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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Casalanguida (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CASALANGUIDA (CH)
 
Ospitalità nel Paese di CASALANGUIDA (Ch) (m. 470 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Casalanguida: 42°02′N - 14°30′E
     
  CAP: 66031 -  0872 -  0872.867635 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI CASALANGUIDA 0872.867135   0872.867072      0872.867135 - 00253060693
Come raggiungere CasalanguidaSatzione: Vasto/San Salvo   Aeroporto d'Abruzzo a 72 Km. Uscita: Casalbordino/Vasto Nord
 
HOTELS ED ALBERGHI CASALANGUIDA (CH)
Folklore e tradizioni popolari a Casalanguida (Ch) 12 maggio: festa di San Nicola; 13 maggio: Sacro Cuore di Gesù; 13 giugno: Sant'Antonio da Padova; luglio: festa della Trebbiatura; 7 agosto: San Donato; 8 agosto: Madonna del Carmine; 10 settembre: San Rocco; 11 settembre: Santa Lucia; 7 e 8 ottobre: Madonna del Rosario. La Comunità montana Medio-Vastese (zona T) era stata istituita con la Legge regionale 18 maggio 1976, n. 22 della Regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. È stata soppressa dopo una riduzione delle comunità montane abruzzesi che sono passate da 19 ad 11 nel 2008. Aveva la sede nel comune di Gissi e comprendeva sedici comuni della Provincia di Chieti: Carpineto Sinello, Casalanguida, Cupello, Dogliola, Fresagrandinaria, Furci, Gissi, Guilmi, Lentella, Liscia, Monteodorisio, Palmoli, Roccaspinalveti, San Buono, Scerni e Tufillo.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE CASALANGUIDA (CH)
Il borgo fortificato di Casalanguida (Ch) «Casalanguida, Carpineto Sinello e Guilmi furono i capisaldi della difesa meridionale del Ducato e quindi del Regno prima dell’invasione normanna. Il centro storico di Casalanguida è individuato dalle strade via delle Ripe, via G. Marconi e via Umberto I. In pianta è facilmente individuabile la forma originaria. Il centro abitato, posto su un crinale, conserva nel nucleo centrale l’antico assetto difensivo. Le torri ancora esistenti dell’antico “castellum” sono due: quella in via Marconi (sec. XV) purtroppo rivestita con un intonaco in cemento che nasconde la muratura originaria; l’altra in via Umberto I (sec. XV) rimaneggiata nel corso dei secoli. In entrambi i casi si tratta di torri risalenti al XV sec. circa e annesse (almeno quella di Furci e la torre di Via Marconi a Casalanguida) a palazzotti nobiliari. “A Furci, Scerni e Casalanguida troviamo dei palazzi 'fortificati' con torri che forse, a Scerni molto più che negli altri due paesi, hanno più una funzione rappresentativa che realmente difensiva”. Nelle torri di Casalanguida, per quanto pesantemente intonacate, sono ancora presenti numerose partiture architettoniche in pietra scolpita ed altri elementi lapidei quali: mensole, stipiti, architravi, davanzali delle varie finestre, probabili archibugiere realizzate con un unico elemento lapideo forato, redendone e doccioni. Il paramento murario, per quanto visibile nelle lacune degli intonaci, presenta un apparecchio murario misto con ciottoli di fiume. L’unico utilizzo di cortina laterizia è visibile nel cornicione della Torre di Via Umberto I».
CAMPEGGI CASALANGUIDA (CH)
Come arrivare a Casalanguida (Ch): A24/A25/A14 RM-PE uscita Casalbordino-Vasto Nord/ proseguire lungo in direzione Pollutri/ Scerni/ Gissi/ Casalanguida. Da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ proseguire in direzione Isernia/ A14 direzione Pescara uscita Casalbordino-Vasto Nord/ proseguire lungo in direzione Pollutri/ Scerni/ Gissi/ Casalanguida. La Chiesa S. Maria Maddalena a Casalanguida (Ch) La chiesa è situata nella piazza principale del paese. L’esistenza dell’edificio è attestata sin dal 1324; esso fu ampliato nel XIV secolo e restaurato nella prima metà del XIX secolo. Presenta un impianto a tre navate e una facciata a capanna con coronamento a timpano. Al suo interno si conserva un organo costruito nel 1893 e attribuito ai Ciavarelli per la presenza di alcuni elementi che si ritrovano frequentemente negli strumenti da loro costruiti, come ad esempio i modiglioni. Il Palazzo Procaccini a Casalanguida (Ch) Il palazzo è degno nota poiché, analogamente a palazzo Cauli, in esso è inglobata una delle torri dell’antico borgo fortificato di Casalanguida. La torre è di origine cinquecentesca e presenta un basamento a scarpa. Il Palazzo Cauli a Casalanguida (Ch) Il palazzo è degno nota poiché, analogamente a palazzo Procaccini, in esso è inglobata una delle torri dell’antico borgo fortificato di Casalanguida. La torre è di origine cinquecentesca e presenta un basamento a scarpa. La Fontana San Rocco a Casalanguida (Ch) La fontana monumentale di S. Rocco, probabilmente da ricondurre ad un progetto redatto dall'ingegnere Carlo Lui Dau del 1841, sorge isolata nel centro storico del paese, all'incrocio di via Straripola e via Nuova. Informazioni: Municipio tel. 0872-867135
VILLAGGI TURISTICI CASALANGUIDA (CH)
Andar per Borghi, Casalanguida (Ch) Posta tra le valli dei fiumi Osento e Sinello, Casalanguida domina la campagna circostante con un antico centro abitato che conserva quasi intatto l’antico assetto difensivo. Il borgo ha origini medievali e in passato è stato feudo dei Beomondo, conti di Manoppello e in seguito di Antonio Caldora e dei d’Avalos. Scorcio di Casalanguida: Al nucleo originario del paese si accede attraverso due porte, chiamate rispettivamente da Piedi e da Capo. Del borgo fortificato rimangono i resti di due torri del XVI secolo, inglobate e adibite ad abitazioni private: la Torre del Palazzo Procaccino e la Torre del Palazzo Cauli. Chiesa di Santa Maria Maddalena: Nella Chiesa cinquecentesca di Santa Maria Maddalena (già presente nel XIV secolo) si può ammirare un antico organo in legno policromo, intagliato con motivi vegetali. Nelle immediate vicinanze del centro storico si incontra la Fontana ottocentesca di San Rocco, un’austera costruzione in pietra calcarea, che ostenta una linearità neoclassica. Fontana di San Rocco a Casalanguida (Ch) Tra le diverse celebrazioni del paese, va citata la Festa della trebbiatura che si tiene ogni anno nel mese di luglio con rievocazioni storiche della “Tresca”, ovvero la trebbiatura del grano con i cavalli, e le mostre di arnesi e attrezzature d’epoca.
