Guida turistico-culturale di Giulianova. Luoghi di culto a Giulianova: La Chiesa di Santa Maria a Mare di Giulianova - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Guida turistico-culturale di Giulianova. Luoghi di culto a Giulianova: La Chiesa di Santa Maria a Mare di Giulianova

Giulianova > Guida turistica
 

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La presenza della Madonna dello Splendore a Giulianova di Padre Serafino Colangeli. In un Santuario dedicato a Maria due caratteristiche - che sono proprie della sua persona - dovrebbero risplendere: l'umiltà dell'origine e l'universalità del messaggio. E questo particolarmente nel nostro Santuario dove il simbolo dell'umiltà è incarnato nella piccola, ma religiosamente intensa, icona di lei che da secoli esprime una presenza discreta, umile e spirituale, ma contemporaneamente universale perché presenta il cristianesimo nella figura di una donna che è Madre di Cristo ed è «odighitria» colei che indica la via unica e universale che è Cristo stesso. La limpidezza di questo duplice messaggio dobbiamo conservarla e coltivarla, evitando confusioni, almeno all'interno del Santuario, dove purtroppo non sempre è dato cogliere questa purezza di linee che, invece, è spesso turbata da aggiunte ed escrescenze non sempre di buon gusto. Penso al prossimo giubileo del duemila e ai pellegrini-turisti che passeranno per il nostro Santuario e non tutti saranno cattolici e anche fra i cattolici non tutti accettano certi sconfinamenti della devozione che a volte confinano con la superstizione e la magia. Penso con tristezza e preoccupazione ad "un certo disordinato ritorno di pietà mariana malfondata, la quale non fa che esacerbare, invece di lenire, le tensioni che restano, a proposito di Maria, nelle nostre Chiese e che sorgono anzi in seno ad una stessa chiesa". Maria non può essere motivo di divisione ma di comunione e di unità, fedele alla sua missione di "Madre del suo Signore, madre e beata che non dimentica mai né le proprie origini, né l'ampiezza di ciò che attraverso di lei si è realizzato e che oltrepassa tutti i confini spaziali e temporali in Colui che è la luce delle nazioni e la gloria di Israele".

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera del Medio Adriatico per circa 5 km e ogni anno risorge tra il fiume Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno di tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante solo 50 chilometri.

 
La presenza della Madonna dello Splendore a Giulianova di Padre Serafino Colangeli. Questa caratteristica universale della Vergine Madre rende quanto mai attuale la presenza del suo Santuario nella città di Giulianova, che, situata in riva al mare è luogo di traffico, di commercio, di turismo ed esprime perciò, da un punto di vista religioso, un pluralismo molto più accentuato che in altre località abruzzesi più legate alle proprie tradizioni. Ai cristiani di Giulianova si può applicare bene l'immagine di una comunità formata di "cerchi concentrici", nella quale, al nucleo centrale di fedelissimi alla propria parrocchia, alla propria chiesa o cappella, al proprio Santuario e infine al proprio movimento, corrispondono varie zone concentriche meno vicine al centro e quindi con diversi gradi di appartenenza alla chiesa. Vi è un numero considerevole di nostri contemporanei che solo in determinate situazioni eccezionali della vita ricorrono ai servizi della chiesa; essi, pur non avendo troppa familiarità con il credo trinitario, cristologico, ecclesiologico, tuttavia neanche lo rifiutano direttamente e decisamente, ma vorrebbero semplicemente, in determinate occasioni, ottenere la benedizione di Dio per sé e soprattutto per i loro figli. Un tale gruppo deve essere accolto con un senso di gratitudine, con un leale sì, trasmettendo in tal modo ad essi l'immagine di una chiesa aperta, attraente e amica delle persone. Questi cristiani che sono stati definiti "lontani fedeli alla chiesa" bisognerebbe valutarli con molta simpatia e riconoscenza e non considerarli "fuori" per il fatto che non sono membri attivi all'interno della chiesa, ma valutarli per il loro apporto in seno alla cultura pluralistica dove diventano trasmettitori di contenuti di fede espressamente cristiani nei raggruppamenti sociali più diversi e anzitutto nel dominio dell'etica, della politica sociale, ma anche in quello dell'immagine di uomo e della dignità umana. I cristiani "attivi" corrono oggi, talvolta, il pericolo di sottovalutare questa importanza pubblica «dell'ethos» cristiano, a vantaggio di una vita più intensa all'interno della chiesa. In connessione con una sensata pastorale di relazione verso i "lontani fedeli alla chiesa" dobbiamo riconoscere che oggi il loro apporto, anche se spesso solo nella forma di granellino di senapa, è ancor più irrinunciabile di quanto non fosse in epoche passate caratterizzate da una cultura generalmente cristianizzata.
La Chiesa di Santa Maria a Mare
Coordinate geografiche (GPS): Latitudine: 42.738159 | Longitudine: 13.971243

Luoghi di culto a Giulianova:

Chiesa di Santa Maria a Mare

La chiesa medievale di Santa Maria a Mare è il vero gioiello artistico di Giulianova e si trova nei pressi del cavalcavia che costituisce l’accesso alla città da sud, o da Teramo. Tutta in mattoni, con un bel campanile a vela, venne costruita prima dell’anno Mille in una posizione insolita, sulla piana tra la costa e la collina lontano dal centro abitato dell’antica Castel San Flaviano, la Giulianova dell’epoca. Si pensa fosse collegata ad un punto di sosta per i viandanti che dall’interno si recavano sul mare per cercare imbarchi. Fu modificata più volte, di sicuro attorno al XII secolo, e alla fine del 1200 il vescovo affidò la realizzazione di un nuovo portale a una bottega di scalpellini, forte evidentemente di qualche bravo maestro a giudicare dal risultato. Alcuni hanno immaginato che qui avesse lavorato Raimondo del Podio, mastro scalpellino ed architetto divenuto famoso perchè autore dei portali della cattedrale di Atri, ma è una ipotesi tanto suggestiva quanto poco fondata sui fatti. Al contrario, probabilmente la bottega scalpellina di Giulianova costruì poi il portale della chiesa di Colle Romano a Penne, e qui le somiglianze stilistiche sono evidenti. Santa Maria a Mare colpisce il visitatore per il suo portale, nella cui pietra sono cesellati una bellissima Madonna con Bambino contornata da animali, figure e oggetti dal significato simbolico: si distinguono infatti un’aquila ed un falco, una salamandra, una colomba, un essere mostruoso. Due leoni guardano maestosi il visitatore dai due lati del portale, uno con un libro, l’altro in lotta con un serpente. Osservando il sottoarco giunge la sorpresa: si scoprono infatti le 18 formelle di pietra che recano scolpite figure enigmatiche, volti e simboli. Difficile dire cosa narrino; di certo una storia scritta per segni, un percorso che si snoda attraverso simboli antichi, forse una rappresentazione delle fasi dello zodiaco, delle stagioni e dell’alternarsi tra la notte e il giorno con il percorso del sole tra aurora, alba, luce, tramonto, crepuscolo e buio. Tra esse alcune colpiscono la fantasia più di altre.

Un uomo mostra le parti intime: una decorazione simile si segnala sul portale del duomo di Parma, opera del maestro Benedetto Antelami. Potrebbe simboleggiare l’inizio di un nuovo ciclo.
Un guerriero a cavallo calpesta il drago: raffigurazione classica di San Giorgio o dell’arcangelo Michele. Il cavaliere è spesso usato come simbolo dell’uomo teso verso grandi sfide e grandi ideali, qui forse a identificare la forza della primavera.

Giulianova, la facciata della Chiesa di Santa Maria a Mare.


Un re che nutre delle colombe: collocata dopo alcune teste umane e una doppia stella a 12 punte, potrebbe rappresentare il possessore di conoscenza che dona il proprio sapere e quindi la vita stessa; forse un’allegoria dell’estate.
Un uomo cavalca un drago: pur se mancante di una sezione inferiore che poteva contenere una raffigurazione del mare, la formella dovrebbe rappresentare il passaggio metaforico dal buio alla luce.
Un giovane che ride su una maschera: segue la figura del giovane, forse un eroe. Da alcuni ritenuto una raffigurazione oscena: potrebbe trattarsi di un giovane i cui attributi maschili siano stati cancellati dagli agenti atmosferici. Il che lascerebbe pensare si tratti di una raffigurazione scaramantica come se ne trovano anche in altre chiese, e non solo abruzzesi.

Viso con cappello e lunghi capelli: molto probabilmente il dio Hermes, del quale si hanno rappresentazioni classiche con cappello e lunga chioma. Come tale egli rappresenta la capacità di mediazione. Qui la formella conclude la serie dedicata all’allegoria dell’estate.

Giulianova, particolare delle 18 formelle della Ciesa di Santa Maria a mare.


Un cavallo: raffigurato con un lungo collo, senza cavaliere, finimenti e briglie, esso richiama la forza degli antichi cavalli della mitologia greca e romana. Qui potrebbe simboleggiare l’inizio dell’autunno, che richiama antichi usi romani che prevedevano il sacrificio di un cavallo compiuto, in vista della imminente semina, per propiziare il futuro raccolto.
Due amanti dietro un paravento ed un vecchio che li osserva: per alcuni si tratta di un atto di adulterio tra la donna ed il suo giovane amante, scoperto dal vecchio marito che impugna un coltello. Per altri è invece l’allegoria di un trio composto dalla regina, dal vecchio re e dall’amante, che altri non sarebbe se non il re da giovane. Seguono poi un grifone alato, animale di fantasia che raffigura il contrasto tra la natura umana e quella divina, una rosa dei venti, simbolo principe della cultura alchemica medievale, e una corona. I pellegrini: intesi come figurazione della condizione terrena dell’uomo, con forti riferimenti ai riti di iniziazione ai quali la formella si richiama per la presenza di un maestro che offre all’altro l’acqua, simbolo della conoscenza. L’acquario chiude infine il percorso simbolico di questo ciclo solare o stagionale iniziato con l’Ariete.

La presenza della Madonna dello Splendore a Giulianova di Padre Serafino Colangeli. La mia cinquantenaria presenza nel Santuario della Madonna mi ha insegnato che in esso convengono uomini e donne che spesso non trovano una loro collocazione nei luoghi organizzati delle parrocchie in quanto non si sentono di essere membri attivi, oppure per un istintivo rifiuto della istituzione non si trovano a loro agio in esse. E tuttavia vogliono ispirare la loro vita ai valori assenziali del cristianesimo e perciò si recano al Santuario della Vergine Madre. Ognuno comprende che la disponibilità ad accogliere fraternamente tali cristiani deve essere unita all'attenzione intelligente per non favorire forme di devozionismo di cattivo gusto e deludente per loro, ispirandoci alla essenzialità di una devozione a Maria fondata sulla Parola di Dio e su una sana teologia. Questa accolgienza all'interno del Santuario dovrebbe essere riconosciuta come funzione essenziale nel pluralismo di oggi ed essere quindi argomento di studio, di valutazione e discernimento da parte non solo dei custodi del Santuario, ma dei parroci, dei religiosi e dei movimenti attivi della nostra città. Se ciò è importante per le attività che riguardano più direttamente la fede e le  sue espressioni all'interno del Santuario, vale, direi, ancor più per le iniziative che sono sorte e sorgeranno intorno al Santuario stesso. Tralasciando quelle attività provvisorie che accompagnano la festa del 22 Aprile - di esse altri parlano e parleranno - desidero fermarmi su due iniziative permanenti sorte intorno al Santuario e di cui mi sento in parte responsabile: l'attività culturale e il servizio dei poveri. Confinante con il Santuario è la biblioteca "P. Candido Donatelli" di proprietà dei Padri Cappuccini, piccola ma ricca di richiami alla nostra terra, per quella collezione di Abruzzesistica che il nostro caro P. Candido, con passione e competenza, aveva raccolto e volle mettere a disposizione degli studiosi. Questa biblioteca che ormai è punto d'incontro e di amicizia di un folto gruppo di giovani e di studiosi non può essere assolutamente considerata un corpo estraneo al Santuario; invece può e deve inserirsi nelle attività di esso con riferimenti non esterni e formali ma storici e profondi ricercando nelle memorie della nostra città e della nostra regione quanto vi abbia influito la fede cristiana e la devozione mariana.

Luoghi di culto a Giulianova:

Altre chiese

A poca distanza dalla piazza della Libertà sorge la chiesa di Sant’Antonio, precedentemente dedicata a San Francesco di Paola e parte integrante dello scomparso convento dei Minori Conventuali. Edificata nel 1566, come risulta dalla data impressa sul portale, presenta una essenziale facciata in laterizi con semplice portale in pietra a cornici specchiate e, sempre all’esterno, un campanile a vela a tre fornici. Nella nicchia al suo fianco sinistro, resti di un modesto affresco (Pietà) del XVII secolo. Originariamente più bassa dell’attuale, nella prima metà del Settecento la chiesa modificò il preesistente impianto longitudinale venendo sopraelevata, ampliata e, indulgendo ai dettami dell’opulenza decorativa e del fasto ornamentale, dotata di laccature, dorature con lamine d’argento trattate a mecca e decorazioni a stucco di Girolamo Rizza e Carlo Piazzoli, oltre che di un prezioso organo, purtroppo scomparso, realizzato dal vastese Onofrio Cacciapuoti. L’interno, a vano unico con due campate, conserva, oltre a dieci bassorilievi, a due grandi dipinti ad olio forse seicenteschi e ad un’acquasantiera di stile romanico, una interessante lapide di un membro della famiglia de’ Bartolomei qui tumulato.



Giulianova - Chiesa di Sant'Antonio

Coordinate geografiche (GPS): Latitudine: 42.751214 | Longitudine: 13.957306

Sempre nel centro storico, su piazza Dante, già del Mercato, prospetta la chiesa della Misericordia, risalente forse al periodo della costruzione della città acquaviviana ma modificata a seguito del rovinoso incendio del 1741. La chiesa, erede di quella costruita nel borgo medievale in suffragio dei periti nella pestilenza del 1348, fu sede della omonima confraternita, la più antica di Giulianova essendo stata approvata con bolla del vescovo aprutino Giannantonio Campano il 26 settembre 1474. Oggi si mostra con semplice facciata, lesene e timpano mistilineo, e sobri interni. All’incrocio tra via della Rocca e via dell’Asilo si erge la recentemente restaurata chiesa di Sant’Anna, ad unica navata e con altare barocco purtroppo deteriorato, databile al periodo compreso tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. L’edificio, piccolo gioiello dell’architettura vernacolare abruzzese, presenta una facciata in laterizio, delimitata orizzontalmente da una base modanata con ricorsi e da un leggero cornicione, e definita da due pilastri in mattoni a vista con semplici capitelli ornati, pure in laterizio, che includono le superfici e il gioco di modanature. Entrambe novecentesche sono, al Lido, la chiesa della Natività, costruita agli inizi del secolo per soddisfare le esigenze spirituali degli abitanti dell’allora Borgata Marina e divenuta sede parrocchiale nel 1927, e, su piazza Giovanni XXIII, la chiesa di San Pietro Apostolo, inaugurata nel 1974 su progetto del romano Alfredo Scarpelli. Imponente con la sua audace copertura a vela ancorata allo svettante campanile, la chiesa, a cui si accede mediante un’ampia scalinata suggerita dallo scultore Venanzo Crocetti, dal 2004 presenta al suo interno, nella parete di destra, un pregevole altorilievo ligneo (La pesca miracolosa) progettato da Osvaldo De Fabiis e realizzato ad Ortisei.

 
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