Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Castiglione Messer Marino (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Castiglione Messer Marino (Ch)

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GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI CASTIGLIONE MESSER MARINO (CH)
 
Ospitalità nel Paese di CASTIGLIONE MESSER MARINO (Ch) (m. 1081 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Castiglione Messer Marino: 41°52′N - 14°27′E
     
  CAP: 66013 -  0873 -  0873.978818  - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI CASTIGLIONE MESSER MARINO 0873.978831  0873.978149    0873.978831 -  83000170692
Come raggiungere Castiglione Messer Marino   Aeroporto d'Abruzzo a 95 Km. Uscita: Bisaccia/Vasto Sud/San Salvo  
 
HOTELS ED ALBERGHI CASTIGLIONE MESSER MARINO (CH)
** HOTEL RIFUGIO DEL CINGHIALE
Contrada Santa Maria Del Monte, 1 - 66013 Castiglione Messer Marino (Ch)
tel. 0873 975044 - fax 0873 978675
 Servizi offerti dalla struttura















RESIDENZE ALBERGHIERE CASTIGLIONE MESSER MARINO (CH)
Il palaghiaccio a Castiglione Messer Marino (CH) A Castiglione Messer Marino, antico borgo del comprensorio vastese dal suggestivo centro storico caratterizzato dall'intersecarsi di scalinate e viuzze, è attivo il nuovissimo complesso del Palaghiaccio, seconda struttura del genere in Abruzzo, accanto a quello di Roccaraso. L'impianto ha una superficie complessiva di 600 metri quadrati, dispone di una pista di pattinaggio di 13 metri di larghezza e 25 di lunghezza, di 350 posti a sedere. Per rilassarsi e ossigenarsi con l'aria fresca e pura della montagna, dopo essersi divertiti pattinando, ci si può recare, poco fuori dal paese, all'Abetina di Selva Grande conosciuta anche come "La Lupara", per la presenza costante nei vicini boschi del lupo. Il suo territorio, esteso circa 900 ha, include  ampi boschi di conifere, in particolare di abete bianco, estese zone di pascolo e piccoli tratti rocciosi. La fauna è particolarmente ricca di specie dai piccoli uccelli ai rapaci, dai mammiferi ungulati ai mustelidi e ai rettili. E' facile  osservare il gatto selvatico, il cervo, il capriolo e il lupo. La Riserva è sempre aperta e al suo interno vi sono diversi percorsi escursionistici, aree attrezzate per pic-nic e sosta, l'antica Chiesa di Santa Maria del Monte e il Museo dell'Abete Bianco. Nel periodo invernale, è possibile praticare il pattinaggio libero il sabato(orario 15/20,00 e 21/24,00)e la domenica (orario 10/12,30 e 15/20,00) Per ulteriori informazioni: Comune tel.0873978831 – 3346769508 - http://www.palaghiaccio.ch.it - Castiglione Messer Marino (Ch) Questo comune è situato in provincia di Chieti, appartiene alla comunità montana Alto-Vastese. Le sue origini risalgono al XII secolo, fra il XIII e il XIX secolo Castiglione fece parte del Regno di Napoli. Il dopoguerra fu caratterizzato da una grande emigrazione, tanto che durante i mesi estivi sono molti a fare ritorno nel paese che raddoppia la popolazione. In passato rappresentava una tappa importante della transumanza del bestiame tra Puglia e Abruzzo. Per tutti gli appassionati della natura, del benessere e del relax nelle immediate zone limitrofe di Castiglione Messer Marino si può godere di un territorio ricco di boschi, zone di pascolo e tratti rocciosi dove si può entrare in contatto con la natura del luogo caratterizzata da tipica flora e fauna come ad esempio il gatto selvatico, il lupo e il cervo. Meta ideale anche per i buongustai Castiglione è accompagnata anche da una cucina tradizionale molto viva rappresentata dalla famosa ventricina, insaccato di carne suina con spezie, "la pecra a lu cutteure" carne castrata con erbe aromatiche e molte altre specialità. Un piacevole soggiorno nel nostro albergo in pieno relax! Il nostro pittoresco albergo è situato a meno di 5 km dall'antico paese di Castiglione Messer Marino. Vivrete una vacanza indimenticabile tra boschi secolari, paesaggi incantevoli e ampi prati. E' la destinazione ideale per chi desidera una vacanza in famiglia, fare qualche escursione e scoprire la bellezza di montagne mozzafiato dei dintorni. La nostra tradizionale ospitalità vi farà battere forte il cuore e scoprirete una serenità indimenticabile! I vostri bambini saranno sicuramente felici di visitare la nostra fattoria nella quale vivono cavalli, caprette, cinghiali, mucche e tanti altri animali.
CAMPEGGI CASTIGLIONE MESSER MARINO (CH)
Il territorio di Castiglione Messer Marino (Ch) I corsi d'acqua più importanti compresi nel territorio sono il Treste e il Sinello. Entrambe sorgono presso Monte Castelfraiano, il primo confluisce nel Trigno, il secondo dopo un percorso di 42 km sfocia poco a nord di Punta Penna. Nei pressi della vetta della montagna più alta sorge Lago la Croce, bacino a forma di 8 con una parte grande e una piccola, in gran parte ricoperto da canneto, in via di interramento. Insolita è la morfologia del territorio montano che, grazie alla natura geo-chimica del terreno privo di vocazione agricola a cui si è aggiunta l'antica lotta dei contadini ed allevatori del luogo, è caratterizzato da vaste zone prive di vegetazione ed è solcato da antichi "tratturi" a ricordo della transumanza dalla Puglia. Non mancano estesi boschi di faggio, contaminati da pini ed abeti bianchi e rinvigoriti da querce e cerri. Castiglione subi gravi danni nel Terremoto della Maiella del 1706. Nel 1901 il paese fu gravemente danneggiato da una frana che rese necessari lavori di ricostruzione.  Dai dati di Legambiente il paese risulta essere maglia nera per i rischi idrogeologici e pur avendo interi quartieri in zone a rischio, non ha messo in campo azioni nella mitigazione e prevenzione del rischio.
VILLAGGI TURISTICI CASTIGLIONE MESSER MARINO (CH)
La Storia del paese di Castiglione Messer Marino (Ch) La prima citazione del comune risale al 1027, riguardante l'appartenenza delle abbazie di Santa Maria della Noce e di San Salvatore al feudo del conte Manieri di Trivento. Successivamente, nel XII secolo, viene citato in un libro di Ruggero II, compilato da al-Idris, geografo arabo del secolo XII, come “Quatllun” distante da Fallo ventiquattro miglia e quindici da Agnone, ma oltre ciò sono rare le testimonianze dell'abitato. Dalle ricostruzioni storiche si presume che Castiglione sia appartenuto al ducato longobardo di Benevento e che era ricco di chiese, ville e casali molto prima dell'anno Mille. In alcuni documenti del 1200 la località è chiamata Castellone, cioè grande castello. Di questa costruzione oggi non resta nulla, salvo la memoria del luogo dove era ubicata, in contrada ancora oggi denominata “castello”. Nel XII secolo Castiglione figura come feudo di tre militi posseduto per tre parti da Oderisio Borrello, nipote di Gualtiero di Agnone, feudatario di Simone conte di Sangro e per la restante parte in dominio di Rinaldo di Monteferrante, anch'egli vassallo del conte Simon. Dal 1400 in poi, attraverso la politica matrimoniale subentrarono come feudatari di Castiglione i Carraciolo di San Buono che l'acquisirono come bene dotale di Maria de Sangro, andata in sposa a Marino Caracciolo. Ed è proprio in onore di Marino Caracciolo. Che Castiglione assume il nome attuale, integrandolo con il nome del feudatario. Tra le terre di questo nuovo ramo dei Caracciolo, quella di Castiglione era certamente la più importante sia per ampiezza demografica e territoriale, sia per risorse economiche. Negli antichi cedolari risulta che pagava la tassa più elevata, dopo San Buono. Del suo passato si conservano tracce nei resti del castello e nel portale della chiesa madre. A partire dal 1742 intercorrono, tra il comune di Castiglione e la famiglia Caracciolo, una serie di atti tendenti da parte del Principe a conservare gli antichi privilegi e da parte dell'Università a negarli e contestarli. Fra il XIII e il XIX secolo Castiglione fece parte, insieme alla sua regione di appartenenza, del Regno di Napoli (che, dopo l'unione al Regno di Sicilia, passò a denominarsi Regno delle Due Sicilie e dove apparteneva alla provincia dell'Abruzzo Citra nel Distretto di Vasto) Il Brigantaggio a Castiglione Messer Marino (Ch) Il fenomeno del brigantaggio fu molto consistente a Castiglione. Il 21 agosto del 1809 una banda di 400 briganti guidati da Basso Tomeo saccheggiò l'intero paese per ritorsione alla repressione subita il 3 agosto dello stesso anno dai "legionari" che difendevano il paese. Il Tomeo, penetrato in paese all'improvviso, lo mise a sacco senza incontrare resistenza ed incendiò le case dei benestanti dopo averle spogliate di tutto. La mancata reazione della popolazione era sintomatica della rabbia del popolo verso i benestanti e l'enorme disuguaglianza tra le classi sociali. La tradizione popolare dice che i loro rifugi sorgevano su una vecchia torre di guardia a forma circolare in località "Morrecine", proprio a fianco del tratturo. La Storia del paese di Castiglione Messer Marino (Ch) La reazione del 1861: Dura fu la reazione popolare dopo l'unità d'Italia, dovuta al mancato cambiamento nonostante la fine dell'era borbonica e al forte odio interno alla comunità tra le diverse classi sociali. Dall'unità di Italia e dalla propaganda garibaldina il popolo si aspettava un cambiamento di condizione sociale ed una vita più dignitosa, ma si era convinto che gli avvenimenti politici avevano solo consolidato il potere in mano ad antichi padroni. La rivolta sanguinosa del 1861 non fu solo di carattere politico ma fu un'esplosione violenta e improvvisa frutto di ragioni spirituali e sociali che trovarono nel quadro storico tumultuoso e caotico, il campo idoneo per manifestarsi. A questo si univa il desiderio dei reazionari di impossessarsi di tutta la merce dei benestanti. Il 1º aprile 1861 durante la messa di Pasqua vi fu la chiamata alle armi del popolo già armato e pronto a insorgere. Furono uccisi dai reazionari guidati da Pietro Troiano tutti i personaggi più in vista del paese: il sindaco Don Gaetano Magnacca, il Capitano don Giacomo Lonzi e suo figlio don Eliodoro, l'avvocato don Raffaele Magnacca e suo figlio Giuseppe e il giudice Michele De Giorgio. Il paese fu messo a ferro e fuoco. All'arrivo delle Guardie Nazionali fu ristabilito l'ordine con la fucilazione di 23 reazionari e l'arresto di 64 che subirono gravi condanne dalla Corte di Assise di Lanciano nel processo del 4 aprile 1863. I briganti castiglionesi non hanno operato solo nel territorio comunale, ma taluni si sono sospinti ben oltre i confini regionali. Tra essi ben tre sono stati condannati all'esecuzione capitale: Chiulli Raffaele a Lesina, Bartucci Filippo a Serracapriola e Donato Volpi ad Ascoli. Le due Guerre Mondiali: I castiglionesi parteciparono a tutte le guerre belliche di inizio secolo dando un notevole contributo di sangue. Nel 1924 fu eretto in via Roma un "monumento ai caduti" della grande guerra, consistente in un bassorilievo di una donna rappresentante la Patria appoggiata su un'asta tricolore. Ai lati della figura sono scritti i nomi dei caduti accompagnati dalla dedica: di questi monti col sublime ardimento, cadeste, su l'alpe riconsacrate alla patria, Castiglione, fiera del suo dolore, vi benedice. Nel periodo del fascismo i castiglionesi combatterono per il duce nelle conquiste coloniali africane e le spedizioni in Russia. Molti furono i morti e i dispersi. Castiglione Messer Marino (Ch) dal dopoguerra a oggi: Nel dopoguerra ci fu una forte emigrazione verso le miniere del Belgio, i cantieri e i campi agricoli in Svizzera, Francia e Germania alla quale si sommava l'emigrazione interna specie verso il Nord Italia e Roma, che si univa alla storica migrazione di fine Ottocento, inizio Novecento verso Argentina, Stati Uniti e Australia. La maggior parte della popolazione maschile emigrava per lavoro all'estero e le donne badavano alla famiglia, ai campi e agli allevamenti. Oggi il paese continua a subire un forte calo dei residenti e ciò è dovuto al calo del tasso di natalità frutto del continuo spostamento fuori paese dei giovani per carenza di opportunità di lavoro. Negli ultimi anni lo spostamento dei castiglionesi è più concentrato verso la costa abruzzese, Pescara, San Salvo, Vasto, ed è dovuto a motivi di studio e lavoro. Durante i mesi estivi è forte il ritorno dei nuovi e vecchi migranti dal paese con il paese che raddoppia la popolazione nei periodi di festa.
AFFITTACAMERE CASTIGLIONE MESSER MARINO (CH)
AFFITTACAMERE LA TANA DELL'ORSO
Via Fonte Lava, S.n.c. - 66013 Castiglione Messer Marino (Ch)
tel. 0873 978893 - mobile 320 1462665
BED & BREAKFAST CASTIGLIONE MESSER MARINO (CH)
I monumenti e i luoghi di interesse Castiglione Messer Marino (Ch) Architetture religiose: Chiesa di Santa Maria del Monte. È sita in località Lupara o Santa Maria del Monte. Risale al 1520 sul sito di una precedente chiesa e fu ricostruita nel 1943. Era anticamente un convento, attualmente trattasi di una chiesa a navata unica. Chiesa di San Michele Arcangelo, chiesa parrocchiale. Chiesa della Congrega o di S'Antonio. Posta nella parte vecchia del paese fu edificata nel 1696. Chiesa di San Rocco. Costruita nel 1656 nella parte che ora è la piazza principale. Chiesa di S. Maria delle Grazie. Posta nella parte alta del paese. Sconosciuta la data di edificazione. Chiesetta dell'asilo. Annessa all'asilo delle suore. Architetture civili a Castiglione Messer Marino (Ch): Il borgo fortificato. Risale al XIV secolo con trasformazioni nel XVIII secolo. Del nucleo antico vi sono dei reperti lapidei medievali posti sulla facciata della chiesa parrocchiale e sulle case a torre. Per gli edifici viene usata la pietra di Castiglione. La strada principale è in lastricato realizzato con pietra di fiume, che da Porta di Piedi porta alla piccola chiesa della Congrega. La Casa Salvatore presenta una decorazione a forma di un muratore con una mazzola in mano. Mentre nella parte a strapiombo era sito il castello, invece, presso la chiesa di San Michele Arcangelo era posta la Porta di Sant'Angelo o del Capo. Castelfraiano; Museo delle tradizioni familiari; Oasi naturale Abetina di Selva Grande. La Fontane a Castiglione Messer Marino (Ch) Fontana San Rocco. È sita in Largo San Rocco. Risale ad un'epoca compresa tra il 1812 ed il 1818, quando fu costruita da Gioacchino di Rienzo di Agnone. Alcuni, come E. Abbate, sostengono che la fontana risalga al 1886. La fontana è addossata ad una parete di contenimento di un pendio. È realizzata in arenaria e cotto. Inoltre, la fontana consta di una vasca, lesene angolari, conci bugnati, da una cornice orizzontale decorata e da tre mascheroni in ghisa che raffigurano teste di leone. Fontana Santa Maria delle Grazie. È sita in Largo Santa Maria delle Grazie. Risale al XIX secolo come la fontana precedente. La fontana è a pianta poligonale e presenta una successione di archi a tutto sesto delimitati da paraste bugnate in arenaria grigia di Castiglione. La fontana è sovrastata da un tamburo che alterna l'arenaria grigia alla pietra locale. All'interno vi è la fontana vera e propria ed uno stemma del paese. Fonte vecchia. Posta nella parte bassa del paese. Dispone di un abbeveratoio per gli animali e di un lungo lavatoio usato tuttora per lavare i panni.
