Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Calascio - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

Cerca nel Sito
Vai ai contenuti

Menu principale:

Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Calascio

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CALASCIO (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di CALASCIO (Aq) (m. 1.210 s.l.m.)
     
  CAP: 67020 -  0862 -  0862.930136 - Da visitare:    
 MUNICIPIO DI CALASCIO 0862.930132   0862.930174       0862.930132  P. Iva: 01068620663
Raggiungere Calascio:(Stazione L'Aquila (Uscita L'Aquila Est) (Uscita Bussi/Popoli) -Aeroporto d'Abruzzo a 61 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI CALASCIO (AQ)
I film girati nel castello di Rocca Calascio. (Aq) Set cinematografico: Nel 1968 il regista Romano Scavolini ha diretto un documentario dal titolo Nel silenzio dei sassi sullo spopolamento di Rocca Calascio. A partire dagli anni ottanta del XX secolo il comprensorio aquilano del Gran Sasso e in particolare la rocca di Calascio sono stati utilizzati come ambientazione per numerosi film. Il primo lungometraggio è Amici miei - Atto IIº, nel 1982. Poi è stata la volta di Lady Hawke (USA, 1985) in cui la rocca (allora non ancora restaurata) era il rifugio dell'eremita impersonato da Leo McKern. Nel 1986 ospitò il cast de Il nome della rosa, vincitore di numerosi premi internazionali. Successivamente sono stati ambientati Il viaggio della sposa (ITA, 1997) e L'orizzonte degli eventi (ITA, 2005). Più recente è stato il set per la serie Padre Pio della RAI (ITA, 2006). La rocca è visibile anche in alcune scene del film The American (USA, 2010) con George Clooney, interamente girato nella provincia dell'Aquila, in particolare tra Sulmona, Castel del Monte, Calascio e Castelvecchio Calvisio.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE CALASCIO (AQ)
Calascio, comune del Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga, è un antico borgo montano di origine medievale di circa 150 abitanti, posto ad una altitudine di 1.210 m. slm. Ha alle spalle la catena del Gran Sasso d'Italia, con l'altopiano di Campo Imperatore, e guarda la Majella e il Sirente. Ovviamente, grazie alla sua meravigliosa posizione, dall'antico borgo si ammirano panorami sublimi. Durante il periodo longobardo la piccola località appartenne al Ducato di Spoleto e successivamente alla Baronia di Carapelle. Il centro storico mostra monumenti di indubbio interesse come la chiesa e convento di S. Maria delle Grazie (1594), la chiesa parrocchiale di S. Nicola di Bari (XVI sec.) e l'antichissima chiesetta di S. Leonardo (1263). In posizione più elevata rispetto a Calascio, a circa 1.450 m. di altitudine, si trova l'antico borgo abbandonato di Rocca Calascio. Ma per raggiungere ciò che rende famosa la località di Calascio occorre salire ancora più in alto, a 1.512 m. di quota. E' a questa altitudine, infatti, che si erge, maestoso, il castello di Rocca Calascio, una delle fortezze più alte d'Europa, circondato da uno scenario che solo lo sguardo può descrivere. A poche decine di metri dal castello si trova la suggestiva chiesa di S. Maria della Pietà (XVI sec.). Il castello di Rocca Calascio è stato il set naturale di molti films di successo, tra i quali l'avvincente favola medievale del lupo e del falco "Lady Hawke" (con M. Pfeiffer e R. Hauer), "Il nome della Rosa" (con Sean Connery) e "Padre Pio".
