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Giulianova, mura, bastioni, porte, viabilità – Appendici documentarie.

Giulianova > Le mura e i bastioni di Giulia

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
Giulianova e l’entroterra del Teramano. Uliveti e vigne curati alla stregua di meravigliosi giardini, inconsueti percorsi a spasso tra borghi e paesini medievali dove immergersi nella cultura, nell’arte e nel folklore di questo “pezzo d’Abruzzo”. Sono le “Colline Teramane”. Un vero e proprio itinerario a cavallo tra mare e montagna dove a farla da padrone sono i colori caldi ed accoglienti delle nostre colline, le immagini ed il fascino dei mille “tesori” artistici da visitare: pievi, abbazie, chiese romaniche, monumenti e musei dal notevole valore storico e culturale. Ed infine i sapori più genuini della cucina teramana accompagnati dall’immancabile Montepulciano d’Abruzzo DOCG “Colline Teramane”, vino ormai celebre e rinomato in tutt’Italia e non solo.
 
GIULIANOVA. Le modifiche ottocentesche alla città acquaviviana: mura, bastioni, porte, viabilità
(Edizioni Banca di Teramo 2012)
di Ottavio Di Stanislao


APPENDICE DOCUMENTARIA
A.  1846. STRADA MARINA
«Il Comune di Giulia per secondare il pubblico voto di quella popolazione, onde rendersi meno incomodo la troppo ripida strada che dava l'accesso alla fontana detta marina, dalla quale ottima ed abbondante acqua attingevasi, propose doversi detta strada ristaurare con darle più comoda direzione. Sorse di poi il pensiero di altro non meno utile progetto, quello cioè di continuarla più oltre, affin di aggiungerla con la Consolare per evitare il lungo e pericoloso cammino che doveva impiegarsi usando quella che vi esisteva, il di cui mantenimento e ristauro importava al comune il bisogno di doversi erogare spesso somme incompatibili alle sue risorse. Se ne formò il progetto di arte [che prevedeva una ingente spesa] ma l'entusiasmo di molti cittadini di veder sorgere questa strada che utilità somma al comune di Giulia apportava, rendevasi superiore a qualunque mancanza. Fra questi primeggiava il signor De Bartolomei il quale offriva tutto il tratto di un suo terreno alberato di olivi, sito vicino alle porte dell'abitato, che servir doveva per il suolo della strada (...). Col mezzo delle offerte volontarie e delle diverse economie portate sugli esiti comunali il tratto di strada fino alla fontana trovasi da qualche tempo compito, e l'altro che imboccar deve alla consolare è vicino a toccare il suo termine ...» (1).
 
B.  1856. RESTAURO STRADA PER LA FONTANA
«Progetto per lo ristauro della strada che dalla Porta detta della Marina conduce alla Pubblica fontana grande e per la riduzione del suolo interno in prossimità della menzionata porta, onde condurre nelle bocche degli acquedotti le acque pluviali che vi si pervengono da tutte le altre strade interne, le quali acque ora, avendosi aperta l'uscita sulla nuova porta, si versano quindi nella mentovata della fontana, strada che nelle ultime dirotte piogge è rimasta tutta danneggiata da non essere ora praticabile, e per cui in riparo si progetta quanto segue: I. Ad eliminare l'uscita irregolare delle acque delle acque pluviali abbisogna che al di dentro della nuova apertura sul muro di cinta verso sud della città si formi un tronco di strada configurato a schiena, onde le acque del lato verso est si scarichino nella bocca di un tronco di condotto da costruirsi in comunicazione dell'esistente, e del lato verso ovest s'immettino nel pozzetto all'angolo della vecchia porta marina. II. Dalla estremità della casa della signora duchessa d'Atri ove confina la piazza del mercato, sino alle altre case di rincontro alla vecchia porta Marina occorre configurare la superficie stradale ad una pendenza trasversale, e sul lato inferiore della medesima verso est costruirsi un fosso portatore a culla selciato che accolga le acque della piazza indicata e dei laterali e la conduca nella bocca attuale della chiavica. III. Per ripristinare la strada della fontana comoda all'accesso degli abitanti ed animali, occorre il riporto di terra in tutti gli scavi operati dalle acque, e la nuova massicciata a ghiaia, nonché un argine con tronchi e frasche di quercia nella parte contigua al burrone". Ma in fase di esecuzione dei lavori "nacque la bisogna di doversi costruire delle catene a fabbrica nel numero di tre (...) per la stabilità e durature dell'opera (...) avendo la strada un pendio inclinato in modo sensibilissimo quasi facendo il 20%, in modo che alle prime acque piovane al certo trasportate avrebbero l'imbrecciamento». (2).
 
C.  1861. PROGETTO PER IL RESTAURO DELLE MURA DI CINTA
«Progetto per la costruzione di cinque porte e riattamento delle mura di cinta dell'abitato del Comune di Giulianova. Progetto d'arte (...) che propone i mezzi come garantire questo abitato da una possibile invasione di bande reazionarie che si aggirano nei limitrofi comuni.
I.    Riattare e rialzare in diversi punti più deboli e rovinati le antiche mura di cinta di questa città.
II.   Ridurre a vano di porta con chiusure di ponticelli di legno abete a doppia fodera e ricoverte di lastra di ferro nella parte esterna i tre punti aperti denominati Porta Marina, Porta S. Francesco e Buscione.
III.  Finalmente costruire le chiusure con i modi sopra descritti, nei vani di porta che immettono nel paese denominati Porta da Piedi e Porta da Capo.
 
Lavori di fabbrica
-   Fabbrica a pietra e rottami di laterizi con malta di calce ed arena fluviale per rialzare il muro sud dell'orto comunale di lunghezza palmi 100, altezza palmi 3, spessezza simile a quella del muro esistente palmo 1,50.
-   Fabbrica simile per risarcimento di detto muro nella profondità della base, di lunghezza unita di diversi punti palmi 42, altezza 8, spessezza media palmi 2 ...
-   Risarcimento dello stesso muro sul prolungamento avanti al giudicato regio, di lunghezza palmi 8, grossezza 2, altezza 5 ...
-   Simile risarcimento in più punti nella superficie esterna di lunghezza unita palmi 45, grossezza media palmi 1,50, altezza palmi 5,50 ...
-   Rialzamento del medesimo in tutta la linea davanti al giudicato, di palmi 102, altezza 3, spessezza 2 ...
-   Costruzione a pietra, pezzami e mattoni di un muro nella porta detta Buscione, in continuazione di quello vecchio, di lunghezza palmi 18, altezza 16, spessezza 2 ...
-   Fabbrica a mattoni per la costruzione degli stipiti di un vano di porta in detto sito, di lunghezza unita palmi 4, altezza fino all' imposta palmi 10 spessezza 2 ...
-   Arco a mattoni di punta a tutto sesto in detto sito, di corda palmi 7, larghezza 2, altezza 1 ...
-   Fabbrica a pietre e pezzami soprapporre al detto arco e stipiti, di lunghezza palmi 11, altezza 2, grossezza 2
-   Fabbrica simile di rinfranco all'arco.
-   Simile per lo rialzamento del muro nord dell' orto Ciafardoni in continuazione del vano di porta descritto lungo palmi 12, alto 5, largo 2 ...
-   Idem per lo riatto del muro che cinge l'orto dell'ospedale in diversi punti, di lunghezza unita palmi 22, larghezza 1, altezza media 3 ...
-   Costruzione di due tratti di muro con pietre, pezzami e mattoni nuovi per la chiusura del vano denominato Porta S. Francesco, giusta l'annesso disegno (figura 62), di lunghezza unita con l'immorsatura palmi 8, altezza 18, spessezza 2 ...
-   Fabbrica simile per risarcire il muro contiguo al soprascritto di lunghezza palmi 8, altezza 6, spessezza 1,50.
-   Fabbrica a pietre e pezzami col rivestimento a mattoni per la costruzione di due pilastri in detto vano di porta, giusta il citato disegno, di altezza ciascuno con la base e capitello palmi 20, larghezza riquadrata palmi 4 ...
-   Fabbrica a pietre e pezzami con malta di calce ed arena per la chiusura dell' antica Porta Marina di larghezza palmi 10, altezza 16, spessezza 1,50 ...
-   Fabbrica simile per la chiusura di un foro praticato nel muro contiguo a detta porta verso sud di lunghezza palmi 4, altezza 8, spessezza 2 ...
-   Idem per la chiusura di altro foro vicino al tappeto della signora duchessa delle dimensioni 7x5x2 ...
-   Nuova costruzione di un muro a pietre e pezzami ad est del paese, attaccato al magazzino del signor De Luca, alto palmi 16, grosso 2, alto 8 ...
-   Fabbrica a mattoni per la costruzione degli stipiti nel vano della pota marina nella sola parte del muro l'ovest, mentre nella parte opposta può servire di stipite l'antico muro, di larghezza palmi 3, altezza 18, grossezza 2,50 ...
 
Lavori di legname e ferro
-   Costruzione di quattro porte a due ali ciascuna con ponticelli di legno abete a doppia fodera per chiusura dei quattro vani che immettono nel paese, denominati Porta da Piedi, pota da Capo, Porta Marina, Porta S. Francesco, di larghezza ciascuno palmi 13, altezza 15, ... con i ferramenti e foderatura a lastra di ferro nel lato esterno ...
-   Simile chiusura nel vano di porta detto Buscione, di altezza palmi 14, larghezza 8 ...
-   Per cinque catorci di ferro da piazzarsi in dette porte ...
-   Per quattro architravi di legno abete da situarsi nei vani delle porte per appoggio di esse, di lunghezza ognuno palmi 15 ...
-   Fabbrica a mattoni per chiudere ciò che rimane di vuoto in ogni vano di porta al di sopra della chiusura di legname ...» (3).
 

63. 1861. Progetto dell'architetto Gaetano De Maulo per restaurare le mura e chiudere con porte la città.
Particolare di Porta S. Francesco.
(A.S.T., Intendenza borbonica, b. 455/B, fasc. 44)
 
D. 1827. CARLO FORTI AL DIRETTORE DI ACQUE E STRADE
«5 giugno 1827. Veneratissimo sig. direttore
Prima di partire da codesta capitale riseppi che il progetto della strada dall'osteria di Ripattoni a Giulia approvato dal Consiglio di ponti e strade, era stato rimesso dal Ministero delle Finanze alla Consulta di Stato per la pretensione che erasi affacciata dagli abitanti di Giulia di doversi la strada condurre in quel comune per l'andamento della strada attuale e non già per quello ch'erasi progettato.
lo avrei voluto parlargliene a voce, ma il sig. ispettore Grosso, che incontrai su per la scala del Real palazzo, intorno alle 22 ore dopo essermi congedato dalla sig.ra principessa di Melissano mi disse di non esser quella l'ora comoda per lui e gli manifestai dunque l'oggetto della premura che io avea di parlarle e gli raccomandai di far le mie veci.
Nel mio ritorno qui ho saputo di essersi dalla Consulta di Stato rimesse le carte dal Consiglio provinciale del 1826 per far conoscere il suo pensiero e quello della deputazione provinciale intorno al voto del Consiglio provinciale emesso di doversi la strada da Teramo a Giulia condurre direttamente da Ripattoni a Giulia.
Sbocciò questa idea nel dopo pranzo in occasione che il sig. intendente si trovava in Giulia assediato dalla pioggia e due fanatici che lo corteggiavano, inebriati da questo pensiero ed incoraggiati dal sig. intendente ne avanzarono la domanda al Consiglio provinciale dove ottennero favori da consiglieri prevenuti a di loro vantaggio credettero di poterne giudicare per la scienza ad essi trasfusa dal titolo. Il sig. intendente invece di riunire la deputazione delle opere pubbliche provinciali ha chiamato i due promotori di questa idea che furono da lui nominati per deputati delle strade interne di Giulia, ciocchè riseppi nel mio passaggio per quel comune. Nel mio arrivo qui non ho avuto altra premura che quella di portarmi dal sig. intendente per presentargli i di Lei complimenti e fargli menzione della strada da Teramo a Giulia, affinché me ne avesse detto qualche cosa.
Dall'abboccamento avuto con lui ho rilevato che la combriccola diffidandosi di poter attaccare direttamente l'andamento progettato, perché troppo visibile è la differenza che passa fra una strada costantemente piana e l'altra che nel corso di cinque miglia va intersecando sei valli tra cinque colli e che sarebbe per conseguenza molto più lunga per i sviluppi, più scomoda per le salite e le discese, più dispendiosa per la distanza di materiali e per l'altezza di ponti, han pensato di attaccarlo indirettamente col seguente ritrovato pagliuttesco [sic] che può illudere le persone che non hanno conoscenza del locale. Essi ragionano come segue. In Giulia esiste il burò doganale d'immissione.
I regolamenti doganali prescrivono che i trasportatori delle mercanzie non debbano oltrepassare il burò doganale. L'andamento progettato importa che i mercadanti debbono oltrepassare il burò per il ritorno indietro a sdoganare le merci, onde il burò doganale deve trasferirsi nella sottoposta spiaggia del mare vicino alla strada consolare, ma questa spiaggia va soggetta a ristagni di acqua che producono infezione di aria; deve dunque trasferirsi in una spiaggia più salubre, o sotto il comune di Tortoreto, o sotto Silvi.
Questa traslocazione importa una spesa grandissima per l'edificazione non solo delle officine, ma dei magazzini e delle abitazioni degli agenti doganali; dunque l'andamento progettato è da riprovarsi e la strada deve portarsi, per dentro il comune di Giulia, ad assecondare la vecchia strada attuale. Questo ragionamento appoggiato dall'appaltatore delle dogane potrebbe far presa alle persone che non conoscono le località e dar luogo ad un errore irreparabile che ha per oggetto l'interesse doganale ma che in sostanza ha l'unico scopo di conservare agli abitanti di quel comune il divertimento del passaggio, ed il diritto di smungere i passeggeri senza sortire dalla propria casa. Si compiaccia sig. direttore di dare una occhiata all'annessa pianta estensiva ora che passo a rispondere al ragionamento di preservarsi della strada per dentro Giulia.
Per indurre la strada dall'osteria di Ripattoni a Giulia asseconda della strada vecchia, sarebbe necessario che si potesse continuare verso le Marche per l'andamento ABC, oppure per FI, ma nel tratto AB ch' Ella ben si ricorda di aver dovuto percorrere a piedi nel portarsi al Tronto, il colle è franoso e non è possibile tagliarsi la strada a mezza costa senza ricorrere a grossissimi muri di pieno.
Nel progetto comparativo della strada per dentro e fuori Giulia discusso dall'abolito Consiglio di ponti e strade, e rapportato a S.E. il ministro dell' interno in data Il marzo 1818 per una sola porzione di muro di freno fu calcolata la spesa di ducati 12.187:50, se si fosse continuato il calcolo si sarebbero oltrepassati i 30.000 ducati. Il calcolo fu basato dapresso la livellazione e sezioni descritte nel verbale firmato dall' istesso sindaco del comune che non potette negare il fatto. Nell'està passata i deputati delle strade interne creati dall'intendente per acquistare una ragione a far passare la strada per dentro Giulia, tentarono d'ingrandire il tratto in parola ma le frane richiamate dai tagli fatti a quest'oggetto lo hanno reso intraficabile.
Per l'andamento FI ella ben ricorda a quale altezza si trova il comune di Giulia sopra la spiaggia del mare e dello straripido della pendice; aggiungo di più che quella pendice soggetta allo scoppio delle acque sorgenti non soffrirebbe tagliamenti di sorte alcuna ma ancorché potesse farsi o nell'uno o nell'altro modo è chiaro l'allungamento di cammino per tutti quelli che, provenienti dall'interno del Regno sono diretti all'osteria di Ripattoni per quindi portarsi a Teramo.
I pretensori della strada per dentro Giulia han posto in veduta la spesa del trasferimento del burò doganale ma non già quella che si richiederebbe per rendere possibile la strada per AB o per FI e quella maggiore forse del doppio per costruire una strada non solo larga ma anche incomoda asseconda della strada vecchia. Questo mi sembra di voler ingannare S.M. e di voler sacrificare il comodo di commercianti (per) l'interesse diretto del comune di Giulia non si può comunicare colla consolare condotta per la spiaggia del mare che per solo andamento FED, asseconda del quale da D in E si va al 7% e da E in F al 2-3% attraverso i terreni stabilissimi.
Ciò posto non veggo per quale ragione si debbano obbligare i mercatanti ad andare per l'andamento della strada vecchia che deve risultare lunghissima per i sviluppi ed incomoda per le salite e discese, dopo di avere sdaziate le di loro mercanzie piuttosto che ritornare per FE e quindi dirigersi per l'andamento progettato all' osteria di Ripattoni e quindi in questa città per una strada più breve e sempre piana; non veggo neppure la necessità di doversi sacrificare il distretto ad una spesa molto maggiore di quella che si è progettata. La necessità di doversi traslocare la dogana è una di quelle preposizioni che è premessa ai patrocinatori (...) con franchezza per difesa della causa ingiusta.
La strada che si deve battere necessariamente dai mercatanti provenienti dalle Marche per condurre alla dogana di Giulia è quella per CDEF. Si supponga che nello spazio DEFI vi sia un lago o un monte (...) che impedisca ogni altro cammino e che per quello di DEF non capisco per quale ragione si debba intendere oltrepassato il burò doganale nel punto D prima di arrivare in zona. Il burò doganale si deve intendere oltrepassato quando da D si fosse progredito verso G o da E verso H e non già quando la vettura è sul cammino che conduce alla dogana. Non vi è dunque la pretesa necessità di traslocare la dogana da Giulia conforme si è dato ad intendere per avere altre ragioni da addurre.
Voglio augurarmi sig. direttore che questa mia le pervenga in tempo per correre da S.M. per prevenire il Real Rescritto e non far rinnovare la dolente scena del Palazzo dell'Intendenza. Questo pensiero mi agita fortemente perché amo la mia patria e l'onore del Corpo che Ella degnamente dirige. La prego perciò di ritogliermene coll'onorarmi di una riga.
Infine quanto anche la Consulta di Stato volesse giudicare la cosa per le sole vedute politiche che altro decidere se non che la strada da Teramo sia portata fino a Giulia in conformità col Real decreto. Questo appunto si è eseguito coll'andamento progettato continuandolo fino alla porta di Giulia; che però da Giulia si debba ritornare indietro per andare nelle Marche, oppure nella capitale del Regno; questo è l'andamento consultato dall'arte della quale la Consulta di Stato non può ne deve decidere come perché riserbata al Corpo di Ponti e Strade, formato a questo oggetto da S.M.
Questa questione potrebbe motivare un progetto comparativo ma questo ad altro non servirebbe che a ritardare il tanto sospirato proseguimento della strada ed a far perdere sei mesi di tempo che per lo meno occorrono per compilarlo e che più utilmente potrebbe impiegarsi alla compilazione di altri progetti più utili.
Sarebbe inoltre estremamente doloroso il dover fare tanto travaglio per essere venuto in testa a due ridicoli di proporre una cosa diversa senza di una convincente dimostrazione. Quando per disgrazia del nostro Corpo l'opinione delle persone volgari dovesse prevalere a quella ragionata degli uomini d'arte La prego far sì che la questione sia esaminata sopra luogo da una commissione d'ingegneri da lei presieduta per far più presto. Voglio augurarmi che questa mia le pervenga in tempo da poter prevenire il real rescritto per non far rinnovare la scena dolente del Palazzo di questa intendenza in disdoro del nostro corpo.
I competitori fanno assistere alla Consulta di Stato per superare il di loro assunto. Qui non vi è chi s'incarica del bene pubblico ne io ho altri mezzi da sostenerlo che quello della ragione che vi prego di far valere nella Consulta di Stato per difesa della provincia in cui sono nato» (4).
 
E. 1827. MEMORIA DI CARLO FORTI AL CONSIGLIO DI STATO
«L'apertura della strada da Teramo a Giulia fu decretata de11815; si indicò il punto di Giulia perché si credeva che il cammino degli Abruzzi potesse continuarsi sino al confine del regno, passando per quel comune a seconda dell'andamento della strada vecchia. Nel progettarsi la continuazione del cammino indicato da Pescara al Tronto si osservò che per quanto fosse facile la salita in Giulia dal lato del fiume Tordino venendo dalla capitale, altrettanto era difficile ed impraticabile la discesa dal lato delle Marche; si stimò dunque di continuarla lunghesso la spiaggia del mare.
Nel 1816 essendosi ric1amato dagli abitanti di Giulia contro di questo progetto fu ordinato un progetto comparativo sulle basi di una livellazione e descrizione del terreno da farsi coll' intelligenza del sindaco di quel comune per redigersene il verbale corrispondente da firmarsi dal sindaco istesso. Tanto fu eseguito ed (...) dal consiglio dell'abolito corpo di ponti e strade esaminato il progetto comparativo sul rapporto del direttore generale con M[inisteria]le del 21 ottobre 1818 restò deciso di doversi la strada consolare continuare per la spiaggia del mare senza deviarla per attraversare il comune di Giulia.
Nel formarsi il progetto della continuazione della traversa da Teramo alla consolare sotto Giulia questi abitanti si son fatti di bel nuovo a pretendere che la strada si porti a passare per dentro Giulia ciocchè importa di rendersi possibile coi fondi di una meschinissima cassa provinciale, quello che fu trovato impossibile di eseguirsi col fondo cospicuo della sovraimposta doganale ne avanzarono pertanto la domanda al Consiglio provinciale del 1826, chiamato a dare il suo parere sulla convenienza della cosa non conoscendo la strada votò a favore di quei naturali, determinazione che urta all'economia, commodo pubblico e principi dell'arte.
Tenuti presenti i principi dell'arte, la maggiore commodità brevità e minor spesa si è progettata la continuazione della strada da Ripattoni a Giulia dal lato da cui quel comune è più accessibile cioè per la pianura dove va a terminare la serie delle valli e dei colli sull'ultimo de' quali, vicino al mare, quel comune è situato. Tale andamento presenta comodità, brevità di cammino e risparmio grandissimo di spesa per i materiali che si trovano cammin facendo; ma perché presenta anche il comodo, ch'è maggiore di tutti gli altri, quello cioè di poter arrivare alla consolare per una via non solo facile ma anche breve senza passar per Giulia coll'allungamento di un miglio, ad un quarto di strada misurata in aria, si pretende che per obbligare i viandanti a passare necessariamente per Giulia si porti la strada ad attraversare la serie di colli e delle valli dove la strada andrebbe a risultare più lunga di tre miglia per lo meno a motivi di sviluppi; più incomoda per le salite e per le discese e più dispendiosa per le maggiore altezza de' ponti e per la maggiore distanza de' materiali che debbono prendersi dal fiume.
Una popolazione di circa duemila anime che per la sua naturale indolenza desidera che i passeggeri gli siano portati sin dentro le proprie case non merita il sacrificio del comodo di un capoluogo di provincia, de' viaggiatori e de' commercianti tutti e quello dell'interesse dell'intero distretto che contribuisce per la costruzione della strada che per lo meno andrebbe ad importare il doppio per l'andamento dai giuliesi preteso; e ciò tanto maggiormente perché niun vantaggio può ad essi risultare da tanti sacrifici per motivo che da prima della costruzione della strada il comune di Giulia serviva alla pernottazione, ora che la strada si è costruita per metà e per l'altra metà si preferisce di andare giù pelletto sosso [sic] del fiume piuttosto che salire in Giulia attraverso di colli e di valli, quel comune non può servire né di rinfresco né di pernottazione onde, senza pretendere il proprio incomodo nel portarsi in questo capoluogo e quello de traficanti tutti sarebbe più vantaggioso per i di loro interessi per lo smalti mento dei di loro generi il costruire piccole pinciaje a creta nell'intersecamento della traversa di Teramo colla consolare conforme si è praticato dai comuni di Silvi e Montepagano situati sulle alture, incominciano a far sorgere i sobborghi a fianco della consolare la circostanza del Burò doganale che trovasi situato a Giulia non è incompatibile coll'andamento che si è progettato, conforme per via di sofismi e cavilli si è procurato di dare ad intendere. Si supplica perciò la M.S. voler rimettere la decisione di questo affare interessantissimo per questo capoluogo, pel commercio in generale e per tutto il distretto, al Consiglio di ponti e strade che è l'unico a cui compete di giudicare delle cose di arte» (5).
 
