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Guida al quartiere di Giulianova Paese: La Chiesa della Misericordia

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La chiesa della Misericordia
(Piazza Dante)
di Manuel Bastioni
Quando la popolazione abbandonò Castel San Flaviano per portarsi sulla città neoedificata di Giulia, molte chiese del lido vennero ricostruite sul paese, per permettere ai fedeli di continuare a praticare i vari culti ai quali erano affezionati.
Questo avvenne anche nel caso della Misericordia , che si affaccia su Piazza Dante Alighieri, eretta con lo stesso nome di un altro edificio di culto che era stato costruito  nel centro medioevale dopo la tremenda pestilenza del 1348.
Si tratta di un monumento molto particolare per la sua valenza urbanistica ed  architettonica.
Osservando infatti la pianta dell’isolato che comprende sia la chiesa che la sagrestia a fianco, si nota una caratteristica molto particolare, ossia la forma trapezoidale irregolare.
Questo è molto strano, poiché si tratta di un’emergenza architettonica, ossia di un edificio molto importante, che chiude addirittura un intero lato della piazza dove si svolgeva il mercato giuliese, e che sicuramente non è stato ricavato dallo spazio “avanzato” dagli altri isolati, bensì deve essere stato disegnato all’interno del piano di fondazione proprio con quella forma.
Quindi, rispetto alle grandi chiese rinascimentali che nascono con forme simmetriche e regolari, la nostra “Misericordia”, risalente al secolo XVI, si colloca in un ambito molto particolare, ancora da definire.
Vi sono alcune ipotesi, ad esempio quella secondo cui l’edificio  nel progetto originale occupava anche l’area della sagrestia, e doveva quindi avere un interno trapezoidale, con una forte illusione prospettica di profondità, che d’altronde abbiamo già trovato nella piazza ducale.
Tuttavia si tratta solo di idee....
Articolo tratto dalla Rivista "Madonna dello Splendore" n° 18/1999 pag. 52.

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
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