivm(Corfinio) e Svlmo (Sulmona). Il centro storico, conserva ancora la struttura insediativa del borgo con i suoi antichi palazzi appartenuti a importanti famiglie locali tra le quali i baroni Pietropaoli, Angeloni-Acconcia, Tesone, Ginnetti-Lucchini, Tomassetti-Valeri. Tra i monumenti a Castelvecchio Subequo si segnalano: Il convento e la chiesa di S. Francesco d'Assisi, la cui consacrazione avvenne il 29 agosto del 1288. Nel complesso monumentale sono conservate importanti opere d'oreficeria. Le chiese dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista e quella, oggi, di S. Elisabetta, gia della Madonna della Rivera. Le chiese campestri di S. Agata, S. Rocco, S. Agapito e della Madonna di Loreto. La storia, la cultura, le tradizioni e il patrimonio artistico sono gli elementi che caratterizzano questo territorio, in uno scenario ambientale di rilievo che ne completa l’offerta turistica.
CAMPEGGI CASTELVECCHIO SUBEQUO (AQ)
Arrivare e muoversi. Castelvecchio Subequo si trova nel centro della Valle Subequana, a 32 Km da Sulmona e a 47 Km da L'Aquila. Alcune dati su Castelvecchio Subequo: Altitudine: 490 m s.l.m. Superficie: 19,23 km² Pref. telefonico: 0864 CAP: 67024 Codice ISTAT: 066031 Codice catasto: C279 Class. sismica: zona 1 (sismicità alta) Nome abitanti: castelvecchiesi Numero abitanti: 1.141. Arrivare in auto: dall'Adriatico. dal Tirreno. Arrivare in treno. Festa della Solina d'Abruzzo: La Festa della Solina ideata e organizzata dall'associazione Palco&Scena,c on il patrocinio del Comune di Castelevcchio Subequo, è un’idea nata con il desiderio e la volontà di favorire la riscoperta, la valorizzazione e la diffusione della cultura tradizionale locale, promuovendo le buone pratiche legate al cibo e il consumo sostenibile attraverso una scrupolosa attenzione sull’utilizzo di materie prime locali e biologiche. L’evento vedrà molteplici attività, quali: gastronomia; convegno; mostra; tradizione; stands di aziende agricole locali a Km 0; musica; canti e balli popolari.
VILLAGGI TURISTICI CASTELVECCHIO SUBEQUO (AQ)
Catacomba di Svperaeqvvm a Castelvecchio Subequo. Agli antichi monumenti pagani di Superaeqvvm aggiungiamo anche monumenti cristiani con la catacomba del IV secolo, scoperta casualmente nel luglio del 1943, a circa 500 metri dal centro del paese. Un ragazzo che, insieme ad altri suoi coetanei, rincorrendo degli uccelli nel pendio della parte nord della collina di Colle Moria, sprofondò in una buca che immetteva in una lunga grotta o galleria. La Soprintendenza ai monumenti e antichità di L'Aquila e di Chieti e, successivamente la competente Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, fatto un sopraluogo, dopo una visita minutissima, accertarono trattarsi di una vera catacomba del IV secolo. La catacomba è una galleria scavata nella roccia composta di grandi banchi di sabbiolina bianca finissima, lunga una quarantina di metri ripartita in due bracci ad angolo retto di circa una ventina di metri ciascuno, larga un metro e venti, alta due metri con volta a botte è ripiena ai lati di sepolture con iscrizioni graffite sopra l'intonaco. Nell'interessante galleria si osservano numerosi sepolcri, iscrizioni, lucernette collocate nelle nicchiette delle pareti, una croce uncinata con le gamme volte a sinistra alta cm. 16 tracciata con stecca nella calce fresca; e un monogramma di Costantino alto cm. 13 tracciato parimenti con stecca sopra l'intonaco di recente impastato. Le sepolture sono di tre specie: fosse in terra o forme, arcosoli e loculi; le forme sono scavate nel suolo lungo le pareti della galleria, gli arcosoli sono tagliati ora al piano della galleria ed ora più in alto, chiusi e ricoperti con dei tegoloni lunghi centimetri 74 e larghi 48. I loculi quasi tutti di grandi dimensioni sono tagliati nelle pareti e di preferenza in alto, contenenti scheletri di uomini di grande corporatura, con i piedi disposti verso l'uscita della catacomba.
AFFITTACAMERE CASTELVECCHIO SUBEQUO (AQ)
Chiesa dei ss. Giovanni Battista ed Evangelista a Castelvecchio Subequo. L’edificio fu costruito, probabilmente su preesistenze, come cappella del vicino Palazzo Castellato e divenne nel 1500 parrocchia. Nel 1183 è menzionata nella Bolla Corografica papale di Lucio III.  Nel 1745, per volere dei Barberini, all’epoca feudatari, l’architetto Fontana fece abbattere la chiesa e la riedificò a tre navate. Sulla sinistra della chiesa c’è l’ingresso al Palazzo Castellato; nel paramento in conci regolari a faccia-vista è inserita la Porta medievale a sesto acuto e sottarco ribassato e arretrato che accoglieva la cancellata a ghigliottina di chiusura del varco; murata sulla destra un’epigrafe romana ricorda la riparazione dell’acquedotto che portava l’acqua a Corfinium. Dalla piazzetta una scala a doppia rampa dà accesso alla chiesa, internamente ripartita in tre navate e di gusto tardo-barocco, presenta interessanti tele tra le quali quelle dedicate alla Madonna Addolorata e alle Anime Sante. Di rilievo anche il battistero del XVIII secolo realizzato in pietra e marmi intarsiati, alla cui base è scolpito l’antico stemma civico del paese per ricordarne la committenza dell’allora sindaco Francesco Paulini (Paolini), realizzato da Gregorio D’Amato, artigiano, probabilmente originario di Pescocostanzo. Il 16 ottobre del 1968, con documento vescovile, l’amministrazione della parrocchia fu affidata ai Frati Minori Conventuali del convento di Castelvecchio Subequo.
BED & BREAKFAST CASTELVECCHIO SUBEQUO (AQ)
Chiesa di San Rocco a Castelvecchio Subequo. La chiesetta di San Rocco (un tempo isolata dal resto del paese) è situata ad ovest dell'abitato castelvecchiese. Numerose, nel territorio subequano, le chiese dedicate a questo Santo e, tutte, a suo tempo sono state edificate al di fuori dei centri abitati. La ragione di questa scelta sono da ricercarsi al particolare culto legato a San Rocco legato al ruolo di protettore contro la peste. Probabile che, nelle ricorrenti epidemie contagiose, i malati erano ricoverati in queste chiese e in esse sepolti in caso di morte, questa non è un'ipotesi, almeno nel caso castelvecchiese, ma una verità che risulta dagli atti di morte esistenti nella nostra parrocchia. All'interno della chiesetta vi è un altare di fattura abbastanza recente. Alla sua sinistra è situato un affresco di ottima fattura ed in buono stato di conservazione. In esso è raffigurato san Rocco con gli attributi del pellegrino, mentre, rivolgendo lo sguardo al cielo è soccorso da un angelo che gli guarisce le piaghe. A destra è dipinto un veliero in miniatura con vicino una scialuppa di salvataggio: chiaro riferimento alle epidemie di peste che alcune navi provenienti soprattutto dall'oriente importavano da noi. In questo affresco è presente un'interessante graffito con la data del 1525 che ne indica la probabile realizzazione. Un altro affresco, forse della fine del 1600, anche questo di buona mano, rappresentante un san Rocco giovanile accanto alla Madonna ed a un bambino sul trono, è situato sulla parete destra della chiesa. Ex voto, a testimonianza di interventi miracolosi ottenuti dal santo taumaturgo e consistenti in diversi bastoni e stampelle, sono appoggiati sulla parete sinistra di fondo.
CASE PER VACANZA CASTELVECCHIO SUBEQUO (AQ)
La chiesa di Sant'Agata a Castelvecchio Subequo. La chiesa, esistente nel 1114, conserva nella più attenta disposizione del pietrame basamentale dell’abside circolare memoria dell’impianto benedettino edificato sul podio di un tempio pagano, intitolato ad Ercole, ancora visibile nei grossi elementi lapidei modanati del prospetto est. L’ingresso originario della chiesa era in facciata a circa 2 metri sull’attuale piano di campagna; i ruderi dei muri sul retro della chiesa lasciano ipotizzare un ampliamento dell’edificio religioso mai completato. Di fronte alla chiesa è situata la Fonte trecentesca in cui avviene il rito taumaturgico della “immersione” delle pagnotte di S. Agata il 4 di febbraio; le virtù curative dell’acqua della Fonte e il rinvenimento di tracce di grandi edifici della prima età imperiale, di un acquedotto e di canalizzazioni intorno al Santuario lasciano ipotizzare la presenza di un complesso termale dove si praticava l’idroterapia (cura basata su bagni freddi e assunzione di acqua fredda). La chiesa e il convento di San Francesco d'Assisi a Castelvecchio Subequo: La costruzione del convento è correlata alla presenza del Santo nell’area tra il 1216 e il 1222 e all’ospitalità che i Conti di Celano gli offrirono nel loro castello; in tale occasione i Conti fecero dono al Santo della chiesa di Santa Maria piè di Potano e di terreni in Castello Vetulo. Tra il 1221 e il 1261 intorno a S. Maria fu costruito il primo nucleo del convento e nel 1267 il Vescovo di Sulmona permise la costruzione di una chiesa più grande e il completamento del convento. La nuova chiesa, raro esempio di architettura religiosa francescana trinavata, fu consacrata nel 1288 ma radicalmente trasformata nel 1647. Della ricca decorazione parietale con dipinti murali restano numerose testimonianze ed in particolare i preziosi affreschi del sec. XIV che decorano la Cappella di S. Francesco. La Cappella, gotica negli stilemi, fu costruita dove sorgeva l’originaria chiesa di S. Maria piè di Potano e affrescata quando Ruggiero II, Conte di Celano, si ritirò a vita monastica nel convento (1392). Danneggiata dalle trasformazioni secentesche fu restaurata nel 1931. Nella chiesa è eccezionale la ricchezza dell’apparato decorativo tardo-secentesco per l’imponenza e la qualità di altari in pietra, in stucco ed in legno di noce che ospitano dipinti su tela di notevole valore. L’Altare Maggiore, capolavoro di ebanisteria in noce, conserva gli stemmi dei Pietropaoli che lo commissionarono nel sec. XVII: è alto 8 metri, finemente intagliato e corredato di 27 statue lignee. Sul retro sono da notare la sobrietà del coro ligneo con leggio centrale e lacerti di affreschi trecenteschi sulle pareti. Nella chiesa sono poi posizionati il pulpito (fine sec.XVIII) e l’organo settecentesco in legno policromo. Utili ed ammirevoli le dettagliate informazioni a disposizione dei visitatori per conoscere e apprezzare le opere d’arte. Nell’ampliamento secentesco un secondo chiostro fu addizionato all’impianto medievale; quello originario che ha perduto completamente il ciclo di affreschi quattrocenteschi dedicati alla vita e ai miracoli del Santo, venne modificato nel 1530 e nuovamente, con la costruzione del loggiato superiore, nel 1643. Nei secoli la chiesa ed il convento si sono arricchiti di doni ed offerte che costituiscono il Tesoro di S. Francesco, una preziosa raccolta di capolavori come i reliquari offerti da Nicolò, tra cui: la Pasquarella, una statuetta in argento del 1412 raffigurante la Madonna con bambino e due Angeli; un cofanetto in stagno lavorato di corrente nordica del sec.XIV; sei reliquari d’argento e rame dorato del sec.XV, una croce d’altare d’argento dorato di Nicola Pizzulo del 1403; un reliquario a tempietto di scuola sulmonese del sec. XIV. Il complesso conventuale di S. Francesco é ancora oggi meta di pellegrinaggi il 28 agosto, giorno della Perdonanza Celestiniana, in memoria del passaggio (1298) e del miracolo che fece Piero del Morrone diretto a L’Aquila per diventare papa Celestino V.
APPARTAMENTI PER VACANZA CASTELVECCHIO SUBEQUO (AQ)
L’alimentazione tipica di Castelvecchio Subequo ha profonde radici nella società contadina e pastorale: oltre alle varie forme di pane, pagnotte e ciambelle legate alle pratiche rituali, a Castelvecchio Subequo si preparano occasionalmente la “miscischie” – la carne di pecora o di capra disossata è condita con sale, pepe, aglio, finocchio e peperoncino; viene arrotolata e fatta essiccare – ed il marro – piatto molto elaborato a base di interiora di agnello. Si producono, inoltre, vino e miele. Di un certo peso è la raccolta dei tartufi. In occasione di feste, matrimoni o durante le festività natalizie e pasquali si preparano “ferratelle”, “caucinetti” – con ripieno di ceci e cacao -, dolci con mosto cotto, vari tipi di ciambelle e pizze. (Massimo Santilli)
CASE PER LE FERIE CASTELVECCHIO SUBEQUO (AQ)
Una comunità montana è un ente territoriale locale italiano istituito con legge 3 dicembre 1971, n. 1102 e ora disciplinato dall'art. 27 del d. lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (testo unico sugli enti locali).
COUNTRY HOUSE CASTELVECCHIO SUBEQUO (AQ)
Castelvecchio Subequo. In Italia le comunità montane furono oggetto di forti discussioni. In Sicilia sono state abolite nel 1986. In Friuli-Venezia Giulia sono state reintrodotte nel 2004, tre anni dopo la loro abolizione. In Sardegna sono state abolite nel corso del 2007. Il Molise, dopo aver proposto una riduzione, le ha abolite. Anche in Lombardia dal 2009 le comunità montane calano da 30 a 23. La Puglia le aveva abolite, ma la Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittimo tale atto. In Liguria sono state ridotte da 19 a 12 nel 2009 e in seguito soppresse dal 1º maggio 2011. Le comunità montane in Piemonte, dopo una riorganizzazione nel 2010, sono state soppresse con la Legge regionale 28 settembre 2012, n. 11.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' CASTELVECCHIO SUBEQUO (AQ)
Denominazione nelle lingue minoritarie d'Italia a Castelvecchio Subequo. Nelle regioni a statuto speciale che beneficiano di un regime di bilinguismo, la denominazione Comunità montana è stata resa nelle seguenti varianti: Per la Valle d'Aosta, bilingue italiano/francese, la dicitura in francese è stata Communauté de montagne fino al 2014 compreso, con l'aggiunta di Berggemeinschaft (raro) per i comuni trilingui italiano/francese/walser di Gressoney-Saint-Jean, Gressoney-La-Trinité e Issime, nell'alta valle del Lys. Dal 2015, ai sensi della LR n.6 del 5/8/2014, le comunità montane valdostane sono state abolite e sostituite dalle Unités de communes valdôtaines, dicitura unica utilizzata anche in italiano, con l'aggiunta di Union der Aostataler Walsergemeinden per i comuni trilingui italiano/francese/walser dell'alta valle del Lys; Per la provincia autonoma di Bolzano, bilingue italiano/tedesco, la dicitura in italiano Comunità comprensoriale è tradotta in tedesco come Bezirksgemeinschaft; In Friuli-Venezia Giulia, per la Comunità montana del Torre, Natisone e Collio, che raggruppa comuni delle province di Gorizia e Udine il cui statuto prevede il bilinguismo italiano/sloveno, Gorska skupnost; per le comunità delle province di Udine e Pordenone (la Comunità montana del Friuli Occidentale, la Comunità montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale e la Comunità montana del Friuli Occidentale), che raggruppano comuni il cui statuto prevede il bilinguismo italiano/friulano, Comunitâ montane o Comunitâ di monti.
RIFUGI E BIVACCHI A CASTELVECCHIO SUBEQUO (AQ)
Castelvecchio Subequo. Il Monte Sirente è la cima più alta (2349 m s.l.m.) di un breve gruppo montuoso dell'Appennino abruzzese, detto appunto gruppo del Sirente, compreso a sua volta nella catena del Sirente-Velino, quarta per altezza dell'Appennino continentale, e nell'omonimo Parco regionale naturale del Sirente - Velino. Si estende per circa 13 km da nord-ovest a sud-est nel centro della regione Abruzzo e posizionata fra l'Altopiano delle Rocche a nord-ovest (Rovere), la Marsica a sud-ovest, la Valle Peligna a sud e la Valle Subequana a nord-est fino al Monte S. Nicola rapidamente digradante verso la piana del Fucino e il valico di Forca Caruso (fra Aielli e Collarmele). Nel versante nord la catena di tipo dolomitico digrada a valle ripidamente attraverso forre e canaloni scoscesi che scendono fino alla grande fascia boschiva di faggio che copre a nord la montagna fino ai sottostanti Prati del Sirente. Le profonde gole nella parete nord del Sirente sono state determinate dall'azione dei ghiacciai dell'ultima glaciazione pleistocenica. Le pareti mostrano l'erosione derivanti da agenti atmosferici, mentre le guglie ed i torrioni, di materiale più duro, resistono maggiormente all'erosione. Il lato Sud della catena invece digrada più dolcemente verso la piana del Fucino (depressione dove aveva sede il Lago del Fucino) attraverso una serie di prati e di gobbe, privi in maggior parte di alberi, ma ricchi di erba da pascolo e di fieno di montagna.
Castelvecchio Subequo. Fanno eccezione le Gole di Celano sul versante sud del monte Serra di Celano compreso anch'esso nel massiccio. Nel massiccio del Monte Sirente vi è inoltre un glacio nevato, mentre per chi pratica sci alpinismo famoso è anche il difficile Canalone del Sirente o Canale Maiori. Nel massiccio del Sirente è stato individuato recentemente, da un gruppo di geologi italiani e svedesi, un cratere da impatto generato da un meteorite caduto approssimativamente 1.500 anni fa. Il cratere, largo circa 140 metri, è oggi un laghetto, ed è l'unico (dei 155 finora localizzati) ad essere stato rinvenuto nel territorio italiano. La visuale dalla vetta spazia su tutti i principali gruppi montuosi dell'Appennino Abruzzese e Laziale: dal Velino, al Gran Sasso, alla Majella, ai Monti Marsicani, i Monti Ernici, i Monti Cantari e i Monti Carseolani.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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