Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Bomba (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Bomba (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI BOMBA (CH)
 
Ospitalità nel Paese di BOMBA (Ch) (m. 424 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Bomba: 42°02′N - 14°22′E
     
  CAP: 66042 -  0872 -  0872.860137 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI BOMBA 0872.860116   0872.860440       0872.860116 (Int. 2) - 00259570695
Come raggiungere BombaSatzione: San Vito Chietino/Lanciano   Aeroporto d'Abruzzo a 68 Km. Uscita: Val di Sangro
 
HOTELS ED ALBERGHI BOMBA (CH)
** CASA ALBERGO B. SPAVENTA
Via Giardino, 2 - 66042 Bomba (Ch)
tel. 0872 860308 - fax 0872 860867
 Servizi offerti dalla struttura



RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE BOMBA (CH)
Cenni storici dul paese di Bomba (Ch). Origine del nome: Il dialettologo De Giovanni sostiene che il nome Bomba possa derivare dalla voce latina, di origine onomatopeica, “Bombus” (in greco “bombos”), “ronzio”, “rombo”. Il paese infatti è circondato da 3 fossi (ora ricoperti da strutture cementizie), il rumore delle cui cascate produceva il rumore caratteristico dell´acqua scrosciante che richiama alla mente il volo del bombo. Il dizionario UTET di toponomastica riporta un´altra teoria che, riguarda l´origine del nome del paese, “per la sua interpretazione non pare ci debba scostare della voce italiana ´bomba´ “acqua”, anche bevanda, cfr. umbro bommo, calabrese mbumba, ecc”. Alcuni (De Giovanni) sostengono che il nome del paese di Bomba deriverebbe da una voce latina, a sua volta di origine onomatopeica che starebbe a significare ronzio o rombo, in quanto in epoca romana nei pressi si sarebbe trovata una cascata che provocava un caratteristico rumore rimbombante nella vallata. Il dizionario della UTET riferisce il termine bomba al significato di "bevanda", vedi il calabrese mbumba, o l'altra voce onomatopeica infantile bumba). A proposito del nome, secondo alcuni Bomba avrebbe dato origine all'espressione "torniamo a Bomba" (per "riprendiamo il discorso dal punto in cui era stato interrotto"): tale espressione sarebbe stata utilizzata, per la prima volta, in un passo di un'orazione parlamentare di Silvio Spaventa, che, più volte interrotto dai colleghi, nel momento in cui si stava riferendo al suo paese natale, l'avrebbe pronunciata con viva esclamazione. Tuttavia, il modo di dire esisteva già fino dal medioevo, e fa riferimento alla "bomba" come luogo franco del gioco del nascondino.
CAMPEGGI BOMBA (CH)
Brevi cenni storici sul comune di Bomba (Ch) Non si sa quale sia stato il nucleo originario di Bomba. Certamente esistevano dei piccoli agglomerati intorno alle relative chiese (S. Mauro, Casalpiano, S. Cataldo, S. Antonio, S. Maria ecc). Probabilmente è stata la posizione a favorire lo sviluppo dell´attuale abitato. Il nome Bomba compare nelle pergamene della Curia Arcivescovile di Chieti che riportavano le tasse pagate dalle chiese e dai “clerici”. Nel 1115 troviamo che i “Clerici de Casali Plano” pagano tre tareni (tarì, moneta d´oro), S. Maurus de Bomba paga 7,5 tareni e S. Maria eiusdem castri tre tareni. Sicuramente la presenza di un primo nucleo abitato risale a un periodo molto precedente. Mancano di questo periodo notizie più ampie perchè i documenti relativi, in possesso dell´Archivio di Stato di Napoli, sono andati distrutti durante l´ultima guerra. Dai Registri della Cancelleria Angioina (raccolta di notizie sul Regno di Napoli iniziata da Carlo d´Angiò), si rileva che nel 1269 Carlo d´Angiò regalò Bomba, insieme a Chieti, Lanciano, Atessa, Paglieta e tanti altri comuni della zona, ad un certo Ranulfo de Courtenay, uno dei nobili che lo avevano aiutato a strappare il Regno delle due Sicilie agli Svevi. Qualche tempo dopo Pietro III d´Aragona, genero di Manfredi, alimentò la ribellione dei siciliani (guerra del Vespro), vinse gli Angioini nella battaglia navale di Napoli (1282) e si fece incoronare re di Palermo. Da allora ci furono due regni: quello di Sicilia sotto gli Aragonesi e quello di Napoli sotto gli Angioini. Le liti tra Angioini e Aragonesi perdurarono per decenni fino a quando nel 1442 i due regni furono riunificati da Alfonso I d´Aragona. Tra i primi provvedimenti presi dal re Alonso ci fu quello dell´istituzione di un´imposta chiamata “focatico” che ciascuna famiglia doveva pagare. Per attuarlo fu necessario censire le famiglie del Regno. A Bomba risultarono esservi 79 “fuochi” pari a circa 400 persone. Nel 1500 il feudo di Bomba contava 121 fuochi (circa 600 persone) ed era tenuto da Giovanni Maria Annecchino. Questi nella contesa ormai secolare tra francesi e spagnoli, aveva parteggiato per il francese Luigi XII contro Ferdinando il Cattolico. Per questo suo schieramento fu punito con la privazione de “Il castello di meza Bomba” che fu assegnato al capitano spagnolo don Diego Sarmiento. Nella pace del 1505 tra i due contendenti, Ferdinando il Cattolico e Luigi XII, quest´ultimo volle garantiti tutti i diritti dei baroni napoletani che avevano appoggiato i francesi da Carlo VIII in poi: libertà per i nobili prigionieri: reintegro nei possessi perduti da parte di tutti i feudatari, ecc. Non fu, però, possibile attuare l´accordo. Infatti, come era accaduto per Bomba, gli spagnoli avevano già ricompensato gli uomini a loro fedeli, e questi non volevano restituire i premi avuti senza ottenere qualcos´altro in cambio. Dal canto suo Luigi XII non era in grado di far rispettare l´accordo. E così le cose rimasero come stavano fino a quando il successore di Ferdinando il Cattolico, Carlo V, decise di amnistiare quei feudatari che avevano appoggiato i francesi restando nei loro feudi e di punire coloro che erano stati ugualmente al loro fianco mettendosi però a capo di milizie al di fuori dei propri feudi. Uno di questi fu Giovanni Maria Annecchino che perse anche l´altra metà del feudo di Bomba nel 1534 a favore di “Giovanni Genovoyx, signore di Chalem, per sé e per i suoi eredi”. Dopo diverse vendite Bomba passò sotto la giurisdizione di Giovan Battista Marino che la lasciò in eredità a suo figlio Vincenzo nel 1631. Questi morì senza eredi nel 1674 e il feudo di Bomba tornò in parte alla Regia Corte e in parte finì ai Domenicani della Minerva di Roma. In seguito esso fu acquistato dal cardinale Carlo Pio di Sabaudia che, essendo ecclesiastico e non potendoselo intestare, lo fece acquistare per conto suo da un certo Giuseppe Caravita. Alla morte di questi Bomba passo, per successione, al figlio Nicola Caravita. Morto anche il Cardinale Carlo Pio, il feudo fu rimesso in vendita e fu acquistato nel 1699 dal marchese Tommaso Adimari. In questo periodo Bomba contava 61 “fuochi” (circa 300 persone), la metà degli abitanti di due secoli prima. Gli Adimari tennero il feudo fino all´estinzione della loro famiglia che coincise quasi con l´applicazione della legge eversiva dei feudi. Nel 1806, infatti, entrò in vigore la legge che aboliva i rapporti feudali e consentiva a tutti i contadini di riscattare le terre coltivate. Da questo momento inizia l´autonomo cammino del Comune che, tra difficoltà ed errori procede alla ripartizione delle terre, alla loro assegnazione, alla costruzione di opere pubbliche (edifici, strade, acquedotti) che danno al paese quella struttura che vediamo attualmente. Il Novecento si apre con la realizzazione dell´impianto di illuminazione, del cementificio, della strada di collegamento alla stazione ferroviaria, delle arcate di rinforzo alla Ripa e continua, nella seconda metà del secolo, con la costruzione della diga e della prima cantina-oleificio sociale d´Abruzzo per arrivare, ai giorni nostri, alla creazione della Casa Albergo per anziani, dell´Antiquarium, del Museo Etnografico e all´opera di valorizzazione turistica del lago attraverso una serie di impianti e strutture.
VILLAGGI TURISTICI BOMBA (CH)
*** VILLAGGIO TURISTICO ISOLA VERDE
Via G. Carboni, 1 - 66042 Bomba (Ch)
tel. 0872 860475 - fax 0872 860450
 Servizi offerti dalla struttura













AFFITTACAMERE BOMBA (CH)
AFFITTACAMERE CORNETO
Contrada Corneto, 5/6 - 66042 Bomba (Ch)
tel. 0872 860128 / mobile 328 0358839 - fax 0872 860128
AFFITTACAMERE M.E.S.
Via Largo Piano della Torre, 6 - 66042 Bomba (Ch)
tel. 346 6311577 - fax 0872 468498
AFFITTACAMERE SUNNY FARM
Via Pagliarone, 21 - 66042 Bomba (Ch)
tel. 0872 860471 / mobile 328 6109963 - fax 0872 860471
AFFITTACAMERE ZA' VITTORIA
Via Pagliarone, 25 - 66042 Bomba (Ch)
tel. 0872 860360 / mobile 338 5902227 - fax 0872 860450
BED & BREAKFAST BOMBA (CH)
BED & BREAKFAST CASALE CORNETO
Località Corneto, 1 - 66042 Bomba (Ch)
tel. 320 0226363 - 320 1164559
CASE PER VACANZA BOMBA (CH)
Musei a Bomba (Ch) Amuset: Museo Etnografico - Il Museo Etnografico di Bomba è nato dalla necessità di ripensare la nostra storia locale e di avvicinare consapevolmente i giovani al passato, alle tradizioni, alle nostre radici culturali attraverso gli strumenti di lavoro e della vita quotidiana. L´intento è quello di far riscoprire ai giovani le proprie radici e la propria identità culturale e di far conoscere i valori del proprio mondo, della propria cultura attraverso un confronto diacronico con il passato e sincronico con il presente. Il Museo Etnografico di Bomba, nato nel 1990, raccoglie gli strumenti che l´uomo ha utilizzato da millenni per produrre tutto ciò che era necessario a soddisfare i propri bisogni e migliorare le condizioni sociali della sua famiglia. In questo museo gli oggetti sono stati distribuiti in sei stanze riproducenti i diversi ambienti di una casa contadina. Per maggiori dettagli e per una visita virtuale al Museo visita il sito: www.museoetnograficobomba.it. Coro Folcloristico Amuset: Il Coro Amuset di Bomba è nato nel 1999 sulla scia di una tradizione canora e musicale che affonda le sue radici nel passato. E´ composto da circa 50 persone non solo di Bomba, ma anche di Archi, Colledimezzo e Roccascalegna. Programma: Esecuzione di canzoni e danze del repertorio folklorico abruzzese in generale e della valle del Sangro in particolare. - Direttore del coro: maestro Giuseppe Casciato - Fisarmonicista: Tonino Villani - Maestra di danza: Nadia Di Fazio - Responsabile: Giuseppe Caniglia, 66042 BOMBA (CH) Tel. 0872.860128. Mob. 328.0358839. I siti di Archeologia a Bomba (Ch): Il carattere esclusivamente didattico della raccolta di pezzi suddivisa per tipologia di manufatti quali anse, fondi, orli di vasi di ogni tipo, tegole, mattoni, ceramica decorata e acroma, vernice nera, terra sigillata, vetri, frammenti di ferro e bronzo di vari manufatti ha permesso dal 1984 al 1993 di documentare la presenza di un abitato sulla montagna di Pallano. Alla mostra del materiale era allegata anche una cospicua raccolta di immagini del sito archeologico, delle Mura megalitiche, dei materiali ferrosi e bronzei conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Chieti. Nel 1985 veniva pubblicato un opuscolo in cui si illustravano le vicissitudini archeologiche del sito e vari commenti ai pezzi più rappresentativi illustrati. Archeologia del territorio di Bomba (Ch) Il sito archeologico del Monte Pallano è suddiviso più o meno equamente tra i Comuni di Tornareccio e Bomba, ma il caso ha voluto, almeno per le attuali conoscenze, che la parte più cospicua, dal punto di vista monumentale, sia toccata al Comune di Tornareccio, vale a dire le Mura ed una grossa fetta dell´abitato ellenistico-romano. Ciò che potrebbe interessare il contiguo Comune di Bomba è ancora sepolto, ma non si può escludere che riservi interessanti scoperte. In questa parte del territorio infatti emergenze monumentali sono completamente assenti e le scarse capanne agro-pastorali residue documentano più un recente passato che una presenza umana più antica, anche se sorgono sul limite di terreni considerabili archeologicamente interessanti.
APPARTAMENTI PER VACANZA BOMBA (CH)
La storia del paese di Bomba (Ch) - Statia e Stati Romani: Nel medesimo luogo dove furono trovate le epigrafi funerarie, rinvenimenti sporadici di vari materiali farebbero supporre nuove interessanti scoperte che potranno verificarsi quando gli scavi archeologici, tuttora in corso, dirigeranno il loro interesse in questa direzione. Tra essi sono da ricordare un anellino aureo, privo di castone, appartenuto forse ad un´adolescente ed un piatto per offerte a vernice nera d´imitazione con leggenda in caratteri italici latinizzati SVINKLEIS SVO, databile alla seconda metà del III sec. a. C. Altri reperti, la cui localizzazione esula dalle attuali circoscrizioni comunali, sono alcuni ex voto uno maschile e l´altro femminile di età ellenistica ed un bollo su tegolone della fabbrica SEXTI PONTI attribuibile ad un´officina attiva nell´Italia settentrionale. Il pezzo tuttavia che desta le maggiori perplessità sia per la sua ubicazione che per l´eventuale destinazione d´uso è una pietra cava sita in proprietà privata in un boschetto contiguo alla strada comunale che da Sambuceto conduce a Monte Pallano. Più che una pietra cava appare come una cassa di pietra che, al momento della riscoperta, fu definita come donario, considerando soprattutto la canalina di scorrimento laterale per un coperchio non rinvenuto e l´incavo a T che permetteva l´incasso di una pertica o di un ferro per sollevarlo. Disegnata dal prof. Miceli nel lontano 1976 la cassa di forma rettangolare, abbastanza profonda e ben lavorata all´interno, sorge nei pressi di una morra di grosse pietre che potrebbe aver avuto in epoca imprecisata un ipotetico culto silvestre; un´altra ipotesi propenderebbe per un semplicissimo donario utilizzato da una comunità probabilmente stabilitasi nei dintorni della futura Sambuceto in epoca tardo barbarica. Ma di questa possibilità si parlerà nella sezione storica.
CASE PER LE FERIE BOMBA (CH)
La storia del paese di Bomba (Ch) Notizie storiche e Fonti Archivistiche: Le prime notizie storiche, documentate, relative ad un insediamento che si va formando e che prenderà poi il nome di Bomba, sono riportate in un documento del 1058 nel quale un certo Sarello vende al Vescovo di Chieti, la chiesa di S. Mauro, un pezzo di territorio compreso tra la cima del Monte Pallano ed il corso del Sangro, aggiungendo alla donazione anche un molino sul fiume. Nel documento il luogo viene definito in territorio Teatino vocabulo In Burba, che può essere una cattiva trascrizione del nome Bumba. Sta di fatto, comunque, che volendo trovare un´etimologia razionale ad un toponimo del genere, possiamo rifarci all´ipotesi dello storico atessano Bartoletti, il quale proponeva una radice tardogreca ´Bomos´ che significherebbe «poggio, piccola altura» o in alternativa un ebraico ´Bohm´ che significa «gregge di pecore, bestiame ovino». Sia la prima che la seconda ipotesi sono suggestive, ma nel primo caso – pur sopravvivendo il ´poggio´ dove sorge la chiesa di S. Maria del Popolo – dovremmo appurare la presenza per lo meno di monaci basiliani intorno al IX-X secolo in questo territorio che è tutta da dimostrare. Nel secondo caso si dovrebbe presupporre una presenza insediativa ebraica in loco, poi cristianizzata, non escludendo un primitivo sito legato appunto al mondo della transumanza. Uno dei confini del documento del 1058 è proprio il tratturo che provenendo da Atessa, attraverso la sella di Bomba, passava per l´abitato, continuando il suo tracciato fino al Ponte S. Antonio, lo stesso citato nel medesimo documento. Oltre S. Mauro altre chiese, omai scomparse, erano disseminate per il territorio, come quella di S. Donato, sita proprio sul tratturo, nei pressi del Castello di Pallano già noto in documenti del X-XI secolo; o quella di S. Angelo nei pressi del ´Vecchio Mulino´ dove oggi scorre il torrente S. Paoletto ultima propaggine dell´ex feudo Casalpiano. Già, Casalpiano: ai Bombesi attuali non dicequasi nulla; il nome antico non è arrivato ai nostri giorni, perché ormai dimenticato e poi il territorio ormai da oltre seicento anni in possesso di Atessa, si chiama S. Pietro. Ma nel Catalogo dei Baroni (a. 1160-1163) è popolato da 24 famiglie, nel 1323 ha una chiesa più ricca di quella di Bomba, è feudo di una certa importanza se appartiene alla celebre famiglia Accozzamurro titolare della Baronia di Carpineto. Nel XV secolo e soprattutto nei primi anni del XVI secolo Casalpiano sembra parte integrante di Bomba. E´ un grosso territorio per la maggior parte abbastanza pianeggiante o in ogni caso di facile coltivazione, non franoso. Nel 1481, come riferisce il Volpicella, Giovanni Annecchino, feudatario di Bomba, ´alienava il feudo inabitato di Casalepiano in territorio di Bomba, vendendolo all´Università di Atessa´; sembra una contraddizione, ma il territorio in antico era molto più vasto di quello venduto e comprendeva anche l´attuale Valle Conca e tutti i terreni contigui al torrente S. Paoletto fino a Quarto S. Maria. Fatto sta che ancor oggi l´«Isola del territorio di Atessa» si trova, tra i comuni di Bomba, Colledimezzo, Montazzoli e Tornareccio – è il caso di dirlo – come il cavolo a merenda! Il feudo di Bomba è stato possesso di parecchi feudatari tra cui ricordiamo un certo Rainaldo da Tibure che era feudatario anche di Casalpiano; nel secolo XIV appartenne a Filippo di Fiandra e ai Caldora, nella seconda metà del XV agli Annecchini per poi divenire feudo dell´ex Presidente della Sommaria Martino de Segura, il quale per i debiti contratti, fu costretto a svenderlo ai Castagnola De Marini. Nel XVII secolo era in possesso di un cardinale che l´aveva comprato senza alcuna autorizzazione ecclesiastica e dai suoi eredi il feudo passò alla famiglia Adimari che lo tenne fino al 1792. La documentazione archivistica su un feudo come Bomba, non si ferma a queste poche notizie, al contrario è copiosa ed in alcuni casi molto interessante. Dalle pergamene conservate a Montecassino, al Catasto Onciario consultabile a Napoli, ai documenti notarili, le note sparse in molteplici archivi come quello di Barcellona, di Genova, di Firenze, di Siena, di Chieti, hanno permesso di raccogliere tanto materiale, che non è qui possibile trascrivere. Le ricerche sono lunghe e complesse e le notizie vanno vagliate e controllate attentamente per non raccontare frottole, come altrove spesso leggiamo. La storia del paese di Bomba (Ch) E torniamo nell´Antiquarium Comunale che non ospita più i reperti archeologici di Monte Pallano, ma copie fotografiche di pergamene, di carte geografiche, di documentazione sette-ottocentesca relativa a Bomba ed al territorio circostante. Le riproduzioni si alternano ad una serie di cartoline antiche che descrivono com´era il piccolo centro tra la fine del XIX secolo ed il XX. Oltre a questo materiale di impronta specificatamente archivistica, nell´Antiquarium, che segue l´orario di apertura del Comune, è ancora possibile vedere la Mostra Fotografica Archeologica inaugurata nel 1984.
COUNTRY HOUSE BOMBA (CH)
La Gastronomia nel paese di Bomba (Ch) - La Cooperativa “San Mauro”: Nel lontano 1957 fu costituita la Cooperativa “San Mauro” sorta dall´esigenza di raccogliere e lavorare le produzioni viticole ed olivicole della zona e dei comuni limitrofi. All´epoca trattasi della prima cooperativa vinicola in Abruzzo, in una zona dove i commercianti locali stabilivano il prezzo spesso su basi al di sotto delle reali quotazioni. Ed è così che nacque l´antesignana del movimento cooperativo abruzzese coinvolgendo i più lungimiranti produttori dei Comuni di Bomba, Archi, Altino, Pennadomo, Colledimezzo, Monteferrante, Roccascalegna, Villa Santa Maria e Guastameroli che compresero che solo l´unirsi per lavorare tutti insieme sarebbe servito a debellare quel monopolio imposto dai cosiddetti “banditori”. In seguito si iscrissero nella Cooperativa “San Mauro” soci anche di altri comuni come Ortona, Orsogna, Filetto, Sant´Eusanio e Casoli. L´iniziativa non aveva precedenti nella regione e meno che mai nella provincia. Ovviamente, come tutti gli inizi, i problemi da risolvere furono tanti e spesso insormontabili, ma la tenacia di tutti, alimentata dal convincimento che si andasse comunque nella giusta direzione, fece superare i numerosi ostacoli presentatisi. Il paese di Bomba (Ch) Verso il futuro. Nel 1987 si festeggiavano i primi trent´anni della società. “Trent´anni con successo”, questo lo slogan coniato in quella circostanza. Sono invitati tutti i vecchi protagonisti: i firmatari del primo statuto, il primo enologo, tecnici e politici e vengono presentati in veste rinnovata il SANGIOVESE ad indicazione geografica e l´OLIO EXTRAVERGINE in bottiglia da 0,750 cl, mentre il FRIZZO´ viene prodotto per quella occasione. Negli anni ´90 i prodotti della “San Mauro” continuano ad affermarsi sul mercato per la qualità sempre migliore, per l´estetica sempre più ricercata e per la buona politica dei prezzi. Nel 1991 entra in funzione il nuovo stabilimento per la produzione e l´imbottigliamento dell´olio con due linee di trasformazione: una tradizionale e un´altra a ciclo continuo. Nel 1992 arriva il riconoscimento del marchio “Abruzzo Qualità” da parte dell´ERSA e nel 1993, dopo una dura selezione, l´olio San Mauro verrà ammesso al Concorso Nazionale Ercole Oliario di Spoleto dove si classificherà tra i primi oli italiani. La clientela sempre più selezionata e la concorrenza sempre più agguerrita impongono ormai alla società di adeguarsi alle richieste di mercato con l´acquisto di macchinari nuovi per poter trasformare il prodotto secondo i sistemi più aggiornati. I vini di qualità come il Sangiovese a indicazione di origine controllata, lo Chardonnay, il Montepulciano, il Cerasuolo e il Trebbiano “Valle dei Monaci”, la Grappa, nonché l´Olio Extravergine, continuano a conquistare un pubblico sempre più vasto. La partecipazione a concorsi e mostre varie come a Firenze, a Civitanova, a Spoleto nonchè in Finlandia e in Estonia e l´adesione al Consorzio “Natura Vince” aiutano molto la “San Mauro” a trovare nuove fette di mercato e ad affermarsi con successo anche su quello internazionale. Nel 1996 viene lanciata la sfida dei prodotti biologici e gli anni 2000 serviranno alla Cooperativa San Mauro per attuare con successo anche questo progetto. Tratto dall´opuscolo “Quarant´anni di Bontà – San Mauro – 1957-1997″, a cura di Giuseppe Caniglia e Marino Giorgetti.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' BOMBA (CH)
La Gastronomia Locale di Bomba (Ch) Chi viene a Bomba può gustare alcuni piatti tipici della Valle del Sangro come tagliatelle e maccheroni alla chitarra al ragù d´agnello, sagne a pezze, pizz´e fojje, sagnette e fagioli. Tra i secondi piatti si può mangiare: agnello o capretto alla brace, pallotte di casce e ove, formaggio vaccino arrosto, salsicce, salsicciotti e prosciutti della zona, tutti conditi con olio extravergine di oliva di qualità “Gentile di Chieti” e accompagnati dagli ottimi vini “Sanmauro” della cantina sociale di Bomba (la prima nata in Abruzzo). Non si possono tralasciare i dolci tipici che sono: cellipieni, scarpelle e caicinétti che si fanno a Natale; la cicerchiata (a Carnevale), i castelli e i fiadoni (dolci o salati) che si fanno a Pasqua e, infine, i pasticciotti, le paste nere, le pizzelle e i tarallini che si trovano tutto l´anno. Come raggiungere il paese di Bomba (Ch): Bomba, Patria di Silvio e Bertrando Spaventa, è un paese di poco meno di mille abitanti situato a 424 metri di altitudine. Si trova a mezza costa del Monte Pallano, di fronte ha il massiccio della Maiella e nella vallata scorre il fiume Sangro (116 km) che qui è sbarrato da una diga e forma un caratteristico lago che si estende per circa 7 chilometri. Siamo in Abruzzo provincia di Chieti, a 30 Km dal mare Adriatico a 25 Km dall´uscita autostradale di Val di Sangro, a 50 Km da Castel di Sangro, e a 80 Km da Pescasseroli, cuore del Parco Nazionale d´Abruzzo. Ci si può raggiungere facilmente in auto dall´autostrada A14 (Bologna – Taranto) uscendo al casello di Val di Sangro e proseguendo per circa 25 Km sulla superstrada Fondo Valle Sangro direzione Bomba. Feste Patronali a Bomba (Ch) - Feste religiose nelle due frazioni. Festa Patronale di San Donato vescovo e martire: Il 6 e 7 agosto. E´ la festa principale della parrocchia e dell´intero comune, dove ci si rincontra con le persone che vivono fuori paese. L´imponente statua del Santo quando viene portata in processione, provoca emozioni fortissime anche in seguito a grazie da Lui elargite come attestano numerosi ex voto. Del Santo si possiede un busto del XVIII secolo e un braccio in argento con parti del suo corpo sempre del XVIII secolo. Vede anche la partecipazione di numerose persone dei paesi vicini. La festa si svolge nella chiesa parrocchiale. Culto di San Donato in Abruzzo: La festa di San Donato che ricorre il 7 agosto a Bomba, un tempo di calura e di forti disagi fisici, dopo le fatiche agricole e pastorali richiama in Abruzzo nei vari centri in cui si venera moltissima gente e pellegrini; ne ricordiamo solo alcuni: Bomba, Celenza sul Trigno, Castel di Ieri, Castel del Monte, Guardiagrele. La devozione si esprime in caratteri pressappoco simili in tutti i santuari, specialmente oggi che la pesatura dei malati o delle persone e la svestizione e la vestizione di un bambinello avviene molto raramente. Queste due pratiche rappresentano forse la più antica forma dei rituali magico-terapeutici passati senza alcuna trasformazione dalla religiosità pagana a quella cristiana. Un tempo i malati di mal di luna, giunti al Santuario, si sottoponevano pubblicamente alla pesatura, ponendo su una rozza bilancia di legno, che ancora oggi si conserva in alcuni centri, l’equivalente del proprio peso corporeo in grano, olio o vino. L’uso, che può sembrare stravagante, ha in effetti una sua metalogica; da un lato si tentava, con questo gesto simbolico, di ristabilire l’equilibrio turbato dai disturbi mentali, dall’altro di trasferire, secondo un ben definito principio della magia, le sofferenze fisiche in una replica e in un doppio del corpo da lasciare in deposito ai piedi della divinità. La svestizione e la vestizione di un bambinello, che rientra nei riti di passaggio e rinnovamento, ripete con formule e procedure differenti lo stesso concetto; il malato si sveste delle sue sofferenze, le depone ai piedi del Santo e indossa, sotto l’influsso benefico e la protezione del Taumaturgo, una nuova fisicità rinnovata. Le reliquie del Santo che si espongono e gli ex voto, attestano le numerose grazie da lui concesse e chieste dai numerosi pellegrini a Dio Padre onnipotente. La benedizione fatta sui malati e sani con una preghiera particolare: “Per intercessione di San Donato Vescovo e Martire, il Signore Gesù ti liberi da ogni male nell’anima e del corpo; nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”, vuol dare più speranza a chi è sfiduciato. Le imponenti e pesante statue, come quella di Bomba e di Guardiagrele, provocano ancora grande suggestione quando vengono portate in processione per le vie del paese. E San Donato ancora una volta esaudirà le richieste di preghiere fatte dai suoi devoti.
RIFUGI E BIVACCHI A BOMBA (CH)
Festa del compatrono San Mauro Abate a Bomba (Ch): L´ultima domenica del mese di maggio. Come già descritto per il Santuario di San Mauro Abate, la festa di San Mauro richiama folle di pellegrini di numerosi paesi dell´Abruzzo. Già a metà della settimana che precede l´ultima domenica di maggio si vedono arrivare le persone e venditori ambulanti che sostano presso il Santuario nell´attesa dell´inizio della festa. Il giovedì si benedice l´olio che i pellegrini stessi acquistano per riportarli a casa. Il venerdì la statua in legno, rivestita con i paramenti liturgici, conservata presso la chiesa parrocchiale, viene portata in processione al Santuario passando per le vie strette del centro storico. Anticamente esisteva anche un reliquario del XVIII secolo e un busto in argento sempre del XVIII secolo. Attualmente si conservano parti del suo corpo in un reliquario più moderno. La domenica sera, a conclusione della festa, la statua accompagnata dai numerosi pellegrini, viene riportata nella chiesa parrocchiale, passando anche per l´intero paese. Anche il giorno 15 gennaio, memoria liturgica di San Mauro, si svolge una piccola festa. Festa della Madonna del Sambuco e di San Vincenzo a Bomba (Ch): Le due feste vengono celebrate nella frazione di Sambuceto, il lunedì e il martedì di Pasqua. La statua della Madonna viene rivestita con abiti più solenni e doni votivi (collane, orecchini, anelli, ecc.). In questi giorni, presso una piazza li vicino (Aia di sotto), si svolge un gioco caratteristico e unico della “palletta”. Il gioco consiste nel versare una quota di partecipazione che viene deposta nella buca centrale di un gruppo di nove scavate sul terreno. Si fa la conta e il designato deve lanciare per primo una sfera di ferro ad una distanza prestabilita. Se fa centro, prende tutte le puntate (lu tommele); se la palla va nelle buche laterali, il giocatore ha diritto a riprendere una quota di partecipazione; la palla passa quindi al giocatore successivo secondo l´ordine stabilito e ciò accade anche se non azzecca in nessuna delle buche. In questi giorni di festa si rinnovano l´incontro e lo scambio di ospitalità generosa e disinteressata tra bombesi, sambucetani e abitanti dei paesi limitrofi. Festa di San Rocco a Bomba (Ch): La festa viene celebrata il 16 agosto nella frazione di Vallecupa. Sino a qualche anno fa, la festa veniva celebrata la seconda domenica di settembre e chiudeva le varie feste del paese. Ma siccome durante l´estate questo piccolo borgo riprende vita, si è voluto riportare la festa nel giorno stesso in cui la liturgia fa memoria di San Rocco e far festa con tante persone che vivono fuori paese e tornano qui per un periodo di riposo.
Chiese, Monumenti ed Eventi Religiosi a Bomba (Ch): Le notizie storiche relative alle chiese e ai monumenti sono state tratte dal libro “Bomba e Dintorni”. Si ringraziano il parroco Don Nicola Caravaggio e il Prof. Giuseppe Caniglia per la collaborazione apportata nella realizzazione di queste pagine. Santa Maria del Popolo (Chiesa Parrocchiale); Santuario di San Mauro Abate; Chiesa di Sant´Anna; Santa Maria del Sambuco (fraz. Sambuceto); Chiesa di San Rocco (fraz. Vallecupa); Chiesa di Sant´Antonio Abate (chiusa al culto); Orari di apertura e celebrazioni; Elenco dei parroci della parrocchia di S.Maria del Popolo dal 1568 ad oggi; Monumento a Silvio Spaventa e il Monumento ai Caduti della II guerra mondiale. Monumento a Silvio Spaventa a Bomba (Ch) La statua di bronzo di Silvio Spaventa, in due copie uguali, fu realizzata da Adolfo Laurenti di Roma nel 1898. Secondo Elena Croce essa è un po´ più grande della sua statura naturale. Una delle statue si trova nella piazza principale del paese dove una volta si trovava la Fontana Grande. L´altra invece è situata davanti al Ministero delle Finanze a Roma in via XX Settembre. La statua di don Silvio non venne collocata subito dove la vediamo adesso, ma soltanto dopo sedici anni dalla sua realizzazione e dopo essere stata parcheggiata a lungo nell´androne del palazzo municipale. Tecniche di pesca nel Lago di Bomba (Ch): In questo itinerario, dove il pesce è presente in buon numero, si può puntare a fare belle pescate. Tutte le tecniche di pesca con galleggiante ed esca naturale permettono, con i giusti accorgimenti, di divertirsi e fare grossi bottini soprattutto di carassi e carpe, ma possono capitare anche anguille, persici e tinche, una volta entrati in pastura. Buoni risultati nei periodi da inizio aprile fino anche ad ottobre, con la pesca con la bolognese, con la canna fissa o la roubasienne per gli appassionati. Tuttavia è bene precisare che la tecnica sicuramente più praticata è senz’altro la pesca all’inglese, molto utile in questo lago, su cui spesso soffia un vento sostenuto e continuo. Nonostante il vento magari non influisca più di tanto sulle abitudini del pesce, può però rendere difficoltosa l’azione di pesca, creando piccole onde, alzando un po’ di fango dal fondo e deviando le traiettorie dei nostri lanci. Per questo motivo si è diffusa la pesca all’inglese, tecnica che permette di mantenere la lenza al di sotto del galleggiante, poco sotto il pelo dell’acqua, cosi da ridurre la pressione del vento sul filo e sul galleggiante stesso, per evitare spostamenti dell’esca dalle zone pasturate e sollevamenti del terminale dal fondo. La sponda dove si hanno migliori risultati è sicuramente quella est, dalla diga in giù, lungo la quale si trova un esteso campo di gara, il tratto detto“Terra Rossa”frequentato appunto dai garisti durante le competizioni di pesca nel fine settimana, e di libero accesso a chiunque nelle altre giornate. Sono consigliabili montature sottili, perché i carassi e le carpette che si avvicinano alla pastura non sono di dimensioni eccezionali, ed è importante piombare bene il terminale per far scendere subito l’esca sul fondo, evitando cosi la minutaglia che si aggira a livelli di media profondità. Tra le esche, sono efficacissimi i classici bigattini, da usare anche come pastura insieme agli sfarinati, poi lombrichi e mais, ma si possono anche fare inneschi misti; in estate invece è meglio il mais o il lombrico, esche più voluminose del bigattino che permettono di contrastare le abboccate delle alborelle che sminuzzano continuamente l’esca. Fate attenzione ai cavedani, che sono abbastanza sospettosi, e nonostante raggiungano questi grosse dimensioni, a volte costringono a usare lenze e terminali molto sottili che vengono poi messi a dura prova in fase di recupero. Se posizioniamo bene l’esca a poca distanza dal fondo, e pasturiamo bene con farine e larve, non occorre troppa fortuna per riempire la nassa con un buon assortimento di prede. Oltre alla pesca a galleggiante, qualunque sia, anche la pesca a ledgering con pasturatore e la semplice pesca a fondo, permettono di portare a riva soprattutto carassi, tinche e anguille e pesci gatto con il lombrico. È abbastanza diffuso anche il carpfishing, praticato dagli esperti carpisti alla ricerca di esemplari di grossa taglia. Per chi predilige lo spinning, in questo lago dobbiamo cercare soprattutto i persici reali, che raggiungono buone taglie e girano in piccoli branchi nei mesi estivi, ed è divertente pescarli con attrezzature leggere, ed esche dai minnow sui 5 cm, cucchiai e twister. Con i cucchiaini argentati ed i piccoli minnow sui 2-3 cm, si possono insidiare nei mesi caldi i cavedani, e le trote nei periodi invece freddi e di mezza stagione; trote che poi talvolta capitano anche con la bolognese. I nostri consigli per visitare il Lago di Bomba (Ch): Al lago di Bomba ci si può divertire facendo belle pescate, ma bisogna tener presente della caratteristica ventosa della zona, per cui meglio evitare giornate di tempo variabile ed instabile. È sempre necessario considerare che spesso la domenica ci possono essere gare di pesca che occupano una grossa zona del lago, mentre nei fine settimana estivi la presenza di campeggiatori e turisti può rendere il posto fin troppo rumoroso e movimentato, per cui se potete, organizzatevi nei giorni feriali, troverete inoltre molta disponibilità nelle strutture turistiche del lago.
Santa Maria del Popolo (Chiesa Parrocchiale) di Bomba (Ch) Edificata su una rupe intorno al 1100, domina la Valle del Sangro. Essa e´ stata ricostruita nel 1757 ad opera di don Bertrando Spaventa, zio dei più celebri Silvio e Bertrando. Il portale risale al 1742. Anche il campanile e´ stato alzato di un piano: se si osserva attentamente si vede che, per ampliare la chiesa, la torre è stata incassata dentro queste mura. La facciata, rivolta verso Ovest, è di stile barocco e si armonizza con il campanile. L´interno della chiesa è a croce greca con abside allungata dove è situato un coro di legno di noce che, insieme ai confessionali e al pulpito è opera di Domenico De Simone di Agnone. Il coro, con alto e bassorilievi, presenta tre riquadri che raffigurano: al lato sinistro il re Davide che fa atto di pentimento; a destra il profeta Natan che riprovera Davide per avere commesso adulterio; al centro la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre. Nell´angolo superiore sinistro di questo riquadro si trova scolpita una Madonna somigliante a quella dipinta nella pala sovrastante l´altare. In basso vi è una scritta: “Dom. Ant. D´Intino/Hanc parochialem ecles. Reggente /DominIcus De Simone Anglonensis/Fecit A.D. MDCCCVI.” Volgendo le spalle al coro si possono vedere le diverse cappelle laterali tutte risalenti al XVIII secolo. I quadri presenti sopra gli altari delle stesse sono attribuiti quasi tutti a Ludovico De Majo. Da destra abbiamo la cappella del Purgatorio. Segue quella della Madonna del Rosario e, dopo il Battistero, la cappella di S. Antonio; di fronte ad essa, sul lato sinistro, la cappella di S. Giuseppe e, dopo la cappella del crocifisso, proseguendo si trova la cappella di S. Donato vescovo e martire, patrono di Bomba, la pala d´altare che vi si trova è forse la migliore tra tutte quelle presenti nella chiesa. Nella stessa cappella sono presenti anche varie reliquie di santi. L´ultima cappella è quella di S. Domenico attribuita al cavalier Farelli, caposcuola napoletano. Tra le numerose e pregiate statue lignee e di terracotta, quasi tutte del XVIII secolo (alcune restaurate dal bombese Nicola Di Renzo nel 1922), figura un S. Sebastiano del XV secolo, molto probabilmente di scuola toscana. Le statue vengono esposte solo in determinati periodi dell´anno nelle diverse ricorrenze. Vi sono anche degli stucchi molto interessanti con scene del Vecchio e Nuovo Testamento. Sempre con le spalle al coro abbiamo, da destra verso sinistra: S. Michele e Lucifero; la cacciata dei mercanti dal Tempio; la Maddalena che lava i piedi a Gesù; il figliuol prodigo; il Battesimo di Cristo; la regina Ester che implora la salvezza per il suo popolo; la Samaritana; Zaccheo; l´adultera. Sono presenti anche varie decorazioni in oro soprattutto nei capitelli delle colonne. Infine nella cupola sono raffigurati i simboli dei quattro evangelisti con le virtù cardinali.
