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Guida al quartiere di Giulianova Paese: La Cappella de' Bartolomei

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CAPPELLA DE' BARTOLOMEI
(Piazza della Libertà)
Sul lato sud di Piazza della Libertà, a Giulianova Paese, sorge una elegante cappella gentilizia, eseguita su disegno del compianto architetto Lupi di Teramo. Dopo uno stretto vestibolo si accede nella piccola aula coperta da una cupola che termina con una bassa lanterna. Dietro l’altare sono ancora presenti alcuni gradini dell’antico accesso posteriore della cappella.
Questo monumento fu fatto edificare dall’ingegner Gaetano de’ Bartolomei per onorare la memoria dello zio Angelo Antonio Cosimo dé Bartolomei, archeologo, poeta, storico, economista. L’interno è impreziosito da tre bellissime opere in marmo, realizzate dal grande artista giuliese Raffaello Pagliaccetti: due a sinistra e a destra del vestibolo e una nella parete est dell’aula centrale. Quest’ultima, realizzata intorno al 1868, è una delle prime opere in marmo del Pagliaccetti, ed è ricca di superbi altorilievi. Tre di questi rappresentano i geni della storia, dell’archeologia e della poesia, che, con fiaccole spente in mano, mostrano tanta mestizia e tanto dolore. Sono presenti fiori simbolici, papaveri, spighe, lauro e mortelle. Il monumento è coronato da un mezzo busto del de’ Bartolomei, dal quale sembra traspaiano i sentimenti dell’illustre estinto, la forza del suo carattere, l’espressione dei suoi occhi e del suo volto. Sulla parete leggiamo:

ALLA CARA MEMORIA 
Dl ANGELO ANTONIO COSIMO DE BARTOLOMEI 
DELLE ISTORIE ED ANTICHITÀ PATRIE 
DILIGENTE CULTORE 
SCRITTORE E POETA GENTILE 
NATO IL MDCCLXXXVII 
MORTO IL XXVI NOV. MDCCCLXVII 
IL NIPOTE GAETANO DE BARTOLOMEI 
AFFETTUOSO, RICONOSCENTE P.
Come abbiamo accennato sopra, a sinistra del vestibolo troviamo il monumento dedicato alla memoria di Giovanni de’ Bartolomei, padre di Gaetano ed a destra quello dedicato a Luigi de’ Bartolomei, fratello minore di Gaetano, aiutante maggiore della guardia nazionale, giovane di grandi speranze, scomparso a soli 25 anni.
Nella lapide di Giovanni leggiamo la seguente dedica:
A TE GIOVANNI DE BARTOLOMEI 
GENITORE VIRTUOSO E CARO 
VISSUTO SEDICI LUSTRI FINO AL 1869 
NOSTRO AMORE IN VITA 
SOSPIRO E DESIDERIO OLTRE LA TOMBA 
QUESTO MARMO 
GAETANO, RACHELE, ELISA TUOI FIGLI 
DEDICANO 
ANNO MDCCCLXXXV

Nella lapide dedicata a Luigi, la cui immagine è ricordata da un altorilievo in marmo statuario di Carrara, leggiamo:

A LUIGI DE BARTOLOMEI 
DA GIULIANOVA 
AIUTANTE MAGGIORE DELLA MILIZIA NAZIONALE 
DI FORTE ANIMO, D’INGEGNO FELICE 
CHE PER AMORE DELLA PATRIA RISORTA 
SI FE SEVERO A’ SUOI A SE STESSO 
VEGLIÒ INDEFESSO A’ MILITARI UFFICI 
DELLA TERRA NATALE CURA ED AMORE 
A DÌ XX OTTOBRE 1864 
GIOVANE QUILUSTRE MANCÒ DI VITA 
GAETANO FRATELLO 
POSE E DEDICÒ LAGRIMANDO 
AL GERMANO INCOMPARABILE

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
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