I Comuni della Provincia di Teramo: Colledara - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

Cerca nel Sito
Vai ai contenuti

Menu principale:

I Comuni della Provincia di Teramo: Colledara

Teramo

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
 

Città di Colledara

Colledara (Provincia di Teramo)
Distanza dal capoluogo di provincia  (Km): 24
Abitanti: 2.174
Altitudine: 430 mt. s.l.m.
Frazioni:
Comune di Colledara
Via San Paolo
- 64042 Colledara (Te)
Tel.:  0861.698877 -  Fax: 0861.698810
Sito web: www.comunedicolledara.gov.it
Posta certificata: postacert@pec.comunedicolledara.gov.it
Posta ordinaria: comunedicolledara@virgilio.it
I.A.T.: Informazione Accoglienza Turistica
Telefono:    - Fax:

Storia:
Il 30 dicembre del 1909, con regio decreto n.493, la sede del Municipio di Castiglione della Valle fu trasferita a Colledara, preferita per diverse ragioni: la posizione centrale, l'alto numero di abitanti delle sue ville, la presenza dell'ufficio postale, del medico, della farmacia, del notaio e persino della banca.
Tuttavia vi fu una ragione che il consigliere provinciale Tito Candelori così riassunse in un suo intervento
« è questa ... una ragione di pura idealità e intellettualità, perché tutti sanno che il nome di Colledara è oggi collegato ad una manifestazione altamente letteraria, ed anche ... aggiungerò che Colledara è patria di Fedele Romani, vanto e decoro del nostro Abruzzo che lo conta fra i suoi figli più cari, dell'aureo scrittore che tanto suggestivamente ha saputo descrivere ed illustrare il paese nativo, dell'educatore insigne che noi auguriamo di vedere ascendere sempre più alto nell'esercizio della sua nobile funzione »
tratto da: Atti del Consiglio provinciale di Teramo, anno 1909, Teramo, De Carolis, 1910, pp. 63–64;
Il romanzo di Fedele Romani, pubblicato nel 1907, aveva suscitato interesse e consenso non solo in Abruzzo. Le anticipazioni che, sotto forma di articolo, Romani era andato pubblicando negli anni precedenti su "Il Marzocco", una delle più raffinate e seguite riviste di letteratura, avevano incontrato un notevole successo tanto da rappresentare un vero e proprio "caso letterario". Ne sono prova da un lato l'interesse a pubblicare il volume da parte di un editore di primissimo piano in Italia, come il fiorentino Bemporad e dall'altro l'ampio spazio concesso a Romani dai fratelli Orvieto, animatori del "Marzocco", per le anticipazioni relative al secondo romanzo, poi pubblicato postumo con il titolo Da Colledara a Firenze.
Successivamente, con il regio decreto n.379 del 16 febbraio 1928 n. 60, il Comune cambiava denominazione da Castiglione della Valle a Colledara.

Arte e cultura:
A Colledara si trova la chiesa di San Paolo, ampiamente descritta da Fedele Romani nella sua opera. Si tratta di un chiesa edificata nel corso del secolo XVI e più volte ristrutturata.
« La chiesetta di Colledara è posta sopra una piccola collinetta, della stessa altezza, presso a poco, di quella dello stesso Colledara; e sorge a poca distanza da esso; e riunisce ed accentra, e per così dire organizza, tutto un gruppo di piccoli villaggi, che, dal nome della chiesa, si chiamano di San Paolo; e son disposti quasi in linea retta, ma descrivono allo stesso tempo, in profondità, una curva a guisa di festone, di cui Colledara è all'uno dei capi e dall'altro. Nel mezzo, sono, in luogo più o meno basso, Carancia, Pantani e Chiovano. Colledara e Chiovano hanno tutti e due per conto loro una piccola chiesetta: ma S. Paolo è la chiesa madre e, per così dire, la cattedrale. Essa non forma, per altro, una parrocchia, ma una semplice cappellania, aggregata alla parrocchia di Castiglione della Valle. Il cappellano non vi abita, ed è custodita da un romito che ha la sua dimora in un romitorio annesso alla chiesa. S. Paolo è chiesa antichissima, come risulta da una piccola lapide, scoperta non è gran tempo, la quale la dice edificata nel 1200 da un Alberghetto di Hadria, ... Ai principi dell' 800, fu aggiunto un organo, abbastanza armonioso e grande per una chiesetta di campagna. Esso fu collocato lungo la parete destra.
Le campane di S. Paolo sono tre: la grande, la mezzana e la piccola; e sono disposte in ordine decrescente in un campanile a vela, che sorge sopra la facciata. La campana grande ha una voce baritonale, piena di sentimento e di fremiti profondi; e, quando suona sola. e a distesa ed echeggia per la Valle, chi l'ascolta si ferma pensoso e unisce a quella voce le immagini e i ricordi più nobili e più cari che serba in fondo al cuore... La mattina della domenica, dai cinque villaggi detti Ville di S. Paolo si vedevano, tra le querce e le siepi, altrettanti rivi variopinti che, come raggi, si dirigevano verso il centro, il quale era la vecchia e buona chiesa. Il rivo che partiva da Colledara si riuniva, a un certo punto, con quello di Carancia, poi con quello dei Pantani, e così ingrossato e arricchito, arrivava a S. Paolo. Dall'altra parte, giungeva, accresciuto di quello di Chiovano, il rivo che muoveva da Ìlii. Tutti erano vestiti a festa: le contadine portavano in capo un grosso fazzoletto bianco piegato a fisciù, smerlato e ricamato, e con le cocche non annodate sotto il mento, ma tenute lunghe distese e riunite sul petto con le mani. Gli uomini erano vestiti della loro solita saia turchino cupo: d'estate la giacchetta non era infilata, ma gettata sulle spalle; e gli zaotti, per più bravura, la portavano su di una spalla sola.
... La chiesa di S. Paolo, dunque, aveva tre statue mobili: la Madonna del Rosario, S. Antonio e la Madonna di Costantinopoli; ma quest'ultima, benché fosse qualche volta cavata dalla nicchia del suo altare e collocata in mezzo alla chiesa, non era mai portata in processione, perché, nonostante che fosse vestita anch'essa di seta e di raso e coperta di collane, e portasse la corona d'argento, aveva il corpo, dicevano, tutto di pietra, e pesava troppo. Questa era una statua singolarmente miracolosa, ma piena di pauroso mistero e piuttosto brutta di viso. E questa bruttezza accresceva il suo prestigio.
»

Illustri:
Ermando Magazzeni (1920-1978), di Ornano Grande, poeta dialettale;
Giovanni Martelli, di Ornano Grande, giornalista e corrispondente del "Centrale". Agronomo ed entomologo. Fu direttore del Laboratorio di entomologia di Acireale;
Ulderico Martelli (1879-1950), nato a Colledara, fu medico condotto di Isola del Gran Sasso. Giornalista e cultore di ricerche storiche. Pubblicò un volume sulla vicenda che, tra storia e leggenda, lega il nome di Lucrezia Borgia alla frazione di Castiglione della Valle;
Raffaele Petrilli sr, dottore in fisica;
Raffaele Petrilli jr, (Castiglione della Valle, 1843- Ornano, 1917) medico, poeta, giornalista e viaggiatore. Medico condotto di Ornano Grande e specialista in oculistica. Famoso per i suoi stornelli e per gli scritti giornalistici su "Il Centrale", interventi spesso firmati con lo pseudonimo Lu 'ssenzale. Fu il responsabile delle prime ricognizioni eseguite sul corpo di San Gabriele.
Fedele Romani, letterato e narratore, Leggi la cronologia della vita e delle opere di Fedele Romani;
Giovanni Romani, avvocato, consigliere e poi Presidente del Consiglio provinciale. Fratello maggiore di Fedele Romani;
Di Gabriele Leo detto Cinelli fu un pensatore,nato e vissuto per tutta la vita a Colledara,lo si ricorda impartire lezioni di vita nei pressi del bar in loc. Carancia

Musei:

Eventi:

 
 

 Alberghi a Colledara
 Residenze turistico alberghiera a Colledara
 Residence a Colledara
 Case per le vacanze a Colledara
 Appartamenti a Colledara
 Country House a Colledara
 Bed and breakfast a Colledara
 Alloggi agroturistici a Colledara
 Campeggi a Colledara
 Villaggi turistici a Colledara
 Ostelli della Gioventu' a Colledara
 Case per le ferie a Colledara
 Affittacamere a Colledara
 Aree sosta per camper a Colledara

 

Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia di Teramo

Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu