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I Comuni della Provincia di Teramo: Castelli

Teramo

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
Gli abitanti della vallata di Castelli, in particolare dividendosi in gruppi, occuparono i poggi più alti  e scoscesi dei monti dell’Appennino circondati dai boschi. Da qui il vecchio toponimo  “Li Castelli” la cui memoria è oggi testimoniata dallo stemma comunale di Castelli formato da tre torri su un castello aperto. Con il monastero si San Salvatore di Castelli inizia la fase benedettina della storia castellana e, in genere, dell’intera vallata del Vomano.Con la loro presenza a Castelli i monaci rianimarono le sparse popolazioni attraverso la preghiera, la cura dei boschi, il valore della cultura, l’uso della’argilla per la costruzione di utensili domestici. Con il tempo venne fuori una società diversa a Castelli da quella agro- pastorale, più dimanica sul piano sociale ed economico, con una complessa organizzazione maschile e femminile.
 
Oltre al grande patrimonio di Castelli costituito dalle maioliche, conserva opere di architettura, architettura e pittura, alcune delle quali di grande valore artistico. Museo delle Ceramiche Il museo di Castelli è stato istituito con legge regionale del 24 gennaio del 1984, per promuovere la cultura e l’arte della maiolica, per salvaguardare la storia e le tradizioni locali, per garantire la conservazione e l’esposizione delle opere di Castelli che testimoniano le produzioni ceramiche castellane succedutesi nei secoli e quelli degli altri centri di analoga, antica tradizione. L’edificio museale di Castelli è ospitato nell’antico convento francescano dell’ordine dei minori osservanti risalente alla metà del Cinquecento. Il convento ha operato fino al 1866 dopo fu adibito a deposito e, nel 1905 ha ospitato la prima sede dell’Istituto statale d’Arte F. A. Grue per, divenire definitivamente Museo nel 1984.

Città di Castelli

Castelli (Provincia di Teramo)
Distanza dal capoluogo di provincia  (Km): 35
Abitanti: 1.445
Altitudine: 497 mt. s.l.m.
Frazioni:
Comune di Castelli
Piazza Roma n°13
- 64041 Castelli (Te)
Tel.: 0861.979142 - Fax: 0861.979225
Sito web: www.comune.castelli.te.it
Posta certificata: comune.castelli@pec.it
Posta ordinaria: info@comune.castelli.te.it
I.A.T.: Informazione Accoglienza Turistica
Telefono:   - Fax:

Per una migliore fruizione da parte dei visitatori l’edificio che ospita il museo delle ceramiche di Castelli è stato strutturato in due piani: al piano terra si può osservare il chiostro rinascimentale circondato da un ciclo d’affreschi datato 1712 che ne ricopre le pareti, eseguito su commissione di famiglie e di istituzioni civili e religiose, che riporta alla pittura barocca. L’opera di Castelli illustra su 21 lunettoni episodi della vita di Maria, ed ogni lunetta è intercalata da medaglioni raffiguranti volti di Santi e Beate che hanno dedicato la loro vita all’opera religiosa. Il percorso si svolge poi, visitando sale in cui è stata ricostruita una vecchia bottega artigiana di Castelli per far capire il lavoro manuale e faticoso che si svolgeva per realizzare ogni singola opera: è possibile vedere le vecchie vasche della decantazione dell’argilla, la frantumazione e la realizzazione dell’argilla malleabile, poi ancora l e varie tecniche di foggiatura, smaltatura e decorazione dell’oggetto e, infine la riproduzione dell’antico forno per la cottura del manufatto in ceramica chiamato “Forno a respiro”.

Storia:
Il toponimo compare per la prima volta nel XII sec, ma l’insediamento esisteva già prima, quando venne eretta l’abbazia Benedettina di S. Salvatore ai cui monaci viene attribuita l’introduzione in paese della Ceramica. Nel XV sec fu feudo di Giacomantonio Orsini, poi degli Alarcon y Mendoza. Movimenti franosi hanno distrutto nell’800 gran parte dell’abitato.

Arte e cultura:
Posto in posizione collinare il paese nasconde tesori straordinari di arte abruzzese. La chiesa di S. Giovanni Battista, edificata nel 1601 in stile rinascimentale, presenta, murati nella facciata, i resti del pulpito del XII sec, provenienti dalla Abbazia di S. Salvatore. All’interno si conservano una scultura lignea del XIII sec, raffigurante S. Anna con in grembo Maria bambina ed una pala in maiolica attribuita a Francesco Grue uno dei maggiori esponenti della famiglia di ceramisti. La chiesa ed ex convento dei Francescani del XVII secolo, ha un chiostro con loggiato e pilastri decorati con piastre maiolicate, oggi sede del museo locale. Merita attenzione anche la chiesa di S. Donato che conserva parte del soffitto e della pavimentazione in mattonelle maiolicate del ‘400, purtroppo però in un cattivo stato di conservazione. Il paese, base di partenza per ascensioni al Gran Sasso ed escursioni, nei periodi di vacanza è caratterizzato da fiere e manifestazioni che sono legate all’artigianato, alla produzione ceramica e alla sua storia. Deve la sua fama alla produzione di maioliche dipinte che costituisce ancora oggi l’attrattiva principale. E’ soprattutto nel ‘500 e nel ‘600 che vengono prodotte le ceramiche decorate. Capostipite della tradizione artigianale risulta essere Orazio Pompei alla cui dinastia si deve la decorazione della chiesa campestre demolita nel 1615. Nel ‘600 è la famiglia Grue a rappresentare il massimo dell’espressione della tradizione. Sono di grande pregio anche le opere dei Gentile e dei Cappelletti. Ancora oggi la tradizione sopravvive ed è possibile visitare le numerose botteghe che si aprono ad ogni angolo del paese.

Illustri:

Musei:

Museo della Ceramica
Via del Convento - tel. 0861.979398 - fax 0861.979225.
Raccolta internazionale della ceramica di arte contemporanea
Via del Convento n°1 - tel. 0861.979126 - fax 0861.970656.

Eventi:
Agosto festa di S. Rocco.

 
 

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Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia di Teramo

Il Museo delle Ceramiche di Castelli. E’ stata la prima volta che i capolavori della maiolica di Castelli, usciti dall’Italia a varie riprese ed in diverse occasioni negli anni d’oro del collezionismo sovietico compresi tra la fine del 1700, tutto il 1800 fino ai primi anni del ‘900, hanno fatto ritorno a Castelli con l’occasione di una grande mostra. Uno degli obiettivi dell’esposizione è stato quello di documentare in maniera unitaria e corretta l’intricata e fino ad ora mai indagata storia della dispersione di tali manufatti artistici, dall’altra aggiornare e correlare criticamente la grande quantità di contributi scientifici prodotti dalla storiografia nazionale ed internazionale sulla ceramica di Castelli nel corso di questi ultimi decenni. E’ noto che la collezione d’arte italiana di Castelli dello storico museo sovietico è estremamente cospicua e consistente; la sua formazione è avvenuta gradualmente e si fonde indissolubilmente con la storia della nascita dell’Ermitage come museo.
I reperti “più antichi” delle ceramiche di Castelli, acquisiti cioè agli esordi delle storiche collezioni sanpietroburghesi, risalgono al XVIII secolo ed alla metà del XIX, quando l’Ermitage non era ancora un museo pubblico; una gran quantità di oggetti d’arte, proveniente dai più svariati paesi europei come ricca testimonianza della migliore produzione artistica di ogni tempo di Castelli dei singoli contesti, pervenivano al Palazzo d’Inverno e nelle altre residenze dello Zar con l’obiettivo di decorare e di impreziosire quelle sedi con quanto di meglio esisteva in Italia, in Francia, in Germania e in Olanda. La selezione delle ceramiche di Castelli si qualifica dunque, all’interno delle collezioni imperiali russe, come testimonianza estremamente esemplificativa di un fenomeno antiquariale collegato all’espandersi di un gusto estetico sofisticato ed esigente che ha dato vita ad una gloriosa stagione di acquisti di importanti collezioni o di singoli pezzi di maioliche finalizzati alla creazione di una prestigiosa collezione d’arte.
”La mostra organizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano a Castelli, Museo Nazionale del Palazzo di Venezia e Comitato Promotore delle Mostre dell’Antica Ceramica di Castelli - raccoglie 77 opere d’arte: vasi, piatti, albarelli, mattonelle, coppe, brocche e salsiere, tutte di straordinaria fattura. Dal luglio 2008 la collezione del museo si è arricchita grazie alla donazione di 200 opere donate dal Dott. Alfredo paglione del grande artista futurista Aligi Sassu. Opere in ceramica, bronzo, sculture, litografie che ricostruiscono la storia di questo grande artista che ha sempre manifestato il desiderio di realizzare opere nel paese di Castelli e quindi da sempre affascinato da questo piccolo borgo che racchiude una storia così importante. “Il gran fuoco di Aligi Sassu”, questo è il nome della mostra, è la celebrazione dell’opera di un grande maestro della ceramica italiana che trova a Castelli un luogo degno e di grande respiro.
 
 
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