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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Balsorano

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI BALSORANO (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di BALSORANO (Aq) (m. 340 s.l.m.)
     
  CAP: 67052  - 0863 -  0863.950916 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI BALSORANO 0863.951215   0863.951215       0863.950741  P. IVA: 00211900667
Raggiungere Balsorano:(Stazione Balsorano (Uscita Avezzano) -Aeroporto d'Abruzzo a 137 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI BALSORANO (AQ)
Monumenti e luoghi d'interesse a Balsorano (Aq). Castello Piccolomini e fontana barocca di San Martino a Balsorano Vecchio: Chiesa Santissima Trinità, costruzione moderna situata in piazza Scacchi a Balsorano Nuovo, è stata consacrata nel 1939; Chiesa di San Rocco a Balsorano Vecchio; Chiesa di Sant'Agata nella frazione di Collepiano; Chiesa Santa Maria dei Sassi nella frazione di Ridotti; Convento di San Francesco, i ruderi dell'originario convento, probabilmente del XVII secolo, sono situati in località Ara e montano Triàne; la struttura gravemente danneggiata dal terremoto del Sannio del 1688 e distrutta da quello della Marsica del 1915 è stata ricostruita e, insieme alla chiesa, benedetta ed inaugurata nel 1918; Chiesa della Madonna delle Grazie situata in località "Lazzaretto" nei pressi del corso del fiume Liri, tra Balsorano e la frazione di Collepiano. Presenta una torre cilindrica non distante da una torre quadrangolare situata in località Le Starze; Resti della chiesa medievale di Santa Brigida a Balsorano Vecchio.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE BALSORANO (AQ)
Monumenti e luoghi d'interesse a Balsorano (Aq). Grotta di Sant'Angelo: Situata a circa 4 chilometri dal centro della cittadina la grotta di Sant'Angelo è posta a circa 900 metri slm. Presenta anche un piccolo santuario e fa parte del circuito degli eremi della Valle Roveto. La grotta sarebbe stata utilizzata dagli eremiti come luogo di culto già in epoca imperiale, mentre il santuario benedettino originario risalirebbe all' XI secolo. Sono visibili pochi resti della struttura originaria, mentre quella moderna è posta in prossimità della grotta.
CAMPEGGI BALSORANO (AQ)
Monumenti e luoghi d'interesse a Balsorano (Aq). Castello Piccolomini: Il castello Piccolomini di Balsorano la cui costruzione ha avuto inizio per volere di Antonio Piccolomini nel XV secolo, intorno al 1460, si presenta come un'imponente struttura in stile medievale-rinascimentale. Posto su un costone roccioso della Valle Roveto è di pianta vagamente pentagonale ed è dotato di più porte d'accesso e di un rigoglioso parco.
VILLAGGI TURISTICI BALSORANO (AQ)
Il Castello Piccolonomi a Balsorano. Antonio costruì il castello su preesistenti antiche fondamenta, a lui si deve gran parte del suo valore artistico e della sua conservazione, gli successero altri quattro conti con il nome di Alfonso appartenenti alla stessa famiglia e dopo il terzo e il quarto Alfonso, fu conte di Celano e barone di Balsorano Innico Piccolomini la cui unica figlia ed erede Costanza sposò in seconde nozze (le prime con Alessandro di  Deliceto) con apostolica dispensa, Alfonso V Piccolomini, suo cugino. Nel 1572 Costanza Piccolomini vendette per salvarsi dai debiti, il feudo di Balsorano  a suo zio Giovanni Carlo Silverio Piccolomini (fratello del padre Innico). Intorno al 1700 la famiglia dei baroni Piccolomini si estinse e la baronia di Balsorano passò sotto il dominio del barone Testa, nobile romano i cui discendenti si apparentarono nuovamente con i Piccolomini fino a quando, nel 1850, il castello e le terre furono vendute al possidente francese Carlo Lefebvre, fondatore dell’industria meccanica della carta nella Valle del Liri, il quale per aver promosso le industrie del Liri, nel 1854 fu nominato conte da Fernando II di Borbone. Il Castello e le terre circostanti, dopo la morte di Carlo Lefebvre passarono al figlio Ernesto e poi ad Illan, figlio dei defunti coniugi Flavia Lefebrve e don Pedro Alvarez de Toledo de Casafuerte, che spese rilevanti somme per abbellire il Castello di Balsorano che subì però gravissimi danni a seguito del terremoto del 1915, anche il Governo nazionale, geloso custode dei monumenti storici fu largo di aiuti e contribuì alle spese delle riparazioni e dei restauri. Quando la moglie di Illan,Yvonne Giraud famosa violoncellista decise di trasferirsi a Parigi, il Castello e le terre, ormai solo quelle circoscritte al territorio di Balsorano, vennero acquistate dal comm. ing. Ettore Zannelli, nato in Abruzzo e residente a Terracina unitamente al genero cav. Avv. Giovanni Fiastri, patrizio emiliano residente a Roma.
AFFITTACAMERE BALSORANO (AQ)
Il Castello Piccolonomi a Balsorano. Il Castello di Balsorano ha una pianta pentagonale irregolare ed ogni angolo è munito di un poderoso torrione circolare. La struttura del castello è di un rettangolo irrazionale. Esso poggia sul monte Cornacchia e si trova sullo sperone roccioso che si affaccia sulla Valle Roveto. Verso la facciata il rettangolo ha un breve lato, mentre i due laterali e quello di dietro mostrano l’aspetto trapezoidale. I lati sono divisi alla base da imponenti bastioni, e poi da un cornicione marcapiano. Le finestre del primo settore sono bifore, mentre le altre monofore. La copertura del tetto è in tegole classiche evoluzione centro originalmente vi era un torrione imponente di vedetta. Le torri sono poste agli angoli del castello, ma avendo questo una struttura tripartita dalla parte che volge verso Balsorano, le torri sono cinque. Prima del terremoto del 1915 erano sei. Le torri sono circolari e slanciate, possedendo finestre doppie su ciascuna e terminano a beccatelli. Sulla parte del castello che è a strapiombo ci sono le torri della facciata (due) ed un’altra che di collega con il lato sinistro (la torre non è visibile da Balsorano). L’entrata è costituita da una cinta muraria in parte restaurata che avvolgeva il castello. Si accede da un arco e si giunge al castello vero e proprio: il portale è semplice e sopra vi è una finestra con loggia per i discorsi. Il giardino è legato a un portico interno che contiene la piazzetta per il pozzo. Sono presenti arcate classiche con stucchi e finestre bifore gotiche. La cinta muraria serviva da protezione ma oggi è stata attrezzata per passeggiate e come belvedere. L’interno mantiene l’aspetto gotico e rinascimentale originale. Le sale più piccole sono adibite a camere d’albergo mentre la sala centrale è per le cerimonie.
BED & BREAKFAST BALSORANO (AQ)
Il Castello Piccolonomi a Balsorano. Particolarmente interessante è quest’ultima che è ricca degli arazzi cinquecenteschi e degli affreschi con dipinti gli stemmi e i blasoni dei vari proprietari della famiglia Piccolomini. Altri arazzi della sala mostrano figure geometriche tipiche del gotico, come pinnacoli e guglie. Una seconda grande sala è arricchita da un caminetto di pietra con i lati affrescati di giallo, ai quali sono appese armi da guerra originali. La cappella dei Piccolomini è a navata unica ed è in stile quattrocento. Gli affreschi mostrano figure geometriche di rombi e croci di Cristo, con sfumature dal blu lapislazzuli al giallo ocra. L’abside con altare è inquadrata da tre finestre ad arco a tutto sesto (la centrale è murata: le decorazioni di contorno mostrano raggi solari e lingue di fuoco che avvolgono rose dorate. Nella finestra di centro invece è raffigurata la sacra scritta IHS. La torre più alta è quella quadrata con mensole in pietra ed arcatelle in laterizio mentre le altre torri circolari hanno la stessa altezza del muro di cortina. Un toro in pietra segna la fine della rastremazione di ciascuna torre. Piccolissime bifore, semplici finestre, soggette pensili sono dislocate un po’ ovunque.
CASE PER VACANZA BALSORANO (AQ)
Il Castello Piccolonomi a Balsorano. Notevole è la somiglianza fra questi elementi architettonici e quelli conservati sulle facciate del Castello di Celano; del resto il sistema tecnico adoperato dalle maestranze di Celano si incontra in tutti i castelli Piccolomini che hanno una nota inconfondibile rappresentata dall’elemento decorativo, di quella parte ornamentale che ciascun castello possiede per rendere il suo aspetto meno severo. Al suo interno da sottolineare l’importanza della camera da letto che, nel trecento aveva pochi mobili in gotico puro e nel secolo XV si arricchì di un arredamento lussuoso. Da ammirare la coperta in seta che riproduce lo stemma dei Piccolomini - Todeschini-D’Aragona con una croce, cinque mezzelune e dei pali con gigli, segni di cavalleria di parte guelfa. Le pareti della camera furono rivestite di seta, il letto baronale in legno è sormontato da un baldacchino sostenuto da quattro colonnine.
APPARTAMENTI PER VACANZA BALSORANO (AQ)
Sport e Natura a Balsorano (Aq) Il vasto territorio che circonda Balsorano con i suoi numerosi sentieri escursionistici è costituito da luoghi ideali per praticare sport a diretto contatto con la natura. Oltre agli sport tradizionali per l’esercizio dei quali esistono in paese impianti sportivi (campi di calcio, calcetto, tennis, ecc.) è possibile, a piedi, raggiungere mete bellissime come la Valle dei Cerchi, il Pratone, la fonte delle Streghe, Macchia tavana, Serra Alta. Ma Balsorano è nota soprattutto per la presenza di diversi centri ippici che offrono a chiunque la possibilità di fare escursioni a cavallo, immersi nella natura.
CASE PER LE FERIE BALSORANO (AQ)
L’Archeologia a Balsorano (Aq). Se l’Aurigemma, nel pubblicare agli inizi del ‘900 un’iscrizione inedita a carattere funerario sistemata nel cortile del castello Piccolomini di Balsorano, affermava che l’epigrafe era la prima memoria  romana restituita dal territorio, una nuova scoperta a Balsorano Vecchio invece non solo amplia un non scarso repertorio materiale grazie a rinvenimenti più recenti, ma – aprendo la strada ad ulteriori spunti di ricerca – configura la distribuzione  nell’area di nuclei abitativi e necropoli e rafforza anche l’ipotesi che l’ager Soranus in epoca romana si estendeva maggiormente verso nord fino al confine con Antinum comprendendo la bassa Valle di Roveto, come del resto induce a prospettare l’antico toponimo di inclita vallis Sorana  attribuito a tale zona, la cui notevole importanza nel passato è evidenziata dalla presenza di strutture difensive, di monasteri e abitati di varie epoche. Il collegamento con la valle lirina era assicurato  da una strada di fondovalle sistemata alla  fine del I sec. d. C., diffusamente documentata da fonti storiche, archeologiche e cartografiche, e da  un tracciato viario di mezzacosta, la via antiqua quae dicitur Marsicana o via Sorana, che congiungeva Sora con Antinum percorrendo il versante orientale della valle e attraversando gli abitati odierni di Balsorano Vecchio, San Giovanni, San Vincenzo Valle Roveto, Morrea, Civita d’Antino,  loc. Casale di Civitella Roveto e Capistrello. A questo panorama si aggiunge oggi il rinvenimento di un blocco con rilievi d’armi di contesto funerario, notato durante una ricognizione del territorio effettuata nell’aprile 2013 in un terreno di proprietà della Curia vescovile di Sora, non lontano da piazza San Martino e dalla vecchia strada comunale per Balsorano Vecchio. In calcare locale ( il blocco è stato riutilizzato come gradino d’accesso a un’aia e a un campo recintato e presumibilmente proviene dalle immediate vicinanze; sulla faccia a vista è individuabile la figurazione a bassorilievo, sormontata da una regula, di due elementi dell’equipaggiamento militare afferenti ad una tipologia consueta nel territorio sorano: la prima figura da sinistra è una parma equestris in dotazione dei cavalieri e dei soldati di prima classe, confrontabile con lo scudo effigiato nella seconda metopa da sinistradel fregio dorico in marmo inserito nella facciata della chiesa di Santa Restituta in Sora, e con un fregio continuo sistemato nei pressi di via Napoli, sempre a Sora. Il secondo elemento figurativo, due scuta incrociati e sovrapposti con spina fusiforme e umbone centrale, trova affinità e confronti in un rilievo del blocco di architrave con fregio dorico riutilizzato nella costruzione della cappella di Santo Stefano a Vicalvi,  nonostante che per effetto dell’esposizione alle intemperie e delle manomissioni operate nell’adattamento alla funzione odierna sia appena distinguibile. La diretta somiglianza tra le figurazioni implica, come altrove già evidenziato, l’attività in zona, in un arco temporale definito, di un’officina di marmorarii e lapicidi che era solita ricorrere al medesimo  “cartone” per realizzare il bassorilievo descritto e i fregi sorani. Il fenomeno della rappresentazione dei rilievi d’armi interessò dunque non solo la valle lirina, ma anche la parte della Valle Roveto che ricadeva nell’ambito giurisdizionale e nella sfera d’influenza del municipium di Sora; il fregio è dunque riconducibile alla temperie artistica frequentemente rappresentata nel Sorano, espressa dai monumenti funerari decorati da fregi dorici e continui con rilievi d’armi costruiti dopo la deduzione coloniale della fine del I secolo a. C. lungo le strade di maggior importanza per commemorare i meriti militari di una classe sociale emergente.
COUNTRY HOUSE BALSORANO (AQ)
OSTELLI DELLA GIOVENTU' BALSORANO (AQ)
RIFUGI E BIVACCHI A BALSORANO (AQ)
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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