Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Carunchio (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Carunchio (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CARUNCHIO (CH)
 
Ospitalità nel Paese di CARUNCHIO (Ch) (m. 714 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Carunchio: 41°55′N - 14°32′E
     
  CAP: 66050 -  0873 -  0873.  - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI CARUNCHIO 0873.954392   0873.953241      0873.954392 - 83000010690 -00248570699
Come raggiungere CarunchioSatzione: Vasto a 43 Km.   Aeroporto d'Abruzzo a 98 Km. Uscita: Vasto Sud
 
HOTELS ED ALBERGHI CARUNCHIO (CH)
** HOTEL VITTORIA
Largo Taverna, 13 - 66050 Carunchio (Ch)
 Servizi offerti dalla struttura








RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE CARUNCHIO (CH)
Carunchio (Ch) Origini: Altezza sul livello del mare : 714 mt. Bolla di Alessandro III dalla dizione caruncli; dalla forma castri carrunculi come dai registri angioini; nel libro di re Ruggero è scritto come qarag; secondo l’Alessio carunchio dal latino caruncola. FONDAZIONE: Dal lessicale medioevale: carunca che a sua volta deriva dal latino di ascendenza gallica: carruba. CENTRO STORICO: Il centro storico di Carunchio evidenzia nettamente la struttura ad anelli concentrici sfalzati in quota decrescente a partire dai palazzi Castelli, Turdò e dal San Giovanni Battista. Il tipo costruttivo dominante origina da trasformazioni operate sull’unità a doppi vani sovrapposti tipica della tradizione contadina della zona. ARCHITETTURA ED OPERE D’ARTE: Chiesa San Giovanni Battista formalizzata nel 1570 costruita sui resti di una più remota fondazione testimoniata dal portalino datato 1504. All’interno: organo monumentale; acqua santiera in pietra; corretto ligneo in forme barocche; fonte battesimale; crocce professionale realizzata nel 1711; trittico di reliquari lignei; reliquari; incensieri in argento; statue ad opera di Emilio Labbate di Carovilli e Michele Falcucci di Atessa; Torre campanaria 1715. Chiesa di Santa Maria del Purgatorio utilizzata come cimitero provvisorio fino al 1857. All’interno: ciclo di affreschi che possono considerarsi l’unica testimonianza di questo genere di decorazione che ha ancora qualche contatto con la cultura medioevale del territorio. Chiesa di Santa Lucia utilizzata temporaneamente nel 1840 come cappella cimiteriale per la tumulazione dei cadaveri. Palazzo dei Castelli; Chiesa di Santa Maria della Valle; Palazzo Turdò; Villa Castelli al Cerreto; Casino della peschiatura; Casino delle Rose; Palazzo Cieri; Fontana monumentale; Casa Castelli.
CAMPEGGI CARUNCHIO (CH)
Centro Natura Valle dei Sogni - Carunchio (CH) Nel cuore dell'alto vastese, a pochi chilometri dalla costa e tra le dolci linee dei Monti Frentani, troviamo, a Carunchio, il centro naturale La Valle dei Sogni. Il parco ha una estensione di 1828 ettari ed è caratterizzato da boschi e terreni ex seminativi. Nella struttura si trovano: maneggio  con possibilità di passeggiate a cavallo, mini cavalli per bambini, due aree recintate con daini e cervi ( nei pressi ci sono delle altane ben mimetizzate che consentono l'osservazione degli animali), voliere, bar, ristorante, pizzeria, parco giochi,area pic nic con tavoli, panche e barbecue. Anche noleggio quad. Vale senz'altro la pena far tappa al centro storico di CARUNCHIO, vivace  borgo di origine medievale,arroccato su di un colle, alla destra del fiume Treste, dal quale è possibile dominare con la vista una gran parte della Maiella e del Gargano. Meritano di essere visitate la Porta detta Porta Coluccia con resti di antiche mura, la Chiesa del Purgatorio con un artistico portale sormontato da un bel rosone, a navata unica con volta a tutto sesto, e la Chiesa di San Giovanni Battista che conserva un pregevole organo barocco del 1692, ricostruito nel 1775.L'organo ligneo è interamente intagliato con ricche cornici e cimase in oro e verde. Imponente è la meccanica arricchita da un registro ad acqua che imita il canto degli uccelli (uccelliera). Per ulteriori informazioni: Parco Naturale Valle dei Sogni - Contrada Padule - 66050 Carunchio (Ch) - tel. 0873.954393-  347.9954456-  0873.954393.
VILLAGGI TURISTICI CARUNCHIO (CH)
Infiorata a Carunchio (Ch) L'infiorata consiste nella creazione su strada di disegni a tema eucaristico e religioso, realizzati, e qui stanno tutta l'originalità ed il fascino della manifestazione, con petali e foglie sminuzzati, non trattati da alcun agente chimico, conservativo o colorante. E' sempre stata tradizione addobbare con fiori, altarini, lenzuola e coperte il percorso della processione del Corpus Domini, cosa, questa, che coll'andar del tempo, da semplice usanza popolare diviene addirittura sublime forma artistica. Dai fiori gettati alla rinfusa sul selciato si passa via via all'uso esclusivo di petali e foglie sempreverdi, con cui realizzare tappeti e quadri riproducendo scene del nuovo e vecchio Testamento. Gli appassionati infioratori di Carunchio lavorano per diversi giorni antecedente la ricorrenza al fine di garantire un buon esito alla manifestazione. Lo scopo della manifestazione è essenzialmente quello di mantenere vivi, attraverso dei quadri floreali, quella profonda fede religiosa verso l'Eucarestia e il prestigio culturale, ma vogliono diffondere anche nuovi significati e contenuti artistico di amicizia tra i popoli. L'infiorata vera e propria richiede alcune ore, dal mattino fino al tardo pomeriggio ed è il momento veramente collettivo della manifestazione dove un gran numero di persone lavorano con tanto entusiasmo e tanta pazienza. (trignosinelloturismo.it)
AFFITTACAMERE CARUNCHIO (CH)
AFFITTACAMERE BAITA FONTE DEL LUPO
Contrada Tre Termini - 66050 Carunchio (Ch)
tel. 0873 801232 - mobile 320 0106241
AFFITTACAMERE CASOLARE ABRUZZESE
Contrada Farnie, 3 - Fonte Santuccio - 66050 Carunchio (Ch)
tel. 335 7541260
BED & BREAKFAST CARUNCHIO (CH)
BED & BREAKFAST PARCO NATURALE VALLE DEI SOGNI
Contrada Padule - 66050 Carunchio (Ch)
tel. 0873 954393 - mobile 347 9954456
CASE PER VACANZA CARUNCHIO (CH)
La fontana municipale di Carunchio (CH) Tipologia: Fontana a parete; Ubicazione: Piazza della Chiesa del Purgatorio – Carunchio (CH) ; Utilizzazione: Fruibile; Epoca di costruzione: Ante XVIII secolo. Iscrizione del 1895. Stato di conservazione: Buono stato di conservazione. Meriterebbe una maggiore cura l’area circostante per poter migliorare la fruizione, l’informazione didattica oltre che per facilitare le opere di manutenzione. Descrizione. La fontana è collocata nel luogo privilegiato d’incontro dei cittadini, ovvero la piazza del mercato di Carunchio. Si hanno notizie storiche di vari progetti per la sua esecuzione, come quello del fontanaro Eliodoro Scocchera di Agnone del 1811 (per una spesa di sessantacinque ducati) e del fontanaro Gennaro Sciorra del 1816 (per una spesa di circa sessantadue ducati). Nel 1844 si dovette riaffrontare la questione della fontana distrutta da una frana, richiedendo un’altra perizia a Vincenzo Leonelli di Agnone (per un importo di circa centocinquanta ducati). Sembra comunque possibile che il progetto finale fu realizzato dall’architetto Nicola D’Aloysio di Palmoli nel 1863, per una spesa di circa settemila ducati. L’alto costo dell’ultimo progetto, specie se confrontato con quello delle precedenti perizie, può spiegarsi, probabilmente, per l’elevata qualità della realizzazione artistica: vennero utilizzati, infatti, marmi scolpiti ed elementi in metallo (non identificabile per la presenza di ridipinture). La fontana presenta un prospetto tripartito, incorniciato dalla vasca in pietra, da quattro paraste con conci leggermente bugnati di diverse misure, e da una cornice orizzontale a ovuli e foglie d’acanto. Tra le paraste, il fondo è realizzato da una cortina laterizia con al centro tre nicchie, con arco a tutto sesto, con tre sculture antropomorfe. Sul riquadro centrale, al di sopra della cornice, è allocata la lapide con l’anno di esecuzione, contornata da una cornice. Da una foto d’epoca scattata durante il fascismo è possibile vedere sulla nicchia centrale uno stemma, un’ artistica cancellata lungo il recinto oltre che delle scritte inneggianti al Duce sulle due nicchie laterali. La strada soprastante non era stata ancora realizzata. La chiesa è stata ricostruita sul sito della chiesa di San Pietro. Si auspica il recupero o uno studio delle vestigia dell’antica chiesa.
