Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Canosa Sannita (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Canosa Sannita (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CANOSA SANNITA (CH)
 
Ospitalità nel Paese di CANOSA SANNITA (Ch) (m. 235 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Canosa Sannita: 42°18′N - 14°18′E
     
  CAP: 66010 -  0871 -  0871.937270 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI CANOSA SANNITA 0871.93212   0871.93406       0871.93212  -  00240710699  
Come raggiungere Canosa SannitaSatzione: Tollo-Canosa Sannita a 23 Km.   Aeroporto d'Abruzzo a 28 Km. Uscita: Ortona
 
HOTELS ED ALBERGHI CANOSA SANNITA (CH)
*** HOTEL LA DIMORA DI BACCO
Via Verso Tollo - 66010 Canosa Sannita (Ch)
tel. e fax 0871 937049
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE CANOSA SANNITA (CH)
I monumenti e luoghi d'interesse a Canosa Sannita (Ch) La chiesa di San Filippo e Giacomo. Il campanile è staccato dal resto della chiesa e ha forma quadrangolare, mentre tre piccole monofore si aprono si di un prospetto della torre campanaria, delle finestre ad arco a sesto acuto si aprono nella cella campanaria, un cuspide piramidale fa da tettoia alla torre. Il portale della chiesa, posto sulla facciata principale è strombato con ai lati delle cornici marcapiano. All'interno della strombatura oltre il portale squadrato vi è una lunetta. Un'altra cornice marcapiano è posta sopra l'arco superiore della strombatura, quest'ultima cornice marcapiano sorregge un colonnato che sorregge degli archetti a tutto sesto al cui interno vi è un loggiato. Il corpo centrale è sovrastato da una finta cupola cilindrica a coronamento orizzontale sormontato da tamburo con tettoia a calotta semisferica sorreggente un crocifisso. Il campanile e gran parte della chiesa sono fatti in laterizio eccetto alcune decorazioni, tra cui le cornici marcapiano e le colonne del loggiato in marmo. Museo della Guerra e della Pace. Si trova presso il settecentesco palazzo Martucci. Contiene reperti di guerra rinvenuti dopo lo scontro del 1943 con i nazisti. Poco fuori dal paese si trovano le "Chicurummelle", grotte naturali utilizzate come nascondiglio dai briganti. Nel bosco della frazione Moggio esiste la chiesa della Santissima Addolorata, luogo di pellegrinaggio per i dintorni nella prima settimana di settembre.
CAMPEGGI CANOSA SANNITA (CH)
La cultura e le tradizioni popolari a Canosa Sannita: La festa patronale si svolge il 1º maggio in onore dei santi Filippo e Giacomo; viene venerato anche san Rocco, la cui festa è celebrata nella domenica successiva al 16 agosto. Ogni anno, in occasione della ricorrenza di sant'Antonio, sfilano i "carri di Sant'Antonio " per le vie del paese. Durante la festa, dopo la messa si può assistere alla rappresentazione de "Lu Sant'Antojie" e alla vendita dei taralli benedetti. Il centro del paese ospita nello storico Palazzo Martucci il "Museo della guerra per la pace", che raccoglie circa mille oggetti di interesse storico inerenti alle due guerre. Economia e ambiente a Canosa Sannita: L'economia si basa sul settore agricolo: vini DOC di Montepulciano d'Abruzzo (Il Montepulciano è un vitigno a bacca nera coltivato in prevalenza nell'Italia centrale, in Abruzzo, Marche, Umbria, Puglia. È una delle uve più importanti del centro Italia e da cui prendono nome i vini Montepulciano d'Abruzzo rosso, Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOCG e base fondamentale dell'Offida Rosso DOCG e Rosso Piceno Superiore DOP. Nelle Marche, un'area ristretta nel parco del Conero, si hanno il Rosso Conero DOC e la Conero Riserva DOCG.) e di Trebbiano d'Abruzzo (Il Trebbiano d'Abruzzo è un vino DOC la cui produzione è consentita nelle province di Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo.) (16.000 tonnellate), olio (800 tonnellate) e frutta. Esiste anche una discreta produzione artigianale. Il turismo è invece fiorente nel periodo estivo.
VILLAGGI TURISTICI CANOSA SANNITA (CH)
La Storia del comune di Canosa Sannita (Ch) Su un pendio di un colle tra gli alvei dei torrenti Venna e S. Onofrio è posta Canosa Sannita (soltanto Canosa fino al 1864). Il suo territorio ricco di vigneti, si estende per 14,10 km2 su un’area dove le case, isolate o raggruppate in aggregati minori (frazioni di Orni e di Moggio), sono sparse su pendici dal tenue declivio. Medioevo. Scarse sono le notizie sulla storia di Canosa: la più antica, riguardante l’insediamento nel territorio risale al secolo IX; nel Memoratorium dell'abate Bertario, che contiene l’inventario dei possedimenti cassinesi nel comitato teatino, compaiono le chiese di S. Benedetto, S. Maria, S. Comizio e S. Silvestro, in loco qui dicitur Orni. Il toponimo è anche ricordato in una donazione del 1113 che Cono e Roberto, figli di Gisone, fanno al vescovo di Chieti del castello di Orni con i boschi, vigne, mulini e chiese che vi appartengono (Balducci, Reg., I, p. 5). Il castello di Orni e quello di Canosa erano punti di grande importanza strategica Iniziamo allora dalle fonti più antiche in nostro possesso, che risalgono al XIII sec. In quel periodo l'Italia medioevale conosceva le lotte fra Corradino di Svevia e Manfredi, lotte alle quali anche Canosa non era immune: il suo castello era apprezzato da molti, tra i quali Guglielmo di S.Giuliano, Giustiziere d'Abruzzo, che lo riteneva un ottimo punto strategico e di difesa. Tra l'altro, un fautore di Corradino, tale Torgisio, si aggirava nelle nostre terre, per costruire un esercito a favore dello svevo. Guglielmo di S.Giuliano allora spedì un capitano di nome Raone a difesa del castello di Canosa. Corradino scomparve ben presto dalla scena, decapitato a Napoli