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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Carsoli

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CARSOLI (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di CARSOLI (Aq) (m. 910 s.l.m.)
     
  CAP: 67061  0863 -  0863.90661   - Da visitare:    
 MUNICIPIO DI CARSOLI 0863.9081   0863.995412       0863.908319  P. IVA: 00217280668
Raggiungere Carsoli:(Stazione Carsoli)  (Uscita Carsoli/Oricola) -Aeroporto d'Abruzzo a 147 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI CARSOLI (AQ)
*** HOTEL LE SEQUOIE
Via Tiburtina Valeria Km 68,900 - 67061 Carsoli (Aq)
tel. 0863 997961 - fax 0863 909124
 Servizi offerti dalla struttura














** HOTEL IL CASALE DEL COLONNELLO
Località Cretarolo - 67061 Carsoli (Aq)
tel. 0863 992282
 Servizi offerti dalla struttura







RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE CARSOLI (AQ)
Da vedere a Carsoli (Aq) Il borgo si caratterizza per la presenza di diverse chiese, che raccontano ancora oggi le atmosfere passate che le hanno viste nascere e nelle quali si possono ammirare elementi di pregio artistico e architettonico. La chiesa di Santa Vittoria, una delle principali del paese, fu fondata all’inizio del XIV secolo: la sua struttura originale era a croce greca ma venne poi trasformata a croce latina. Altri cambiamenti caratterizzarono nel tempo la struttura, come quelli che videro protagonista la torre campanaria che, rispetto all’originale, venne ingrandita e sopraelevata. Di particolare pregio è il pulpito, realizzato da Gervasi di Collo. La chiesa consta infine di tre confraternite laiche: una del Suffragio, una di San Sebastiano e una del SS. Sacramento. La chiesa di Santa Maria in Cellis, invece, venne edificata per opera dei Camaldolesi di San Romualdo in onore alla Madonna. L’edificio venne riedificato più volte fino a quando, intorno all’anno 1000, Rinaldo dei Marsi, oltre al restauro fece aggiungere un monastero. Oggi la chiesa si presenta con l’aspetto che acquisì nel coro del ‘700: da notare, il portale, del XII secolo, che presenta bellissime decorazioni vegetali e zoomorfe, nonché un architrave decorato da Angus dei sul quale spiccano i simboli dei quattro evangelisti. Altre chiese da visitare sono la chiesa della Madonna del Carmine, la chiesa Santa Martellecchia, la chiesa di Sant’Angelo e la chiesa di San Vincenzo. Tra le architetture non religiose, invece, un ruolo particolare spetta al Castello Orsini, antica fortezza costruita intorno all’anno 1000 dai Conti dei Marsi. Il castello sorge in una posizione strategica, scelta proprio per la possibilità che offriva di controllare tutta la Piana del Cavaliere e del Turano, caratteristica che lo rendeva perfetto per la funzione difensiva che gli era stata assegnata. Oggi del castello si possono ammirare i resti, ma si intuisce ancora l’antica maestosità. Per chi invece ama perdersi nella bellezza della natura, sicuramente merita una visita la riserva naturale Grotte di Pietrasecca, istituita nel 1992 e circoscritta nell’area dei Monti Carseolani per un’estensione totale di circa 110 ettari. Nella riserva naturale si trovano due grotte nate a seguito di fenomeni carsici: la Grotta Grande del Cervo e la Grotta dell’Ovito. La riserva mostra il meglio di sé in primavera, quando la portata delle cascate è più forte e le faggete che la circondano si tingono di verde brillante. In estate e nelle prime settimane d’autunno è la faggeta che sorge alle spalle della cascata ad essere protagonista delle escursioni, fresca e piacevole per fuggire dal caldo della stagione.
CAMPEGGI CARSOLI (AQ)
Le prelibatezze della gastronomia a Carsoli (Aq) Da gustare: Il borgo autentico di Carsoli è conosciuto come polo enogastronomico di ottimo livello e vanta la presenza di diversi ristoranti di qualità. Cosa fare a Carsoli: La riserva offre diverse possibilità di effettuare escursioni, tra cui: – visite nella Grotta del Cervo: questa grotta è il cuore della riserva e l’ambiente che vi si trova conserva ancora oggi le sue condizioni originarie. Non essendoci passerelle né illuminazione artificiale, le visite sono possibili solo con l’accompagnamento di una guida speleologica. – visite nella Grotta dell’Ovito: qui la presenza dell’acqua è costante e la visita, sempre guidata, si svolge attrezzando i visitatori con mute subacquee per seguire la via del torrente vino a raggiungere il lago in cui esso termina. – visite nei geositi della riserva: oltre alle grotte, la riserva si caratterizza per tre importanti geositi, visitabili con docenti e guide specializzate. – sentieri: i sentieri che attraversano la riserva sono, a differenza delle grotte, visitabili liberamente. Presso il Comune di Carsoli, il centro di accoglienza della riserva e le varie pro-loco è disponibile la mappa dei sentieri, scaricabile anche online. – attività di educazione ambientale: rivolte principalmente alle scuole primarie e secondarie, sono realizzate da docenti specializzati e hanno l’importante obiettivo di avvicinare i più piccoli alla natura, in modo responsabile.
VILLAGGI TURISTICI CARSOLI (AQ)
Nel borgo di Carsoli si svolgono inoltre ogni anno eventi e manifestazioni incentrati sulle tradizioni e sulla cultura locale: 21-22-23 agosto: festa del S. Patrono di Carsoli “Santa Vittoria”; 3a settimana di agosto: “La Portella”, mostra di pittura contemporanea; 1 maggio: festa patronale (frazione di Colli di Monte Bove); 25 maggio: festa patronale (frazione di Poggio Cinolfo ); 12-13-14 agosto: festa patronale (frazione di  Monte Sabinese); 15-16-17 agosto: festa patronale (frazione di  Villa Romana); 15-16 agosto: festa di S. M. dell’Assunta e S. Stefano (frazione di Tufo); settembre: festa patronale (frazione di Pietrasecca ).
AFFITTACAMERE CARSOLI (AQ)
Il centro storico di Carsoli. Carsoli è un comune abruzzese di 5.607 abitanti della provincia dell'Aquila. È situato in una posizione geografica di confine tra il Lazio e l'Abruzzo e, proprio in virtù di questa ottimale collocazione, fu interessato in seguito all'apertura della autostrada A24 (anni Settanta) da un interessante fenomeno di espansione industriale. Carsoli oggi, anche se è uno dei quattro distretti industriali della Regione Abruzzo, sta rivalutando gli importanti elementi naturali che lo caratterizzano, come la vicina Riserva delle Grotte di Pietrasecca e i caratteristici borghi antichi delle frazioni di Colli di Monte Bove, Montesabinese, Pietrasecca, Poggio Cinolfo, Tufo e Villa Romana. Il capoluogo si articola in una zona commerciale a ridosso dell'uscita autostradale, nella quale sono presenti numerosi centri commerciali ed attività ricettive, e in una zona centrale, il vero e proprio nucleo cittadino dominato dall'alto dalla parte più antica, dove trovano collocazione i ruderi dell'antico Castello Orsini e quindi la Vecchia Fortezza. Carsoli sorge ai margini orientali della Piana del Cavaliere, una valle chiusa ad Est ed aperta ad Ovest. Il comune si trova a 7 km dal confine col Lazio. Il paese è posto tra i 600 m s.l.m. della parte nuova e i 650 m s.l.m. della parte antica ed è attraversato dal fiume Turano. Carsoli confina con i comuni di Collalto Sabino (RI), Nespolo (RI), Oricola (AQ), Pereto (AQ), Pescorocchiano (RI), Sante Marie (AQ), Tagliacozzo (AQ), Turania (RI), Vivaro Romano (RM).
