Cenni storici su Giulianova (Te) Araldica e storia di Giulianova - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

Cerca nel Sito
Vai ai contenuti

Menu principale:

Cenni storici su Giulianova (Te) Araldica e storia di Giulianova

Giulianova > Cenni storici su Giulianova
 
 

LO STEMMA DEL COMUNE DI GIULIANOVA

Lo stemma del Comune di Giulianova contiene un cavaliere medioevale a cavallo che rappresenta Giulio Antonio Acquaviva, il fondatore della città tardome-dioevale.
Lo stemma è sormontato da cinque torri che raffigurano le antiche fortificazioni quattrocentesche della città.
Giulia Nova o Giulianova, che deve il suo nome, appunto, al fondatore, anticamente si chiamava Castrum Novum, colonia fondata dai romani sulle rive del Batinus, l'odierno Tordino. Dopo la caduta dell’Impero Romano, nel corso del Medioevo, le fu dato il nome di Catel S. Flaviano, in onore delle reliquie del martire che, secondo la leggenda, sarebbero state rinvenute, forse portatevi via mare, in quel sito.
Il Vescovo aprutino ed umanista Giovanni Antonio Campano, in una lapide che si conservava murata in un edificio di Via V. Bindi, sulla facciata a Sud della casa dei Signori Paolone, narra che il villaggio fu ricostruito in seguito a «turbinar di guerre» e conseguenti epidemie, in un luogo più ameno, dopo il 1460 (la data ufficiale d’inizio dell’edificazione di Giulia viene fatta coincidere dagli studiosi col 20 gennaio 1472).
Attualmente la lapide è conservata in un magazzino del Comune, nell’attesa di essere ricollocata in un sito adeguato. Questo che segue è il testo in esametri latini, con la sua traduzione.
 
Advena quisquis ad haec surgentia moenia pergis mutatas cognosce loco sic nomine sedes turbine bellorum et coelo graviore relictas. Arva vides, profugis quondam viduata colonis,frugibus indigenas istis explere beatos.
O straniero, che vieni a queste sorgenti mura, chiunque tu sia, ti sia noto che rinnovate nel nome e nel luogo scampo son le case al furor esizial dell’etere malsano ed all’ira possente del Dio Marte. Or tu vedi, vuoti un dì di esuli coloni, i campi di fertili messi, i fortunati figli saziar.
Giovanni Antonio Campano (1429-1477), letterato, dal 1463 Vescovo di Teramo, città nella quale risiedette stabilmente dal 1474.
Il testo degli esametri è evidentemente dettato dal ricordo della battaglia combattuta il 27 luglio 1460 intorno a Castel San Flaviano, tra gli Angioini, guidati da Giacomo Piccinino, e gli Aragonesi con a capo Francesco Sforza. Ma il piccolo ed antichissimo centro marittimo, l’anno successivo (1461) fu distrutto completamente da Matteo di Capua e dalla fazione dei Teramani Spennati; questi eventi sono alla base della determinazione di Giulio Antonio Acquaviva di mutar sede alla sua Contea e di trasferire gli abitanti due chilometri a Nord, sulla collina, per sottrarli all’aria malsana di quel sito.

---------------------------------------------------------------------------------

In data 3 ottobre 2005, al Comune di Giulianova è stato concesso dalla Presidenza della Repubblica Italiana il riconoscimento di uno stemma ed un Gonfalone alla Citta' di Giulianova.

Documento:
VISTA la domanda con la quale il Sindaco della Città di Giulianova chiede la concessione di uno stemma e di un gonfalone per uso di quella Città;
VISTI gli atti prodotti a corredo della domanda stessa;
VISTO il R.D. 7 Giugno 1943, n°652;
SULLA PROPOSTA del Presidente del Consiglio dei Ministri;
...
DECRETA:
...

Sono concessi alla Città di Giulianova, in provincia di Teramo, uno stemma ed un gonfalone descritti come appresso:
 
STEMMA: d’oro, al cavaliere armato di tutto punto di acciaio al naturale, l’elmo cimato dalla piuma di rosso, cavalcante il cavallo baio al naturale, afferrante con la mano sinistra le briglie, di rosso, con la mano destra non visibile la spada di acciaio al naturale, posta in banda alzata, esso cavallo passante sulla pianura di verde, con l’arto anteriore sinistro  alzato. Ornamenti esteriori da Città.

GONFALONE: drappo di rosso, riccamente ornato di ricami d’oro e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro, recante la denominazione della Città. Le parti di metallo ed i cordoni saranno dorati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto rosso, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della Città e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’oro.
Il presente Decreto sarà debitamente trascritto.

Dato a Roma addì 3 ottobre 2005

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu