Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Castelvecchio Calvisio - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Castelvecchio Calvisio

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CASTELVECCHIO CALVISIO (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di CASTELVECCHIO CALVISIO (Aq) (m. 1.045 slm)
    
  CAP: 67020  - 0862 -  0862.930149   - Da visitare:    
 MUNICIPIO DI CASTELVECCHIO CALVISIO 0862.930777   0862.930144       0862.930777  P. Iva: 00197730666
Raggiungere Castelvecchio Calvisio:Stazione L'Aquila a 30 km.   Uscita L'Aquila Est  Uscita Bussi/Popoli Aeroporto d'Abruzzo a 68 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI CASTELVECCHIO CALVISIO (AQ)
I monumenti e luoghi d'interesse a Castelvecchio Calvisio: Borgo fortificato: di origine romana, è formato con pianta quadrata, adorno di case medievali. È noto per essere uno dei centri meglio conservati della zona. Porta di Torre Maggiore: porta che immette al centro storico. Porta del Ponte: è di origine medievale, ma rimaneggiata nel XVI secolo. Porta San Martino: costruita nel Medioevo. Chiesa parrocchiale di san Giovanni Battista: chiesa principale, di origine medievale. L'interno è memedievale, a due navate, con decorazioni barocche. Chiesetta di San Cipriano Cipriano: sita nei dintorni del borgo, di costruzione romanica. Resti di Castello San Lorenzo. Torre di Forca di Penne: torretta medievale sita tra il borgo e Capestrano.
RESIDENZE ALBERGHIERE CASTELVECCHIO CALVISIO (AQ)
Posizione geografica e come raggiungere Castelvecchio Calvisio. Castelvecchio Calvisio è sull’Appennino abruzzese a circa 30 Km a EST di L’Aquila e a circa 80 Km a OVEST di Pescara. Si raggiunge facilmente da entrambi le città: Per chi arriva da L’Aquila: Percorrere la S.S. 17 in direzione Sulmona fino a San Pio delle Camere (circa 24 Km) Attraversare San Pio delle Camere e proseguire fino a Castelvecchio Calvisio (9 Km) Per chi arriva da Pescara: Percorrere la A25 in direzione Roma fino a Bussi sul Tirino (circa 36 Km) Superare Bussi sul Tirino e proseguire in direzione L’Aquila fino a San Pio delle Camere (28 Km) Attraversare San Pio delle Camere e proseguire fino a Castelvecchio Calvisio (9 Km).
CAMPEGGI CASTELVECCHIO CALVISIO (AQ)
Le Manifestazioni a Castelvecchio Calvisio. Sagra della cicerchia: Nel corso degli anni, col mutare delle condizioni di vita e di abitudini, nonchè con il mutare delle attività della popolazione, anche le feste ed i motivi di divertimento dei cittadini di Castelvecchio Calvisio, si sono venuti, per così dire, adeguando ai tempi. Le tradizionali fiere, come quella che si svolgeva a San Giuseppe, il 19 marzo, che era motivo di incontro con gli abitanti dei paesi vicini e occasione sia per iniziare e concludere affari relativi alla compravendita del bestiame, sia per rinnovare il proprio guardaroba o per sostituire i vecchi utensiIi del mestiere di tutti i giorni, non trovano più motivo di esistere, vuoi per le maggiori possibilità di viaggi e di incontri che la vita di oggi offre, vuoi anche per la diminuzione dei pastori e dei contadini che di quelle fiere erano i protagonisti indiscussi. Le feste religiose, con i processi di cambiamento in corso nella società attuale, che, senza alcun dubbio, hanno prodotto i loro effetti anche a Castelvecchio Calvisio, hanno esaurito, nel corso degli anni quella spiritualità che a lungo le aveva animate. Il diffondersi dei mass-media con i programmi delle reti di stato e di quelle private, hanno dato il colpo di grazia ad una