AFFITTACAMERE CASALANGUIDA (CH)
I borghi del Trigno: Casalanguida (Ch) Viaggio alla scoperta dei paesi del Trigno: Con trignonet faremo un viaggio storico-culturale tra tutti i comuni della vallata del Trigno. Ognuno di essi rappresenta un piccolo centro dove tutti (o quasi)  si conoscono e tutto è a dimensione d’uomo. L’identità della persona è associata al soprannome della famiglia di origine. Spesso i tempi sono molto più dilatati e c’è ancora tempo per prendersi un caffè o fare una partita a carte con un amico. Nella maggior parte dei casi, possono vantare una storia abbastanza remota in quanto una volta le popolazioni si stanziavano verso l’interno per evitare attacchi dal mare. A volte non serve andare chissà dove per cercare delle bellezze inesplorate. Tante meraviglie sono a portata di mano e basta solo saper guardare con gli occhi del cuore per percepire delle meraviglie inaspettate. Ecco la prima tappa di questo viaggio, Casalanguida, il borgo dei musicisti. Appellativo meritato grazie alla sua famosa banda. Casalanguida si erge a 470 metri sopra il livello del mare. Fa parte della Comunità montana Medio Vastese e attualmente conta 1.079 abitanti. Due le frazioni presenti Cese e Vallone. Il patrono del paese è San Nicola. In questa circostanza tornano i casalanguindesi sparsi in Italia e per il mondo. Il giorno dedicato al mercato settimanale è il martedì. Gli eventi religiosi vissuti come eventi importanti sono la festa della Madonna del Carmine, della Madonna del Rosario, di S. Antonio, S. Lucia, S. Nicola, S. Rocco, S. Cuore di Gesù. Fino a qualche anno fa un evento di rilievo del paese era la festa della trebbiatura che si teneva nel mese di luglio con rievocazioni storiche della “Tresca”, ovvero la trebbiatura del grano con i cavalli, e mostre di arnesi e attrezzature d'epoca. Tra i prodotti tipici di Casalanguida si impongono i salumi (salsicce, capicolli, soppressate e, soprattutto, la ventricina del Vastese), il cervone di Natale (dolce tipico a base di mandorle), i taralli con marmellata d’uva, le pupe e i cavalli di Pasqua. Dal piazzale vicino alla sede municipale si può respirare la sensazione dell’immensità e del “silenzio” del creato.
BED & BREAKFAST CASALANGUIDA (CH)
I borghi del Trigno: Casalanguida (Ch) Posta tra le valli dei fiumi Osento e Sinello, Casalanguida domina la campagna circostante con un antico centro abitato che conserva quasi intatto l’antico assetto difensivo. Il nome del paese deriva dal latino tardo languena che significa "terra di confine". Nel dodicesimo secolo fu feudo di un milite e posseduto da Mathias De Carpeneto a sua volta subfeudatario di Raynaldus de Montis Ferrantis, in questo periodo il paese veniva chiamato Casalangenam in Terra Burellensi. Borgo di origine medioevale, nel decimo secolo faceva parte della Contea di Odorisio dei Marsi. Nel 1269 fu concessa da Carlo D’Angio’ ad Ottone di Sangro. Nel 1272 fu feudo di Odorisio di Sinibaldo portatogli in dote dalla moglie figlia di Filippo Latro. Nel 1450 fu feudo di Matteo di Capua principe di conca e nel 1652 fu sotto il dominio di Giulio  Cesare di Capua principe di conca.  Nel 1700 risulta tra i tenimenti della famiglia D’Avalos. Intorno alla seconda metà del 1200 si forma un piccolo nucleo intorno alla chiesa madre che era nel luogo dell’attuale Chiesa Parrocchiale di S.Maria Maddalena. Il nucleo in seguito si espande sia verso Est che verso ovest lungo il crinale con due schiere parallele ai bordi di un percorso fino a raggiungere, prima del 1800, ad Ovest, la parte più alta del crinale, e ad est la Chiesa di S. Donato, costruita nel 1300 e ristrutturata nel 1700. Nel XIII secolo la Chiesa Madre fu profondamente ristrutturata: oggi non resta nulla della vecchia chiesa medioevale. Nel secolo XIV Casalanguida è ricordata per le decime degli anni 1324 e 1326 dovute dai “clerici di Casalanguedae dalla ecclessia S. Marie in Casalanna”. Alla fine del XVI secolo si costruì il palazzo Baronale e si ristrutturò la Chiesa di S.Donato e si interveniva ancora sulla Chiesa Madre. Al nucleo originario del paese si accede attraverso due porte, una chiamata da Piedi e l’altra da Capo.
Del borgo fortificato rimangono i resti di due torri con base a scarpa, del XVI secolo, inglobate ed adibite ad abitazioni private: la Torre del Palazzo Procaccino (costruzione che risale al settimo secolo e che oggi ospita la casa Municipale) e la Torre del Palazzo Cauli. Nella Chiesa cinquecentesca di Santa Maria Maddalena, a ridosso della piazza chiamata “Covatta”,  si può ammirare un bell’organo in legno policromo, intagliato con motivi vegetali. Nei pressi del centro storico è pure la Fontana ottocentesca di San Rocco, un’austera costruzione in pietra calcarea, dalle linee neoclassiche e visibile da tutti i lati. Le sue colline confinano a nord con il comune di Atessa, ad est con Scerni, ad ovest con Carpineto Sinello ed a sud con il fiume Sinello che costituisce il limite naturale.
CASE PER VACANZA CASALANGUIDA (CH)
Cosa vedere a Casalanguida (Ch) Scoprite con noi le cose da vedere e fare assolutamente durante una visita a Casalanguida. In questa pagina Vi presentiamo una nostra selezione di attrazioni turistiche e luoghi di interesse a carattere storico o artistico, meritevoli di una visita. Sapere cosa vedere a Casalanguida in un giorno può essere utile per programmare un semplice giro turistico o le vacanze. Se invece state cercando un hotel, vi consigliamo di scegliere tra quelli da noi consigliati. Ci sono prezzi, foto e i commenti di chi ha soggiornato prima di voi. Potrai scegliere tra B&B, alberghi, ecc... selezionati per voi in Casalanguida o nei dintorni, e avere più tempo per visitare le località abruzzesi, interessanti e, … tutte da scoprire. Abruzzo: Turismo, viaggi e vacanze. Cerca le soluzioni preferite! valuta i prezzi e i servizi offerti in base ai tuoi gusti e bisogni. Prenota con noi! Scegli tra le offerte disponibili a Casalanguida, o nelle località vicine; dalla “economica pensione a trattamento familiare” al lussuoso “Hotel 5 stelle dotato di ogni confort”. Valuta attrazioni e luoghi da vedere a Casalanguida o nei dintorni, itinerari naturalistici, enogastronomici e culturali, visite a musei e luoghi storici. Scopri insieme a noi cosa visitare in Abruzzo, ai prezzi più convenienti.
APPARTAMENTI PER VACANZA CASALANGUIDA (CH)
La Storia del paese di Casalanguida (Ch) Contea di Odorisio dei Marsi (X secolo).     Nel 1269 fu concessa da Carlo D’Angio’ ad Ottone di Sangro. Nel 1272 fu feudo di Odorisio di Sinibaldo portatogli in dote dalla moglie figlia di Filippo Latro. Nel 1450 fu feudo di Matteo di Capua principe di conca e nel 1652 fu sotto il dominio di Giulio  Cesare di Capua principe di conca. Nel 1700 risulta tra i tenimenti della famiglia D’Avalos. Formazione intorno alla seconda metà del 1200 di un piccolo nucleo che raggiunge molto presto la saturazione intorno alla chiesa madre che era nel luogo dell’attuale Chiesa Parrocchiale di S.Maria Maddalena. Ancora prima del 1500 si espande sia verso Est che verso ovest lungo il crinale con due schiere parallele ai bordi di un percorso fino a raggiungere, prima del 1800, ad Ovest, la parte più alta del crinale, e ad est la Chiesa di S. Donato, costruita nel 1300 e ristrutturata nel 1700. Nel XIII secolo la Chiesa Madre fu profondamente ristrutturata: oggi non resta nulla della vecchia chiesa medioevale. Alla fine del XVI secolo si costruì il palazzo Baronale e si ristrutturò la Chiesa di S.Donato e si interveniva ancora sulla Chiesa Madre.  Nel VII costruzione del Palazzo Procaccini, attuale casa Municipale. Nel XVII costruzione della fontana monumentale ottocentesca. I personaggi famosi sono stati: Odorisio dei Marsi, Oddone di Sangro, Odorisio di Sinibaldo, Matteo di Capua, Giulio Cesare di Capua, la famiglia D’Avalos.
