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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Casoli (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CASOLI (CH)
 
Ospitalità nel Paese di CASOLI (Ch) (m. 378 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Casoli: 42°06′54.41″N - 14°17′26.18″E
     
  CAP: 66043  - 0872 -  0872.993110 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI CASOLI 0872.99281   0872.981616      085.993250 - 00106590698
Come raggiungere Casoli Satzione: Chieti   Aeroporto d'Abruzzo a 52 Km.  Uscita: Val di Sangro
 
HOTELS ED ALBERGHI CASOLI (CH)
La Storia del Comune di Casoli (Ch) Sorse in epoca altomedievale, probabilmente fondata dagli abitanti dell'insediamento di età romana (identificato da alcuni archeologi con Cluviae, centro della tribù sannitica dei Carricini) i cui resti sono ancora visibili in località Piano Laroma. Alcuni toponimi (Piano la Fara, San Salvatore) e rinvenimenti archeologici (dei massi decorati a bassorilievo riutilizzati per costruire il campanile della chiesa matrice) testimoniano che nel suo territorio si insediarono i Longobardi. Viene menzionata (come Casule) per la prima volta dalle fonti storiche nell'878, in un manoscritto elencante i possedimenti dell'abbazia di Montecassino nel chietino. Agli inizi del X secolo vi si insediò una comunità di monaci eremiti di rito greco-bizantino. Tra loro i futuri santi Nicola Greco, Falco, Franco e Ilarione. Fu feudo di varie famiglie: degli Orsini, conti di Manoppello, dei Colonna, dei Carafa, dei Crispano, dei Filomarino e, infine, dei d'Aquino, principi di Caramanico, che nel 1650 ottennero l'elevazione a ducato della baronia e lo ressero fino al 1806, anno dell'eversione della feudalità. Nel 1799 fu ostile all'adesione alla Repubblica Partenopea. Fu teatro di episodi di insurrezione e di violenza anche ai danni della borghesia locale senza legami con le autorità repubblicane e gli occupanti francesi. Aderì, senza entusiasmo, alla Repubblica solo dopo l'incendio di Guardiagrele da parte delle truppe francesi. Con la riforma amministrativa operata da Giuseppe Bonaparte, nel 1811, Casoli fu inglobato nella provincia di Chieti e nel circondario di Lanciano e divenne capoluogo del mandamento comprendente anche i comuni di Altino, Palombaro e Roccascalegna. Al plebiscito del 1860 per l'annessione al Regno d'Italia votarono 1.349 dei 1.568 aventi diritto: ci fu un solo voto contrario. Dal luglio 1940 al settembre 1943, Casoli fu sede del campo di internamento di Casoli. Con la sua capienza di 80-90 persone, esso fu uno dei numerosi campi di internamento istituiti dal governo fascista in seguito all'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale, per accomodarvi stranieri e antifascisti. Gravemente danneggiata durante la II Guerra Mondiale (la linea Gustav correva anche lungo il vicino fiume Sangro), vi fu attivo il gruppo di partigiani Brigata Majella. Al referendum istituzionale del 2 giugno 1946 si ebbero 3.119 voti per la monarchia e 1.169 per la Repubblica (le schede bianche furono 159 e quelle nulle 342).
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE CASOLI (CH)
L’araldica del Comune di Casoli (Ch) I Simboli: Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi al Comune di Casoli con decreto del Presidente della Repubblica dell'11 dicembre 1997. Descrizione araldica dello stemma di Casoli: « D'azzurro, alla torre di due palchi, d'argento, murata di nero, vista di spigolo, merlata alla ghibellina, ogni palco merlato di cinque visibili, tre angolari, due alternati, essa torre finestrata nei lati visibili di quattro finestre di nero, due e due, poste in palo, chiusa di nero con due porte nei due lati visibili, fondata sulla collina di verde, questa fondata di punta. Ornamenti esteriori del Comune rappresentati nella parte superiore da una corona d'argento e nella parte inferiore da una fronda di alloro e di quercia color verde, con al centro un nastro tricolorato dai colori nazionali. » Blasonatura del Gonfalone di Casoli: « Drappo di bianco riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dallo stemma del Comune con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni argentati. L'asta verticale è ricoperta di velluto bianco con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento».
CAMPEGGI CASOLI (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse a Casoli (Ch) Architettura civile e militare: Castello ducale o Castello Masciantonio, sorto attorno a una torre di avvistamento a pianta pentagonale risalente al IX secolo. Completato verso il 1455 dagli Orsini, successivamente passò ai principi d'Aquino che ne mantennero la proprietà fino ai primi dell'Ottocento; nel 1845 fu acquistato dalla famiglia Masciantonio che lo cedette al Comune nel 1981. Del Castello Ducale è famosa anche la stanza di D'Annunzio nella quale il celebre poeta soggiornava quando si trovava a Casoli. Torretta di Prata. La torretta è sita in localita Torretta di Casoli. Fu costruita verosimilmente verso l'XI secolo. Oltre che a difendere l'abitato di Casoli fu usata per avvistare l'avifauna presso il Lago di Casoli. I muri sono in pietra calcarea, ciottoli di fiume e laterizio. Cinta Muraria. Trattasi di case-mura con mura a scarpa, torri d'avvistamento abbandonate e riusate come ricoveri, sottopassi e passaggi coperti. Palazzo Travaglini - De Vincentiis. Il palazzo è sito in Piazza del Tempio, di fronte alla Chiesa di Santa Maria Maggiore. L'edificio risale al XVIII secolo. L'edificio consta di tre livelli e nove assi. Il piano terra è separato dai piani superiori da una cornice marcapiano. L'ingresso è consentito mediante 2 portali in pietra in cui in uno vi è uno stemma dei proprietari. I due livelli superiori constano di un'alternanza di finestre e balconi. Palazzo Tilli. L'edificio è isolato, posto a ridosso della cinta muraria in Via Settentrione. È stato costruito nel XVIII secolo. Il palazzo è intonacato. La facciata è in cinque assi suddivisa in tre livelli. Il portale d'ingresso è in pietra scolpita con motivi floreali. Sopra il portale vi sono due balconi, uno per piano. Il cornicione è a più filari. All'interno vi è una corte quadrangolare. Palazzo Ricci. L'edificio è a tre assi sul lato corto e sei sul prospetto lungo. Per l'orografia del luogo il lato secondario ha un piano in più. Questo lato è in laterizio con tre fornici. L'ingresso è incorniciato da lesene e posto tra due aperture. Al primo piano si alternano finestre e balconi, mentre all'ultimo piano vi sono solo balconi. I balconi sono poggianti su mensole così come il cornicione. Ex palazzo comunale. È in cinque assi, suddiviso in quattro livelli, è intonacato e privo di decorazioni. Le finestre sono architravate di cui quelle del primo livello sono più larghe di quelle dei piani superiori. Palazzo De Cinque. Il palazzo è suddiviso in tre assi, di cui l'asse centrale è composto di un portone ad arco a tutto sesto sormontato da un balcone più ampio del balcone sito al livello superiore. I piani sono suddivisi da cornici marcapiano. Il balcone centrale del secondo piano è affiancato da altri due balconi, mentre il balcone centrale del primo piano è affiancato da due semplici finestre. Casino Ramondo. Trattasi di un edificio ottocentesco con la facciata in Piazza san Rocco. All'interno vi è una scalinata a giorno. Casino Rancitti. Il fabbricato è sito isolatamente in una collina come cascina per coltivazione di campi ed allevamento di bestiame. L'impianto è quadrangolare su tre livelli e rifiniture in laterizio. Borgo in Località Guarenna Vecchia. Il borgo dista 5-6 chilometri dal centro abitato. Dalla struttura degli edifici si deduce che sono stati edificati tra il XIX e la seconda metà del XX secolo. Gli edifici, in stile rurale, sono disposti su di una via principale e sono staccati oppure uniti tra di loro. I palazzi sono costruiti con pietra calcarea e ciottoli cementati con malta di calce, delimitati agli angoli da pietre cantonali in pietra smussata. Le costruzioni, nella maggior parte, sono terminanti in cornicioni con due o tre filari di coppi. I solai sono realizzati con travi di legno. Il tavolato e le pavimentazioni sono realizzati in mattonatura. Le coperture sono realizzate con travi di legno. Le aperture sono incorniciate con pietra calcarea.
VILLAGGI TURISTICI CASOLI (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse a Casoli (Ch) Architetture religiose: Chiesa di San Rocco. La chiesa, risalente al XVII secolo, è sita in piazza San Rocco presso il centro storico. La facciata è stata restaurata nell'Ottocento nella forma neoclassica. La facciata ha il settore principale in stile tuscanico e ionico, mentre in due settori minori sono site delle nicchie. Il portale è sormontato da un timpano. La facciata termina con il timpano principale con delle volute. Sopra di esso vi è una nicchia. L'interno è basilica le con sala unica. Chiesa di Santa Maria Maggiore o chiesa parrocchiale. L'edificio di culto è annesso al castello (forse in origine era la cappella palatina). La chiesa è sorta durante l'alto medioevo, fu trasformata a tre navate nel 1759 e, attorno al 1820, assunse l'attuale compagine neoclassica. Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice. Questa chiesa è a navata unica e realizzata nel corso del Novecento. L'ingresso è preceduto da un portico con sovrastante balcone sorretto da pilastri cui si accede mediante un'apertura ad arco ogivale. Il campanile è a vela sito nell'asse centrale. Chiesa di San Francesco. Trattasi di un piccolo edificio con la facciata con un basamento con blocchi di pietra squadrata formante un bugnato. L'ingresso è sovrastato da un timpano con cornice con metope e triglifi bianchi posti su uno sfondo di colore neutro. Chiesa di Sant'Antonio. Forse è stata edificata nell'Ottocento in località Laroma. L'interno è a navata unica. In origine la facciata constava di un terrazzo sostenuto da tre colonne collegate tra di loro con archi a tutto sesto, ma dopo un restauro il terrazzo è stato abbattuto e la facciata è stata decorata con pietre a vista; sulla destra dell'edificio è stata costruita una torre campanaria. Chiesa di Sant'Agostino. La prima menzione della chiesa è del 1173 in una bolla di papa Alessandro III destinata al Vescovo di Chieti Andrea in cui viene citata come S. Justini de Casule. La facciata è realizzata in ciottoli e conci di pietra come pietre cantonali. La facciata termina con un timpano triangolare ed un campanile a vela. L'interno è basilicale a sala unica. Chiesa di Santa Reparata. La chiesa sorse con il titolo di Santa Liberata nel 1447. Il 26 novembre 1943, una bomba aerea di piccole dimensioni (spezzone), proveniente da un aereo alleato, cadde sulla copertura della navata destra della chiesa, aprendo uno squarcio nella struttura del tetto: lo scoppio danneggiò solo alcuni dei quadri del pregevole soffitto a cassettoni intagliato e dipinto in oro e argento, costruito tra il 1603 ed il 1606 dall'artista veneziano Vittorio Buzzacarino(Victorius Buzacarinus); l'opera di inestimabile valore, dipinto circa ottant'anni prima del soffitto ligneo della navata centrale de La Collegiata di Santa Maria del Colle a Pescocostanzo fu dichiarato Monumento Nazionale. Risparmiato dagli eventi bellici, nel dopoguerra non viene restaurato ma interamente trafugato durante i lavori di ammodernamento. La chiesa, rifatta nel 1952, conserva comunque diversi elementi architettonici rinascimentali appartenenti all'edificio originale (un portale, un arco trionfale e tre altari, tutti datati 1539) e un trittico con santa Liberata del 1506.
AFFITTACAMERE CASOLI (CH)
I luoghi d'interesse a Casoli (Ch) Cluviae. Trattasi di ruderi archeologici di origine carecina siti in località Piano La Roma. Verosimilmente fu assoggettata dall'impero romano come fa pensare il nome latino del sito. Tra i monumento da citare di Cluviae vi è il teatro. Lago Sant'Angelo. Trattasi di un lago artificiale realizzato nel 1958 tramite uno sbarramento sul fiume Aventino. Lago di Serranella. Persone legate a Casoli: Giulio De Petra (Casoli, 1841 - Napoli, 1925), archeologo; Pasquale Masciantonio (Casoli, 1869 - Roma, 1923), avvocato e politico; Milziade Venditti (Casoli, 1880 - 1955), politico; Mosè Ricci (Casoli, 1884 – L'Aquila, 1952) politico; Giuseppe Borrelli (Casoli, 1893 - Casoli, 1961), veterinario e accademico; Algeri Marino (Casoli, 1894 – Roma, 1967), ingegnere; Ferdinando De Cinque (Casoli, 1897 – Bologna, 1950), politico; Pasquale Salvucci (Ortona, 1924 – Urbino, 1996), filosofo e politico, vissuto a Casoli tra il 1933 e il 1965; Giuseppe Gentile (Casoli, 1927 - Bologna, 2000), veterinario e accademico; Germano De Cinque (Casoli, 1935), politico; Dominic Candeloro (Chicago, 1940), storico statunitense di origine casolana; Fabrizio Di Stefano (Casoli, 1965), politico; Manuel Giandonato (Casoli, 1991), calciatore.
BED & BREAKFAST CASOLI (CH)
BED & BREAKFAST BIOCASA QUARTO A MONTE
Via Roma, 12 - 66043 Casoli (Ch)
BED & BREAKFAST LA CENA
Contrada Pianibbie, 1 - 66043 Casoli (Ch)
tel. 0872 982599 / mobile 334 2877403 - fax 0872 982599
CASE PER VACANZA CASOLI (CH)
Cultura e tradizioni popolari a Casoli (Ch) Le feste popolari ricordano la tradizione agropastorale del territorio. Il 15, 16 e 17 gennaio si svolgono le sacre rappresentazioni delle tentazioni di sant'Antonio; il 16 luglio e prima domenica di agosto si festeggia la Madonna del Carmine, la cui statua viene portata in processione dalla chiesetta a lei dedicata, in località Collemarco, fino alla chiesa parrocchiale; l'ultima domenica di agosto si celebra la festa di sant'Agostino, la cui chiesa, in origine dedicata a san Giustino di Chieti, è la più antica del paese (anche se ha subito numerosi rimaneggiamenti). Il 7, 8 e 9 ottobre si svolgono le feste patronali in onore di santa Reparata e del compatrono, san Gilberto di Sempringham: la mattina dell'8 ottobre gli abitanti delle varie contrade sfilano, in costume tradizionale abruzzese, portando alla chiesa della santa i donativi, i prodotti tipici della terra e della gastronomia locale, in conche di rame o disposti sulle conocchie (delle strutture a ripiani a forma di tronco di piramide). I donativi vengono poi venduti per finanziare la festa. La sera della vigilia della festa dell'Immacolata Concezione è tradizione, nelle contrade, accendere degli alti falò (i Fuochi della Concezione). Il mercato settimanale si svolge il venerdì. Geografia antropica a Casoli (Ch) Frazioni: Ascigno, Capoposta, Cappacorti, Caprafico, Cavassutti, Cinonni, Cipollaro, Collebarone, Colle della Torre, Collelungo, Collemarco, Coste Martini, Fiorentini, Grottarimposta, Guarenna Nuova, Guarenna Vecchia, Laroma, Laroscia, Mandramancina, Merosci, Minco di Lici, Monti, Nobili, Piana delle Vacche, Pianibbie, Piano Aventino, Piano Carlino, Piano del Mulino, Piano la Fara, Piano Laroma, Piano Morelli, Piano delle Vigne, Quarto da Capo, Ripitella, Selva Piana, Serra, Taloni, Torretta, Valle Curato, Verratti, Vicenne, Vizzarri. L’economia nel paese di Casoli (Ch) Casoli è un centro tradizionalmente agricolo: vi si coltivano ortaggi, frutta (famose le mele casolane) ma soprattutto uva e ulivi. A partire dalla fine degli anni settanta, con la nascita del Consorzio per la Sviluppo Industriale del Sangro, cha ha sede nel comune, vi sono sorte numerose piccole e medie imprese. Molto sviluppato è il commercio, che serve soprattutto i comuni della valle dell'Aventino.
