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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Gioia dei Marsi

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI GIOIA DEI MARSI (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di GIOIA DEI MARSI (Aq) (m. 725 s.l.m.)
     
  CAP: 67055  - 0863 -  0863.888344   - Da visitare:    
 MUNICIPIO DI GIOIA DEI MARSI 0863.88168   0863.888344       0863.88168  P. IVA: 00652220666
Raggiungere Gioia dei Marsi:(Stazione Avezzano  (Uscita Pescina) -Aeroporto d'Abruzzo a 95 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI GIOIA DEI MARSI (AQ)
*** HOTEL FILIPPONE
Via Duca Degli Abruzzi, 173 - 67050 Gioia dei Marsi (Aq)
tel. 0863 88111 - fax 0863 889842
 Servizi offerti dalla struttura












RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE GIOIA DEI MARSI (AQ)
Sintesi storica sulle Chiese di Gioia Dei Marsi (Aq) Le fonti più ricche di 'informazioni, per quel che riguarda le chiese di Gioia dei Marsi, sono le " Visite Pastorali ", conservate nell'Archivio della Curia Vescovile di Avezzano. La più antica è quella scritta nel 1638 dal vescovo Mons. Lorenzo Massimi. Vi si parla della chiesa parrocchiale di S. Maria Nuova, della quale in quell'anno era arciprete don Andrea Tomassitto Incarnati, e della " massa comune " alla quale partecipavano tutti i preti di quella chiesa, che era ricettizia. Accanto alla " parrocchiale " il Vescovo Massimi ricorda anche le altre due chiese di Gioia: quella di S. Nicola e quella " rurale " di S. Sebastiano. Più ricca di notizie è la relazione del successore, il vescovo Didaco Petra, il quale visitò Gioia dal 13 al 17 settembre 1676, controllando accuratamente tutte le chiese e tutti gli altari del paese. Nella chiesa di S. Maria Nuova egli annotò ciò che andava bene e ciò che aveva bisogno di sistemazione o restauro. P- da lui che noi conosciamo uno per uno tutti gli altari di quella chiesa: da quello maggiore (dedicato al SS. Sacramento e alla Visitazione della B.ma Vergine, una cui venerata immagine si trovava sopra l'altare stesso) a quello di S. Giacomo Apostolo, fino a quelli della SS. Trinità, di S. Antonio Abate, di S. Rocco, del SS. Rosario, di S. Antonio di Padova, dello Spirito Santo e dell'Annunciazione (in quest'ultimo altare erano custodite le reliquie dei Santi, portate in Gioia nel 1610). Le altre chiese visitate da Mons. Petra erano quella di S. Nicola (nella quale si trovava una cripta, con altare dedicato a S. Maria Vergine ad Nives), le tre chiesette rurali di S. Antonio, di S. Sebastiano, di S. Marco e, infine, la chiesetta di S. Lucia di Macrano (che inizialmente, però, doveva essere di S. Lucio di Macrano (20 bis).
CAMPEGGI GIOIA DEI MARSI (AQ)
Sintesi storica sulle Chiese di Gioia Dei Marsi (Aq) A queste due prime " Visite Pastorali " seguono via via (nei secoli XVIII e XIX) numerose altre (dei Vescovi Mons. Francesco Bernardino Corradini, Mons. Muzio De Vecchiis, Mons. Giacinto Dragonetti, Mons. Giuseppe Barone, Mons. Domenico Antonio Brizi, Mons. Giuseppe Bolognese, Mons. Gio. Camillo Rossi, Mons. Giuseppe Segna, Mons. Federico De Giacomo, Mons. Errigo De Domínícis e Mons. Francesco Giacci). Tutti i vescovi rípetono, più o meno, quanto scritto dai predecessori. Tuttavia, nel corso dei decenni si verifica qualche novità, che viene puntualmente annotata: 1) nel 1815, per la prima volta in una " Visita Pastorale ", si parla di Manaforno; 2 la chiesa di S. Michele Arcangelo viene citata per la prima volta nella " relazione " del vescovo Giuseppe Segna (anno 1838); 3) Mons. Federico De Giacomo è il primo (anno 1872) a parlare dell'altare di S. Vincenzo Martire, altare " nel quale riposa il suo corpo"; 4) nel 1886 Mons. Errígo De Domínicis, dopo aver rapidamente visitato la chiesa di S. Maria Nuova, scende a Manaforno e si insedia nella chiesa di S. Maria ad Nives, provvisoriamente adattata a parrocchiale, essendo quella di S. Michele Arcangelo chiusa per lavori di restauro. Tali notizie, anche se frammentarie, ci consentono però di riflettere su alcuni elementi abbastanza interessanti: a) Fino agli ultimi anni del Settecento i Vescovi dei Marsi non si recavano mai a Manaforno, essendo Gioia l'unica sede ufficialmente riconosciuta della Parrocchia. Solo verso i primi anni del secolo successivo comincia ad apparire il nome di Manaforno (la prima citazione è quella di S. Angelo in Manaforno, che si legge nella " Visita " di Mons. Giuseppe Barone, del 1732, ma è un cenno fugacissimo, che non torna se non nelle Visite Pastorali dell'Ottocento); e della chiesa di S. Michele Arcangelo in Manaforno parla diffusamente il vescovo Segna nella relazione del 1838, in cui, dopo aver elencato le chiese di Gioia Vecchio, annota le sue osservazioni sulle chiese della " Villa di Gioja, vulgo Manaforno ": ossia, S. Michele Arcangelo (in cui sono ancora da sistemare i confessionali, le immagini sacre e gli arredi liturgici), S. Maria ad Níves " extra Terram ", e la chiesetta rurale di S. Lucia. b) Il secondo elemento degno di interesse è rappresentato proprio dalla chiesa della Madonna della Neve. Dalle relazioni dei secoli XVII e XVIII sapevamo che alla Madonna della Neve, in Gioia, era dedicato un semplice altare costruito nella cripta della chiesa di S. Nicola Adesso, invece - e siamo nell'anno 1839 - S. Maria ad Nives è una chiesa vera e propria, che si trova non più nel vecchio paese di Gioia, bensì in Gioia Nuova, ossia in Manaforno . Della fondazione di questa chiesa esiste non solo una relazione scritta qualche anno dopo (1858) dal reverendo don Luigi Fazii, ma anche tutto un incartamento manoscritto, conservato nell'archivio diocesano dei Marsi, comprendente sia le richieste avanzate dai cittadini di Gioia per ottenere l'autorizzazione a costruire una nuova chiesa, sia la " delibera " del Consiglio Comunale, sia le minute della corrispondenza scambiata tra la Curia Diocesana, il Ministro degli Affari Ecclesiastici, il parroco di Gioia e lo stesso Vescovo dei Marsi. In questa sede, è opportuno forse trascrivere il testo (finora inedito) della " delibera " comunale, datata Gioia li 27 Luglio 1831, utile soprattutto perché ci mostra uno spaccato di vita cittadina in Gioia dei Marsi (Aq).
VILLAGGI TURISTICI GIOIA DEI MARSI (AQ)
Sintesi storica sulle Chiese di Gioia Dei Marsi (Aq) "Il Sindaco avendo convocato il Decurionato, si sono riuniti in numero legale, onde risolvere le seguenti proposte: Per la Chiesa della nuova Gioia, giusta l'avviso datone da monsignor Vescovo de' Marsi in data de' 24 Luglio corrente. Il Decurionato avendo preso l'affare in quella considerazione che merita principalmente pel culto di Dio, secondariamente per la morale necessaria ad ogni Individuo, e ad ogni Società, terzo finalmente pel decoro della Santa Religione, che professiamo, e del Comune Capoluogo del Circondario, ha unanimamente risoluto, che il Sindaco faccia presente di riscontro a Monsignor Vescovo de' Marsi: 1. Che nel nuovo Gioia occorre una Chiesa capace al meno di tremila anime ' essendo già due mila gli abitanti, ed in circo-stanze di aumentarsi, come lo fa conoscere la statistica annuale, ed essendo per lo commercio continuamente affollata da Forastieri. 2. Che la spesa debba montare a quindeci mila docati, compresa ancora la Sagrestia, e Coro.3. Che a conto di tal somma possono calcolarsi docati due mila, che facilmente si otterranno da offerte volontarie de' Cittadini, e da' Luoghi Pii. 4. Che altri docati due mila potrebbero prendersi da un credito, che la Cappella della Madonna delle Grazie, sistente nella Chiesa Matrice di Gioia, vanta sul Banco di Ave Gratia Plena in Napoli, giusta la lettera del Sig. Intendente. 5. Che il rimanente in docatí undeci mila potrebbe ottenersi sulla Cassa delle Commissioni Diocesane, sulla vendita de' beni addetti a benefici semplici [ ... ], o in qualunque altro modo, che la pietà e munificenza Sovrana saprà disporre. 6. [ ...) .Nel tempo stesso il Sindaco non solo farà le premure presso la Reverentissima Curia de' Marsi pel favorevole rapporto a S. E. Ministro degli Affari Ecclesiastici; ma ben'anche farà premurare in Napoli nel Ministro sudetto per mezzo di valevole, e pia persona. Dopo di ciò si è sciolta la seduta. Il Sindaco Emanuele Mascitelli (...). c) Il terzo elemento di novità nelle " Visite Pastorali " è rappresentato dall'altare di S. Vincenzo Martire (il cui corpo era conservato nella chiesa matrice di S. Maria Nuova, in Gioia Vecchio). Tale altare viene indicato dai Vescovi solo dopo il 1757 (ma di ciò si parlerà in altro paragrafo del presente capitolo) ". Comunque, anche altre piccole informazioni si possono ricavare dalla lettura dei manoscritti conservati nell'Archívio Diocesano: nel 1680 il Vescovo Corradini parla di un " Hospedale " annesso alla chiesa di S. Nicola; e vicino alla stessa chiesa, nel 1706, viene ricordato il cimitero. Ancora Mons. Corradini, nel 1692, parla di una chiesetta di S. Maria, già profanata e quindi mantenuta nelle sue strutture solo come " rifugio dei viandanti" (questa chiesa non sarà più citata nelle " Visite " successive.