nel 1268, e il castello di Canosa passò nelle mani del Vicesecreto d'Abruzzo. Questo castello è ricordato in un documento del re Carlo d'Angiò, ove si nomina Roberto Morello capitano di Lanciano, per poter meglio difendere questo importante punto strategico da eventuali attacchi esterni. Con i secoli, i governatori del nostro paese cambiarono spesso. Il primo fu un certo Riccardo di S.Apollinare, che governava con la sua famiglia e Gentile di Lettomanoppello. Canosa contava poco più di 300 abitanti, ben protetti dal castello, ricco di viveri in caso di assedio, quasi inespugnabile, che impediva ai nemici di viaggiare in gruppo, cosa che sfavoriva l'attacco di eventuali truppe. Questo Gentile possedeva i sei ottavi del feudo di Canosa, di cui piccola parte con Franzica da Lettomanoppello. Il feudo pagava annualmente al papato, per le chiese, sotto il suo potere circa cinque tareni, che col tempo divenirono tre. Altri avvenimenti di rilievo si possono riscontrare nel 1531, quando Canosa passò sotto Emanuel de Vega, nome di chiara derivazione iberica. Il motivo di questo "cambio di proprietà" e' da riscontrare nella ribellione di Lanciano, al quale apparteneva il feudo di Canosa, che si scontrò con Carlo V, allora imperatore. Questo passaggio ebbe anche motivi economici, poiché Canosa, aveva l'industria della lavorazione delle macine da mulino. È detto da un protocollo del notaio Macciocchini, che Don Alfonso Roderico e Ippolito Palmerio Mozzagrugno si erano accordati con dieci uomini per la consegna di 55 macine all'anno, al prezzo di sette ducati ognuna. La consegna avveniva nel castello di Canosa. In caso di mancato adempimento della consegna la multa era di 50 once d'oro. Lo stesso notaio Macciocchini riporta un documento del 1533, ove possiamo leggere che Don Alonso Roderigo, che governava i castelli di Ari, Arielli e Canosa era sotto il dominio degli Spagnoli, che badavano molto alla sua posizione strategica. Dal Concilio di Trento Nel periodo precedente il Concilio di Trento (che, in diverse fasi, è iniziato nel 1563), nel quale furono ribaditi alcuni dogmi del Cattolicesimo anche nei confronti della Riforma luterana, l'autorità ecclesiastica era esercitata dal Vescovo, insieme agli Abati e a vari canonici. Capitò che Canosa con il suo feudo venne a trovarsi nel bel mezzo della linea di confine tra le due Diocesi, quella di Ortona e quella di Lanciano, e i rispettivi Vescovi cercavano di rivendicare la propria egemonia (se così la possiamo definire) su Canosa. Tra queste dispute è rimasta ai posteri quella in cui fu coinvolto l'allora parroco, Don Angellotto. Dobbiamo tra l'altro ricordare che la Diocesi di Ortona, risalente al V sec. d.C., ebbe anch'essa una storia travagliata, essendo stata soppressa nel secolo X, ripristinata nel '500 e unita successivamente a quella di Campli prima, e di Lanciano poi. Tornando a noi, sorsero queste dispute tra il Vescovo di Lanciano e di Ortona sulla possessione del nostro paese (naturalmente, sotto il punto di vista religioso). Era allora vescovo di Lanciano Giovanni Salazar; quest'ultimo ricevette dal Viceré di Toledo una missiva, con la quale lo esortava ad ammonire i vari sacerdoti dal non andare sotto la giurisdizione di Ortona.
AFFITTACAMERE CANOSA SANNITA (CH)
La Storia del comune di Canosa Sannita (Ch) Il Mecola fomenta gli istinti del popolo alla rivolta e minacciando tutti coloro che non l'avessero seguito di morte, abbandonò Arielli e si diresse ad Ari, dove si comportò aIla stessa maniera. Poi fece impeto verso Canosa. In paese avvenne un fatto assai truce; l'omicidio del tenente della Guardia Nazionale Carlo Filippo Matteucci. L'uomo, troppo fidente di se e del paese, non volle ascoltare i consigli degli amici e dei parenti cedendo alle prime tristi voci che annunciavano l'arrivo del Mecola". Il Matteucci pagò caro questo suo atto di coraggio: fu "perseguitato, sorpreso, ammanettato, legato con una fune, trascinato per la via, colpito con armi da fuoco, sbalzato a terra, rialzato, riafferrato, percosso, schiacciato a colpi di fucile...". Queste orribili sevizie fanno rabbrividire ancora oggi per la loro barbara disumanità; il povero Matteucci fu inoltre lasciato sanguinante nei pressi del mattatoio per tre giorni. Poi si celebrarono le esequie, effettuate dal parroco don Vincenzo De Pillis. Il Mecola avrebbe lasciato per chissà quanto tempo ancora quel cadavere nel mattatoio, se la moglie del Matteucci, tale Anna Torrese, non avesse implorato per il marito la sepoltura. (È rimasta traccia dell'abominevole episodio un detto canosino "vu fa la fine di Care Filippe?", pronunciato nel passato per dare maggior vigore ad una minaccia). Gli assassini del povero Matteucci furono Giacomo Matteucci, Giuliano Di Carlo), Pietro Maria Scenna, Carminantonio Scioletti, Salvatore Pace. Giacomo Matteucci fu ucciso poi nello stesso luogo (dove morì il tenente, appeso ad un palo; le fonti ci raccontano che la gente gli girava attorno e lo insultava coprendolo anche di sputi. Giuliano Di Carlo fu invece fucilato. Il Mecola continuò in seguito la sua opera di "restaurazione" del vecchio regime come la chiamava lui. Giunto a Tollo il 27 dicembre, con degli ex militari che avevano dovuto seguirlo per evitare di essere uccisi, il Mecola costrinse le Guardie Nazionali del piccolo centro a fare marcia indietro, poi saccheggiò ed incendiò diverse abitazioni. In seguito aprì le carceri, facendo uscire tutti i detenuti. Prima di lasciare Tollo, Nunziato Mecola scelse una guarnigione che doveva "governare" il paese, comandata dal vasaio Gabriele Marino e da Giustino Polidoro; poi si diresse alla volta di Miglianico, ove ripeté le stesse azioni. Ultima tappa della scorribanda fu Orsogna (4 gennaio 1862). Il 17 marzo 1861 è sicuramente una data storica nella storia d'Italia: vi è la tanto sospirata unificazione, cui tanti intellettuali, tanti patrioti avevano sperato e per cui erano morti migliaia di giovani eroi (questo sacrificio dovrebbe farci riflettere sull’odierna "moda" federalista dettata dalle cosiddette leghe, che tanto successo sta riscuotendo in tutta Italia); di conseguenza, anche Canosa entra a far parte del neonato Regno. E, come altri comuni, entrano di scena nuove istituzioni, nuove leggi, nuove tasse e nuovi doveri: tra questi è da menzionare l'obbligo, fatto a tutti i comuni, di modificare il proprio nome in maniera tale che non vi fossero cittadine con lo stesso appellativo. Nuovo appellattivo Innanzitutto passiamo alla spiegazione dell’origine del nome Canosa; riguardo a ciò, dobbiamo rifarci al toponimo, risalente all’etrusco, "Canusia" (o "Canusium"), che richiama altri toponimi come "Perusia", "Bandusia", territori sui quali il regno etrusco estese la sua egemonia durante la sua breve vita (ciò sta’ anche a dimostrare l'antichità del nostro paese). Tale toponimo trova poi un corrispondente in tre località pugliesi: "Camna Amnis", Cannae" e Canusium" l'odierna Canosa di Puglia. Riguardo al "cognome", le motivazioni sono più complesse. Come la maggior parte di noi sa, il nostro paese ha aggiunto l’aggettivo "Sannita" affianco al nome originario: la scelta è probabilmente dettata da importanti motivi storici. I Sanniti erano una popolazione italica che, stabilitasi nell'Italia centro meridionale attorno al II millennio a. C., ebbero notevole importanza nelle prime fasi dello sviluppo di Roma. Amministrativamente divisi in federazioni (irpini, caudini, cereceni, pentri) avevano i loro centri principali in città come Aeseina, Bovianum e Beneventum (sono facilmente intuibili gli odierni nomi di queste città), da cui iniziarono una politica di espansione ai danni delle popolazioni italiche vicine. I Sanniti ne uscirono sconfitti, salvando tuttavia l’indipendenza e con l'orgoglio di aver inflitto una delle più coerenti sconfitte che la storia romana ricordi, quella delle Forche Caudine (321 a. C.). Con la guerra sociale, anche loro entrarono nell'ormai vasto territorio di Roma (90 - 88 a. C.), acquisendo anche la cittadinanza romana: da allora la storia dei Sanniti si confuse con quella dei Romani. Si concludeva così l'epopea di un grande popolo, semplice, ma coraggioso, che ha consegnato il suo nome alla storia e... più modestamente, anche a Canosa! Si potrebbe obiettare che il Sannio non comprendeva Canosa: ebbene, alcune fonti (cfr. "Storia della Chiesa ", vol. IV ed. Saie - Torino) affermano invece il contrario, indicando anche come i Sanniti avevano conquistato vasti territori. Molto probabilmente dunque, è questa l'origine del nome "Sannita". Ho ora affermato che la legge su citata è del 1861: abbiamo comunque documenti posteriori a questa data che recano ancora il nome "Canusium": solo dal 1863 incontriamo con regolarità anche la dicitura “de Samnio” "Sannita": come si vede, l'Italia era stata fatta, ma era ancora un po' traballante e, stranamente, lo è ancora oggi (... absit iniuria verbis!).
BED & BREAKFAST CANOSA SANNITA (CH)
BED & BREAKFAST B&B MANCINELLI
Via Delle Piane, 53 - 66010 Canosa Sannita (Ch)
tel. 085 35296 - mobile 347 6225394
BED & BREAKFAST B&B PRIMAVERA
Via San Leonardo, 11 - 66010 Canosa Sannita (Ch)
tel. 0871 86472 - fax 0871 440455
CASE PER VACANZA CANOSA SANNITA (CH)
La Storia del comune di Canosa Sannita (Ch) Il povero parroco di Canosa, il già citato Don Angellotto, era stato addirittura scomunicato, e con la forza fu indotto a riconoscere la supremazia del Vescovo lancianese. Ma la quiete è di brevissima durata per il nostro parroco: l'arciprete ortonese, Don Giovanni Bonfiglio, richiamò Don Angellotto all'obbedienza, e lo ammonì a non obbedire a ogni ordine del Vescovo lancianese. Nemmeno se si fosse trattato della visita pastorale. E così avvenne. Nel luglio del 1540 giunse il vescovo, Mons Giovanni Salazar, in visita a Canosa; don Angellotto non riuscì a svignarsela, come aveva già fatto qualcun'altro in tali occasioni, e capitò in mezzo a questa disputa. Col Vescovo c’erano alcuni canonici e quando il notaio Macciocchini domandò la chiave del Ciborio per l'ispezione, il parroco disse umilmente che non poteva: l'Arciprete di Ortona glielo aveva proibito. Aggiunse poi che avrebbe subito ubbidito, se avesse saputo chi fosse stato il suo superiore. Se, infatti, obbediva ad uno, disobbediva all’altro: davvero un bel rompicapo! La sorte volle che quello fosse un giorno infausto per il povero D. Angellotto: il Vescovo lo scomunicò, e fece registrare il tutto dal Notaio (il su citato Macciocchini). Comunque il Vescovo non ebbe niente da ridire sullo stato della Chiesa e, dopo aver amministrato la cresima, tornò a Lanciano. Per il povero Don Angellotto non ci fu, purtroppo niente da fare. Un fatto un po' comico, un po' triste. Se ben ricordate. Canosa a partire dal XVI sec. era sotto il dominio degli Spagnoli e precisamente il nostro feudo era governato dal don Emanuele De Vega. Ho il dovere di precisare che. in quel periodo. non di rado accadeva che un feudo fosse suddiviso in vari frazionamenti: anche Canosa, per lo meno attorno al XIII - XIV sec., era suddiviso. in otto frazionamenti (e di conseguenza otto erano i signori che governavano il paese). Dalla famiglia dei Vegha si passa ai Valignani (1625) tra i quali troviamo Lelio Celaya - più tardi tale cognome diverrà Celaia - che acquistò il feudo da Caterina Petrucci di Siena e dal figlio Francesco. Poi troviamo un altro Lelio Celaia (1690) e, in seguito, Alvaro Celaia (1712), Altonso Celaia (1746) e ancora un Lelio Celaia (probabilmente nel 1794) che sposò Ippolita Celaia. sua parente. Le numerose figlie dei duchi Celaia favorirono ulteriormente. dal punto di vista politico il frazionamento del paese, essendo ora i rispettivi mariti ad esercitare il dominio sul territorio canosino. Con il decreto del Re Giuseppe Napoleone fu abolita la feudalità (2 agosto 1806), ma Canosa fu sempre soggiogata e dominata da potenze straniere. Va ricercato anche in questo motivo la nascita del brigantaggio meridionale, che interessò anche il nostro paese. Da non dimenticare poi i vari processi che subirono diversi nostri cittadini per "intolleranza" del nuovo regime. Ricordiamo: Tiberi Biase, residente a Canosa. con l'accusa di aver riunito varie persone contro il Governo (1848): imprigionato, fu messo in libertà provvisoria (1850), poi completamente scarcerato (1856); Torrese Francesco fu Giuseppe fu accusato per lo stesso motivo ed anch'egli ricevette i benefici della libertà provvisoria: Granata Francesco fu Giuseppe accusato di voler screditare il governo di Tocco Casauria: anch'egli fu scarcerato pochi anni dopo: De Felice Felice fu Vincenzo fu incolpato di aver tenuto un discorso contro il governo: dopo fu indultato. Il caso che più salta agli occhi è però quello di De Pillis Vincenzo, Tiberi Biagio e Matteucci Carlo Filippo che furono accusati di cospirazione al Re: furono liberati nel 1855. nonostante esistessero prove scritte della tentata cospirazione. Lasciando le pagine un po’ truci riguardanti i precedenti penali dei nostri avi e spostandoci a notizie più interessanti. ho notato che Canosa, a partire dal 1862 (anno dell'unità d'Italia) era un "Monte Frumentario"; ciò significa che prestava ai paesi vicini grano e cereali in genere. L'amministrazione del Monte era a carico del sindaco e di due consiglieri eletti appositamente. Leggendo i vari bilanci. sappiamo ora che Canosa aveva per questo motivo una rendita annua di 754 lire (anche se. nei registri. non vi è alcuna specificazione riguardo la moneta utilizzata nei bilanci), un’imposta a 158 lire: stipendi ed onorari pari a 84 lire: una somma di 6.000 lire per beneficenza: un aggravio temporaneo di 112 lire e perpetuo di 536. Il Monte Frumentario assisteva almeno 300 persone. Fenomeno del Brigantaggio Ritorniamo adesso al brigantaggio. Il fenomeno del brigantaggio diffuso soprattutto in Campania, Puglia, Basilicata, toccò anche le miti (fino ad allora) terre d’Abruzzo. Nella nostra zona e nei paesi vicini, sono ricordate le scorribande del brigante Nunziato Mecola. Egli, come tanti altri, era diventato un fuorilegge dopo l'annessione al Regno del 1861, non trovando più, probabilmente, alcuna possibilità di vivere se non quella di saccheggiare il prossimo. Questi banditi erano spesso fomentati dai sostenitori del vecchio regime, vale a dire quello borbonico di Francesco II, che non sopportava il partito liberale, allora al potere. Ritornando al Mecola e ai suoi briganti egli aveva posto il suo rifugio ad Orsogna. Da qui il 30 novembre 1861 mosse verso Anelli, ove fece un incredibile massacro di guardie e di popolani, autoproclamandosi in seguito Generale di Francesco II. Nella notte successiva vi furono le prime manifestazioni da parte del popolo contro il governo represse invano dalle Guardie Nazionali, che non poterono far altro che arrestare un certo Tommaso Di Camillo, capo dei rivoltosi locali. Il giorno dopo giunsero al Mecola altri rinforzi; contemporaneamente viene abbattuto lo stemma sabaudo e bruciati tutti i simboli del potere monarchico. Il 3 dicembre partì da Tollo, un corpo di venticinque carabinieri e alcune guardie nazionali col compito di ristabilire l'ordine.
APPARTAMENTI PER VACANZA CANOSA SANNITA (CH)
Canosa Sannita, Province of Chieti, Abruzzo, Italy. A few km from the Adriatic Sea, this attractive village lies on the slope of a hill between the rivers Venna and Sant'Onofrio. Info: Altitude: 231 m a.s.l -- Distance from Chieti: 9 km -- Population: ca. 1400 inhabitants in 2010 -- Zip code: 66010 -- Phone Area Code: 0871 -- Frazioni: Villa Moggio, Santa Maria d'Orni,Orni. -- How to reach it: road: s.n. 538 da Ortona; motorway: A14 exit Ortona. History: An ancient settlement existed in the area as early as the 9th century. the place belonged to the Celaya family. During the Second World War it suffered severe damages. Points of Interest: The modern parish church of SS. Filippo and Giacomo in the beautiful historical center. Genealogy, News & Links: Municipio, via Vitt. Emanuele, 66010 Canosa Sannita (CH) - tel. (+39) 0871 93212. Parrocchia Santi Filippo e Giacomo, largo Indipendenza 1, 66010 Canosa Sannita (CH) - tel. (+39) 0871 93266. Surnames presently recorded in Canosa Sannita. People researching in Canosa Sannita. Events & Festivities: May 1st: Feast of SS. Philip and James, with a procession carrying the statues (busts) of the two Saints. Hotels, Lodging, Restaurants: Ristorante Zurigo, via Verso Tollo 24, 66010 Canosa Sannita (CH) - tel. (+39) 0871 937172. Canosa Sannita (popolazione comunale di circa 1.500 abitanti) è un piccolo ed antico centro del chietino situato su una bassa collina (231 m. slm.), quasi a metà strada tra il Mare Adriatico e i primi rilievi della Majella. Il nucleo urbano è stato ampiamente ricostruito dopo le devastazioni subite nella seconda guerra mondiale. Il territorio agricolo di questa parte d'Abruzzo è quasi interamente destinato a vigneti ed uliveti, che danno pregiati prodotti destinati alla esportazione in tutto il mondo. Canosa Sannita, infatti, è uno dei 20 comuni aderenti alla "Associazione Città del Vino d'Abruzzo".