APPARTAMENTI PER VACANZA CASOLI (CH)
Lo sport a Casoli (Ch) L'Associazione Sportiva Dilettantistica Casoli Calcio è la squadra più importante del paese. I colori sociali sono il giallo e il blu. La squadra gioca le partite casalinghe al Comunale (1500 posti), ricostruito nel 2007 e provvisto di erba sintetica. Il gruppo di ultras più importante si chiamava Rebels Casoli che però si è sciolto nell'estate 2009. Da ricordare la rivalità che i gialloblu hanno con le squadre del Guardiagrele, del Trivento e del Perano. La società è stata fondata nel 1923 da Germano De Cinque, ma ha preso parte a campionati ufficiali solo dal 1952, dove partecipò all'allora Prima Divisione (attuale Eccellenza). Tra gli anni cinquanta e sessanta tra le file della squadra casolana militarono giocatori di un certo livello, tra questi Di Bari, difensore che da Casoli arrivò alla serie A, giocando nella Roma. Dopo 11 anni in Prima Divisione, per mancanza di fondi, la squadra si ritirò dal campionato '62/'63 ma ripartì sotto la guida di Enzo Belfatto dalla Terza Categoria. Tornò in Eccellenza nella stagione '73/'74 con Nicola Masciantonio. Da quella data fino al 1996 la squadra militò sempre tra il campionato di Eccellenza e quello di Promozione abruzzese. Nel 1996 il nuovo presidente del Casoli è Franco Capuzzi, che guiderà la squadra alla storica terza posizione nel campionato di Eccellenza nell'annata 1999/2000. Dopo quella data inizia una progressiva diminuzione di buoni risultati che la portano nel 2004/2005 in promozione e nel 2005/2006 ai play-out per evitare la Prima Categoria. In questi riuscì a battere il Marina Calcio e si salvò. Nell'anno '06/'07 sotto la triplice presidenza di Franco Capuzzi, Isaia Di Carlo e Giuseppe D'Amico i gialloblu centrarono i play-off con la seconda posizione in campionato. Nella finalissima il Casoli sconfisse 3-0 l'Amiternina sul neutro di Silvi Marina. L'anno successivo la squadra ottenne ottimi risultati, raggiungendo la seconda posizione nel campionato di Eccellenza regionale e arrivando direttamente ai play-off nazionali (visto lo scarto di più di 10 punti dalla terza classificata). In questi dovette affrontare prima la Pianese e poi il Cantù San Paolo. Contro i primi riuscì a vincere ai rigori, mentre il Cantù fu battuto 1-0 in casa (dopo l'andata finita 1-1) davanti a quasi 2000 tifosi. Nell'anno 2008/2009 partecipa per la prima volta nella sua storia al campionato di serie D nel girone F. I gialloblu hanno iniziato la stagione con 7 vittorie nelle prime 8 partite e, sorprendentemente, dopo un periodo di crisi (8 pareggi consecutivi all'inizio del girone di ritorno) hanno guadagnato la terza posizione con due giornate di anticipo e 7 vittorie nelle ultime 8 partite assicurandosi i play-off. In semifinale i gialloblu hanno battuto per 2-1 il Chieti, ma hanno pareggiato per 1-1 in finale con il Fano (che è passato per miglior classifica). A fine giugno 2009 arrivano le dimissioni dei tre attuali presidenti e inizia una crisi societaria, ma i presidenti decidono comunque di continuare a gestire la squadra e inizia un discreto calciomercato. Il nuovo allenatore Logarzo, che sostituisce Colavitto, esonerato il 25 agosto 2009. Il Casoli nel campionato 2009-2010 ottenendo la nona posizione. Nel luglio 2010 i 3 presidenti si ritirano e non si riesce a formare una nuova società. Il Casoli Calcio esce dal panorama calcistico italiano per la prima volta dal 1923 non iscrivendosi al campionato di Serie D. Attualmente l'unica squadra cittadina è la Casolana che dopo la vittoria nella finale play-off per 2-1 sul Fara San Martino è stata promossa dalla Seconda in Prima Categoria al termine della stagione 2010-2011. Altro sport diffuso nel paese casolano è il ciclismo con la presenza di quattro società amatoriali e una di ciclismo giovanile. Tra questi la più importante è Il gruppo sportivo dilettantistico guarenna 2000 che prende il nome dall'omonima contrada. Quest'ultima società dispute le gare regionali e nazionali in tutte le categorie giovanili e in più organizza nel proprio territorio tre gare regionali aperte ai fuori regione. I colori sociali sono il giallo e il verde.
CASE PER LE FERIE CASOLI (CH)
Nel territorio di Casoli (Ch) si trova la Riserva naturale controllata Lago di Serranella è una area naturale protetta dell'Abruzzo, istituita nel 1990. Descrizione della Riserva naturale controllata Lago di Serranella: L'area protetta ha un'estensione di circa 300 ettari, e si trova, di Casoli, Altino, e Sant'Eusanio del Sangro, tutti appartenenti alla provincia di Chieti, alla confluenza tra i fiumi Sangro ed Aventino. La gestione è affidata ai comuni, insieme al WWF, ed alla Cooperativa Cogecstre che collabora nella gestione di molte riserve abruzzesi. La flora nella Riserva naturale controllata Lago di Serranella: L'elleborina palustre è una presenza importante in questa riserva, anche perché abbastanza rara in Italia, poi troviamo anche la farnia, l'ontano nero, diversi specie di salici e pioppi. La fauna nella Riserva naturale controllata Lago di Serranella: In località Sant'Eusanio del Sangro è stato realizzato un centro di recupero di tartarughe d'acqua dolce, dove si stanno riproducendo esemplari autoctoni, ed altri domestici, il progetto è denominato EMYS Abruzzo. La fauna è quella tipica delle zone umide. Particolarmente ricca l'avifauna. Tra le specie più frequenti e particolari ricordiamo l'airone bianco maggiore, la cicogna nera, il fenicottero, il falco di palude, il falco pescatore ed il nibbio reale.
COUNTRY HOUSE CASOLI (CH)
Il castello ducale è sito a Casoli, in provincia di Chieti. Un castrum di Casoli è menzionato per la prima volta nel Memoratorium dell'abate Bertario di Montecassino, risalente a prima dell'833. La terra di Casoli appartenne, almeno a partire dal 1143, alla contea di Manoppello, che nel 1344 fu infeudata da Giovanna I di Napoli a Napoleone II Orsini. La torre pentagonale attorno alla quale, verosimilmente, fu edificato il castello fu probabilmente eretta a partire dal XII secolo. Le altre strutture dovrebbero essere state realizzate nel corso del XV secolo dagli Orsini. Gli Orsini persero definitivamente il loro feudo nel 1514: Casoli e il suo castello appartennero poi a Fabrizio e Ascanio Colonna, quindi ai Carafa, ai Crispano e ai Filomarino; nel 1642 il feudo fu acquistato da Tommaso d'Aquino, nobile di Taranto, che nel 1650 ottenne per sé e i suoi eredi anche il titolo di duca di Casoli. I d'Aquino tennero il ducato fino all'eversione della feudalità del 1806, ma conservarono la proprietà del castello nei decenni successivi. Nel 1858 Tommaso Enrico d'Aquino vendette il castello a sua moglie Teresa de Sangro, che nel 1863 lo cedette all'ex amministratore dei beni dei d'Aquino in Casoli, Domenicantonio Di Benedetto, che nel 1916 lo lasciò in eredità alla figlia Concetta, coniugata Masciantonio. Pasquale Masciantonio, figlio di Concetta, fu un celebre avvocato e parlamentare e ospitò nel castello Gabriele d'Annunzio, di cui fu amico e finanziatore, Francesco Paolo Michetti, Francesco Paolo Tosti, Edoardo Scarfoglio, Matilde Serao, Guglielmo Marconi. D'Annunzio lasciò scritti sulle pareti della sua stanza numerosi pensieri. I Masciantonio vendettero il castello al comune di Casoli nel 1980. Recentemente è stato restaurato. Descrizione del castello ducale di Casoli (Ch) Il nucleo originario del castello corrisponde ad una torre pentagonale. Attualmente il castello si articola attorno ad uno spazio centrale di cui il cortile è l'elemento principale. Torre e corpo esterno del castello ducale di Casoli (Ch): La torre è l'elemento più antico. Ha pianta pentagonale ed è decorata da bucature e da una cornice superiore di beccatelli. È accessibile dall'entrata. La parte esterna del castello è a pianta rettangolare irregolare con tracce di bastioni. Il portale di accesso è medievale. Il corpo della facciata è diviso da cornici verticali un due settori con ordine di finestre rettangolari. Il cornicione della sommità ha beccatelli di decorazione. L’interno del castello ducale di Casoli (Ch): L'interno è preceduto da un cortile con pozzo centrale. Si accede mediante due entrate a una sala grande per i ricevimenti, oggi conservata nella matrice del XVII secolo(vi è esposta una sala museale); mentre la seconda entrata conduce alle camere del castello. Tra queste vi è la stanza dove dimorò Gabriele D'Annunzio, sul cui muro scrisse un ditirambo. Sono state riportate critiche per il restauro delle stanze, che avrebbe fatto perdere, con la pavimentazione moderna, lo stile originario.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' CASOLI (CH)