APPARTAMENTI PER VACANZA CARUNCHIO (CH)
La Chiesa di San Giovanni Battista di Carunchio (Ch) Tipologia: Impianto a navata unica. Ubicazione: Via Monte – Carunchio (CH). Utilizzazione: Fruibile, chiesa regolarmente officiata. Epoca di costruzione: Primo impianto: ante XV secolo. Trasformazioni successive: XVI-XVIII secolo. Stato di conservazione: Mediocre stato di conservazione per l’interno e l’esterno della fabbrica. Anche per la presenza di testimonianze più antiche, come nel caso della torre campanaria, la chiesa potrebbe trarre benefici da indagini stratigrafiche nel suddetto ambiente e in altre aree. Descrizione: Le strutture precinquecentesche della chiesa sono intimamente legate a quella del castello e del borgo fortificato di Carunchio, avendo la torre campanaria un aspetto e una funzione di chiara torre di vedetta del centro fortificato. In particolare i registri inferiori della suddetta struttura conservano ancora nelle superfici a vista e, forse, anche nelle superfici interne, delle monofore ad arco trilobato (secc. XIII-XIV?) e un apparecchio murario con conci in pietra calcarea ben squadrati. Le strutture ricostruite accanto alla torre ed i successivi rimaneggiamenti di epoca settecentesca impediscono, allo stato attuale, di vedere altre parti della fabbrica antica. Nella facciata principale spicca un pregevole portale in pietra scolpita di maestranze molisane, la famiglia Calvitti di Pescopennataro del 1756, di cui è utile il confronto con quelli, assimilabili, della parrocchiale di Casalbordino e della chiesa di San Carlo di Palmoli. La chiesa subì vari restauri tra il XVI e il XVIII secolo. L’interno, a navata unica e con volta a botte, fu decorato nel 1860 e restaurato nel primo ventennio del XIX secolo. Nel presbiterio, al di sopra di un ricco coro ligneo, è ubicato, dietro un’elaborata cantoria, il grandioso organo, costruito nel XVIII secolo (1755-1792) ed attribuito a Francesco d’Onofrio, che ha sostituito quello costruito da Liberatore Pallotta di Agnone nel 1692, riutilizzando degli elementi fonici. La particolarità di questo organo è anche legata alla sua posizione meno consueta dietro l’altare maggiore che, nell’area regionale, ci riporta al caso della chiesa di San Francesco di Larino. La cassa lignea, addossata alla parete e riccamente decorata, ha il prospetto tripartito diviso da paraste. Ai lati vi sono due colonne a tortiglioni rivestite da elementi vegetali dorati; sulle volute ai lati della cassa due putti lignei che imboccano le canne delle zampogne. Il coronamento della cassa, come pure la parte superiore delle campate, è particolarmente ricco e articolato, caratterizzato da elementi vegetali in legno intagliato e dorato. Sono presenti festoni di legatura anch’essi intagliati e dorati. L’intera struttura lignea è stata realizzata con grande raffinatezza: in particolare vanno rilevati i precisissimi incastri e la perfezione degli intarsi sul listello della tastiera e sulla tastiera stessa. La presenza di tanti accessori (uccelliere, tremolo a vento chiuso, tamburo e zampogne) rende lo strumento sicuramente uno dei più imponenti del Centro-Sud Italia. Il restauro ne ha ripristinato l’originario splendore.
CASE PER LE FERIE CARUNCHIO (CH)
Il Parco Naturale: Il parco naturalistico “Valle dei Sogni” ubicata nell'area alto collinare e montana del Vastese interno, si configura nella trama delle catene montuose dell'Abruzzo come marginale, situata a sud - est della regione e con caratteri orografici del tutto originali. Infatti, mentre il panorama delle aree montuose della regione si caratterizza per lunghe catene tra loro connesse (Laga, Gran Sasso, Sirente, Velino, Simbruini Ernici, Monti Marsicani del Parco Nazionale d'Abruzzo, Maiella, Morrone) che costituiscono gran parte dei rilievi dell'Appennino centrale, che fanno dell'Abruzzo una regione prevalentemente montuosa, i Monti Frentani del Vastese interno si caratterizzano per un'orografia meno accidentata, con rilievi più bassi e arrotondati, che seppur individuano un complesso montuoso distinto, non costituiscono una vera e propria catena montuosa. I Monti Frentani si collocano come una naturale porta di accesso dal basso Abruzzo e dalle, regioni meridionali adriatiche al sistema delle aree naturali protette centro appenniniche. L'area interessata del parco ha una superficie complessiva di circa 1828 ha e interessa i Comuni di Carunchio, Castiglione M.M., Fraine, e Torrebruna. Nella superficie del Parco, non prive di significato, sono le aree fluviali del Treste che ricoprono una superficie di circa 93 ha. La zona è caratterizzata da boschi e da ex seminativi ormai in abbandono ed in fase di ricolonizzazione da parte della vegetazione spontanea e da piccoli appezzamenti coltivi. Le zone ampie di bosco termofilo e mesofilo (Quercus pubesceus, Quercus cerris) unitamente agli ex-seminativi, ormai trasformati in prati, hanno indirizzato il progetto originario all'introduzione di animali selvatici quali cinghiali, daini e cervi. Al centro dell'area interessata è ubicato il Centro Direzionale, comprensivo dei vari spazi che vanno dalla ristorazione, alloggi, sala convegno alle strutture di tipo naturalistiche e turistiche. I personaggi di Carunchio: Luigi Cantone (detto Luigi Maria Capoleoni), medico ordinario della corte Ottomana e medico particolare del Principe ereditario Murad. Filoteo Castelli, direttore generale delle Ferrovie dello Stato, al quale fu affidata la progettazione della ferrovia Tirrenica. Progettò la ferrovia Isernia-Agnone-Vasto, che per l'appunto doveva passare per Carunchio, mai realizzata perchè i Davalos non vollero cedere i loro terreni. Teodoro Buontempo Nato a Carunchio (Ch) il 21 gennaio 1946. Ha vissuto per molti anni ad Ortona a mare (Ch) dove ha compiuto gli studi e ha iniziato le prime esperienze politiche che lo portarono a dirigere le organizzazioni giovanili missine d’Abruzzo. Si trasferisce a Roma nel 1961 e partecipa alle lotte studentesche. Dirigente della Giovane Italia, nel 1970 diventa il primo segretario del Fronte della Gioventù di Roma; dirige fino al 1977 le organizzazioni giovanili missine della capitale. Ha ricoperto numerosi incarichi nazionali nell’ambito del MSI-DN, tra cui quello di responsabile del settore Rai-Tv. Annabella Sciorra nata il 24 Marzo del 1964 a Wethersfiel, da genitori nativi di Carunchio. Attrice di Hollywood, ha lavorato con attori della stregua di, Sylvester Stallone, Robert De niro, Robin Villiams ed altri ancora. Joseph Sciorra nato a Brooklynite da genitori italiani, la madre nativa di Formia e il padre nativo di Carunchio. Antropologo, folklorista e studioso della cultura popolare. Attualmente la sua mission è promuove il Rap italiano in America.
COUNTRY HOUSE CARUNCHIO (CH)
Chiesa di S. Giovanni Battista di Carunchio (Ch) Verso il 1570, dopo il Concilio di Trento la Chiesa Madre ebbe il legale riconoscimento. La costruzione dell'attuale chiesa, attigua alla già asistente chiesa del 1440 corrisponde alla attuale sacrestia, è iniziata nel 1696 sotto la guida del parroco Don Michelangelo Rinaldi. I lavori vennero interrotti e durante l'interruzione ci fu una violentissima grandinata (alcuni chicchi pesavano svariati etti) che distrusse i raccolti, uccise molti animali sorpresi nei pascoli e con loro un giovane pastore. La grandinata fu interpretata dai carunchiesi come un castigo e un avvertimento di Dio perché i lavori andavano a rilento. Detti lavori ripresero e furono terminati nel 1756, dopo sessant'anni, sotto la guida di Don Leovigildo Rinaldi, nipote di Don Michelangelo. Sempre nello stesso periodo, affinché la chiesa fosse accessibile da ogni parte, venne costruito il loggiato che circonda l'edificio per tre lati. In essa sono custoditi due autentici capolavori d'arte, il coro ligneo e la fastosa macchina sinfonica dell'organo. Sulla torre campanaria che domina le colline di tutto il territorio (da esso nelle giornate più limpide si scorge il mare) fu deciso di installarvi una campana fusa nei pressi della chiesa dell'Incoronata, in Piazza, nel 1852 dai fratelli Marinelli di Agnone; molti del popolo buttarono nel crogiuolo oggetti d'oro e vari oggetti in argento. Questa campana, del peso di tredici quintali, ha sulla parte esterna, oltre a dei fregi e immagini sacre, uno scritto: "Salva. o Dio, Questo popolo da guerra, fame, peste, e dall'orror delle tempeste Quando in chiesa ti chiamo, ascoltami, che son voce di Dio Quando gemo sui morti lamentosa, pensa o uomo, che si lascia ogni cosa". La chiesa si presenta oggi nell'impianto tipico delle ristrutturazioni di derivazione post-tridentina con navata unica e cappelle laterali. Coro sul fondo dietro il capo-altare. Apertura con volta a botte a sesto leggermente ribassato e falsa cupola. La decorazione interna con fregi ed elementi classicheggianti è recente e riprende temi e modelli tipici della tradizione decorativa locale di area atessina. Situata nella parte alta dell'abitato storico e dominata da una massiccia torre campanaria quadrangolare, ha il sacrato delimitato da uno stretto terrazzamento e da due accessi ad arco che ne chiudono i franchi. Quantunque non ne rimangono tracce apparenti dopo le ristrutturazioni del XVII-XVIII sec. sicuramente l'edificio è da riferire ad una fabbrica precedente di più remota datazione. Sul fronte ampio portale barocco dalle linee semplici in pietra con parasto e cimase elegantemente modanate.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' CARUNCHIO (CH)
La Storia del comune di Carunchio: Sembra che il toponimo Carunchio possa derivare da Carunca, variante del termine Carruca, che sta per Aratro. Il paese è arroccato su di un colle, alla destra del fiume Treste, dal quale è possibile dominare con la vista una gran parte della Maiella e del Gargano, il suo territorio, che si estende su di un'area prevalentemente montuosa, ha un' ampiezza di circa 30 Kmq. La prima notizia documentata del borgo medievale risale ad una bolla papale del 1173 che conferma i precedenti confini della diocesi di Chieti, nella quale è inclusa anche "l'Ecclesia Sancte Marie de Carunchi". Originariamente il paese si trovava in una località della zona, probabilmente in situato in località Taverna, fu poi trasferito nel '500 nella sede attuale, probabilmente perché gli antichi abitanti la giudicarono più difendibile dalle frequenti incursioni saracene e slave. Dell'antica cinta muraria, restano due porte, Porta Coluccia e Porta Nocicchia o Porta Grande. Le informazioni sui periodi storici successivi sono piuttosto scarse, sappiamo solo che il paese risulta infeudato dopo il XIV sec. E' stato feudo dei D'Avalos, dei Marinelli, (poco prima dell'abolizione della feudalità), dei principi Caracciolo i quali, essendo una stirpe numerosa divennero ben presto una "gente" tanto che, per distinguersi, adottarono nomignoli più strani, alcuni ancora nei cognomi: Rossi, Farina, Carafa. Non si sa per certo a quale ramo della famiglia sia toccato il feudo di Carunchio.
RIFUGI E BIVACCHI A CARUNCHIO (CH)
L'antico borgo del paese di Carunchio: Impianto con sviluppo semicentrico ad anelli concentrici sfalsati in quota. Sviluppatosi probabilmente a partire dal XII-XIII sec. intorno ad un centro fortificato localizzabile all'incirca sul sito del Palazzo Castelli. La chiesa ad un livello più basso suggerisce l'origine laica del feudo. E' già citato nella bolla del Papa Alessandro III del 1173 e nel libro del re Ruggero del XII sec. derivando il toponimo Carunca (variazione di Carruba per aratro). Il tessuto urbano molto disgregato conserva ancora in gran parte l'impianto tipologico originale nei vicoli e nei terrazzamenti che scendono fino alla via Nocicchio tramite per la parte vecchia con le modeste espansioni successive. Nel centro storico: palazzi Turdò e Castelli; chiese parrocchiali di S. Giovanni Battista. Fuori del perimetro, chiesa di S. Maria o del Purgatorio. Le Chiese a Carunchio (Ch) Si dice che a causa di incursioni slave e saracene, il primitivo borgo situato in località Taverna, venisse abbandonato per essere ricostruito attorno al 1400 nel sito attuale, più difendibile. Acquistò importanza riunendo sotto di se le sei parrocchie vicine: San Giovanni Battista; Chiesa del Purgatorio; Santa Maria; Santa Maria degli Angeli (in località Taverna di carunchio); San Michele; Santa Maria della Valle. Oggi rimangono soltanto quattro chiese: la Chiesa Madre S. Giovanni Battista, la chiesa di Santa Maria o del Purgatorio che dà sulla piazza; la chiesa di Santa Lucia, che si racconta edificata in solo otto giorni, per un voto riconciliatore, su di un terreno donato da Francesco D'Avalos barone di Carunchio e duca di Celenza e da Caracciolo Assunta; la chiesa di Santa Maria della Valle ricostruita negli anni cinquanta. Vi è anche una chiesa di culto Evangelico sorta nel 1901. Chiesa di S. Maria o del Purgatorio: La chiesa di S. Maria costruita fuori dell'abitato storico con probabile derivazione conventuale, si presenta oggi dopo le modifiche successive al XVIII sec. a nave unica con cappello a tutto sesto. Di notevole interesse il coro che è uno dei rarissimi esempi di spazi ogivali superstiti del vastese e denuncia l'originale impianto ad aula unica con coro quadrangolare sul fondo diffuso dagli ordini mendicanti. Il coro era interamente decorato ai lati da un ciclo di affreschi ora quasi completamente perduto. Della struttura primitiva rimane anche il rosone e il piccolo portale datato 1504 sull'architrave che, a parte la decorazione con anfore e floreali dell'archivolto, risulta legato ancora a duilemi e modelli della tradizione romanica. Il rosone di piccole dimensioni con ruote è di linea semplice e decorato da modesti intagli a torciglione e puntalini diamantati.