AFFITTACAMERE GIOIA DEI MARSI (AQ)
Sintesi storica sulle Chiese di Gioia Dei Marsi (Aq) Nel 1744 Mons. Brizi leggerà in chiesa una " risoluzione ", nella quale si accenna alla necessità di allargare la chiesa di S. Maria Nuova nelle parti laterali e ridurla a forma migliore, dal momento che essa è divenuta ormai insufficiente a contenere la massa sempre crescente di fedeli e devoti. Per quanto riguarda, poi, la chiesetta di S. Maria della Neve, di cui si è già abbondantemente discorso, essa doveva essere sicuramente in funzione nel 1839, se il vescovo Segna poteva scrivere: " Solummodo parietes quamprimum fieri - potest crustari commendamus. In reliquis laudamus ". Si trattava, cioè, soltanto di " rivestire " (crustare) le pareti; il resto era tutto in ordine. Infine, ultima indicazione è quella fornitaci dalla numerosa serie dei " processi matrimoniali " (risalenti agli anni 1879 e segg.), in cui si parla sempre della chiesa di S. Michele Arcangelo, funzionante ormai a pieno ritmo come unica " chiesa parrocchiale " del paese, essendo ormai quasi stabilmente la popolazione di Gioia residente in Manaforno. Il resto è storia dei nostri giorni: 1915, terremoto della Marsíca, che uccide i due terzi della popolazione di Gioia (circa 2.000 morti!) e riduce ad un ammasso di rovine le sue case e le sue chiese; 1920-30: ricostruzione della chiesa di Gioia Nuovo. 1950-70 ricostruzione della chiesa di S. Maria Nuova, in Gioia Vecchio. Ma purtroppo, ciò che è stato distrutto dai cataclismi e, talvolta, dall'incuria dell'uomo, non è più riparabile. E non rimane altro che leggere (o rileggere qualche vecchia cronaca, come questa dell'Agostinone, che fa rivivere nel ricordo ciò che oggi non esiste più: " [ ... ] Basta avvicinarsi alla chiesa maggiore che domina tutto il paesello col suo minuscolo campanile, acuto come un minareto, per sentire tutta la nobiltà di quel gruppo di case che fanno corona al breve largo che vi si schiude davanti. Il Settecento trionfa con le sobrie decorazioni delle case più notevoli. Sembra quasi che un solo artefice vi abbia compiuta l'ultima fatica prima che l'antico rifugio feudale fosse abbandonato. Le maggiori case sembrano della stessa mano e dello stesso padrone. E alla dignità della facciata corrisponde spesso qualche segno interno di ricchezza e di decoro. [ ... ]. La Chiesa maggiore manifesta evidente l'impronta del XIII secolo. Gli stucchi e le pitture palesano specialmente le serene e fredde cure settecentesche. Quegli affreschi abbondantissimi nella navata centrale e sulla cupola, molti compiuti e parecchi semplicemente abbozzati, ricordano assai da vicino se non la mano almeno la maniera del pittore della Concezione [un pittore del '600, forse della scuola di Luca Giordano, N.d.c.i. E tale raffronto appare ancora più evidente osservando con qualche cura i dipinti di alcuni altari. Ma tutta la Chiesa è assai anteriore all'ultimo restauro che ne adornò le pareti e ne nobilitò la facciata. Il piccolo campanile, cinquecentesco fino all'altezza delle campane, reca nel coronamento piramidale la data del 1695. Accanto alle pitture deteriorate del coro, a destra, si legge l'iscrizione del restauro fatta nel 1627. L'altare maggiore policromo, con le quattro sculture fissate nelle quattro nicchie, palesa epoche differenti e diversa maestria fra marmo e legno, vernice e dorature. E le sculture decorative del fonte battesimale, forse dovute ad un artefice locale, del 1559, e il motivo gotico della tavoletta che chiude la sacra piscina, completano la strana varietà di stili e i diversi segni del tempo in quella chiesa vasta quanto la cattedrale d'una cittaduzza, abbandonata all'umido ed alla ,solitudine come un rudere".
