Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Casalbordino (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Casalbordino (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CASALBORDINO (CH)
 
Ospitalità nel Paese di CASALBORDINO (Ch) (m. 203 s.l.m.)
Ospitalità nella Stazione balneare di CASALBORDINO LIDO (Ch) (m. 10 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Casalbordino: 42°09′N - 14°35′E
     
  CAP: 66021 -  0873 -  0873.918133  - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI CASALBORDINO 0873.92191   0873.9219233      0873.902680 - 00234500692
Come raggiungere CasalbordinoSatzione: Casalbordino   Aeroporto d'Abruzzo a 57 Km. Uscita: Casalbordino/Vasto Nord
 
HOTELS ED ALBERGHI CASALBORDINO (CH)
*** HOTEL CALGARY
Via Bachelet, 70 - 66020 Casalbordino Lido (Ch)
tel. 0873 918132 - fax 0873 918388
 Servizi offerti dalla struttura















*** HOTEL L'ARAGOSTA
Piazzale Magnarapa, 10 - 66020 Casalbordino Lido (Ch)
tel. 0873 918332 - fax 0873 918330
 Servizi offerti dalla struttura












*** HOTEL SOLARIS
Contrada Termine, 5 - 66020 Casalbordino Lido (Ch)
tel. 0873 918136 - fax 0873 918110
 Servizi offerti dalla struttura














*** HOTEL SPORTING
Via Alessandrini, 55 - 66020 Casalbordino Lido (Ch)
 Servizi offerti dalla struttura











RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE CASALBORDINO (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse a Casalbordino (Ch) Il Borgo Fortificato sito nel centro storico; Il santuario della Madonna dei Miracoli, importante santuario teatino e meta di pellegrinaggi, con una basilica edificata nel 1962 su un tempio preesistente progettato nel 1824 e immortalato da Gabriele D'Annunzio nel romanzo Il trionfo della morte. Dagli anni venti del Novecento è gestito dai monaci benedettini; La chiesa madre di San Salvatore, principale chiesa del centro cittadino, il cui primo impianto risale ai XIV secolo. Presenta lineamenti neoclassici; La torre civica, terminata nel 1901, il cui completamento fu affidato all'ingegnere Antonino Liberi di Pescara, cognato di Gabriele D'Annunzio. È alta 45 metri; Esistono tracce di insediamenti romani e di una abbazia benedettina dell'IX secolo «ad rivum maris». I resti dell'abbazia di Santo Stefano in Rivomaris paleocristiana, con annesso cimitero, e del monastero medievale si trovano su una collina, ai cui piedi sono venuti alla luce ruderi di un edificio di epoca romana ritenuto una "statio" (quasi una stazione di servizio dell'antichità), posta lungo una via romana ripercorsa in seguito parzialmente dal tratturo Aquila-Foggia. Databile tra la metà del V ed il VI secolo è il primo impianto della chiesa, importante testimonianza delle origini del Cristianesimo nella regione; l'edificio venne poi ristrutturato in epoca ancora altomedievale. dal X secolo è attestata la presenza di monaci benedettini; l'abbazia, unita nel 1257 a quella cistercense di Santa Maria d'Arabona, venne abitata dai monaci fino al 1380. saccheggiata e profanata nel secondo decennio del XV secolo, durante la guerra tra i partigiani della regina Giovanna II e i suoi rivali, venne di nuovo saccheggiata e poi incendiata, nel 1566, dall'armata turca. La collina di Santo Stefano rimane senza dubbio il miglior punto di osservazione della costa; La Fonte Vecchia. risale al XVI secolo con ampliamenti (nel 1562 secondo V. Furlani, nel 1642 secondo una lapide sita in loco) realizzati da Battista Lucatelli. Altre ristrutturazioni risultano nel 1892 e nel 1989. La fontana è sita nel luogo ov'erano gli orti storici di Casalbordino, zona ricca di sorgenti ed ove venivano fatte le soste per gli armenti lungo il tratturo Lanciano-Cupello e lungo il tratturo L'Aquila-Foggia. Presso quest'area vi sono delle vestigia, forse della chiesa di Sant'Antonio. Il fronte principale è rettangolare e realizzata in laterizio con cornice a due lesene. Il rifornimento idrico è garantito da sette cannelle di cui sette poste in pietra liscia, due poste su pietra a motivi fitomorfi ed una, la centrale, con motivi antropomorfi. Le vasche, la cornice inferiore ed il lavatorio sono in pietra. La zona retrostante è a volta in mattoni; Gli scavi archeologici di località Santini; Vari sentieri e tratturi.
CAMPEGGI CASALBORDINO (CH)
*** CAMPEGGIO MACONDO
Contrada Santo Stefano - 66021 Casalbordino (Ch)
tel. 0873 918021 - mobile 328 3453812
 Servizi offerti dalla struttura





*** CAMPEGGIO SANTO STEFANO
S.S. 16 Adriatica Km. 498 - Contrada Santo Stefano, 4 - 66021 Casalbordino (Ch)
tel. 0873 918118 - fax 0873 918193
 Servizi offerti dalla struttura







VILLAGGI TURISTICI CASALBORDINO (CH)
*** VILLAGGIO TURISTICO CENTRO VACANZE POKER
Contrada Termini, 27 / Località Lido - 66021 Casalbordino (Ch)
tel. 0873 918321 - fax 0873 918324
 Servizi offerti dalla struttura









AFFITTACAMERE CASALBORDINO (CH)
Casalbordino nella letteratura Italiana: Il paese di Casalbordino è presente nel romanzo di Gabriele d'Annunzio: Il trionfo della morte. Particolare rilevanza della città nelle pagine del libro appartiene alla basilica della Madonna dei Miracoli, dove il protagonista Giorgio Aurispa, un nobile romano di origini di Guardiagrele (alter ego del poeta), si reca assieme alla sua fidanzata Ippolita Sanzio. Giorgio rimane particolarmente affascinato e sconvolto dalla manifestazione fanatica di devozione del popolo abruzzese di Casalbordino nei confronti di Santa Maria, descrivendo in tutte le forme orribili e sconcertanti le preghiere della gente ammalata, che chiede la grazia a Dio. L’economia a Casalbordino. L'economia del luogo è prevalentemente agricola (olivi e vigneti), ma fin dall'Ottocento ha rivestito una notevole importanza il turismo sacro, e, negli ultimi decenni, anche il turismo balneare grazie alla presenza, nel territorio comunale, di spiagge di arena fina (Lido di Casalbordino) e alla vicinanza della Riserva naturale guidata Punta Aderci. Persone legate a Casalbordino: Antonio Tartaglia (Casalbordino, 1968), atleta, medaglia d'oro nel bob in coppia con Günther Huber ai XVIII Giochi olimpici invernali di Nagano 1998. Padre Settimio Zimarino (Casalbordino, 8 gennaio 1885 - Chieti, 7 febbraio 1950), quindicenne vestì l'abito religioso tra i figli di San Francesco. Compositore musicale celebre in tutta Italia per la pastorale natalizia "Alla fredda tua capanna". Don Pasquale Cibotti, laureato in Medicina all'Università di Napoli nel 1795, primo sindaco del comune di Casalbordino a nomina di Ferdinando I di Borbone nel 1807. Patriota condannato a morte, pena poi commutata in esilio all'isola di Lissa. Don Giulio Cibotti, primo sindaco del comune di Casalbordino alla costituzione del Regno d'Italia nel 1863; nomina di Cavaliere a firma di Vittorio Emanuele II (documento autentico conservato dal nipote Ivo Zimarino). Autore di uno studio sulla lottizzazione dei terreni in contrada Cavalluccio. Nicola De Arcangelis (1863 - 1933), editore e tipografo. Geniale impressore di tante voci alte e libere della cultura regionale e nazionale. Camillo Cibotti (Casalbordino, 1954), vescovo.
BED & BREAKFAST CASALBORDINO (CH)
BED & BREAKFAST B&B I GIGLIOTTINI
Via Pescara, 39 - 66020 Casalbordino (Ch)
tel. e fax 0873 916496
BED & BREAKFAST LA VILLA DI ANNA
Via Piantonella, 10 - 66020 Casalbordino (Ch)
tel. 0873 918286 - mobile 339 6160413
BED & BREAKFAST PANORAMA BEACH
Contrada Santo Stefano - 66020 Casalbordino (Ch)
tel. 0873 911380
CASE PER VACANZA CASALBORDINO (CH)
La costa dei Trabocchi corrisponde a un tratto di litorale Adriatico della provincia di Chieti (Abruzzo) segnato dalla diffusione del trabocco, macchina da pesca su palafitta. È un tratto di costa famoso in tutta Italia per la sua bellezza naturalistica e per la sua eterogeneità: ognuno dei paesi della Costa mantiene infatti le proprie caratteristiche e tradizioni. Si estende lungo la via della Strada statale 16 Adriatica, e si snoda dal territorio di Ortona fino a Vasto. I due comuni rappresentanti sono Fossacesia e San Vito Chietino. I comuni della costa dei Trabocchi: I Comuni che la compongono fanno parte della provincia di Chieti e sono i seguenti: Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto, San Salvo. La costa non si presenta omogenea nei vari tratti che la compongono, ma, al contrario, muta notevolmente d'aspetto. Vi sono tratti di spiaggia bassa e sabbiosa (come a Francavilla, Ortona, nell'ultimo chilometro a sud della costa di Torino di Sangro in corrispondenza del lido Le Morge, Casalbordino, Vasto e San Salvo) e tratti a ciottolame (a Fossacesia, nella maggior parte della costa di Torino di Sangro, Vasto), oltre a tratti alti e rocciosi (a San Vito Chietino, Rocca San Giovanni e Vasto). La fascia costiera si fa strada tra vallate e colli che, terminando sul mare, danno vita a paesaggi e ambienti naturali di vario genere. Dal punto di vista urbanistico, l'impianto urbano di questo tratto di litorale non condivide i caratteri di continuità e linearità proprio della cosiddetta città adriatica che si sviluppa in maniera più o meno continua da Ortona fino a Rimini anche se fenomeni di "francavillizzazione" in corso non mancano. Torino di Sangro: Le coste di Torino di Sangro (in provincia di Chieti) sono comprese in 6 km circa tra gli ultimi tratti dei fiumi Sangro a nord, e Osento a sud, che segnano i confini rispettivamente con Fossacesia e Casalbordino. Nei pressi vi è la Lecceta di Torino di Sangro. L'ultimo tratto del fiume comprendono varie specie vegetali: Populus alba; Populus nigra; Salix alba; Alnus glutinosa; Salix triandra; Phagmites; Tipha. Alcuni esemplari testimoniano elementi di derivazione balcanica, testimoniando così delle correlazioni con la flora balcanica. La fauna è presente con: il Cavaliere d'Italia; il falco di palude; il suaso piccolo; le beccacce di mare; cormorani; Ghiandaia marina; Ruccione; Martin pescatore; Topino. La spiaggia sabbiosa di Le Morge è protetta da un sistema di frangiflutti posti a breve distanza dalla riva al fine di contrastare l'erosione e le mareggiate che, come hanno riportato giornali locali, hanno in passato distrutto il ponte della statale adriatica. È per questo motivo che alla spiaggia del lungomare Costa Verde, anticamente in sabbia, è stata posta della ghiaia, appunto per frenare l'inesorabile ed irrefrenabile avanzata del mare. Entrambe sono molto frequentate da turisti in estate, soprattutto Le Morge, che attira, anche grazie alle sue numerose strutture balneari, migliaia di bagnanti ogni estate. Poco più a nord di Le Morge, sulla punta omonima è presente l'unico trabocco di Torino di Sangro, di recente costruzione, attualmente utilizzato solo per la pesca, costruito sullo Scoglione (fino agli anni sessanta ve n'era un altro sul medesimo punto, poi demolito). Nei pressi vi sono camping e boschi secolari. Di fronte alla costa sull'Adriatico si possono osservare due stazioni per l'estrazione di metano in pieno mare aperto. Vasto: Il tratto di costa appartenente al comune di Vasto è lungo circa 14 km compreso tra i comuni di Casalbordino e San Salvo. Il litorale si presenta molto eterogeneo, con tratti sabbiosi (Vasto Marina, Libertini e la spaggia di Punta Penna) e tratti con ciottolame (Mottagrossa, Punta Aderci, San Nicola e La Canale). Il Golfo di Vasto Marina è il tratto più a sud ed è quello più frequentato dai turisti, con molti stabilimenti. Il tratto più a nord, invece, è la riserva naturale di Punta Aderci. Qui il turismo è più di tipo naturalistico, con il tratto finale di Mottagrossa riservato al nudismo. Più volte la spiaggia di Punta Aderci è risultata tra le spiagge più belle d'Italia. Nel 2014 sette capodogli si spiaggiarono sulla spiaggia di Punta Penna. Molti volontari cercarono di salvare gli animali ma per molti animali non fu sufficiente lo sforzo. Economia: La regione ha un forte indotto economico grazie al turismo, molto presente grazie all'eccezionale paesaggio della costa che è rimasto nell'immaginario collettivo di molti stranieri come uno dei simboli dell'Italia. La pista ciclabile nella costa dei Trabocchi: Lungo la costa dei Trabocchi è prevista la realizzazione della ciclovia Adriatica (la ciclabile di 1000 km che correrà lungo tutta la costa adriatica dalla foce del Po alla Puglia) nell'area dismessa della ferrovia Adriatica (49 km). Al momento è presente una pista ciclabile solo per il tratto finale della Costa, quello tra Vasto e San Salvo. Le spiagge della costa dei Trabocchi: Lido Riccio (Ortona); Punta Ripari di Giobbe (Ortona); Lido Saraceni (Ortona); Punta Acquabella (Ortona); Punta Mucchiola (San Vito); Molo di San Vito Marina; Calata Turchino (San Vito); Punta del Guardiano (San Vito); Valle Grotte (San Vito); Punta Cavalluccio (Rocca San Giovanni); Costa di Fossacesia; Golfo di Venere (Fossacesia); Le Morge (Torino di Sangro); Punta Penna (Casalbordino -Vasto); Punta Aderci (Vasto); Punta Vignola (Vasto); Spiaggia di Vasto Marina; Lido di San Salvo Marina.
