Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Borrello (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Borrello (Ch)

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GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI BORRELLO (CH)
 
Ospitalità nel Paese di BORRELLO (Ch) (m. 804 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Borrello: 41°55′N 14°18′E
     
  CAP: 66040 -  0872 -  0872.945212 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI BORRELLO 0872.945124   0872.945549       0872.945124 -  81002230696 
Come raggiungere BorrelloSatzione: Lanciano/Castel di Sangro   Aeroporto d'Abruzzo a 91 Km.  Uscita: Val di Sangro  
 
HOTELS ED ALBERGHI BORRELLO (CH)
Borrello è un comune di circa 450 abitanti posto quasi sulla linea di confine che separa l'Abruzzo dalla provincia molisana di Isernia. Il paese (804 m. s.l.m.), che secondo il celebre filosofo abruzzese Benedetto Croce sorse intorno all'anno 1000 e prese il nome dalla famiglia Borrello, della quale era feudo, è situato su un pianoro dal quale si gode un panorama stupendo, che abbraccia a perdita d'occhio la vallata del sottostante fiume Sangro e a nord-ovest gli aspri contrafforti della Majella. I principali monumenti del piccolo borgo sono la chiesa di S. Egidio, che con l'adiacente "Teatro all'aperto" forma un complesso particolarmente scenografico, il Palazzo Baronale, attualmente sede del Municipio, e la chiesa di S. Antonio. Da visitare l'interessante Museo Civico "Memorie della Vita Contadina". L'elemento che rende Borrello straordinario dal punto di vista naturalistico è la presenza, nel territorio comunale, della Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF "Cascate del Rio Verde", le cascate naturali più alte d'Italia (200 m.) e tra le maggiori del continente europeo. Le Cascate del Verde sono le Cascate Naturali più alte d’ Italia, vengono formate da un triplice salto che complessivamente misura 200 metri. Si possono ammirare nella loro forma e nella loro bellezza durante tutto l’arco dell’anno. La portata dell'acqua varia a seconda delle stagioni e a seconda degli anni (se piovosi o se secchi). Venite a visitarci e potrete godere dell'incantevole bellezza e della tranquillità di una fantastica natura selvaggia che la regione Abruzzo offre a tutti coloro che vogliono vivere esperienze uniche, potrete così gustare innumerevoli prodotti tipici e delle meraviglie uniche che questa regione vi offre, come l'opportunità di ammirare l'incantevole Cascata del Verde che regala stupore, armonia  e romanticità a chiunque l'amimiri.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE BORRELLO (CH)
L'Ambiente della Riserva. Cascate del verde, naturalmente natura: La Riserva Cascate del Rio Verde rivela interessi naturalistici paesaggistici e scientifici. Il Rio Verde, nasce in località Quarto fra Abruzzo e Molise e dopo un breve percorso si congiunge al Sangro con un notevole dislivello che crea delle spettacolari cascate articolate in tre salti consecutivi di circa 200 metri. Queste cascate naturali sono di grande rilevanza scientifica, per posizione e per il microclima esistente. Sono le più alte dell’Appennino, seconde in Italia e tra le più alte in Europa e nel Mondo . Vengono alimentate da acque perenni anche se variabile nella portata durante l’anno. L’area, coperta da una rigogliosa vegetazione fra bastioni di roccia poderosi e pareti a strapiombo, si affaccia sul Sangro. Le cascate si trovano in un ampio canyon destinato con il tempo a diventare sempre più profondo grazie all’azione erosiva dell’acqua. Le pareti rocciose che circondano queste meravigliose e suggestive cascate sono coperte da una fitta vegetazione mediterranea, ma in alcuni versanti, in particolare nelle aree di forra, con un clima più fresco ed umido troviamo specie tipicamente montane, come il faggio e l’abete bianco. Le acque del Rio verde sono ricche di fauna Bentonica, cioè di insetti acquatici che rappresentano una delle principali risorse per altri animali. Il merlo acquaiolo e la ballerina gialla sono sensibili all’inquinamento delle acque e specialmente dei corsi montani freschi e ricchi di ossigeno. Altri animali indicatori biologici sono i granchi di fiume, ed i gamberi di fiume, che qui rappresentano una delle popolazioni più consistenti. Non sono nemmeno da tralasciare l’importanza e la numerosa presenza della trota fario che ha caratteristiche genetiche pure del ceppo appenninico. Altre specie legate all’acqua sono gli anfibi: rane verdi e rana italica oltre ai rettili che vivono nelle aree circostanti le cascate. Molto interessante tra gli uccelli è la presenza dei rapaci: Poiana comune, Sparviero, Nibbio Reale, Falco Pellegrino e tra i notturni il Gufo comune. Nei boschi circostanti vivono e si mimetizzano rari mammiferi come la puzzola ed il gatto selvatico.
CAMPEGGI BORRELLO (CH)
Borrello Oggi: Visitare Borrello e il suo territorio significa bearsi del bello e di un paese ben disegnato, significa godere della natura ancora incontaminata, significa arricchire il proprio animo di qualcosa che non tutti hanno. Borrello (CH) sorge su un altipiano ad oltre 800 metri sul livello del mare ai confini del Molise. Per la sua posizione può essere paragonato ad un promontorio che si incunea nella valle dell'impetuoso fiume Sangro. Borrello è storicamente ricordato come "Civitas Burrelli" sorta a sua volta, intorno all'anno Mille, su una località in cui erano ancora presenti resti di un più antico luogo abitato. Sul suo territorio ai confini dell'antico Sannio Pentro, dirimpetto al Sannio dei Caraceni (o meglio "Carracini") passarono gli Ostrogoti ed i Goti e più tardi i Longobardi scesi in Italia dalla Pannonia nel 568 d.C. Fece parte della Longobardia Minor del Ducato di Benevento al nord del quale si insediò la potente famiglia dei Borrello fondatori, appunto, del paese. Il palazzo baronale, oggi sede del municipio, ha una struttura quadrata con la base a scarpa che si eleva dal punto più alto del paese; ospita il museo della civiltà contadina. Accanto al palazzo dei baroni si nota la torre dell’orologio con alla sommità una struttura piramidale in ferro battuto che sorregge la campana dei rintocchi dell’orologio. In epoca medioevale la torre era più bassa e consentiva l’appoggio del ponte levatoio, che per motivi di sicurezza costituiva l’unico accesso ai piani alti del palazzo; un lungo tratto della catena che collegava il ponte al suo argano è conservata nel museo. La chiesa di S. Antonio da Padova fu realizzata nel ’500 su un preesistente edificio religioso inglobando la possente torre civica innalzata precedentemente nella seconda metà del ‘400, oggi si presenta completamente restaurata, con stucchi e affreschi sulle volte delle due navate insieme ad alcune tele del ‘700. La chiesa di S. Egidio Abate, patrono di Borrello, fu innalzata in età medioevale sul ciglio del costone che delimita a nord il paese. S. Egidio era caduta in completo abbandono ed è stata restaurata, con qualche piccola variante rispetto alla costruzione originaria, e riaperta al culto solo recentemente; l’interno non presenta particolari decorazioni, ma l'edificio è ben difeso e posto su uno sperone inaccessibile se non dal lato del paese; la piazza antistante la chiesa, da poco ristrutturata a gradoni semicircolari, offre una balconata che si affaccia sulla valle fluviale sottostante. Tutto il circondario è ricco di sorgenti spesso incanalate in fontane, ma la più caratteristica è senz’altro la fonte vecchia, localmente denominata fonte a ball’ per indicare la sua posizione rispetto al centro storico più elevato; è costituita da tre getti di acqua che alimentano un abbeveratoio per il bestiame e da un lungo lavatoio costituito da blocchi di pietra scanalata. La porta dei saraceni è una particolare formazione rocciosa costituita da un arco posto al di sopra di uno stretto passaggio scavato in profondità, deriva il suo nome dal fatto che nell’alto medioevo i ripari di roccia del luogo consentivano di sorvegliare dall’alto i movimenti delle bande di saraceni che dall’Adriatico risalivano il corso del Sangro verso l’interno saccheggiando i centri sparsi lungo la valle. Tra le attività artigianali, accanto alla tradizionale lavorazione di carni suine e del caciocavallo, si sono affermate la produzione del miele, la produzione di saponi con essenze naturali lavorati a freddo e la raccolta e lavorazione di funghi e tartufi. Il grano duro è alla base del piatto tradizionale, le sagne a pezze, ottenute da una sfoglia di pasta tagliata a rombi e condite con sugo di pomodoro talvolta arricchito con fagioli; la minestra di patate è una polenta ottenuta mescolando farina e purea di patate con l’aggiunta di salsa di pomodoro e fagioloni; le polpette cacio e uova (casce e ove) sono un semplice impasto ottenuto con vari tipi di formaggio locale.
VILLAGGI TURISTICI BORRELLO (CH)
La Storia del paese di Borrello (Ch) Il Capostipite dei Borrello fu Odorisio I, Conte di Valva. Era sceso i Italia dalla Francia al seguito del nipote di Carlo Magno, Ugo di Provenza (o di Arles) incoronato Re d'Italia a Pavia nel 926 d.C. I suoi discendenti, ricordati come "i Figli di Borrello", riuscirono a crearsi un vero Regno, più vasto dell'attuale Diocesi di Trivento: "La terra Burrellensis o Burrellasca". Fu indipendente non soltanto dal Ducato di Benevento, ma anche dai Normanni (Vichinghi) che occuparono il Sud dal 1030 al 1200. I Figli di Borrello li combatterono aspramente. Si accanirono, di conseguenza, sia sul piano politico che militare, contro tutti gli amici e gli alleati dei Normanni. Fossero questi Imperatori, Re, Papi, Principi o Abati di famose Abazie come quella di San Vincenzo al Volturno che i Borrello incendiarono e distrussero, così come avevano già fatto i Saraceni nell'88a d.C. Fu da Civitas Burrelli che partirono molte delle loro spedizioni per le conquiste oltre il Sangro ed oltre l'Aventino. Qui a Borrello avevano un loro fortilizio. Esiste ancora a forma di piccolo Castello con le mura a scarpa, sopravissuto a numerose vicissitudini. E' sede del Municipio dal 1924. Fino a quell'anno aveva ancora il ponte levatoio (chiamato nelle antiche carte: "Ponte alzatora"). Dopo i Normanni seguirono gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi, gli Spagnoli, gli Austriaci, i Francesi, i Borboni. Il fortilizio fu il riferimento di un'infinità di Baroni: dai Cortinaccio a Filippo di Fiandra, dal d'Alveto ai Caldora, dal d'Alagno all' Arcamone, dai Colonna ai De Bernardo, dal De Thinis ai Melucci, ai Ciampelli, a Guiso Solanes, dal Marchese Benedetti ai Caracciolo ed ai Mascitelli di Atessa. Civitas Burrielli fu anche vassalla della Città di Lanciano per concessione di Ladislao di Durazzo nel 1391. Durante l'ultimo conflitto mondiale Borrello fu raso al suolo dai Guastatori Tedeschi nel novembre 1943. Risorto più Bello di prima, è dotato di quanto è necessario alla vita moderna, compresi ampi giardini pubblici, ottimi impianti sportivi, belle e numerose fontane, una confortevole Casa di Riposo per anziani ed un Albergo - Ristorante (Le Cascate del Verde) che si distingue: per la cortese ospitalità; per la cucina dei cuochi della Val di Sangro, famosi in tutto il mondo, e per l'incomparabile scenario naturale che lo circonda. E' arricchito infatti, da una veduta straordinaria che spazia dalla Sella di Agnone (IS) alla Majella Orientale. La Scomparsa della vecchia società contadina non ha impoverito il paese degli antichi sapori georgici. Borrello si fa notare anche, per una consistente agricoltura e per una notevole pastorizia. Un video di un Paese che bisognerebbe visitare almeno una volta nella vita, si tratta di Borrello in provincia di Chieti. Le riprese risalgono al 12 giugno in occasione della processione durante le feste patronali all'inizio degli anni '80.
AFFITTACAMERE BORRELLO (CH)
AFFITTACAMERE LA BIGNONIA
Contrada Baronessa, 3 - 66040 Borrello (Ch)
BED & BREAKFAST BORRELLO (CH)
I Saponi di Ascanio. Nel Comune di Borrello un giovane artigiano per scelta e passione si è dedicato allo studio e alla produzione di saponi Naturali lavorati a Freddo, una cosa ormai rara di questi tempi, ma assai utile per tutti. E' da evidenziare che in questi tempi moderni di consumismo spesso non si pensa alla qualità, ai benefici del singolo prodotto, ma bensì alla marca e alla comodità; ma è bene sapere che esistono delle piccole realtà come questa, realtà di un piccolo artigiano che nonostante tutta la concorrenza e le avversità si impegna per offrire un prodotto sano, adatto per le pelli di ogni genere e persino alle persone allergiche a prodotti chimici o agli schiumogeni che spesso si trovano nei comuni saponi...e tutto questo a prezzi assolutamente di mercato. La lavorazione a freddo infatti consente alle proprietà benefiche delle erbe e delle essenze naturali presenti nel prodotto, di mantenere integre le proprie proprietà attive in modo tale che ognuno di noi possa giovare dei benefici che il Sapone di Ascanio ci offre. I Prodotti "I Saponi di Ascanio" sono acquistabili presso le strutture della Riserva o direttamente dal produttore, Saponi naturali I Saponi di Ascanio di Di Gironimo Nicola Ascanio, Sede legale ed officina di produzione: Via Silvio Spaventa, 22 66040 Borrello (CH) Tel. & Fax: 0872.94.59.60  Cell. 347.13.76.983  oppure: 348.90.25.067. Sito Internet: www.isaponidiascanio.it - E-mail: isaponidiascanio@libero.it
CASE PER VACANZA BORRELLO (CH)
CASA PER VACANZA I GIARDINI DI LILIA
Contrada Baronessa - 66040 Borrello (Ch)
CASA PER VACANZA RESIDENCE LE VIPERE
Contrada Baronessa, 13/14/14bis - 66040 Borrello (Ch)
tel. 328 9537221 fax 0872 944286
APPARTAMENTI PER VACANZA BORRELLO (CH)
Rio Verde Tartufi di Borrello (Ch) Nata nel 1997, la Rio Verde Tartufi è una attività commerciale in continuo sviluppo. Ormai una realtà consolidata è diventata negli anni un punto di riferimento per il tartufo in Abruzzo e con il loro lavoro offrono la possibilità a tutto il mondo di acquistare e gustare i tartufi freschi e i prodotti tartufati che la terra Abruzzese ci offre. Ecco la lista dei prodotti che la Rio Verde Tartufi produce: Oli aromatizzati; Burro al tartufo; Salse al tartufo bianco; Salse al tartufo Nero; Formaggi al Tartufo di Borrello; Carpaccio di tartufo e Svariate Marmellate artigianali. I Prodotti della" Rio Verde Tartufi" sono acquistabili presso le strutture della Riserva o direttamente dal produttore. RIO VERDE TARTUFI, VIA DANTE, 57 - 66040 BORRELLO (CH). Tel. (0039) 0872945558  Fax (0039) 0872945558, vittoriamosca@virgilio.com  http://www.rioverdetartufi.com
CASE PER LE FERIE BORRELLO (CH)
Come Raggiungere Borrello (Ch): Borrello è in Provincia di Chieti, vicinissima a strade di collegamento veloce, ai monti più alti dell'Appennino ma a meno di un'ora dal mare e dalle bellissime spiagge dell'Adriatico e della Costa dei Trabocchi. Roccaraso, Castel di Sangro, l'Aremogna e gli impianti sciistici migliori del centro sud Italia sono a poco più di mezz'ora di auto. In poco più di un'ora invece, è possibile raggiungere il Parco Nazionale d'Abruzzo, Pescasserroli e Villetta Barrea. Roma dista solo 220 Km, Napoli 160; in un'ora e trenta si può raggiungere l'Aeroporto Internazionale di Pescara. IN AUTO: Con l'autostrada A14 Bologna - Bari: usciti a Val di Sangro si prosegue lungo la superstrada fondovalle Sangro in direzione Castel di Sangro fino all'uscita per Borrello che si trova 1 km dopo l'uscita per Quadri. Da Napoli con l'autostrada Roma - Napoli fino a Caianello o San Vittoresi passa per Venafro, Isernia e Castel di Sangro e qui con la fondovalle Sangro fino all' uscita di Sant'Angelo del Pesco si arriva a Borrello. Da Roma con l'autostrada A25 Roma-Pescara uscendo a Sulmona e proseguendo fino a Castel di Sangro per poi percorrere la stessa fondovalle. IN TRENO: Si può visitare la Riserva in treno con la linea Pescara - Lanciano - Castel di Sangro della Ferrovia Sangritana fermandosi alla stazione di Lanciano e proseguendo con autobus di linea.
COUNTRY HOUSE BORRELLO (CH)
Borrello (Ch) è un centro dell'Abruzzo. Da sapere sul paese di Borrello. Cenni geografici: Sull'Appennino abruzzese, nella zona del medio Sangro nell'area Frentano-Alto Vastese, il paese dista 10 km da Fallo, 15 da Villa Santa Maria, 24 da Bomba, 50 da Lanciano, 58 da Isernia, 73 da Vasto, 100 da Chieti. Cenni storici sul paese di Borrello (Ch): Il paese di Borrello, come vuole Benedetto Croce, fu feudo della famiglia Borrello. Comunque il filosofo abruzzese afferma di aver ritrovato un documento dell'anno 1000 che lascerebbe ipotizzare una qualche signoria di questa famiglia già sul finire del X secolo. Il Croce asserisce che la famiglia discende da qualche esponente della famiglia Borel di origine francese. Agli inizi del Novecento molti abitanti del paese emigrarono in America ed in Europa settentrionale. Dopo il bombardamento della seconda guerra mondiale il paese fu interamente ricostruito; nonostante ciò l'emigrazione perdurò fino agli anni Sessanta.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' BORRELLO (CH)
L'azienda agricola dei Fratelli di Borrello (Ch) è frutto della continuità di una famiglia che fin dagli anni '60 si è dedicata con successo alla gastronomia custodendo vecchie tradizioni culinarie e distinguendosi per l'accoglienza cortese e gentile riservata ai graditi ospiti. Da noi hai la possibilità di visitare l'azienda, dove trovi la filiera di produzione a "Chilometro Zero": allevamento-trasformazione-degustazione. Il menu della trattoria è quanto di più genuino e fresco possa essere servito, infatti tutti i cibi sono di esclusiva produzione propria nel pieno rispetto delle antiche tradizioni che prevedono le coltivazioni di tipo biologico e l’allevamento degli animali in libertà. Ricordiamo alcune specialità che distinguono il locale: L'antipasto (una sequenza di assaggini prelibati), le tagliatelle ai funghi porcini, gli involtini di melenzane, le braciole di cinghiale, le costolette di agnello, la porchetta al forno etc. etc.. L'azienda alleva bovini, ovini, caprini, polli, conigli e soprattutto i suini neri dei Nebrodi; quest'ultimi vengono allevati allo stato brado in un vasto territorio confinato di circa 100 Ettari, ricco di querceti, che consente loro libertà' di movimento e la possibilità di nutrirsi di ghiande e radici ma all'occorrenza l'alimentazione viene integrata con frutta e cereali (fave, mais ed orzo). Queste attenzioni, consentono di produrre carni di altissima qualità. Oltre al salumificio, dove si producono pregiatissimi salumi, serviti nella trattoria e molto richiesti sul mercato; nell'azienda sono presenti un caseificio che opera la trasformazione del latte (in provole, caciotte, ricotte fresche e stagionate, oltre che in formaggi" Caprino e Pecorino") ed un punto vendita con annessa macelleria, fornito di molti prodotti comprese le carni macellate fresche che nella trattoria, vengono esposte ed a richiesta grigliate su un grande "barbecue" situato a vista in un angolo della sala.
RIFUGI E BIVACCHI A BORRELLO (CH)
Il Sinagra di Borrello (Ch) Lungo il corso del torrente Naso, incastonata su un dolce pendio in una splendida valle, ai piedi dei Monti Nebrodi, si trova Sinagra. La cittadina gode di un buon risveglio economico-culturale dovuto, soprattutto, alla nuova superstrada che la collega in pochi minuti alle più attive e ricche città della costa tirrenica che rappresentano i centri trainanti dell'intera economia del territorio. Il fervore economico ha riscoperto le bellezze paesaggistiche e valorizzato i monumenti storici di Sinagra: la Chiesa Madre, la Chiesa del Convento, la grotta del Beato Diego, il Castello feudale con la torre dell'orologio. Una giornata a Sinagra offre agli amanti dell'arte l'opportunità di visitare il centro storico, le sue "vanedde" e il canapè disposto lungo il fiume, ancora oggi ricco di anguille. A chi ama la natura la possibilità di andare a funghi o a cavallo lungo i vecchi sentieri attraverso i boschi. È possibile visitare il caseificio, il salumificio, le cantine e l'allevamento di bovini, ovini, cinghiali e suini neri, dell'Azienda Agricola e degustare e acquistare tutti i prodotti.
I Borrello (o Borello) furono una famiglia comitale di origine franca discendente dei conti dei Marsi, o, secondo altri, dai conti di Valva, protagonista delle vicende storiche, culturali, politiche ed economiche dell'Abruzzo, Molise, Calabria e della Sicilia, a partire dall'X secolo. La Storia della famiglia dei Borrello: Scesi in Abruzzo con l'aristocrazia franca che andò sostituendo quella longobarda, i Borrello, tra la fine del X secolo e la conquista normanna dell'Italia Meridionale e della Sicilia, crearono un vasto dominio tra l'Abruzzo e il Molise, nei territori che furono il fulcro dell'antico gastaldato longobardo di Bojano. Discendenti da un Burrellus, appartenente a un ramo dei conti dei Marsi o dei conti di Valva, entrambi di origine franca, i Borrello vengono indicati nei documenti come "figli di Borrello", Burrelli filii, e i loro vasti possedimenti come Terra Burrelli o Terra Burellensis. Con la mutata situazione politica dovuta all'affermazione dei Normanni, i Borrello seppero adattarsi ai cambiamenti. Con una mirata politica matrimoniale, un ramo della famiglia si insediò tra la Calabria e la Sicilia, ed entrò nella ristretta cerchia di famiglie normanne, come i de Luci, gli Avenel, i Mortain, i Culchebret, vicine ai sovrani. Difatti, un Roberto Borrello fu uno dei più fedeli collaboratori, insieme al normanno Giosberto de Luci, del gran conte Ruggero I di Sicilia. Successivamente, un Guglielmo Borrello (o Guglielmo d'Agnone) nel 1239 governò la Sicilia come viceregente sotto l'imperatore Federico II di Svevia, e nel 1254 fu stratigoto di Messina. Mentre con re Alfonso V d'Aragona, nel 1435, un Giovanni Borrello fu capitano d'armi del val di Noto, e un altro Giovanni patrizio di questa città. Il blasone della famiglia dei Borrello: Arma: di rosso alla banda d'argento caricata di tre cornette di rosso. Arma Borrello di Sicilia: campo azzurro seminato di gigli d'oro e due chiavi dello stesso situate in palo, l'ingegno verso i fianchi dello scudo. Corona di conte.
Personaggi illustri di Borrello (Ch) Padre Filippo da Borrello (vero nome Giuliano Rago) (Borrello, 1879) sacerdote cappuccino. Laureato in teologia, passò la vita a predicare fra le parrocchie dell'Italia centrale e meridionale. La sua opera è raccolta nei Volumi di Predicazione. Enrico Di Luca (Borrello, 1925-USA, 2002) chimico. Emigrato negli Stati Uniti entrò nella RCA, ossia la Radio Corporation of America, facendo ricerche per la costruzione di computer e costruì il Memory Core, antesignano dei primi microchip al silicio. Negli anni settanta uscirono le "Memorie di Di Luca". Negli anni ottanta produsse le piastrelle di rivestimento termico per gli Space Shuttle della NASA. Geografia antropica di Borrello (Ch) Frazioni: Baronessa è l'unica frazione di questo comune: si trova più a valle, a nord est del capoluogo comunale stesso. Trattasi di un'appendice comunale tra i comuni di Fallo, Villa Santa Maria e Rosello.[12] Nei pressi scorrono la ferrovia Sangritana e la Strada statale 154 della Valle del Sangro. La comunità montana Medio Sangro (zona R) era stata istituita con la legge regionale 22 aprile 1976, n. 16 della regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. È stata accorpata alla Comunità montana Montagna Sangro Vastese dopo una riduzione delle comunità montane abruzzesi che sono passate da 19 ad 11 nel 2008. La Regione Abruzzo ha abolito la nuova Comunità montana insieme a tutte le altre comunità montane nel 2013. La Comunità montana Medio Sangro, la cui sede era situata nel comune di Quadri, comprendeva nove comuni della provincia di Chieti: Borrello; Civitaluparella; Fallo; Gamberale; Montenerodomo; Pizzoferrato; Quadri; Roio del Sangro e Rosello.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
La chiesa di Sant'Egidio è il principale luogo di culto cattolico di Borrello, in provincia di Chieti. La Storia: Della fondazione non si hanno notizie certe, ma in alcune tombe interne alla chiesa sono state trovate delle monete seicentesche (quindi la fondazione della chiesa è da anteporre a questo periodo), tuttavia alcuni vogliono la fondazione all'incirca nell'anno 1000, mentre notizie certe si hanno durante il restauro dovuto ai danni del terremoto del dicembre 1456. La successiva notizia certa è del 1706 per via di un 2° terremoto, indi la chiesa è stata riconsacrata nel 1720. Invece da un documento della Civitas Burrelli si capisce che le navate furono ridotte da 3 ad una ed il campanile fu spostato cambiando così radicalmente la struttura e l'assetto dell'edificio. Nel 1935 la chiesa fu chiusa perché inagibile. Durante i bombardamenti della II guerra mondiale fu gravemente danneggiata. Fu ricostruita nel 1990. Un recente restauro ha restituito bellezza e stile alla chiesa. Anche se quasi ricostruita completamente, dello stile barocco dell'interno ne restano tracce nella nicchia e nelle colonnine e dell'abside. Aspetto della chiesa di Sant'Egidio di Borrello (Ch) Esterno: L'esterno è un esempio di arte semplice e pseudo rurale[1]. La facciata ha aspetto a capanna molto basso ed è realizzata in ciottoli ed in pietra leggermente sbozzata. Il campanile è posto a sinistra guardando la facciata ed è nello stesso stile della facciata stessa. Il portale è in pietra calcarea in stile tardo barocco. Sull'architrave posta sopra la porta vi è una decorazione con due volute ed una cornice inscrive all'interno un dipinto raffigurante la Madonna. Interno: L'interno è completamente intonacato. Al centro vi è un'edicola in stucco realizzata con colonne corinzie che reggono una trabeazione con fregi e decorazioni a bassorilievo terminante in un timpano curvilineo. al centro dell'edicola vi sono delle nicchie contenenti delle statue di santi. La capriata è in un unico blocco ligneo, ed è di epoca recente.
La chiesa di Sant'Antonio è sita in via Roma a Borrello, in provincia di Chieti. La Storia della chiesa di Sant'Antonio di Borrello (Ch) La chiesa risale al 500, occupando il punto ov'è oggi la sagrestia. Da un documento della Civitas Burrelli del 1754 redatto dall'ingegner Juliani si evince che la chiesa era a due navate divise da pilastri con 3 archi coperte da un tavolato dipinto solamente nella navata destra. Il campanile era costituito da 3 ordini. Nel biennio 1938-39 il parroco don Oliviero Fiocca fece eseguire delle opere di restauro: vennero uniformati i portali d'ingresso, venne realizzato l'altare. Nel biennio 1993-94 venne rifatto il tetto, consolidate le volte e restaurate le decorazioni in stucco danneggiati dal terremoto di dieci anni prima. L'aspetto della chiesa di Sant'Antonio - L'esterno: La facciata è a capanna realizzata con ciottoli di fiume e pietra grossolanamente sbozzata, su di essa si aprono due portali con architrave una decorazione in stucco bianco contorna i tre lati del timpano in cui vi è un oculo. Nel retro si erge il campanile suddiviso in tre ordini da tre cornici. L'interno: L'interno è suddiviso in tre navate mediante due pilastri e tre archi a tutto sesto che sostengono le volte a botte con lunette. Le pareti sono rivestite da stucchi e decorazioni in oro. Le navate terminano in due edicole, una per parte, con colonne corinzie e trabeazione ove si trovano delle nicchie con statue di santi.
Il Palazzo Baronale è sito in via Roma a Borrello, in provincia di Chieti. La Storia del Palazzo Baronale  di Borrello (Ch): In un documento del Civitas Burrelli del 1754 scritto dall'ingegner Juliani, il palazzo baronale di Borrello viene citato il "Castello della Baronal Camera" composto da una torre con mura a "Scarapa" con terreni della camera baronale adiacenti composti dal giardino ortolizio e da una cantina presso la chiesa di Sant'Onofrio. Nel documento vengono descritte anche le stanze e la loro conservazione all'epoca. Nel 1913 il comune di Borrello acquistò il palazzo dalla famiglia Mascitelli di Atessa, ultimi feudatari di Borrello, per farne la sede del municipio; così si iniziarono i lavori di adeguamento. I bombardamenti del 1943 fecero crollare il tetto ed i solai. Fu ricostruito dal Genio Civile che lo riportò allo stato attuale. Attualmente è sede del municipio. La struttura del Palazzo Baronale  di Borrello: È costituito da tre piani. Sull'ultimo piano poggiava anticamente il ponte levatoio, nel punto ove si erge la Torre dell'Orologio. Le pareti sono rosa, mentre le cornici marcapiano, il cornicione, gli stipiti e gli architravi sono colorati di grigio. Il coronamento è costituito da un cornicione alto che segue le forme dell'edificio che celano il tetto a pagidione.[1]È considerato un esempio ben noto dell'arte tardo-rinascimentale del Lazio.
