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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Capistrello

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CAPISTRELLO (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di CAPISTRELLO (Aq) (m. 772 s.l.m.)
Coordinate geografiche sono: Latitudine: 41° 57’ 59,38" N - Longitudine: 13° 23’ 24,24" E
     
  CAP: 67053  - 0863 -  0863.531192 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI CAPISTRELLO 0863.45841   0863.4584222       0863.4584235 - P. IVA: 00181790668
Raggiungere Capistrello:(Stazione Avezzano (Uscita Avezzano) -Aeroporto d'Abruzzo.
 
HOTELS ED ALBERGHI CAPISTRELLO (AQ)
Il territorio di Capistrello (Aq). La posizione geografica ha una conformazione particolare visto che si sviluppa lungo una strettoia compresa tra la delimitazione della catena dei Monti Ernici-Simbruini a nord, tra l'alta valle del fiume Liri e la dorsale montuosa che la separa dalla piana fucense. Capistrello è dunque incastonato tra i Piani Palentini, in cui scorrono le acque del fiume Imele e del torrente Rafìa e in cui sono tuttora visibili alcuni resti dell'acquedotto di epoca romana (dedicato alla dea Angizia), ed il versante abruzzese dei monti Simbruini e i monti Cantari lungo la valle del Liri. Qui scorrono per circa 120 km le acque dell'omonimo fiume. Nei pressi di Sant'Angelo in Theodice vicino a Cassino, nel punto in cui riceve le acque del fiume Gari, prende il nome di Garigliano andando poi a sfociare nel mar Tirreno dal golfo di Gaeta. Oltre l'Abruzzo il fiume nei 38 km restanti delineerà, con il suo percorso, i confini naturali tra Lazio e Campania. Il fiume Liri ha una bacino idrografico di 4.140 km² ed una portata che raggiunge in alcuni tratti anche i 50m³/s. Il Comune è diviso in vari rioni: Ricetto, Camerata, Le Giorgìe, Baracche, Stazione, Santa Barbara, Polveriera, Casali, Pisciacotta, Giberghe, Collalto. I suoi abitanti sono denominati capistrellani. Il suo territorio confina a nord-ovest con Tagliacozzo e la frazione di Villa San Sebastiano, a nord con Scurcola Marsicana e la frazione di Cappelle dei Marsi, ad ovest con Castellafiume, a sud-ovest con Filettino, a sud con Canistro (noto per la produzione dell'acqua oligominerale minerale "Santa Croce") e la frazione di Canistro Superiore, a sud-est con Luco dei Marsi, infine, a nord-est con Avezzano e la frazione di Cese dei Marsi. A dividere Capistrello da Avezzano c'è il monte Salviano (1.000 metri circa slm), sulla cui sommità sorge il convento dei frati cappuccini dedicato alla Madonna di Pietraquaria. Sul monte Salviano, dal 1999, è stata istituita la riserva naturale di 722 ha in cui è possibile ammirare, specie lungo l'antico sentiero preromano della Via dei Marsi, alcune tra le più caratteristiche specie di flora e fauna presenti nel territorio marsicano. Da Capistrello, infine, ha inizio la Serra Lunga, un lungo massiccio calcareo che scende in direzione sud-est fino al valico di Forca d'Acero, nel cuore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, passando per Collelongo e Villavallelonga. Con i suoi 2003 metri di altitudine il monte Cornacchia rappresenta la vetta più alta.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE CAPISTRELLO (AQ)
Il clima a Capistrello. Capistrello è caratterizzata da inverni freddi ed estati miti, con medie delle temperature minime piuttosto basse durante tutti i mesi dell'anno. La temperatura media annua infatti è di 10,75 °C con una media di 91 gelate annue. Il mese più freddo è gennaio con una media di 2,3 °C e i più caldi sono a pari merito luglio e agosto con 20,0 °C. La temperatura massima più alta mai registrata a Capistrello da una stazione meteorologica ufficiale è di addirittura 42,0 °C, mentre la più bassa mai registrata è di – 20,0 °C. Il paese, come buona parte della Marsica, è infatti soggetto a intense gelate in occasione di irruzioni di aria fredda. La piovosità storica è di circa 1091.3 mm annui distribuiti in 95 giorni con precipitazioni. La stagione più piovosa è l'autunno, seguito dall'inverno e dalla primavera, quando possono verificarsi copiose nevicate, mentre d'estate cadono mediamente 125 mm di pioggia in 15 giorni piovosi. Il limite massimo di accensione degli impianti di riscaldamento è di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile.
CAMPEGGI CAPISTRELLO (AQ)
La Storia del paese di Capistrello (Aq). L'etimologia del nome molto probabilmente deriva dalla posizione "a capo della stretta" (dal latino capistrum). Diverse sono le ricostruzioni etimologiche che non hanno trovato supporto né dagli studiosi, tanto meno dagli storici: tra queste l'antica leggenda, secondo cui il nome deriverebbe dal latino "Caput Castrorum" (ossia "capo degli accampamenti" di epoca romana). Ciò nonostante quest'ultimo nome latino è riportato sullo stemma della città. Più verosimilmente il toponimo deriverebbe dal termine latino "Capistrum" (cavezza) derivato dalla posizione del centro che è situato a capo della stretta, cioè all'imbocco della valle Roveto.
VILLAGGI TURISTICI CAPISTRELLO (AQ)
I “Cunicoli di Claudio” a Capistrello: A Capistrello c'è lo sbocco dei cunicoli di Claudio, realizzati circa duemila anni fa dall'Imperatore Claudio (41-52 d.C.), che costituirono per l'epoca un'opera di ingegneria idraulica di eccezionale importanza e ritenuta una tra le più grandiose opere di ingegneria idraulica di tutti i tempi. L'opera, che riveste interesse storico, naturalistico ed archeologico, permise di far defluire le acque del lago Fucino nel fiume Liri per prosciugare e bonificare la conca marsicana ed ottimizzare le produzioni agricole. I lavori durati ben 11 anni impegnarono circa 25000 schiavi, iniziati nel 41 d.C., terminarono verso al metà del 52 d.C. Tuttavia le acque smisero di defluire alla fine del 55 d.C. Caduto l'impero romano seguì infatti un periodo di decadenza con conseguente mancanza di manutenzione e la sospensione dei lavori di ulteriore scavo del canale che riceveva le acque. L'emissario inevitabilmente si ostruì (probabilmente anche a causa del terribile terremoto del 508 d.C.). Il lago Fucino così ben presto tornò ai suoi originari livelli e a nulla valsero i successivi tentativi di restauro dei cunicoli condotti dall'imperatore Federico II di Svevia. In seguito ci fu anche un altro tentativo, quello del principe Colonna che con l'aiuto di diversi comuni ripuari, tentò di riaprire i cunicoli per bonificare l'area fucense. I lavori non furono mai portati a termine per motivi economici. Il prosciugamento definitivo divenne realtà grazie al principe Alessandro Torlonia, il 9 agosto 1862, quando scattò l'apertura delle barriere benedette dal vescovo dei Marsi e l'acqua iniziò il deflusso verso la galleria e il fiume Liri. Solo il 1º ottobre del 1878 gli ingegneri del Genio Civile, Basilari e Bertocchi, dichiararono ufficialmente nella loro relazione: "la grande opera di prosciugamento del Fucino è ultimata".
AFFITTACAMERE CAPISTRELLO (AQ)
AFFITTACAMERE LOCANDA IL TESORO DEL LAGO
Via Carlo Pisacane - 67053 Capistrello Aq)
tel. e fax 0863 539372
BED & BREAKFAST CAPISTRELLO (AQ)
Il Medioevo di Capistrello (Aq): Feudo del conte dei Marsi, Crescenzo, nel XII secolo, Capistrello divenne subito sede dell'esattore della gabella del passo. Nel XVI secolo il barone Pompeo Colonna tolse molte terre ai monaci dell'area appenninica del centro Italia e a Capistrello donò la bagliva di Civitella Roveto. La cittadina ha ricoperto, dunque, un ruolo centrale, in tutta la Valle Roveto, favorito soprattutto dalla presenza in epoca medievale dell'unica strada che collegava la Marsica con Napoli, passando per Sora e Cassino. Verso il termine del Settecento, con l'invasione dei francesi nel meridione d'Italia, Capistrello apparve al centro degli avvenimenti. La gendarmeria proveniente da Avezzano, infatti, si precipitò alla frontiera capistrellana per cercare di respingere l'offensiva. E fu ancora nella zona di Capistrello che operarono le bande sanfediste di Ermenegildo Piccioli, di Padre Domizio Iacobucci e di Michele Pezza, duca di Cassano (soprannominato "Fra Diavolo"), tallonate dai soldati del colonnello Cavaignac. Nell'Ottocento, Capistrello fu visitata per ben due volte da un sovrano: nel 1807 da Giuseppe Bonaparte e nel 1832 da Ferdinando II, venuti ad osservare lo sbocco dell'emissario claudiano.
CASE PER VACANZA CAPISTRELLO (AQ)
L'Età Contemporanea di Capistrello (Aq).  Il brigantaggio a Capistrello: Qualche anno dopo l'inaugurazione della strada Avezzano-Sora (avvenuta nel 21 agosto 1854), tutta la zona circostante Capistrello, come tutta la Valle Roveto, fu martoriata dagli scontri tra briganti, le truppe borboniche e i soldati piemontesi. Furono le giornate della fine dell'ottobre 1860 per Valle Roveto e per la Marsica le più terribili di quell'anno, carico di avvenimenti. Dopo la sconfitta subita sul valico molisano del Macerone dall'esercito delle Due Sicilie, guidato da Luigi Scotti Douglas, ad opera di Enrico Cialdini, comandante delle truppe piemontesi, subentrò in tutti la certezza della fine dei Borboni e della prossima liberazione di città e paesi e, di fatto, della compromissione delle sorti militari del Regno delle Due Sicilie. E caddero nello stesso tempo, ad una ad una, anche le speranze dei legittimisti e degli antiunitari in battaglia contro l'invasore piemontese. Ci si avvicinava con gioia all'Unità della Patria.
APPARTAMENTI PER VACANZA CAPISTRELLO (AQ)
Il terremoto del 1915 a Capistrello: Alle ore 7.52.48 (dato dell'INGV) del 13 gennaio 1915 anche Capistrello fu colpito e danneggiato gravemente dallo spaventoso terremoto della Marsica di magnitudo 7.0 della scala Richter e XI della scala Mercalli che uccise 93 persone nel comune rovetano. Nel resto della Marsica molto più gravi furono le perdite, circa 30.000 morti su una popolazione di 120.000 unità, praticamente il 25% dei marsicani morì sotto le macerie. Il terremoto sterminò addirittura alcuni paesi come Frattura (Scanno), in cui persero la vita tutti i 120 abitanti. I 33 martiri di Capistrello: Molto più tragica è la storia recente di Capistrello. La prima vicenda avvenne il 20 marzo 1944, quando Piero Masci (un giovane diciottenne del luogo) prima di essere fucilato fu trucidato e seviziato dai tedeschi "giungendo al punto di strappargli i testicoli ed il pene" (come recita il rapporto del Comandante della Stazione dei Carabinieri). Ciò avvenne per il semplice fatto che fu accusato di aver rubato un pacchetto di sigarette e della cioccolata al maresciallo tedesco che ospitava in casa sua. Mentre alcuni mesi dopo, il 4 giugno, trenta pastori locali fuggiti sulle montagne capistrellane con il loro bestiame per scampare alle atrocità della guerra vennero catturati, imprigionati e poi fucilati alla nuca uno ad uno nel Piazzale della Stazione. Due giorno dopo, il 6 giugno, veniva ucciso Fernando Stati, semplicemente perché sospettato di partigianeria. Il 23 settembre dello stesso anno, il cantoniere Ricci Mario fu freddato con una scarica di fucile mitragliatore da un militare tedesco perché obiettò con un bisbiglio scherzoso che recitava: "tra non molto li farò vedere agli Inglesi", alla richiesta della pattuglia di esibire i documenti. Questa è la sconvolgente storia dei "33 martiri di Capistrello". Per via di questi nefasti avvenimenti il 25 maggio 2004, l'allora Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi insignì il Comune di Capistrello della Medaglia d'Oro al Merito Civile.
CASE PER LE FERIE CAPISTRELLO (AQ)
Capistrello si trova nel cuore dell’Abruzzo in provincia dell’Aquila, nella parte nord della Valle Roveto, a circa 100 km ad est di Roma e circa 110 km ad ovest di Pescara.  Si raggiunge facilmente tramite l’autostrada A25 Torano-Pescara - uscita casello di Avezzano (da cui dista circa 7 km) e la S.P. n° 82 a scorrimento veloce del Liri, Avezzano-Sora (da cui dista circa 40 km). Con il treno si può utilizzare la linea ferroviaria Avezzano-Sora-Roccasecca. Esistono collegamenti su strada con autobus dell’ARPA con partenza da Avezzano. Le Coordinate geografiche di Capistrello sono: Lat. 41° 57’ 59,38" N - Long. 13° 23’ 24,24" E.
COUNTRY HOUSE CAPISTRELLO (AQ)
Note storico-illustrative su Capistrello (Aq). Il Comune di Capistrello, posto ad un’altitudine di 734m s.l.m., si estende su un’area di 60,8 kmq sulla quale insiste una popolazione di circa 5.400 abitanti (al 31/12/2007) per una densità abitativa di 88,9 ab/kmq. Il territorio comunale, che fa parte della Comunità Montana “Valle Roveto”, è composto oltre che dal centro anche dalle due frazioni di Corcumello e Pescocanale. La posizione geografica del capoluogo ha una conformazione particolare visto che si sviluppa lungo tutta una strettoia compresa tra la delimitazione della catena dei Monti Ernici-Simbruini a nord, che delimita l’alta valle del fiume Liri, e la dorsale montuosa che la separa dalla piana fucense (da qui probabilmente deriva il nome stesso della città, capistrum = cavezza, a capo della stretta. A volte si vuole attribuire il nome di Capistrello come derivato dagli antichi accampamenti romani (caput castrorum) ma sembra che tale etimologia possa serenamente escludersi). Le due frazioni sono posizionate, rispettivamente, quella di Corcumello presso il valico del Monte Girifalco lungo la strada che costeggiando i Piani Palentini porta a Villa S. Sebastiano di Tagliacozzo, mentre Pescocanale è situata su una stretta del fiume Liri, sottostante il valico di Serra S. Antonio, che proseguendo in direzione di Canistro conduce verso la parte meridionale della vallata dell’omonimo fiume. Le origini Capistrello possono farsi risalire all’età dei metalli anche se tracce di primordiali insediamenti umani (cacciatori neandertaliani) possono datarsi fin dal periodo neolitico. Il territorio infatti ha costituito la via “naturale” di penetrazione di esseri umani dal basso Lazio e dalla Campania verso il Fucino e più in generale come valico appenninico verso il Mar Adriatico. È assodato comunque che a tale periodo corrisponde il formarsi di un certo nucleo abitativo stabile contraddistinto da attività di caccia, pastorizia di armenti ed agricoltura primordiale. Nel corso dei secoli gli abitati si concentrarono in fortificazioni erette per lo più sulle alture dominanti la vallata settentrionale del Liri e la dorsale palentina, poste a difesa delle fertili terre sottostanti. I contatti con Roma iniziarono già nel VII sec. a.C. come testimonia l’appoggio offerto al re romano Tullio Ostilio durante la guerra con Albalonga, tant’è che poi Capistrello, compresa tra i municipi romani di Alba Fucens e di Antinum, si trovò inserita nella IV Regio, Sabina et Samnium. Ed è proprio al periodo romano, sotto il regno dell’imperatore Claudio, che si fa risalire la “nascita ufficiale” della cittadina quale importante base delle operazioni per l’avvio dell’imponente opera di prosciugamento del Lago Fucino, tramite la costruzione di un emissario (semidistrutto dalle milizie naziste durante l’ultimo conflitto mondiale) che dalla piana fucense confluiva le acque verso il fiume Liri.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' CAPISTRELLO (AQ)
Note storico-illustrative su Capistrello (Aq). È del 1057, con la citazione di Capistrellum nella Bolla di Papa Stefano IX, che si hanno le prime notizie documentali della località. Con l’inizio del Medioevo e dell’avvento della civiltà comunale il territorio di Capistrello inizia ad essere sottoposto a continue conquiste da parte delle popolazioni che di volta in volta prevalevano nel dominio del territorio, contraddistinto da autonome direttrici di estensione dei propri possedimenti, come ad es. i Longobardi, Franchi, Normanni, fino a confluire nel VII sec. nel Ducato di Spoleto tramite la gastaldia creata per amministrare la Marsica. A partire da tale periodo si svilupparono notevolmente anche gli insediamenti religiosi quali chiese e monasteri, soprattutto ad opera di monaci benedettini. I fragili equilibri raggiunti in età normanno-sveva furono però annientati dalla sconfitta che nel 1268 Corradino di Svevia subì ad opera di Carlo I d’Angiò nello scontro dei Piani Palentini, passato alla storia, ma erroneamente, con il nome della Battaglia di Tagliacozzo. Tale evento mutò notevolmente gli assetti costituiti sino ad allora decretando il definitivo passaggio sotto il dominio degli Angioini, che si insediarono nel Regno delle Due Sicilie conquistando gran parte dell’Italia meridionale fino al limitare dello Stato della Chiesa. È indubbio che in tale fase storica ci fu la nascita a livello “istituzionale” di un certo apparato amministrativo tramite la promulgazione di provvedimenti che andavano a regolare in maniera compiuta il territorio e le attività che su di esso venivano espletate quali ad esempio la custodia dei passi, il transito di bestiame, i rifornimenti tramite vettovagliamento, tant’è che vi fu insediata una dogana per l’esazione del dazio, una permanente guarnigione di frontiera ed il catasto onciario. Nei secoli successivi oltre alla consolidata attività agricola e di molitura, inizia a svilupparsi un importante mestierato di allevamento di animali e di pastorizia transumante, nonché di lavorazione delle pelli, del cuoio e della pietra calcarea, utilizzata anche nelle gallerie dell’emissario e della linea ferroviaria. Nel XVIII secolo con l’avvento del potere Borbonico si verificò un notevole cambiamento nell’assetto amministrativo del territorio che risentì della più generale opera di “laicizzazione” per il riassetto dell’amministrazione generale.
RIFUGI E BIVACCHI A CAPISTRELLO (AQ)
Note storico-illustrative su Capistrello (Aq). Nel 1854 ad opera di Alessandro Torlonia ripresero i lavori di definitiva bonifica del lago Fucino che, terminati in circa un ventennio, portarono le acque lacustri a confluire nel fiume Liri per il tramite dell’emissario di sbocco situato nel territorio di Capistrello. Un anno molto importante è il 1855 poiché vide la definitiva realizzazione della strada che, tramite il valico del Monte Salviano, collegava e collega tutt’ora, Capistrello ad Avezzano. Ciò permise un agevole transito verso la piana del Fucino e verso tutto il resto dell’Abruzzo con vantaggi sui traffici economici e commerciali le cui conseguenze nel corso dei decenni sono di facile comprensione e furono amplificate da un altro evento molto importante sul piano dei trasporti, quale l’apertura nel 1902 del tratto ferroviario Balsorano-Avezzano, facente parte della linea Avezzano-Roccasecca. In seguito all’Unità del Regno d’Italia Capistrello si trovò in una situazione molto difficile caratterizzata dalla promiscuità, sottomissione ed insoddisfazione delle classi rurali, nella quale non indifferente era il fenomeno del brigantaggio che, diffusosi dall’Italia meridionale, dilagò anche nel territorio marsicano. I grandi accadimenti verificatisi nei primi anni del XX secolo arrivarono a sconvolgere anche la Marsica; così la Grande Guerra prima e la depressione economica degli anni ’20 poi, diedero il via al fenomeno che avrebbe segnato da allora la vita sociale di Capistrello: l’emigrazione maschile. Un distacco reso necessario dalla penuria di lavoro, visto che ormai il paese da contadino quale era si era trasformato in operaio, ma senza avere industrie. Da allora il lavoro veniva svolto per lo più all’estero: in Germania, Belgio, Francia, prima che la risollevata economia italiana del dopoguerra richiamasse gli operai di Capistrello di nuovo in patria. Ma successivamente ricominciò l’emigrazione, questa volta verso paesi più lontani: il vicino Oriente, l’Africa, il Sudamerica; luoghi dove i minatori capistrellani realizzarono le opere di ingegneria che hanno dato lustro all’Italia.
Note storico-illustrative su Capistrello (Aq). Per accennare agli eventi più recenti non può non menzionarsi che il grave sisma che colpì la Marsica nel 1915 riguardò anche il territorio di Capistrello nel quale si registrarono numerose vittime, per passare durante la fase fascista nella quale si registrarono scontri e rivendicazioni delle terre, fino ad arrivare alla II Guerra Mondiale, periodo nel quale si verificò uno degli eventi più tragici e crudeli non solo della storia locale: l’eccidio dei 33 martiri. Il 4 giugno 1944 Capistrello fu oggetto della cieca ed feroce rappresaglia delle truppe tedesche che in ritirata trucidarono trentatré civili inermi fra i quali, dopo una straziante tortura, perì anche un giovane poco più che adolescente. A perenne ricordo di tale barbarie umana la Città, che per tale efferato avvenimento è stata insignita il 25 maggio 2004 della Medaglia d’Oro al Merito civile dall’allora Presidente della Repubblica C.A. Ciampi, ha non solo intitolato una strada del capoluogo ma anche eretto un monumento. (visualizza la Relazione storico-illustrativa inviata al Presidente della Repubblica). Al giorno d’oggi Capistrello è un fiorente centro nel quale hanno sede importanti attività commerciali e di lavorazione edile e di carpenteria metallica, anche se la maggior parte delle attività lavorative e di studio portano comunque la sua popolazione ad effettuare un pendolarismo con la vicina Avezzano, con L’Aquila e con la capitale del Paese. Data la sua estrema vicinanza con la S.P. 82 del Liri, strada a scorrimento veloce che connette il Fucino con la Ciociaria e Cassino, esso rappresenta anche un importante nodo viario.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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