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Informazioni ed indirizzi utili dei Municipi della Provincia di Pescara: Cepagatti

Pescara
 

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Cepagatti è stata anticamente anche terra di pastori. Dai resti archeologici rinvenuti nelle zone circostanti di Cepagatti, si può dedurre che, il piano di Cepagatti, ospitò anche dei villaggi primitivi, costruiti con sistemi diversi secondo vari periodi, e furono rifugio di uomini robusti e rozzi che traevano sostentamento dalla caccia, dalla pesca, dalla pastorizia e dalla coltivazione dei campi. Gli antichi cepagattesi venivano prendendo contatti con gli abitanti dei monti, che scendevano lungo il tratturo "l'erbal fiume silente" dannunziano, che era tra le strade campestri più trafficate e posto a sud-ovest in località ora Villareia di Cepagatti, zona costituita da fertili terreni a sinistra del fiume Pescara, terra, un tempo, di latifondisti di Chieti che avevano, appunto, le proprietà nelle zone pianeggianti della Valpescara.
Le case sorsero in un'area piuttosto ampia di Cepagatti, fatte di paglia, terra e frasche, spesso ricoveri di pastori nelle notti fredde verso "la marina"; poi con la riforma agraria degli Anni 1950 circa, il tratturo è stato diviso in piccoli appezzamenti, dati in concessione agli abitanti del luogo che, favoriti dall'acqua del Pescara e del Nora a poca distanza, li hanno resi fertilissimi. Testimonianze di vita associativa sono state trovate, in discariche, ai margini della Ripa, terrazza alluvionale sul Torrente Nora durante uno sbancamento del terreno nel 1981. Sono venuti alla luce a Cepagatti vasetti di terracotta e lucerne che hanno confermato le tesi di De Nino, Radmilli, Macchia che affermarono in questi luoghi dovevano esserci insediamenti umani.

Città di Cepagatti

Comune di  Cepagatti
Via R. D'Ortensio, 4
- 65012 Cepagatti PE
Tel.: 085 97401 – Fax: 085 974100

Altitudine: 145 mt. s.l.m.
Estensione: 30,34 kmq.

Sito web:
www.comune.cepagatti.pe.it
PEC - Posta certificata: suap@pec.comune.cepagatti.pe.it

Posta ordinaria: info@comune.cepagatti.pe.it

La zona di Cepagatti al tempo dell'egemonia romana, era terra dei Vestini. Confermano l'origine romana di questo paese i ritrovamenti del 1970 di due grandi olle di terracotta col marchio del vasaio PANPHILUS MAGISTER posto sull'apertura, nel luogo dove sorgeva un tappeto (frantoio), edificato con sistema costruttivo romano detto opus reticulatum. Ancora, a conferma di quanto sopra, nella prima sala della torre vi sono cisterne per la raccolta dell'acqua piovana. Roma esercitò un grande fascino sui popoli Marsi, Peligní, Marrucini e Vestini, che fu permessa, da questi, il passaggio verso l'Apulia nel 325 a. C. Cepagatti fa parte da secoli della diocesi di Penne, senz'altro considerata la più antica d'Abruzzo.

Il paese di Cepagatti è situato in zona quasi pianeggiante nelle immediate vicinanze della confluenza del Pescara con la Nora.
Il paese di  Cepagatti probabilmente era un castrum romano - lo indicano, nell'agro circostante, resti di murature e ritrovamenti archeologici di anfore in ceramica e monete - che sarebbe stato ampliato dai longobardi; a questo popolo apparterrebbe il patronimico ceppaia di Gattone da cui si fa derivare il toponimo.
La torre quadrata di  Cepagatti, che caratterizza il centro storico, è databile al secolo XIII ed è stata inglobata, nei primi del '900, in una costruzione a forma di antico maniero.
Accanto a questa, che una volta segnava la cinta muraria, sorge la chiesa di S. Rocco taumaturgo cui la popolazione tributa il 15 e il 16 agosto una vivace e coloratissima festa con la presenza di carri agricoli addobbati e il trasporto dei dolci votivi, prima recati in omaggio al santo e poi consumati per devozione.
Delle frazioni che fanno capo a Cepagatti, Villarèia (m 49 a km 5 verso sud est), conserva cospicui esempi di case di terra una tipologia abitativa, tipica dell'edilizia rurale, che utilizza blocchi di argilla cruda impastata con la paglia ed essiccata al sole.

 
 

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L'Abruzzo: un grande museo all'aperto. Un'altra delle caratteristiche peculiari dell'Abruzzo è il numero altissimo di antichi castelli che si vedono spuntare ovunque. Si può dire, anzi, che non vi sia paese, sommità dominante, passo o promontorio che non abbia la sua torre, il suo castello, il suo recinto fortificato. Le ragioni storiche sono semplici: un lunghissimo periodo di pericolo, interno ed esterno, che obbligò ogni comunità a provvedere alla propria difesa; ma ciò che più ci interessa è il risultato odierno, che rende l'Abruzzo il più grande e completo museo italiano all'aperto di architettura militare: vanta infatti almeno un esemplare, e di buon livello, per ogni tipo di fortificazione conosciuta. Un'altra particolarità unica è poi che la gran parte di essi conserva pressoché intatto anche il territorio circostante, il proprio contesto originario. Un esempio, per tutti, è lo straordinario castello duecentesco di Rocca Calascio: le forme essenziali, di perfetta simmetria, la coerenza dell'impianto architettonico, che tradisce non solo la sicurezza progettuale ma pure una consapevole volontà espressiva, ne fanno uno dei più belli e suggestivi castelli d'Europa. Posto a quasi 1500 metri di altitudine in posizione dominante sulla vallata sottostante, spazia su di un panorama montano mozzafiato, senza epoca, intatto. È difficile immaginare un castello più dominante di questo: il suo ambiente, al limite, coincide col più lontano orizzonte. La suggestione del luogo permette di cogliere appieno quella sensazione di "sospensione del tempo" che più di ogni altra caratterizza l'Abruzzo interno, affascinando il visitatore.


Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia di Pescara


 
 
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