BED & BREAKFAST GIOIA DEI MARSI (AQ)
Gli eventi a Gioia Dei Marsi (Aq) Primo Venerdì di Maggio, Pellegrinaggio di una «compagnia» al Santuario della Madonna della Libera a Pratola Peligna. Il primo venerdì di Maggio, come è ormai tradizione centenaria, si ripete il pellegrinaggio a piedi al santuario della Madonna della Libera a Pratola Peligna: I fedeli percorrono a piedi il valico di Forca Caruso, la valle Subequana e le montagne della Valle Peligna prima di giungere al Santuario della Madonna della Libera a Pratola Peligna, dove partecipano a tutte le funzioni religiose. Primo sabato di Maggio, Festa della Madonna delle Grazie. Parte un altro pellegrinaggio verso Gioia Vecchio questo in occasione della festa della Madonna delle Grazie. Nella prima metà di Giugno si festeggia San Nicola. In occasione della festa di San Nicola e dopo le funzioni religiose di rito un corteo di fedeli parte in un ideale viaggio verso L'antico e abbandonato paese di Sperone. Un ideale viaggio della memoria ricco di suggestioni e carico di sentimenti ed emozioni. Alla fine di giugno per tre giorni consecutivi vi è un importante raduno evento denominato "The Summer party" in cui si danno appuntamento i migliori specialisti di parapendio a livello nazionale. Nel corso del raduno sono previsti corsi, possibilità di voli in coppia con gli istruttori, Test dei materiali, festeggiamenti e spettacolari esibizioni in questa specialità sportiva. Sono imperdibili giornate a Gioia Dei Marsi in cui si danno appuntamento i migliori specialisti di parapendio a livello nazionale e internazionale dando vita ad uno evento-raduno unico. Lo spettacolo è garantito grazie alla partecipazione del famoso team "Professional Flying Team". Nello spettacolo del 2004 gli acrobati hanno utilizzato un elicottero per il trasporto in quota, e si sono lanciati con il parapendio con un sistema di pod vincolata. Sono stati effettuati inoltre per la prima volta lanci dall'elicottero e dal parapendio biposto con la tuta alare. Nel corso del raduno sono previsti corsi, possibilità di voli in coppia con gli istruttori, test dei materiali, festeggiamenti e spettacolari esibizioni in questa specialità sportiva. E' inoltre possibile salire in biposto con i piloti per eseguire parte del programma di acrobazia in tandem. Prima Domenica di Settembre Culto per San Vincenzo Martire, Patrono di Gioia dei Marsi, il cui corpo è conservato nella Chiesa Parrocchiale. Nella frazione di Casali d'Aschi: 26 aprile Festa della Madonna del Buon Consiglio. Mese di Giugno Pellegrinaggio al Santuario della Santissima Trinità a Vallinpietra. 6 agosto festa del SS. Salvatore (patrono del Paese). 5 o 7 Agosto festa della Madonna delle Grazie. Terza Domenica di settembre Madonna dell'Addolorata.
CASE PER VACANZA GIOIA DEI MARSI (AQ)
Premessa storica sul paese di Gioia Dei Marsi (Aq) Che Gioia abbia dato i natali a tanti illustri personaggi nell'arco dei secoli è stato celebrato dai versi del nostro poeta contadino, fonte inesauribile sulla storia di Gioia che definisce gli stessi: "...Istruiti ricchi e tutti industriosi..." Quando si insediarono a Manaforno: "...I signori ci formarono i giardini E molta agricoltura i contadini Impiantarono i frutteti ed i vigneti E numerose piante d'oliveti..." La ricchezza venne quindi manifestata nell'erigere altari nelle chiese e nel costruire imponenti palazzi dove abbondavano arredi e suppellettili. Ciò fecero: "...Baroni Cavalieri ed avvocati E tutt'impuglia stavano allocati..." ' Il poeta cita inoltre gli Alesi (in particolare bisogna ricordare Don Domenico benefattore delle Suore Salesiane prima del terremoto, tanto è vero che la casa è stata dedicata alla sua memoria)"; i Nicolai, i Mascitelli, i Novelli, gli Incarnati che avevano vasti possedimenti di vigneti anche nel Tavoliere, tanto da rappresentare in quella regione una forza economica e sociale che si espresse principalmente nella figura di Don Clementino Lori, mentre della Corte d'Appello era membro un certo Don Luigi Mascitelli. Don