APPARTAMENTI PER VACANZA CASALBORDINO (CH)
I trabocchi a Casalbordino: Molti trabocchi della costa sono stati trasformati in ristoranti: Trabocco Fosso Canale; Trabocco Punta Tufano; Trabocco San Gregorio; Trabocco Turchino; Trabocco Valle Grotte; Trabocco Sasso della Cajana; Trabocco Punta Isolata; Trabocco Punta Cavalluccio; Trabocco Pesce Palombo; Trabocco Punta Punciosa; Trabocco Punta Rocciosa; Trabocco Le Morge; Trabocco di Casalbordino; Trabocco di Punta Penna; Trabocco di Vasto Marina; Trabocco Zi' Nicola di San Salvo. I luoghi d'interesse nella zona della costa dei Trabocchi - Abbazia di San Giovanni in Venere di Fossacesia: La chiesa risale al VII secolo, costruita sopra un tempio di Venere, che si affacciava sul promontorio estremo verso la costa. Successivamente è stata ampliata nel XII secolo, e distrutta dalle invasioni Turche nel XVI secolo. Dopo un accurato restauro, la chiesa è uno dei monumenti più importanti della zona, in quanto perfettamente conservata, assieme al giardino dei frati, e al chiostro romanico. Abbazia di Santo Stefano in Rivomare di Casalbordino: Si trova nella località omonima, vicino la costa. Fu costruita nel VI secolo, e restaurata nel XII. A causa della distruzione turca nel XVI secolo, la chiesa è rimasta abbandonata, e oggi sopravvivono due pezzi di mura e la parte dell'abside. Basilica della Madonna dei Miracoli: Si trova nella località Miracoli di Casalbordino. Fu costruito nel XVII secolo in seguito ad un'apparizione mariana ad un contadino storpio, che guarì. In seguito alla fabbricazione di un'icona della Madonna, anche altri contadini malandati per la peste guarirono, e fu costruito il santuario. Anche Gabriele D'Annunzio lo ricorda nel Trionfo della morte, descrivendo la pratica quasi profana e delirante della guarigione dei poveri ammalati e storpi, che si accalcano urlanti presso l'altare. Cimitero militare Canadese di Ortona: Si trova in località San Donato, costruito in memoria della Battaglia di Orsogna, che distrusse quasi l'intera città, nel tentativo alleato di conquistarla, e di respingere i nazisti invasori. Si compone di un giardino con un altare funebre centrale. Le tombe hanno tutte lapide uguale, con una foglia della bandiera canadese scolpita. Resti della Basilica di San Marco di Ortona: Si trovano presso la spiaggia di Punta dell'Acquabella in contrada San Donato. La basilica è risalente al IX secolo, fondata dai Longobardi. Dopo la distruzione turca del XVI secolo, è caduta in declino. Oggi rimane la pianta basilicale rettangolare, con le mura intatte. Resta anche il pavimento in pietra. Castello Aragonese di Ortona: Sorse nel XII secolo come torre difensiva, lungo lo sperone roccioso che attraversa la costa. Nel XV secolo fu fortificato come castello vero e proprio da Jacopo Caldora, che prese il feudo dagli angioini. Il nuovo proprietario Alfonso d'Aragona lo prese nel 1452 e ampliò notevolmente la struttura, che fu gravemente danneggiata dalla guerra del '43. Il castello ha pianta a trapezio, con quattro torri circolari. Oggi sopravvivono quelle della facciata dell'entroterra, perché metà del castello è franata nel '46. Cimitero militare britannico di Torino di Sangro: È il cimitero di guerra, costruito nel 1946, per ospitare le salme dei soldati inglesi e non, arruolati nella Battaglia del Sangro (dicembre 1943 - aprile 1944), combattuta nella piana del Sangro, fra Casoli, Gessopalena e Montenerodomo. Possiede un ampio giardino con tombe contrassegnate da un simbolo, tutte uguali nella forma lapidea. Il Promontorio Dannunziano di San Vito: « ... una piccola casa rurale composta di due stanze al primo piano e di una stanzetta al piano terreno e di un portichetto; e, accanto, un grande orto d'aranci e d'altri alberi fruttiferi, e sotto il mare gli scogli, una vista interminabile di coste e monti marini, e sopra tutto, una immensa libertà, come un buen retiro di santi anacoreti... » La città marittima di San Vito Chietino è famosa perché nel tratto della Costa dei Trabocchi, nella località delle Portelle, a metà strada tra il centro e Fossacesia, vi è un eremo dove nell'800 vi fu costruita una casa da pescatori, che Gabriele d'Annunzio nel 1889 acquistò e ristrutturò per il suo soggiorno personale assieme all'amante Barbara Leoni. La casa e l'eremo tutto è chiamata eremo dannunziano, o promontorio dannunziano, ed oggi è un museo privato. Dallo stile architettonico pare essere un tipico edificio della architettura rurale ottocentesca abruzzese. La parte dell'edificio utilizzata dal poeta non presenta elementi di degrado. La pianta è a base quadrata. La facciata sulla piazza è su due livelli con elementi in stile neomedievale lombardo. Al piano terra vi è un porticato che segue il piano superiore di cui la parte centrale della facciata è avanzata al resto dell'edificio. Ai lati vi sono due fornici. Il fronte è in arenaria. D'Annunzio vi ambientò anche una parte del suo romanzo Il trionfo della morte (1894), in cui il protagonista Giorgio Aurispa giunge nel piccolo borgo sanvitese assieme all'amante Ippolita. Reduce dalla delusione nel paese di Guardiagrele della scoperta della rovina finanziaria della propria nobile famiglia, Giorgio cerca riposo nel mare, e studia il Così parlò Zarathustra di Nietzsche, apprendendo la filosofia del superuomo. Giorgio tuttavia non riesce a fondere il suo pensiero naturalistico e quello superoministico dirompente, e ne fa esperienza dapprima assistendo a scene di superstizione popolare a San Vito, quando si teme che una bambina venga rapita di notte dalle streghe, e quando un ragazzino viene trovato affogato nel mare dalla madre; e poi recandosi in pellegrinaggio nel vicino paese di Casalbordino. Lì, nel Santuario della Madonna dei Miracoli, Giorgio Aurispa viene travolto dall'orrore della superstizione dei contadini locali, che si abbassano agli stati più miserevoli, riducendosi a larve, per ottenere il miracolo della Madonna. Oggi sul promontorio sono sorti ristoranti dedicati al poeta di Pescara, e anche un parco pubblico con belvedere, dov'è sepolta l'amante di d'Annunzio: Barbara Leoni.
CASE PER LE FERIE CASALBORDINO (CH)
Il Borgo fortificato è sito a Casalbordino in provincia di Chieti. L'originale castrum quadrangolare con quattro torri anch'esse quadrangolari, forse normanne o sveve, risale a prima del tardo Duecento quando un'espansione verso sud inglobò un'ampia fascia ove vennero costruiti edifici lungo l'asse di Via Castello. Su questo Decumano vennero a sfociarsi i prolungamenti di Via Mattonata e Via Piazza di Sopra (oggi Via Marconi). In questo settore vennero aggiunte due torri cilindriche al termine del XIII secolo. Nel 1352 dovette difendere la città dai lancieri di Frà Moriale e, in seguito, nel 1566 difendere la città da Piyale Pascià. Nel XVI secolo vi fu la signoria dei D'Avalos, i quali, a metà Settecento erano arrivati a possedere 2840 ettari tra feudali e burgensatici (i cosiddetti privati) estendendo le loro imposizioni e controlli sia su boschi che su coltivazioni, sugli animali e sulle acque, sugli scambi ed impianti di trasformazione esigendo ogni tipo di tasse: decime, terratici, balzelli, ed altri tributi. Nel 1810 Alfonso Felice D'Avalos D'Aquino espropriò l'Università per rifarsi delle sue passività. Attualmente, del borgo fortificato, resta solo il torrione a sud-est. La descrizione del Il Borgo fortificato di Casalbordino: Le vie originali del vecchio assetto urbano sono via Mattonata e via Castello. Nel nucleo medievale vi sono tracce del castello da una superstite torre circolare, e palazzi del XV secolo. Tra essi vi sono il Palazzo De Januario (ex D'Avalos), Palazzo Galante, Palazzo Lanza e la Casa Senese. La Chiesa Madre di San Salvatore di Casalbordino. La chiesa fu costruita nel XIV secolo, e ristrutturata in epoca barocca. Si trova in piazza Umberto I ed è caratterizzata dalla robusta torre campanaria in stile liberty. La chiesa ha un impianto massiccio rettangolare con tre navate. Torre campanaria: Fa parte della chiesa parrocchiale. Fu rimodellata nell'Ottocento da una torre campanaria già preesistente, che aveva trasformato un torrione di cinta. La torre è suddivisa in tre settori con arcate classiche e una piccola cupola sul tetto. Torrione cilindrica: Si trova nel tessuto urbano antico ed è collegato a due case. Risale al XV secolo. La muratura è a scarpa e il tetto è in tegole di terracotta. Possiede una piccola finestra.
COUNTRY HOUSE CASALBORDINO (CH)
La basilica santuario di Santa Maria dei Miracoli (o della Madonna dei Miracoli) di Casalbordinoè sita in località Miracoli, nel comune di Casalbordino, paese della provincia di Chieti. È meta di un pellegrinaggio (dal 9 all'11 giugno) che il poeta abruzzese Gabriele D'Annunzio immortalò ne Il trionfo della morte. L'impianto originario risale al XVI secolo come cappella rurale con trasformazioni nel XIX secolo, mentre la chiesa benedettina è del 1926 e la ricostruzione dell'annesso monastero risale al 1962, anno in cui viene riconsacrato. Nel 1986 risale la costruzione della piazza semicircolare antistante su progetto di Filomena Fiadino. Del 1988 risale il portale in bronzo, realizzato da Giuseppe Madonna, con al centro una raffigurazione dell'Apparizione della Madonna ad Alessandro Muzio e quindici formelle raffiguranti i misteri del Rosario. Del 1990 è il portale destro realizzato da Antonio di Spaltro di Vasto. Il portale destro consta di 8 formelle raffiguranti la vita di san Benedetto. Del 2001 è l'ingresso con l'arco monumentale. Nell'aprile 2010 papa Benedetto XVI ha elevato la chiesa alla dignità di basilica minore. L'interno è a tre navate con cupola. Nell'interno vi sono il dipinto della Madonna dei Miracoli col veggente Alessandro Muzio, l'altare, in legno dorato e dipinto con effetto marmorizzato di scuola romana della fine del XX secolo. Il santuario consta di chiostro. La biblioteca interna: La biblioteca fu fondata nel 1929 circa ed aperta al pubblico solamente nel 2004. La biblioteca consta di una sezione moderna composta da 50000 libri con le seguenti tematiche: teologia, esegesi, patristica, storia della chiesa e storia generale, dogmatica morale, spiritualità, diritto canonico, catechesi, ecumenismo, monastica, letteratura italiana e straniera e geografia ed una sezione antica con 5000 volumi stampati tra il XVI ed il XVIII secolo tra cui un corale miniato del 1507. La sezione antica consta di un pregevole arredo in legno d'epoca. Il santuario in d'Annunzio (Il trionfo della morte). Nel romanzo del 1894 Il trionfo della morte, Gabriele D'Annunzio descrive il santuario come meta obbligatoria dei pellegrini locali e di Fossacesia. La descrizione decadentista ne fa un ricettacolo di mistero e di terrore perché il protagonista Giorgio vi porta la fidanzata Ippolita per farle conoscere le brutture della gente contadina della sua terra natia. D'Annunzio descrive una messa in onore della Madonna apparsa a Casalbordino e successivamente passa alla rassegna degli ammalati e delle prostitute che con lamenti entrano in chiesa, implorando con forza selvaggia il perdono e la grazia. D'Annunzio stesso nel 1889 visitò il santuario, vicino a Pescara, per presentare ispirazione dalle scene di pietà che si consumavano all'ordine del giorno, e in particolare in giugno. La chiesa di San Salvatore è sita in piazza Umberto I a Casalbordino, in provincia di Chieti. La struttura originaria della chiesa risale al XIV secolo, delle trasformazioni successive sono state realizzate nel XVIII-XX secolo. Le trasformazioni di epoca barocca hanno stravolto l'aspetto della chiesa. La torre campanaria crollata nei primi decenni dell'ottocento, fu ricostruitsa tra il 1831 e gli inizi del novecento. La facciata è a capanna con coronamento centrale centinato con alternanze di cornici marcapiano, lesene, capitelli e partiture architettoniche. L'interno, a tre navate, è interamente stuccato e decorato con abbellimenti barocchi. All'interno vi è un organo del 1780 con unica campata con paraste dipinte ad imitare il marmo ed un cornicione ondulato. Torre campanaria: Ciò che spicca della chiesa è la torre civica. Fu costruita nel 1901 da Antonino Liberi, cognato di Gabriele D'Annunzio poiché la vecchia torre era stata abbattuta perché pericolante. La torre è alta 45 metri ed è il simbolo di Casalbordino. Ha pianta quadrata, ed ha corpo slanciato, suddiviso in tre settori da cornici. Il secondo settore ha su ogni lato un ordine a trifora sormontato da un orologio; l'ultimo settore è ugualmente triforo e contiene la cella campanaria. In cima alla torre vi è una balconata con un piccolo tamburo che sorregge una piccola cupola con lanterna e archi.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' CASALBORDINO (CH)
L'abbazia di Santo Stefano in Rivomaris è sita in località Santo Stefano presso Casalbordino in provincia di Chieti. La chiesa originaria, chiamata anche "Santo Stefano in Rivomare" o "Santo Stefano di Rivomare", risale tra la metà del V ed il VI secolo in una diramazione della Via Flaminia che da Ancona conduceva a Brindisi nel municipio di Histonium. Alla fine del X secolo pare esistere una comunità di monaci benedettini protetta da Trasmondo II conte di Chieti. Nel 1257 l'abbazia fu annessa all'abbazia cistercense di Santa Maria d'Arabona. In quest'epoca l'abbazia svolgeva anche un ruolo di cimitero come attestano alcune sepolture rinvenute in una delle navate. Nel Cinquecento i Turchi invasero l'Abruzzo e anche l'abbazia fu colpita, e distrutta in maniera così violenta che non verrà più riportata agli antichi splendori. Attualmente l'abbazia versa in uno stato di rudere. La chiesa: Il complesso abbaziale era composto di una chiesa a tre navate separate da colonnati con un'abside e pastofori laterali con pavimentazione a mosaico. La zona presbiteriale è separata dall'abside mediante un gradino. Il mosaico: Il mosaico è caratterizzato da motivi geometrici e compositi (cornici con archetti intrecciati, nodi salomonici, pelte contrapposte) ed è caratterizzaa da elementi vegetali stilizzati (foglie cuoriformi e viticci). Il mosaico è strutturato in suddivisioni rettangolari tranne per un riquadro con tasselli mancanti in cui è raffigurato una testa di cervo. Dalle zone rimaste intatte si può intendere che il mosaico raffigurasse scene del Salmo 42.2. La pianta raffigurata nel mosaico a forma di vite rappresenterebbe l'albero della vita e quindi inerente all'Eden ed il cervo viene identificato con un fedele anelante dopo il battesimo. Il monastero: Il monastero versa nello stato di rudere. Attualmente sono visibili dei resti di mura realizzate con ciottoli di fiume. Accanto al monastero vi era l'antico edificio paleocristiano trasformato in piccola chiesa entro la navata centrale della prima basilica e dotata di piccola abside.
RIFUGI E BIVACCHI A CASALBORDINO (CH)
La Riserva naturale guidata Punta Aderci (o Punta d'Erce) è un'area naturale protetta dell'Abruzzo, istituita nel 1998. La Riserva naturale guidata Punta Aderci  occupa un'area di 285 ettari, compresi interamente nel comune di Vasto. Si estende lungo la costa adriatica a Nord del porto di Vasto, fino ad arrivare alla foce del fiume Sinello, dove è possibile incontrare l'unico bosco di latifoglie della riserva. Nella Riserva naturale guidata Punta Aderci, la zona pianeggiante appare maggiormente antropizzata; il paesaggio agricolo è di tipo tradizionale, con ampi vigneti, oliveti e appezzamenti coltivati prevalentemente a graminacee. L'area di maggiore interesse naturalistico è costituita dalla spiaggia di Punta Penna. Il promontorio di Punta Aderci (26 m s.l.m.) caratterizza l'intera area offrendo una visuale a 360° su tutta la riserva. Da Punta Aderci lo sguardo può spaziare sul Parco Nazionale della Majella e, al tramonto in condizioni di buona visibilità, sul Parco Nazionale del Gran Sasso. La flora all’interno della Riserva naturale guidata Punta Aderci: Tra la tipica vegetazione delle coste sabbiose si trovano il ravastrello, l'ammofila arenaria, la calcatreppola marina, lo Xanthium italicum, la euforbia delle spiagge, il papavero giallo, il mirto, la salsola, il giglio di mare, il finocchio spinoso e la ginestra. In alcune cavità di Punta Aderci è possibile ammirare l'Halymenia floresia, considerata l'alga rossa più bella del Mediterraneo. La fauna all’interno della Riserva naturale guidata Punta Aderci: Al largo della riserva, non mancano mai i delfini del genere Stenella o il tursiope, oltre a diverse altre specie marine tipiche del mar Adriatico. Avifauna: gli appassionati di birdwatching possono osservare, oltre al fratino simbolo della riserva, il fenicottero maggiore, l'airone cenerino, il cavaliere d'Italia, la nitticora, la sgarza ciuffetto, il tarabusino, la garzetta, il gruccione, il martin pescatore, la cinciallegra, il saltimpalo, la cappellaccia, il beccamoschino, l'occhcotto e la sterpazzola; tra i rapaci sono presenti il gheppio, lo sparviere e la poiana. La spiaggia di Punta Penna è una spiaggia situata fra Vasto e Casalbordino, in provincia di Chieti. È rimasta libera e senza alcun tipo di attrezzatura, ed è inserita nella riserva naturale guidata Punta Aderci. Dal punto di vista ambientale si tratta di un tratto di costa sabbiosa dell'Abruzzo rimasto allo stato naturale, con le caratteristiche dune sabbiose che danno ospitalità al fratino. Negli ultimi dieci anni questa spiaggia ha visto un esponenziale incremento di frequentatori.
La Basilica - Santuario della Madonna dei Miracoli, si erge a Miracoli, frazione di Casalbordino (CH), ed ha origine dall’apparizione della Beata Vergine Maria ad un anziano di Pollutri, Alessandro Muzio, avvenuta nel lontano 11 giugno 1576. L’apparizione è enunciata in un documento scritto da don Giuseppe Muzio, figlio di Alessandro Muzio. Il documento è conservato oggi nell’archivio parrocchiale di Pollutri e così attesta: Il giorno precedente, nel quale ricorreva la solennità della Pentecoste, una terribile tempesta di grandine si era scatenata su tutto il territorio di Casalbordino, devastandone i raccolti. Il giorno successivo, passata la tempesta, Alessandro si recò nel territorio di Casalbordino, precisamente in località Pian del Lago, per constatare le condizioni del campo coltivato a grano che ivi possedeva. Quando arrivò nel punto in cui sorge attualmente il Santuario, mentre recitava il rosario, sentì la campana della chiesa parrocchiale di Casalbordino che annunciava la consacrazione dell’Eucarestia e si inginocchiò in adorazione. Proprio in quel momento, avvolta da una vivissima luce, gli apparve la Madonna. La Vergine parlò all’uomo rimasto in ginocchio ai suoi piedi con la corona del rosario fra le mani. La Madonna indicò nel peccato degli uomini la causa del disastroso temporale del giorno precedente, assicurò il vecchio che il suo campo era stato risparmiato dalla furia della grandine e gli affidò il messaggio per il parroco di Pollutri, affinché predicasse il rispetto del 3° Comandamento: ricordati di santificare la festa. Al termine del messaggio la Madonna scomparve, lasciando asciutto il terreno su cui aveva posato i piedi. Riconosciuta l’autenticità dell’apparizione, fu subito costruita una cappella, verso la quale si susseguirono numerosi pellegrinaggi. Nei paesi del circondario si sviluppò ben presto la devozione verso la Madonna, tanto che già prima del 1614 la piccola cappella rurale venne ampliata conservando l’altare e il muro sul quale era stata affrescata l’immagine della Madonna. Il verificarsi di numerosi avvenimenti straordinari portò ben presto ad invocare la Madonna di Casalbordino quale “Madre SS.ma dei Miracoli” (successivamente “S. Maria dei Miracoli” e poi “Madonna dei Miracoli”); conseguentemente, anche la località dove era apparsa la Vergine, “Pian del Lago”, cambiò denominazione con quella di “Miracoli”. Con il passare degli anni aumentò sempre più la devozione, tanto che i pellegrini affluivano non più solo dall’Abruzzo, ma anche dal vicino Molise. Le autorità allora decisero di costruire un nuovo tempio più grande e accogliente. L’opera venne progettata nel 1824 dall’architetto Torresi, che concepì il nuovo edificio sacro con pianta a croce greca. L’altare maggiore, quello della Madonna, restò comunque il primitivo altare del 1576 che conservava l’affresco dell’apparizione, e fu solo ingrandito con un rivestimento in muratura. Durante il XIX sec., a causa dell’umidità, della polvere e del fumo delle candele l’affresco della Madonna subì gravi danni. I restauri modificarono l’immagine primitiva della Vergine e la devozione portò a fare delle copie che, in alcuni casi, risultarono delle vere e proprie contraffazioni, come quella della Madonna che siede su di un albero. Nel 1880, mons. Ruffo Scilla, arcivescovo di Chieti, fece staccare l’affresco della Madonna, lo fece riportare su tela e realizzare un nuovo altare maggiore in legno. Aumentando sempre più la devozione, verso la fine del XIX sec. si cominciò a pensare all’incoronazione dell’effigie della Vergine. Il primo ad averne l’idea è il benedettino di Subiaco P.D. Idelfonso Tiberio, originario di Casalbordino, che nel 1878 la propose nel suo scritto: “Breve memoria del Santuario”. L’arcivescovo di Chieti, Mons. Rocco Cocchia, cappuccino, ottenne dal Capitolo Vaticano il decreto dell’incoronazione della Madonna con data 2 Gennaio 1897. Cominciarono subito i preparativi. La corona d’oro venne commissionata alla ditta Tanfani di Roma, orafi pontifici, dal vescovo di Lacedonia, Mons. Nicola Zimarino, anch’egli originario di Casalbordino. L’11 giugno 1899 Mons. Cocchia, alla presenza di Mons. Zimarino, di Mons. Giuseppe Morticelli, vescovo di Penne ed Atri e di Mons. Bernardino D’Imilia, vescovo di Larino, incoronò l’effigie della Madonna dei Miracoli fra gli applausi e le lacrime di una folla imponente di fedeli. In occasione dell’incoronazione si calcola che accorsero al Santuario circa duecentomila pellegrini.
Il "ritmo" quotidiano nel Monastero di Miracoli di Casalbordino (Ch) Desideriamo ora soffermarci più dettagliatamente sul ritmo di una giornata monastica a Miracoli. La comunità benedettina di Miracoli è formata da 9 monaci e un oblato regolare. La giornata monastica inizia alle 5.00 del mattino: una campanella elettrica suona per un minuto interminabile dando il segnale della sveglia. I monaci saltano giù dal letto un po' assonnati, ma entusiasti di prepararsi per la prima delle sette "udienze" quotidiane dell'Eterno. La prima parte della giornata è marcatamente segnata dall'ascolto e dalla preghiera. Alle 5.20 la comunità  si riunisce nella cappella interna per elevare la preghiera dei Salmi e disporsi all'ascolto di brani della S. Scrittura e dei Padri della Chiesa. L'ascolto comune termina alle 6.10 e prosegue poi singolarmente nella propria cella fino alle 7.30per le lodi mattutine in canto gregoriano nel coro monastico della Basilica. L'ascolto, la risposta, il canto, il giubilo del cuore dei Benedettini nasce dal sentirsi sempre cercati, accolti, ascoltati, rincuorati, educati e inviati dal Signore nel concreto della giornata monastica. Alle ore 8.00 ha inizio la S. Messa conventuale, il centro della giornata, in cui tutta la comunità si ritrova unita per crescere per la potenza dello Spirito con l'immersione nel mistero pasquale di Cristo e il rinnovo dell'Alleanza in Lui. Anche la S. Messa concelebrata è cantata in gregoriano. Dopo la S. Comunione vi è il canto dell'Ora Terza. Alle ore 9.00 si consuma una veloce colazione per iniziare la giornata lavorativa e ogni monaco raggiunge il luogo del suo servizio per la comunità. I monaci sacerdoti sono tutti impegnati a turno nell'assistenza dei pellegrini per le confessioni, tanto che nel nostro Santuario è sempre possibile trovare un monaco pronto all'ascolto. Il principale e arduo servizio monastico è svolto dal P. Priore che come vero padre è chiamato dal Signore e dalla Regola di S. Benedetto ad essere animatore, suscitatore di sante responsabilità, costruttore assiduo di comunione e di armonia nella comunità, dove ogni monaco deve dare il meglio di sé, anche se ottantenne. Si comprende come però ogni monaco è impegnato a costruire la comunità vivendo nella docilità agli insegnamenti evangelici del padre del monastero e ad essere gioiosamente coinvolto in tutte le situazioni della famiglia monastica nella quale con voto di stabilità si è legato. I vari servizi di Monastero sono svolti dal cellerario, che si occupa delle necessità materiali della comunità e dei singoli, il Maestro dei novizi, responsabile della formazione dei giovani aspiranti monaci, il foresterario che accoglie e guida gli ospiti, il P. Parroco impegnato nella cura pastorale dei fedeli che vive intorno al Santuario, il bibliotecario, il monaco portinaio, l'ortolano, il cuoco, il refettoriere. Tanti sono i servizi, e più di uno  è anche affidato ad uno stesso monaco, proprio a causa della mancanza di vocazioni che negli ultimi decenni ha "decimato" le comunità benedettine. Un quarto d'ora prima del pranzo, alle ore 12.45, la comunità si riunisce di nuovo nella cappella interna del Monastero per il canto dell'Ora Sesta. Nell'ampio refettorio il pranzo si svolge per una buona parte in silenzio, ascoltando la lettura della S. Scrittura, della Regola e di altro testo scelto dal P. Priore. Poi si prosegue il pasto fraterno con il dialogo ricreativo di distensione. E' necessario infatti sentirsi famiglia, rinsaldare i vincoli di fraternità e di gioia crescendo insieme e anche scherzando in modo sano. Alle 13.45 i più anziani si concedono un po' di siesta, mentre i più giovani riassettano la cucina e il refettorio. Questo è anche il tempo per la lettura dei quotidiani e per  seguire il telegiornale. Alle ore 15.30 nel coro del Santuario si prega l'Ora Nona seguita dal lavoro o dallo studio. Nel noviziato il tempo pomeridiano è tutto dedicato allo studio personale e all'incontro con il P. Maestro. Alle ore 18.15 la comunità si riunisce nuovamente in coro per il canto del Vespro e per la recita del S. Rosario. Al termine, verso le 19.15 i monaci si ritirano in cella per proseguire la lectio o lo studio personale. Alle ore 20.00 la cena comunitaria è sempre accompagnata dall'ascolto di qualche buona lettura seguita dalla ricreazione. Nella cappella interna la giornata si conclude con il canto della Compieta: riflettendo sull'andamento di essa con l'esame di coscienza si richiede al Signore il gusto di un sonno ristoratore per riprendere con più vigore il giorno successivo la "corsa sulla via dei comandamenti", come scrive la Regola benedettina. Alle ore 21.15 inizia il sommo silenzio caldamente raccomandato da San Benedetto. Ecco in sintesi un ritmo di vita che ha sfidato i secoli, ben quindici! Il nostro Abruzzo un tempo fiorente di Monasteri e monaci vede ora la presenza di un piccolo e umile faro dell'Ora et Labora ai piedi della Vergine dei Miracoli. La preghiera e la stima di chi legge queste righe e dei devoti della Madre ci ottengano il coraggio e la forza di proseguire il cammino intrapreso dal 1925 ed essere degni di accogliere nuove forze giovanili dedite esclusivamente a donare se stessi a Dio, ai fratelli, per il bene dell'umanità del terzo millennio cristiano.
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Scopritela con noi che questa terra può offrire. Scopritela con noi! L’artista Lara Celenza: Nata a Vasto il 27/11/1982, comincia a scrivere poesie e racconti tra i banchi di scuola. Nel 2006, si laurea in Lingue e Letterature Straniere all’Università di Bologna con una tesi sul folklore russo. L’anno dopo, consegue un Master in Russian Studies presso l’Università di Cambridge, specializzandosi in cinema russo e sovietico. Kalifilm Productions e’ una societa’ di produzione video indipendente con sede a Vasto (CH). Realizza film, video musicali e pubblicita’. La societa’ e’ nata nel 2010 dalla collaborazione di tre filmmakers: la sceneggiatrice/regista Lara Celenza e il produttore/attore Antonio Guidone. Itinerari Consigliati da Casalbordino (Ch). Punta Aderci: Situata nel territorio di Vasto, la Riserva naturale di Punta Aderci si estende lungo la costa tra la zona a nord del porto di Punta Penna e la foce del Sinello. Elemento caratteristico è un promontorio situato a 26 m s.l.m., dal quale è possibile ammirare il Parco Nazionale della Majella. Le piante presenti nella zona sono ravastrello, ammofila arenaria, calcatreppola marina, Xanthium italicum, euforbia delle spiagge, papavero giallo, mirto, salsola, giglio di mare, finocchio spinoso, ginestra e, in alcune cavità, Halymenia floresia, l’alga rossa più bella del Mediterraneo. A solcare il cielo, oltre ai fratini − simbolo della riserva −, fenicotteri maggiori, aironi cenerini, nitticore, sgarze ciuffetto, tarabusini, garzette, gruccioni, martin pescatori, cinciallegre, saltimpali, cappellacce, beccamoschini, occhiocotti, sterpazzole, gheppii, sparvieri e poiane. Al largo, infine, non mancano mai i delfini del genere Stenella o il tursiope, oltre a diverse altre specie marine tipiche del mar Adriatico. Costa dei Trabocchi: I trabocchi sono antiche macchine da pesca su palafitta, tipiche delle coste garganiche, molisane e abruzzesi. La tipologia originale abruzzese, tecnicamente detta bilancia, è presente prevalentemente su litorali poco profondi e si caratterizza per la presenza di una piattaforma in posizione trasversale rispetto alla costa, alla quale è collegata da un ponticello costituito da pedane di legno. La porzione del litorale abruzzese caratterizzata dalla presenza di queste particolari costruzioni è quella compresa tra Francavilla al Mare e San Salvo. Questa zona, nota in tutta Italia per la bellezza e l’eterogeneità dei paesaggi, presenta alcuni tratti di spiaggia bassa e sabbiosa − come a Francavilla, Ortona, Casalbordino, Vasto e San Salvo −, alcuni tratti a ciottolame – è il caso di Fossacesia e Torino di Sangro −, altri tratti alti e rocciosi − a San Vito Chietino e Rocca San Giovanni −. Per i turisti è possibile visitare la maggior parte dei trabocchi, alcuni dei quali, negli ultimi anni, sono stati trasformati in caratteristici ristoranti. Basilica Madonna dei Miracoli di Casalbordino: La Basilica della Madonna dei Miracoli è situata in località Miracoli, frazione di Casalbordino (CH), la struttura originaria risale al XVI sec. ed ha origine dall’apparizione della Beata Vergine Maria ad un anziano di Pollutri (CH), Alessandro Muzio, avvenuta nel lontano 11 giugno 1576. È meta di uno dei più importanti pellegrinaggi d’Abruzzo (dal 9 all’11 giugno), pellegrinaggio descritto anche dal poeta abruzzese Gabriele D’Annunzio ne “Il trionfo della morte”.  Nel 1929 all’interno della Basilica fu costruita una biblioteca aperta al pubblico solo nel 2004, nella parte moderna sono custoditi 50.000 libri che abbracciano molteplici tematiche, citandone alcune: teologia, storia della chiesa, diritto canonico; nella parte antica della biblioteca sono presenti 5000 volumi databili tra il XVI ed il XVIII sec.
L'apparizione della Madonna dei Miracoli a Caslbordino (Ch) Il Documento storico scritto da don Giuseppe Muzio, figlio di Alessandro Muzio, oggi conservato nell’archivio parrocchiale di Pollutri, racconta dell’apparizione della Madonna nel lontano 11 giugno 1576. Si riporta, qui di seguito, il testo integrale del registro più antico esistente nella parrocchia San Salvatore di Pollutri, il "Libro unico dei battezzati, morti, matrimoni e confermati del 1601": “Andando Alex. Mutio di Pollutro vecchio di settant'anni in circa, homo stimato da bene, di bona vita, et timoroso di Dio in giorno di lunodi, festa seconda della santa Pentecoste, undici di Giugno, et festa di S. Barnaba nell'anno 15?? avante la celebratione della Messa con la corona in mano, recitando et dicendo una terza parte del Rosario, essendo in quello molto devoto, per vedere il suo campo di grano, seminato allo piano del laco territorio di Casalbordino, et essendo quasi avvicinato a detto Campo, udì sonare la campana di detta terra di Casalbordino, che s'alzava il santissimo sacramento del corpo di Nostro Signore nella santa Messa s' inginocchiò devotamente per adorare quel santissimo sacramento come cristiano dicendo; Deh Signore et redentore della generatione humana, che discendesti dal Cielo ha prendere carne humana nel Ventre della gloriosissimo Vergine Maria Madre tua santissima, et rnia principa1issima advocata per atto di vera carità, solo per redimere il gener humano, habbi compassione di me scelerato peccatore: subbito in quello dire gl'apparve la Madre di gratia et di Misericordia dicendogli, deh mio devoto non dubitare, sappi che hier' sera il mio figliolo unigenito per li molti peccati che si commettono quotidianamente dalli cristiani haveva determinato di distruggere tutto il mondo con la grandine, et tempesta giachè in esso giorno ad hora di vespero si mutò il tempo con grandissimo vento, pioggia etgrandine, che si suspicava che tutti li seminati erano persi, sopragiungendogli, o devoto mio, andate pure allegramente al vostro campo che non vi è danno veruno, tornate poi, et dite al vostro Arciprete che faccia osservare li giorni festivi che per tale causa, alle volte il mio figliolo manda sopra la faccia della terra grandine, tempesta, venti nocivi: detto questo disparve. Raccontò egli che quanto apparse quello bosco era pieno di splendore et lume, et in esso loco, dove la Regina dei Cieli si fermò, restò asciutto, essendo il terreno fangoso, et bagnato dall'acqua dello giorno precedente: detto Vecchio s 'alzò in piedi tutto allegro, et contendo et andò à detto campo di grano, dove non vi trovò danno alcuno, et poi tornò alla terra di Pollutro non ritrascendo altrimenti alla sua casa, et andò a trovare il detto Arciporete, che per nome si chiamava D. Mariano Diddono della terra di latessa alle cui parole hebbe credito, et subbito fu avvisato il Molto Reverendo Vicario d'Arbona a quel tempo in Lanciano chiamato D. Gio: Tom Mancino, homo di grande littere, et dottore savio et prudente, et scrittogli il caso successo, subbito senza dare di mora, se ne venne a pigliare informatione della vita di detto Alexandro, et ci esamino genti di Pollutro et anco di Casalbordino, et certificato della bona vita, riconobbe anche il loco asciutto, dove era stata la Madonna santissima et diede ordine, se li fabricasse la Chiesa ad honore suo, essendo esso il primo a buttarci la pietra, creando li procuratori, Geronimo di Geronimo et Giovanni Fatalone di detta terra di Casalbordino, li quali in breve tempo, e nell'istesso anno ferno fabbricare una chiesiola con un'altarino et imagine di detta gloriosissima Vergine Maria, et in piede d'essa imagine vi stava detto Alessandro, come al presente sta, benchè poi detta Chiesa s'ingrandita, alzato lo capo altare, dipingendosi di bellissime figure, oltre l'altre due altari del Carmine et Costantinopoli, et altri ornamenti, dove fiorisce di devotione, et miracoli per virtù d'essa gloriosissima Vergine, la quale sia sempre propitia, et advocata à suoi devoti. D. G. Mutio figlio di detto Alexandro, senza fintione ho scritto detto successo di propria mano”.
Vasto e Casalbordino: Situato su un promontorio che sorge sull’omonimo golfo, l’unica insenatura tra il Golfo di Ancona e quello di Manfredonia, Vasto è uno dei principali centri della provincia di Chieti, particolarmente noto e frequentato a livello turistico. Visitandolo, è impossibile rinunciare a una passeggiata sulla Loggia Amblingh, il belevedere dal quale si può ammirare il Golfo di Vasto, o addentrarsi nei caratteristici vicoli del centro storico, dove si trovano, oltre a numerosi negozi e locali, il Palazzo D’Avalos, un tempo dimora dei marchesi di Vasto, la Cattedrale di San Giuseppe, costruita nel XIII secolo, la Chiesa di Santa Maria Maggiore, circondata da botteghe artigianali, e il Castello Caldorese, adiacente alla piazza principale in cui è situato il monumento a Gabriele Rossetti, o ancora fermarsi a degustare il famosissimo brodetto di pesce alla vastese, uno dei principali piatti tipici locali. Vasto Marina, sulla cui scogliera spicca il monumento alla Bagnante, uno dei simboli della città, ha inoltre ottenuto per undici volte − di cui sette consecutive − il titolo di Bandiera Blu d’Europa. Oasi di serranelle a Casalbordino: L’Oasi di Serranelle ha un’estensione di circa 300 ettari ed è situata alla confluenza tra il fiume Sangro e il fiume Aventino. Interessa i comuni di Casoli, Altino e Sant’Eusanio del Sangro i quali, insieme al WWF e alla Cooperativa Cogecstre, si occupano della gestione dell’area protetta. Dal punto di vista botanico, la zona è caratterizzata dalla presenza dell’elleborina palustre, piuttosto rara in Italia, della farnia, dell’ontano nero e di diverse specie di salici e pioppi. La fauna è quella tipica delle zone umide. Tra le specie più diffuse troviamo l’airone bianco maggiore, la cicogna nera, il fenicottero, il falco di palude, il falco pescatore e il nibbio reale. A Sant’Eusanio del Sangro, inoltre, è stato attivato il progetto EMYS Abruzzo, finalizzato al recupero di tartarughe d’acqua dolce. Abbazia di San Giovanni in Venere a Casalbordino: Situata nel comune di Fossacesia, su una collina prospiciente il mare Adriatico a 107 m s.l.m., l’abbazia di San Giovanni in Venere è costituita da una basilica e dal vicino monastero, entrambi costruiti all’inizio del XIII secolo in luogo di un piccolo monastero preesistente. La posizione è molto panoramica: è su di una collina che domina la costa per diversi chilometri verso nord e verso sud. Il riferimento a Venere deriva da una tradizione che individua un tempio pagano sul luogo dell’attuale chiesa, costruito secondo alcuni nell’80 a.C. e dedicato a Venere Conciliatrice. Sotto l’abbazia, inoltre, troviamo la cosiddetta fonte di Venere, fontana romana dove, secondo una tradizione pagana in vita fino a metà del Novecento, le donne che desideravano concepire un figlio si recavano ad attingere acqua. Dal 1954 nell’abbazia si è stabilita una comunità di Padri Passionisti, che si fa carico degli interventi di manutenzione. Oggi, per la sua bellezza particolarmente suggestiva, l’abbazia di San Giovanni in Venere è citata in diverse riviste dell’UNESCO. Parco Nazionale d’Abruzzo: Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, per ragioni storiche conosciuto prevalentemente come Parco nazionale d’Abruzzo, insieme al Parco Nazionale del Gran Paradiso è il più antico parco d’Italia. A livello internazionale è noto per il ruolo che ha avuto e che ha nella conservazione di alcune tra le specie faunistiche italiane più importanti, quali il lupo, il camoscio, l’orso bruno marsicano, il cervo e il capriolo. Si estende prevalentemente sui Monti Marsicani, una delle principali dorsali dell’Appennino abruzzese, e per circa due terzi della sua superficie è ricoperto da boschi di faggio. La sua posizione centrale nella penisola italiana e i diversi ampliamenti effettuati nel corso degli anni in territori paesaggisticamente vari hanno fatto di questo parco un prezioso serbatoio di specie floristiche rare ed endemiche. È possibile accedervi dall’alta Marsina (uscita di Pescina dell’A25) e dall’Alto Sangro attraverso la Strada statale 83 Marsicana che lo attraversa da nord a sud-est toccando centri turistici come Pescasseroli, Opi, Villetta Barrea, Civitella Alfedena, Barrea e Alfedena. Accessi secondari provengono da Cocullo (A25) attraverso la Strada statale 479 Sannite passando per la Valle del Sagittario e Scanno-Passo Godi, e dal territorio laziale attraverso il valico di Forca d’Acero e l’omonima Strada Statale 509.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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