F. 1855. NOTAMENTO DELLE STRADE DEL COMUNE DI GIULIA COLLE DIRAMAZIONI
1)   Strada regia; lunghezza: due miglia; dal fiume Tordino al fiume Salinello; da qs. Strada partono diversi rami che portono al mare nella lunghezza ciascuno di circa palmi 2000: il più trafficato è quello che passa fra i magazzini della sig.ra duchessa.
2)   Strada distrettuale detta de' cappuccini; un miglio; dall'abitato di Giulia al fiume Tordino; (tre miglia sino al perimetro del comune verso Teramo); qs, str. Dopo 2/3 di miglio dalla città si dirama a dx per la lunghezza di mezzo miglio circa fra i terreni del sig. Cicchetti ed altri da un lato, e quelli della sig.ra duchessa dall'altro, va a ricongiungersi colla distrettuale, a sx poi un altro ramo va a raggiungere la strada regia e da questo ramo ne parte un altro a dx fino alla chiesa dell'Annunziata, e da quest'ultimo ne esce un piccolo viottolo vicino la fonte di S. Flaviano, fra i terreni tenuti da Paolini e Sebastiani che va alla strada regia. L'istessa strada prima di giungere alla fabbrica del sig. Massei apre un via che mena al mulino da piedi, che ritorce poi a dx sino al mulino Cicchetti. Nelle vicinanze della masseria Castorani a sx apre una via che porta al mulino da capo, sino al fiume, e questa ne apre un'altra vicino al terreno di Falini che si congiunge con altra che va sino a Muzi ed altri siti e da questo punto va a ricongiungersi colla distrettuale ai Micaletti. Finalmente a dx nel c.d. Fosso o Fonte Rossi altro ramo che porta all'estremità di detto fosso e ritorce verso la masseria di Ventura Trifoni, sino al confine del comune di Mosciano.
3)   Strada della Madonna; 3/4 di miglio, dall'abitato di Giulia giunta al convento ritorce a dx tra i terreni de' sig. De Bartolomei e Sebastiani si congiunge con quella regia; qs. Str. Dal convento progredisce per circa 2/3 di miglio sotto Pediconi, De Dominicis, Palma, Plebani fino al territorio di Montone. Fra questo tratto ne spicca un altro a sx sino al congiungimento della strada del crocifisso.
4)   Strada di Salinello; ½ miglio; dall'abitato alla strada regia; ad 1/4 di miglio circa spicca un ramo di circa 1000 palmi fra i terreni De Bartolomei e Lamolinara si unisce alla strada regia.
5)   Strada della via cupa; sul principio qs. str. apre un viottolo a sx per circa 1/3 di miglio e si ricongiunge alla distrettuale. Ad un quarto di miglio due rami a dx e sx , quello a dx va a ricongiungersi colla strada di Mosciano sul fosso Mostaccio fra i terreni Ciafardoni, Palma e De Bartolomei: quello a sx porta a Terraveccia sulla distrettuale. Più oltre a ½ miglio circa apre a sx un ramo che ritorce verso Falcioni, e si congiunge anche colla distrettuale: a dx altro ramo che attraversa il fosso passa tra i terreni Massei, Trifoni e Cerulli e va a riunirsi con quella di Mosciano e coll'altra che passa vicino la masseria di Ventura Trifoni come si è detto al n. 2. poco lungi a sx altro ramo tra i terreni di castorini e Coticchia giunge alla distrettuale.
6)   Strada verso Mosciano; 3 miglia; dall'abitato al confine del comune con quello di Mosciano; qs. str. Dopo ¼ di miglio circa devia con un ramo fino alla strada del Campetto. Dopo ½ miglio altro ramo a dx porta a Montone per Colle Pizzuto. Ad un miglio e mezzo con altro ramo a dx porta alle Case di Trento ed altri luoghi, dopo un miglio circa dal punto ove torce come sopra altro ramo a dx che porta sino al Casale e dopo altro ½ miglio altro ramo pure a dx porta anche al Casale e al perimetro [confine] del comune con Mosciano.
7)   Strada del campetto; 2 miglia; dall'abitato attraversa il fosso Mostaccio ed altro fosso sino al tenimento di Montone verso Bellante. Dopo 1/4 di miglio con un ramo di piccola strada va ad unirsi con quella del crocifisso.
8)   Strada del crocifisso; 2 miglia; dall'abitato sino al perimetro del comune con Montone; dopo ½ miglio apre un ramo a sx sino alle vicinanze del fosso di Montone sotto la masseria di de Rospi.
9)   Strada della marina; 1 miglio ca.; dall'abitato fino al mare; dalla porta marina dell'abitato di Giulia ha principio la descritta strada; una altra dall'istesso punto passa per la fontana grande si ricongiunge ad essa, ed un viottolo rivolge a sx che porta alla fontanella ed al mare fra i terreni della sig.ra duchessa, attraversando la strada regia.
Vi sono altri viottoli e vicinale di poco rimarco, come un viottolo che dalla porta da capo conduce anche alla fontanella in ricongiunzione di quella sopra descritta n. 9.
Giulia, 30 settembre 1855 Sindaco R. Cavarocchi (6).
 

Figura 64. Alcune formelle superstiti della toponomastica del 1871.
Foto Francesco Trifoni

G. 1871. NUOVA DENOMINAZIONE DELLE STRADE CITTADINE …
«La piazza dietro la collegiata sarà detta Piazza della Rotonda. La nuova piazza: Piazza del Belvedere. Quella sotto Antolini Piazza del mercato. L'attuale corso Strada del Corso. Dal caffè Orsini alla casa D'Andrea Via del Sole. Da Antonelli verso l'asilo sino a Paolini Antonio Via dell'asilo. Dalle due case Ciafardoni fino a Zacchei Via dell'arco. Dall'ufficio postale verso la Misericordia fino a De Angelis Via dell'Orologio. Dalla casa Paolini Eugenio alla casa de Martiis Via Colonna. Dalla casa Trifoni Bartolomeo al municipio e da questo alla posta Via del Municipio. Dalla casa del sig. De Luca Nicola al trappeto del sig. de Bartolomei Via di Porta Marina. Dalla casa di Cavarocchi Daniele sino a Pelagalli Via delle Grazie. Dalla casa De Cintio sino a Cerrnignani Via delle Muse. Dalla casa Bucci alla casa de Maulo Via S. Francesco. Dalla casa del Nunzio alla piazza del mercato Via del Mercato. Da Querceti alla casa Iaconi Via S. Pietro. Da Paolone alla casa Massei Via delle Scale. Dalla casa Ciafardoni Gialluca sino all'angolo della Misericordia Via del Papavero. Dalla casa Bucci Vincenzo a quella Orsolini Via delle Fosse. Dalla casa Verticelli Bonifacio a quella Gambacorta Via della Rocca. Dalle signore Castorani alla Ricevitoria di sali e tabacchi Via de Magazzini. Da Cavallo alla casa di Angelo Fedele Vico della Passera. Dalla casa Tribuiani ad Adamo Paolone Vico del Gallo. Dal magazzino D'Errico sino alla nuova piazza Via del Pavone.
Sotto la lettera di trasmissione una annotazione del prefetto, il piemontese Giacomo Ferrari, che esprime tutta la distanza esistente tra la burocrazia sabauda infervorata dagli ideali risorgimentali e il consiglio comunale giuliese che si era adeguato alla nuova situazione politica e istituzionale senza troppo entusiasmo con un atteggiamento di adattamento e di continuità tra vecchio e nuovo, peraltro comune a tanta parte del notabilato meridionale già rilevato da Cerulli.
"Il Consiglio di Giulianova si è ispirato: 1° alle cose barocche; 2° ai Santi del calendario; 3° agli uccelli. E i tanti fatti dell'odierno rinnovamento politico e sociale non gli hanno suggerito un nome per battezzare una delle sue vie o piazze. Non pertanto si visti il deliberato» (7).
Così mentre il prefetto piemontese stigmatizzava l'assenza di qualsiasi riferimento all'unità d'Italia nella nuova toponomastica cittadina, l'assise civica giuliese aveva ritenuto pacifico e sensato sancire con una deliberazione i nomi comunemente usati dalla popolazione per l'individuazione delle vie.
 
H. 1852. PROGETTO DE MAULO PER LA STRADA DELCORSO
«Stato stimativo della spesa necessaria per la costruzione della strada del Corso di Giulia.
Le strade interne del comune di Giulia essendo tutte in pessimo stato, l'Amministrazione Comunale ha mostrato il desiderio di migliorarne la condizione per comodo degli abitanti e perciò ha incaricato me qui sottoscritto di progettare in preferenza la costruzione di quella del corso essendo la principale del comune, riservandosi in seguito di promuovere la costruzione delle altre. Infatti avendo osservato la suddetta strada ho trovato che essa [m qui trovasi munita di un sol tronco di cloaca per lo scolo delle acque immonde e piovane cioè dalla porta da piedi fino all'angolo della casa Piccioni e si verifica la necessità di doverne costruire altri tre. Il primo dal portone de sig.ri De Bartolomei fino all'angolo est della casa Paolini di lunghezza palmi 236. Il secondo dall'angolo nord della casa Bucci fino all'angolo settentrionale del palazzo Ciafardoni. E il terzo dovrà incominciare dall'angolo sud della casa Castorani fino alla casa Braca, di lunghezza palmi 60. Si tralascino i tratti avanti le case Paolini, Bucci e giardino Ciafardoni perché le acque che provengono da questi possono facilmente scaricare nei sopra descritti tronchi che vi confinano. Vi occorre pure in tutta la sua superficie un selciato stabile a pietre arenarie dure simile a quello che si eseguisce nel corso di Teramo per poter resistere alla pressione delle ruote di pesanti vetture che frequentano la strada e così togliere ancora l'inconveniente del gran fango che ora si verifica particolarmente in tempo d'inverno per essere la strada costruita a ghiaia.
 