Giustiniano Incarnati, invece, fu un valente avvocato membro della Cassazione e, per il suo prestigio pare fosse in grado di aprire tutte le porte. Gioia fu considerata la culla del sapere non solo dal poeta, lo testimonia il fatto che nella stessa ebbero sede, a partire dal XVIII secolo, valevoli notai provenienti dalle famiglie dei Bassi, Berardini, De Loris, Incarnati, Lattanzi e Mascitelli, quest'ultimi originari della Toscana si stabilirono a Gioia a partire dal 1668''. A tale casato appartenne la Venerabile di Dio Anna Teresa Mascitelli clarissa, morta in odore di Santità a Gagliano nel 1784". Personaggio degno di essere menzionato fu l'ingegnere Don Vincenzo Mascitelli che nel 1866 riuscì a far passare l'attuale strada statale in Gioia mentre l'originario progetto prevedeva il suo passaggio in Bisegna ed Ortona. Altro esponente della famiglia Mascitelli fu l'avvocato Leopoldo, avversario vincente dei duchi e dei principi Sforza e Colonna nella difesa contro le prevaricazioni a danno dei pescatori del Fucino. Tra gli illustri non può non essere ricordato Lindoro Mascitelli che fu eletto deputato al Parlamento nazionale per la IX legislatura dello Stato italiano 1865/1866 per il collegio di Pescina. Questi, appena trentenne, venne eletto al posto del barone Tabassi che tentò inutilmente di far annullare la votazione. L'elezione del Mascitelli significò che Gioia potè esprimere un considerevole numero di voti tanto da superare gli altri espressi nell'ambito del collegio presi unitamente. La maggior parte dei signori nativi di Gioia risiedeva, però, fuori dal paese: chi in Puglia, chi a Napoli e chi a Roma presi dalle loro attività mentre in paese vi tornavano solo per alcuni periodi l'anno. Il 13 gennaio 1915 quando il terremoto rase al suolo il piccolo centro, i signori residenti persero la vita, coloro che abitavano altrove tornarono per cercare tra i superstiti i parenti lasciati in loco; i pochi scampati alla tragedia dovettero ricostruire quello che un tempo era considerato uno dei paesi più ricchi della zona, ormai ridotto ad un "mucchio di macerie" come evocato dal maestro Fortunato Bisegna (18) nella sua celebre canzone "Vecchia Gioia".
APPARTAMENTI PER VACANZA GIOIA DEI MARSI (AQ)
Da non perdere a Gioia Dei Marsi (Aq) Stagione teatrale: Ogni anno nella prima metà di Agosto, per un periodo di due settimane, nella suggestiva cornice di Gioia Vecchio si tiene una importante "stagione teatrale" e vi partecipano i nomi più illustri del teatro Italiano. The summer party: Per tre giorni consecutivi vi è un importante raduno evento denominato "The Summer party" in cui si danno appuntamento i migliori specialisti di parapendio a livello nazionale. Nel corso del raduno sono previsti corsi, possibilità di voli in coppia con gli istruttori, Test dei materiali, festeggiamenti e spettacolari esibizioni in questa specialità sportiva. Le frazioni di Gioia Dei Marsi: Le frazioni del Comune di Gioia dei Marsi sono cariche di un fascino particolare, dato dallaloro storia e dal bel paesaggio del territorio del Parco Naz. d'Abruzzo Lazio e Molise in cui sono completamente immerse. Itinerari ed escursioni: Diversi sono gli itinerari escursionistici nei pressi del territorio comunale, molto belli in virtù della posizione all'interno del territorio del P.N.A.L.M. Eventi e folclore a Gioia Dei Marsi (Aq): Primo Venerdì di Maggio, Pellegrinaggio di una «compagnia» al Santuario della Madonna della Libera a Pratola Peligna. Il primo venerdì di Maggio, come è ormai tradizione centenaria, si ripete il pellegrinaggio a piedi al santuario della Madonna della Libera a Pratola Peligna: I fedeli percorrono a piedi il valico di Forca Caruso, la valle Subequana e le montagne della Valle Peligna prima di giungere al Santuario della Madonna della Libera a Pratola Peligna, dove partecipano a tutte le funzioni religiose. Il Giorno dopo, il primo sabato di Maggio, parte un'altro pellegrinaggio verso Gioia Vecchio questo in occasione della festa della Madonna delle Grazie.
CASE PER LE FERIE GIOIA DEI MARSI (AQ)
La Torre dello Sperone a Gioia Dei Marsi (Aq). Il borgo di Sperone, attualmente parte integrante della comunità di Gioia dei Marsi, era situato a circa 7 km, in località denominata "la forchetta", su un antico presidio romano a guardia del Passo Sparnasio. Il nome del borgo discende dall'unione di due castelli chiamati Sparnasio (dal dio Pan protettore dei pastori e delle greggi) e Asinio. Dopo la distruzione di entrambi i castelli, ne risorse uno solo (Sparnasio) che fu chiamato "Speron d'Asino", poiché gli abitanti di Asinio vollero ad esso aggregarsi. Il nuovo castello aveva la conformazione di una fortezza ed era feudo di Simone di Capistrello (1193), al quale veniva fornito un soldato a cavallo in rapporto ai 24 fuochi allora presenti. Le chiese del piccolo centro montano erano due: la parrocchia dedicata a S. Maria e l'altra dedicata a S. Nicola, posta appena fuori dell'abitato. La torre del castello, ancora visibile, risale alla seconda metà del secolo XIII, quando i conti Berardi di Celano, signori della contea dei Marsi, rafforzarono il sistema difensivo della Marsica orientale costruendo baluardi militari lungo le vie di accesso alla contea. Le caratteristiche della costruzione sono proprie di una torre di avvistamento cintata, paragonabile ad altre strutture militari della zona come la torre di Collarmele e di Santo Iona. Di forma circolare, con il diametro esterno di circa 8 metri, attualmente è alta circa 16 metri e costituita da due piani di cui quello inferiore sicuramente utilizzato come deposito e quello superiore, a forma ottagonale, destinato a corpo di guardia. Posta a 1240 metri di altitudine, la torre guarda verso la conca del Fucino (allora lago) e controllava l'unica via di comunicazione con la valle Peligna e le zone del Tavoliere. Ma con il trascorrere del tempo la funzione strategica di avvistamento e di difesa andà via via esaurendosi ed il centro perse la sua ragion d'essere, rimando sempre più isolato. Il panorama che si può ammirare è senza dubbio incantevole tanto che Sperone è stato definito "il balcone più bello della Marsica". Il vecchio paese di Sperone confina a sud-est con i tenimenti di Manaforno e a nord-ovest con i possedimenti di Aschi. Già nel 1868 contava una popolazione di 220 individui (cfr. Di Pietro). Il paese, situato tutt'intorno alla torre, era composto da case in pietra, calce e architravi di legno. Fino a qualche decina di anni fa non vi era neanche l'energia elettrica e le sole fonti di luce artificiale erano le lucerne ad olio, le candele, le torce impregnate di grasso di montone ed infine i lumi a petrolio. Anche l'acqua non raggiungeva le abitazioni, ma veniva attinta alle fonti vicine. Tutto ruotava intorno alla coltivazione della terra (grano e vigneti) e all'allevamento. Durante i lunghi e rigidi inverni, gli uomini costruivano da soli attrezzi che sarebbero serviti per il lavoro della terra, come ad esempio gli aratri che, attaccati ai buoi, venivano utilizzati per l'aratura dei campi. Fonti primarie di sostentamento erano grano, granoturco, bietole, patate, utilizzate anche come alimenti per gli animali. Per fronteggiare il freddo rigido dell'inverno si raccoglieva la legna ( in "some") che serviva si per il camino o per cuocere il pane nei forni, ma anche come merce di scambio con gli abitanti dei paesi vicini. Con il ricavato della vendita di questo come di altri prodotti (funghi) raccolti nei boschi si provvedeva al fabbisogno della famiglia. A Sperone, il terremoto del 13 gennaio 1915 lasciò un segno indelebile. La popolazione fu chiamata ad uria grande prova di coraggio. Tanti furono i disagi e tanto il dolore, ma la voglia di tornare a vivere e di ricominciare talmente grande da spingere tutti ad iniziare immediatamente i lavori per la ricostruzione del paese. Il nuovo agglomerato nacque un po' più a valle, con l'aiuto dell'amministrazione comunale di Gioia dei Marsi, cui Sperone amministrativamente si era unito sin dal lontano 1840. Quanto sudore per aprire strade, costruire case, trainare tavole, canali, cemento, aiutati da muli ed asini. Le prime case, realizzate con criteri asismici e con un buon numero di stanze, vennero assegnate alle famiglie. Solo nel 1950 l'allora parroco, don Rocco Provenzali, dette inizio alla ricostruzione della chiesa di S. Nicola, terminata nel 1957, parroco don Artemio de Vincentis.
COUNTRY HOUSE GIOIA DEI MARSI (AQ)
La Torre dello Sperone a Gioia Dei Marsi (Aq). Il paese fu dotato di una sede scolastica formata da una pluriclasse elementare con un solo insegnante che raggiungeva il paese a piedi nella bella stagione, mentre restava a dormire a Sperone durante l'inverno. Tutto era duro e faticoso, per l'insegnante cosi come per il medico o l'ostetrica che raggiungevano Sperone solo in caso di necessità. Il parroco invece saliva ogni domenica per celebrare messa o in occasione di matrimoni, battesimi e quant'altro. Il 26 novembre 1950 i cittadini di Sperone, con alla testa un consigliere comunale, organizzarono una protesta per la mancata apertura di un tronco di strada che avrebbe collegato il paese alla strada statale. L'amministrazione comunale fece propria la protesta ed interessò gli uffici della Prefettura, il Provveditorato alle OO.PP., il Genio Civile ed ancora Carabinieri e Guardie Forestali. Il risultato fu che, con la collaborazione fattiva dei cittadini speronesi, la strada fu realizzata tra i mesi di giugno e luglio del 1951. Fu un avvenimento storico perché la strada portò con sé tanti cambiamenti. Fu installato, presso una privata abitazione, un apparecchio telefonico di cui tutti potevano usufruire. Seguirono quindi i lavori per l'allaccio dell'energia elettrica (1963) e con telefono ed elettricità arrivò anche la televisione, vera e propria scoperta che lascià sicuramente sbalorditi molti degli abitanti che stentavano a credere a quanto vedevano. Nel 1956 l'amministrazione postale aveva inoltre istituito un servizio di portalettere, servizio insieme agli altri che facilità non poco la vita a vecchi e ragazzi. Arrivarono più insegnanti ed i ragazzi ebbero un'istruzione differenziata per età, anche se restava ancora il problema dei più grandi che dovevano comunque frequentare le scuole medie raggiungendo a piedi Gioia dei Marsi, affrontando quindi innumerevoli disagi in special modo durante la brutta stagione. Ebbe inizio contemporaneamente a questi avvenimenti la diaspora di molta parte dei giovani che, per motivi di studio o di lavoro, cominciò ad allontanarsi dal paese: alcuni al termine degli studi tornarono, altri trovarono impiego altrove e fanno ritorno solo saltuariamente al vecchio paese. Nell'anno 1964 l'amministrazione comunale di Gioia dei Marsi dette inizio al trasferimento della popolazione del paese. Infatti, da controlli effettuati dal Genio Civile di Avezzano alcune abitazioni risultarono inagibili ed inoltre la lontananza dal capoluogo aveva convinto già molti a lasciare il vecchio paese e a trasferirsi a Gioia dei Marsi, dove l'amministrazione aveva provveduto a far predisporre degli idonei alloggi pronti ad accogliere quanti avessero voluto trasferirvisi. Il 13 marzo di quell'anno quindi furono consegnati i primi 20 alloggi. Il secondo blocco di abitazioni fu consegnato il 19 novembre 1971. Svariati anni dopo, l'amministrazione comunale avrebbe provveduto alla riesumazione totale dei defunti dal vecchio cimitero ed al trasferimento in quello di Gioia dei Marsi. Per gli abitanti di Sperone non fu certamente facile adattarsi alla nuova realtà, fu duro ricominciare: le nuove abitazione erano più confortevoli e tutto molto più facile, ma l'animo, quello era rimasto nel vecchio paese. Qui si tornava non appena si poteva: per coltivare i campi, per pascolare le greggi. Qualcuno restava anche a dormire nelle vecchie case e perfino nel periodo invernale, quando per mancanza di stalle non era possibile trasferire gli armenti. Con il passare del tempo si cominciò però ad apprezzare quello che il nuovo paese offriva: alcuni abbandonarono i campi montani per lavorare nelle aziende agricole locali, altri ancora trovarono occupazione nelle aree intorno al Fucino. E i benefici della nuova sistemazione furono presto evidenti: i giovani ebbero modo di frequentare le scuole presso il centro più vicino; gli anziani di usufruire di assistenza medica immediata e tutti gli abitanti del borgo in breve si resero conto che la nuova sistemazione poteva certamente definirsi positiva.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' GIOIA DEI MARSI (AQ)
La Torre dello Sperone a Gioia Dei Marsi (Aq). Nel nuovo borgo mancava però una chiesa e per tanti anni, a metà settembre, la comunità di Sperone si spostava per festeggiare i Santi patroni nella vecchia chiesa. A tale proposito c'è da dire che la vecchia chiesa dedicata a S. Nicola, patrono del paese, probabilmente del XII secolo, con il passare degli anni era andata quasi completamente distrutta, restando in piedi il solo altare. Il popolo di Sperone vedendo in ciò quasi un prodigio, capi che il Santo non voleva essere abbandonato. Nel 1985 si dette inizio ai lavori di ristrutturazione della stessa ed ora ogni anno, l'ultima domenica di agosto, si torna in montagna per le celebrazioni. In occasione poi dell'anno giubilare la popolazione di Sperone ha organizzato un pellegrinaggio al vecchio paese attraverso l'antico tratturo che lo collegava a Gioia dei Marsi, con la speranza di poterlo ripetere ogni anno, con l'intento di fare un veloce ritorno di tanto in tanto alle vecchie radici e per non abbandonare completamente i luoghi cari agli avi ed i ricordi di un passato ancora cosi vivo nella memoria. Come già accennato nel nuovo borgo non c'era una chiesa. Le reliquie dei Santi avevano trovato precaria dimora in un locale di proprietà dell'amministrazione comunale nel nuovo borgo dove il parroco veniva di domenica a celebrare messa. Cosi con l'azione congiunta di cittadini, Comune e parroco il 3 maggio 2000 si è dato inizio alla costruzione della nuova chiesa che è stata benedetta e consacrata, con una solenne cerimonia, dal vescovo dei Marsi il 19 agosto 2001. Nonostante tutto non fu facile abbandonare i luoghi dei ricordi più intimi, per chi vi era nato e cresciuto. Essere sradicati dalle proprie radici e dire addio a quella meravigliosa "Terra Nostra" racchiusa tra i monti e dove si respirava aria salubre tra le valli e le sorgenti. Si racconta che una volta il padrone di Sperone e Manaforno fosse un Duca...di lui si sono dette tante storie spaventose che fanno rizzare i capelli...custodiva un serpente bianco che si era portato dall'oriente...dalle Crociate. Del serpente si serviva per uccidere i giovani delle cui spose lui approfittava... e... faceva credere che questi erano stati morsicati dalle vipere... Faceva seppellire le vittime in un campo dove crescevano solo "Margaritoni", come lui voleva. Egli era il Capo dell'Amministrazione Pubblica e della Giustizia. Ritrovarono una buca con lance ed ossa dove finivano le persone scomode al Duca.