società contadina che, oggi, con tutti i suoi prodotti culturali, non esiste più. Negli ultimi tempi nuove esigenze hanno determinato la nascita di altre manifestazioni di richiamo e di svago. E’ nata così nel 1979, sotto la spinta di motivi turistici e in seguito all’ iniziativa della Pro-Loco particolarmente dinamica e attiva, sensibile ai segnali di mutamento in atto nella società, la “Sagra della Cicerchia”. E’ una grande festa cui partecipa l’intera popolazione, con entusiasmo, impegno e capacità. La cicerchia, a cui è dedicata la Sagra, è un legume a metà strada tra il cece e la lenticchia. Un tempo era largamente coltivato e utilizzato presso gli abitanti di Castelvecchio e, dopo un periodo di oblio, è stato riproposto all’ attenzione dei buongustai affinchè ne riscoprissero le qualità. E’, infatti, un legume molto gustoso, e nel corso della Sagra si può mangiare cucinato nei modi più vari. La manifestazione si svolge la seconda domenica d’agosto, nel centro storico del paese, nei vicoli del vecchio abitato addobbati e rimessi a nuovo per l’occasione. Sotto i suggestivi porticati si possono assaporare le ottime specialità che accompagnano il piatto della cicerchia. Il profumo delle salsicce, che rosolano sulla brace, si mescola con quello della porchetta locale cotta nel vecchio forno a legna. Negli angoli più intimi e caratteristici cordiali paesani mesciono ottimo vino locale, mentre i ragazzi servono agli avventori, comodamente seduti, le specialità gastronomiche. La Sagra della Cicerchia, non è, però, solo questo. Gli organizzatori, nel corso degli anni la hanno arricchita di motivi di ulteriore richiamo. Hanno infatti creato uno spazio per alcune manifestazioni sportive organizzando gare ciclistiche e podistiche che si svolgono nei pittoreschi dintorni del paese. Ci sono poi appassionati tornei di bocce, di carte, di ping-pong e tanti giochi popolari. La corsa coi ,sacchi e quella dell’uovo portato con il cucchiaio in bocca, il tiro alle pignatte, offrono quasi sempre lo spunto per lunghe e accese discussioni. In ogni edizione, viene poi inserita una manifestazione diversa, (sbandieratori, esibizione di artisti e illusionisti) sempre con l’intendo di richiamare e far divertire i visitatori. E’, in conclusione, una manifestazione giovane, in piena crescita, che ha saputo legarsi alla tradizione con le specialità culinarie che propone, ma che è nettamente proiettata nel futuro per la dinamicità e per la grande affidabilità che ha dimostrato nel corso delle trenta edizioni fino ad oggi organizzate.
VILLAGGI TURISTICI CASTELVECCHIO CALVISIO (AQ)
Le Manifestazioni a Castelvecchio Calvisio. La cicerchia, nome scientifico Lathyrus sativus, appartiene alla famiglia delle Leguminose che comprende molte specie, alcune delle quali compaiono abitualmente sulle nostre mense (fagioli, lenticchie, piselli ecc.). La pianta è erbacea e presenta una radice a fittone e un fusto alato che in gran parte assolve alle funzioni fotosintetiche. La forma del legume è caratteristicamente quadrata. La cicerchia è originaria dell’Asia Occidentale e viene coltivata soprattutto in India sia per foraggio che per alimentazione umana. La sua coltivazione in Abruzzo è abbastanza limitata nonostante il sapore gustoso e il buon valore nutritivo che presenta. Va ricordato, per finire, la grande adattabilità di questa specie che resiste sia alla siccità che alle grandi quantità d’acqua e che quindi sì rende particolarmente adatta, come coltura alternativa, nelle zone della nostra montagna.
