Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Castel di Sangro - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Castel di Sangro

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CASTEL DI SANGRO (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di CASTEL DI SANGRO (Aq) (m. 800 s.l.m.)
Coordinate geografiche: in decimale: Lat. 41.7846 N, Long. 14.1085 E - in gradi: Lat. 41°47'4'' N, Long. 14°6'30'' E
     
  CAP: 67031 -  0864 -  0864.841274   - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI ASTEL DI SANGRO  0864.82421   0864.8242216       0864.8242211  P. Iva: 00092140664
Raggiungere Castel di Sangro:(Stazione Sulmona/Castel di Sangro  (Uscita Bussi/Popoli) -Aeroporto d'Abruzzo a 109 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI CASTEL DI SANGRO (AQ)
**** HOTEL NATURA
Località Piana Santa Liberata, s.n.c. - 67031 Castel di Sangro (Aq)
 Servizi offerti dalla struttura















*** HOTEL CORRADETTI
Via Riviera, 1 - 67031 Castel di Sangro (Aq)
tel. 0864 845930 - fax 0864 843408
 Servizi offerti dalla struttura






*** HOTEL DON LUIS
Località Piano Cardillo Parco Del Sangro - 67031 Castel di Sangro (Aq)
tel. 0864 847061 - fax 0864 262003
 Servizi offerti dalla struttura














*** HOTEL IL GIARDINO DEL RIO
Via Degli Oschi, 4 - 67031 Castel di Sangro (Aq)
 Servizi offerti dalla struttura






*** HOTEL IL LAVATOIO
Via Paradiso, 18 - 67031 Castel di Sangro (Aq)
tel. 0864 847009 / mobile 338 3690024 - fax 0864 847009
 Servizi offerti dalla struttura



*** HOTEL SPORT VILLAGE
Piana Santa Liberata, s.n.c. - 67031 Castel di Sangro (Aq)
tel. 0864 847280 - fax 0864 847095
 Servizi offerti dalla struttura















** HOTEL LA LOGGIA
Via Colle Vaniero - Località Colle Rotondo - 67031 Castel di Sangro (Aq)
tel. 0864 840224 - fax 0864 848081
 Servizi offerti dalla struttura







* HOTEL LA FENICE
S.S. 17 Km. 150+350 - 67031 Castel di Sangro (Aq)
tel. 0864 840605 - fax 0864 847329
 Servizi offerti dalla struttura




* HOTEL VILLA VIOLETTA
Località Piana Santa Liberata, s.n.c. - 67031 Castel di Sangro (Aq)
 Servizi offerti dalla struttura





RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE CASTEL DI SANGRO (AQ)
Le Contrade o quartieri di Castel di Sangro (Aq) Castel di Sangro si può dire diviso in otto contrade, o quartieri, e precisamente: Civita - È la parte più alta della città, in gran parte centro storico. Stazione - Il quartiere delle stazioni ferroviarie. Vi si trova l'ospedale. Colle - Altra parte alta di Castel di Sangro, formatasi in periodi moderni ed abitata maggiormente da turisti. Codacchiola - In dialetto sangrino, la Cudacchiola, altro quartiere storico di Castel di Sangro situato però, a differenza della Civita, a valle. Ara - Il quartiere sportivo, in cui ci sono lo stadio, il palazzetto dello sport, il Centro F.I.T. e il lago per la pesca. Piazza - L'attuale centro della città. Ponte Nuovo Il quartiere ove sono ubicate gran parte le scuole superiori della città. Santa Lucia - Area periferica alluvionale dove confluisce il fiume Zittola con altri affluelti minori, ma gonfi d'acqua nel periodo invernale, ove sono site aziende agricole e piccoli allevamenti familiari. Le Frazioni e località a Castel di Sangro. Roccacinquemiglia è una piccola frazione situata su un colle a 5 km dal capoluogo, in direzione di Roccaraso. È posta a 1.121 m s.l.m., e conta 335 abitanti. Vi si trovano una piazza con una chiesa, una torre medievale (vecchio campanile della chiesa, ora rudere), e un campetto di calcio dove possono andare a giocare i ragazzini e ragazzi paesani. Non vi si trovano esercizi commerciali. È presente un bar, ed uno spaccio ha avuto vita molto breve a cavallo tra il 2007 ed il 2008. Torre di Feudozzo è una località situata all'estremo sud del territorio comunale, in prossimità del confine con il Molise. Ospita il Centro per la Biodiversità del Corpo Forestale dello Stato, dove sono conservate le razze relitte bovine e equine. Il Pontone è una località situata nella parte nord del territorio comunale, prevalentemente turistica. Località Sant'Angelo, infine, è una zona residenziale del comune.
CAMPEGGI CASTEL DI SANGRO (AQ)
** CAMPEGGIO OASI DEL SANGRO
Località Piana S. Liberata - 67031 Castel di Sangro (Aq)
tel. 0864 845223
VILLAGGI TURISTICI CASTEL DI SANGRO (AQ)
La Storia del paese di di Castel di Sangro (Aq) Centro montano di interesse storico, a 800 s.l.m., con resti notevoli di testimonianze sannite, romane e medioevali. Il capoluogo comunale sorge alla confluenza dei fiumi Sangro e Zittola , fu centro viario importante come "Porta d'Abruzzo": Nell'800 viaggiatori stranieri (inglesi, francesi e tedeschi) sono passati per Castel di Sangro, passaggio obbligato per chi doveva attraversare i territori d'Abruzzo e Molise, dall'Adriatico al Tirreno, trovando le nostre zone di particolare interesse e lasciando testimonianze scritte della vita, dei costumi e dei prodotti delle nostre zone (Edgar Lear, Keppel Craven, Anne McDowell ed il geniale incisore Escher che ha lasciato opere di valore unico di alcuni paesi abruzzesi). Il nostro comune era attraversato dal tratturo Lucera- Castel di Sangro uno dei più antichi della Dogana di Foggia nonché da altri tratturi (Pescasseroli -Candela) e tratturelli, per tale importanza era stata istituita in Castel di Sangro presso il Convento della Maddalena, una pubblica Dogana per il controllo degli animali interessati alla transumanza ed il controllo delle merci. L'attuale abitato era il sito dell'antica Aufidena, roccaforte sannita poi romana, e il materiale archeologico portato alla luce negli anni passati (es. lapide osca, toro sannita, urna plumbea, statue, lapidi, ecc.) oggi è raccolto nel Museo Civico Aufidenate istituito nel 1898 e ripristinato presso il Convento della Maddalena (1400) ristrutturato recentemente (nel 1998) imminente anche l'apertura della sezione del Museo Paleontologico e anche in via di allestimento di un Museo della Guerra del 1943 con oggetti, testimonianze e documenti scritti in quanto la nostra cittadina fu teatro di scontri e di eventi bellici poiché posto sulla linea "GUSTAV" e distrutto dai bombardamenti. Sul Colle S. Giovanni che sovrasta l'abitato, svettano le mura Ciclopiche -Sannitiche, maestose e vistose, inglobate dalle fortificazioni romane e dai ruderi del Castello dei Di Sangro. Dopo i Di Sangro appartenne ad altre famiglie feudali quali i D'Avalos, i D'Aquino, i D'Afflitto e i Caracciolo. Ebbe da Carlo III Di Borbone, nell'ottobre 1744, il titolo di Città , quale privilegio per averlo ospitato con il suo esercito rimasto bloccato dalle intemperie e dalle bufere di neve. Esiste nella Civita (la parte più antica del paese) una Neviera ben conservata, con struttura integra, che serviva per raccogliere la neve, da utilizzare in estate per conservare i cibi, per le malattie negli ospedali e farne gelati (sorbetti), questa Neviera è l'unica esistente in Abruzzo mentre negli altri paesi è rimasta soltanto la denominazione del luogo. Importanti chiese sono presenti nella Città: la Chiesa di S. Nicola, che fu commenda dei Cavalieri di Malta, la Basilica di S. Maria Assunta, progettata dall'architetto lombardo F. Ferradini, risalente al 1695, ricca di pregevoli opere artistiche che conserva colonnati e opere della precedente chiesa del 1400. Lungo la piana del Sangro , verso Alfedena si va estendendo la zona industriale e commerciale con stabilimenti metalmeccanici, industrie del legno, abbigliamento e materiali edili. Il centro è sede della Comunità Montana Alto Sangro - Altopiano delle Cinquemiglia - Zona H, ed è un riferimento per i rapporti con le istituzioni dei Comuni dell'Alto Sangro e dell'alto Molise, inoltre presente una vocazione artigianale, commerciale e turistica, data la vicinanza alle stazioni sciistiche e alla sua posizione geografica che fa da cerniera commerciale e turistica con le aree del Parco Nazionale d'Abruzzo e della Majella. Le bellezze storiche, monumentali, naturali e il clima adatto sono un patrimonio ricercato per l'afflusso turistico di passaggio e di soggiorno. E' un centro di attività estive ed invernali. I fiumi Sangro e Zittola sono ricchi di fauna ittica (la famosa trota del Sangro) e si svolgono gare di pesca sportiva a livello nazionale e mondiale (è stato allestito un Museo della Pesca a Mosca, unico in Italia c/o il Convento della Maddalena), e quest'anno sulle rive del Sangro è stato inaugurato il "Monumento al Pescatore", opera dell'artista milanese A. Coppini. Il Comune possiede pubblici uffici finanziari, scuole come il Liceo Scientifico, Istituti Tecnici e Professionali, il Distretto Scolastico, una Biblioteca Comunale con Archivio Comunale Storico e una raccolta storico abruzzese molisana, un cinema-teatro, un teatro comunale dedicato a "F.P. Tosti", un ospedale, un centro di riabilitazione, un consultorio familiare, un distretto sanitario, una Compagnia Carabinieri. Ha un apparato ricettivo e importanti impianti sportivi per il gioco del tennis, numero 14 campi da tennis, di cui n. 2 coperti e ospita ogni anno i corsi per l'insegnamento del tennis, organizzati dalla F.I.T. e gestiti dall'Associazione "L. Orsini" di Roma. Nonché un Palazzetto dello Sport, per la pallavolo e la pallacanestro e uno Stadio con 10.000 posti. Tra i cittadini illustri Castel di Sangro ha dato i natali a Vincenzo Balzano (1866 - 1951), magistrato e studioso di storia locale, arte e storia abruzzese e il pittore Teofilo Patini (1840 - 1906) grande artista dell'800, famoso il suo dipinto "Vanga e latte" c/o il Ministero dell'Agricoltura a Roma, premiato a Parigi alla fine dell'800. A questo artista è stato dedicato, un monumento nella Piazza a lui intitolata adiacente al Palazzo Municipale, realizzato da A. D'Acchille, ed una Pinacoteca di imminente apertura, sita nel Palazzo De Petra, monumento nazionale di stile fiorentino unico in Abruzzo.
