Guida turistico-culturale di Giulianova: Dalla bizantina Kàstron Nòbo alla medievale Castel San Flaviano - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Guida turistico-culturale di Giulianova: Dalla bizantina Kàstron Nòbo alla medievale Castel San Flaviano

Giulianova > Guida turistica
 

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La Chiesetta di Santa Lucia a Giulianova. La Chiesa di Santa Lucia, nella campagna di Giulianova, fu innalzata nel 1871 per volere dei coniugi Serafino ed Elena Cerulli quale atto di devozione alla Santa. L’armonia della natura incornicia con querce plurisecolari la Chiesa, che reca sulla facciata la scritta Deo in honorem Divae Luciae dicata MDCCCLXXI. Durante il secondo conflitto mondiale una delle quattro querce fu abbattuta dai tecleschi. All’interno è custodita una pala seicentesca attribuibile alla scuola del Caravaggio. Al centro della pala è raffigurata la Madonna tra San Pietro e Santa Lucia, ritratta secondo l’iconografia classica. La Chiesa, collocata nel perimetro della proprietà Cerulli, è aperta al culto ed amministrata dai Frati del Convento dei Sette Fratelli di Mosciano.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera del Medio Adriatico per circa 5 km e ogni anno risorge tra il fiume Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno di tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante solo 50 chilometri.

 
JULIA NOVA. Il Duca Giulio Antonio Acquaviva, riconquistando San Flaviano, decise di trasferire la popolazione in un luogo più sicuro, lontano dagli attacchi dei pirati Saraceni a dalla malaria, sulla collina più vicina. Fece costruire una città che dal suo nome si chiamò Gulia ed essendo completamente nuova, divenne Gulia Nova, ossia Giulianova, come è chiamata oggi. Ma Giulia non era una città come tante altre, che si sono formate lentamente negli ,anni, strato dopo strato, ma era nata da un progetto preciso, per mano di un grande architetto. Il Duca Acquaviva voleva infatti lasciare la sua impronta nella storia, realizzando qualcosa di grandioso ed eterno, e decise di costruire la città ideale, affidandosi ad un grande genio del Rinascimento, che sarebbe divenuto poi uno dei maestri di Leonardo da Vinci. Si tratta di Francesco Di Giorgio Martini, architetto senese, scienziato ed artista del Quattrocento, che in Giulianova volle unire scienza, magia ed arte. Dopo anni ed anni di studio, il Prof. Mario Montebello è riuscito a decifrare una parte dei messaggi nascosti contenuti nel disegno della pianta, pubblicando i risultati di volta in volta in diversi libri. Il progetto di Giulianova è troppo complicato per essere descritto brevemente e semplicemente, ci limiteremo a trattare alcuni aspetti. Nel momento in cui Giulianova venne progettata, la polvere da sparo era appena agli inizi nel suo impiego nelle guerre, e non si poteva prevedere il progresso delle armi da fuoco. La nostra città venne quindi pensata per resistere a piccoli cannoni, e dopo qualche decennio la forma delle sue mura divenne superata da armi più potenti.

La storia di Giulianova: Dalla bizantina Kàstron Nòbo alla medievale Castel San Flaviano

Giulianova - Veduta del porto

Nel periodo successivo alla tarda età imperiale l’abitato subì sicuramente una forte contrazione: forse a causa della eccessiva vicinanza al fiume, tutta l’area meridionale, quella cioè a carattere artigianale - commerciale, venne abbandonata e subito occupata da sepolture, come indicano le tombe a cappuccina scoperte una prima volta nel 1932 nei pressi della chiesa di S. Maria a Mare e come confermano analoghi e recenti rinvenimenti sul versante nord-orientale della collina. Sulle vicende relative al periodo post-romano le notizie sono scarse e assai frammentarie. Tuttavia le indagini sinora condotte indicano la trasformazione dell’antica colonia romana, durante il VI secolo, in castrum bizantino menzionato da Giorgio Ciprio col nome di Kástron Nóbo.
L’insediamento, per la cui fortificazione vennero riutilizzate le strutture difensive di Castrum Novum, continuò a rivestire un ruolo strategico assai importante. A presidio dell’incrocio tra la via litoranea e l’antico tracciato lungo il fiume Tordino, Kástron Nóbo, che pure continuò a servirsi degli impianti portuali dell’antico centro romano per forme di cabotaggio su rotte non marginali, fece parte del sistema bizantino di difesa presente lungo la costa abruzzese. Fu in questo periodo che venne innalzato il tempio poi dedicato a S. Flaviano, ubicato a nord, fuori le mura, e perciò molte volte danneggiato in occasione delle incursioni e degli eventi bellici.
La longobardizzazione di Kástron Nóbo, con acquisizione di una estesa proprietà pubblica poi passata per donazione alla chiesa teramana, si pensa dovette avvenire negli anni successivi al 590, seguendo la conquista di Ascoli, Fermo e, in territorio abruzzese, di Castrum Truentinum.


Lastra in pietra con antica iscrizione; rappresenta una delle
poche tracce storiche della fondazione della città.


Documenti archivistici del IX secolo segnalano la nuova importanza acquisita dall’abitato che, consolidatosi sulla eminenza collinare subito a nord del precedente insediamento romano, fu protetto da un quadrilatero fortificato di derivazione bizantina con torri aggettanti agli angoli e lungo i lati. Il borgo medievale prese il nome di Castrum S. Flaviani, poi mutato in Castrum ad Sancto Flaviano, Castrum in Sancto Flaviano e quindi, nel XIII secolo, Castel San Flaviano, in onore del patriarca di Costantinopoli. Secondo una tradizione antichissima e suggestiva, le spoglie di S. Flaviano, composte in un’arca d’argento, vennero inviate in Italia da Gala Placidia, figlia di Valentiniano III; la nave recante il “sacro deposito”, diretta a Ravenna, spinta da un fortunale sarebbe approdata sulle coste dell’attuale Giulianova con la traslazione dell’arca nella chiesa bizantina, nell’occasione forse trasformata nel grandioso complesso architettonico che ebbe larga rinomanza per tutto il medio evo e le cui vestigia ancora nel XVI secolo erano riconoscibili al geografo tedesco Cluverio.
Importante, ricca e prestigiosa, culturalmente vivace (vi nacquero i giuristi Berardo e Taddeo di S. Flaviano), attiva nei commerci marittimi grazie al porto cui venne aggiunto anche un hospitium per pellegrini e degenti non lontano dalla chiesa di S. Maria a Mare, che alcuni studiosi vogliono punto di riferimento spirituale per gli imbarchi in Terrasanta ipotizzando un suo collegamento ai Templari, la città, secondo il canonico alsaziano Joseph Anton Vogel persino sede episcopale e in cui numerosi e fiorenti furono gli ordini religiosi e gli edifici sacri, ospitò almeno due pontefici, Clemente II e Lucio III, oltre all’imperatore Arrigo III.
Feudo, a partire dal 1382, di Antonio Acquaviva, Castel San Flaviano, oltre a patire saccheggi e devastazioni negli anni turbinosi del Trecento, venne coinvolto con effetti disastrosi nella famosa battaglia combattuta il 27 luglio 1460 nei suoi pressi fra le truppe di Federico Montefeltro e Alessandro Sforza da una parte, e di Jacopo Piccinino con Bosio Santofiore dall’altra. Dieci anni dopo sarà il nipote di Antonio Acquaviva, il duca d’Atri e conte di S. Flaviano Giuliantonio, grande condottiero e raffinato protagonista della vita di corte tra Napoli, Firenze, Roma, Urbino e Ferrara, l’artefice della nascita di Giulianova, così chiamata in onore del suo fondatore.

La Bachicoltura a Giulianova tra fine '800 e inizio '900. Nel secolo scorso l'industria bacologica nella nostra provincia e specialmente a Giulianova, era molto fiorente. "La Bachicoltura, ricordiamolo con orgoglio (come si legge nel Programma redatto per l'Esposizione delle Arti, dei Mestieri e delle Industrie, che si tenne a Teramo nel 1887) ha mosso i primi passi nelle nostre parti e nel volgere di breve tempo, è venuta estendendosi nelle provincia del Nord". Si fa cenno anche nel programma menzionato di una vicina provincia marchigiana (Ascoli Piceno) i cui operosi industriali cercavano di toglierci il primato in questo ramo, vendendo per prodotto loro, il raccolto dei nostri laboriosi bachicultori, che arrivarono a produrre una maggiore quantità di bozzoli, di qualità nettamente superiore, come leggeremo in seguito, perché ricavati da seme serico selezionato con cura. Prima di arrivare a produrre seme selezionato, voluto dal 1° Osservatorio Bacologico sorto nella nostra provincia intorno al 1874/'75, ogni agricoltore o industriale usava procurarsi il seme per il proprio allevamento ricavandoli dai bozzoli più belli.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano il territorio.
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Guida turistica-culturale realizzata dall'Amministrazione Comunale di Giulianova (Te) Abruzzo - Italy.
Fotografia Giovanni Lattanzi - Testi: Sandro Galantini - Contributi di Gabriella Magazzeni, Laura Ripani, Francesco Tentarelli - Grafica ed impaginazione Andreas Waibl (Waibl & Di Luzio).

 
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