La Riserva Naturale Regionale e OASI WWF Cascate del Verde è una area naturale protetta dell'Abruzzo, istituita nel 2001 (LR 72 19/12/2001). Comprende un'area di circa 287 ettari situata nel comune di Borrello in provincia di Chieti. Le Cascate del Verde, ad 800 m s.l.m., sono le cascate naturali più alte dell'appennino, e le seconde in Italia. Hanno un dislivello di poco più di 200 metri, e sulla parete rocciosa ci sono tre distinti salti. Il Rio Verde, le cui sorgenti si trovano al confine con il Molise, è uno degli affluenti del fiume Sangro. Nelle vicinanze, a circa 7 km di distanza é presente un'altra Riserva, altrettanto famosa ed importante, si tratta della Riserva Naturale Regionale Abetina di Rosello, dive ha anche sede il C.I.S.D.A.M. Flora: Le pareti rocciose su cui si sviluppano le cascate e quelle circostanti sono coperte da una vegetazione perfettamente mediterranea. La costituzione geologica e le condizioni climatiche che vi si formano danno luogo alla presenza di una vegetazione dominata dal leccio (Quercus ilex) ed altre specie amanti del caldo a carattere arbustivo come fillirea, lauro-tino, vescicaria, acero minore e ginestrella. L'umidità, l'insolazione e l'esposizione dei versanti favoriscono anche lo sviluppo di altri tipi di vegetazione; alla lecceta si alternano il bosco termofilo con la presenza di roverella e formazioni mesofile con carpino nero, orniello, aceri e tiglio selvatico. In alcuni dei versanti circostanti le pareti, in particolare nelle aree di forra, con un clima più fresco ed umido, troviamo anche specie tipicamente montane come il faggio e l'abete bianco. I pascoli, i margini di aree coltivate o di ex coltivi sono ricoperti da ginestre, ginepri, prugnoli ed altre specie arbustive che in alcuni casi lasciano spazio a garighe in cui, a primavera, vegetano numerose specie di orchidee. Lungo il corso del Rio Verde inoltre troviamo piante come il salice ripaiolo, il salice bianco, carici e farfaracci dalle gigantesche foglie. Sulle pareti umide e stillicidiose o dove gli spruzzi costanti d'acqua rendono l'aria particolarmente umida crescono tappeti rigogliosi di muschi, in particolare formazioni appartenenti all'alleanza del Cratoneurion, specie alquanto rare ed individuate tra gli habitat prioritari che sono alla base del processo di formazione del noto travertino. Fauna: L'eccezionale qualità delle acque del Rio Verde è dimostrata dalla ricchezza di fauna bentonica, cioè di insetti acquatici, come tricotteri, plecotteri ed efemerotteri, che rappresentano una delle principali risorse trofiche per numerosi altri animali. Tra questi il merlo acquaiolo e la ballerina gialla, uccelli particolarmente sensibili all'inquinamento delle acque e specie tipiche dei corsi d'acqua montani, freschi e ricchi di ossigeno. Notevole importanza riveste inoltre la presenza del granchio di fiume (Potamon fluviatile) ed in particolare del gambero di fiume (Austropotamobius pallipes), rappresentato con una delle popolazioni più consistenti della regione; recenti ricerche hanno inoltre dimostrato che la locale popolazione di trota fario ha caratteristiche genetiche pure del ceppo appenninico. Altre specie parzialmente legate all'acqua sono gli anfibi tra cui le rane verdi e la rana italiana (Rana italica) e rettili piuttosto rari riscontrati nelle aree circostanti le cascate come la luscengola ed il cervone. Molto interessante tra gli uccelli è la presenza di numerosi rapaci oltre alla comune poiana e allo sparviere, il falco pellegrino, il nibbio reale e tra i notturni il gufo comune. La ricca vegetazione lungo il Rio Verde ed i boschi circostanti sono anche l'habitat principale per mammiferi rari come la puzzola (Mustela putorius) e il gatto selvatico (Felis silvestris). La grande valenza ambientale e la sua integrità complessiva sono ulteriormente rafforzate da un dato storico di eccezionale interesse: il famoso zoologo Achille Costa, nel 1845, riferisce di aver ricevuto la pelle di un individuo femmina di lince "catturata in Borrello, Distretto di Lanciano. Ittiofauna: trote, granchio di fiume, gambero di fiume. Mammiferi: puzzola, gatto selvatico, Lontra. Avifauna: merlo acquaiolo uccello tipico di sorgenti con piccole cascate, ed in luoghi ad inquinamento zero, ballerina gialla, e diversi rapaci. Il Museo Civico Memorie della Vita Contadina è sito a Borrello (provincia di Chieti) Il museo è stato fondato nel 1997. La collezione all'interno - Il museo intende conservare tutti quegli attrezzi agricoli che oramai sono caduti in disuso tra cui: ceste; forche; falci; mortai; bastoni per scavi. La sezione viene chiamata "Rivoluzione Neolitica" suddivisa in quattro parti: Lavorazione della terra e coltivazione degli orti; La raccolta delle messi e carico del raccolto sulle bestie da soma; Il trasporto del raccolto da parte degli uomini e delle bestie da soma; La produzione del vino. Un'altra sezione è arricchita di foto, tra cui quelle inerenti al restauro del 1990 della chiesa madre con l'annesso recupero delle salme delle tombe interne alla chiesa.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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