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Informazioni ed indirizzi utili dei Comuni della Provincia di Chieti: Chieti

Chieti
 

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Museo archeologico nazionale d'Abruzzo a Chieti. Il Museo archeologico nazionale d'Abruzzo (in acronimo MANDA) è allestito all'interno della Villa Comunale, a Chieti. Ospita la più importante raccolta archeologica abruzzese che documenta la cultura dell'Abruzzo antico dalla protostoria alla tarda età imperiale, ed una raccolta numismatica di monete dal IV al XIX secolo. Il museo è ospitato in una villa in stile neoclassico fatta costruire intorno al 1830 dal barone Ferrante Frigerj su progetto di Enrico Riccio. L'edificio venne poi ceduto al Comune di Chieti, che intorno ai primi anni del Novecento ne fece la sede dell'istituto tecnico Ferdinando Galiani.
 
Museo di storia delle scienze biomediche a Chieti. Il Museo universitario si trova in Piazza Trento e Trieste a Chieti. Il primo nucleo di esposizione è inaugurato presso l'Ateneo "G. D'Annunzio" nel 1994 a Palazzo De Pasquale. Il 21 gennaio del 1998 viene spostato nel campus di Madonna delle Piane, sempre a Chieti. Il 21 marzo del 2005 è spostato nella sede di Piazza Trento e Trieste. Fondatore e Direttore del Museo è Luigi Capasso, Professore Ordinario di Antropologia nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università "G. d'Annunzio" di Chieti. Storia del popolamento umano in Abruzzo. La sezione è suddivisa nelle seguenti sottosezioni: Preistoria (dal Paleolitico all'età dei metalli); Popolazioni italiche (paleobiologia degli italici autoctoni in Abruzzo); Popolazioni relative alla "romanizzazione"; Popolazioni medievali.


Città di Chieti

Museo archeologico La Civitella a Chieti. Il museo archeologico "La Civitella" è sito nel parco archeologico de "La Civitella" a Chieti. La struttura museale odierna, che in parte è sita in piani sotterranei, è parte integrante di un complesso con giardini, zone pedonali, un auditorium, un laboratorio archeologico, ambienti per attività ludiche e didattiche ed un ambiente per mostre temporanee. L'esposizione permanente è così strutturata: L'inizio della storia urbana. In questa sezione vi sono i ruderi di età repubblicana (III-II secolo a.C.) tra cui dei frontoni in terracotta riferibili ad un tempio del II secolo a.C.; Da Roma a ieri. Questa sezione è suddivisa secondo le seguenti tematiche: il Foro, il Teatro, l'Anfiteatro, le Terme, e le Necropoli; La Terra dei Marrucini. In questa sezione espone reperti provenienti dalla media e bassa vallata del Pescara; Il primo museo archeologico. Questa sezione mostra materiali che ripercorrono la storia di questo museo dalle collezioni di fine XIX secolo fino alla realizzazione di un Antiquarium Teatinum avvenuta nel 1938, ovverosia del nucleo originario di questo stesso museo.

Comune di Chieti
Corso Marruccino, 81
- 66050 Chieti (Ch)
Tel.: 0871.3411 – Fax: 0871.341286

Altitudine: 330 mt. s.l.m.
Estensione: 58,55 kmq.

Sito web: www.comune.chieti.gov.it
PEC - Posta certificata: protocollo@pec.comune.chieti.it

Posta ordinaria: info@comune.chieti.gov.it

La Chiesa di San Domenico a Chieti. La chiesa di San Domenico fu costruita durante il XVII secolo. Tuttavia era originariamente dedicata alla Vergine Maria ed a Sant'Anna. Il nome attuale è stato affibbiato alla chiesa verso l'inizio del XIX secolo dopo la demolizione del precedente edificio dei domenicani. Il campanile, in cotto, risale al XVIII secolo. Le decorazioni richiamanti temi biblici sono di G. B. Gianni, architetto lombardo. Nella prima cappella a destra vi sono rappresentate le storie del figliol prodigo e la cacciata dal paradiso terrestre di Adamo ed Eva, sulla volta vi è raffigurata il sacrificio di Isacco da parte di Giobbe. Nella seconda cappella vi è la nascita e l'annunciazione della Madonna.

Abituata per secoli ad essere la sola e vera ‘regina’ di tutto l‘Abruzzo costiero, Chieti vive questi anni con un pizzico di nostalgia verso il passato. Ma non più di tanto, in fin dei conti. Certo, Pescara le fa ombra. A volte toglie spazi creando anche qualche problema. Tutto qui, però. La vita di Chieti è e resta quella di sempre. Quella di una città capoluogo di una provincia con più di cento comuni, 104 per essere precisi. Quella di una città ricca di storia, di cultura ma anche di commercio, di mercati, di scambi. Resta il polo su cui gravita ancora un’area abitata da 250 000 persone. Chi volesse visitarla, per i tanti monumenti che ne ricordano antichi splendori, non la immagina così viva. Dal centro, da Corso Marrucino, alle strade vecchie e nuove della periferia: una città, quella di Chieti, vivace e indaffarata. Trafficata anche, a volte perfino caotica per via delle sue strade sempre strette e fatte dai saliscendi tipici delle città collinari. Chieti, una città anche giovane: chi ha detto che Chieti e la sua popolazione sono invecchiate? E poi la città (oggi conta 55.200 abitanti) è cresciuta tantissimo. Quello splendido colle scelto dai suoi fondatori ormai era troppo piccolo. Palazzi e case sono comparsi un pò ovunque lungo le strade che portano a valle e al mare. Case residenziali e lottizzazioni non fastidiose esteticamente riempiono i lati dell’ampia e confortevole via che digrada sino a Francavilla, dove imbocca la statale Adriatica. Dall’altro lato, scendendo sino a Chieti Scalo, la zona industriale. la scena si ripete. Ormai la città forma quasi un tutt’uno con la pianura. È dà vita, insieme con altri comuni della vallata, ad un centro urbano e industriale formidabile, per quello che attualmente esprime e per le potenzialità inespresse ma che già s’intravvedono. Potenzialità enormi, in grado di fornire all’economia abruzzese in generale, e a quella dell’area Chieti-Pescara in particolare una spinta economica e commerciale a far invidia alle più ricche e fortunate zone della Val Padana. Occorrono però un coordinamento maggiore, centri decisionali armonici e possibilmente unici, in poche parole, meno particolarismi, meno campanilismi. Già, perché il guaio è sempre il campanile. Politico, urbano, pseudo-culturale. C’è molta confusione, oggi, sul ruolo che Chieti dovrà svolgere nel futuro assetto territoriale dell’intera vallata. Qualcuno ha proposto addirittura un’unione amministrativa con Pescara. L’idea è apparsa ai più poco praticabile: anche se le due città sono praticamente unite, esistono problemi molto vasti, burocratici e non, da affrontare per arrivare a questa soluzione. Più praticabile, invece, è l’idea di una ‘federazione’ di natura economico-sociale in grado di risolvere, affrontandoli unitariamente, tufi i problemi di interesse comune tra le due città ma anche tra gli altri centri che sulla vallata si affacciano e al cui sviluppo collaborano fattivamente. Chieti, i suoi amministratori, i suoi abitanti, sanno fin troppo bene che non è possibile arroccarsi nelle vecchie mura in attesa che cambi qualcosa. Tra l’altro, delle nove porte che un tempo esistevano in città ne è rimasta una soltanto. E guarda caso si chiama proprio porta Pescara. In fin dei conti molto tempo è passato e tante cose sono accadute dal 23 giugno del 1904, giorno in cui il pescarese Gabriele D’Annunzio, a Chieti per la prima teatrale della Figlia di Iorio, sentì il bisogno, astuto com’era, di attirare a sé i favori dei cittadini di Chieti accorsi al teatro Marrucino parlando così: «Profonde aspirazioni sollevano la stipe verso il suo destino; profonde cose dice in voi l’antico sangue ereditario [...]. Tutto che in me è più forte e più puro è vostro». Il successo personale del poeta e della sua opera fu strepitoso.

 

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Delle cappelle a sinistra è stata affrescata soltanto la prima con le storie di San Martino. La pala di San Giuseppe Calasanzio è stata dipinta nel 1790 da Giacinto Diana. Il quadro del santissimo rosario è stato dipinto da Giacomo Farelli nel 1679. Il pulpito della Chiesa di San Domenico di Chieti è realizzato con intarsi di radica, mentre l'altare è in marmo policromo. L'organo risale al settecento. La navata ha la volta a botte in cui vi è un'ellisse che simula una cupola. Dal presbiterio si accede al museo diocesano d'arte sacra.


Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia di Chieti

 
 
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