BED & BREAKFAST CARSOLI (AQ)
BED & BREAKFAST LE GINESTRE
Via Tiburtina, 20 - Frazione Colli di Monte Bove - 67061 Carsoli (Aq)
tel. 349 2843184 - fax 0863 999584
CASE PER VACANZA CARSOLI (AQ)
Chiesa Santa Maria in Cellis in Carsoli. Il primo febbraio del 1000 il conte dei Marsi Rainaldo II, figlio di Berardo I, fondò il monastero di Sanctae Mariae in Cellis, nel territorio carseolano e vi insediò, come suo abate, Dodone. Nel dicembre del 1060 il monastero passò definitivamente fra i possedimenti dei monaci di Montecassino e vi rimase fino agli inizi del XVII secolo. Alla fine del Quattrocento il priorato fu dato in commenda come beneficio semplice a preti secolari che pagavano una tassa a Montecassino di 12 ducati d'oro: l'ultimo priore di cui si conosce il nome fu don Annibale Caracciolo di Albe, nominato il 3 novembre del 1600. In età rinascimentale la chiesa fu ornata di un porticato sulla parte frontale, mentre intorno alla seconda meta del '600 la stessa, in fase di abbandono, subì un dissesto strutturale che portò all'annullamento dell'area presbiteriale e all'avanzamento dell'ingresso sul porticato con il tamponamento delle tre arcature su cui furono reimpostate due monofore ed il portale centrale. I due portali laterali furono, nel 1676, sistemati sulla facciata di Santa Maria della Vittoria di Carsoli. L'aspetto attuale della chiesa, posizionata sul fianco destro del cimitero di Carsoli, è frutto di una risistemazione risalente al '700, con la facciata orizzontale divisa da una cornice che separa la parte inferiore, decorata da un portale e da due monofore (con porticato cinquecentesco tamponato), dalla parte superiore, contrassegnata dalla murata finestra tardo-rinascimentale. Il portale, databile al XII secolo, presenta notevoli decorazioni vegetali e zoomorfe con architrave decorato dal tema dell'Agnus Dei centrale, con i simboli dei quattro evangelisti sui lati. Sul lato sinistro s'innalza la maestosa torre campanaria, una tra le torri meglio conservate della Marsica, con le sue aperture composte da monofore, bifore e trifore, e la base costituita da grossi blocchi figurati provenienti da monumenti funerari romani, posti in origine, lungo il vicino percorso della via Valeria.
APPARTAMENTI PER VACANZA CARSOLI (AQ)
Chiesa di Santa Vittoria a Carsoli (Aq) La chiesa di Santa Vittoria, fondata da Carlo I o II d'Angiò nella piazza del Borgo di Carsoli, in origine non era molto grande, fu ampliata infatti dall'Università stessa, che mantenne la parola data al principe Marcantonio Colonna, al principio del secolo XVI. In seguito a tali modificazioni, la chiesa risulta oggi più ampia di quasi due terzi rispetto alla struttura originale, in conseguenza del passaggio da una pianta a croce greca a una a croce latina. È una delle più grandi che abbia la Diocesi dei Marsi. Ha otto cappelle oltre l'altare maggiore, con spazioso coro. Il pulpito é opera del maestro Gervasi di Collo, che lavorò molti anni nella sagrestia di S. Pietro in Roma. Borgo di Pietrasecca. Pietrasecca, frazione di Carsoli (Aq): Usciti da Carsoli, dopo larghi tornanti si apre la vista su Pietrasecca. Il paese, posto sulla sommità della Vena Cionca, al di spora della Valle Marino, denuncia immediatamente la sua origine difensiva. Le origini risalgono all'alto Medioevo, periodo nel quale si ebbe la fusione delle popolazioni della valle con quelle dell'antico insediamento di Luppa, le cui rovine sono ancora visibili, ad oltre 1000 metri di quota, non distanti dall'attuale abitato. Un'escursione incentrata sugli aspetti storico-architettonici di Pietrasecca porta a superare la modesta espansione esterna al centro storico, attraverso piccoli, suggestivi sottopassi coperti, dove sono visibili portalini in pietra lavorata. Qui fanno bella mostra palazzetti ottocenteschi con portali in pietra e, all'angolo di via Palazzo, è possibile ammirare un edificio con portale in pietra bugnata, ornato da finestre, anch'esse in pietra, con cornici tardo-rinascimentali. Usciti dal paese, si incontra subito un bivio dal quale si dirama una comoda stradina che, dopo circa 2 Km, porta alle mura del castello di Luppa. Della struttura di quest'ultimo rimane ben poco, ma il panorama che vi si gode è magnifico.
