Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Cappadocia - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Cappadocia

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CAPPADOCIA (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di CAPPADOCIA (Aq) (m. 1.108 s.l.m.)
     
  CAP: 67060   0863 -  0863.670122 - Da visitare:      
 MUNICIPIO DI CAPPADOCIA 0863.670117   0863.670232       0863.670178  P. Iva: 00193110665
Raggiungere Cappadocia:(Stazione Tagliacozzo (Uscita Tagliacozzo) -Aeroporto d'Abruzzo a 132 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI CAPPADOCIA (AQ)
*** HOTEL I BUCANEVE
Località Camporotondo - 67060 Cappadocia (Aq)
tel. e fax 0863 671414
 Servizi offerti dalla struttura

** HOTEL LUPO BIANCO
Località Camporotondo - 67060 Cappadocia (Aq)
tel. e fax 0863 671414
 Servizi offerti dalla struttura





RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE CAPPADOCIA (AQ)
Monumenti e luoghi d'interesse a Cappadocia (Aq) Architetture religiose: Chiese di San Biagio e Santa Margherita nel capoluogo; Chiese di San Michele Arcangelo, Santa Maria delle Grazie, San Rocco e San Giovanni a Petrella Liri; Vecchia chiesa medievale di Sant'Egidio e nuova chiesa omonima a Verrecchie; Convento delle Suore Trinitarie; Casa Don Calabria. Aree naturali a Cappadocia (Aq) Sorgenti del fiume Liri, non più visibili nella loro interezza originale, perché le sue acque sono in parte incanalate in galleria per alimentare una centrale idroelettrica e in parte utilizzate dalla rete idrica. Complesso turistico naturalistico delle Grotte di Beatrice Cenci (erroneamente così definite per confusione con la grotta presso Petrella Salto in cui sarebbe stato imprigionato Francesco Cenci nel 1598 dai briganti, poi liberato dalla figlia Beatrice). Pozzo dell'Ovido Inghiottitoio dell'Otre. Sorgenti del fiume Imele, mulino ad acqua e museo delle tradizioni contadine a Verrecchie. Centro visita "Il Grifone" a Petrella Liri. Centro turistico di Camporotondo e Valle del Fucero, area d'interesse naturalistico.
CAMPEGGI CAPPADOCIA (AQ)
Camporotondo di Cappadocia, villaggio turistico residenziale a 1400 m. s.l.m. nel cuore del versante abruzzese dei Monti Simbruini.  Appena fuori dal residence, oasi incontaminate di verde e di silenzio, il Santuario della SS Trinità e paesaggi fantastici. Quì d'inverno la neve la fà da padrona e consente, tramite un nuovo impianto di risalita a tappeto mobile, di sciare in tutta tranquillità, fino ai 1750 mt. della Monna Rosa. Possibilità di alberghi e altre strutture ricettive. Presso la stazione sciistica è possibile praticare sci da fondo e fare comode passeggiate con le ciaspole, oppure noleggiare quad.
VILLAGGI TURISTICI CAPPADOCIA (AQ)
Questa finestra apparentemente ritrae un’immagine lieta. Eppure Nives si sta affacciando su una terra che negli ultimi anni è stata tutt’altro che felice. E’ una foto scattata a Camporotondo di Cappadocia in provincia de L’Aquila. Nel 2009 il terremoto dell’Abruzzo è andato a ingrossare con trecentonove persone le fila delle vittime dell’incuria italiana. Con una costanza che ha dell’agghiacciante, quasi a nulla sono serviti i terremoti del passato nemmeno troppo remoto, in termini di prevenzione e piani di emergenza (si pensi a quello dell’Umbria e delle Marche o a quello dell’Irpinia, se non si vuole andare troppo indietro, senza contare quelli meno disastrosi come quello dell’Emilia o della vicina Mormanno). Insomma, l’abbiamo scampata anche questa volta. Ma cosa sarebbe successo se invece di fare a gara al tweet più originale o il post su Facebook più esilarante, ci fossimo trovati sfollati sotto il gelo che in queste ore ci sta facendo pregustare sorbetti con miele di fichi e battaglie di palle di neve? La situazione non è di certo incoraggiante, come abbiamo detto, con solo il 54% dei comuni calabresi dotati del piano di emergenza comunale e la quasi totalità dei cittadini che ignorano come comportarsi in caso di terremoto, ma le similitudini tra questo panorama abruzzese e la Calabria non finiscono a questo. La neve e la vocazione turistica di Camporotondo infatti non sono poi così diverse da quelle silane. Questa località era infatti molto frequentata dagli sciatori e ha lentamente assistito a un declino e uno spopolamento che non riescono a fermarsi. I cartelli “vendesi” attaccati alle finestre sbarrate sono uguali a quelli che tappezzano le imposte delle case della Sila. Gli impianti sciistici obsoleti o dismessi ricordano tanto quelli di Lorica che, per il secondo anno consecutivo e chissà per quanti altri ancora, sono rimasti chiusi. Anche i cani da slitta sono un punto di contatto tra le montagne abruzzesi e l’altopiano silano: in entrambi i luoghi si tengono manifestazioni che li vedono protagonisti, ma tutto è circoscritto a pochi giorni all’anno. Altrove lo sleddog e lo skijoring sono le nuove frontiere dello sport invernale, qui invece la slitta del turismo è ancora ferma, nonostante siano luoghi votati soprattutto allo sci di fondo e quindi perfetti per discipline sportive praticate con i cani nordici. Bilancio dunque non molto incoraggiante. La speranza è che finalmente qualcuno si accorga che i disastri, così come la cura per i luoghi di interesse turistico, non debbano essere trattati sempre con piani emergenziali, ma che si lavori prima che tutto vada perduto.
AFFITTACAMERE CAPPADOCIA (AQ)
Cappadocia - Monte Padiglione - Cappadocia (AQ) Sentiero che consente di raggiungere la cima del Monte padiglione (m.1627), splendido belvedere a 360 gradi sull'alta Valle del Liri fino al massiccio del Monte Velino e sulla Valle della Dogana fino alle cime del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini che si affacciano sul comprensorio di Camporotondo. Nel Primo tratto percorre una storica mulattiera fino alla croce di Pizzicapianto (m. 1420), per poi risalire il pendio erboso fino alla cima. Tipo sentiero: Sentiero Turistico: Itinerario di ambito locale su carrarecce, mulattiere o evidenti sentieri. Si sviluppa nelle immediate vicinanze di paesi, località turistiche, vie di comunicazione e riveste particolare interesse per passeggiate facili di tipo culturale o turisticoricreativo. (Nella scala di difficoltà CAI è classificato T - itinerario escursionistico-turistico). Difficoltà: T/E - Medio Facile. Escursione intermedia simile alla turistica, su sentieri senza difficoltà particolari ma che richiedono un minimo di esperienza montana per alcuni tratti che possono risultare impegnativi. Gli itinerari proposti non hanno lunghezza eccessiva e il dislivello è contenuto.
BED & BREAKFAST CAPPADOCIA (AQ)
Cappadocia è un piccolo comune abruzzese della provincia de L’Aquila che si estende lungo il confine tra Abruzzo e Lazio, nel pieno dell’Appennino centrale, sul versante nord-orientale aquilano dei Monti Simbruini. Il territorio di Cappadocia, particolarmente montuoso, ha da sempre condizionato l’economia della zona, dedita per lo più all’allevamento, al commercio del legname e al turismo, sviluppatosi negli ultimi anni. Nel Comune sono comprese le frazioni di Petrella Liri, Camporotondo sede dell’omonima stazione sciistica e Verrecchie. Nella parte più antica è conservata la struttura originaria «con stradine a saliscendi e con linde case, molte delle quali con finestre e porte tutte in pietra. Praticamente perduto è invece il monumento più importante della cittadina, l’antica chiesa di S. Margherita, della quale non restano, purtroppo, che scarsi e sconnessi avanzi, i più importanti dei quali sono quelli della cripta, i soli che ne rivelino con sufficiente chiarezza l’origine medioevale e la forma prevalentemente romanica» (E. Pomilio).
CASE PER VACANZA CAPPADOCIA (AQ)
La Storia del paese di Cappadocia (Aq) Le prime notizie su Cappadocia risalgono al XII secolo (nella Bolla di Clemente III vengono elencate le chiese di S.Biagio e di S.Margherita). Dal Trecento, Cappadocia appartiene agli Orsini e quindi, alla contea di Tagliacozzo, insieme con i castelli di Petrella e di Verrecchie. Nel XVI secolo passa, come tutto lo Stato di Tagliacozzo, ai Colonna. Dopo l’occupazione francese del 1806, Giuseppe Bonaparte, aboliti i feudi, «decise la seguente ripartizione della montagna docana, chiamata cosí perché in essa passavano i confini tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli, ove ci sono ancora le colonnine di pietra scalpellata, con lo stemma pontificio […]. Una metá rimase al principe Colonna e l’altra metá divisa in sei parti, così ripartite: tre parti a Cappadocia e Petrella Liri; una parte a Verrecchie e due a Tagliacozzo» (D.Di Marzio). Successivamente, con atto del 23 dicembre 1886, lo stesso principe Colonna cedette a Cappadocia in enfiteusi perpetua la parte a lui assegnata. Il Comune la riscattava definitivamente con atto del 12 ottobre 1899.
APPARTAMENTI PER VACANZA CAPPADOCIA (AQ)
Da vedere a di Cappadocia (Aq) Cappadocia è immersa nel verde dell’Appennino centrale abruzzese, circondato da una natura incantevole e da colori vivi, brillanti. Si tratta di un tipico borgo della Marsica, situato a poco più di 1000 metri di altitudine, come porta d’ingresso al Parco Naturale dei Monti Simbruini, adagiato nella meravigliosa e bucolica Valle del Liri. Il piccolo borgo abruzzese è circondato da boschi incontaminati di faggio e castagno, particolarmente ricchi di funghi e di fauna locale, nei quali è possibile percorrere sentieri, che portano alla scoperta dei delle sorgenti del fiume Liri, delle numerose grotte oppure dei monti circostanti, come il Padiglione, il Camiciola, il Tarino e l’Arunzo. Moltissimi sono i luoghi di pregio naturalistico, primo tra tutti il Parco dei Monti Simbruini, all’interno del quale sorge il Santuario della Santissima Trinità, immerso in un luogo le cui bellezze e la cui suggestione ben si prestano a far da cornice a questo centro di culto e spiritualità, meta di pellegrinaggio durante quasi tutti i periodi dell’anno. Cappadocia è inoltre celebre per le sue grotte, diffuse in tutto il territorio circostante al borgo. Le più celebri delle quali sono la Grotta di Beatrice Cenci e la Grotta Cola, nei pressi di Petrella Liri (frazione di Cappadocia). Le Grotte di Beatrice Cenci devono il nome alla nobile romana fatta giustiziare l’11 settembre 1599, per parricidio che divenne in seguito un’eroina popolare. Non appena si entra nella grotta, ci si trova circondati da uno scenario fiabesco, ricco di stalattiti e stalagmiti in grandi spazi, frequentati fin dal Neolitico. Al suo interno è presente un sito archeologico nel quali sono stati rinvenuti importanti reperti archeologici, risalenti appunto all’epoca preistorica. Nei pressi delle grotte è visitabile anche l’Ovido di Verrecchie, un impressionante inghiottitoio la cui voragine di 300 metri raccoglie le acque del torrente che, dopo alcuni chilometri di percorso sotterraneo, riaffiorano a Sfratati, vicino Tagliacozzo. A pochi chilometri da Cappadocia, vi è inoltre il Comune di Tagliacozzo, sede di un’importante battaglia avvenuta nel 1268, che segnò la sorte di Corradino di Svevia, nipote di Federico II, e portò alla definitiva vittoria ed egemonia angioina sul Regno delle Due Sicilie. La battaglia è citata anche da Dante nel XXVIII canto dell’Inferno della Divina Commedia: “…là da Tagliacozzo, ove senz’arme vinse il vecchio Alardo…”. Sempre a Tagliacozzo, nella Chiesa del ‘300 di S. Francesco, in un’urna sono conservate le spoglie del Beato Tommaso da Celano, primo biografo di San Francesco.
CASE PER LE FERIE CAPPADOCIA (AQ)
Da gustare a di Cappadocia (Aq) Cappadocia in tavola, presenta tutte le caratteristiche della cucina regionale abruzzese, fatta di ingredienti talvolta poveri, ma arricchiti di sapori dalle abili mani delle donne del borgo. Un’economia particolarmente focalizzata all’allevamento, ha contribuito alla diffusione in cucina dei formaggi e delle carni ovine (come il castrato, il capretto e le salsicce). Tra i primi piatti figurano sicuramente le numerose zuppe di legumi e vedure, le sagne abruzzesi, la polenta, i maltagliati e gli spaghetti alla chitarra. Due sono i prodotti particolarmente diffusi e tipici del borgo: le castagne, presenti numerosissime nei boschi che ricoprono le dorsali appenniniche; la panuntella, una sorta di pizza il cui nome deriva da “panognere” cioè ungere, perchè dopo la cottura veniva unta con i grassi provenienti dalla cottura di carni e salsicce. A entrambi è dedicata ogni anno una sagra, durante il mese di novembre.
COUNTRY HOUSE CAPPADOCIA (AQ)
Cosa fare a di Cappadocia (Aq) A Cappadocia il 15 e il 16 agosto una processione (dedicata alla Madonna dell’Assunta e a Sant’Antonio il 15, e alla Madonna dell’Addolorata e a San Rocco il 16), attraversa le vie e i vicoli suggestivi del paese. Nella processione del 16, dove insieme a San Rocco si celebra la Madonna Addolorata vestita di nero, è usanza che tutte le donne che sfilano accanto alla statua di Maria, indossino abiti neri. Questa caratteristica rende ancor più suggestiva la processione. Queste due date sono un’occasione di festa che tiene in fermento tutto il paese, durante le quali suona la banda musicale e si svolgono numerose iniziative, dalla tombola in piazza, ai giochi per bambini, all’estrazione dei biglietti vincenti della lotteria, fino all’intrattenimento musicale che si protrae fin oltre la mezzanotte sul palco allestito nella piazza principale del paese, una piazza molto capiente dove chiunque può cimentarsi in danze e balli di gruppo, trascorrendo ore in allegria. Il tutto è organizzato dalla Pro Loco, che ha cura di organizzare anche varie sagre e festa, tra le quali quella della castagna e quella della “panuntella” (una tipica pizza abruzzese, accompagnata solitamente da braciole di maiale), che si svolgono entrambe a novembre.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' CAPPADOCIA (AQ)
RIFUGI E BIVACCHI A CAPPADOCIA (AQ)
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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