La Chiesa di Santa Maria Maggiore di Casoli (Ch): La chiesa fu costruita dagli Orsini come cappella nel XV secolo, proprio accanto il castello. Nel XVII secolo venne ampliata e divenne parrocchiale. Ha pianta rettangolare a navata unica, con robusta torre campanaria rettangolare. Il porticato che unisce la navata sinistra della chiesa al castello è con volte a crociera. L'ingresso è servito da una rampa di scale. La facciata è suddivisa in tre parti, di cui il corpo centrale è più alto degli altri due da cui è separato da due coppie di paraste poste su un basamento, che a loro volta sorreggono la trabeazione in cui vi è il timpano. Il portale è sormontato da un timpano minore, sopra di esso vi è una finestra a forma di lunetta. Altre due finestre sono poste nei due corpi laterali. La facciata è intonacata tranne nella parte basamentale. La chiesa di Santa Maria Maggiore è sita presso il castello ducale di Casoli, in provincia di Chieti. La storia della Chiesa di Santa Maria Maggiore di Casoli (Ch) La chiesa risulta costruita nel 1455 per opera dei principi Orsini. Originariamente era ad un'unica navata. Successivamente, nella seconda metà del Settecento fu ampliata, epoca in cui, verosimilmente furono aggiunti anche il coro e l'Arco del Purgatorio che unisce la chiesa al castello. Nel 1868 la chiesa fu restaurata conseguendole l'aspetto attuale. Descrizione: Il porticato che unisce la navata sinistra della chiesa al castello è con volte a crociera. L'ingresso è servito da una rampa di scale. La facciata è suddivisa in tre parti, di cui il corpo centrale è più alto degli altri due da cui è separato da due coppie di paraste poste su un basamento, che a loro volta sorreggono la trabeazione in cui vi è il timpano. Il portale è sormontato da un timpano minore, sopra di esso vi è una finestra a forma di lunetta. Altre due finestre sono poste nei due corpi laterali. La facciata è intonacata tranne nella parte basamentale. La torre campanaria è sita sul lato destro della chiesa è a forma quadrangolare e con ordini sovrapposti. Il campanile è realizzato in conci di pietra con delle pietre lavorate incastonate. L'interno della Chiesa di Santa Maria Maggiore di Casoli è basilicale a tre navate con cappelle laterali e abside. Nell'interno della chiesa si possono ammirare delle opere tra cui: una Madonna con Bambino, San Giacinto e San Biagio di Francesco Maria De Benedictis (1848), San Gilberto di Pasquale Belloniodi Ortona (1797), una Madonna del Carmine, una Madonna del Rosario (1572) di ignoti.
RIFUGI E BIVACCHI A CASOLI (CH)
La chiesa di Santa Reparata di Casoli, in provincia di Chieti, venne costruita nel 1447. Lievemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale nel dopoguerra venne ammodernata perdendo il pregevole soffitto dichiarato monumento nazionale. È stata riaperta al culto nel 1952. La storia della chiesa di Santa Reparata di Casoli: Una lapide quattrocentesca incastonata nella parete di fondo della navata sinistra della chiesa reca un'iscrizione che commemora la posa della prima pietra del tempio, avvenuta il giorno della festa di Tutti i Santi (1º novembre) del 1447: la chiesa era però dedicata a santa Liberata, e nei resoconti delle visite pastorali compiute dagli arcivescovi di Chieti per tutto il '600 si continua a menzionarla con questo titolo. Solo a partire dagli anni a cavallo tra il XVII ed il XVIII secolo, per ragioni non chiare, si inizia a denominarla Santa Reparata: dai registri parrocchiali emerge addirittura che, in quegli anni, donne alle quali nel battesimo era stato imposto il nome di Liberata venivano unite in matrimonio o sepolte con il nome di Reparata. La chiesa venne eretta al di fuori delle mura cittadine, su una collina franosa dominante la contrada delle Lame: la tradizione locale attribuisce la scelta di una zona tanto svantaggiosa alla volontà della santa, la cui immagine sarebbe apparsa su un olmo (la leggenda continua con il racconto del tronco dell'albero murato dietro l'altare maggiore, ma durante i lavori di ricostruzione non ne è stata rinvenuta traccia). Probabilmente la scelta ricadde su quel sito perché si trovava in posizione strategicamente importante, a presidio della strada che dalle zone pianeggianti della valle dell'Aventino portava verso l'area montana e quindi a Napoli. L'iscrizione della chiesa di Santa Reparata di Casoli già citata riporta che l'edificio fu iniziato «...per boto che fo facto per lomini de Casolo per casione de moria...», quindi per soddisfare un voto fatto in occasione di un'epidemia. Una leggenda improbabile vuole che, in occasione di quella pestilenza, una delegazione di casolani si sia recata a Roma ed abbia ottenuto dal pontefice il corpo della santa, prelevato dallo stesso papa dalle catacombe, ma non si hanno testimonianze dell'episodio. Descrizione della chiesa di Santa