CASE PER LE FERIE CARSOLI (AQ)
Grotte di Pietrasecca. Pietrasecca, frazione di Carsoli (Aq) La Grotta Grande del Cervo fu scoperta da un gruppo di speleologi romani, che, andando a disostruire una frana che occludeva un riparo della adiacente e già conosciuta Grotta dell'Ovito, individuarono quest'altra cavità rimasta incontaminata per secoli. L'importanza di questa grotta si deve, oltre che alla sua bellezza, anche al ritrovamento di 18 monete romane del IV-V sec., una del XV sec. e di numerosi reperti ossei appartenenti a 4 specie animali del Pleistocene (orso, lince, pantera e cervo). L'area della grotta in cui ci sono stati questi ritrovamenti è stata chiamata "Sala degli Antenati". Attraversando la Grotta del Cervo non si può non rimanere incantati dalle diverse forme di concrezionamento, come le stalattiti e le stalagmiti. Nonostante l'ambiente ostile e la completa oscurità, la Grotta del Cervo ospita tantissime specie animali, anche ben adattate, tra cui il grillo delle caverne dalle lunghe antenne, e particolari coleotteri (Choleva sturmi e Laemostenus latialis) quasi invisibili per le ridotte dimensioni. Mentre nella grotta dell'ovito vi è una interessante quanto rara comunità di pipistrelli.
COUNTRY HOUSE CARSOLI (AQ)
Borgo di Colli di Monte Bove. Colli di Monte Bove, frazione di Carsoli (Aq) Dopo panoramici tornanti e passaggi sotto ottocenteschi ponti ferroviari in pietra, si arriva a Colli di Monte Bove. Il paese si pone a metà del versante meridionale di Monte Guardia d'Orlando, in un paesaggio duro dove la roccia ed il forte declivio esaltano gli aspetti paesaggistici del piccolo borgo, costruito a guardia dell'importantissima direttrice di collegamento tra l'area laziale e quella abruzzese. Colli di Monte Bove è ricco di leggende che lo vogliono scenario dell'attesa del passaggio dei Saraceni da parte di Orlando Paladino e Bovo d'Antona, e di tradizioni tenute vive dalla volontà popolare, come quella che vuole San Berardo nato nel castello di Colli nel 1079 dai conti dei Marsi. La posizione del paese porta a ritenere che sia di origine romana. Il castello di Colli fu costruito dai conti dei Marsi nel XI secolo e conservò a lungo la sua funzione di controllo dei traffici verso l'Abruzzo interno. L'attuale tipologia urbana evidenzia ancora gli antichi tracciati medievali ad andamento parallelo, sovrapposti tra loro e collegati da ripide gradinate. Lasciata la variante della Tiburtina Valeria, costruita all'inizio del secolo, si arriva all'altezza della porta di ingresso al paese; qui era posta la dogana del regno borbonico, in corrispondenza della porta con arco detta "Arco della Catena". Sul coronamento orizzontale è collocata una targa in marmo con incisa la scritta: FERDINANDUS IV D.G.R.A.D. MDCCLII. Superata una ripida scalinata appare la chiesa di S. Nicola di Bari risalente al XII secolo, ma notizie documentate si possono rilevare solo dalle opere in essa contenute. Infatti alcuni dipinti riportano date del XVI, XVII e XVIII secolo. Per via della Pineta si giunge davanti ai resti imponenti delle mura dell'antico castello di Colli di Monte Bove. La folta pineta di rimboschimento, presente tutt'intorno e all'interno del recinto fortificato, ha snaturato l'aspetto dei luoghi e il castello risulta come fagocitato dalla rigogliosa vegetazione. Non lontana da Colli vi è la Grotta di S. Angelo molto venerata dagli abitanti e da questi ben costudita. Vi si arriva per un sentiero che corre sul versante Sud-Ovest di Monte Guardia d'Orlando.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' CARSOLI (AQ)
Borgo di Tufo e i Castagneti di Santa Lucia. Tufo, frazione di Carsoli (Aq) Il borgo prende il nome dal particolare materiale usato per costruire le abitazioni: il tufo. Infatti la tecnica costruttiva di tutti gli altri centri carseolani si basa principalmente sull'uso della pietra calcarea, a differenza di ciò che accade a Tufo. Tufo Alto, Tufo Basso e Villa sono talmente vicine tra loro da formare effettivamente un unico agglomerato. Le prime notizie storiche certe su Tufo sono reperibili nel registro dell'abbazia benedettina di Farfa, sita vicino a Rieti; in questo documento Tufo è citato come già esistente nel 1032. Non lontana dalla strada che collega Pietrasecca a Tufo Basso, nei pressi del cimitero, si posiziona una delle emergenze storico-architettoniche più importanti del carseolano: la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Isolata, appena discosta dalla strada provinciale, lì dove quest'ultima si allarga a formare una piccola piazza, la chiesa si adagia sul leggero declivio di modesta altura, circondata da folti boschi di latifoglie. Caratteristici sono i castagneti da frutto di Santa Lucia a Nord dei Monti Carseolani.
RIFUGI E BIVACCHI A CARSOLI (AQ)
Chiesa di San Nicola. Colli di Monte Bove, frazione di Carsoli (Aq) La chiesa risale ad epoca antichissima e probabilmente era dedicata a S. Giovanni Battista, come risulterebbe da una bolla di Clemente III risalente al 1188. Il complesso ha subìto nel corso dei secoli moltissime trasformazioni, per cui non è stato finora possibile individuare le parti più antiche, ma probabilmente si può datare intorno al XII secolo. All'interno della chiesa sono conservate opere d'arte di pregio, ad esempio i dipinti murali della Madonna della Concezione e quella del Rosario. L'affresco della Crocifissione, purtroppo rovinato, fu coperto quando venne costruito il nuovo altare maggiore. Sfilando la tela con S. Nicola di Bari, si vedono le figure della Madonna, della Maddalena inginocchiata ai pedi della Croce e, sulla destra, S. Giovanni Evangelista. La figura del Cristo è invece visibile solo nella metà inferiore. Sulle pareti laterali si trovano tracce di altri affreschi. Sulla parete sinistra, sotto la nicchia, è venuta alla luce la base di una colonna. Ciò fa supporre che tutta la parete doveva essere riempita da una decorazione con grosse colonne, risalenti forse al '500. Questa decorazione fu parzialmente distrutta quando vennero costruiti gli altari e la nicchia, ciò che rimaneva fu coperto da vari strati di pittura. Anche la tela della Natività, risalente all'inizio del '600, è opera degna di nota, pur trovandosi ormai in cattive condizioni. Guardando verso sinistra possiamo notare in una nicchia una statua lignea della Madonna col Bambino, proveniente dalla chiesa del castello ormai distrutta. La tradizione vuole che davanti a questa statua abbia pregato S. Berardo. L’organo di grande pregio artistico e storico, risale al XVIII secolo e proviene dal monastero di Santa Scolastica presso Subiaco. Il trasferimento dello strumento nella sede attuale avvenne nei primi decenni del secolo XX.
Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Tufo, frazione di Carsoli (AQ) La costruzione della chiesa risale probabilmente ai primi decenni del sec. XII in quanto, dalla bolla papale del 1189, risulta di pertinenza del monastero di Subiaco. Tuttavia i numerosi rimaneggiamenti ai quali è stata sottoposta rendono difficile l’identificazione delle parti originarie. L’abside poligonale in conci di tufo ad opera quadrata, il transetto con le volte a crociera, le monofore a tutto sesto e la sacrestia dalla volta a botte sono senza dubbio le parti che meglio conservano i caratteri stilistici originari. All’interno si possono ammirare le seguenti opere d’arte: sulla parete sinistra dell’altare maggiore affresco del sec. XVII raffigurante la Visitazione; nel catino absidale affreschi del sec. XVII raffiguranti i santi evangelisti Marco, Luca, Giovanni, Matteo e la Madonna; sulla parete destra dell’altare maggiore affresco del sec. XVII raffigurante l’Annunciazione.
Grotta di Sant'Angelo. Colli di Monte Bove, frazione di Carsoli (AQ) Si tratta di una grotta sita nel carseolano, a poco meno di mezz'ora di cammino dall'abitato di Colli di Monte Bove, una cittadina sul tracciato della moderna strada statale Tiburtina Valeria, che da Roma conduce in Abruzzo. A questa grotta, detta di "Sant'Angelo di Monte Bove" si lega la devozione degli abitanti dei paesi vicini, in quanto, secondo una tradizione da presumersi secolare, non solo da una sua falsa sgorgherebbe il sangue dei martiri, ma essa nasconderebbe in un muro la treccia della Madonna. La grotta consta di un vano d'accesso, la cui semplice conformazione geologica è stata in parte normalizzata dall'intervento umano cosi da renderla simile ad una navata, sulla quale si apre una cappella absidale costruita con pietrame, intonacata e affrescata sulla facciata esterna, oltre che sulla parete di fondo. Antistante ad essa si colloca un altare in pietra, intonacato. Sulla parete di sinistra della cappella una gradinata in pietrame conduce in alto alla conclusione dell'antro.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
Borgo di Montesabinese. Montesabinese, frazione di Carsoli (Aq) Appena alla periferia di Carsoli, lungo la via Valeria per Colli di Monte Bove, s'incrocia il bivio che indica la piccola frazione di Montesabinese. La sua storia è legata a doppio filo alle vicende di Carsoli e le poche case raggruppate sul colle mostrano una tipologia rurale appena impreziosita da qualche porta e finestra in pietra. La piccola chiesa di S. Giovanni riflette quelle che sono le caratteristiche del piccolo borgo. Borgo di Poggio Cinolfo. Poggio Cinolfo, frazione di Carsoli (Aq): L'antico borgo occupa la sommità di una delle colline che delimita a Nord-Est la Piana del Cavaliere ed è circondato da vasti boschi di castagni. La tradizione vuole che, in prossimità dell'attuale abitato, sorgesse l'antica Carento, ma al riguardo non vi sono notizie certe. Il nome "Cinolfo" sembra derivare da Siginulgo, figlio di Berardo IV conte dei Marsi, vissuto intorno all' XI secolo. All'interno del centro storico, immediata, si mostra la facciata dell'imponente Palazzo Coletti. Gli ampliamenti del palazzo si denunciano sulla facciata principale con la presenza di cantonali d'angolo inglobati nell'attuale paramento murario, ma facenti parte di almeno tre edifici differenti. La struttura medievale del borgo si mantiene ancora ben conservata con uno sviluppo urbano avvolgente tipico dei centri di sommità. Infatti gli edifici di rappresentanza si pongono in alto, e con andamento a raggiera intorno ad essi, si sviluppa un tessuto edilizio piuttosto compatto. Il tutto è ancora racchiuso da una cinta muraria ben evidente all'interno della quale si accede attraverso due porte.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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