AFFITTACAMERE CASTELVECCHIO CALVISIO (AQ)
Le Manifestazioni a Castelvecchio Calvisio. L’incanto della Natività: L’Amministrazione comunale, le associazioni operanti nell’ambito del territorio, in collaborazione con la compagnia teatrale “L’Uovo” organizza una manifestazione natalizia con il seguente tema: L’incanto della natività nelle vie di Castelvecchio Calvisio. Visioni – emozioni – suggestioni in un percorso drammaturgico tra magiche atmosfere di un passato architettonico – ambientale che si fa futuro”. La manifestazione si tiene ogni anno il giorno 28 dicembre a partire dalle ore 18.00. Al termine del percorso, dopo avere ammirato le scene teatrali e gli antichi mestieri, si potranno gustare, gratuitamente, prodotti tipici locali come la zuppa di cicerchie, la pizza appena sfornata dal forno a legna comunale e bere un bicchiere di vino caldo.
BED & BREAKFAST CASTELVECCHIO CALVISIO (AQ)
I borghi autentici d’Abruzzo. Castelvecchio Calvisio: Borghi Autentici (sito WEB ufficiale: http://www.borghiautenticiditalia.it/bai/) è una rete fra territori italiani i cui protagonisti sono le comunità, gli amministratori locali e gli operatori economici e culturali dei luoghi. Sono realtà che non si lamentano del declino e dei problemi, che sono consapevoli di avere risorse ed opportunità per creare nuovo sviluppo; realtà che appartengono a quell’Italia che ce la vuole fare. Borghi Autentici è un’Associazione fra piccoli comuni che s’impegnano in un percorso, talvolta complesso, di miglioramento continuo della struttura urbana, dei servizi verso i cittadini, del contesto sociale, ambientale e culturale. È una piccola parte dell’Italia che trova le motivazioni strategiche di un rinnovato slancio di permanenza e sviluppo nell’identità, nel paesaggio, nella cultura produttiva, nel proprio modo di vivere, nella storia e nelle tradizioni dei luoghi. È una realtà che considera la comunità locale quale elemento decisivo e valore del proprio disegno di sviluppo. La comunità quale luogo, contesto umano e culturale che è sinonimo del buon vivere, di gusto, tradizioni, di un sapere fare creativo e di una dimensione sociale dolce; una comunità che si apre all’esterno. L’Associazione Borghi Autentici d’Italia è costituita dal novembre 2002, il 28 marzo 2007 si è trasformata in associazione costituita con atto pubblico e il 2 aprile 2008, ai sensi del D.P.R. 361/2000, il Prefetto di Salerno le ha riconosciuto la personalità giuridica. L’Associazione non persegue fini di lucro ed opera secondo finalità mutualistiche a favore dei propri soci per promuovere lo sviluppo e la valorizzazione dei borghi caratteristici italiani, ovvero dei piccoli e medi comuni, comprese le loro aree rurali e le loro frazioni, con particolare riferimento ai patrimoni architettonici, urbani, culturali, turistici, sociali ed identitari.
CASE PER VACANZA CASTELVECCHIO CALVISIO (AQ)
Da vedere a Castelvecchio Calvisio: La Torre di Guardia, che si affaccia sulla via delle Sentinelle; Il Palazzo del Capitano, la cui Porta del Ponte Levatoio presenta nel concio di chiave uno stemma gentilizio in pietra con il simbolo della mezza luna saracena; La Chiesa di S.Giovanni Battista, che conserva ancora le feritoie in testimonianza dell’antica funzione di palazzo fortificato. In conci di pietra squadrata, la facciata, presenta un interessante portale rinascimentale; l’interno, diviso in due navate, è impreziosito da un altare ligneo in stile barocco; La Chiesa di S. Cipriano del VII sec. ha antiche origini, pare infatti sia stata edificata sui resti di un tempio pagano dedicato a Venere. Dalle linee semplici ed eleganti, all’interno si scoprono tracce di antichi affreschi tra cui uno, integro, dedicato al Santo; Sentieri e viottoli offrono la possibilità, agli escursionisti di ogni età, di appassionanti passeggiate in luoghi naturali da dove si godono splendidi panorami.
APPARTAMENTI PER VACANZA CASTELVECCHIO CALVISIO (AQ)
Cenni storici del paese di Castelvecchio Calvisio. La storia di una regione o di un popolo non è solo quella che leggiamo sui libri, fatta di grandi avvenimenti, di. personaggi illustri, di guerre, di battaglie: esiste un altro aspetto, il più delle volte sconosciuto, che è quello che riguarda le vicende delle migliaia di piccoli centri italiani che, nel corso dei secoli, hanno vissuto, pur nello spazio ristretto dei loro confini, momenti di fondamentale importanza, che hanno combattuto, lavorato e sofferto il più delle volte per la sopravvivenza quotidiana, ma che in ogni caso hanno lasciato una traccia di sè, un tassello nel grande mosaico. Queste tracce sono riconoscibiIi nelle bellissime forme architettoniche dei nostri paesi abruzzesi più antichi, nelle fortificazioni, nelle chiese, nelle piazze, ma anche negli usi e nelle tradizioni mantenuti fino ai nostri giorni attraverso i secoli. Castelvecchio Calvisio è uno di questi centri, uno dei tanti della montagna d’Abruzzo, che merita però un’attenzione particolare; sulla sua storia vorremmo soffermarci, sfidando le miIle difficoltà che si incontrano per la mancanza e la frammentarietà delle fonti, per portare un piccolo contributo ad una migliore conoscenza del nostro paese ai suoi abitanti e ai tanti visitatori che rimangono colpiti dalla sua bellezza e tranquiIlità. Le prime notizie attendibiIi su Castelvecchio risalgono all’epoca della caduta dell’Impero Romano; è in questo periodo, infatti, che iI paese inizia ad avere una sua forma e vengono gettate le basi per iI suo svi luppo. Forse è proprio l’antica Calvisia del tempo dei Romani iI luogo su cui successivamente sorgerà il borgo medievale; dalla “Corografia”, opera dello storico abruzzese Anton Ludovico Antinori, risulta quanto segue: “Calvisius Sabinus memoria nostra fuit dives et Patrimonium habeat liberum et ingens…”. Quindi Calvisio Sabino, nobile romano, dette il suo nome all’agglomerato di abitazioni che costituivano i suoi possedimenti; ciò è probabile anche perché Calvisia era posta sulla strada costruita dai Romani: la “Claudia Nova”, importante mezzo di comunicazione dell’epoca che collegava la città di Peltuinum (zona Prata d’Ansidonia), attraversando le località degli attuali Castelvecchio e Carapelle, alla città di Aufinium (odierna Ofena), fatto questo che conferiva al centro una particolare posizione di privilegio.
CASE PER LE FERIE CASTELVECCHIO CALVISIO (AQ)
Cenni storici del paese di Castelvecchio Calvisio. Per capire, comunque, meglio la storia di questo paese, è utile dare una scorsa ad una scheda nella quale sono riportate, in maniera sintetica, alcune date che riguardano avvenimenti importanti per l’evoluzione di Castelvecchio Calvisio, fin dagli inizi dell’VIII secolo: Anno 779 – Incursioni degli abitanti di Carapelle nel Castello sopra S. Lorenzo; appaiono per la prima volta i nomi delle chiese di S.Cipriano e S.Lorenzo, appartenenti alla Diocesi di Valva e Sulmona; Anno 816 – Ludovico il Pio conferma al Monastero di S. Vincenzo i possedimenti in Carapelle e terre limitrofe; Anno 998 – L’Abate Giovanni concede a Gualtiero e ai suoi fratelli alcune terre in Carapelle; Anno 1128 – Alla Chiesa di S.Cipriano in Carapelle, si aggiungono S.Vittorino, S.Leonardo, S.Pietro, S.Paolo e S.Nicola.Anno 1309 – Corrado I d’Acquaviva è Signore di Castelvecchio; Anno 1313 – Un Signore di Carapelle si insedia in Castelvecchio; Anno 1317 – Castelvecchio manda uomini in aiuto de L’Aquila contro Amatrice; Anno 1323 – Castrum Carapellis pagava le decime a Sulmona; Anno 1332 – Contesa con Barisciano per il possesso della montagna di Campo Imperatore; Anno 1348 – Re Carlo d’Orange fu ospitato dal Conte di Celano a Castelvecchio Carapelle di cui era Signore; Anno 1352 – Furono determinati i confini e iI territorio fu diviso tra i vari feudi della Baronia di Carapelle; Anno 1357 – Si riaccese la lite per la determinazione dei confini; Anno 1374 – Si arrivò finalmente al compromesso; Anno 1380 – Tutte le cinque terre della Baronia di Carapelle spediscono i Sindaci a Gagliano per capitolare alcune consuetudini col Conte di Celano; Anno 1384 – Carlo III di Durazzo concede la terra di Castelvecchio a Pietro Conte di Celano; Anno 1423 – Castelvecchio è saccheggiato e distrutto da Braccio da Montone; Anno 1478 – La Baronia di Carapelle passa ad Antonio Piccolomini, duca d’Amalfi e Conte di Celano; Anno 1501 – Furono spediti deputati all’Aquila per essere ricevuti e incorporati in quella città; Anno 1566 – Costanza Piccolomini vende il Marchesato di Capestrano e la Baronia di Carapelle al Granduca di Toscana Don Francesco dei Medici; Anno 1614 – Carlo dei Medici, Principe di Toscana, diviene Signore della Baronia di Carapelle; Anno 1743 – La Baronia di Carapelle passò come stato allodiale al Regno delle Due SiciIie sotto Carlo di Borbone; Anno 1759 – Passa sotto Ferdinando Il di Borbone; Anno 1810 – “Castelvecchio contiene famiglie 120 ed abitanti 552, i quali posseggono animali pagliaroli 1503. Ha la rendita di ducati 36.28 e supplisce a pesi colla tassa di ducati 274.97″; Anno 1906 – Castelvecchio acquista l’autonomia comunale. Da questi dati è possibile effettuare alcune considerazioni: ben difficile è il compito di parlare di Castelvecchio Calvisio agli albori della sua nascita, in quanto le notizie, di per sè assai scarse, come abbiamo già detto, sono basate sulla tradizione, e perciò non sufficientemente attendibili. L’unica fonte attendi bile è il Chronicon Volturnense da cui si possono desumere solo notizie frammentarie, come,ad esempio, quella del 779 anno in cui gli abitanti di Carapelle fecero delle incursioni nel Castello sopra S.Lorenzo (cioè in Castelvecchio Calvisio) per appropriarsi di rendite e di “terratico” e quella dell’ 816, anno in cui”Ludovico il Pio confermò al Monastero di S. Vincenzo al Volturno i possedimenti in Carapelle e nelle terre limitrofe”. Questi pochi dati, però, non parlano ancora in modo specifico di Castelvecchio Calvisio, ma di alcune contrade, o meglio di “ville”, che facevano parte di questo territorio; tale ipotesi è avvalorata dall’esistenza, intorno all’VIII secolo, di quattro Chiese: S.lorenzo, S.Cipriano, S.Giovanni e S.Martino, attorno a tre delle quali si era sviluppato un piccolo agglomerato rurale, mentre S.Cipriano rimase isolata, come Chiesa Parrocchiale. Pertanto, dalle ricerche effettuate non sono emerse notizie precise su Castelvecchio Calvisio, ma si è potuto riscontrare solo il nome di alcune contrade che ne facevano parte.
COUNTRY HOUSE CASTELVECCHIO CALVISIO (AQ)
Cenni storici del paese di Castelvecchio Calvisio. Tuttavia, dalla Corografia dell’Antinori emergono fatti di importanza fondamentale per la ricostruzione delle origini del paese e del suo nome: infatti, l’autore parla di “Calvisia”un “podere” lontano da Carapelle costituito dall’insieme delle case di servi e coloni, e forse è proprio da Calvisia che deriva la odierna denominazione di Castelvecchio Calvisio e da ciò prende valore l’ipotesi della sua esistenza fin dai tempi dei Romani. Nonostante quanto supposto, la storia delle origini di questo paese, è alquanto complessa ed oscura, perché prima si parla di un insieme di “ville”, poi di CasteIvecchio di Carapelle e, infine, ma solo recentemente di CasteIvecchio Calvisio. Si è, pertanto, tentato di ricostruire una cronologia .storica con date recepite da vari documenti; dai manoscritti .dell’Antinori, ad esempio, risulta che nel 1173 Castelvecchio era “feudo deIla terza parte d i un soldato a cavallo, vale a dire popolato da otto famiglie”; mentre di Carapelle si dice che era “feudo di quattro soldati, vale a dire di novantasei famiglie”. Abbiamo poi un lungo periodo oscuro, infatti fino al ‘300 non si hanno più notizie e date tranne quelle delle Bolle Papali (1112-1238) riguardanti l’esistenza delle Chiese di Castelvecchio e Carapelle, che facevano parte della Diocesi di Sulmona. A questo punto va precisato che tutto il territorio di Carapelle e Castelvecchio era di proprietà dei monaci Cassinensi, dei Volturnensi e dei Casauriensi e fino al ‘700 tale territorio fu possedimento dei monaci di S.Pietro ad Oratorium. Sappiamo infatti, che Conti e Signori potevano acquistare le terre che erano proprietà dei monaci “dietro una tenue prestaria o livello”; così nel 998 l’Abate Giovanni dette a Gualtiero e fratelli le terre del territorio valvense, ‘tra cui Carapelle, “da godersi per ventinove anni per sole otto libbre d’argento”. Con l’avvento del feudalesimo, tutti questi piccoli agglomerati rurali, per una maggior sicurezza contro scorrerie e incursioni, decisero di riunirsi in un luogo fortificato che potesse essere un valido rifugio; quindi fu scelto un luogo che rispondesse, per la sua morfologia, a esigenze di difesa naturale e di controllo della zona sottostante; e pertanto potrebbe risalire a questo periodo l’origine di Castelvecchio come borgo medievale. La storia del paese è caratterizzata dal susseguirsi di. numerose famiglie nelle mani delle quali si cristallizza il potere politico ed economico. Una delle prime famiglie, di notevole importanza, fu quella dei Conti dei Marsi che avevano possedimenti non solo nella Marsica, ma anche nel territorio valvense; infatti il Conte dei Marsi Berardo dette il territorio di Carapelle, come suffeudo ad Oderisio di Collepietro. Ai Conti dei Marsi subentrarono gli Acquaviva: nel 1309 Corrado I era Signore di Castelvecchio e nel 1317 Castelvecchio invia uomini in aiuto degli Aquilani per occupare Amatrice; seguono, poi, per vari anni, le contese con Barisciano per il possesso delle montagne di Campo Imperatore, appartenenti a Castelvecchio. Nel 1384 Carlo III di Durazzo concesse la terra di Castelvecchio ai Conti di Celano, che abolirono le franchigie dai beni suffeudali e le decime alla Chiesa di S.Cipriano, cosa questa alquanto insolita, che destò malcontento e ribellione: “… ai 28 di maggio furono esse capitolazioni presentate al Conte Ruggero dai Sindici delle terre di Carapelle; della viIla, e s’intende Castelvecchio; di S.Stefano; di Calascio e di Rocca Calascio; tutte formanti la Baronia di Carapelle ed anzi una sola Università. Le capitolazioni furono accettate dal Conte e ne promise l’osservanza perpetua in mano di quei Sindici. Furono poi confermate da i Conti successori”.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' CASTELVECCHIO CALVISIO (AQ)
Cenni storici del paese di Castelvecchio Calvisio. In seguito il territorio pervenne sotto il dominio degli Sforza. Dopo queste informazioni c’è oltre un secolo di silenzio delle fonti storiche, fino ad arrivare al 1423, una data di fondamentale importanza nella storia del paese. In quell’anno, infatti, Braccio da Montone, detto Fortebraccio, uno dei più famosi Capitani di ventura dell’epoca, impegnato nella guerra contro L’Aquila e paesi limitrofi, saccheggiò e distrusse Castelvecchio, dopo una valorosa resistenza da parte degli abitanti. Nel 1478 la Baronia di Carapelle, comprendente Castelvecchio, passò ad Antonio Piccolomini, Duca d’Amalfi e Conte di Celano. Altra data di un certo rilievo è il 1501,anno in cui Castelvecchio inviò deputati all’ Aquila per essere incorporato nella città. Da un manoscritto del 1629 conservato nell’Archivio Provinciale di Stato, sappiamo che: “i primi cha da Castelvecchio di Carapelle vennero a L’Aquila, circa l’anno 1580, furono Giuseppe Ciampella, Cola è Camillo”. Nel 1566, poi, Costanza Piccolomini vendette il Marchesato di Capestrano e la Baronia di Carapelle al Granduca di Toscana, Don Francesco dei Medici, famiglia questa che la manterrà per tutto il ‘seicento, offrendo tranquillità sufficiente e, con essa, uno stato di generale floridezza. Nel 1595 Castelvecchio aveva 700 abitanti dediti all’agricoltura per i prodotti di prima necessità e a qualche piccola coltivazione di zafferano. I Medici tennero le terre fino al 1743, anno nel quale la Baronia di Carapelle passò, come stato allodiale, (Piccola proprietà privata che spesso veniva a trovarsi in gravi difficoltà economiche, per cui Il proprietario affidava la sua terra a un grande feudatario, dichiarandosi suo vassallo) al Regno delle Due SiciIie, sotto iI dominio dei Borboni. Nel 1810 Castelvecchio comprendeva 120 famiglie, cioè 552 abitanti. All’ inizio del novecento, e precisamente nel 1906, Castelvecchio acquista autonomia comunale staccandosi da Carapelle. IL Borgo Medievale di Castelvecchio Calvisio: I barbacani. Non regge il soffitto del tempo all’idea della sfida: i barbacani tengono il posto, sollevati del peso di antica penuria, di passi sommersi all’ombra dei muri. Semiincudini di pietra staccate dal fianco montuoso, tastiera di scale che la mano dei vento percorre come in guizzi di danza, melodia di secoli invitante diffondono, sintesi lirica – emblematica del mondo di allora, il sorriso della sposa, il profumo del piatto di cicerchia, il richiamo del campanaccio sotto casa. Sulla cresta del monte l’inno è di gioia. L’uomo uscito dalla notte dei tempi risale la china e si tuffa nel sogno. Giuseppe Contento L’Aquila, 1980. La poesia riportata descrive con termini suggestivi uno degli aspetti più interessanti della struttura urbana del borgo medievale di Castelvecchio: è proprio questa struttura che caratterizza il paese, differenziandolo dagli altri centri vicini, o da quelli di altre zone della regione, e lo rende unico e inconfondibile. La morfologia del colle su cui sorge l’ agglomerato ha condizionato e delimitato la forma della parte più antica del paese, le cui linee di contorno sono quelle di un’ellisse abbastanza regolare che poggia sul pendio, seguendone le naturali pendenze.
RIFUGI E BIVACCHI A CASTELVECCHIO CALVISIO (AQ)
Cenni storici del paese di Castelvecchio Calvisio. La struttura ellittica è attraversata al centro da un asse viario principale orientato da N-W a S-E, identificabile con la via Borghi Archi Romani, da cui si diramano perpendicolarmente, sette traverse da un Iato e otto dall’ altro. La disposizione, così regolare, delle stradine divide il paese in porzioni geometriche regolari, quasi indipendenti, ad eccezione di alcuni tratti collegati da archi e passaggi secondari. La cinta muraria, attualmente ancora riconoscibile in parecchi tratti, racchiudeva e del imitava il centro abitato, e presentava diversi elementi di fortificazione come la Torre di Guardia, che si affaccia ancora su quella che significativamente è detta via delle Sentinelle. La stessa Chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista è stata, con ogni probabilità, un palazzetto fortificato come testimoniano le feritoie ancora visibili e i merli che, purtroppo, sono stati in gran parte abbattuti dopo alcuni lavori di sistemazione da parte del Genio Civile. Va precisato, però, che la chiesa ex fortificazione, non faceva parte della primitiva cinta muraria, ma venne inglobata in essa con un ampliamento successivo, dovuto all’esigenza di ulteriore spazio abitativo per la popolazione. Il palazzetto divenne chiesa parrocchiale nel 1478 a causa dell’ inagibilità e della difficoltà di raggiungere, soprattutto nella cattiva stagione, la chiesa di S. Cipriano, situata fuori le mura. I collegamenti con l’esterno del nucleo medievale avvenivano attraverso quattro passaggi ancora conservati: la Porta di Torre Maggiore situata ad ovest, che immetteva nella già ricordata Via Borghi Archi Romani, la Porta del Ponte Levatoio situata a nord-ovest, sormontata da uno stemma gentilizio in pietra, purtroppo non più leggibile, un’altra porta è situata a sud e di cui rimane un solo stipite e, infine, la Porta di San Martino situata anch’essa a sud e divenuta interna in seguito al successivo ampliamento della cinta muraria. Tornando alla struttura urbana, in essa si evidenziano due elementi fortemente caratterizzanti: il primo è rappresentato dagli archi che, soprattutto nella via Borghi Archi Romani, costituivano originariamente un insieme continuo, formante quasi una galleria; oggi rimangono solo alcuni tratti che creano, però, un effetto di luci ed ombre tutto particolare. Il secondo sono le ripide scale esterne, composte da molti gradini, che poggiano su archi a tutto sesto e su caratteristiche mensole di pietra (i cosiddetti barbacani), abile soluzione architettonica che ha permesso lo sfruttamento dell’ angusto spazio dei vicoli, dividendo il livello abitativo superiore da quello prospiciente la strada e in cui normalmentesi aprivano le botteghe artigiane. A questa struttura organizzata e regolare della zona più antica di Castelvecchio, è susseguito un ampliamento disordinato del paese lungo le vie di comunicazione e lungo i versanti, soprattutto quello S-W, a testimonianza sia delle mutate condizioni storiche, sia delle esigenze naturali di espansione del borgo di Castelvecchio Calvisio. Un altro monumento che rafforza l’interesse nei riguardi del paese è la chiesa di S.Cipriano, situata nelle immediate vicinanze dell’abitato. Le sue origini risalgono ad epoche molto antiche, sembra addirittura che sia stata edificata sui resti di un tempio romano dedicato alla dea Venere. Le prime notizie documentate sulla sua esistenza risalgono al 779, come menziona il “Chronicon Volturnense”, ed ha avuto sempre una notevole importanza sia come chiesa parrocchiale, fino al 1478, sia come luogo di culto tradizionale. La struttura della chiesa ha subito diversi rifacimenti nel corso dei secoli e, attualmente si presenta con una forma semplice ad una sola navata in cui l’elemento caratterizzante è la facciata sormontata da un campanile.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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