Valutazione de' lavori e calcolo
-   Rimozione di breccia consolidata in tutta la superficie della strada per sostituirvi invece il selciato di lunghezza palmi 1000 dalla porta da piedi fino a quella detta da capo, larghezza media palmi 29, profondità del cavo declini 7 ...
-   Cavamento di terra al di sotto del descritto per l'apertura del condotto praticabile, lunghezza unita dei tre tronchi palmi 481, larghezza palmi 5,50 profondità palmi 5 ...
-   Cavamento simile per l'apertura di n° 26 bocchette da stabilirsi in ambi i lati della strada per intromettere le acque nel condotto alla distanza di palmi 50 l'una dall'altra, costruendole anche nel tronco di cloaca già fatta della lunghezza e larghezza ognuna palmi 4, profondità palmi 4 ...
-   Idem per aprire la comunicazione delle suddette bocchette col condotto di lunghezza unita palmi 208 larghezza palmi 4 profondità palmi 4 ...
-   Idem per l'apertura di altre 6 bocchette di maggior ampiezza delle descritte che serviranno per raccogliere le acque dalle strade superiori e per eseguire lo spurgo del condotto e perciò una verrà situata nell'angolo del forno pubblico, un'altra nell'angolo Piccioni, la terza nell'angolo della casa Paolini, la quarta nell'angolo Bucci, un'altra nell'angolo nord del palazzo Ciafardoni e la sesta nell'angolo di casa Braca, della lunghezza e larghezza ciascuna di palmi 5,50, profondità palmi 5 ...
-   Cavamento simile per aprire la comunicazione di dette bocchette col condotto di lunghezza unita palmi 39 larghezza 5,50 profondità palmi 5 ...
-   Simile per l'impianto dei muri laterali dei tre tronchi di cloaca di lunghezza unita palmi 962, larghezza palmi 1,50, profondità palmi 1 ...
-   Idem per la fondazione dei muri laterali delle 26 bocchette con la comunicazione al condotto di lunghezza unita e girata palmi 624 larghezza palmi 1,50 profondità palmi 1 ...
-   Simile per l'impianto dei muri laterali delle altre sei bocchette di maggior ampiezza anche con le comunicazioni al condotto, di lunghezza unita e girata palmi 150, larghezza palmi l,50, profondità palmi 1 ...
-   Fabbrica a pietre con malta di calce pozzolana per riempire le qui sopra calcolate fondamenta che con tutto formano palmi cubici 2604 ...
-   Fabbrica a pietre e mattoni con malta di calce e pozzolana dei muri laterali dei tronchi di cloaca di lunghezza unita palmi 962, spessezza palmi 1,50, altezza dalla platea fino al piano estradosso della lamia pahni 4,50 ...
-   Fabbrica simile dei muri laterali delle 26 bocchette e condotti adiacenti di lunghezza unita e girata palmi 624, spessezza palmi 1,50, altezza palmi 3,50 ...
-   Idem delle altre sei bocchette di maggior ampiezza di lunghezza unita e girata palmi 150, spessezza 1,50, altezza 4 ...
-   Platea di mattoni in piano con malta di calce e pozzolana dei suddetti tre tronchi di cloaca di lunghezza unita palmi 481, larghezza palmi 2,50 ...
-   Simile dei condotti laterali e bocchette di lunghezza unita palmi 336, larghezza media palmi 2 ...
-   Fabbrica a mattoni con malta di calce e pozzolana delle volte dei tre tronchi di cloaca di lunghezza unita palmi 481 , sesto palmi 1,24, di corda palmi 2,50, spessezza palmi 0,50 ...
-   Simile delle 26 botti sotterranee laterali, di lunghezza riunita palmi 182, larghezza palmi 1,50, sesto palmi 0,75, spessezza palmi 0,50 ...
-   Idem di quelle di maggior ampiezza al n° di 6 di lunghezza unita palmi 42, di corda 2,50, sesto 1,25, spessezza 0,50 ...
-   Forma di legname della volta di larghezza palmi 16, di giro palmi 3,75 ...
-   Lavori di superficie per la riconformazione della strada con profili trasversali a schiena a terra ben battuta, prima di sovrapporsi il selciato C ... ) essendosi una superficie di pahni quadrati 290 per essere la strada lunga palmi 1000 e larga 29 ...
-   Per n° 26 pietre per chiudere le bocchette munite ciascuna di due trafori di palmi 2 per ogni lato e della spessezza di palmi 0,50 ...
-   Per altre 6 pietre per chiudere le altre 6 bocchette, ciascuna di palmi 3,50 per lato, spessezza 0,75 ...
 
Selciato
Per portare a compimento la costruzione di detta strada vi occorre un ben adatto selciato che possa corrispondere alla solidità inerente ad una strada di traffico, alla comodità e bellezza, perciò si è creduto progettarsi la carreggiata della strada in esame di palmi 19 di larghezza con selciato simile a quello che si eseguisce nel corso di Teramo, formato di pietre arenarie dure sfaccettate nella parte superiore tutte dell'altezza almeno di decimi otto situate su di un letto di terra ben battuta e consolidata e legate con malta di calce e pozzolana, ed i margini di larghezza ciascuno palmi 5 con selciato di ciottoli fra guide e catene di mattoni. Un selciato di tal fatta raccogliendo le pietre nel fiume Tordino, che ne abbonda, dietro accurata analisi potrebbe costruirsi colla spesa di ducati 3:40 la canna. C ...) Selciato di ciottoli tra guide e catene di mattoni nelle fiancheggiatore di detta strada, di lunghezza unita dei due lati palmi 2000, larghezza sviluppata palmi 5 C ...) Giulia 31 ottobre 1852» (8).
 