AFFITTACAMERE CASTEL DI SANGRO (AQ)
AFFITTACAMERE IL POSTALE
Corso Vittorio Emanuele, 11 - 67031 Castel di Sangro (Aq)
tel. 0864 847225 - fax 0864 848505
AFFITTACAMERE IL TIGLIO
Via XX Settembre, 132/136 - 67031 Castel di Sangro (Aq)
tel. 0864 847276 - fax 0864 261002
BED & BREAKFAST CASTEL DI SANGRO (AQ)
BED & BREAKFAST THE COUNTRY HOUSE
Località Piano Palasco - 67031 Castel di Sangro (Aq)
tel. 0864 847326 - 328 3738012
BED & BREAKFAST VILLA JENNY
Via Panoramica, 36 - 67031 Castel di Sangro (Aq)
tel. 0864 847264 - 348 5564314
CASE PER VACANZA CASTEL DI SANGRO (AQ)
La Roccacinquemiglia. Ridente frazione di Castel di Sangro è un borgo arroccato su uno sperone roccioso; ha origine antichissima: sulla Contrada Serra del Monaco sono presenti mura ciclopiche resti di una fortificazione di una città sannita senza nome. Presso il fiume Sangro, in una zona di notevole interesse archeologico, sono presenti i ruderi del famoso Convento di S. Maria di Cinquemiglia dell'anno 703, sorto sulle rovine di un tempio italico dedicato ad Ercole. Vicino a questo Convento cominciarono i primi insediamenti fino alla formazione di una borgata con un suo castello cinto di mura di difesa. Il paese ebbe anche una sua autonomia infatti fu un Comune a se. Dopo la decadenza del Convento nel XIV sec., se ne impossessarono molti feudatari prima di arrivare alla famiglia Marchesani, che l' ebbero come signoria dal XVI al XVIII sec. Oggi Roccacinquemiglia ha meno di 200 abitanti e la sua popolazione ha subito il fenomeno emigratorio degli anni cinquanta verso le Americhe e gli Stati Europei. Da pochi anni si è rivelato un centro turistico per la prossimità ai centri del nostro comprensorio dotati delle strutture sportive invernali. Da vedere: i ruderi della Chiesa di S. Maria di Cinquemiglia, la Chiesa di S. Rocco, che custodisce la statua del Santo, che nel 1838 operò nel paese un miracolo, salvandolo dal colera. Manifestazioni locali : festa di S. Rocco (16 agosto). A cura di Maria Domenica Santucci. La Biblioteca Comunale "Vincenzo Balzano" di Castel di Sangro: La Biblioteca Comunale di Castel di Sangro è intitolata all'illustre studioso locale Vincenzo Balzano. E' situata al 2° piano dell'edificio comunale, con entrata da Piazza Plebiscito 16, fornita di ascensore. Questa Biblioteca fu istituita nel 1956 dall'Amministrazione comunale che continuò, potenziandolo, il dialogo educativo-culturale iniziato dalla precedente Biblioteca Popolare CEP (Centro Educazione Permanente), estendendolo a tutta la popolazione cittadina, coinvolgendola in attività socio-culturali, miranti alla conoscenza e valorizzazione del proprio territorio. Fu intitolata all'illustre magistrato ed archeologo Vincenzo Balzano poiché si arricchì, fin dallinizio, del lascito del suo fondo librario, di notevole interesse. La Pinacoteca Patiniana di Castel di Sangro: E' un significativo insieme di quadri licenziati da Teofilo Patini a costituire il nucleo portante della Pinacoteca Comunale, che, - grazie alle intuizioni ed all'impegno profuso negli scorsi anni Ottanta dal Sindaco Ing. Siro Piero Gargano ed alle determinanti operazioni condotte con antica passione per l'arte dal Sindaco Avv. Roberto Fiocca dagli anni Novanta al momento attuale in cui la prosecuzione del progetto trova il pieno e convinto appoggio del nuovo Sindaco, Ing. Umberto Murolo -, si è reso finalmente possibile realizzare ed intitolare a suo nome in Castel di Sangro, concretizzando, a cento anni esatti da lui, una aspirazione da sempre fortemente avvertita e lungamente accarezzata dagli amministratori e dai cittadini più consapevoli della sua "piccola patria". Sono opere di indiscutibile qualità pittorica e in qualche caso di primo piano nel contesto della produzione del Maestro, specie per quanto attiene ad alcune fra le fasi più significative della sua creatività. Per cui, la raccolta propone, nel suo insieme, inviti e prospettive di lettura di non poco significato e pregnanza a raggio molto più ampio di quanto non possa a prima vista apparire, finendo con l'offrire un contributo unico nel suo genere non solo per diffondere ulteriormente la conoscenza dell'Autore, quanto anche ai fini degli approfondimenti di studio e delle conoscenze relative alle prospettive ed ai criteri da cui fu animata la sua ricerca linguistica e tematica. Fu, d'altronde, proprio per evitarne la dispersione e renderne più agevole la consultazione che tutte queste prove vennero da me, a suo tempo, di volta in volta segnalate per l'acquisto all'Amministrazione comunale di Castel di Sangro, ai privati, che talora poi ad essa li cedettero, ed ai vari Enti pubblici e privati che attualmente li detengono ed hanno consentito di farne figurare qualcuno in questa civica raccolta. Accanto ad esse, è presente pure qualche prova a firma di autori dal maggiore o minore spicco, alcuni dei quali furono amici di Patini o a lui legati a vario titolo, mentre gli altri appartennero al nutrito novero dei suoi allievi, sia di quelli formatisi in Aquila nella scuola da lui diretta e poi nel suo studio, sia di quei pochissimi che furono stimolati dal suo esempio e quindi da lui guidati all'esercizio della pittura nell'assai più circoscritto contesto del comune paese d'origine.
APPARTAMENTI PER VACANZA CASTEL DI SANGRO (AQ)
APPARTAMENTO PER VACANZA ELVIRA DOMUS
Località Piana Santa Liberata - 67031 Castel di Sangro (Aq)
tel. 0864 845810
APPARTAMENTO PER VACANZA LA ROCCA
Via Della Difesa - Frazione Roccacinquemiglia - 67031 Castel di Sangro (Aq)
tel. 0861 210955 / mobile 338 5471660 - fax 0861 210955
APPARTAMENTO PER VACANZA LES AMIS
Via Vicolo Torto, 16 - Frazione Roccacinquemiglia - 67031 Castel di Sangro (Aq)
tel. 335 6210474 - 338 4592791
APPARTAMENTO PER VACANZA MALU'
Località Piana Santa Liberata - 67031 Castel di Sangro (Aq)
tel. 339 1623577 - fax 0864 848398
APPARTAMENTO PER VACANZA PARCO DEL SANGRO
Contrada Piano Cardillo - 67031 Castel di Sangro (Aq)
tel. 0864 840664 / mobile 392 1229775 - fax 0864 840664
APPARTAMENTO PER VACANZA RESIDENCE MONTE SPINO
Località Piana Santa Liberata - 67031 Castel di Sangro (Aq)
CASE PER LE FERIE CASTEL DI SANGRO (AQ)
Teofilo Patini di Castel di Sangro: Terzo di dieci figli, Teofilo Patini nacque a Castel di Sangro (L’Aquila) il 5 maggio 1840. Suo padre Giuseppe, proveniente da una famiglia di agiati armentari, cancelliere di “giudicato regio” e successivamente notaio, lo avviò agli studi letterari nella scuola aperta a Sulmona dal raffinato latinista e cospiratore antiborbonico Leopoldo Corrucci e dallo studioso e patriota Panfilo Serafini. L’influenza di questi suoi primi maestri si rivelò fondamentale nelle sue propensioni culturali e nelle sue inclinazioni patriottiche, umanitarie e sociali. Iniziò gli studi di filosofia nell’Ateneo napoletano e li abbandonò poco dopo per dedicarsi interamente, dal 1856, agli studi di pittura nell’Accademia di Belle Arti durante i quali si avvalse della guida di Domenico Morelli e Filippo Palizzi che “fuori dell’Istituto” promuovevano una profonda trasformazione del gusto e delle ricerche pittoriche tradizionali. La conoscenza, inoltre, con Salvatore Tommasi e soprattutto con Bertrando Spaventa, suoi conterranei valse ad arricchirne la formazione e gli stimoli, con aperture verso la storia intesa come verità assoluta e con un aspetto di inclinazione idealistica che sembrerà presto riflettersi nella sua opera per molti versi propensa a concedere al soggetto una funzione preminente. Negli anni Sessanta, seguendo gli orientamenti allora predominanti, il Patini affrontò temi prevalentemente desunti dalla storia, prediligendo i personaggi di Masaniello e di Salvator Rosa al quale una tradizione, successivamente smentita dagli studi storiografici, attribuiva una fervida attività libertaria e sociale. La Rivoluzione di Masaniello gli procurò fin dal Sessantatre i primi consensi rimarcati nel Sessantacinque dal Parmigianino, ispirato ad un episodio del Sacco di Roma (alternativa denominazione del medesimo dipinto) del 1527 narrato dal Vasari. Grazie a queste ed altre affermazioni, oltre che per i brillanti risultati in ambito più strettamente scolastico, l’Amministrazione Provinciale dell’Aquila lo sostenne per diverso tempo con provvidenze e pensioni annue. Patini visse intensamente a Castel di Sangro anche il periodo culminante dell’unificazione nazionale e della reazione violenta che l’accompagnò, militando fra i Cacciatori del Gran Sasso voluti da Garibaldi. La successiva repressione del brigantaggio lo vide impegnato nelle file della Guardia Nazionale Mobile con il grado di sergente, dopo che da volontario si arruolò nel contingente fornito dal suo paese. Ottenne nel Sessantotto il Pensionato di Firenze, che gli consentì contatti con i Macchiaioli, e nel Settanta quello di Roma, durante il quale intensificò un’unione di lavoro e di studio con il più anziano Michele Cammarano, da lui già conosciuto e frequentato a Napoli. Rientrato nel 1873 nel suo paese di Castel di Sangro dopo aver preso atto a Napoli dei richiami artistici di Hans von Marées, principale esponente della pittura della “pura visibilità” teorizzata dall’Hildebrand e dal Fiedler, approfondì le sue ricerche in intensi paesaggi e in studi volti a fisionomizzare in chiave personale le tematiche ispirategli dalle condizioni di immiserimento della gente dei suoi luoghi approdando ad un lirismo memore degli insegnamenti palizziani e delle ricerche illuminanti condotte con l’amico Cammarano nella campagna romana. Le prove più significative degli anni Settanta, dalla Prima lezione d’equitazione, dove si affaccia la triade familiare su cui si incentreranno le tele più note della maturità, alla Catena, quasi autobiograficamente volta ad evocare l’esperienza della caccia ai briganti, ai Tre Orfani, che crudamente scandiva la scoperta della misera condizione della sua gente, lo portarono nel 1880 alla creazione della più celebre delle sue opere, L’Erede, a cui nel bene e nel male rimase legato il suo nome, da quando, l’anno successivo venne esposto a Milano. Patini andò quindi completando e approfondendo l’analisi della realtà della terra natale attraverso quella che lui stesso definì la sua “trilogia” comprendente, oltre all’Erede Vanga e Latte, esposta a Torino nel 1884 in coincidenza dei primi moti agrari del Veneto e acquistata dal Ministero dell’Agricoltura, e Bestie da Soma, presentata a Venezia nel 1887 ed acquisita dall’ Amministrazione provinciale dell’Aquila. Chiamato nel 1882, grazie anche all’interessamento di Primo Levi, a dirigere la Scuola d’Arti e Mestieri fondata ad Aquila in precoce accordo con le recenti prospettive culturali europee, la sua esperienza si arricchì attraverso gli approfondimenti di studio consigliati dal nuovo ruolo ed attraverso il viaggio in Germania che gli venne sollecitato nel 1884 dal Ministero dell’Agricoltura perché ne ricavasse stimoli ed arricchimenti utili all’insegnamento. La tematica sociale che oltre ai dipinti della trilogia si era arricchita di altre importanti prove, quali la grande tempera dell’ Aquila, realizzata nel 1882, e della pensosa Pulsazioni e Palpiti, conclusa verso il 1890, dopo “un decennio di lavoro” secondo quanto egli stesso affermò, continuò ad attrarre il Maestro fino all’ultimo, come confermano non solo le riedizioni dei dipinti più celebri quanto anche nuove ideazioni di opere, fra cui Le due Croci, del periodo più tardo.