CASE PER LE FERIE CANOSA SANNITA (CH)
Canosa Sannita, lunedì 25 agosto 2014 concerto di Amedeo Minghi. Amedeo Minghi: Tappa a Canosa Sannita (Chieti) per il tour 2014 del cantautore Amedeo Minghi: domani, lunedì 25 agosto, dalle ore 21.30 in piazza Indipendenza, l'autore di "1950" e "L'immenso" canterà i pezzi più celebri del suo repertorio che, soprattutto dagli anni '80 in poi, ha incontrato il favore del grande pubblico, non solo italiano. Un successo che dura intatto ancora oggi, tra collaborazioni internazionali e nuovi lavori in arrivo a settembre. Il concerto di Minghi concluderà i festeggiamenti in onore di San Rocco, promossi dall'Amministrazione comunale di Canosa Sannita in collaborazione con la Parrocchia SS. Filippo e Giacomo Apostoli e con l'ASD Canosa Calcio. Comune di Canosa Sannita. Canosa Sannita, si insediano Consiglio e Giunta. Il sindaco Di Sario confermato con l’89,84% dei consensi. Il sindaco di Canosa Sannita, Lorenzo Di Sario. Si insedierà sabato 7 giugno 2014, dalle ore 11, il nuovo Consiglio comunale di Canosa Sannita (Chieti). Le elezioni comunali del 25 maggio scorso hanno confermato in Municipio il sindaco Lorenzo Di Sario e la lista “SiAmo Canosa” con una percentuale elevatissima, l’89,84%. Definita anche la Giunta comunale della quale, insieme al primo cittadino, faranno parte anche gli assessori Massimiliano Matteucci (vice sindaco, delegato a Cultura, Pubblica istruzione, Affari legali) e Adriana Cremone (Tributi). Di Sario affiderà altre deleghe ai consiglieri comunali. La seduta del Consiglio comunale sarà trasmessa in streaming su www.comunecanosasannita.it e su www.siamocanosa.it. «La piena e ampia fiducia che ci hanno attribuito gli elettori - commenta il sindaco - se da un lato ci gratifica, dall'altro lato ci impegna ad amministrare il nostro Comune in maniera esemplare. Non potremo assolutamente tradire la fiducia che i cittadini ci hanno confermato. Il gruppo SiAmo Canosa si è rinnovato, abbiamo messo in campo energie nuove. Ci impegneremo come sempre, lealmente, a testa alta, in maniera trasparente, cercando di ottenere buoni risultati nonostante il periodo delicato che sta attraversando il nostro paese».
COUNTRY HOUSE CANOSA SANNITA (CH)
Comune di Canosa Sannita (Ch) Il cantante Povia incontra i ragazzi delle scuole medie di Canosa Sannita: L’Amministrazione comunale di Canosa Sannita continua a dare attenzione alla scuola e ai più giovani. Domani, giovedì 20 marzo, dalle ore 10 presso l'Auditorium Comunale si esibirà il cantautore Povia, vincitore di sette dischi di platino. Nel 2005 la sua canzone “I bambini fanno oh” è rimasta in vetta alla hit parade per 20 settimane. Nel 2006, Povia ha vinto il Festival di Sanremo. Nel 2009 si è classificato secondo vincendo il premio Sala Stampa Radio TV. L'evento è organizzato grazie alla collaborazione tra i Comuni di Canosa Sannita, Tollo, Crecchio con la partecipazione dell’Istituto Comprensivo Scolastico. L'iniziativa è riservata a tutti i ragazzi delle scuole medie i quali potranno così incontrare un artista che gli alunni di Canosa Sannita già conoscono bene: hanno infatti già lavorato su un testo di Povia e hanno avuto l’occasione di eseguire “I bambini fanno oh”. Povia parlerà del concetto dell'amicizia, della sicurezza stradale, del rap sociale, del disagio alimentare, dell'amore tra genitori e figli, della sessualità, della spiritualità e dei diritti dei minori. Il primo cittadino di Canosa Sannita, Lorenzo Di Sario, ha voluto “ringraziare il Sindaco, Angelo Radica, e l'Assessore Fabiola Quintili Di Ghionno del Comune di Tollo; il Sindaco del Comune di Crecchio, Nicolino Di Paolo; il Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo, Andrea Alongi; il Ristorante Ristoria di Canosa Sannita per l'impegno dimostrato nell'organizzazione dell'evento e per avere condiviso con il Comune di Canosa questa bella iniziativa. E’ l’occasione - secondo Di Sario - per una collaborazione che ci deve spingere a lavorare insieme anche in futuro badando non tanto ai singoli campanili, ma al bene dei nostri territori, pur preservando ciascuno la propria identità”. Canosa Sannita - concerto Povia.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' CANOSA SANNITA (CH)
Nel Comune di Canosa Sannita è arrivata la Befana: Puntualmente come promesso, la Befana e' arrivata a Canosa Sannita portando con sé i doni riservati alle bambine e i bambini della scuola materna e di quella elementare. Prima dell'atteso appuntamento, tutti i presenti hanno potuto assistere allo spettacolo di una compagnia circense che ha divertito e stimolato non solamente i piu' piccoli. Nell'occasione, l'Amministrazione Comunale ha consegnato le Borse di Studio riservate agli alunni che si sono distinti durante l'anno scolastico 2012/2013 i cui nominativi vengono comunicati direttamente dai responsabili del Circolo Comprensivo. I vincitori sono: per la qunta elementare : Chiara Di Ciano Chiara; per la terza media a parita' di merito: Carla Zulli e Giada D'Alessandro; Il Sindaco ha augurato a tutti bambini un 2014 che li veda sempre attivi e partecipi, pronti a raggiungere nuovi traguardi e nuovi risultati utili a migliorare la crescita e lo sviluppo delll'intera nostra comunita'. Bei momenti di vita canosina vissuti con semplicita' e spirito di collaborazione. Da parte nostra, un ringraziamento a quanti hanno partecipato all'iniziativa. Un doveroso pensiero va anche a tutte le mamme che ci hanno deliziato con i buoni dolci degustati a fine serata. La Befana ha consegnato al Comune i regali anche per i bambini impossibilitati a partecipare alla manifestazione, tutti potranno quindi ritirarli rivolgendosi all' ufficio Anagrafe negli orari di ufficio soliti.
RIFUGI E BIVACCHI A CANOSA SANNITA (CH)
Nota a cura del Comune di Canosa Sannita: Canosa Sannita, chiusi il Ponte per Giuliano Teatino, la Provinciale per Arielli e via del Mulino. Il sindaco di Canosa Sannita, Lorenzo Di Sario, informa che, "in seguito a problemi di tracimazione del lago Pelino, si prevede la possibilità dell'arrivo di un'ondata di piena del torrente Venna. Considerando anche le abbondandi nevicate dei giorni scorsi e gli odierni acquazzoni, la situazione attualmente non è facile. Per tale motivo ho emesso Ordinanza di chiusura del ponte che ci collega a Giuliano Teatino. La stessa ordinanza di chiusura e' stata emessa anche dal Sindaco di Giuliano Teatino. In seguito a una frana e' stata chiusa via del Mulino. Chiusa anche la strada Provinciale per Arielli. Appena possibile comunicherò la riapertura. Info: 348 9302139". IL TORRENTE VENNA FUORI DAGLI ARGINI: Il torrente Venna fuori dagli argini. IL PONTE CHIUSO: Il ponte chiuso. Comune di Canosa Sannita: In seguito alle abbondanti nevicate i sindaci di Canosa Sannita, Filetto e Orsogna, in accordo con le autorità scolastiche, hanno disposto la chiusura delle scuole per oggi, martedì 26 novembre 2013. Sono state già avviate le operazioni per lo spazzamento delle strade. Comune di Canosa Sannita, Comune di Filetto, Comune di Orsogna causa neve, scuole chiuse a Canosa Sannita martedì 26 novembre 2013. L'Amministrazione comunale di Canosa Sannita ha disposto la chsiusura per oggi delle scuole elementari e medie a causa dell'abbondante nevicata, considerando la difficoltà a circolare per gli scuolabus e le previsioni meteo non favorevoli per le prossime ore. E' stato avviato lo spazzamento delle strade. Per informazioni telefonare al 348.9302139. Comune di Canosa Sannita: Virgo Fidelis, a Canosa Sannita la Festa dei Carabinieri.
Parrocchia: Santi Filippo e Giacomo apostoli a Canosa Sannita. Parroco: Sac. Giuseppe Grasso. Recapito telefonico: 0871.93266. Descrizione: L’attuale Chiesa Parrocchiale di Canosa Sannita, dedicata ai Santi Filippo e Giacomo Apostoli, nella sua facciata mostra il portone d’ingresso con eleganti colonnine tortili e fiori stilizzati che salgono insieme a far da cornice alla lunetta con la raffigurazione del Buon Pastore. E’ interessante notare la alta cupola che è stata restaurata in questi anni passati per tentare di superare l’usura del tempo e delle intemperie: con la sua croce azzurra indica tutti che li abita la comunità viva di Canosa. Adiacente alla facciata si erge alto e snello il campanile, alto più di 40 m, sobrio ed elegante è stato anch’esso ammodernato. La sua costruzione fu iniziata nel 1960 e i lavori furono terminati dopo circa 1 anno. La sua torre campanaria ospita quattro campane disposti secondo le notte RE-FA-LA-RE; la prima dedicata a Santi Filippo e Giacomo, la seconda è dedicata a Maria Assunta e San Rocco, la terza a Sant’Antonio e San Biagio, la quarta a Maria Ss.ma. della Pietà. L'interno della chiesa, dedicata il 26 novembre 1988 da S. E. Mons. Enzio d’Antonio, è illuminato da numerose vetrate colorate che mettono in risalto l'abside su cui è posizionato l'altare maggiore impreziosito da fi¬gure del Vecchio e Nuovo Testamento. Sui seggi del "coro" sono scolpite le immagini dei 12 Aposto¬li. La parete del transetto di destra con il fonte battesimale è quasi del tutto ricoperta da un affresco, che è pieno di simbolismi. Esso, infatti, presenta Dio che, con la sua luce divina, illumina i personaggi che hanno creduto alla parola del Cristo: la "Maddalena", il "cieco di Gerico", la "Samaritana". Fuori dai raggi luminosi, un pò in ombra, si intravedono un uomo ricco, impegnato a contare le sue monete d'oro, ed un legislatore come a ribadire che la legge ed il potere economico sono ai margini della spiritualità ed avulsi dalla pietà cristiana. In basso, schiacciato nelle tenebre e circondato da anime dannate, ghigna il Maligno. La pittura ad affresco encausto è del pittore Gabriele Luise. Le pareti della chiesa, che è priva di altari laterali e di nicchie per i Santi, sono abbellite dai quadri della "via crucis" dipinti da Luciano Bartoli su preziosissimo legno d'Africa. Così come l’affresco nell’abside del Cristo Pantocratore. L’ingresso sopra l’organo e la cappella della Passione sono stati affrescati dal pittore lancianese Beppe Candeloro. L'attuale struttura della Chiesa risale al primo dopoguerra in quanto quella originaria fu bruciata e rasa al suolo dalle truppe naziste di occupazione perché, trovandosi sulla collina, nascondeva la vista della val Pescara. Attualmente la comunità parrocchiale è guidata dal sac. Giuseppe Grasso che da 31 anni accompagna il popolo di Dio che è in Canosa. In parrocchia funziona una eccellente scuola catechistica con la frequenza della totalità dei ragazzi delle elementari e delle medie. L’azione cattolica è presente in tutti i suoi rami. Fiorente soprattutto l’ACR e il Gruppo giovanissimi. Tante sono le attività che la comunità svolge mensilmente e annualmente. Un accenno particolare per le due feste più importanti: La festa patronale dei santi Filippo e Giacomo in Maggio e quella di s. Rocco in agosto. In gennaio si celebra con carri folcloristici e taralli la festa di s. Antonio abate. Ma innumerevoli sono le attività sia di ordine spirituale che pastorale a cui il popolo di Canosa prende parte attiva.
Canosa Sannita - Monumento ai caduti: Domenica 24 novembre 2013 Canosa Sannita ospiterà dalle ore 9.30 la Festa della Virgo Fidelis, Patrona dell’Arma dei Carabinieri. L'iniziativa, condivisa con i Comuni di Miglianico, Tollo e Giuliano Teatino, è organizzata grazie all'impegno della Sezione di Miglianico dell'Associazione Nazionale Carabinieri. L’edizione 2013 - che si svolge a 70 anni dalla morte di Salvo D’Acquisto - sarà più sobria, in linea con lo spirito della cosiddetta spending review. «Pur di mantenere fede a questo appuntamento - spiega il sindaco di Canosa Sannita, Lorenzo Di Sario - abbiamo programmato in tempo l’iniziativa: quest’estate abbiamo rinunciato a qualche spettacolo e anche sulle prossime attività natalizie siamo stati attenti a realizzare qualche risparmio. Inoltre, per la prima volta avremo il sostegno di alcuni sponsor, che ringraziamo: la Cantina sociale Sannitica, Sirte impianti fotovoltaici ed eolici e Al Discount di Canosa Sannita». Canosa Sannita - Monumento ai caduti: Il programma prevede alle ore 9.30 il ritrovo dei cittadini e delle Autorità presso l'Auditorium. Seguirà la premiazione dei ragazzi delle scuole medie degli Istituti comprensivi di Miglianico e Tollo che avranno realizzato il migliore tema dedicato a Salvo D'Acquisto. Alle 11 la Banda di Ripa Teatina aprirà il corteo dei Gonfaloni dei Comuni partecipanti che sfileranno per le vie del paese. Alle 11.30 sarà celebrata la Santa Messa nella Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo. Subito dopo sarà deposta una corona di alloro presso il Monumento ai Caduti. Alle ore 16 ci sarà la visita al Museo della Guerra per la Pace ospitato a Palazzo Martucci. L’Amministrazione comunale ringrazia per la preziosa collaborazione Padre Giovanni, il Gruppo Parrocchiale, i dirigenti scolastici e i docenti degli Istituti comprensivi. Canosa Sannita, festa della Virgo Fidelis.
Chiesa: Antica Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo a Canosa Sannita (Ch) La costruzione di. questa chiesa fu iniziata tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800 fu portata a termine, con grandi sacrifici da parte dei fedeli dalla parrocchia di Canosa, intorno al 1830. Furono utilizzate. per la costruzione pietre della vecchia chiesa cadente e mattoni della fornace De Palma sita a qualche centinaio di metri dalla costruzione. Alla fine di ogni celebrazione i fedeli si disponevano in fila, fra la fornace e la chiesa stendendosi, uno ad uno, i mattoni pronti per l'edificazione. Per la bellissima stuccatura interna venne chiamato un artista di cui si ignora la provenienza. Per diverso tempo la chiesa rimase con una rudimentale pavimentazione in mattoni, poi, grazie ai sacrifici del parroco Don Domenico, arrivarono finalmente le mattonelle. La chiesa era a due ordini divisi da una massiccia cornice. L'ordine inferiore presentava due nicchie laterali e un'ampia apertura centrale, raggiungibile mediante una scalinata. I capitelli della colonna che delimitavano la campata centrale erano di stile dorico. L'ordine superiore richiamava il modello del tempio greco, con frontone triangolare. L'interno era a navata unica con ampie nicchie laterali dove si. trovavano le statue dei vari. santi, oggetto di profonda venerazione da parte dei devoti fedeli canosini. Gli altari erano ben cinque; due per ogni lato e uno centrale. La sagrestia, era a destra e si trovava precisamente nell'edificio della congrega. Questo edificio era di proprietà del Barone Persiano, grande possidente e signore di Canosa. Il Barone vi teneva le sue cantine. In seguito esso passò al comune, che aveva bisogno di vani e poi divenne finalmente Congrega di Canosa e vi fu allestita la sagrestia. Per ottenere il riconoscimento giuridico della Congrega, alcuni fedeli di Canosa, intorno al 1840, ci recarono a piedi a Napoli da Sua Maestà il Re. Il decreto con l'atto di riconoscimento è stato gelosamente conservato dal Parroco Don Emilio De Pillis, fine a quando lo scoppio dello ultimo conflitto mondiale non ha seminato distruzione ovunque, e il prezioso manoscritto, in carta pecora, con la firma del Re, non è stato distrutto. Fra le statue conservate nella Chiesa spicca un bellissimo busto di s. Biagio, opera di un artista napoletano risalente al 1700. Questo busto venne trasferito dalla Chiesa di Orni a quella di Canosa. L'antico culto si s. Biagio, che fu fiorente ad Orni, centro importantissimo nel medioevo ed oggi contrada di Canosa, fu particolarmente vivo anche a Canosa. Insieme alla venerazione di s. Biagio vi fu un altro culto particolarmente intenso, protrattosi fino ai giorni nostri, quello di s. Rocco, la cui statua, opera di uno scultore francese, è tuttora conservata nella Chiesa di Canosa insieme al già citato s. Biagio, a s. Antonio e Ss. Filippo e Giacomo: tutte statue risalenti al 1700 e rinvenute in buono stato sotto le macerie della Chiesa. Il campanile, oltre alle campane, aveva un orologio azionato da alcuni pesi. I fedeli di Canosa amarono particolarmente questa Chiesa, provvedendo nel corso degli anni alle varie decorazioni che via via vennero aggiunte ed alle doverose riparazioni, sempre con encomiabile spirito di sacrificio, che si addiceva ad ogni fedele di allora. Le tradizioni religiose, i vari culti e le feste in onore dei Santi, soprattutto i santi Filippo e Giacomo e San Rocco, suscitarono sempre entusiasmo ad emozione nell'animo dei fedeli. L'adesione dalla gente di Canosa, semplice povera, ai culti religiosi era totale. Con l'arrivo degli anni terribili della guerra, il popolo di Canosa dovette sfollare, lasciando le proprie case e soprattutto la Chiesa, frutto di enormi sacrifici in balia della furia distruttrice della guerra. Essa non mentì la sua terribile fama, nell'aprile del 1944 la Chiesa fu minata e distrutta dai tedeschi. Con la fine della guerra ci fu il ritorno della gente, lo spettacolo, che si presentò agli stanchi sfollati, fu davvero desolante, gran parte delle case era distrutta e soprattutto la Chiesa era ridotta ad un ammasso di macerie. L'opera di ricostruzione fu lenta e paziente, diretta dall'intraprendente e coraggioso sindaco Matteucci Nicola, vide impegnati tutti i cittadini desiderosi di riavere una Chiesa. La Chiesa fu ricostruita più grande della prima e vennero utilizzate gran parte delle pietre del Duomo vecchio. Oggi è una delle più belle e grandi della Arcidiocesi di Lanciano-Ortona. I Canosini scampati alla guerra, oltre al ricordo dei cari caduti, conservano gelosamente il ricordo della vecchia Chiesa e delle bellissime tradizioni religiose, che oggi purtroppo, sono in gran parte “sfumate”. Gli antichi mestieri: i sorbettieri di Canosa Sannita: Nel Verbum Caro, poemetto dialettale satirico attribuito a don Antonio Basilicati, sacerdote di Arsita, vengono descritte le attività più caratteristiche degli abitanti del teramano. Anche nei paesi di altre province abruzzesi sono state svolte particolari attività di carattere artigianale. I gelatai o più precisamente i sorbettieri, artigiani ambulanti che trasformavano la neve in gustosi dessert ad esempio, erano di Canosa Sannita, paese in provincia di Chieti. Su Canosa si hanno poche notizie. È noto, però, che solo a datare dal 1864 fu aggiunta la denominazione “sannita” (cfr. De Luca, 2002), per distinguere il paese del chietino dalla più rinomata Canosa di Puglia. Si conosce, per fortuna, il nome del fornitore della materia prima. Il grossista si direbbe oggi. Tutti si rifornivano da zi Giuseppucce (cfr. Matricardi, 1976) il quale, in inverno, con la collaborazione di altri canosini senza lavoro, provvedeva ad immagazzinare la neve nell’immenso vano sotterraneo del palazzo marchesale, imponente struttura costruita, forse, dai discendenti di Martino Celaja, signore di Chieti (cfr. Ravizza, 1830, 1834). La conservazione della neve richiedeva precise norme di procedura: alla raccolta seguiva la battitura, facendo attenzione ad intramezzarla con strati di paglia pulita. Questo sistema di conservazione consentiva alla neve di rimanere soffice e per queste sue caratteristiche merceologiche veniva acquistata dai venditori di sorbetti. Nel periodo estivo, quando si sentiva il bisogno di refrigerazione facevano comparsa i sorbettieri con la casacca bianca e il classico carretto simile nella morfologia alla prua delle imbarcazioni dell'adriatico. Era facile incontrarli lungo le riviere e, soprattutto, durante le fiere e le feste popolari. Il sorbetto di neve veniva servito zuccherato e aromatizzato con succhi di frutta: limone specialmente; veniva anche arricchito con infuso di erbe aromatiche come la menta, per innalzare il senso ed il piacere del fresco. Qualche decennio dopo il secondo conflitto mondiale, con il cambiamento sociale, dovuto alla rivoluzione industriale, il sorbetto di neve è stato soppiantato dal gelato ricavato da latte, uova, cioccolato e panna. E con il progresso alimentare sono scomparsi sorbetti e sorbettieri.
A Canosa Sannita è arrivato l’asilo nido: Grazie a un finanziamento regionale e all'uso di fondi di bilancio propri, l’Amministrazione comunale di Canosa Sannita ha istituito per la prima volta l’asilo nido, un servizio fondamentale per le famiglie. Le giovani coppie potranno finalmente decidere di usufruire della nuova struttura in paese, senza essere costrette a “emigrare” altrove. Per informazioni di qualsiasi natura si può telefonare al 380.4942665 oppure accedere su Facebook alla pagina “Asilo nido - Spazio ai bimbi”. I prezzi variano in base al tipo di servizio richiesto, dal momento che la struttura prevede anche attività di baby parking e multi-servizi. Canosa Sannita - Asilo nido: La gestione è stata affidata tramite gara d'appalto alla Cooperativa Ninfea che gestirà l’asilo con personale in possesso dei titoli di studio richiesti dalla legge nonché di tanta esperienza con i bimbi. Per il futuro, in base al numero di iscrizioni, la Cooperativa Ninfea si è impegnata ad assumere altro personale, in modo da offrire un servizio sempre all'altezza della situazione. L’intera struttura del'ex asilo già esistente in via degli Eroi è stata ristrutturata internamente ed esternamente ed è ora in linea con gli standard di sicurezza richiesti dalla legge per quanto riguarda, ad esempio, la stabilità, i rilevatori di fumo, di gas, l’impianto elettrico e le uscite di sicurezza. E' presente anche una nuova cucina in acciaio inossidabile e munita di tutti i confort. Anche i servizi igienici sono stati rivisitati e integrati con un bagno per diversamente abili: adesso nell'intero stabile non esistono barriere architettoniche di alcun tipo. Le pareti sono state dipinte con colori atossici e adatti a luoghi che devono ospitare i più piccoli. L'area è tutta recintata, al suo interno è presente anche un grande giardino indipendente che sarà utilissimo per far giocare i bambini all'aria aperta nelle giornate calde. Sono stati forniti anche nuovi arredi e giochi, tutti muniti del marchio europeo che ne certifica la sicurezza: ad esempio, anche i cuscini usati nei lettini sono antisoffocamento.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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