I monumenti e luoghi d'interesse a Carunchio (Ch) Le Fontane: Fontana municipale. È sita in piazza della chiesa del purgatorio. Risale ad un periodo precedente al XVIII secolo. Un'iscrizione mostra la data del 1895. Si hanno notizie di progetti per la realizzazione della fontana risalenti al secondo decennio del XIX secolo per una spesa di poco più di una sessantina di ducati. Mentre nel 1844 si dovette ricostruire la fontana per via di una frana con una spesa di circa centocinquanta ducati, ma nel 1863 la spesa salì a circa settemila ducati. La crescita sproporzionata dei costi è da ricercare nella qualità artistica del progetto. La fontana è tripartita da quattro paraste e da conci bugnati e da una cornice orizzontale con ovuli e foglie d'acanto. Tra una parasta e l'altra il rivestimento è realizzato in laterizio. Nel riquadro centrale vi è una targa con una data. In una foto di epoca fascista è raffigurato, nella nicchia centrale uno stemma. Fonte della noce. È sita in via fonte della noce. È stata costruita precedentemente al XIX secolo. Fu realizzata da un architetto di Agnone. La parete principale ha degli archi a tutto sesto. Nell'arco centrale vi sono cinque aperture quadrate. Personalità nate a Carunchio: Teodoro Buontempo (Carunchio, 21 gennaio, 1946 - Roma, 24 aprile, 2013), giornalista e politico. Sport a Carunchio: La squadra principale di calcio è l'ASD Mario Turdo' Carunchio che milita nel campionato di calcio di 2ª categoria. La seconda squadra è l'ASD Carunchio 2010 che milita nel campionato di calcio di 3ª categoria. Manifestazioni ed eventi a Carunchio: Eventi e manifestazioni significative a Carunchio: Corpus Domini: Infiorata; 18 agosto: festa di Sant'Antonio abate; 19 agosto: festa di San Vincenzo; 10 e 11 agosto: sagra della ventricina; 1º maggio e agosto: festa Madonna della Valle; 2 luglio, 9 agosto, 29 ottobre e 12 dicembre: fiere paesane.
Il territorio del paese di Carunchio (Ch) Ove ci limitassimo a seguire l'etimo, vastese starebbe per luogo incolto, deserto, e tale dovette apparire a chi restava dopo le scorrerie di longobardi prima e saraceni e ungheri poi che avevano distrutto città e monasteri, tanto che il conte di Chieti Trasmondo si vide costretto ad assegnare nel 917 la metà delle cospicue rendite del porto di Ortona al monastero di S. Stefano in Rivo Maris, che aveva interessi in tutti i territori posti tra il tratturo e il mare perché fosse ricostruito e potesse, con le comunità agricole che vi dipendevano, rifiorire. Ben diversa doveva apparire la situazione nei secoli successivi quando il marchese del Vasto aveva già provveduto a ripopolare di schiavoni le vecchie curtis ecclesiastiche come il S. Pietro ad Aram di Monteodorisio o i demani laici dando origine a Villalfonsina e Cupello, ed erano in pieno sviluppo gli scambi con l'altra sponda dell'Adriatico che smerciava i ricercati prodotti locali, soprattutto vino, olio e frumento, con l'intermediazione di mercanti fiorentini, veneti o genovesi come quel messer Domenico Niggio venditore nel XVI sec. di vini locali a Corfù. Che si trattasse di un territorio in pieno sviluppo, e quindi tutt'altro che vastese, è provato dal fatto che i veneziani tentassero di impiantare sul posto, con scarso successo, tuttavia, per la scadente qualità della sabbie quarzifere, la produzione del vetro e che nel 1577 il domenicano Razzi, spingendosi fino a Lentella e Fresagrandinaria, da acuto osservatore qual era, avesse ad annotare l'impressione popolare ormai proverbiale secondo cui questo fosse "un paese di cuccagna ove sempre si beve e si magna". Né va dimenticato quanto i risi dei della Fazia di Dogliola, coltivati lungo le aree golenali del fiume Trigno, e ancora di più l'altissimo pregio raggiunto dalle specie selezionate di maiali allevati dal barone Cauli a Casalanguida, che con quelli del marchese del Vasto d'Avalos erano rinomati nel regno, fossero indice nel 1835 di una differenziata capacità produttiva che, attingendo ad una tradizione secolare, valutava lo sfruttamento del territorio su attenti equilibri tra agricoltura e zootecnica. Che così fosse appare ancora oggi in uno degli aspetti forse più interessanti del territorio e cioè nella permanenza in vaste aree, soprattutto della zona intermedia, della ripartizione antica in pascolo-bosco-coltivo che determina un paesaggio certo antropizzato ma fondato su un equilibrio paesaggistico solido in cui tratti a bosco, di solito