Il Lago di Bomba (Ch) Molti comuni in questo periodo approvano ordini del giorno per sollecitare le autorità competenti al fine di risolvere la questione dello sfruttamento del fiume Sangro. Il 16 novembre 1952, infatti, su proposta del consigliere D´Angelo Francescopaolo, il Consiglio Comunale di Bomba vota all´unanimità un ordine del giorno “per l´approvazione dei progetti di sfruttamento delle acque del fiume Sangro”. Si legge nella delibera: “Esaminata la situazione in cui versano i lavoratori della Valle del Sangro; Rilevata la dilagante disoccupazione e il notevole peggioramento delle condizioni di vita di tutti i cittadini; La grave crisi dell´ agricoltura, del commercio e dell´ artigianato; La inesistenza di una industria capace di modernizzare e la produzione; mentre grandiose risorse, fra le le acque del Sangro, rimangono inutilizzate, Che la realizzazione dei progetti di sfruttamento delle acque del Sangro darebbe un colpo definitivo alla ed avvierebbe alla rinascita l´economia Provincia, assicurando lavoro a migliaia di operai per molti anni, gettando le basi per la creazione di un´industria nella zona, potenziando la produzione indusrtiale della provincia, costituendo stimolo alla dell´agricoltura e alla bonifica; Che il commercio e l´artigianato trarrebbero immediati e sicuri vantaggi, mentre i comuni si vedrebbero assicurati cospicue fonti di finanziamento Ritenuto il problema della costruzione delle centrali elettriche come quello fondamentale della Valle del Sangro; Unanimemente DELIBERA di far voti affinché le competenti Autorità provvedano al più presto alla soluzione del problema delle centrali elettriche nella valle del Sangro”. A spingere in questo senso sono anche le organizzazioni sindacali, infatti, molte sono le manifestazioni svolte nella zona, “si attivarono soprattutto i disoccupati che organizzarono una forma di lotta chiamata -sciopero a rovescio – consistente nell´andare a lavorare senza essere pagati, ma alle manifestazioni partecipavano contadini, donne e giovani, tanto era forte il desiderio di trovare occupazione che consentisse di restare al proprio paese. Nel 1953 una delegazione di operai si recò a Roma per incontrarsi con il Ministro dei Lavori Pubblici al fine di ottenere l´impegno di esaminare sollecitamente e sbloccare tutto l´iter burocratico che ritardava l´inizio dei lavori” per la costruzione delle centrali elettriche sul Sangro. Per consentire all´A.C.E.A. l´inizio dei lavori, vengono espropriati terreni per un´estensione pari a: 1.249.000 mq nel comune di Villa Santa Maria, 26.754 nel comune di Bomba, 159.981 nel comune di Atessa, 313.795 nel comune di Colledimezzo, 353.479 nel comune di Altino, 103.223 nel comune di Roccascalegna, 63.136 nel comune di Pennadomo, 1.054.465 nel comune di Casoli, 102.041 nel comune di Gessopalena, 293.674 nel comune di Civitella Messer Raimondo, 18.595 nel comune di Fara S.Martino, per un totale di 3.740.839 mq espropriati. “Finalmente verso la fine del ´53 l´A.C.E.A. cominciò ad effettuare i primi sondaggi nella zona dove oggi sorge la diga”, in località “Tutoglio”. Nel 1955 l´azienda romana redige un progetto esecutivo comprendente tutti gli impianti (dighe e centrali), approvato ed appaltato nel 1957, mentre la durata della concessione è stabilita in 60 anni. “I lavori assunsero un ritmo consistente solo nel ´56. Nel 1958 lavoravano circa 1.000 operai in due o tre turni a seconda del tipo di opera. I lavori terminarono nel 1961. Durante la costruzione della diga vi furono numerosi incidenti tra cui due mortali, non a Bomba, ma a Roccascalegna: nella galleria n.6 morirono 6 operai per lo scoppio del grisou e uno nella galleria n.2 dove un operaio fu ritrovato schiacciato da un locomotore. Le paratoie furono chiuse nel 1962 e lentamente il livello dell´acqua cominciò a crescere fino a formare, in sei mesi, il lago attuale. Per ciò che riguarda il serbatoio di Bomba, sul fiume Sangro, dobbiamo ricordare che esso viene realizzato in terra battuta in corrispondenza del Monte Tutoglio. Il bacino d´invaso ricade interamente nelle argille scagliose: solo in corrispondenza del fianco sinistro della diga vi è un massiccio calcareo, in cui sono state ubicate le opere di scarico. In sostituzione del tronco della Ferrovia Sangritana, che corre lungo il fondo valle, si costruisce una nuova sede fuori dell´invaso: tale variante, compresa tra i comuni di Bomba e Colledimezzo, ha una lunghezza di 6874 metri. Per quanto attiene alle caratteristiche fìsiche della diga, i dati geometrici principali, che si leggono da una relazione tecnica del 1961, redatta dalla stessa A.C.E.A., ci espongono quanto segue: Quota del piano di coronamento m 259.50; Altezza max sul piano di fondazione m 57.50; Lunghezza del coronamento m 681; Pendenza del parametro di monte da 1/2 a 1/3.5; Pendenza del parametro di valle 1/2 con banchine; Quota di max ritenuta m 255.00; Quota di max svaso m 230.00; Quota di max piena m 257.47; Volume del rilevato mc 4.050.000. Le gallerie di derivazione dai serbatoi di Bomba e di Casoli, sono a sezione circolare con rivestimento in calcestruzzo armato ed hanno rispettivamente il diametro di m. 3.30 e 2.60 e la lunghezza di m. 9180 e 4180.37. Le due gallerie di derivazione confluiscono in un´unica galleria del diametro di m. 4, rivestita in calcestruzzo armato e da qui giungono fino alla centrale S.Angelo, situata a m. 117 in località Selva d´Altino, attraverso delle condotte forzate. Queste ultime per un tratto viaggiano in galleria e mantengono il medesimo diametro di 4 metri, poi escono in superfìcie e con un salto di circa 80 metri arrivano alla suddetta centrale biforcandosi in due condotte dal diametrodi 2.70 metri ciascuna. La centrale è composta di una parte interrata costituita dalle strutture portanti del macchinario, la parte fuori terra è composta, invece, da una sala macchine, da una sala smontaggio e dai diversi uffici.
Chiesa di Sant'Antonio Abate a Bomba (Ch) Il borgo è conosciuto nella zona come “S.Antonio al Ponte”, in quanto si trovava in prossimità del ponte sul fiume Sangro, all´incrocio di tratturi paralleli e perpendicolari al corso del fiume stesso; esso rappresentò per secoli il punto d´incontro e di sosta di pellegrini, mercanti e pastori, ma perse rapidamente tutta la sua importanza con lo sviluppo della rete stradale dopo l´Unità d´Italia. In una memoria del 1777 presente presso l´archivio parrocchiale di Bomba si legge che la chiesa di Sant´Antonio fu edificata dalle fondamenta nel 1526 dal barone Antonio Annecchino “da altri uomini di detta terra. E´ più probabile, però che l´esistenza di una cappella sia precedente a tale data, essendo il luogo importante sia per la presenza di un ponte sul fiume Sangro, sia perché crocevia di diversi tratturi, quindi la zona era molto frequentata. La storia della chiesa s´intreccia con quella degli avvenimenti che precedettero e seguirono la Controriforma. Il tentativo di controllare tutto ciò che apparteneva alla chiesa, senza tener in alcun conto le leggi che regolavano i rapporti economici e i diritti acquisiti in base alle leggi esistenti, produsse molte liti con i feudatari. La chiesa, di Sant´Antonio rimase, infatti, coinvolta per ben due secoli in una di queste liti che sorse tra i feudatari di Bomba e gli Abati Commendatari di Sant´Antonio Viennese di Napoli, per il diritto di nomina del prete. La chiesa perse gradualmente la sua importanza e fu degradata, anche in seguito a manipolazioni, fino ad essere adibita a fienile. Solo recentemente le è stata restituita la sua dignità di chiesa, ma chiusa al culto. Attualmente è una cappella di una sola stanza dalle dimensioni di metri 6×6: i quattro piedritti sorreggono la piccola e bassa calotta della cupola. Sui pennacchi sono rappresentati i simboli dei quattro evangelisti. Di fronte alla porta d´ingresso si apre una nicchia, ora vuota, in cui era custodita la statua del Santo. La parete mostra residui di affreschi in pessimo stato di conservazione. Nella lunetta si intravvede l´immagine di un santo (forse S. Nicola vescovo). Ai lati dell´abside due piccoli riquadri interessanti: a sinistra la Madonna del Sambuco, a destra S. Rocco. Sulle pareti laterali sono visibili due pale con immagini di Maria Assunta e S. Antonio di Padova. Sia la pala che la statua, posta alla sinistra dell´altare, non hanno niente a che vedere con S. Antonio Abate in onore del quale fu costruita la chiesa. Di fianco alla chiesa, passavano due tratturi, quello che attraversava il Sangro proprio in quel punto e l´altro che lo costeggiava sulla destra: entrambi si ricongiungevano a sud al tratturo Pescasseroli – Candela e a nord a quello L´Aquila – Foggia nei pressi del comune di Perano. Monumento ai Caduti della II guerra mondiale a Bomba (Ch) Con il Monumento ai Caduti fatto nel 2000, a 55 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, la popolazione di Bomba aggiunge un´altra pietra alla ricostruzione delle proprie radici e della storia passata, in questo caso alla storia della seconda guerra mondiale che, come tutte le guerre non di difesa, fu voluta dalla mania di grandezza e dal delirio di potenza di chi era al governo. L´opera è stata realizzata dall´artista Luciano Caravaggio e rappresenta una corda che esce da una roccia e tiene fortemente annodati dei fucili ad indicare la volontà di non usare mai più le armi. Sulla lapide sono scritti, oltre ai nomi di 37 soldati, anche quelli di tre civili del nostro comune, morti a causa della guerra: uno a Roma, un altro a Torricella Peligna; a Bomba morì solo Leda Alessandroni. Ci sono anche altri tre nomi: un unico nostro concittadino morto in Africa nella guerra coloniale iniziata nel 1935 dal regime fascista per la conquista dell´Etiopia e dell´Eritrea, considerata conclusa con l´evacuazione della guarnigione italiana da Asmara nel 1941. Guerra intrapresa per avere, come gli altri stati europei, “uno posto al sole”, in realtà per alleggerire la pressante richiesta di lavoro esercitata dai numerosi disoccupati in Italia (furono mandati in Africa 100.000 lavoratori e circa 400.000 combattenti). Ci sono infine i nomi di altri due bombesi che morirono nella guerra civile spagnola (1936-39) scoppiata dopo la vittoria elettorale dei repubblicani.
Chiesa di San Rocco (fraz. Vallecupa di Bomba Ch) Nei pressi di questa frazione esisteva un convento fondato dai padri Celestini, discepoli di S.Pietro Celestino, intorno al 1300; di esso oggi restano solo pochi ruderi ricoperti da erbacce ed alberi. La zona viene chiamata la Valle dei Monaci. La chiesa attuale che si trova in questa frazione è di recente costruzione ed è dedicata a San Rocco, noto santo popolare in Italia. Essa si trova su un´ampia piazzetta, l´interno è ad un unica navata con due cappelle laterali. Sull´altare si trova un imponente crocifisso. Nella cappella di destra, si trovano le statue di Santa Teresa di Gesù Bambino e quella della Madonna di Lourdes. Nella cappella di sinistra, quelle di Sant´Anna con la figlia Maria piccola in braccio e di San Rocco, titolare della chiesa. Santa Maria del Sambuco (fraz. Sambuceto di Bomba Ch) La chiesa di Santa Maria del Sambuco è sorta, secondo la tradizione, dopo un´apparizione della Madonna ad alcuni fedeli di Bomba su una pianta di sambuco. Da questo avvenimento la credenza popolare ha fatto derivare il nome Sambuceto all´attuale frazione. Per questa apparizione intorno all´anno 1649 gli stessi fedeli edificarono la prima cappella alla Madonna, la data di costruzione ci è pervenuta dalle fondamenta ormai sepolte dell´attuale chiesa. La prima cappella fu abbellita ed ampliata nel 1738, di essa si conserva ancora un´acquasantiera. Essa fu ampliata e restaurata nel 1967. Ultimamente è stata fatta la ritinteggiatura interna lasciando solo una scritta dell´antica chiesa con dicitura: “A Maria Madre della Chiesa”. Si può ammirare nella chiesa, la statua della Madonna con il Bambino nella nicchia centrale, sulla parete di destra un quadro che raffigura l´apparizione della Madonna sul sambuco del 1880, sulla parete di sinistra un crocifisso. Chiesa di Sant'Anna a Bomba (Ch) La chiesa di Sant´ Anna, dal nome stesso, è dedicata a Sant´ Anna la madre della Madonna. Questa è stata costruita, come si rileva da un´iscrizione sulla porta d´entrata, nel 1730 da Bernardo Carlinl di Casoli. La chiesa è ad un unica navata e conservava al suo interno, sull´altare, un quadro di grandi proporzioni rappresentante la Madonna con angeli e una figura di nobile in atto di preghiera. L´opera risalente alla fine del XVI secolo era stata attribuita al pittore atessano Felice Ciccarelli. Nel 1930 la chiesa crollò in seguito ad alcuni scavi fatti a fianco per la costruzione di una fognatura. Dopo la ricostruzione della chiesa del quadro non si seppe più nulla. Attualmente nella chiesa sono presenti; la statua di Sant´ Anna con la figlia Maria piccola ai suoi piedi, nella nicchia centrale. Sulla destra una statua di San Francesco di Paola, sulla sinistra una statua della Madonna del Carmine.
Il Santuario di San Mauro Abate a Bomba (Ch) La devozione per San Mauro, monaco e discepolo di San Benedetto, famoso sin da giovane per le sue guarigioni miracolose, è praticata un po´ ovunque in Europa ed è assai diffusa in Abruzzo. I cronisti dell´Abbazia benedettina di Montecassino lo ricordano per la sua santità e per la continua pratica peniteziale; pativa il sonno e riposava per poche ore della notte, in piedi; digiunava; portava il cilicio; era continuamente assorto nella preghiera e compiva numerosi prodigi di guarigioni dalle malattie più diverse, particolarmente da quelle degli arti. Il centro del suo culto più noto in Abruzzo è il Santuario di Bomba. La chiesa primitiva risale al XII secolo, essa si trovava al centro del paese, ed era meta di molti pellegrini anche al di fuori dall´Abruzzo. La chiesa attuale fu iniziata nel 1954 e inaugurata nel 1963, con grandi sacrifici da parte del popolo di Bomba. Il progetto è dell´Arch. Dott. Alessio Mancini di Roma (la cui moglie è originaria di Bomba) in gotico romanico moderno, ad un´unica navata. A renderlo più prezioso è stata eseguita una finissima decorazione a stucchi dorati con al centro della volta una riproduzione dell´Annunciazione del Reni, opere dei F.lli Bravo di Atessa. Il lunotto dell´ingresso, in mosaico della ditta Favet, rappresenta San Mauro con i malati. Il tempio è arrichito da un bel porticato antistante, costruito con mattoni rossi, a fianco della nuova chiesa sorge, isolato, un bel campanile, pure in mattoni rossi, dove si trova la campanella di San Mauro. Vi è anche una sala del pellegrino con ex voto e oggetti ricordo. Del Santo ci sono due statue. L´immagine miracolosa, in terra cotta policromata, opera d´arte, riferibile al XVII sec., è sempre conservata nella nicchia del capoaltare del santuario e non si porta mai fuori la chiesa per la sua grande fragilità. Una statua in legno è conservata nella chiesa parrocchiale e si adopera per le processioni. San Mauro è invocato protettore contro tutti i dolori in genere; in particolare ricorrono a Lui i sofferenti di dolori reumatici e artritici e dei denti. Contro i dolori reumatici ed artritici i devoti fanno uso di olio benedetto messo in una pietra secolare, bagnano le dita nell´olio, si fanno il segno della croce e poi praticano massaggi sopra le parti doloranti, quest´olio si riporta anche a casa in bottigliette appositamente preparate. Per i dolori dei denti i devoti normalmente afferrano con la bocca una cordicella legata ad una campanella molto antica, detta di San Mauro, alla quale fanno dare qualche tocco con strappo. Si dirà che le pratiche suddette sono un po´ medioevali e superstiziose: sarà. E´ certo però che i devoti, animati da grande fede, ricevono il conforto desiderato. Lo attestano anche i numerosi ex voto nella sala del pellegrino. Molti sono anche i giovani, soprattutto fidanzati, che vengono al santuario. Anche molte coppie di sposi preferiscono il santuario per la celebrazione del loro matrimonio. Difficile, comunque, è spiegare le origini, in questa parte dell´Abruzzo, del culto del Santo vissuto nel sesto secolo dopo Cristo: unico dato storico è l´esistenza già nel VIII secolo, di un antico monastero benedettino intitolato a San Mauro, di cui, è rimasto il toponimo San Mauro vecchio. C´è anche un´altra zona denominata Valle dei Monaci presso Vallecupa, dove ci sono resti di un convento celestiniano. Un fatto certo è che, da secoli, accorrono a migliaia a Bomba i pellegrini per chiedere grazia e guarigione mediante l´intercessione di San Mauro.
Il Lago di Bomba (Ch) Il lago di Bomba è nato dallo sbarramento del fiume Sangro con una diga in terra battuta (la prima di questo tipo in Europa) per produrre energia elettrica che viene convogliata a Roma. I lavori di costruzione iniziarono nel 1956 e terminarono nel 1962. E´ lungo circa 7 chilometri, largo 1,5 e profondo 57,50 metri ed ha una capacità di 4 milioni di metri cubi di acqua. Dal centro del paese dista circa 2 chilometri lo si raggiunge scendendo lungo la strada che porta anche all´ingresso della superstrada. Nell´ultimo tratto in forte discesa si ha una visione molto suggestiva del lago, sembra quasi che ci si stia planando sopra. Il bacino non è profondissimo soprattutto in prossimità dell´immissario che entra nel lago in corrispondenza di Villa Santa Maria, le sue acque sono comunque di ottima qualità e formano un habitat ideale per moltissime specie di pesci. Nel lago si possono trovare: Cavedani, Carassi, Carpe, Persici Reali, Scardole, Alborelle, Tinche, Pesci Gatto, Anguille, Trote Iridee di immissione e Trote fario provenienti dall´immissario. Tutte queste specie, distribuite un po´ in tutto il lago, sono abbondanti e di buone dimensioni. Purtroppo negli ultimi anni sta diventando infestante, come in tutte le acque in cui si svolgono gare di pesca e vengono quindi effettuati ripopolamenti a tal fine, la presenza del Carassio che ovviamente va togliendo spazio alle specie indigene. La pescosità resta comunque piuttosto buona anche se non paragonabile a quella di qualche anno fa. Il nostro lago è meta di un buon flusso turistico grazie anche al “Centro Turistico Isola Verde” www.isolaverdeonline.it. Ottima struttura ricettiva con ampio ristorante, ostello, bungalow e piazzole per campeggio. E´ dotata anche di una caratteristica piscina, il tutto immerso nel verde di molti alberi con allo sfondo il lago che si distende pacifico tra i monti che lo circondano. La ferrovia Sangritana costeggia il lago di Bomba ed è possibile scendere dal treno proprio sulla sponda del lago, la stessa ferrovia organizza itinerari turistici con il caratteristico “Treno della Valle” per informazioni ed altro www.sangritana.it. Gare di canottaggio, win-self, escursioni con battello pedalò ed altro animano il nostro lago durante la stagione estiva. OSPITERA´ LE PROVE E LE GARE SU ACQUA DEI GIOCHI DEL MEDITERRANEO – PESCARA 2009. Le Storia della nascita del lago di Bomba: Con domande del 7 maggio e 1º settembre 1942 l´A.C.E.A. (Azienda Comunale Energia ed Acque), l´azienda municipalizzata del comune di Roma per la produzione di energia elettrica, richiede la concessione per utilizzare, a scopo idroelettrico, le risorse idriche ancora disponibili sul fiume Sangro, da Villa Santa Maria al mare, e sui suoi principali affluenti Aventino e Verde. La società romana chiede di derivare dal fiume Sangro, nel comune di Pietraferrazzana 110 moduli di acqua per la produzione di 15.513 kW con il salto di 142 metri dell´impianto denominato S.Angelo. Si chiede, inoltre, la derivazione di 50 moduli dal fiume Aventino per la produzione di 8.528 kW sfruttando i salti di 32 e 142 metri rispettivamente delle centrali di S.Angelo e di Rio Secco con la realizzazione di un invaso della capacità di 72.000.000 mc. Il progetto definitivo prevede la realizzazione di opere d´invaso per la regolazione delle portate dei fiumi, onde disporre con una certa costanza dell´energia sufficiente: l´impianto avrebbe prodotto un totale di 32.273 kWh. Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, nell´ambito dell´approvazione del Piano di utilizzazione delle acque, con voto n.826 del 9 giugno 1950, accoglie le domande suindicate ed impone alcune variazioni al sistema di utilizzazione proposto per tutelare alcune industrie locali concessionarie di minori ed incompatibili utenze e per garantire al Consorzio di Bonifica Sangro-Aventino alcune riserve d´acqua fondamentali per l´irrigazione dei terreni, soprattutto nei periodi di maggiore siccità. L´istanza viene, infatti, dichiarata concorrente ad altri progetti di sfruttamento del Sangro, dell´Aventino e del Verde, dal Ministero dei LL.PP. come da art.7 T.U sulle acque e sugli impianti elettrici n. 1775 dell´11 dicembre 1933. Tra le ditte concorrenti ci sono il CIS, la ditta Piermattei (S.I.A.), la ditta Nasuti-Ciarrapico ed altri piccoli elettroproduttori. Il CIS ad esempio richiede che la quota d´invaso del serbatoio di 64 milioni di mc da realizzare nel comune di Bomba sia posta ad una quota inferiore a quella di restituzione delle acque utilizzate nella propria centrale di Villa Santa Maria (ultimata nel ´52). Per ciò che concerne il ruolo del Consorzio di Bonifica, parallelamente all´istanza degli agricoltori, si richiede al Ministero di salvaguardare la disponibilità di acque necessarie all´irrigazione. Nel 1951 intanto, c´era stata l´adesione dei comuni di tutta l´area del Medio-Sangro al Consorzio di Bonifica con la richiesta di un allargamento del territorio agli stessi comuni, allo scopo di fare rimboschimenti, costruire strade, ponti sul fiume e difendere il territorio dalle alluvioni. Questo è un periodo di grande miseria, le “condizioni di vita della media valle del Sangro, a pochi anni dalla fine della II Guerra Mondiale, erano drammatiche. L´emigrazione stava falcidiando tutti i comuni e c´era la speranza che i lavori per lo sfruttamento dell´acqua del fiume Sangro avrebbe assicurato un lavoro a migliaia di operai. C´era molto fermento tra la gente, si lavorava per 500 lire al giorno e, alcuni, anche solo per un paio di pasti al giorno”.
Lago di Bomba. Dove si trova: Per chi viene dal nord Abruzzo o dalla costa, da nord o sud, innanzitutto è necessario imboccare l’autostrada A 14 nel punto a voi più vicino, poi usciamo all’altezza di Val di Sangro ed immettiamoci sulla Statale 652, la fondovalle Sangro, che ci condurrà verso l’interno. Prendete l’uscita per Via Lago, poi dirigetevi a destra seguendo le indicazioni per il lago e l’agriturismo “Il Soffio”, vi ritroverete lungo la strada che costeggia la sponda est. Se volete raggiungere la sponda ovest, continuate la Statale superando una serie di comuni, oltrepassate Pietraferrazzana e lasciate la Statale alla prima uscita, dopo pochi chilometri sulla destra. Da qui scendete prima verso sud in direzione Contrada Poggio, poi dirigetevi verso nord, superate il comune di Santa Maria in Basilica e proseguite dritti per alcuni chilometri fino poi a trovare indicazioni del lago, e scegliete voi dove parcheggiare. Per chi proviene invece da ovest, anche qui e’ necessario percorrere in senso opposto la stessa Statale; da sud le possibilità per raggiungere il lago invece sono diverse a seconda della zona. Permessi e licenze: È sufficiente la licenza di pesca tipo “B”. Descrizione: Il lago di Bomba ha origini artificiali, nasce dallo sbarramento del fiume Sangro con un’imponente diga in terra battuta, realizzata per scopi idroelettrici fra gli anni 50 e 60, e comprende il territorio di diversi comuni, tra cui Bomba, Villa Santa Maria, Pietraferrazzana e Colledimezzo. Questo bacino ha forma decisamente allungata, estendendosi da sud, dove c’è l’immissario, il Sangro, che si immette nei pressi di Villa Santa Maria, verso nord, dove invece si trova in linea orizzontale l’imponente diga. Tutto il lago ha una lunghezza di 70 m, larghezza più o meno di 1,5 km e raggiunge una profondità massima di 55-60 km. Sicuramente più accessibile la sponda est, per via della strada che costeggia il lato del lago, mentre il lato ovest ha meno zone libere per la pesca. Il paesaggio che si gode tutto intorno è piacevole, senza troppe tracce dell’attività umana, che seppur presente, non è stata invasiva; l’ambiente è quello classico dell’entroterra abruzzese, con i monti della Majella in lontananza sullo sfondo, e tutto intorno un susseguirsi di basse e verdeggianti collinette, con zone di nuda roccia che interrompono gli spazi boschivi. Le acque del lago di Bomba sono limpide e di buona qualità, i fondali sono di argille, fanghi e rocce, le sponde scendono gradatamente e sono facilmente percorribili, spesso spoglie, rocciose e sassose, talvolta con erbai bassi e radi; ed anche se in alcuni tratti non mancano zone di arbusti intricati che si spingono fin sulle rive, comunque l’accessibilità non è mai un grosso problema. Il lago di Bomba oltre che un itinerario di pesca, è anche una meta frequentata da escursionisti e campeggiatori, sulle sue sponde ci sono diversi centri e villaggi turistici, come “Il Soffio”, “l’Isola Verde”ed il “Pietraspaccata”. Nel lago si possono praticare vari sport oltre alla pesca sportiva, come canottaggio, windsurf, nuoto e sci acquatico, ma anche trekking e free-climbing nelle colline intorno al lago, oppure si può fare un giro del lago con il caratteristico battello. Nelle vicinanze dello specchio d’acqua sorgono diversi piccoli borghi in grado di ospitare i visitatori del lago in alberghi e ostelli. Specie ittiche nel Lago di Bomba (Ch): Il lago di Bomba è ricco di pesce: sono presenti molte specie ittiche, soprattutto ciprinidi. Tra questi troviamo innanzitutto il carassio, che come spesso succede, anche qui sta diventando infestante, con una grande popolazione di coloratissimi esemplari da 20-30cm. Passiamo poi al cavedano, anch’esso diffuso omogeneamente in tutte le zone con esemplari rinomati per la loro notevole taglia, che spesso si aggirano sui 45cm. Ci sono inoltre le carpe, che lungo le zone costiere si aggirano per lo più sui 20-30cm, bene o male stesse dimensioni dei carassi, mentre se cerchiamo gli esemplari di taglia, scaltri e combattivi, dobbiamo tenere in considerazione che questi stazionano in zone più profonde. Ci sono inoltre tinche e anguille, ed inoltre alborelle che in estate si avventano con rapidità su esche e pasture. C’è inoltre una discreta popolazione di pesci gatto di medie dimensioni. Tra i predatori troviamo il persico reale, che raggiunge buone taglie, ed abbocca sia ad esche naturali che artificiali, mentre non si hanno notizie di lucci o black bass. Ci sono poi anche trote iridee e fario di buona taglia, che provengono dal fiume Sangro, ma che sono anche oggetto di immissione.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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