CASE PER LE FERIE CASALANGUIDA (CH)
La Banda musicale di Casalanguida, a cura di Franco Pomilio. L’idea di narrare le origini e le vicende della Banda di Casalanguida è nata dall’interesse che il Gruppo Culturale Cantorum Santa Maria Maddalena nutre per la musica e per la Banda in particolare. Un interesse nato anche, e soprattutto, dal fascino e dall’orgoglio che la Banda del nostro paese ha suscitato, da oltre un secolo, in tutti i casalanguidesi. Diverse, contraddittorie e confuse sono le fonti che riguardano la nascita e lo sviluppo  di questo grande “fenomeno musicale”, ma sicuri, certi e concreti sono i consensi, l’ammirazione e le lodi che la nostra Banda ha avuto in tutto la sua lunga storia. La Banda è il nostro fiore all’occhiello, (forse l’unico, ma sicuramente il più vero, il più duraturo) ciò  che ha saputo dare una identità al nostro piccolo paese, togliendolo dall’anonimato. Quante volte, in passato ci siamo sentiti dire:”…Ah! Casalanguida, il paese della famosa Banda”. La Banda, la musica sono sempre state nell’animo di tutti i casalanguidesi, tanto da costituire, per molti, l’unico grande interesse, e chi non ricorda con quanta attenzione e partecipazione si ascoltavano le “prove” che la Banda teneva (quasi sempre in un garage) prima della stagione concertistica!  Le più belle arie della Tosca , del Rigoletto, del Barbiere di Siviglia … restavano impresse nella mente a tal punto che molti, soprattutto i giovani, riuscivano a fischiettarle per le strade, sul lavoro (qualcuno riusciva a fischiettare addirittura un’intera opera), senza dimenticare che all’epoca, a Casalanguida non esistevano registratori. Queste poche righe, senza presunzione alcuna, vogliono ricordare questi “eroi” della musica che ancora  oggi sono motivo d’orgoglio per tutti noi. Prima di ripercorrere le tappe essenziali della storia della “nostra Banda” è opportuno fornire qualche accenno sulle origini della banda in genere. Essa, nasce come complesso di strumenti a fiato e a percussioni destinato a suonare prevalentemente all’aperto. Le prime fonti storiche riguardanti una formazione di musicisti le cui caratteristiche possono ricollegarsi  alla banda, risalgono al 1700, ma già nell’antica Grecia e via via fino ad arrivare all’epoca imperiale romana, esistevano gruppi di suonatori di strumenti a fiato che avevano il compito di incitare i soldati durante i combattimenti. Appare, quindi, chiara l’origine prettamente militare della banda che nei secoli successivi e principalmente nel Medio Evo, cominciò a diffondersi nelle maggiori corti d’Europa. Significativo è, a tal proposito, il ricordo della fanfara del Carroccio di Milano, dell’XI secolo.
COUNTRY HOUSE CASALANGUIDA (CH)
La Banda musicale di Casalanguida, a cura di Franco Pomilio. Con l’invenzione del sassofono ad opera del belga Adolf Sax nel 1840, la banda ebbe un notevole sviluppo,  in quanto si poterono creare effetti timbrici assai variabili e ricchi, con impasti di gruppi di strumenti (dette famiglie) quali ottoni, legni ed ance. Nella prima metà dell’800 sorsero complessi bandistici quasi in ogni città e paese d’Europa, formati da gente del popolo, spesso artigiani, sarti, calzolai, muratori che durante il periodo invernale si riunivano per fare musica. Vi è poi da  notare come, fino al 1800, la banda non avesse un organico precostituito ma era piuttosto un’ accozzaglia di strumenti di vario genere che dava un risultato musicale scadente. Il Maestro Alessandro Vessella (Alife, Caserta 1860-Roma 1929) nei primi del ‘900 riformò la strumentazione della banda, mettendo la parola fine agli scheletrici accompagnamenti della vecchia forma dando ad ogni famiglia di strumenti dignità e nuovo vigore  espressivo. Dall’opera di questo caposcuola, la banda iniziò il suo sviluppo artistico, tanto che anche i complessi dell’Abruzzo si adeguarono all’esigenza del nuovo indirizzo.  Il repertorio bandistico di questo periodo consta in prevalenza di opere liriche, di musica sinfonica e da camera dei maggiori compositori, (trascritta per banda da vari direttori), nonché di brani e marce sinfoniche scritte esclusivamente per questo tipo di complesso. La grandezza del Maestro Alessandro Vessella e l’importanza della sua riforma sono testimoniate anche dal ricordo di Enrico Leone, un vecchio musicante, che nel libro-intervista “Una vita per la banda” di Sergio Masciarelli, ricorda così il suo primo impatto con la riforma del grande Maestro: “Gennaio 1915. Ero a Chieti, allievo musicante della Banda Militare del 18° Fanteria…In un freddo mattino giungevo un po’ tardi alla prova d’insieme, il maestro Pompilio Baffigo aveva appena iniziato la concertazione. Stavo per entrare in sala, ma mi fermai sul limitare della porta, colpito all’improvviso da un’onda sonora. Ero rimasto lì, immobile, quasi incredulo,…non avevo mai sentito una banda suonare così l’Incompiuta di Schubert. Era un canto celestiale, tutti cantavano, i gravi, i flicorni, le ance delle diverse famiglie fuse nella dolcezza delle belle frasi: gli strumenti, nell’amalgama dei timbri, in un meraviglioso assieme, creavano un effetto inesprimibile a parole, mentre la sinfonia scorreva nelle sue stupende armonie. Una grande commozione mi riempì l’animo malinconico: quella che ascoltavo era la nuova strumentazione per banda, creata da Alessandro Vessella!”
OSTELLI DELLA GIOVENTU' CASALANGUIDA (CH)
La Banda musicale di Casalanguida, a cura di Franco Pomilio. Dopo  questa breve  introduzione non si può non parlare dell’altrettanto affascinante storia della Banda del nostro paese che ha saputo accogliere ed esaltare gli insegnamenti del Maestro Vessella. Essa nasce nel 1849 per volontà di due mecenati del luogo, Carlo Filippo D’Aleo e Michelangelo Piscitelli. È doveroso, innanzitutto, sottolineare che Casalanguida, per la sua storia bandistica e per gli sviluppi che ne seguirono merita un apprezzamento particolare rispetto a città dalle possibilità, economiche e culturali, infinitamente maggiori, essendo il nostro paese costituito  da poche centinaia di abitanti. La banda era composta essenzialmente da contadini e artigiani, gente, quindi, umile che viveva nella precarietà economica e tra innumerevoli difficoltà. Nonostante ciò queste persone non esitavano a dedicarsi con totale devozione all’arte della musica e non certo per i pochi denari che riuscivano a racimolare, che pur gli abbisognavano per arrotondare i magri profitti dei loro mestieri. I nostri “artigiani del suono” sono, così, degni di ammirazione e considerazione, per aver compiuto un’immensa opera tra mille difficoltà e sacrifici. Il primo direttore della banda di Casalanguida fu Tito Momai, giunto dalla vicina Vasto. Questi nel 1862, cedette la bacchetta ad un famoso maestro dell’epoca borbonica: Crisante Del Cioppo, originario di Gessopalena e formatosi al conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli. Egli, oltre ad intensificare la fucina degli allievi al fine di conferire maggiore corposità alla struttura della banda, riformò il repertorio bandistico con l’introduzione del “passo doppio” nelle marce. Col passare degli anni la banda, grazie alla perfetta tecnica musicale acquisita, riscuoterà, sia in Italia che all’estero, sempre maggiori apprezzamenti e successi. Sulla scia di tali riconoscimenti i “bandisti”, soprattutto giovani, del paesino diventarono così numerosi da dar vita addirittura ad una seconda banda che entrò in competizione con la prima. Le due lettere che qui fedelmente ed integralmente, riportiamo, indirizzate al sindaco dell’epoca, testimoniano il prestigio raggiunto dalle due Bande di Casalanguida alla fine dell’800.
RIFUGI E BIVACCHI A CASALANGUIDA (CH)
La Banda musicale di Casalanguida, a cura di Franco Pomilio.  A questo punto, è però doverosa una precisazione relativa a questo dualismo bandistico: ancora oggi infatti, vecchi bandisti e anziani del luogo testimoniano l’esistenza di due bande.Però, data la scarsità delle fonti non è dato sapere se questo dualismo si sia ricostituito in quegli anni oppure non sia mai cessato. In ogni caso, numerosi e valenti maestri, come Comingio Renzetti di Lanciano, Eduardo Di Capua, Federico Fabiodi di Napoli, Malachia Profeta di Chieti, Federico Sapio si sono susseguiti alla direzione delle due bande. Intorno al 1885 troviamo comunque la principale Banda diretta da Pilade Michetti di Tocco, fratello del famoso pittore Francesco Paolo, tale banda furoreggia nel 1888 alle feste in onore di San Giustino a Chieti dove si alternano sul palco ben otto “bande primarie”. È giusto citare oltre al maestro anche il “capobanda” di questo complesso, Panfilo Di Paolo che indosserà per circa un quarantennio l’uniforme della Banda di Casalanguida fino a diventarne un vero e proprio simbolo. Una nuova data importante per la banda è il 1889, quando iniziò la direzione del Maestro concittadino Fioravante Forchetti, anch’egli allievo del famoso conservatorio napoletano. Con il Maestro Forchetti la banda raggiunse un livello artistico mai toccato prima. Egli ne reggerà le sorti fin quasi allo scoppio della Grande Guerra  dirigendola, nel 1906, in una applaudita tournée in Turchia, dove per cinque mesi   consecutivi furono protagonisti nei “PETITS CHAMPS” di Costantinopoli, raccogliendo i più lusinghieri consensi di pubblico e critica. La banda  si ricostituisce nel 1919 ancora con un illustre quanto sfortunato maestro locale: Alfonso D’Annunzio, forgiato come i predecessori al San Pietro Maiella. Egli ne rimarrà alla guida fino all’anno del suo drammatico suicidio, il 1924. Continuatore della sensibile opera di Alfonso D’Annunzio è Ludovico Favilla, che ne prende il posto nel 1925. Di quell’anno è il primo premio conseguito al Concorso di Roma, un autentico trionfo, testimoniato da due autorevoli fonti dell’epoca: IL MESSAGGERO scriveva: “un autentico successo ha riportato ieri sera al Pincio il grande concerto bandistico di Casalanguida. Il pubblico numeroso ha seguito con silenzio religioso le impeccabili esecuzioni del TANNHÄUSER, del BORIS GUDNOF e dei LOMBARDI, festeggiando calorosamente il Maestro e i suoi ottimi collaboratori”, e IL GIORNALE D’ITALIA incalzava “un pubblico enorme si è riversato in Piazza Colonna per udire il grande concerto bandistico di Casalanguida. L’esecuzione dell’interessante programma composto di musiche di Verdi, Mussorgski e Wagner ha riscosso consensi di pubblico e di critica ed è stato fragorosamente applaudito”. Altra trionfale ed applauditissima tournèe è quella tenutasi a Parigi nello stesso anno. Nel 1926 il Maestro Favilla lascia il proprio posto al Maestro Attilio Bruni. La banda, fino ad allora contava sempre non meno di 45 elementi e supererà il numero di 50 effettivi sotto la direzione del Bruni che resterà fino al 1929. Nella stagione successiva Giocondo Simone raccoglie i frutti del lavoro svolto precedentemente effettuando una applaudita tournée in Liguria dove particolare successo ottengono le esibizioni presso il Casinò di San Remo le quali dureranno circa due mesi. “L’eco della Riviera”, un giornale del luogo, così scriveva: “Seralmente l’immensa folla eterogenea che si riversava all’Imperatrice od al chiosco di via Ruffini, con i applausi vibranti, entusiastici, dimostra che all’aperto preferisce la banda, specie quando si tratta di un insieme come quello di Casalanguida che l’ottimo suo maestro Giocondo Simone, ha saputo far classificare fra le prime d’Italia”. Questi successi destano ancor più interesse e passione negli abitanti, soprattutto giovani del luogo, tanto che, nelle giornate invernali, periodo in cui la banda era a riposo e ogni suonatore dedicava gran parte del tempo libero allo studio del proprio strumento, il paese era  avvolto da varie melodie  che echeggiavano dalle finestre di ogni casa, così da sembrare  un grande conservatorio. Nel 1930 la bacchetta passò nelle mani del giovane nipote di Alfonso D’Annunzio, l’allora ventottenne Angelo Basilico D’Annunzio, valoroso maestro concertatore che portò la banda denominata “GRAN CONCERTO BANDISTICO  CITTA’ DI CASALANGUIDA” ad essere uno dei primi complessi bandistici d’Italia.
La Banda musicale di Casalanguida (Ch) Il maestro D’Annunzio, nei riguardi dei propri musicanti, durante il periodo della concertazione che precedeva le stagioni concertistiche, era assai esigente. I pezzi venivano affrontati con una minuziosità da perfezionista. L’intonazione doveva essere la più precisa possibile e l’interpretazione della partitura doveva rispecchiare fedelmente il volere del compositore, finché essa non si manifestava secondo l’intenzione del Maestro, di piena fedeltà al testo, non si passava ad altro pezzo da concertare. Questa fatica preparatoria all’uscita della banda, comportava tensioni emotive notevoli per il direttore, piccoli scontri con i solisti gelosi della propria autonomia tecnica, ore e ore di prove fino a giungere all’interpretazione voluta dall’autore. Le prove di concertazione dell’epoca, ma anche dei decenni successivi, duravano circa un mese. I musicanti  arrivavano da varie parti d’Italia e i solisti venivano scelti dal maestro dopo un’accuratissima ed attenta prova tecnica preventiva effettuata sul posto. La Banda musicale di Casalanguida, a cura di Franco Pomilio. Si ricordano, non senza commozione, le tante volte in cui la banda, pronta ormai alla nuova esperienza annuale, in alta uniforme, faceva il giro del paese davanti allo sguardo serio e alle orecchie sensibilissime del maestro, in segno di saluto alla popolazione. Durante i mesi che seguivano, giungevano notizie felicissime di vittorie nelle dispute con altre bande pur valorose (quelle pugliesi soprattutto) in località di riguardo. Per tutto l’arco di tempo compreso fra il 1932 e il 1970 il complesso rimane sempre nel novero delle migliori formazioni in circolazione: con 70 elementi nel 1951 alle “Celebrazioni Verdiane” di Teramo; nel 1956 è presente alla “Sagra Musicale” di Sulmona; l’anno seguente effettua un’apprezzata tournée in Sicilia. Questi anni vedono il complesso protagonista di un altro evento del tutto nuovo per il periodo: testimoni diretti raccontano che la Banda è stata una delle prime tra quelle civili ad avere  l’onore di esser stata scritturata per una registrazione dalla neonata RAI. Ancora oggi, infatti, a Casalanguida ci si ricorda,  di quell’indimenticabile giorno del 1958 in cui tutti i Casalanguidesi, fieri e orgogliosi, in religioso silenzio ascoltavano alla radio le melodiose note eseguite dalla loro banda. Una breve pausa si registrò agli inizi degli anni ’60 allorché, quasi l’intero organico e D’Annunzio, prendono il nome di un altro ben più importante centro, Chieti, che per sei anni consecutivi finanzia il complesso, privo di risorse economiche, in cambio del nome. Dal 1967  al 1970 si sviluppa l’ultimo capitolo della storia di questa gloriosa banda, di cui fortunatamente rimane l’esecuzione della Seconda Rapsodia Ungherese di Franz Listz nella nastroteca della sede Rai di Pescara. Negli anni seguenti il corpo bandistico continuò a sussistere, anche se in forma ridotta, grazie all’impegno del prof. Nino Forchetti primo oboe dell’originario complesso bandistico, al quale va il merito di aver forgiato la  nuova generazione di musicisti. In coincidenza con la cessazione dell’attività di direzione del maestro D’Annunzio, tutte le sedi bandistiche della Regione ebbero un progressivo e diffuso affievolimento di entusiasmo per questa forma di arte popolare e, quindi, di conseguenza la fine di un diretto contatto con la musica colta, sostituita dai nuovi messaggi musicali che la radio e la televisione iniziavano a diffondere. Non dimentichiamo inoltre che, per le fresche generazioni dell’epoca, la Banda rappresentò non solo una valida possibilità di lavoro e sostentamento per buona parte dell’anno, ma per i più dotati, l’accesso in ambite istituzioni musicali dell’intera nazione tanto che i migliori “solisti” di bande private rappresentavano assai di frequente il nerbo delle bande “municipalizzate” di grosse città, di quelle “militari”, delle grandi orchestre sinfoniche e della RAI stessa, una volta istituita. I Ceccarossi, i Torrebruno, i Pietro Colantonio e Michelangelo Pili (questi ultimi due entrambi di Casalanguida), il Colantonio definito “Il Caruso dei tromboni d’Italia”, il Pili per molti anni titolare del ruolo di “primo basso tuba nell’orchestra della Rai di Torino”, ed altri ancora sono  ricordati come “esemplari prodotti” dalle eroiche bande sotto la scuola di grandi, storici maestri.
La Banda musicale di Casalanguida, a cura di Franco Pomilio.  Non a caso in quegli anni la Banda effettuerà delle tournèe trionfali in Sicilia, Calabria e Lucania, riscuotendo sempre meritati e calorosi consensi. Il Maestro Angelo Basilico D’Annunzio legherà il suo nome a quello della Banda di Casalanguida fino alla fine dell’attività, cessata nel 1966 e cioè per quasi quaranta anni. Innumerevoli furono i successi riscossi dalla banda sotto la direzione del maestro, i quali sono testimoniati dai giornali dell’epoca. L’estate del 1947 è, per la Banda, un anno trionfale. Infatti, su Il Giornale d’Italia del 20 luglio si trova scritto: “I festeggiamenti in onore della Madonna del Carmine, conclusisi con un simpatico fuoco pirotecnico, ha dato alla cittadinanza aquilana la soddisfazione ed il piacere di ascoltare la nota ed acclamata banda di Casalanguida (Chieti). Questo complesso artistico, che figura tra i migliori del nostro Abruzzo e d’Italia, ha eseguito, nella giornata, sotto i portici, due programmi musicali di sceltissima musica, fra cui figuravano: l’«Amico Fritz»  l’«Iris» il Boris Goudnof, la «Lucia», la «Turandot», ed altri capolavori d’arte. Il perfetto affiatamento della massa, guidata dalla bacchetta del valoroso Maestro Angelo D’Annunzio, la impeccabile fedele interpretazione e le qualità impareggiabili dei solisti, hanno suscitato il più vivo entusiasmo nel numeroso pubblico presente, che ha, durante l’esecuzione e alla fine, colmato di applausi gli esecutori ed in ispecie il maestro. Speciale menzione meritano i solisti Salvatore Saetta flicorno soprano, Giuseppe Di Paolo flicorno tenore, Delfino Storto flicorno baritono e Sena clarinetto”. E poi ancora il Giornale d’Italia del 27 luglio 1947, con riferimento al concerto di Ripatransone per la Festa Patronale di S. Maria Maddalena scrive: “Alle ore 23 in piazza XX Settembre si è svolto un grande concerto con sceltissimo programma musicale. Ad onore del vero, non possiamo lasciare senza rilievo, per stretto dovere di cronaca, il valore intrinseco del Corpo Bandistico di Casalanguida il quale con perfetta tecnica musicale, fusione e delicate sfumature melodiche, ha interpretato magistralmente difficili pezzi di Opere classiche di sommi Maestri italiani e stranieri, suscitando nel pubblico, vivo entusiasmo e riscuotendo meritati e calorosi applausi”. E poi ancora Il Giornale d’Italia del 29 ottobre 1948 scrive, riferendosi alle bande di Lanciano e Casalanguida, “queste due Bande gloria e vanto della nostra Provincia e della nostra Regione, hanno veramente tenuto accesa la fiaccola della nostra tradizione, esibendosi dovunque e massimamente nei grandi centri tra il massimo entusiasmo delle popolazioni. A riprova di ciò sta il fatto che esse hanno fatto solo rarissime apparizioni in Abruzzo, trascorrendo l’intera stagione in Campania, Puglia, Calabria, Lucania ecc. Qual è il loro segreto? E massimamente, quale il segreto che fa di Casalanguida piccolissimo centro della Provincia di Chieti il massimo centro musicale? Ciò è tutto merito del bravo maestro Angelo Basilico D’Annunzio e dei suoi illustri predecessori…possiamo quindi chiudere questa nostra breve disamina col dire che la banda di Casalanguida quest’anno ha meritato, come per il passato, la massima gloria e la soddisfazione di essere stata ritenuta e giudicata la migliore “banda”. La stampa degli anni ’50 riserva ancora parole d’elogio e stima per la banda di Casalanguida e per il Maestro D’Annunzio, tanto che sulla Cronaca dell’Abruzzo del 3 aprile 1955, si trova scritto: “Anche quest’anno, non venendo meno l’ultrasecolare tradizione, Casalanguida ha ricostituito il suo glorioso complesso bandistico. Ne è direttore e concertatore il concittadino comm. Angelo Basilico D’Annunzio noto ai critici e a tutte le piazze d’Italia per la sua squisita sensibilità artistica e la vasta cultura musicale. Il concerto di Casalanguida non ha bisogno di presentazione in quanto noto a tutti gli amatori di musica. Esso ha sempre riscosso il plauso e il consenso del pubblico e della critica e ovunque ha prestato servizio ha suscitato negli ascoltatori l’entusiasmo più schietto e sincero”. Per omaggiare la grandezza di questo personaggio ricordiamo alcuni aspetti della sua personalità e professionalità.
Casalanguida è un Comune che si estende su di una superficie di 13,67 chilometri quadrati, situato a 450 metri sul livello del mare. Ha una popolazione di 1.006 abitanti e il suo territorio, come tutti i comuni d’Italia, è ricco di bellezze da scoprire e vedere. Scorrendo questa scheda troverai tutti i punti di interesse che questo territorio mette a disposizione. La mappa sottostante ti mostrerà luoghi da visitare nella località, o in alternativa, visualizza i posti da vedere nei dintorni di Casalanguida come ad esempio: Chiese, Sagre, Monumenti e Curiosità insomma il patrimonio storico, artistico, culturale e naturalistico della zona. Chieti: In Abruzzo sorge la provincia di Chieti, una superficie di 2.588,35 km² e quasi 395.000 abitanti. Chieti comprende 104 comuni, andando a classificarsi come la provincia più popolata d’Abruzzo. I suoi confini sono circoscritti a nord-ovest dalla provincia di Pescara, a sud-ovest da quella dell’Aquila e la regione Molise, a nord-ovest invece vede le sue terre bagnate dal Mar Adriatico. Annualmente, la provincia di Chieti, accoglie numerosi turisti nel territorio per visitare la bellezza del Parco Nazionale della Majella, area naturale in cui sorgono vaste aree di natura selvaggia ed un elevato patrimonio nazionale di biodiversità. Oltre a quest’ultimo, indiscutibilmente una delle mete più visitate, Chieti racchiude nel suo territorio numerosi reperti culturali e storici, come l’Abbazia di San Giovanni in Venere, abbazia benedettina con una storia antica di notevole importanza e pregio; il Santuario della Madonna dei Miracoli, luogo di culto meta di numerosi fedeli per raccogliersi in preghiera. Oltre a bellezze di questo genere, a Chieti sorgono importanti e numerosi castelli dalla rara bellezza come il Castello Aragonese di Ortona e di Vasto, il Castello di Roccascalegna, il Castello ducale di Crecchio e altri ancora siti in tutto il territorio. A Chieti, mare e monti si incontrano, lasciando al turista la libera di scelta di quale paesaggio appropriarsi maggiormente per le sue visite. Abruzzo: Ricco di montagne aspre e sconosciute, stretto tra il gran Sasso, l'Appenino e il mare Adriatico, l'Abruzzo è l’anima verdeggiante e montanara dell'Italia centro-meridionale. All'interno dei suoi confini, i monti, circondati da paesaggi brulli e incontaminati, fanno posto a piccoli centri d'alta montagna, località turistiche e riserve naturali sviluppatesi alle pendici dei picchi più elevati, dove ancora vola fiera l'aquila reale, seguita con lo sguardo da altre specie protette, tra cui il lupo e l'orso marsicano. Qui, dove il Gran Sasso e il massiccio della Majella si ricoprono di neve degradando verso le colline dell'Appennino e dischiudendo valli di impareggiata bellezza, si possono incontrare piccoli borghi in cui arte e cultura riescono a “parlare” al viaggiatore, per svelargli una storia ricca di fascino e suggestioni. Facendosi guidare da queste tracce si risale fino alle bellezze architettoniche che il terremoto ha messo a rischio a L’Aquila e che ancora sopravvivono a Pescara, Teramo, Chieti e nei piccoli centri dell'entroterra, tra monasteri, castelli ed eremi in cui pare di sentire ancora il canto dei frati. Se ci si sposta lungo la costa, poi, si scoprono lunghi e sabbiosi arenili a nord, mentre prevalgono le spiagge di ciottoli nella zona a sud. Le spiagge, tuttavia, non fanno altro che cingere il “cuore verde” della penisola.
La Banda musicale di Casalanguida, a cura di Franco Pomilio.  Prima di concludere è doveroso, sottolineare come le gesta di questi personaggi possano apparire ai nostri occhi come delle leggende, ma in realtà la loro vita “gaia e terribile” nascondeva giorno dopo giorno disagi, pericoli e privazioni di ogni sorta. Precedentemente si è detto che le tournée duravano anche diversi mesi, quale sacrificio doveva essere per i musicanti separarsi dalle proprie mogli, dai propri figli, dal calore di una famiglia per così lungo tempo! Per non dire, poi, come ci si doveva arrangiare per recarsi a suonare nei paesi festanti. Se si era fortunati si andava numerosi tutti stipati sui camion, che negli altri giorni erano serviti per i lavori, in mezzo agli strumenti e agli abiti che si sarebbero dovuti indossare per la serata concertistica. Diversamente,  ci si alzava al mattino quando ancora il sole non era sorto e ci si incamminava per ore e ore con gli strumenti e tutto l’occorrente in spalla finché non si era giunti a destinazione. Quando finalmente cominciava il concerto di questa umile e appassionata gente, vi era anche chi, non conoscendo lo spirito di sacrificio che caratterizzava il bandista, come gli aristocratici e gli organizzatori delle feste, con arroganza pretendevano un “pezzo” anziché un altro. A ricordo di ciò v’è da citare un aneddoto di quei lontani e duri tempi: nel mese di giugno le bande abruzzesi andavano spesso nel vicino Molise. I molisani amano ascoltare i buoni complessi, e pur di assicurarsi una banda di grido erano disposti a rinviare la festa ad un qualsiasi giorno della settimana. La Banda di Casalanguida suonava a Campolieto per la festa di Sant’Antonio. Fatto il primo giro del paese, doveva eseguire il matinée in piazza. Così, in attesa che arrivasse il maestro, la banda suonò una marcia. Ma il direttore non si vedeva, ed allora fu suonata una seconda marcia. Subito dopo, il capo deputato salì rapidamente sul palco e, rivolto al capobanda, disse minaccioso: - “Se da que a dece menute nin facite nu pezze d’opere, je facce tagliamente!” Ed il capobanda, con l’energia di Pier Capponi, replicò: “Se voi fate tagliamento, io farò suonare il Piave!”. Il duello capponiano stava diventando sempre più verboso, finchè giunse il maestro  D’Annunzio che diede avvio all’atteso concerto con una fantasia cara ai bandisti di Casalanguida, I Lombardi alla prima crociata, del genio di Busseto.   Come per incanto, al diffondersi della bella melodia verdiana cessò ogni clamore. E alla fine, i calorosi applausi della folla fecero dimenticare il piccolo incidente. Ecco quali erano i disagi e le umiliazioni che incontravano i musicanti, ai quali oggi vien spontaneo rivolgere un caloroso ringraziamento non solo per aver fatto conoscere ed apprezzare le straordinarie opere musicali dei massimi compositori italiani e stranieri, diventando quasi inconsciamente l’unica scuola di musica che il popolo abbia mai avuto in Italia, ma anche per  la grande e valida lezione di vita, improntata, giova ricordarlo, al duro lavoro e al sacrificio senza i quali non si può avere nulla in cambio, oggi, il loro insegnamento in un momento in cui la nostra società è attraversata da profondi e non sempre positivi cambiamenti, appare ancor più prezioso perché si vanno perdendo quei valori e quei sentimenti che dalle origini hanno caratterizzato l’identità del popolo abruzzese.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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