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I Comuni della Provincia de L'Aquila: Celano

L'Aquila

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
La presenza umana nell'area perilacustre del territorio di Celano è documentabile a partire da 18.000 anni fa. Il ritrovamento dell'insediamento palafitticolo delle “Paludi” di Celano ha portato alla luce strutture paliformi lignee risalenti all'Età del Bronzo (3.700/3.600 anni fa) e una necropoli (X secolo a.C.) con tombe a tumulo circoscritte da un circolo di pietre. In epoca romana il territorio fucense di Celano viene inserito nell' ager Albensis, gravitando intorno all'orbita della città di Alba Fucens. Le invasioni barbariche successive al crollo dell'Impero Romano e le frequenti esondazioni del Lago Fucino causarono l'abbandono dell'insediamento perilacustre celanese ed il conseguente arroccarsi dell'abitato nelle più sicure alture del Monte Tino. La conquista longobarda del territorio di Celano marsicano segnò nel 591 la fine delle strutture amministrative romane, sostituite dai ducati e dai feudi minori, tra cui le gastaldie.
Parrocchia del Sacro Cuore a Celano. Quella del Sacro Cuore è una parrocchia giovane, che non ha neanche cinquant’anni e che punta alla formazione delle nuove generazioni e all’accoglienza delle persone in difficoltà. La chiesa, guidata da don Giuseppe Ermili, è il cuore di un quartiere vivace e dinamico, dove i giovani sono la speranza per il futuro e la loro partecipazione alla vita parrocchiale è il segno profetico di una comunità destinata a crescere. L’arrivo di don Giuseppe in parrocchia risale al 1993. «Allora la zona era già in espansione», racconta il sacerdote, «mancavano i negozi e i servizi, perché tutto era ammassato in centro». Oggi la situazione è migliorata, ma il problema della carenza di servizi non è stato ancora risolto definitivamente. Nella zona, infatti, mancano infrastrutture e l’attivazione di un piano di riqualificazione per rilanciare l’aspetto della zona e l’arredo urbano. «Non ho avuto difficoltà al mio arrivo», spiega il parroco, «soprattutto grazie a una buona accoglienza della popolazione». La situazione, però, non era tutta rose e fiori. «Trovai anche alcune situazioni di povertà economica», aggiunge. Oggi nel quartiere di Muricelle e della stazione abitano soprattutto imprenditori agricoli, edili, e lavoratori di ceto medio. Quella del Sacro Cuore è una parrocchia giovane, sia per quanto riguarda la nascita della comunità religiosa, che compirà cinquant’anni nel 2012, sia per le attività che vengono svolte, dedicate soprattutto ai ragazzi. E’ la seconda parrocchia della città, dopo quella di San Giovanni, e gli abitanti sono quasi 3.500. E’ un quartiere in espansione. Da qualche anno si sono equiparati il numero di battesimi e quello dei funerali, che si aggirano entrambi intorno ai 25 all’anno. Di pari passo alla popolazione, anche la parrocchia è in espansione ma, secondo il sacerdote, «è rimasta l’abitudine a tornare nei giorni di festa e anche la domenica alle parrocchie di origine. «Le potenzialità di questo quartiere», continua don Giuseppe, «sono immense e a volte c’è la tendenza ad accontentarsi, senza cercare di più. Ma bisogna andare avanti e non fermarsi mai, per portare a compimento il disegno di Dio per una comunità in crescita e sempre più unita». Secondo il sacerdote, insomma, c’è vitalità e partecipazione tra i fedeli, l’associazionismo è sempre presente, l’impegno non manca e la gente sente la parrocchia come punto di riferimento, «ma si potrebbe fare di più». Ora il parroco sta tentando di valorizzare gli impianti sportivi che fanno parte della chiesa. Il quartiere, soprattutto negli ultimi anni, sta diventando multietnico. Gli immigrati sono numerosi. Basti pensare che in città hanno raggiunto quota 600 e una buona parte abita proprio nel quartiere. «In città», afferma don Giuseppe, «c’è anche il problema della droga. Non è un fatto esplosivo ma è una minaccia. Le forze dell’ordine fanno il loro dovere, ma è fondamentale l’assistenza e la sensibilità da parte dei genitori. Meglio intervenire prima che sia necessaria la repressione». La parrocchia, fino a qualche tempo fa, ha aiutato la missione in Africa della religiosa celanese suor Maria Caferra, delle Suore della carità. «Oggi l”obiettivo, come spiega il parroco, «è cercare di essere una chiesa al centro della vita della comunità, vivendo la sua dimensione quotidiana nell’assistenza spirituale agli ammalati, nella formazione dei giovani e delle famiglie». Le attività della chiesa del sacro cuore sono rivolte soprattutto ai ragazzi. Sono infatti quasi 250 i giovani che frequentano le attività di catechesi in parrocchia. Ma oltre agli incontri pastorali rivolti alle realtà giovanili, ci sono anche i corsi di formazione per gli adulti e le giovani coppie. Molto attivi anche il comitato per la festa parrocchiale e il consiglio economico. L’attività di catechesi si svolge attraverso la costituzione di équipe di catechisti e mediante la preparazione di sussidi preparati per il tema pastorale annuale. Lo staff, composto da 27 persone, si occupa dell’iniziazione cristiana e dell’accompagnamento in cammini di fede di adolescenti e di giovani. Quella adolescenziale è l’età degli interrogativi più profondi, delle ricerche ansiose e perfino frustranti, di una certa diffidenza verso gli altri con dannosi ripiegamenti su se stessi, l’età talvolta delle prime sconfitte e delle prime amarezze. La catechesi non ignora tali aspetti di questo delicato periodo della vita e cerca di condurre l’adolescente a una revisione della propria vita e al dialogo. Oltre al parroco, del delicato compito si occupano: Anatolia Angeloni, Valentina Belmonte, Giovanna Bernardi, Felice Biocca, Antonio Di Renzo, Maria Letizai Caferra, Fabrizio Coletta, Pasquale Felli, Pamela Petrolio, Annarita Di Renzo, Rosanna Esposito, Maria Carmen Felli, Eliana Letta, Iole Letta, Onorina Marcanio, Teresa Molinelli, Antonella Paris, Brigida Perrella, Arianna Presutti, Annalisa Zaurrini, Patrizia Testa, Annarita Marcanio, Carmine Di Bernardo, Silvia Caferra, Angela Palerma, Annamaria Libertini. In tutto i ragazzi sono circa 240. Il catechismo viene seguito per otto anni consecutivi e prevede un intero percorso, non solo sacramentale. Inizia dalla prima elementare fino alla seconda media. Alla terza media c’è poi il cammino per la cresima. La parrocchia svolge inoltre la cura di centri di ascolto della Parola, l’animazione liturgica, l’animazione di gruppi di giovani famiglie, di anziani. Nell’ambito delle attività di sostegno sociale sono impegnati anche gruppi caritativi come la Caritas, che fa riferimento al parroco e viene condivisa con quella della chiesa di San Giovanni e fa anche visite ad anziani, ammalati, a persone bisognose e sole, abbandonate a se stesse. Il Consiglio economico, presieduto dal parroco, è composto da Salvatore Baruffa, Agostino Caferra, Emma Ranalletta, Antonella Del Beato, Rosanna Esposito, Rita Marcanio, Roberto Libertini, Giuseppe Testa, Domenico Paris e Berardino Filauri. Poi c’è il coro degli adulti che anima le celebrazioni della domenica e dei giorni festivi. Attivo in parrocchia anche un gruppo di preghiera ispirato al movimento del Rinnovamento dello Spirito e che si riunisce settimanalmente. Il gruppo dei ministranti è composto da Carmine di Bernardo, Pasquale Ferri, Elvis Felli, Valerio Marcanio, Emanuel Biocca e Fabio Carusi e Alfio Ragusa. In parrocchia vengono svolti catechesi per gli adulti, corsi per le famiglie e incontri prematrimoniali, molto frequentati. Il nuovo gruppo inizierà l’attività il primo venerdì di febbraio e un secondo turno il secondo sabato di ottobre. Il comitato per la festa dedicata al Sacro Cuore, che si tiene la terza domenica di giugno, viene rinnovato ogni anno. La chiesa del Sacro cuore fu istituita il 19 agosto 1962. A disporne la costruzione fu monsignor Domenico Valerii, su richiesta di monsignor Domenico Polla, preposto di Celano, e del parroco Alipio Polla. I lavori iniziarono nel dicembre del 1958 e in quattro anni furono terminati. Ma l’input alla realizzazione della nuova chiesa a Celano.

Città di Celano

Comune di Celano
Piazza IV Novembre
- 67043 Celano (Aq)
Tel.: 0863-79541 - Fax: 0863-792335

Altitudine: 800 mt. s.l.m.
Estensione: 91,77 kmq.

Sito web: www.comune.celano.aq.it
PEC: comune.celano.aq@pec.comnet-ra.it

Posta ordinaria: info@comune.celano.aq.it

Parrocchia di San Giovanni Battista a Celano. Il viaggio alla scoperta delle parrocchie della Marsica raggiunge Celano dove la prima chiesa è quella di San Giovanni Battista. Si tratta di una parrocchia ricca di tradizioni, dove si svolge l’importante festa dei Santi martiri Simplicio, Costanzo e Vittorino. E’ la parrocchia più vecchia della città che ha avviato da diversi anni un processo di modernizzazione e ricambio generazionale. Si guarda al futuro e ai giovani pur mantenendo vive le credenze popolari e le tradizioni religiose. Sono numerosi i gruppi parrocchiali e diverse le iniziative finalizzate alla formazione dei giovani. L’intensa attività pastorale è la prova che l’obiettivo della chiesa di San Giovanni è quello di rendere più profonda la cristianità dei fedeli. Nel quartiere non mancano i problemi di povertà che interessano soprattutto le famiglie che hanno un solo reddito o in cui ci sono problemi occupazionali e precariato. A San Giovanni la tradizione popolare, la devozione per i Santi martiri e le profonde radici culturali si fondono per dar vita a una realtà coesa e operosa. Ma la parrocchia, guidata da don Claudio Ranieri, è alla ricerca costante di una nuova e più intensa cristianità rivolta ai giovani. Il quartiere va incontro a un costante invecchiamento e a un progressivo spopolamento a favore della periferia. L’innovatore per eccellenza è don Claudio che da circa 18 ha avviato un processo di fusione tra le tradizioni che caratterizzano la cristianità dei più anziani, e la religiosità spirituale che è parte fondante del cammino dei giovani della parrocchia. Arrivai a San Giovanni nel 1980, dopo don Enrico Polla che era stato in parrocchia per 33 anni», racconta don Claudio, «e trovai una marcata religiosità popolare. Ero stato per tanti anni parroco del Sacro Cuore, una parrocchia giovane e in crescita. Qui invece era tutto prefissato e stabilito dalle tradizioni. E’ la parrocchia più consolidata dove ci sono anche alcune incrostazioni che vanno aggiustate». Secondo il sacerdote, c’è il rischio che, con la sola tradizione, la fede si svuoti e rimanga soltanto apparenza. «Serve intervento per ridare spessore a questa grande religiosità dei celanesi». E di innovazioni, infatti, ce ne sono state diverse e anche molto radicali. Ad esempio la tradizione fino a qualche anno fa prevedeva l’esposizione di Cristo morto il giovedì santo. Si trattava di una simbologia anacronistica rispetto alla realtà dei fatti legati alla crocifissione e alla Risurrezione di Gesù. «La gente cerca emozioni forti, per questo è legata alle usanze e ai costumi», spiega don Claudio, «ma con pazienza e fatica siamo riusciti a cambiare questa tradizione». Il fatto, però, come era prevedibile, ha creato fibrillazione e sconcerto in città e non sono mancate le proteste. «Ma alla fine», sottolinea il sacerdote, «il popolo è stato intelligente e ha accettato il cambiamento». La parrocchia conta circa quattromila abitanti e rappresenta la zona antica di Celano. Uno dei problemi del quartiere è quello dello spopolamento. Le nuove famiglie scelgono sempre più di abitare in periferia. Ma il fatto più preoccupante riguarda l’invecchiamento a cui va incontro la zona. Nel 2007 i battesimi sono stati 33 ma purtroppo i funerali sono arrivati a quota 47 funerali. Una tendenza che con gli anni rischia di intensificarsi. Si tratta di un quartiere che cambia, anche dal punto di vista sociale e lo spettro della povertà si fa ogni giorno più concreto. «La Caritas», spiega don Claudio, «fino a dieci anni fa lavorava quasi esclusivamente per gli immigrati». Oggi ci sono circa cento famiglie che si rivolgono all’associazione di volontariato. Altri cittadini, inoltre, esprimono il desiderio andare a ritirare i viveri in orari diversi da quelli di apertura al pubblico. <e’ la nuova povertà, quella nascosta, di cui sono vittime i disoccupati, le famiglie con uno stipendio solo a volte precario, gli anziani che vivono con le pensioni sociali, il vecchio ceto medio, insomma. La missione della parrocchia è rivolta ai giovani. Per il prete va accentuata la catechesi. Perché la «religiosità popolare non dà certezza per il futuro, oggi non più sufficiente, i giovani hanno bisogno della conoscenza della parola, che li protegga da falsi valori». Quella di San Giovanni apostolo è una delle parrocchie più attive della città. I numerosi gruppi e le iniziative di preghiera, volontariato e formazione ne fanno un vero centro per l’evangelizzazione. Intensa anche l’attività delle sei Confraternite. Una tradizione che col passare degli anni è sempre più viva. E poi c’è la religiosità dei Santi Protettori, un vero culto popolare. La catechesi domenicale per i ragazzi viene portata avanti dalle insegnanti Federica Piemari, Annarita Piemari, Martina Morgante, Sara Contestabile, Giulia Rossi, Chiara Marcanio, Valeria Montagliani, Claudia Marchetti, Manuela Masscitti, Alessandra Scafati, Chiara D’Alessandro. La catechesi per la prima comunione è curata da Franca Ranalletta, Graziella Masi, Arianna Sforza, Concetta Pera, Romina Letta, Gabriella Ranalletta, Marisa Guerra, Laura Maria Pietrangeli. Della Cresima si occupa, invece, Valeria Felli. Gli incontri biblici settimanali curati da Laura Paris, mentre il parroco è responsabile degli incontri per i genitori nei periodi dell’Avvento e della Quaresima. La Caritas parrocchiale svolge attività di volontariato per andare incontro alle persone più bisognose, ma si occupa anche di un centro di ascolto e assistenza. A volte, infatti, i bisogni della popolazione non riguardano solo l’aspetto materiale. A volte i fedeli hanno anche bisogno di essere ascoltati, di confrontarsi con persone disposte a condividere i loro problemi. Spesso, infatti, la solitudine fa più male della povertà. E per questo è stato attivato il centro di assistenza spirituale.

Il paese di Celano è situato in alta collina sul versante nord della conca del Fucino. Da visitare a Celano: il grandioso Castello del 300.

 
 

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Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia de L'Aquila

La gastaldia dei Marsi di Celano venne inserita nel Ducato di Spoleto ed elevata al rango di Contea nell'859-60 da Lotario II. Con i Conti Berardi, Celano divenne uno dei centri più importanti della Contea dei Marsi: il vescovo Pandolfo, figlio del Conte Berardo II, ordinò, alla metà dell'XI secolo, la costruzione della Chiesa di San Giovanni di Celano, l'unico edificio che, nel 1223, si salvò dall'incendio e dalla distruzione totale della vecchia Celano ad opera di Federico II, precedentemente entrato in conflitto con Tommaso, Conte di Celano. Fu lo stesso imperatore ad ordinare la deportazione dei Celanesi in Sicilia e a Malta fino al 1227 quando, per intercessione di Onorio III, ai Celanesi fu concesso di ritornare in patria e ricostruire una “Cittadella” sul colle di San Flaviano di Celano, intorno alla nuova Chiesa di San Giovanni Battista. Sulla sommità di suddetto colle, il Conte Pietro Berardi nel 1392 fece edificare il Castello di Celano, simbolo dell'autorità comitale nell'intero territorio marsicano.
L’Abruzzo marittimo si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera so-stanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roselo degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chietino, Fossacesia e Vasto. I centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150. Di grande interesse turistico, sportivo e climatico i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e Bomba. Una nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di fauna. Nel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
Si deve alla Contessa Jacovella, ultima erede dei Conti di Celano e al suo terzo marito Leonello Acclozamora la ventata di arte rinascimentale visibile nell'architettura del castello e nelle chiese celanesi, arricchite dagli interventi artistici di maestranze aquilane. Nel 1463 Ferdinando d'Aragona assegnò la Contea ad Antonio Todeschini Piccolomini, marito di Maria d'Aragona e nipote di Enea Silvio Piccolomini, salito al soglio pontificio con il nome di Papa Pio II. Nei 128 anni di dominio, i Piccolomini rinnovarono Celano con la loro arte rinascimentale toscana, contrassegnando di mezzelune, simbolo araldico della famiglia, edifici militari, civili ed ecclesiastici di Celano. Costanza Piccolomini vendette nel 1591 la Contea di Celano alla sorella di Papa Sisto V, Camilla Peretti. I Peretti governarono la Contea di Celano fino alla fine del '600, secolo buio, contrassegnato da povertà, peste e rivolte popolari di Celano. a cura della Prof.ssa Fabiana Rosati.
 
 
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