COUNTRY HOUSE CASTEL DI SANGRO (AQ)
Il Palazzo De Petra di Castel di Sangro: La Pinacoteca Civica di Castel di Sangro è stata intitolata dall'Amministrazione comunale all'illustre concittadino, il pittore Teofilo Patini. Essa è situata nel Palazzo De Petra, dimora rinascimentale della famiglia omonima, sita in Via del Leone. In essa sono esposte numerose opere dell'artista, ora di proprietà del Comune. Museo Civico Aufidenate di Castel di Sangro: Museo Civico Aufidenate Il Museo Civico Aufidenate fu istituito nel 1898 dal Sindaco dell'epoca Clemente Marchionna e la collaborazione dello studioso castellano Vincenzo Balzano; conteneva materiale archeologico rinvenuto nel territorio comunale e nei dintorni, in occasione di scavi eseguiti in lavori pubblici e privati. La maggior parte dei reperti che conteneva il museo andarono dispersi a causa degli eventi bellici della seconda guerra mondiale. I reperti parzialmente recuperati vennero raccolti nel 1995 nell'Antiquarium Comunale e nel 1999 trasferiti nel ripristinato Museo presso il Convento della Maddalena con inaugurazione ufficiale nell’anno 2000. Nel 2002 il Museo è stato classificato come Museo di 2° categoria. Nel Museo Civico Aufidenate di Castel di Sangro è possibile visitare la Sezione di Preistoria e Protostoria che espone collezioni di fossili e testimonianze del periodo italico con ornamenti della persona (bracciali, collane, anelli, fibule e cinturoni) di provenienza funeraria; due bronzetti mutili raffiguranti Ercole all'assalto; due importanti iscrizioni in lingua osca di cui una rinvenuta nell'estate del 2009 da alcuni soci dell'Archeoclub. La Sezione Romana costituita da materiali lapidei e dai pochi reperti di altro genere del vecchio museo (istituito nel 1898), nonché da rinvenimenti occasionali e attraverso gli scavi. Due iscrizioni di epoca imperiale (III sec. d.C.), che attestano il popolo e i magistrati degli Aufidenates. Elementi architettonici e scultorei a carattere funerario, epigrafi, ceramiche, attrezzi, fusaiole, pesi da telaio, ansa con bollo rodio, bollo osco, laterizi con bolli delle fabbriche locali, monete, terracotte votive, toro in spessa lamina di bronzo, statua acefala di personaggio togato, vaso di piombo, armi in ferro, frammenti di mosaici, stucchi ed altri materiali di scavo. Sezione Medievale - Moderna interessanti ceramiche settecentesche di varia provenienza e ricca collezione di frammenti che vanno dal IX-XI al XIX sec., scultura policroma raffigurante S. Michele Arcangelo. Inoltre vi sono in esposizione dei presepi permanenti. E' possibile visitare anche il Museo Internazionale della pesca a mosca intitolato a "Stanislao Kuckiewicz", grande pescatore di origine polacca, rinomato per le sue innovazioni tecniche e le rivoluzionarie concezioni sul lancio con canne corte e code sottilissime. Istituito in stretta collaborazione tra la Scuola di Pesca a Mosca-SIM, il Comune di Castel di Sangro e l'Archeoclub locale. Inaugurato nel 2000. Negli anni 2002-2003 il Museo Civico Aufidenate di Castel di Sangro è stato risistemato dai soci dell'Archeoclub locale l'Orto Botanico che è costituito da percorsi naturalistici che conducono alla cosiddetta "tavola dei monaci" un masso calcareo, di forma tondeggiante e rozzamente lavorato dove i monaci, forse, andavano a pregare o a meditare. Sono presenti alberi da frutta piantati dai frati francescani, tutte le piante sono state mappate ed hanno la relativa scheda botanica. Inoltre è stata attrezzata una piccola area pic-nic e un piccolo parco giochi. La Chiesa della Madonna degli Eremiti di Castel di Sangro: Questa Chiesa si trova nel bosco secolare di Scodanibbio ed è intitolata alla "Madonna degli Eremiti", secondo il Celidonio venne donata da Guglielmo II il Normanno al monastero di Santa Maria di Cinquemiglia ed ai suoi frati, in suffragio del padre Guglielmo il Malo, tale donazione fu riconfermata da Oderisio e Bernardo conti Di Sangro. Nel 1414 poiché i suoi beni erano stati usurpati e rovinati da Antonio Di Sangro diventò giurisdizione del vescovo di Valva e Sulmona. Nel 1421 il Monastero di Santa Maria di Cinquemiglia ricadde sotto la giurisdizione della Mensa Arcipretale di S. Maria in Cielo Assunta. Papa Martino V scriverà addirittura una lettera all'Arciprete attribuendogli ogni autorità atta a frenare l'ingiusto dominio di Lotto Sardi vescovo di Valva e Sulmona, però tornò definitivamente a far parte della Chiesa Arcipretale di Castel di Sangro solo a partire dal 12 febbraio 1423. Questa Chiesa venne danneggiata dal terremoto del 1456 e restaurata nel 1696. Successivamente fu danneggiata seriamente nel corso dei bombardamenti della seconda guerra mondiale e restaurata. Il culto della Madonna degli Eremiti di Castel di Sangro ha quindi origini medievali e per la vita eremitica veniva scelto un luogo solitario per la ricerca della vita contemplativa che spesso coincideva con la periferia suburbana e qualche volta anche in luoghi poco frequentati. La Chiesa di Castel di Sangro ha un altare con la statua della Madonna degli Eremiti alla quale la nostra popolazione è molto devota tanto da celebrarvi una festa il giorno 2 luglio, ricorrenza della Visitazione, esso è abbellito con due stemmi dell'Ordine gerosolimitano appartenuti alla Chiesa della Maddalena. Un tempo tale festa si celebrava la prima domenica di luglio ed era la festa di tutte le famiglie che vi accorrevano per ritrovarsi insieme e passare un'allegra giornata e fare una scampagnata con gli amici ed i parenti. Oggi, tale festa è quasi dimenticata e sono ormai poche le famiglie che vi tornano con l'animo festoso degli anni passati! Riportiamo qui di seguito i versi dialettali dedicati alla festa del 2 Luglio scritti da Berardino Capotosto che ringraziamo per il gentile contributo, il quale vive in Brasile da oltre cinquant'anni mantenendo vivi i legami con la sua terra.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' CASTEL DI SANGRO (AQ)
La Chiesa dei SS.mi Crispino e Crispiniano di Castel di Sangro (anticamente denominata San Leonardo) Le prime notizie che si hanno della chiesa di S. Leonardo, sono quelle di Mons. Celidonio: "Verso la fine del sec.XVI le Chiese di Santa Maria dell'Eremita, S. Leonardo, S. Croce, Santa Lucia stanno nelle pertinenze di Santa Maria". Nella visita del vescovo di Trivento, fatta il 27 luglio 1615 viene riferito che visitò la chiesa di S. Leonardo in cui trovò l'altare con la statua del Santo in legno,e quelle di S. Vito e Modesto; vi si celebrava la S. Messa due volte la settimana. Il 3 luglio 1713 mentre si costruiva la nuova Chiesa Arcipretale, la Chiesa di S. Leonardo venne visitata dal Vescovo e figura come granciale della Matrice, concessa provvisoriamente al Rettore di S. Giovanni, perché potesse raccogliervi i fedeli, che lasciato il Castello, erano venuti ad abitare al piano e perciò "in signo praeminentiae et subiectionis pagar dovesse all'Arciprete di Santa Maria l'annuo canone di carlini quattro" (Arch. della Matrice; Relazione dell'Arciprete Don Gaetano Pavone). I beni di detta Chiesa venivano amministrati da un procuratore che si eleggeva ogni anno ed aveva il compito dei rendiconti al Razionale della curia vescovile. In questa sua visita il vescovo ordinò il restauro del campanile  e l'imbiancatura delle pareti inferiori della Chiesa. Insieme alla Chiesa di San Giovanni, per la visita vescovile la Chiesa di S. Leonardo pagò carlini 30. Dopo il 1800 questa chiesa venne sconsacrata e ridotta a fondaco, poi venne utilizzata come pubblico macello e successivamente fu acquistata e restaurata dalla confraternita dei SS. Crispino e Crispiniano, che verso il 1860 lasciò la piccola Chiesa di S. Rocco (vicino alle attuali Scuole medie) dove aveva avuto i suoi natali l'8 Giugno 1855 che da allora fu intitolata ai santi titolari della Confraternita. La facciata è caratterizzata da un bel portale in pietra in stile romanico, composto da un arco a tutto sesto che poggia su una serie alternata di pilastrini e colonnine ornate di capitelli. Sul portale figura una croce giovannita (o dei Cavalieri di Malta) segno che nei secoli scorsi la Chiesa, con ogni probabilità, è stata luogo di sosta di pellegrini e cavalieri quando l'antica Via Valeria (o Porta degli Abruzzi) attraversava il nostro centro abitato e vi erano ben due asili per i pellegrini e viandanti. L'interno è costituito da un'unica navata. L'altare risalente al 1500 è stato recuperato dall'antica Chiesa della Maddalena facente parte dell'omonimo complesso conventuale (oggi sede del Museo Civico Aufidenate). Inseriti ai lati dell'altare ci sono due stemmi dell'ordine dei Cavalieri di Malta con inscritto lo stemma gentilizio dei Caracciolo Pisquizi di Santobuono, feudatari della nostra cittadina per ben 300 anni. I Santi Crispino e Crispiniano di Castel di Sangro erano due calzolai, essi vengono venerati, da secoli, il 25 ottobre come patroni dei calzolai , conciatori, guantai e sellai (attività queste un tempo molto praticate e remunerative, per la nostra cittadina). Il loro emblema sono la palma e le scarpe. Il loro martirio avvenne sotto l'imperatore Massimiano che li fece arrestare e condannare alla pena capitale. La confraternita dei SS. Crispino e Crispiniano di Castel di Sangro: L'omonima Confraternita avente sede presso questa chiesa venne istituita l'8/6/1855 ed approvata dal re Ferdinando II il 6/9/1856. (A.S.C. Castel di Sangro b.5/2). Il compito che si prefigge è l'esercizio della pietà cristiana per compiere al meglio il dovere di cristiano. Si può entrare nella Congregazione al compimento della maggiore età. Essi vestono una tunica lunga di colore bianco con una mozzetta viola con l'immagine dei due santi sul lato sinistro.
RIFUGI E BIVACCHI A CASTEL DI SANGRO (AQ)
Itinerari turistici a partire dal centro del paese di Castel di Sangro. Piazza Plebiscito - Via del Leone - Corso Vittorio Emanuele II - Convento della Maddalena: Per permettervi di visitare la nostra Città vi proponiamo degli itinerari che avranno sempre come punto di riferimento iniziale la Piazza Plebiscito perché è la più centrale della cittadina. In questa piazza c'è una fontana risalente al 1898 (riposizionata però nel 1974) e la Chiesa di San Giovanni Battista (un tempo dedicata a San Domenico ed ancora prima a San Tommaso quando essa era un Convento di Domenicani), dove sono custodite le reliquie di San Felice e dove si riunisce la confraternita del SS. Rosario esistente ancor prima, ma risalente, con questo nome, al 1571 anno della battaglia di Lepanto. Tra la Chiesa e l'attuale Ufficio dei Servizi Demografici un tempo vi era la Caserma della Gendarmeria Francese e successivamente dei Reali Carabinieri. Opposta alla Chiesa c'è un'altra scalinata che porta in Via De Petra dove troviamo antiche abitazioni con iscrizioni, balconate scolpite e una finestra con bifore risalente al 1200. Proseguendo, troviamo addirittura una colonna romana sotto un arco. Andando oltre ci troviamo ora in Via De Letis dove troviamo Casa Falcone (Gelsomino Falcone era un noto liberale che prese parte ai moti insurrezionali del 1821) e di fronte una chiave di volta che riporta lo stemma del leone. A destra incontriamo una fontana in bronzo nonché l'edificio più conosciuto e famoso di Castel di Sangro, il Palazzo De Petra risalente al 1400 chiamato anche "palazzo del leone" per via del leone o meglio "marzocco", realizzato in pietra grezza, che si trova nel suo cortile come simbolo di supremazia e forza di tale famiglia che dominò la nostra cittadina per ben tre secoli. Questo palazzo oggi, è sede di una Pinacoteca civica intitolata all'illustre pittore conterraneo Teofilo Patini. Di fianco a Palazzo De Petra c'è un altro palazzo medievale del 1500 con loggiato superiore. Proseguendo oltre, sulla sinistra, intravediamo un bel portale in pietra, questa un tempo era la casa della famiglia Mancini, cui appartenne l'insigne medico che per primo praticò, nel Regno di Napoli, il taglio cesareo. Al suo fianco troviamo il vecchio asilo di cui ci resta la memoria in qualche foto. Continuiamo a scendere per questa via dedicata ad Aurelio Balzano (medico, nipote di Salvatore Pitocco che fu esiliato a Palermo dopo i moti del 1821 e dove morì in carcere), qui troviamo lo stipite del vecchio arco che delimitava la Contrada del Leone. Da qui troviamo una scalinata che a destra ci porta a Colle San Pietro ed alla Neviera località così chiamata perché in mezzo alla pineta impiantata con le feste degli alberi dei bambini degli anni sessanta, custodisce una costruzione per la raccolta invernale della neve. La neviera, oggi in disuso, un tempo era utilissima quando il ghiaccio occorreva d'estate negli ospedali, per la conservazione della carne e per farne sorbetti. In Via Aurelio balzano troviamo ancora un'altra fontanella a muto in bronzo e diverse chiavi di volta raffiguranti antichi mestieri e soste di cavalieri medievali.
Itinerari turistici a partire dal centro del paese di Castel di Sangro.  Scendiamo e ci troviamo sul Corso Vittorio Emanuele II, nel piazzale antistante la Chiesa di S. Nicola, fra le più antiche della Città, un tempo Grancia della Commenda dei Cavalieri di Malta di san Tommaso de L'Aquila. La Chiesa ospitò anche Papa Celestino V prima da semplice frate, poi da Papa quando vi si fermò diretto a Napoli con il Re Carlo II d'Angiò. Di fronte alla Chiesa c'è una fontana in bronzo denominata dai castellani "Asso di coppe". Dalla Chiesa si va verso Via Cavalieri di Malta dove furono scoperti alla fine dell'800, attraverso degli scavi condotti da Vincenzo Balzano ed Antonio De Nino, ville e terme romane. Opposta a Via cavalieri di Malta c'è Via Aufidenate chiamata anche contrada "li Saracini" questa è una delle strade più caratteristiche di Castel di Sangro, è costeggiata dal fiume e recenti scavi hanno riportato alla luce diversi reperti tra i quali un forno romano. Attraversiamo il ponte della Maddalena chiamato così dal Convento omonimo che un tempo vi sorgeva ed ora adibito a Museo Civico Aufidenate. Questo Convento venne edificato nel 1487 su un preesistente asilo per pellegrini dai frati francescani e diventò una delle sedi più importanti della Dogana di Foggia. Nell'800 diventò, con l'abolizione degli ordini religiosi da parte di Gioacchino Murat, edificio scolastico e nel 900 fu adibito a carcere. Nel dopoguerra il complesso fu adibito a rifugio dei bisognosi e fino al suo restauro a ricovero bestiame. Ora se avete bisogno di una sosta potete fermarvi nell'annesso Orto Botanico del Museo dove ci sono aree di sosta attrezzate oppure potete andare attraverso Via Aufidenate al Pioppeto (i pioppi furono piantati all'inizio del 900 per arginare il fiume Sangro).
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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