farnie, s'alternano a pascoli xerieri e coltivi a vigneto e rotativi. E non è un caso che questi equilibri siano sostanzialmente integri, costituendo un autentico documento di archeologia del paesaggio, nella fascia mediana, perché quella più occidentale e l'orientale erano state interessate al passaggio del tratturo maggiore (Amiternum-Tavoliere) che superava il Trigno a Pietrafracida non lontano da Lentella e di quello minore Ateleta-Biferno che superava lo stesso fiume sotto Celenza sul Trigno, dove oggi insiste la medioevale Torre della Fara, in prossimità del monastero benedettino di S. Maria del Canneto. I tratturi, particolarmente dopo la riforma aragonese, e dunque dopo il XV-XVI sec., favorirono il disboscamento per realizzare pascoli, alterando l'originale spessa copertura forestale nelle aree interessate sostituita con un tessuto di pascoli d'alta quota che costituiscono, dopo la triade su accennata, forse il secondo e più importante documento di archeologia del paesaggio del territorio e questo non solo per gli aspetti più strettamente sociali, come le attività indotte collateralmente al servizio della transumanza, cioè la lavorazione di ferro e legno ancora notevoli a Castiglion Messer Marino, ma soprattutto per avere creato un biotipo ormai specializzato in cui sopravvivono aspetti della fauna e flora del tutto originali e specifici di questo tipo di ambiente (tra cui alcune orchidacee). Se i tratturi tagliano il territorio in senso trasversale nord-sud, la sua forma longitudinale, nord-est/sud-ovest, è il risultato invece della morfologia dei luoghi, considerato come dalla dorsale di Monte Pallano, che con i suoi quasi 1000 metri di quota divide il territorio dalla Valle del Sangro, si dipartono parallelamente due dorsali minori prossime ai 700 metri, ma con quote massime viene ai 1400 metri sulla montagna di Roccaspinalveti, che sono il risultato dell'azione erosiva, su formazioni geologicamente recenti, dei fiumi Sinello e Treste. Il territorio del paese di Carunchio (Ch) Questa disposizione orografica è la vera ragione profonda che spiega la natura degli insediamenti:non vi è infatti rilievo, per quanto piccolo, che non fosse stato occupato da una spesso fittissima rete di posti di guardia, avvistamenti, torri isolate, fattorie fortificate fino ai più grandi castelli e tutti legati tra loro da un sistema di collegamenti triangolari che rendevano allertabile l'intero territorio in tempi brevissimi, considerato come la più significativa via di penetrazione all' interno fossero state, e restano tutt'ora con le fondovalli, le golene fluviali. Oggi delle strutture minori rimane la sola documentazione archivistica, come la torre di Cretonne a Torrebruna, ma di castelli e ville rustiche resta invece traccia notevole in quelli di Carpineto Sinello, che fu per ultimo dei Bassi che hanno dato l'arcivescovo Saverio di Chieti, di Montazzoli, già dei Sangro e infine dei Franceschelli, per la Valle del Sinello su cui affaccia anche il palazzo fortificato dei Cauli di Policorvo, e di Palmoli dei Gagliati sulla Valle del Treste, o dei Piccirilli a Guardiabruna che guarda il Trigno, per citare solo i più grandi. Esisteva però anche un altrettanto fitto sistema di passi trasversali e transcollinari che collegava queste vie naturali longitudinali tra loro come quello che da Monteacuto e la Peschiola di Gissi, nei cui pressi esisteva una localizzazione gerosolimitana, risaliva al passo potenziato da Carlo d'Angiò di Montesorbo tra Guilmi e Liscia per poi, superata la Valle del Treste, ridiscendere verso la succitata Torre della Fara di Celenza sul Trigno.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
Il territorio del paese di Carunchio (Ch) A ciò va aggiunto il gran numero di altri villaggi, oggi scomparsi, che facevano parte dello stesso sistema da Monteacuto di Gissi a Caslaforzato e Castelmoro tra Furci e S. Buono fino a Frainelle in territorio oggi di Castiglione, e ai due caposaldi di vertice, dove i due fiumi Treste e Sinello cioè sorgono quasi insieme, di Castel Trasuolo e Castel Fraiano che controllavano anche l'accesso nel territorio del tratturo Ateleta-Biferno. Che ci si possa trovare oggi di fronte ad un tessuto insediativo fatto di pochi abitati dotati di sede comunale è quindi un'impressione del tutto fuorviante:il territorio era in realtà letteralmente costellato di piccoli villaggi e casali, oltre 30 prima dei recenti abbandoni nella sola Roccaspinalveti, che documentano ancor, dal punto di vista dell'archeologia del paesaggio, un uso arcaico del territorio fatto di micro-insediamenti rurali diffusi già attestati in fase italica che si riconoscevano in luoghi di culto collettivi, parte di sottosistemi locali come quello di Fonte S.Nicola a San Buono o nelle necropoli o di più ampi sistemi sovraterritoriali, come quello di Schiavi il cui centro sacrale rientra nel più vasto contesto che faceva capo a Triveneto e Pietrabbondante. Se non è del tutto evidente, e forse non lo era neanche nell'antichità, data la natura dell'insediamento, quale fosse la delimitazione tra Frentani, Carnicini e Pentri come non è chiaro chi fossero quei Lucani che occupavano tra le Valli del Sangro e del Sinelo la zona di Tornareccio, è evidente invece questa struttura insediativa diffusa su cui avrà poco effetto la stessa riorganizzazione agraria romana fatta di grandi ville rustiche o quella tardo-antica. E' singolare inoltre che questa struttura aperta, che poi ha la sua logica corrispondenza nella triade pascolo-coltivo-campo, dissoltasi dopo il X sec. con l'incastellamento, riappaio nella seconda metà del XIX sec. quando le campagne sono state liberate dal fenomeno del brigantaggio, che ha visto figure mitiche quali i fratelli Pomponio di Liscia, per poi declinare di nuovo per effetto soprattutto del fenomeno migratorio avviato tra le due guerre mondiali. In questo contesto articolato trovò un accesso particolarmente facilitato la riorganizzazione benedettina intorno ad alcuni monasteri, spesso associati a culti mariani che tutt'ora sopravvivono, in S. Maria del Monte a Castiglione Messer Marino, S. Maria di Materdomini a Fraine e S. Maria della Valle a Carunchio, o di cui resta il ricordo in S. Maria di Vallerotana a Schiavi D'Abruzzo o nel S. Angelo in Cornachano di Fresagrandinaria. Quella dei monasteri esemplifica anche la delicata fase di passaggio dal tardo antico, reinterprete di culti remoti, nel rupestre S. Michele a Liscia, dalle evidenti permanenze lustrali, o in Silvano-Silvestro a Fraine e Cosma e Damiano a Lentella, favorendo la localizzazione di chiese campestri e grange nei pressi o sopra, come il S. Antonio di San Buono, sorgenti e fonti frequentate dall'antichità. Ancora la natura sostanziale aperta del territorio e la struttura diffusa del suo insediamento sono alla base dell'elevato regime di scambi con le aree limitrofe che, oltre a quelle d'oltremare già richiamate, riguardano il contiguo Molise da cui provennero dinastie di artigiani talvolta divenuti autoctoni. Il territorio del paese di Carunchio (Ch) I Calvitto ad esempio, scalpellini di Pescopennataro, dove si trovavano le cave da taglio rare invece nel territorio, che dal 1600 alla metà del XIX sec. aprono la strada ad una vera folla di loro compaesani, organari di Poggio Sannita (Caccavone) come i d'Onofrio o Agnone, da cui campanari Marinelli talvolta in competizione con Fasoli di Chieti. Artigiani e piccoli maestri, oggi dimenticati, ma che si trovano sempre dietro alla molte architetture della chiesa di S. Maria Assunta di Celenza sul Trigno, al S. Giovanni Battista di Carunchio, Roccaspinalveti, Guilmi, Monteodorisio e che a loro volta sono espressione di una scuola di più ampio respiro che aveva avuto premesse in Lanciano, poi reinterpretate nel riassemblato e tardivo portale di S. Giusta a Tufillo, o Napoli da cui provengono tipi funerari superstiti nella cosiddetta tomba Pignatelli a Celenza Sul Trigno. Né vanno dimenticate forme di artigianato parallele ad alta tecnologia degli armieri Conti di Carunchio o degli orologiai Ottaviano di Gissi tra XVIII e XIX sec. affiancate a vocazioni più dirette che derivano dalla necessità di trasformare prodottti locali:e dunque industria pastaria, frantoi e numerosissimi impianti per la lavorazione dei panni, dopo la trasformazione in gualchiere degli ex molini feudali, o domestici di canapa, lino e lana che oggi costituiscono purtroppo un altro degli aspetti in genere ridotti a pura archeologia del territorio. Non esiste, quindi, a voler solo cercare di capire, ancor prima di visitare, il vastese una chiave di lettura univoca perché, così come in tutta la sua storia è stato multiforme, multiformi restano i possibili indirizzi di accesso di cui abbiamo solo messo sommariamente in evidenza alcuni.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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