Reparata di Casoli (Ch): Il 26 novembre 1943, una bomba aerea di piccole dimensioni (spezzone), proveniente da un aereo alleato, cadde sulla copertura della navata destra della chiesa, aprendo uno squarcio nella struttura del tetto: lo scoppio danneggiò solo alcuni dei quadri del pregevole soffitto a cassettoni intagliato e dipinto in oro e argento, costruito tra il 1603 ed il 1606 dall'artista veneto Vittorio Buzzacarino, figliastro e allievo di Polidoro da Lanciano; l'opera di inestimabile valore, dipinto circa ottant'anni prima del soffitto ligneo della navata centrale della collegiata di Santa Maria del Colle a Pescocostanzo, fu dichiarato monumento nazionale. Risparmiato dagli eventi bellici, nel dopoguerra non viene restaurato ma interamente trafugato durante i lavori di ammodernamento. Oggi la chiesa di Santa Reparata conserva la tipologia e le proporzioni originali: è a schema basilicale, a tre navate delimitate da pilastri. La facciata ricostruita negli anni cinquanta è a terminazione piana, ad imitazione dei più insigni monumenti dell'arte cristiana in Abruzzo (Santa Maria di Collemaggio, San Bernardino all'Aquila). Il portale scolpito originale venne traslato nel prospetto laterale; conserva anche altri arredi architettonici datati 1539, come l'arco trionfale che chiudeva il presbiterio, l'altare di santa Reparata e quelli dei santi apostoli Filippo e Giacomo, posti in fondo alle navate laterali. Le statue dei santi sono del '600. Al suo interno conserva un trittico con santa Liberata ed Angeli realizzato nel 1506 da Antonio di Francesco di Tommaso da Fossombrone, artista vicino alla maniera di Carlo Crivelli; più recenti sono le tele raffiguranti san Pio X, realizzata da Mario Barberis, lo stesso che dipinse il drappo con l'immagine del papa esposta durante la sua cerimonia di canonizzazione (1954), e Maria Ausiliatrice, che venne invocata durante la seconda guerra mondiale affinché risparmiasse il paese dai bombardamenti.
Lago di Casoli o di S. Angelo - Casoli (CH) Incantevole bacino ottenuto con lo sbarramento delle acque cristalline del fiume Aventino, in una valle dominata dall'aspro massiccio della Majella, le cui pareti rocciose strapiombano nell'acqua.   Le rive sono sufficientemente agibili; quella destra è costeggiata dalla Strada Statale, quella di sinistra è raggiungibile, in prossimità della diga, con una stradina  non asfaltata, imboccabile nei pressi dello sbarramento stesso. Lungo le sue sponde sono presenti numerose aree di sosta da cui si può ammirare il versante sud - orientale del massiccio della Majella in tutta la sua imponenza. Nella zona è quasi costante la presenza dei venti. Casoli è un grazioso comune in provincia di Chieti, posto ai piedi del massiccio della Majella, sorge in una zona ricca di arte e natura. L'economia del piccolo centro chietino è basata sull'agricoltura e sulle piccole industrie, sorte numerose negli anni '70, a seguito di una serie di finanziamenti. Le origini di Casoli sono antichissime, come testimoniato dagli innumerevoli reperti archeologici rinvenuti nelle campagne, sorse in epoca altomedievale. Possiede un affascinante centro storico dal quale si possono godere vedute panoramiche suggestive, il luogo adatto per passare le proprie vacanze a contatto con la natura in un clima rilassante e rigenerante. Nel territorio sono presenti la riserva naturale del lago di Serranella e quello di Sant'Angelo, una vera e propria oasi naturale quella di Serranella a pochissimi Km dal centro, nella quali si possono fare diversi itinerari e percorsi da quello dei fiumi a quello degli orti. E' aperta tutto l'anno si possono facilmente reperire informazioni per visite guidate e diversi servizi. Luogo ideale anche per gli appassionati di archeologia nel città ci sono resti di antichi ruderi archeologici.
Casoli: antica città frentana col nome di Cluviae, durante il dominio dei Normanni fu rifondata presso un colle, dove venne fortificata la torre dell'attuale Castello Ducale. Nel XIV secolo fu governata dagli Orsini. Nel 1895 fu visitata da Gabriele d'Annunzio che fu ospitato al castello, dove incisi un ditirambo per l'amico Pasquale Masciantonio. Durante la seconda guerra mondiale fu quartiere generale della "Brigata Maiella". Il centro storico è perfettamente conservato, dominato dalla mole del Castello Ducale, affiancato dalla chiesa di Santa Maria Maggiore. Discendendo lungo il corso Umberto, si trova la chiesa di Santa Reparata, dichiarata nel 1902 "Monumento nazionale". Fuori la città si trova l'artificiale lago di Casoli, dominato da un colle con la Torretta di Prata, usata come rifugio dei Briganti nel periodo postunitario.
Il lago Sant'Angelo, detto anche di Casoli, è un bacino artificiale formato nel 1958 dallo sbarramento del fiume Aventino per l'alimentazione della centrale elettrica Acea di Selva d'Altino. Posizione: Si trova nel comune di Casoli, in provincia di Chieti, in prossimità del confine con i territori dei comuni di Gessopalena e Civitella Messer Raimondo. La flora e fauna del lago Sant'Angelo: Pur essendo di origine artificiale, oggi costituisce un habitat interessante per la flora (tifa minore) e la fauna (svasso maggiore, martin pescatore, germano reale, folaga, gallinella d'acqua, merlo acquaiolo, ballerina gialla, airone, cicogna e cormorano). Natura: La sua posizione risulta molto suggestiva circondato com'è da un'ampia lecceta (il sito di importanza comunitaria Lecceta di Casoli e bosco di Colle Foreste), dominato dalla torre di Prata (la cosiddetta Torretta) e con lo scenario maestoso del versante orientale della Majella. Torretta dei Briganti: La torre si trova sopra il colle che sovrasta il lago. Fu costruita in epoca Medievale come fortificazione di guardia, e successivamente usata nel 1866 dai Briganti. Da quel momento varie leggende sono nate sulla Torre, oggi restaurata e visitabile.
Il comune di Casoli (Ch) si adagia su un colle sulla Valle dell’Aventino, ed è stata abitata fin dai tempi antichi, infatti alcuni scavi hanno accertato la presenza di tracce romane: anfiteatro, acquedotti e alcuni edifici, in località Piana Laroma. Dopo i romani, l’antico borgo d’Abruzzo Casula venne assoggettata all’Abbazia di Montecassino, divenendo poi feudo, in quanto venduta a svariate famiglie. Nel XX secolo, fu quasi interamente distrutta nel Secondo Conflitto Mondiale. Attualmente il paese di Casoli si è sviluppato nella piana sottostante il colle e sta prendendo piede dal punto di vista commerciale. Da visitare è il Castello Ducale, sorto attorno ad una torre di avvistamento a pianta pentagonale risalente al IX secolo, dove anche il poeta D’Annunzio talvolta soggiornava, tant’è che è presente una stanza che porta il suo nome. Continuando a passeggiare, si scorgono chiese, palazzi antichi e parte della cinta muraria. Scendendo dal paese, ci si può rilassare sulle rive del Lago Sant'Angelo, detto anche di Casoli, un bacino artificiale nato nel 1958 dallo sbarramento del fiume Aventino per l'alimentazione di una centrale elettrica. Dal lago, alzando lo sguardo si scorgerà la Torretta di Prata, costruita attorno all'XI secolo, per difendere l'abitato. Nei giorni 15,16 e 17 gennaio si svolgono le sacre rappresentazioni delle tentazioni di Sant'Antonio Abate, mentre, il 7,8 e 9 ottobre ha luogo la festa in onore di Santa Reparata, protettrice di Casoli. Se si soggiorna nel periodo pasquale, si può assistere anche all’infiorata, allestita durante il Corpus Domini.
I frantoi nel comune di Casoli (Ch) Nei frantoi c’è produzione e vendita di olio extravergine d’oliva. Il cultivar da olio più diffuso è la “Gentile di Chieti” con la drupa verde chiaro affusolata che, quando è possibile, si molisce sola perché produce molto olio di altissima qualità da gustare preferibilmente crudo. L’olio extravergine d’oliva ha la Denominazione di Origine Protetta DOP “Colline Teatine” con la menzione geografica “Frentane”. Cultura e tradizione a Casoli (Ch) Le Tradizioni: Con le feste tradizionali anche le fiere e il mercato del venerdì sono ancora oggi realtà importanti che ricordano l’economia agropastorale. Alle usanze recenti appartiene una festa come “L’infiorata” che si svolge durante la processione del Corpus Domini. Ifiorata: La mattina dell’8 ottobre c’è la sfilata dei “Donativi” e delle “Conocchie” accompagnate da giovani in costume tipico abruzzese. Le “Conocchie” sono contenitori a ripiani a forma di tronco di piramide sui quali sono disposti prodotti tipici della gastronomia locale che vengono venduti per finanziare la festa di Santa Reparata. La musica tradizione popolare che nasce come canto e scrittura di spartiti e arriva fino alla Banda “Mosè Ricci” e al compositore contemporaneo Marco Di Bari. I Santi e le feste a Casoli (Ch): 15/16/17 gennaio Sacra rappresentazione di Sant’Antonio Abate; 31 maggio Madonna Addolorata; 16 luglio e prima domenica di agosto Madonna del Carmine; 16 agosto San Rocco; Ultima domenica d’agosto Sant’Agostino; 7/8/9 ottobre Santa Reparata come Santa Patrona si festeggia insieme a Sant’Antonio Abate; Santa Reparata è la Santa Protettrice di Casoli. Agli inizi del Settecento fu introdotta anche la venerazione, ancora oggi rispettata, di San Gilberto di Sempringham di cui qualche anno fa fu trafugato il busto.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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