Oasi, Parchi territoriali e biotopi: Corno Grande di Pietracamela - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Oasi, Parchi territoriali e biotopi: Corno Grande di Pietracamela

Abruzzo > Le Oasi in Abruzzo > Le Oasi, i Parchi e i Biotopi
Destinazione Abruzzo. Abruzzo, una terra da vivere. Chi preferisce la cultura e la storia troverà altrettanta forza nei centri abitati e nelle necropoli disseminati nel paesaggio abruzzese dai Marsi, dai Sanniti e dai Piceni, e che hanno finalmente iniziato a essere scavati e valorizzati come meritano. Nei musei compaiono vasi, sculture, eleganti letti decorati in osso. Ma è la forza delle spade, dei dischi-corazza, degli scudi, a dare l’immagine più vera delle bellicose genti che abitavano l’Abruzzo antico. Sono forti i profili turriti dei castelli – Santo Stefano di Sessanio, Roccascalegna, Rocca Calascio, Pacentro, Celano – che i secoli bui del Medioevo hanno lasciato in Abruzzo, a guardia dei confini o delle antichissime strade della transumanza e della lana. Certamente “gentili”, al confronto, sono i dolci profili dei colli, gli affreschi delle chiese medievali, le mille tentazioni offerte dalla gastronomia e dall’enologia regionale, gli effetti benefici delle sorgenti termali, il lungo nastro dorato della spiaggia che segna, per oltre centotrenta chilometri, il confine dell’Abruzzo dalla parte del mare. Sono altrettanto “gentili” i monumenti lasciati sul territorio dell’Abruzzo dalle due sole epoche in cui la regione ha conosciuto la pace. Ai tempi di Roma antica, accanto a opere gigantesche come i tunnel per lo svuotamento del Fucino, sono state realizzate opere d’arte come i magnifici mosaici di Vasto o di Teramo. Nel Sei e nel Settecento, quando il Regno di Napoli portò nuovamente la pace, nobili e vescovi hanno eretto monumenti “gentili” come i palazzi e le chiese di Teramo, di Penne, di Pescocostanzo, di Lanciano, di Scanno. Notoriamente gentile, da secoli, è l’accoglienza che gli abruzzesi riservano a chi arriva da lontano. Accanto alla essenziale cordialità della gente, fanno parte di questo benvenuto festoso i colori delle feste e delle sagre popolari, il cartellone sempre più nutrito degli spettacoli, la proliferazione di mostre e musei.

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Oasi, Parchi territoriali e biotopi
Regione della biodiversità, l’Abruzzo testimonia con la propria realtà e con le proprie scelte a favore dell’ambiente come sia possibile far coesistere uno straordinario patrimonio naturalistico con la presenza costante, dinamica, non distruttiva dell’uomo.
Tre Parchi Nazionali: Lo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, quelli del Gran Sasso-Monti della Laga e della Majella istituiti di recente; un Parco regionale, il Sirente-Velino, oltre 30 riserve e oasi naturalistiche gestite direttamente sia dai Comuni o dal Corpo Forestale dello Stato che dalle Associazioni ambientaliste; tutto questo fa dell’Abruzzo la Regione dei Parchi, con circa il 30% del proprio territorio sottoposto a tutela.
 
Corno Grande di Pietracamela. Avviato nel 1971 e diffuso in tutto il territorio nazionale, il sistema delle oasi del WWF ha finalità didattiche e di conservazione della fauna. Oggi in Abruzzo sono in funzione 6 aree di questo tipo. Le oasi del Lago di Penne, del Lago di Serranella e della Majella Orientale coincidono però con le omonime riserve naturali regionali.
 
Corno Grande di Pietracamela
2200 ettari di Riserva nel cuore del Gran Sasso d’Italia, Parco Nazionale insieme ai Monti della Laga. Un ambiente montano dal fascino e dalle attrattive particolari. Luoghi da scoprire a piedi, selvaggi e impervi nei torrioni e nelle guglie, con le grandiose pareti che si protendono fino ai 2912 m della vetta più alta dell’Appennino. Zona ideale per la reintroduzione del Camoscio d’Abruzzo, avviata positivamente dal 1992. Si tratta di una specie faunistica che era scomparsa da questi monti per cause antropiche all’inizio di questo secolo, Il Club Alpino Italiano nazionale ha destinato al progetto i milioni (alcune centinaia) dell’eredità di una socia del CAI di Roma e oggi un primo nucleo di una trentina di esemplari può correre in libertà, attentamente seguito negli spostamenti. La Riserva è stata istituita dall’Amministrazione Comunale di Pietracamela, con i primi 1000 ettari, il 1° marzo 1991. La gestione tecnica affidata alla delegazione abruzzese del Club Alpino Italiano. Ampliata nel luglio 1991 fino agli attuali 2200 ettari. Comprende il formidabile blocco del Corno Grande, del Corno Piccolo e del Pizzo d’Intermesoli. Gelosamente custodito dalle vette del Corno Grande a 2700 m c’è il ghiacciaio del Calderone. Occupa il fondo di un circo allungato ed è singolarità naturalistica in quanto è l’unico ghiacciaio della catena appenninica e il più meridionale d’Europa. Il paesaggio è addolcito dalla conca interna di Campo Pericoli, singolare valle modellata da suggestive collinette e doline tra le quali troviamo resti di antiche capanne di pastori e ancora dalla Val Maone, dalla Conca del Sambuco, dalla Valle del Rio Arno fino al bosco delle Verracchiette e al fosso della Giunchera. Mirati percorsi escursionistici, segnalati e descritti con le schede di rilevamento del CAI, ne consentono l’avvicinamento e la conoscenza. L’emozione di intensi paesaggi, la flora specializzata d’altitudine, le estese faggete tormentate dalle valanghe, gli agili e briosi movimenti dei camosci e il volteggio di poiane e aquile reali sono alcuni degli incontri possibili nella Riserva, se ci si muove con attenzione e rispetto. Buona norma è portare nello zaino anche un binocolo. Collegamenti naturali ci sono con il bosco del Chiarino, l’altopiano di Campo Imperatore, la Valle Venacquaro e il bosco S. Nicola definendo un’area wilderness di singolare valore. Sentieri nella Riserva, per ogni interesse e capacità. Da quelli di breve durata, per lo più tematici, ai percorsi di più giorni. Anche un tratto del Sentiero Italia che contorna l’area faunistica del Camoscio con posti tappa a Pietracamela e ai Prati di Tivo per poi dividersi. Ad est, base dell’Arapietra per Casale San Nicola; a sud, la Val Maone per Campo Imperatore. Nella Riserva il regno delle rocce con numerose e varie vie d’arrampicata. L’ambiente è di quelli più importanti per la storia dell’alpinismo che ha visto, da Pietracamela, le affermazioni degli aquilotti del Gran Sasso.
Nella Riserva ben tre rifugi del CAI che, per il valore dell’area protetta, svolgono funzione educativa e di presidio contro il degrado. Il Franchetti, il più recente, costruito nel 1959 utilizzando le pietre del luogo, è posto nella parte alta del vallone delle Cornacchie a 2433 m, tra le pareti del Corno Piccolo e del Corno Grande. Il Duca degli Abruzzi, del 1908, a 2388 m sulla cresta del Monte Portella tra Campo Imperatore e Campo Pericoli, in posizione aerea con vedute sul gruppo. Il Garibaldi, il più antico, del 1886, nella conca d’oro di Campo Pericoli, a 2230 m, immerso in un suggestivo ambiente carsico dall’elevato valore naturalistico dove a pochi passi, ha avuto inizio la reintroduzione del Camoscio.
Porta di accesso per la Riserva è l’abitato di Pietracamela, arroccato come un nido d’aquile, là dove la valle del rio Arno si amplia e cambia pendenza. Un grappolo di case mimetizzato, una cornice di pareti e un’armonia di tetti in cotto. Dal basso rocce sovrastanti che, dopo le ultime case del paese, con breve sentiero natura consentono di raggiungere l’area faunistica del Camoscio, costruita per l’osservazione, lo studio e i ripopolamento dell’animale. Sono quattro gli ospiti, due adulti e i loro piccoli cuccioli le cui acrobazie si osservano già dalla piazzetta di Pietracamela.
Articolo tratto dal sito: www.giulianovaweb.it
 
 
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