RIFUGI E BIVACCHI A GIOIA DEI MARSI (AQ)
Gioia dei Marsi nel territorio del Parco Nazionale d'Abruzzo. Simbolo del parco d'Abruzzo, l'orso bruno marsicano è una sottospecie differenziata geneticamente dagli orsi delle Alpi e dunque rappresenta un endemismo esclusivo dell'Italia centrale. Grazie a recenti ricerche scientifiche si è stimata una popolazione di circa 40 esemplari nel territorio del Parco e zone limitrofe. Lucio Dalla a Gioia Dei Marsi (Aq). Partecipò alla VII edizione del Festival Nazionale di Gioia svoltasi dal 5 all'11 agosto 2011 presso la terrazza giardino di Gioia Vecchio (comune di Gioia dei Marsi AQ). Fu lui, insieme a  Piera Degli Esposti, ad aprire quella straordinaria edizione. Una cascata di emozioni che solo la magia del teatro e l'impegno artistico di una una grande scrittrice come Dacia Maraini potevano regalarci.
Gioia Dei Marsi è un comune in provincia dell'Aquila, posto nel cuore della Conca del Fucino, rappresenta uno degli ingressi al Parco Nazionale d'Abruzzo. Basa la sua economia soprattutto sull'agricoltura. Le sue origini risalgono al periodo della dominazione romana, ma il paese si sviluppò soprattutto nel corso dell'invasione saracena che spinse un gruppo di persone a spostarsi nel luogo dove oggi sorge Gioia Vecchia. Nel 1915 Gioia Dei Marsi venne completamente distrutta dal terremoto e ricostruita in seguito, per questa motivazione non abbiamo una grande testimonianza di resti di bellezze artistiche e culturali. Gioia Dei Marsi , meta ideale per gli amanti della natura, del benessere e del relax offre l'opportunità di fare escursione nel meraviglioso panorama e scenario del Parco Nazionale d'Abruzzo e di avere un contatto con la natura a 360 gradi. Per i buongustai Gioia dei Marsi è la patria della sagra delle "sagne" piatto tipico del territorio abruzzese accompagnato da musiche, danze esibizioni e tanto divertimento.
Gioia dei Marsi a 735 m. s.l.m. è situata nell’ansa sud orientale del bacino del Fucino. Il borgo ha origine nel X secolo, dopo l’invasione dei Saraceni, quando i villaggi del piano furono abbandonati a favore dei centri fortificati posti in zone più elevate. Questa località oggi è denominata Gioia Vecchia (1400) ed è situata in prossimità del passo del Diavolo al margine settentrionale del Parco Nazionale d’Abruzzo. Nel 1220 subisce il saccheggio da parte delle truppe di Marco Sciarra Colonna; nel XVI secolo appartiene ai Piccolomini e poi agli Sforza. Nel 1807 dopo una feroce incursione di banditi, il paese venne abbandonato, i suoi abitanti si trasferirono in località Manaforno e cominciò ad acquisire dimensione ed importanza di vero e proprio centro abitato. Nel 1915 venne completamente distrutta dal terremoto e ricostruita più in basso; per questo motivo del patrimonio storico artistico restano ben poche cose. Tra le emergenze turistiche ricordiamo: la torre di avvistamento che arroccata su di uno sperone roccioso domina tutta la conca del Fucino. Nella frazione di Sperone e nei dintorni sono visibili ruderi fortificati con mura poligonali, resti funerari e tracce di un teatro che molti ritengono appartenesse alla città di Archippo sommersa dalle acque del lago Fucino in epoca lontana. Nella frazione di Casali D’Aschi, invece, sono state ritrovate tombe risalenti al secondo secolo dopo Cristo, un sarcofago dell’età mesolitica, corredi funerari, monete, vasi, bronzi. La vecchia Gioia dei Marsi presso il valico tra il bacino del Fucino e la valle del Sangro ormai è solo un ammasso di rovine, ma adiacente ad essa vi è la zona di protezione del parco.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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