CASE PER VACANZA CASTIGLIONE MESSER MARINO (CH)
Il Tratturo a Castiglione Messer Marino (Ch) Castiglione è stata tappa importante della transumanza del bestiame tra Puglia e Abruzzo. È ancora visibile il tratturo Ateleta-Biferno che è tra i tratturi riportati nella Carta dei tratturi, tratturelli, bracci e riposi del Commissariato per la reintegra dei tratturi di Foggia, anche se figura tra quelli non reintegrati. L'influenza della cultura pugliese è riscontrabile in molte tradizioni del paese e nel dialetto locale. Il dialetto: Il dialetto è ancora molto usato a Castiglione anche se molti termini sono stati italianizzati rispetto alle forme usate storicamente. Il dialetto castiglionese rientra come il dialetto della sua regione di appartenenza nella categoria dei dialetti italiani meridionali. Forti sono le contaminazioni della dominazione borbonica e ad esse si unisce l'influenza della transumanza, sia sul piano linguistico che culturale, che ha trasportato alcuni vocaboli dal tavoliere pugliese al dialetto castiglionese. Sorprendenti alcune definizioni pressoché identiche con quelli dell'appennino dauno (es. fahéugnë - dal latino favonius - usato sia a Castiglione e che nel subappennino dauno per indicare il vento caldo e secco), così come si ritrovano nel dialetto castiglionese molti termini usati nella lingua napoletana. Sindaco Felice LONZI: Il sindaco Felice LONZI, medico, realizzò le principali opere di cui Castiglione Messer Marino dispone tutt’ora. Tra le realizzazioni più importanti che a lui si devono: - la fognatura col seguente tragitto: via Felice Lonzi, via Garibaldi, via Vittorio Emanele,Via Roma, largo San Rocco e scarico a la “Ficenna”- la fontana in via Madonna delle Grazie, la fontana in via Roma e la fontana “Fonte Vecchia” e vari fontanili lungo le vie del paese - l’istituzione del corpo delle guardie municipali - la realizzazione del cimitero monumentale in contrada “cogliapaleumb”. Morì da pover’uomo. Prof. Luca CHINNI: Luca CHINNI, medico insigne e professore di anatomia all’Università di Napoli, fu autore di scritti preziosi di medicina. A lui è dedicata una strada del paese, orgoglioso di avergli dato i natali. Egli la lasciato la casa e la ricca biblioteca in dotazione alla parrocchia.
APPARTAMENTI VACANZA CASTIGLIONE MESSER MARINO (CH)
Le Tradizioni e il folclore di Castiglione Messer Marino (Ch) Serenata Castiglionese. La nascita della Zumbarella risale al 1400. Quando un giovane aveva una certa simpatia per una certa ragazza, a notte inoltrata le portava la serenata con la zumbarella. La dodda. Il giovane, dopo aver corteggiato l'amata sotto la sua finestra a suon di zumbarella e mandato l'ambasciatore a casa dei genitori per combinare il matrimonio, si preparava al fidanzamento con la futura sposa. La famiglia della sposa a sua volta preparava il corredo (dodda) per il matrimonio. La dote veniva trasportata con muli e cesti portate dalle ragazze fino alla nuova abitazione dei novelli sposi, il tutto allietato da canti e balli. La maschera castiglionese. Nel periodo del carnevale viene realizzata la “maschera” castiglionese, che si sviluppa lungo le strade e le piazze del paese. La particolarità è che recitano solo uomini, metà dei quali travestiti da donna. In sei piazze ci si ferma per organizzare degli spettacoli teatrali, a ricordo delle vecchie tradizioni di Castiglione. Maschere caratteristiche sono Carnevale imbottito di insaccati di maiale come collane e ornamenti che nelle edizioni vecchie moriva bruciato (un pupazzo di paglia) per decretare la fine della festività. Pulcinella è la maschera più suggestiva, rappresentato da sette - otto persone, con cappelli grandissimi e altissimi, con una serie di campanacci sulla cinta. Essi hanno anche la funzione di mantenere l'ordine pubblico dell'intero corteo e prima dell'uscita della maschera sfilano per le vie del paese annunciando l'inizio della sfilata. Ngiccia ngiccia. Sempre nel periodo di Carnevale i giovani del paese uscivano per il paese mascherati e muniti di du bot(organetto abruzzese) e giravano casa per casa. Suonando sotto le finestre della gente usavano la formula "ngiccia ngiccia dammë 'na po' dë salgiöiccia e së nën më la vù dà chë të zë pozza štrafucà", ricevendo in dono vino, salsiccia e compagnia. La Ndoccia. Ogni vigilia di natale, si ripete il rito della Ndoccia: grossi mucchi di legna e ginestre vengono fatti bruciare, tra suoni e canti, in attesa del Bambinello. Manifestazioni ed eventi a Castiglione Messer Marino (Ch) Feste religiose: 17-18 giugno: Santa Teodora e Sant'Antonio; 2 luglio: Santa Lucia in Contrada Padulo; 14 agosto: Madonna delle Grazie; 16 agosto: San Rocco; 10-11-12 settembre: Festa patronale di San Raffaele; 11 settembre: Madonna del Monte. Feste civili: Seconda settimana di agosto: festa della birra. Varie, saltuarie e non, in varie date dell'anno a discrezione della Pro loco.
CASE PER LE FERIE CASTIGLIONE MESSER MARINO (CH)
Persone legate a Castiglione Messer Marino: Juan Manuel Fangio. Il campione di automobilismo, vincitore di 24 Gran premi e di cinque titoli mondiali è di origini castiglionesi. Fangio si è recato diverse volte a Castiglione e non ha mai smesso di ricordare le sue origini abruzzesi e sottolineare la sua riconoscenza alla forza di sacrificio dimostrata dal nonno e dal padre emigrati in Argentina. Dal 2010 Castiglione è gemellato con Balcarce, paese natale di Juan Manuel Fangio. A Castiglione il penta campione è ricordato con una targa commemorativa posta sulla casa natale del padre, Loreto Fangio. Erasmo Colapietro (Castiglione Messer Marino, 1823 circa - Roma, 1898), politico italiano, senatore del Regno d'Italia nella XVI legislatura. A Castiglione è ricordato con una strada che porta il suo nome. Luca Chinni (1845 - 1925), medico insigne e professore di anatomia all'Università di Napoli, fu autore di scritti preziosi di medicina. Felice Lonzi (1835 - 1889), medico. Sindaco per oltre un ventennio, realizzò le principali opere di cui Castiglione Messer Marino dispone tuttora. Candido Di Leandro (Castiglione Messer Marino, 19 ottobre 1922 - maggio 2005), calciatore della Strapaesana Pescara (Società Sportiva Pescara 1942-1943) nel campionato di serie B. Felice Giuliante (1885-1961), scultore autore di opere presenti nelle chiese di San Michele Arcangelo, della Madonna del Carmine, della Madonna del Monte e nella chiesa di San Rocco.
COUNTRY HOUSE CASTIGLIONE MESSER MARINO (CH)
La gastronomia locale di Castiglione Messer Marino (Ch) Della cucina popolare di Castiglione Messer Marino si ricordano: la ventricina, nota in dialetto locale come sprëscètë, insaccato di carne suina arricchito di spezie (come la polvere di peperoncinorosso, dolce o piccante, e il finocchio selvatico); l'agnello nostrano, arrostito e condito solo con sale e olio d'oliva per non alterarne il sapore; La pecra a lu cuttéure, nota in dialetto locale come pecra a la pecraròëgna, ossia carne di castrato, bollita a lungo con erbe aromatiche di montagna; le tagliarille e fasciule (pasta e fagioli); i maccheroni alla chitarra al sugo di carne d'agnello; il piatto tradizionale carnevalesco delle sagne a lu cuttéure (sagne condite con soffritto di pancetta e salsiccia stagionata, con l'aggiunta di polvere di peperoncino piccante; il tutto si mangia con le mani direttamente nel caldaio); le cavatille (gnocchi di patate).
OSTELLI DELLA GIOVENTU' CASTIGLIONE MESSER MARINO (CH)
L’economia di Castiglione Messer Marino (Ch) Impianto eolico: Su Monte Castel Fraiano e su Monte San Silvestro sono state installate sessantasette pale eoliche alte dai novanta ai cento metri. Le torri dei monti Castel Fraiano e San Silvestro sono state realizzate dopo la firma di due convenzioni trentennali tra il Comune di Castiglione e due società del gruppo Edison. La realizzazione degli impianti eolici per la produzione di energia pulita ha dato origine ad un intenso dibattito sul profilo estetico/ambientale e sul paesaggio modificato. Infrastrutture e trasporti. Stradeper raggiungere Castiglione Messer Marino: Da Roma, Uscita Autostrada A1 casello S.Vittore proseguire per Venafro - Agnone - Castiglione Messer Marino. Da sud, Uscita Autostrada A14 casello Vasto Sud proseguire per Fondovalle Treste - Fraine - Castiglione Messer Marino. Da nord, Uscita Autostrada A14 casello Val di Sangro proseguire per Atessa - Colledimezzo - Montazzoli - Castiglione Messer Marino. Viadotto Sente: Il viadotto Sente è sito tra il territorio di Castiglione e Belmonte del Sannio in provincia di Isernia, lungo la SS86. Questo imponente viadotto è uno snodo fondamentale per la mobilità tra Alto Molise e Alto-Vastese. Il ponte sorge sull'omonimo fiume ed è il più alto d'Italia con i suoi 185 metri. Dal 2 maggio 2011 è intitolato a Francesco Paolo Longo, operaio morto durante la costruzione di questa opera il 4 maggio 1974. Autobus: I collegamenti con e per Castiglione sono assicurati dalle autolinee Di Fonzo, Di Carlo e Cerella, da e per Vasto, Pescara, Lanciano, Atessa, Agnone, Napoli e Roma.
RIFUGI E BIVACCHI A CASTIGLIONE MESSER MARINO (CH)
Castel Fraiano è un monte situato in provincia di Chieti, all'interno del territorio del comune di Castiglione Messer Marino. È, con i suoi 1415 m s.l.m., la vetta più elevata del gruppo dei Monti Frentani. Geografia Fisica: Caratterizzato da forme molto dolci, il monte offre un ampio panorama che spazia dal massiccio della Majella alle Mainarde, dai Monti Pizi al Matese, dalla val di Sangro all'Alto Molise, dal Monte Campo al mare Adriatico. I principali fiumi che nascono da questo o dai monti vicini, e che di fatto demarcano la separazione tra essi, sono il Sinello, il Sente ed il Treste. I primi due separano Castel Fraiano ora dal Monte Fischietto e dal Colle dell'Albero, ora da Montecastelbarone, mentre l'ultimo svolge tale ruolo tra le propaggini meridionali dei rilevi di Castelfraiano e di Colle dell'Albero. Differenti sono i versanti di questo rilievo. La parte che volge in direzione della val di Sangro è caratterizzata dalla pressoché totale assenza di flora arbustiva, sostituita da pascoli che un tempo fornivano foraggio per i capi di bestiame, mentre quella che volge verso la valle del Sinello vede svilupparsi un bosco misto di faggi e di abeti bianchi di interesse comunitario, la cui tutela è affidata all'Oasi naturale Abetina di Selva Grande. Ai piedi del monte, nel versante di Sud-Ovest è inoltre presente un piccolo bacino lacustre a forma di otto, in via di interramento, il cui nome è Lago la Croce. La Flora del monte Castel Fraiano: La flora è essenzialmente costituita dalle piante e dagli arbusti dell'Oasi di Selva Grande. Tra le specie più importanti sicuramente ci sono l'abete bianco, rarissimo nell'Appennino meridionale ed il faggio, a cui si sommano varie altre specie tra cui: l'acero (acero di Lobelius), il tasso, il tiglio, il frassino maggiore, l'olmo montano, il carpino montano, il cerro, il nocciolo, il sorbo montano e nel sottobosco il croco, la scilla, il sigillo di Salomone, l'aquilegia. La Fauna del monte Castel Fraiano: La fauna è quella dei boschi appenninici: Il gruppo dei mammiferi vede la massiccia presenza di cinghiali e un numero meno consistente di caprioli, cervi, lepri, gatti selvatici, martore, volpi, tassi. Posto di riguardo è occupato dal lupo, la cui presenza costante ha di fatto conferito il nome al feudo medievale di Lupara. Fra gli uccelli, varie specie di picchi, l'astore, il nibbio reale, lo sparviero, la poiana, l'allocco, lo sparviero notturno, il fringuello, il ciuffolotto, il regolo, il fiorrancino e varie specie di cince. Infine gli anfibi presenti sono rappresentati dalla Salamandrina dagli occhiali e dalla salamandra pezzata. La Storia del monte Castel Fraiano: Tra le testimonianze del passato giunte sino a noi, ci sono la rocca d'altura di Castelfraiano, la chiesa medievale di Santa Maria del Monteed il tratturo Ateleta-Biferno, tutti riguardanti essenzialmente periodi successivi all'alto medioevo. Il Castello, che tra l'altro ha dato nome al monte, è situato sulla vetta, ed il suo scopo principale era quello di vigilare sul transito dei pastori nel corso della transumanza, nonché regolare l'accesso da Monteferrante e dalla Val di Sangro. Oggi del complesso militare non rimangono che ruderi. La Chiesa, le cui forme attuali sono frutto della ricostruzione successiva alla seconda guerra mondiale, era invece parte di un convento di Minori Conventuali, di cui è però l'unico edificio rimasto in piedi. Ancora oggi però riveste un ruolo importante nella vita religiosa di Castiglione Messer Marino, in quanto è costruita sul luogo di un'apparizione della Vergine, e rappresenta pertanto un luogo di culto particolarmente caro agli abitanti del paese, come di quelli vicini. Il tratturo fiancheggiava gli alvei dei fiumi principali, passando per il pascolo in quota di Lupara e Monte Fischietto. L'importanza che ha rivestito è ben evidente nelle tradizioni e nel dialetto di Castiglione, fortemente influenzati dalla cultura pugliese. Ulteriore riscontro dell'impatto che la pratica della transumanza ha rappresentato per questi luoghi è fornito dalla tipologia degli edifici che qui si costruivano: case-torri e tholos di pietre a secco, esempi tipici della cultura pastorale. Impianto Eolico: Questo monte, come quelli che lo circondano, è stato interessato, dal 2001 in poi, dall'installazione di 44 aerogeneratori alti dai novanta ai cento metri, realizzata dopo la firma di due convenzioni trentennali tra il Comune di Castiglione e due società del gruppo Edison.
La chiesa di San Michele Arcangelo sita nel centro storico di Castiglione Messer Marino, in provincia di Chieti, rappresenta la chiesa parrocchiale del paese. La prima documentazione è datata 1499, in cui essa è chiamata S. Angelo di Castiglione. La chiesa originaria risale al XV secolo, ma risulta rimaneggiata nel XVI-XVIII secolo. È sita nel centro storico del paese presso l'antico castello e presso la porta di sant'Angelo da cui prende il nome. Dal 1552 la chiesa diventa patronato dei Caracciolo di San Buono di cui si può riferire la costruzione dell'altare marmoreo della cappella dedicata alla Madonna del Monte, in cui è conservata una statua lignea della Vergine. Nel 1948 la chiesa fu restaurata. La facciata della chiesa risale al XX secolo. Descrizione della chiesa di San Michele Arcangelo di Castiglione Messer Marino: L'interno della chiesa presenta uno schema a tre navate, la scelta è sintomatica della volontà di ottimizzare lo spazio a disposizione, costituito da un sito irregolare. A tale scopo è dovuta la collocazione, sul fianco sinistro, di tre cappelle in corrispondenza della navata minore. La chiesa parrocchiale è stato un centro di irraggiamento dell'arte barocca nell'area del vastese interno, inizialmente estraneo a tale corrente. La tipologia a tre navate si sviluppa così a Gissi, Furci, Schiavi di Abruzzo, Villa Santa Maria, Casalbordino, Celenza. Le decorazioni in marmo dell'altare e delle varie cappelle, opera dei maestri molisani Giovanni Crisostomo Calvitti e Carlo Luigi Dau, risentono delle influenze romane e napoletane del primo, frutto delle collaborazioni col Gioffredo a Napoli e Vasto. Al pittore lancianese Federico Spoltore si devono gli affreschi delle volte e l'imponente "Crocifissione" dell'altare centrale. Lo scultore Felice Giuliante realizzò per la chiesa l'altare e la balaustra, secondo i canoni liturgici del tempo. In seguito scolpì i due pulpiti per il presbiterio e il battistero. Agli inizi degli anni '60, con la riforma liturgica e le nuove norme imposte dal concilio Vaticano II, tutto il presbiterio fu smontato e ricomposto di nuovo. Le sue sculture presenti nella chiesa parrocchiale sono valorizzate nella nuova sistemazione seguita all'ultimo restauro della chiesa, portato a termine nel 2005. Lo stile architettonico della chiesa è barocco, desumibile dalle secentesche cappelle: di San Carlo del 1600, dell'Assunzione di due anni più tardi, della Concezione del 1606, della Madonna del 1625 e infine del Crocifisso del 1688. La facciata, ricostruita nel XX secolo, viene arricchita da manufatti lapidei quali il rosone ed il portale medievali della chiesa di Santa Barbara. Unico elemento decorativo dell'impianto originario è il leone stiloforo posto al di sopra del rosone. Il ciclo dei lavori secenteschi includerà anche la fusione delle due campane, opera degli artigiani di Agnone, nel 1613 e nel 1682 impreziosirà la struttura con una torre campanaria. La Cappella della Madonna del Monte a Castiglione Messer Marino: È possibile attribuire la committenza della cappella alla famiglia dei Caracciolo. La sua costruzione dovrebbe risalire al 1625, nel pieno dei lavori di ampliamento della parrocchia. In essa è conservata in una preziosa edicola la statua della Vergine, la cui datazione è controversa. Potrebbe infatti risalire al XV secolo, sebbene la semplicità della fisionomia e l'arcaismo della struttura facciano pensare a periodi precedenti. L'opera è in legno policromato, a grandezza naturale, ritraente la Madonna, vestita di una tunica azzurra e di un manto dorato, nell'atto di sostenere Gesù ancora in fasce. L'edicola realizzata in pietra è opera dello scultore Felice Giuliante.
La chiesa di S. Maria del Monte è una chiesa rurale sita nel territorio di Castiglione Messer Marino in Abruzzo. L'edificio è situato in località detta Lupara a circa 1200m s.l.m., poco più a valle rispetto al complesso militare di Castelfraiano posto a 1415 m d'altitudine. La sua fondazione non deve essere stata più tarda del IX secolo, sebbene venga attestata la sua esistenza ben più tardi. Nella conferma della baronia di Monteferrante a Tiberio Caracciolo del 1497 e nella successiva a Marino del 1507 tra i feudi compare anche la Lupara che in quell'occasione è definita Castello di Lupara disabitato. Nel 1520 dopo la richiesta rivolta dall'Abate Bernardino Caracciolo a Leone X nella gestione monasteriale, i Minori Conventuali dovettero ripristinare, ampliare e ricostruire ex novo una struttura conventuale. Una ulteriore ricostruzione si ebbe nel 1782, mentre la struttura conventuale resterà attiva fino al 1814, anno in cui per effetto della demanializzazione dei beni ecclesiastici i Conventuali saranno dispersi e la chiesa chiusa. L'estinzione del titolo “Istituto Conventuale” portò con sé quella del patronato Caracciolo e infine anche alla dispersione dei beni patrimoniali, con l'invio dell'organo a Montazzoli e la vendita del mobilio a Elidio Lonzi. L'acquisto non ebbe tuttavia buon esito dal momento che i beni, depredati durante il tragitto dalla Lupara, andarono perduti del tutto. Sulla consistenza dell'edificio esso apparve separato nelle sue due parti, la Chiesa vera e propria con il suo campaniletto piatto a capanna e gli annessi conventuali, sul retro, con un altro piccolo campanile. Ridotto l'edificio allo stato di rudere quasi scomparve del tutto per essere poi ricostruita nel 1943 nelle forme attuali e confermata al culto mariano che qui vede nel mese di settembre le celebrazioni. Descrizione dell'edificio: «Il Convento di Padri Conventuali dell'ordine di S. Francesco è situato nel territorio della terra di Castiglione nella diocesi di Trivento sopra un'asprissima montagna a canto ad una selva d'alberi cinta d'intorno da fianchi, fuori di strada e lontana tre miglia dalla sopradetta terra. La fondazione et erezione di detto convento, non si sa di certo, stante che nell'anno 1637 si abbruciò tutto quanto senza potersi salvare né scritture né altra cosa benché nell'Archivio della provincia si è trovato che fu fondato dal Casato di Roio et dato alla religione dal Illustrissimo Sig. D. Marino Caracciolo marchese di Ruggiano, e si presume che siano da 175 anni in circa. La struttura della chiesa è questa cioè è tutta a lamia ed è di altezza canne 5, di longhezza canne 9 et palmi 3, e di larghezza canne 4 meno un palmo. Il convento in due batterie a Canne 31 per ciascuno e vi sono 12 stanze. Il numero dei religiosi che vi furono prefissi in quel tempo, ne gli assegnamenti, patti et obblighi che vi furono intervenuti, non si è potuto sapere per la sopradetta causa. Nell'anno 1618 per ordine della felice memoria di papa Paolo V sotto il governo del predetto Reverendissimo Bagnacavallo vi furono prefissi di stanza 12 frati. Di presente vi sono di stanza infrascritti cioè: P. Carlo Moretti del Finale Sacerdote guardiano (Venerabile); P. Ludovico del Roio Sacerdote; fra Benedetto Galupo del Roio laico prof.; fra Giacomo di Cassano l. prof.; fra Alessio Tedeschi di Sulmona l. prof.; fra Lorenzo Amato l. prof.; fra Diego Alò terziario; fra Diego Attigno terziario». La Madonna del Monte di Castiglione Messer Marino. La chiesa deve la sua esistenza alla particolare devozione che la popolazione castiglionese riservò a seguito di eventi miracolosi compiuti dalla Madonna. Nell'archivio pastorale di Castiglione è conservato un documento dal titolo “Notizie sul convento di Santa Maria del Monte” in cui si afferma «In tempo antico, essendo sorta una setta di eretici chiamati iconoclasti, allo scopo di distruggere le immagini della Santissima Vergine, i fedeli nascosero quelle ad essi più care in luoghi deserti». Con la sconfitta degli eretici, le statue sottratte alla furia degli eretici si rivelarono per mezzo di miracoli. «Ai confini della provincia di Chieti col Molise sorgeva in un luogo solitario circondato da boschi un villaggio chiamato Rocca d'Abate. Una pastorella muta dalla nascita pascolando le sue pecore vide tra i rami d'abete una statua risplendente della Madonna col Bambino. Scossa e commossa fu miracolata della parola. Tornata a casa poté raccontare ai genitori il fatto. Gli abitanti in processione anelarono a prendere la statua e la portarono alla Rocca ove fu conservata nella Chiesa del Convento. La devozione verso di essa si estese in tutta la zona circostante. Distrutto il villaggio col Convento dai terremoti e assalito più volte dai briganti, i Castiglionesi portarono la statua nella Chiesa Madre del loro paese. Narra la leggenda che la Madonna per tre volte tornò tra i ruderi di Rocca d'Abate. Finalmente si decise di rimanere per sempre nella Parrocchia di Castiglione e divenne di quel popolo la Patrona».
ALBERGHI E RISTORANTI a Castiglione Messer Marino (Ch) Pizzeria–Ristorante “la Fonte” – Viale Kennedy,184 66033 Castiglione Messer Marino - Tel.fax 0873/978161. Albergo–Ristorante “Rifugio del Cinghiale” – località S.Maria del Monte – 3^ categoria – Tel. 0873/978675; Albergo–Ristorante “Selva Grande” – Tel. 3487605017 – 3480314656; Ristorante "da Mario" – Viale Indipendenza – Tel. 0873/978682; Ristorante–Pizzeria "Palucci" – Via Istonia – 0873/978793. PRODOTTI TIPICI LOCALI di Castiglione Messer Marino (Ch) Ventricina, soppressate, pecorino e ricotta. Piatto tipico: sagne a "lu cutteur" (salsiccia, pancetta e polvere di peperoncino, da mangiare nel caldaio con le mani o nel piatto) ATTIVITA’ PRODUTTIVE a Castiglione Messer Marino (Ch) attività artigianali: fabbri, tinai, calzolai, lavorazione della pietra, falegnami, imprese edili in genere. Nel Museo delle Tradizioni Familiari a Castiglione Messer Marino (Ch) Si raccoglie la narrazione di una storia, con sullo sfondo Castiglione Messer Marino, che, dall'alto della sua posizione, sovrasta valli e colline, che a loro volta fanno da cornice verdeggiante alle case che si adagiano su una lieve montagna, allineate quasi a voler caratterizzare l’altura con la lettera iniziale del nome del paese. La speciale narrazione museale è scritta dalle parole della gente, che ancora vive di tradizioni tramandate oralmente dalle famiglie, ai cui ricordi si dà rilievo come se si trattasse di documenti e libri. L’esposizione di oggetti nel museo è suddivisa in 4 ambienti, ma più di altro sono i volti immortalati nelle foto a raccontare i modi di vivere e sopravvivere delle genti. Il Museo di Castiglione Messer Marino (Ch) nasce nell’anno 2000 allo scopo di valorizzare, in un tempo frenetico, i valori che la famiglia ha trasmesso e di cui a Castiglione Messer Marino c’è ancora viva testimonianza. Prima l'Associazione Turistica Pro-Loco ed ora l'Associazione "La Goccia Onlus" hanno voluto propongono col museo e nel museo non una semplice raccolta di oggetti, ma lo stimolo per ricostruire ciò è tanto caro all’immaginario collettivo castiglionese. Dalla narrazione si comprende come il paese abbia avuto prima dell'avvento delle due guerre un sistema di vita volto alla sopravvivenza. Ostili gli sono state le condizioni climatiche, tanto che in inverno la presenza della neve bloccava i trasporti e le stesse comunicazioni, lasciandolo isolato ed ostili gli sono state anche le condizioni aspre del terreno, troppo pendente per consentire normali tecniche di agricoltura, anche se quest’ultima, insieme all'artigianato, ha mantenuto una salda presenza nel paese, rendendolo uno dei più economicamente attivi nella zona dell’Alto Vastese. Il museo vuole aprire la strada alla ricostruire storica, anche se questa resta molto lunga, sia pure incoraggiata dalla forza nutrita dalla passione per la valorizzazione dell’identità di Castiglione Messer Marino.
Castelfraiano è una struttura militare sita sulla vetta del Monte Castelfraiano a Castiglione Messer Marino, in provincia di Chieti ad un'altezza di 1415 m s.l.m. Storia: L'impianto originario risale al XII secolo, poco distanziato rispetto al complesso conventuale dei Minori Conventuali posto più a valle in località Feudo di Lupara e di cui peraltro oggi rimane solo la Chiesa della Madonna del Monte. Questa rocca d'altura dominava le sorgenti dei fiumi Sinello e Treste nonché l'accesso da Monteferrante  dalla Val di Sangro, sebbene fondamentalmente il suo scopo fosse quello di vigilare sul tratturo Ateleta-Biferno che quivi passava. Descrizione di Castelfraiano: Da un rilievo in situ il castello risulta avere un recinto con pianta a trapezio scaleno dove, nei due lati corti, sono presenti i resti di una torre di pianta rettangolare, quasi addossata alle mura esterne, e, nel lato opposto, una sporgenza in posizione mediana, sempre di forma rettangolare. Il castello aveva lunghezza di venticinque metri e profondità di dieci, con una superficie complessiva di duecentocinquanta metri quadrati. Probabilmente era aggregato alla struttura principale un piccolo casale. Attualmente ne sono visibili dei ruderi. Il Museo delle tradizioni familiari è sito a Castiglione Messer Marino, in provincia di Chieti. Descrizione: Il museo ospita oggetti della cultura contadina. Nelle sale sono esposti utensili legati al lavoro di: casalinghe, artigiani, calzolai, ferraie bottai, nonché foto storiche del paese e degli abitanti e la ricostruzione di un telaio. Bibliografia: Il Museo delle tradizioni familiari. Castiglione Messer Marino in Trigno Sinello, amore a prima visita, Brochure Trigno Sinello Card, Vasto 2007; Il Museo delle tradizioni familiari in tesori da scoprire. Oltre il mare, Vasto, 2007.
L'Oasi naturale Abetina di Selva Grande è un'area naturale protetta dell'Abruzzo istituita nel 1996. È una delle Oasi delle Abetine gestite dal WWF Italia e si trova nel comune di Castiglione Messer Marino in provincia di Chieti. Territorio: Il parco si estende per 550 ettari. La zona, situata totalmente in territorio montano, si sviluppa tra il Monte Fischietto ed il Monte Castelfraiano, in cui raggiunge la culminazione massima. L'altitudine va dai 1000 m del letto del fiume Sinello che qui nasce, ai 1415 metri della vetta. L'oasi è suddivisa in tre parti: la zona dell'abete, la faggeta e la zona pascolo. Quest'ultima nel medioevo era parte integrante del feudo di Lupara, il cui lascito è palesato dai resti del castello che dà nome al monte, ossia il Castelfraiano, nonché dal convento dei Minori Conventuali, del cui complesso rimane oggi solo la Chiesa di Santa Maria del Monte. L'importanza ti tale feudo per l'economia di Castiglione è testimoniata inoltre dal fatto che per questi territori passava il tratturo Ateleta-Biferno. La Flora all’interno dell’Oasi naturale Abetina di Selva Grande: La flora è identica a quella dell'Abetina di Rosello di cui pare essere una prosecuzione naturale, nonché limitrofa. L'abetina è formata da abete bianco, talvolta misto a faggio ed altre specie come acero (acero di Lobelius), tasso, tiglio, frassino maggiore, l'olmo montano, il carpino montano, il cerro, il nocciolo, il sorbo montano, croco, scilla, sigillo di Salomone, l'aquilegia. La Fauna all’interno dell’Oasi naturale Abetina di Selva Grande: Uccelli. Varie specie di picchi, l'astore, il nibbio reale, lo sparviero, la poiana, l'allocco, lo sparviero notturno, il fringuello, il ciuffolotto, il regolo, il fiorrancino e varie specie di cince. Mammiferi. L'animale simbolo della riserva, nonché primo per importanza, è senza dubbio il Lupo, la cui ininterrotta presenza in questi territori ha dato nome alla contrada Lupara. Presenti inoltre esemplari di gatto selvatico, martora, cinghiale, tasso, cervo e capriolo. Anfibi. Salamandra dagli occhiali, salamandra pezzata.
Il tratturo Ateleta-Biferno è tra i tratturi riportati nella Carta dei tratturi, tratturelli, bracci e riposi del Commissariato per la reintegra dei tratturi di Foggia, anche se figura tra quelli non reintegrati. La Geografia: Il tracciato ha una lunghezza di circa 100 chilometri tra le regioni Abruzzo e Molise. Ha inizio al confine tra Abruzzo e Molise, dove si raccorda con il tratturo Celano-Foggia tra Roccaraso e Castel di Sangro, e termina nella valle del Biferno, dove prosegue con il tratturo Sant'Andrea-Biferno. Nella parte iniziale del suo percorso è ulteriormente interconnesso al Celano-Foggia ed al Lucera-Castel di Sangro dal tratturello Castel del Giudice-Sprondasino-Pescolanciano. Percorso: I territori comunali attraversati dal tratturo sono: Abruzzo - Provincia dell'Aquila, Ateleta. Provincia di Chieti: Rosello, Roio del Sangro, Castiglione Messer Marino, Torrebruna, Celenza sul Trigno. Molise: Provincia di Isernia: Castel del Giudice, Sant'Angelo del Pesco, Pescopennataro. Provincia di Campobasso: Montefalcone nel Sannio, Montemitro, San Felice del Molise, Acquaviva Collecroce, Palata, Montecilfone, Biferno. Monumenti e luoghi d'interesse nel tragitto del tratturo: Parco Nazionale della Majella, Abetina di Rosello, Chiesa di San Tommaso (Giuliopoli), Chiesa di Santa Maria del Monte (Castiglione Messer Marino), Castelfraiano, Chiesa di San Michele Arcangelo (Castiglione Messer Marino), Torre della Fara e Pescopennataro.
Storia del comune di Castiglione Messer Marino (Ch) L’insediamento umano nella zona di Castiglione molto probabilmente risale alla preistoria, anche se non sono state compiute ricerche apposite. Comunque è stato dimostrato un movimento transumante su e giù per le valli del Biferno e del Pescara almeno dal neolitico e dall’epoca del bronzo. Il “Territorium” di Castiglione nel 1001 era parte integrante della contea di Trivento. Il primo documento di cui abbiamo notizia risale al 1027 e si riferisce alla fondazione della Chiesa di Santa Maria della Noce ad opera di Pandulf, figlio del conte Oderisius. Detta Chiesa possedeva diritti su vari territori di Rocca Abate, “come risulta dalla lista dei feudi, case e giardini tenuti lì nel XXI secolo e dal processo intentato”. Nel documento cassinese del 1084 le chiese di Collerotondo e Pietracorvina erano “ambeae in territorio Castiglionis”. Per quanto riguarda l’origine del nome, si può sostenere la derivazione a Castrum Leonis o Castro Leone, ma tale trasposizione non è totalmente sicura. A difesa di questa etimologia vi è il tentativo di riportare l’esistenza del paese all’epoca romana o romano-barbarica. In alcuni documenti del 1200 la località è chiamata Castellone, cioè grande castello. Di questa costruzione oggi non resta nulla, salvo la memoria del luogo dove era ubicata, in contrada ancora oggi denominata “castello”. Nel XXII secolo Castiglione figura come feudo di tre militi posseduto per tre parti da Horrisius (o Oderisius) Burrelus, nipote di Gualterius de Anglono, feudatario di Symon conte di Sangro e per la restante parte in dominio di Rayanaldo di Monteferrante, anch’egli vassallo del conte Symon. Castiglione è anche ricordata più volte nell’Italia descritta nel “libro del Re Ruggero” compilato da al-ldris, geografo arabo del secolo XXII, come “quatllun” distante da Fallo ventiquattro miglia e quindici da Agnone. Dal 1400 in poi, attraverso la politica matrimoniale subentrarono come feudatari di Castiglione i Carraciolo di San Buono che l’acquisirono come bene dotale di Maria de Sangro, andata in sposa a Marino Caracciolo. Del suo passato si conservano tracce nei resti del castello e nel portale della chiesa madre. Ed è proprio in onore a Marino Caracciolo che Castiglione venne poi chiamata Castiglione Messer Marino. Tra le terre di questo nuovo ramo dei Caracciolo, quella di Castiglione era certamente la più importante sia per ampiezza demografica e territoriale, sia per risorse economiche. Negli antichi cedolari risulta che pagava la tassa più elevata, dopo San Buono. Morto Marino I nel 1648, ereditò la signoria di San Buono con la terra di Castiglione il primo dei suoi nove figli, Tiberio. Figli di Tiberio furono Alfonso, Cesare e Marino. Quest’ultimo nel 1518 fu creato Marchese di Bucchianico. A partire dal 1742 intercorrono, tra il comune di Castiglione e la famiglia Caracciolo, una serie di atti tendenti da parte del Principe a conservare gli antichi privilegi e da parte dell’Università a negarli e contestarli. Sia all’archivio di stato di Napoli che in quello di Chieti esiste una ricca documentazione in merito. Sul finire del secolo XVII la popolazione era di 2900 unità. Al plebiscito del 1860 per l’annessione al Regno d’Italia, su 1060 iscritti, votarono 781 elettori e tutti si dichiararono favorevoli. Al referendum istituzionale del 1946, i voti per la Repubblica furono 1200; quelli per la monarchia 646, i voti non validi 127, le schede bianche 84. Per i periodi storici riferiti ai sec. XVII e XIX il tasso di natalità è molto elevato ma è anche elevato quello di mortalità, soprattutto infantile. In assenza del fenomeno migratorio e constatando un numero di abitanti approssimativamente stabile si deve concludere che il rapporto natalità-mortalità sia pressappoco costante. Dal XIX secolo bisogna notare che il quoziente di natalità diminuisce progressivamente, che potrebbero spiegarsi con due fenomeni: quello della diminuzione degli indici di fecondità e quello della trasformazione sociale. Il primo elemento dipende direttamente dal ridursi numerico delle donne in età feconda, conseguenza, a sua volta, del fenomeno migratorio; il secondo dipende dalla trasformazione sociale in atto: nelle società di tipo industriale il numero della popolazione diminuisce nella fase di passaggio e di primo consolidamento. In un primo momento, nel passaggio dal mondo rurale e agricolo a quello urbano, la riduzione delle nascite deriva dal senso di incertezza, dalla mancanza di luce sull’avvenire, dai dubbi sulle nuove prospettive economiche e sociali, dal timore del nuovo. Ma si è assistito anche alla diminuzione della mortalità a cui hanno contribuito diversi fattori: il progresso della medicina, l’aumento del tenore di vita, le migliori condizioni igieniche generali, il miglioramento qualitativo dell’alimentazione, l’assistenza sanitaria. Bisogna altresì notare un fenomeno molto importante: se diminuisce l’indice di natalità ed anche quello di mortalità, ciò vuol dire che si nasce di meno e si muore di meno, cosa che determina un generale invecchiamento della popolazione. La popolazione di Castiglione dal 1861 al 1881 supera i 4000 abitanti e poi si arresta su una media di 3500 unità con la sola eccezione del 1961 che fa toccare la cifra dei 4000. Al giorno d’oggi il paese conta circa 2500 abitanti.
Juan Manuel FANGIO di origini di Castiglione Messer Marino (Ch) Juan Manuel Fangio nasce il 24 giugno 1911 a Balcarce, in Argentina, da una famiglia di emigrati abruzzesi (suo padre Loreto era di Castiglione Messer Marino in provincia di Chieti). Dopo il servizio militare apre un’autofficina e comincia a gareggiare in corse locali: sono però corse di lunga distanza su strade sconnesse su e giù per il Sud America. La prima gara Fangio la corre, all’età di 18 anni, con una Ford adattata a taxi. Una delle gare più particolari che vince è il Gran Premio del Norde che si corre sulla distanza di 10.000 chilometri! Questa corsa parte da Buenos Aires, sale sulle Ande fino a Lima, in Perù, e ritorna alla capitale Argentina ed il tutto si svolge nell’arco di circa due settimane con tappe giornaliere al termine delle quali il pilota o il copilota devono anche riparare eventuali guasti meccanici, poiché non è consentito dal regolamento l’ausilio di meccanici esterni. Fangio continua a mietere successi guidando ogni tipo di vettura finché, sponsorizzato dal governo stesso, viene mandato in Europa, al termine della Seconda Guerra Mondiale, dove prosegue splendidamente la sua carriera. Dal 1949, all’età di 38 anni, comincia ad avere successo anche sulle piste del vecchio continente. Nel 1950, al volante di un’Alfa Romeo, lotta fino al termine di una esaltante stagione con il compagno di squadra Nino Farina, che alla fine diventerà il primo pilota a vincere il titolo di campione del mondo di Formula 1. L’attesa di Fangio, comunque, dura solo un anno: infatti è del 1951 il primo dei suoi cinque titoli iridati. Il 1952 vede il suo primo grande incidente, a Monza,a causa del quale è costretto a perdere il resto della stagione. Promette di essere a Monza dopo una gara che corre a Belfast ma perde una coincidenza ed è costretto a guidare tutta la notte da Parigi solo per arrivare al circuito brianzolo mezz’ora prima dell’inizio della gara. Essendo costretto a partire dal fondo dello schieramento, tenta il tutto per tutto ma commette uno dei suoi rari errori e perde il controllo della sua Maserati. Fangio è estremamente stanco e le sue reazioni non sono così immediate come al solito: non riesce a riprendere la vettura che finisce su un cumulo di terra e decolla capovolgendosi in aria. Fangio viene estratto dalle lamiere e per alcune ore si teme per la sua vita. L’anno successivo è ancora alla guida di una Maserati e finisce la stagione al secondo posto. La condotta di Fangio è sempre stata quella di accattivarsi le simpatie dei meccanici della sua squadra promettendo loro il 10% delle cifre guadagnate con le vittorie: questa linea gli consente alcuni “favoritismi”. Per esempio, durante le prove libere del Gran Premio d’Italia la sua vettura era afflitta da parecchie vibrazioni ma, il giorno della gara, questo problema era completamente scomparso: durante la notte, infatti, i suoi meccanici hanno scambiato le vetture dando la macchina di Fangio al suo compagno di squadra Bonetto. Nel 1954 passa al team Mercedes-Benz e vince il suo secondo titolo di Campione del Mondo. Sui dodici Gran Premi che componevano quella stagione, ne vince otto, concludendo in maniera sfolgorante la prima di quattro stagioni consecutive di monopolio iridato. Arriviamo, così, al 1957, anno del suo ultimo titolo. Siamo al Gran Premio di Germania, che si corre sul circuito del Nürburgring; la Maserati di Fangio accusa meno potenza rispetto alle due Ferrari che si sono subito messe in testa alla corsa, ma, nonostante le difficoltà, infila la seconda rossa di Maranello e infine stupisce tutti percorrendo l’ultima curva ad una velocità quasi incredibile: sorpassa il suo rivale Mike Hawthorn e vince la gara! Conclude la sua carriera nel 1958 con il quarto posto nel Gran Premio di Francia. La sua Maserati, in quell’occasione, non è competitiva e sta per essere doppiato dal leader della corsa Mike Hawthorn il quale, in segno di rispetto per il grande campione conosciuto come il maestro, frena e consente a Fangio di tagliare il traguardo davanti a lui. Al termine della gara dice semplicemente ai suoi meccanici È finita. Alla fine avrà ottenuto 24 vittorie, e un totale di 35 podi, 29 pole-position, e un totale di 48 partenze dalla prima fila, 23 giri veloci e i cinque titoli iridati del 1951-54-55-56-57. Morirà il 17 luglio del 1995, lasciando un indelebile ricordo in tutti gli appassionati di automobilismo.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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