 
I. 1836. FONTANA TERRAVECCHIA

65. Particolare della pianta del 1836 con evidenziata la posizione della fontana di Terravecchia.
A.S.T., Intendenza borbonica, b. 673

L. 1877. CHIESA MADONNA DI LORETO

66. Area, sulla via dei cappuccini, dove insisteva l'antica chiesa diruta della Madonna di Loreto.
A.S.T., Prefettura 11/9, serie II, Giulia b. 2, fasc. 12.
 
M. 1848. DANNIALLASTRADACONSOLARE
«A 23 marzo 1848 un branco di maniaci, parte naturali di questo comune di Giulia, e parte accidentalmente quivi dimoranti a causa d'impieghi finanziarii, esordiva nelle sue svariate delinquenze, consumando degli attentati sulla Consolare, che dal Tronto mena alla Pescara, traversando questo tenimento, tagliandola in diversi punti ed abbattendone un ponte che esisteva nella lunghezza intermedia de' diversi tagli. Tali attentati consumavansi nel fine criminoso, non solo onde rendere impraticabile la traversata, ma sebbene affin di costringere i viandanti a transitare per questo abitato tuttoché noi volessero, non essendovi altro cammino, che congiungesse i due suindicati punti; e siccome per ascendere dalla Consolare in parola all'erto colle, sul quale questo abitato è posto, avvi un tanto difficile cammino, che qualunque vettura, sia proveniente dal limitrofo Stato pontificio pel Tronto, sia che provenga dal punto opposto non avrebbe potuto ascendervi senza il mezzo sia dei bovi, sia di nuova vettura, ed anche perché attesa la distanza de' due estremi Tronto e Pescara al punto Giulia intermedio, i mezzi di trasporto quivi ascesi vi sarebbero giunti in modo depauperati di forze, che impossibilitati al prosieguo, avrebbero dovuto di necessità piegarsi alla pernottazione, ed allo stallaggio, ed a tal modo formatasi il monopolio dagli albergatori, da stallieri, da vetturini, da venditori a minuto, e dagli altri tutti che vivono col mezzo degli avventurieri. Nella suindicata mattina la turba che componeasi da D. Egidio e D. Filippo Bruschi, (commessi del fondaco del sale), D. Antonio De Ottero (ricevitore del sale, originario di Napoli), D. Nicola Padolecchia (agente principale di vigilanza finanziaria originario di Bari), ed altri unitamente a diversi della Guardia Nazionale, già disciolta, fra quali Giuseppe Martinangeli, Vincenzo Cermignani , Andrea lezzi, armati di fucili e D. Domenico De Antoniis con stendardo tricolore inalberato ... avviaronsi per la cosi detta strada di Salino, che immette alla Consolare in parola e giunti al punto d'unione e propriamente presso la Torre denominata di Salino (adunarono con minacce parecchi contadini che lavoravano negli orti adiacenti dotandoli di attrezzi prelevati dalle vicine pinciaje costringendoli ad esueguire) due tagli trasversali in due punti diversi della strada, ben larghi e profondi. Il primo presso la su indicata Torre, e l'altro presso i cosi detti magazzini del Duca ... diversi operai furono compensati con cibo, con denaro e con un barile di vino donato da D. Concetto Ciafardoni ... nella notte che successe i delinquenti medesimi spedirono due espressi l'uno al fiume Tordino, l'altro al Salinello nel fine di prevenire i trainieri di passaggio a non battere la ripetuta strada perché divenuta impraticabile ... (la stessa notte) abbatterono un ponte che esisteva nella lunghezza intermedia de' due cavamenti consumati nella mattinata ...» (9).
 

67. 1850. Danneggiamenti alla strada Consolare (BB) nei punti: C, nei pressi della strada Salino e della torre; D, ponticello o "chiavicotto" per il deflusso delle acque; E, in prossimità dei magazzini del Duca.
A.S.T., Gran Corte Criminale, mazzo 804/2, vol. 3, f. 80


APPENDICE DOCUMENTARIA. Note
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(1) Stralcio della relazione del Consiglio d'intendenza allegato all'atto notarile di cessione dei fondi comunali dove all'inizio della narrativa si legge: «... fin dal 1842 si intraprese la strada breve per discendere alla marina ed alla consolare dalla parte cosi detta della Fontana, che dal pubblico bisogno veniva reclamata a maggior comodo della città e del commercio ...» A.S.T., Archivio notarile. Notaio Filippo Paolone di Mosciano, b. 1264, vol. 28, atto n. 44.
 
(2) A.S.T., Intendenza borbonica, b. 455/B, fasc. 40.
 
(3) Da Napoli, il Segretario generale del Ministero dell'interno faceva sapere che tale progetto non era finanziabile, come richiesto, con parte dei fondi assegnati in prestito dal governo per le opere pubbliche: «Non si può consentire alla chiesta inversione di parte della rata del prestito toccato al comune di Giulia in 5 mdl onde provvedere alla restaurazione delle mura ed a fornire di porte la città perciocchè il municipio manca di strade ed è in via di costruirle e quindi non è possibile distrarre da questo scopo le somme accordate all'uopo dal Governo». A.S.T., Intendenza borbonica, b. 455/B, fasc . 44.

(4) A .S.T., Intendenza borbonica, b. 890, vol. IV, n. 39, cc. 13 - 17.
 
(5) A.S.T., Intendenza borbonica, b. 890, vol. IV, n. 39, cc.18 - 19.
 
(6) A.S.T., Intendenza borbonica, b. 454/C.
 
(7) A.S.T., Prefettura 11/9, II serie, Giulia, b. 3, fasc. 19.
 
(8) A.S.T., Intendenza borbonica, b. 455/A, fasc. 34.
 
(9) A.S.T., Gran Corte Criminale, mazzo 804/2, vol. 3.
 
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