CAMPEGGI CALASCIO (AQ)
Castello di Rocca Calascio. L'eccezionale fortilizio, interamente in pietra e d'uso esclusivamente militare, è posto in un ambiente favorevolissimo dal punto di vista difensivo; esso presenta una pianta quadrata con torrioni circolari d'angolo ed un maschio quadrato centrale. Secondo alcuni esperti il manufatto, frutto di un progetto unitario, risalirebbe alla metà del XIII secolo. Altri studiosi, al contrario, ritengono preesistente il torrione quadrato, per le caratteristiche proprie di una torre di avvistamento medievale, ed attribuiscono la sua trasformazione nella attuale rocca alla seconda metà del XV secolo, sulla base delle analisi delle torri angolari, profondamente scarpate, prive di apparato a sporgere e dotate di feritoie. Situato a circa 1.500 metri di altitudine, in un contesto ambientale di eccezionale valore paesaggistico e recentemente consolidato, rappresenta una delle fortificazioni più alte d'Italia. Chiesa di S. Maria della Pietà a Calascio (Aq) L'elegante tempietto, sorto secondo la tradizione su una preesistente edicola votiva, venne edificato, alla fine del XVI secolo, su pianta ottagonale. Alla suggestione dell'impianto centrale, che richiama analoghi organismi costruiti in Abruzzo a partire dal XIV secolo, si coniuga l'eccezionale valenza paesaggistica del sito; la chiesa è infatti posta a ridosso dell'antico borgo abbandonato di Rocca Calascio, a dominio della sottostante piana di Navelli, percorsa dall'antico tratturo. Lo spazio interno, organizzato da un sistema di paraste tuscaniche e coperta da una cupola ad otto spicchi, si configura in severe forme cinquecentesche; ad una delle facciate esterne, caratterizzate da una generale disorganicità, si addossa un semplice corpo di fabbrica adibito a sacrestia. L'oratorio rappresenta una delle tappe di un tradizionale percorso devozionale.
VILLAGGI TURISTICI CALASCIO (AQ)
Storia del comune di Calascio (Aq) Rocca Calascio è il Castello più alto dell’Appennino La Torre si erge ad un altezza di 1520 m. s.l.m. Domina il versante sud del Gran Sasso d’Italia e si trova ai confini di Campo Imperatore. Dalla Rocca si spazia, ad ovest, verso il Monte Sirente ed il Velino, a nord verso il Gran Sasso e Campo Imperatore, a sud e parte di est verso la Piana di Navelli. Domina il sottostante paese di Calascio che si trova a 1200 metri di quota. In un documento del 1380 si ha la prima citazione di Rocca Calascio, intesa come torre di avvistamento isolata, ma la costruzione della torre è da collocarsi intorno all’anno 1000. Ad Antonio Piccolomini si deve attribuire, verso il 1480, la realizzazione delle 4 torri attorno all’originario torrione di Rocca Calascio, il muro di cinta attorno al paese e la ricostruzione di gran parte dell’abitato distrutto dal furioso terremoto del 1461.
AFFITTACAMERE CALASCIO (AQ)
AFFITTACAMERE ACCA' LASCIO
Via Preta Jerta, 10 - 67020 Calascio (Aq)
tel. 328 0828539 fax 0862 1965174
BED & BREAKFAST CALASCIO (AQ)
I monumenti e luoghi di interesse nel comune di Calascio (Aq) Il paese di Calascio è caratterizzato da un nucleo compatto d'origine altomedievale, posto sulla strada che da Santo Stefano di Sessanio va verso Castel del Monte, contornato da alcune strutture moderne, soprattutto del XIX e XX secolo. Sul monte sovrastante è invece il borgo di Rocca Calascio ed i ruderi del Castello. L'architettura residenziale è dominata dalla tipologia di casa-torre, con struttura simile ad una torre in muratura, a base molto piccola e notevole sviluppo in altezza (cinque o sei piani). I principali monumenti del paese sono: Chiesa di San Francesco; anche noto come Convento di Santa Maria delle Grazie, presenta all'interno un candelabro e un ciborio del XVII secolo, una tela ad opera di Giulio Bradeschini (XVI secolo) ed un'altra raffigurante una Madonna con Bambino. Chiesa di Santa Maria della Pietà; tempio eretto tra il XVI ed il XVII secolo sul luogo di una preesistente edicola rinascimentale, a poca distanza dalla Rocca Calascio. La struttura è ottagonale con sacrestia laterale e cupola sovrastante. I monumenti e luoghi di interesse nel paese di Calascio (Aq) Chiesa di San Nicola; chiesa con interessante portale cinquecentesco che presenta all'interno statue di terracotta del XVII secolo, tele di Giulio Cesare Bedeschini e Teofilo Patini e fonte battesimale del XVIII secolo. Rocca Calascio; piccola rocca posta sulla cima del monte sovrastante l'abitato di Calascio in posizione predominante sull'intera vallata e panoramica rispetto al Gran Sasso, formata da un castello in pietra bianca a conci squadrati e sottostante borgo fortificato. Restaurata e consolidata sul finire del XX secolo, è stata più volte set cinematografico per pellicole nazionali ed internazionali ed è oggi importante meta turistica.
CASE PER VACANZA CALASCIO (AQ)
Il turismo nel comprensorio di Calascio (Aq) Il settore economico principale è il turismo, incentrato principalmente sul borgo vecchio medievale di Rocca Calascio e sul castello. Centinaia di visitatori alla settimana esplorano il castello e la valle sottostante di Navelli e Castelvecchio Calvisio, altro borgo medievale di notevole interesse storico. L'ambiente scenografico è scelto dagli amanti della montagna e della fotografia in quanto sono visibili dalla rocca i borghi di Santo Stefano di Sessanio e Castel del Monte. Prodotti locali sono anche il vino e la carne di ovini. Vicino Santo Stefano è possibile raggiungere la piana di Campo Imperatore.
APPARTAMENTI PER VACANZA CALASCIO (AQ)
APPARTAMENTO PER VACANZA CASE ANTICHE
Località Rocca Calascio - 67020 Calascio (Aq)
CASE PER LE FERIE CALASCIO (AQ)
Storia del comune di Calascio (Aq) Nelle vicinanze della Rocca si trova la Chiesa di Santa Maria della Pietà, costruita dai pastori intorno al 1400 come ringraziamento alla Madonna quando i soldati dei Piccolomini respinsero, in una sanguinosa battaglia, un gruppo di briganti provenienti dal confinante Stato Pontificio. Punto di osservazione di elevata strategia militare, era in grado di comunicare, mediante l’ausilio di torce durante la notte e di specchi nelle ore diurne attraverso innumerevoli collegamenti ottici disseminati nel territorio, con i castelli della costa adriatica. Con la dominazione aragonese fu istituita la “Dogana della mena delle pecore in Puglia” e la pastorizia transumante divenne la principale fonte di reddito del Regno. Fu quindi un momento di notevole sviluppo per i paesi della Baronia che nel 1470 possedevano oltre 90.000 pecore e fornivano ingenti quantitativi di pregiata “lana carapellese” a città come L’Aquila e Firenze. Nel 1579 Costanza Piccolomini, l’ultima della famiglia, vendette la Baronia, il Marchesato di Capestrano e le terre di Ofena e Castel del Monte a Francesco Maria Dè Medici, Granduca di Toscana per 106.000 ducati. Nel 1743 il territorio passò sotto la dominazione Borbonica.
COUNTRY HOUSE CALASCIO (AQ)
Storia del comune di Calascio (Aq) Nelle vicinanze della Rocca si trova la Chiesa di Santa Maria della Pietà, costruita dai pastori intorno al 1400 come ringraziamento alla Madonna quando i soldati dei Piccolomini respinsero, in una sanguinosa battaglia, un gruppo di briganti provenienti dal confinante Stato Pontificio. Punto di osservazione di elevata strategia militare, era in grado di comunicare, mediante l’ausilio di torce durante la notte e di specchi nelle ore diurne attraverso innumerevoli collegamenti ottici disseminati nel territorio, con i castelli della costa adriatica. Con la dominazione aragonese fu istituita la “Dogana della mena delle pecore in Puglia” e la pastorizia transumante divenne la principale fonte di reddito del Regno. Fu quindi un momento di notevole sviluppo per i paesi della Baronia che nel 1470 possedevano oltre 90.000 pecore e fornivano ingenti quantitativi di pregiata “lana carapellese” a città come L’Aquila e Firenze. Nel 1579 Costanza Piccolomini, l’ultima della famiglia, vendette la Baronia, il Marchesato di Capestrano e le terre di Ofena e Castel del Monte a Francesco Maria Dè Medici, Granduca di Toscana per 106.000 ducati. Nel 1743 il territorio passò sotto la dominazione Borbonica.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' CALASCIO (AQ)
Turismo a Calascio (Aq) Calascio, un paese dal sapore fortemente medievale a ridosso della catena del Gran Sasso e l'altopiano di Campo Imperatore, si presenta come un fiabesco intreccio di vie, dove si affacciano case e torri a due o più piani, il tutto rigorosamente in pietra e piazze dove sorgono case patrizie e chiese, a testimonianza di un fervente passato. I segni della devozione dei suoi abitanti si leggono nelle meravigliose chiese di S. Nicola di Bari, arricchita da un portale ligneo del Cinquecento intagliato con scene dell'Antico Testamento e della vita del santo, e di Sant'Antonio Abate del 1645 dove oggi è possibile ammirare "Le tentazioni di Sant'Antonio nel Deserto" del Patini.  Ma torniamo al fascino medievale che avvolge Calascio in modo così penetrante da aver sollevato gli interessi dei registi di Hollywood che hanno eletto la Rocca ad ambientazione per il famoso film Lady Hawke; questa rocca, che sembra crescere spontaneamente dalla roccia, è una torre fortificata con evidenti funzioni di avvistamento e comunicazione militare tipiche del basso medioevo. Nei pressi della rocca si può visitare la cappella a pianta ottagonale dedicata alla Madonna della Pietà del 1451 su un piccolo pianoro a strapiombo.  Negli ultimi anni alcuni antichi edifici sono stati ristrutturati e riattati come abitazioni per le vacanze estive o per i fine settimana.
RIFUGI E BIVACCHI A CALASCIO (AQ)
RIFUGIO DELLA ROCCA (M. 1460)
Località Rocca Calascio - 67020 Calascio (Aq)
tel. 338 8059430 - 340 4696928
Storia del comune di Calascio (Aq)  Nel 1703 un disastroso terremoto demolì il castello ed il paese di Rocca Calascio: furono ricostruite solo le case nella parte bassa dell’abitato e molti abitanti preferirono trasferirsi nella sottostante Calascio. Un progressivo spopolamento ha ridotto il numero degli abitanti della Rocca da circa 800 nel 1600 a zero nel 1957. Calascio, a sua volta, ha iniziato il suo declino a fine ‘800, subendo gli effetti di una massiccia emigrazione nei primi decenni del ‘900. Una popolazione di circa 1900 abitanti nel 1860, ridotta nel 1892 a soli 299. Oggi la Rocca è conosciuta dal grande pubblico per essere di frequente oggetto di grandi set cinematografici: tra questi “Lady Hawke”, stupenda favola ambientata nel medioevo con Rutger Hauer e Michelle Pfeiffer e, più recentemente, un film su Padre Pio da Pietralcina.
Il borgo di Calascio, situato a sud-ovest rispetto al castello, lungo il sentiero che sale dall'abitato di Calascio, compone con esso un unico organismo fortificato. Il suo sviluppo è legato alle modeste dimensioni del castello e all'esiguità di uomini che riusciva a ospitare, oltre che alla necessità di salvaguardare la popolazione dagli assalti di invasori. Il collegamento con il castello avveniva attraverso un ponte levatoio in legno, oggi sostituito da una semplice rampa. Può essere distinto in due parti, una originaria adiacente al castello e una posta più a valle e più recente. La parte alta venne praticamente abbandonata già in seguito alle distruzioni causate dai terremoti del 1348/49 e del 1461 ed è oggi in forma di rudere; la parte bassa era invece abitata sino al primissimo dopoguerra ed è stata sottoposta negli anni a numerosi restauri conservativi. Accanto a forme di restauro, per così dire "pubbliche", vanno segnalati anche interventi di semplici appassionati della montagna abruzzese che hanno contribuito con i loro interventi al recupero del sito, stabilendosi come residenti nel borgo.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
Come arrivare a Rocca Calascio (Aq) Dall’autostrada A24 (Roma-Teramo) uscire a L’Aquila Est e seguire le indicazioni per Sulmona. Superato Poggio Picenze, prendere a sinistra per Barisciano. Superato il paese proseguire per S. Stefano di Sessanio e poi Calascio. Raggiungere la parte alta del paese seguendo le indicazioni per la Rocca e parcheggiare accanto ad un fontanile. Seguendo il sentiero che passa per le vecchie mura e per le case diroccate del paesino abbandonato, arriverete in circa mezz’ora al castello.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu